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Zoomarine Algarve devolve seis tartarugas juvenis ao oceano com apoio da Marinha Portuguesa

11 June 2026 at 20:45

O Porto d’Abrigo do Zoomarine Algarve devolveu ao oceano, esta quinta-feira, 11 de junho, seis tartarugas-marinhas juvenis da espécie Caretta caretta após meses de cuidados intensivos e reabilitação. A operação decorreu a bordo do NRP Oríon da Marinha Portuguesa, sob o comando do Segundo-tenente Farinha Martins, que partiu do Ponto de Apoio Naval de Portimão […]

Elettricità tassata anche quattro volte più del gas per le famiglie (e per le aziende si arriva a venti). Il paradosso che blocca la transizione

11 June 2026 at 14:30

Le famiglie italiane pagano sull’elettricità tasse e oneri fino a quattro volte superiori a quelli applicati al gas. Nei settori industriali, del commercio e dei servizi il divario è circa venti volte. Anche nei trasporti le diverse modalità di ricarica elettrica sostengono tasse e oneri fino a oltre il doppio di quelli che gravano su diesel e benzina. Ergo: l’elettricità è il vettore energetico più penalizzato. Eppure, l’elettrificazione dei consumi rimane la scelta economicamente più conveniente, grazie alla maggiore efficienza della tecnologia elettrica, che consuma tre-quattro volte meno energia della combustione a parità di servizio reso. È quanto emerge da un nuovo studio appena presentati da Ecco, il think tank italiano per il clima, a Bruxelles, in occasione della European Sustainable Energy Week. “I dati evidenziano un paradosso: il sistema fiscale italiano penalizza proprio le tecnologie più efficienti. In un momento in cui il costo dell’energia è diventato un fattore cruciale per famiglie e imprese, chi investe nell’elettrificazione non riesce a beneficiare pienamente dei vantaggi economici dell’innovazione” spiega Matteo Leonardi, co-fondatore e direttore esecutivo di Ecco, secondo cui in questo modo “si rallentano gli investimenti, si riduce la competitività e si frena la transizione energetica”.

Il peso di componenti fiscali e oneri di sistema sulle bollette elettriche

Gli oneri generali di sistema rappresentano la principale causa del divario tra elettricità e combustibili fossili. Nati per finanziare politiche settoriali e sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili, continuano oggi a gravare quasi esclusivamente sui consumi elettrici. Il gas naturale, il diesel e la benzina non hanno sostenuto costi altrettanto significativi. Nel 2024, il costo medio dell’elettricità per i consumatori italiani è stato di circa 31 centesimi per kilowattora. Di questi, il 49% era rappresentato dal costo della materia prima, il 16% dai servizi di rete e il restante 35% da componenti fiscali, oneri e costi legati al sistema Ets. Per il gas, invece, il costo medio è stato di circa 10 centesimi per kilowattora: il 50% attribuibile alla materia prima, il 22% ai servizi di rete e il 28% a fiscalità e oneri. Lo squilibrio è evidente: una media di 12 centesimi per kilowattora per l’elettrico, contro 3 c€/kWh per il gas. Non si tratta di costi connessi al costo dell’energia in sé ma sono frutto di scelte politiche e regolatorie. A queste voci concorrono le accise, l’Iva, i diversi oneri di sistema con finalità ambientali, energetiche, sociali, di ricerca e di competitività, i criteri con cui tali oneri sono ripartiti tra i consumatori e i costi legati al sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets1). La scelta di concentrarsi nello studio sui settori domestico, del trasporto privato e dell’industria, commercio e servizi, con particolare attenzione alla situazione delle piccole e medie imprese, è dettata dal fatto che questi sono i settori più facilmente elettrificabili.

