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Leone d’Oro a Emma Dante tra Beatrice Venezi e spillette ProPal: alla Biennale Teatro è arrivato un po’ di pepe

12 June 2026 at 17:45

No, il generale Roberto Vannacci ancora non si è presentato alla Biennale di Venezia, nonostante il suo plauso per la riapertura del padiglione russo, ma potrebbe persino sbarcare presto in Arsenale, chissà. Intanto, ha fatto capolino alla cerimonia ufficiale dei Leoni d’Oro alla Biennale Teatro, nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian – assenti in blocco le autorità politiche e ministeriali – un’elegantissima Beatrice Venezi.

Sì, la direttrice d’orchestra che ora ha intentato causa al Teatro La Fenice e dichiarato chiaro e tondo: ‘Questa destra aveva bisogno della mia faccia pulita e mi ha utilizzata e poi buttata via’. E’ anche salita sulla magnifica terrazza sopra il palazzo e si è seduta proprio al primo tavolo riservato agli ospiti d’onore, per il notevole buffet che segue ogni premiazione: sorridente e ammiratissima, non si è quasi mai mossa dal posto accanto al Presidente Pietrangelo Buttafuoco.

In quanto a smarcarsi dai suoi ex Fratelli d’Italia ormai va via sereno, il giornalista-scrittore d’origine siciliana: ha entusiasticamente partecipato a una premiazione caratterizzata dalla presenza per il Leone d’Oro alla carriera della sua conterranea Emma Dante, alla quale si è rivolto con un amichevole tu. L’illustre regista, peraltro alquanto profilata politicamente sul fronte progressista, è un’orgogliosa donna femminista dichiarata (come ha sottolineato con una battuta anti-patriarcale alla fine del suo discorso), per così dire un po’ agli antipodi della direttrice-vamp che le dava le spalle dal primo tavolo del buffet. Chissà, se non la stessa Dante magari qualcuno della sua pugnace Sud Costa Occidentale avrà pure messo all’occhiello qualche settimana fa la spilletta con la chiave di violino che gli orchestrali della Fenice hanno coniato per la lotta contro la nomina della Venezi.

A proposito di simboli esibiti e di compagnie, tutta la comitiva che ha accompagnato davvero festosamente il Leone d’Argento Mario Banushi aveva appuntata sui vestiti la piccola chiave della Nakba palestinese. Ancora, il regista greco d’origine albanese, il più giovane premiato in assoluto nella storia della rassegna, ha voluto ringraziare con una toccante dedica i genitori, raccontando le dure traversie della loro migrazione. Ha accennato pure alla sua stessa condizione d’emarginazione sociale da piccolo, con i professori che lo vedevano già destinato tutt’al più ‘a fare le pulizie’ da grande e i crudeli compagni greci che lo buttavano nel bidone della spazzatura. E ha concluso ringraziando la mamma, presente in prima fila: ‘per tutti gli stracci che hai dovuto passare per terra, oggi puoi prendere in pugno un Leone’.

Gli schiaffi alla destra al potere non stati magari plateali, ma tra spillette ProPal e questa celebrazione del riscatto del migrante, considerando pure il doppio scacco al femminile, è arrivato un po’ di pepe sulla seconda Biennale Teatro affidata all’attore americano Willem Dafoe. Almeno negli intenti questa rassegna si proponeva di trovare soprattutto sul piano internazionale espressioni artistiche ‘allo stato puro’, con un titolo come ‘Alter Native’ – o ‘ALTER NATIVE’ in maiuscolo, o ancora in altre due-tre versioni variamente esibite, segnale già anche solo questo di una linea editoriale forse non così nitida.

Si vede che Dafoe si ritrova nell’evocazione di una certa contro-cultura degli anni Settanta del vecchio Novecento, in cui peraltro s’è formato a New York, come ha voluto far vedere alla sua prima Biennale. A questa sensibilità ha reso omaggio anche la stessa Dante, raccontando l’emozione di essersi trovata, a sorpresa, l’attore già piuttosto celebre in platea come spettatore, vent’anni fa ormai, a Roma, per un suo cult intitolato Il festino.