Gli esempi settore per settore

Analizzando la situazione settore per settore, Ecco sottolinea alcuni paradossi. Nel settore domestico, su ogni KWh, il consumatore paga 8,73 centesimi di tasse e oneri per l’elettricità, mentre ne paga 2,31 per il gas. La sproporzione penalizza chi sceglie pompe di calore e cottura a induzione. Si fa l’esempio del costo annuale per riscaldare una casa di 100 metri quadrati, in classe G a Milano. Se si elettrifica, il consumo energetico in kilowattora all’anno di riduce del 72% (da 13.737 KWh/anno con il gas a 3.886 con l’elettrico), ma su tasse e oneri si risparmiano appena 67 euro, pagando 416 euro, contro i 483 euro del gas. La disparità di trattamento fiscale e di onori, quindi, assorbe quasi 300 euro del beneficio dato dalla maggiore efficienza. Un’occasione mancata per le famiglie italiane. Piccole e medie imprese e commercianti pagano una bolletta elettrica con tasse e oneri anche venti volte maggiori rispetti a quelli per il gas. Su ogni KWh consumato, infatti, un’azienda paga 11 centesimi di tasse e oneri per l’elettricità, contro appena 0,57 per il gas. Facendo l’esempio del costo medio annuale di processi a calore industriale per una pmi del settore alimentare, passando all’elettrico tasse e oneri quasi triplicano (da quasi 16mila a 43.600 euro) ed erodono anche in questo caso gran parte del risparmio dato dall’efficienza. Significa che un’impresa che elettrifica consuma il 74% in meno, ma in bolletta risparmia solo il 9%. Un divario che rende più costoso elettrificare i processi produttivi, frena la transizione industriale italiana e mina la competitività. Discorso non molto diverso per i trasporti privati. Un’auto elettrica paga tasse e oneri due volte e mezzo maggiori rispetto a quelli di un’auto a benzina. Per ogni KWh di energia consumata, l’elettricità da ricarica pubblica paga quasi 22 centesimi di tasse e oneri, contro gli 8,94 della benzina. Ma un’auto elettrica è quattro volte più efficiente. Morale: per percorrere 15mila chilometri un’auto elettrica consuma 2.400 KWh contro i 9.271 di quella a benzina, ma la disparità di trattamento assorbe quasi 500 euro del beneficio economico dato dalla maggiore efficienza. Il costo medio, infatti, con la benzina è a circa 1.800 euro, con l’elettrico a 1.753 euro, mentre a parità di trattamento il risparmio sarebbe di 745 euro.

Un nuovo equilibrio per mobilitare gli investimenti

Lo studio evidenzia la necessità di una riforma di tasse e oneri sull’energia, per aggiornare la fiscalità coerentemente con gli obiettivi energetici, di sicurezza e competitività del nostro Paese. In questo senso, arrivare a un livello di costo di tasse e oneri almeno pari per contenuto energetico fra elettricità, gas, diesel e benzina è il presupposto per mobilitare gli investimenti privati in elettrificazione e finanziare politiche “oggi sostenute dagli oneri di sistema, dal meccanismo Ets e da una spesa pubblica mal coordinata con la politica energetica”. Mantenere lo squilibrio attuale, secondo il think tank, significa tenere l’economia italiana esposta alla volatilità delle fonti fossili, considerando che il 95% del gas e l’89% del petrolio consumati sono oggi importati. “È sbagliato pensare che il livello di debito pubblico dell’Italia non permetta di risolvere le attuali distorsioni – aggiunge Leonardi – o che una riforma di fiscalità e oneri abbia degli impatti eccessivi sui consumatori. Non si può pensare che la soluzione avvenga naturalmente con la progressiva riduzione degli oneri connessi allo sviluppo delle rinnovabili. È il contrario. L’incapacità di costruire una relazione tra i costi per i consumatori e il finanziamento delle politiche per la transizione rende gli oneri dei vettori energetici incoerenti con i vantaggi del consumatore”.

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Agente apanhado a snifar cocaína é afastado de funções

11 June 2026 at 10:18
Agente da PSP foi afastado de funções, mas terá perseguido e ameaçado ex-traficante de droga que divulgou vídeos e fotografias. Caso transitou para PJ e será alvo de inquérito.