In questa chiave ‘alter-native’ si spiega, per esempio, la produzione di Promemoria di Davide Iodice, lavoro con gli adorabili anziani veneziani nella casa di riposo San Giobbe. Ma un’alternativa si vedrà se maturerà soprattutto dopo, per le prossime edizioni. Il nuovo Presidente ha ridotto a due anni il mandato dei direttori: ora scadono insieme Dafoe al Teatro, Sir Wayne McGregor alla sua sesta rassegna della Danza e la giovane techno-berlinese d’adozione Caterina Barbieri alla Musica.

Vedremo che cosa succederà, anche perché si tratta di nomine che vengono proposte da Buttafuoco, per ora saldo al comando nonostante la quasi rottura con Giorgia Meloni e le ispezioni ministeriali del suo amico-allievo Alessandro Giuli. E’ il Ministro che poi deve sottoscrivere le indicazioni dei nuovi direttori, e magari approvarle con il timbro ‘eccellente’, come ha fatto nel caso della Venezi alla Fenice, salvo repentinamente trovare ‘giusta e insindacabile’ la scelta di licenziarla. Forse l’ospite più notevole della cerimonia e del buffet per i Leoni non era lì per caso.

© Andrea Avezzù per Biennale

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El Lliure descabalga a Lluís Pasqual de la celebración del 50 aniversario del colectivo

12 June 2026 at 13:33

Lluís Pasqual, uno de los fundadores del Teatre Lliure y su nombre más reconocido e internacional, no estará presente en la programación del 50 aniversario del colectivo, presentada hoy junto con el resto de la temporada. El Lliure ha descabalgado a Pasqual pese a que estaba comprometida su presencia como director de un espectáculo, y lo ha hecho aduciendo una grabación falsa de unas palabras de Montserrat Caballé que se emitieron en la gala de homenaje a la soprano en 2019 en el Liceo, según desveló recientemente la humorista Judit Martín, verdadera autora de la grabación.

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Una imagen de 'Cami de nit' espectáculo inaugural del Lliure en 1976.Una imagen de 'Spiegelneuronen'.Una imagen de 'Lacrima' que se verá en el Lliure.

© Carles Ribas

El director teatral Lluís Pasqual, en una foto de archivo.

‘Quien sea llega tarde’: todos estos objetos nos sobrevivirán

12 June 2026 at 12:36

Una máquina de escribir Hermes Baby roja, versión brasileña de los años setenta del modelo suizo utilizado por Hemingway, reposa sobre una mesita. Varios metros de papel continuo de impresora fabricado en los sesenta, plegado como fuelle de acordeón, les sirve de mantel a dos comensales hambrientas. Un grupo de aisladores eléctricos de porcelana blanca atornillados sobre un panel, es enarbolado como un estandarte por una de ellas: data de los años cuarenta y se encontraba instalado a la entrada de cualquier hogar. Todos los objetos utilizados en Quien sea llega tarde tienen solera: han sobrevivido a sus dueños y probablemente nos sobrevivirán.

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Quien sea llega tarde

Texto: Eusebio Calonge. Dirección: Paco de la Zaranda.

Teatro Picadero de Buenos Aires (Argentina). Reparto: Paula Ransenberg y Nayla Pose.

Teatros del Canal. Madrid. Hasta el 21 de junio.

Tres pozos

Un proyecto de Amanda Solano, Andrés Fermín, Marco Canale, Miguel Oyarzun y Pedro Rey.

Teatro de La Abadía, Madrid. 11 y 12 de junio.

© EL PAÍS

Nayla Pose y Paula Ransenberg, en una escena de 'Quien sea llega tarde', de Eusebio Calonge.

Ana Polvorosa: “Admiro la cordura en los delirios de Juana de Arco”

12 June 2026 at 04:30

La actriz Ana Polvorosa (Madrid, 1987) se estrena como narradora de audiolibros con la saga de terror Blackwater (Audible), de Michael McDowell, una colección de seis volúmenes publicada originalmente en 1983 y convertida recientemente en un fenómeno literario en varios países.

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© rubén vega (EL PAÍS)

Retrato promocional de la actriz Ana Polvorosa.
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