© CNN/ rede X

"Ele soube que eu tinha vídeos dele antigos e os policiais começaram a me perseguir para apagar os vídeos e ameaçaram-me de morte"

Una escuela pública infantil del centro de Madrid lleva desde enero con una plaga de cucarachas: pidió ayuda a la Comunidad sin éxito

11 June 2026 at 09:34

Una, dos, tres, decenas. Las cucarachas aparecieron en la escuela infantil de Vallehermoso, en el distrito de Chamberí, a finales de enero. Al principio eran pocas, luego ya no. En las encimeras de la cocina, en los baños, por las esquinas. Los trabajadores del centro público, que depende de la Comunidad de Madrid, llenan recogedores enteros con los insectos y, de unos meses a esta parte, debido al aumento de temperatura, la “plaga” ha ido a más, ha adelantado Cadena SER y confirmado este periódico. En abril enviaron un escrito al área territorial de la Consejería de Educación que les corresponde ―hay cinco en la capital y gestionan los servicios educativos por zonas― solicitando una inspección urgente y medidas preventivas. Les respondieron que entendían la inquietud, pero que no correspondía a las familias elevar quejas a la Administración. Debían hacerlo a través de la dirección, que ya se había puesto en contacto con la Consejería un mes antes ―y ha seguido haciéndolo, sin éxito― para que enviaran personal técnico a inspeccionar las instalaciones.

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Fotos de las cucarachas en la escuela infantil Vallehermoso de Chamberí cedidas por las familias.

“La huelga ya me ha costado 3.800 euros”: los paros educativos pasan factura a profesores, alumnos y familias

11 June 2026 at 13:36
Los profesores de secundaria Tàfol Nebot y Vicenta Pellicer, este miércoles en Castellón.

Vicenta Pellicer, de 60 años, profesora de Valenciano en un instituto público de Castellón, ha perdido 3.600 euros con la huelga indefinida que empezó el 11 de mayo y ha quedado suspendida este miércoles. Pellicer tenía previsto reformar el baño de su casa y cambiar el ordenador, pero ha aplazado ambos gastos y planea, además, unas vacaciones austeras. “Es una cantidad muy grande”, dice, “y evidentemente afecta a mis planes a corto y medio plazo”. El impacto en el hogar de Ismene Baños, maestra de Primaria en Mislata (Valencia), de 39 años, será mayor. Su pareja también es docente, han hecho 22 días de huelga, y calculan que la factura se acercará a los 7.000 euros. “Tenemos una reducción de jornada para cuidar de nuestra hija de año y medio, pero el curso que viene estamos pensando en renunciar a ella”, afirma. Y Cristina Arroyo, educadora infantil en una escuela del barrio de Aluche, en Madrid, acumula 28 jornadas de huelga desde abril, lo que reducirá, calcula, a casi la mitad su exiguo sueldo de 1.300 euros, y le ha obligado a volver a vivir a casa de sus padres a sus 40 años. “Si normalmente me cuesta llegar a fin de mes, imagina ahora”.

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Protesta de profesores en Valencia, este jueves.

Fuego cruzado entre las CCAA y Mónica García por la reforma de los profesionales sanitarios: "La ministra se ha quedado sola"

11 June 2026 at 01:20
La ministra de Sanidad mantiene la tramitación del nuevo Estatuto Marco pese al choque en bloque con todas las CCAA, del PP y del PSOE y al rechazo de los sindicatos con los que supuestamente había pactado el borrador del texto. "No hacerlo sería una traición a mis compañeros" Leer

La ministra de Sanidad mantiene la tramitación del nuevo Estatuto Marco pese al choque en bloque con todas las CCAA, del PP y del PSOE y al rechazo de los sindicatos con los que supuestamente había pactado el borrador del texto. "No hacerlo sería una traición a mis compañeros"

What to know about execution methods in the U.S. after judge blocks Alabama from using nitrogen gas

Alabama's plans to execute a death row inmate using nitrogen gas appeared to be thwarted Tuesday by a federal judge permanently blocking the state from using that method, declaring it violates the constitutional ban on cruel and unusual punishment.

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