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Intesa Sanpaolo, presentato a Roma il 12° rapporto con Cluster SPRING: la Bioeconomia in Italia vale €433,3 miliardi

16 June 2026 at 14:14

Intesa Sanpaolo, illustrato a Roma il 12° rapporto in collaborazione con Cluster SPRING: in Italia la Bioeconomia vale €433,3 miliardi

La bioeconomia si conferma un pilastro sempre più rilevante per la crescita, la sostenibilità e l’autonomia strategica dell’Europa. È quanto emerge dal 12° Rapporto “La Bioeconomia in Europa”, presentato oggi a Roma, presso la Presidenza del Consiglio, e redatto dal Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Cluster SPRING. Alla nuova edizione hanno contribuito anche SRM, Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, Intesa Sanpaolo Innovation Center e l’Università della Campania Luigi Vanvitelli.

Il Rapporto, arrivato alla dodicesima edizione, quantifica il complesso insieme di settori che utilizzano materie prime di origine biologica e rinnovabile, ambiti considerati sempre più cruciali non solo per la sostenibilità, ma anche per l’autonomia strategica europea. Secondo le stime presentate, nel 2025 la bioeconomia dell’UE27 ha raggiunto un valore della produzione pari a 3.174 miliardi di euro, l’8,8% del totale delle attività dell’Unione, occupando oltre 17 milioni di addetti. In termini assoluti, la Germania si colloca al primo posto, seguita da Francia, Italia e Spagna. In termini relativi, invece, Italia e Spagna mostrano una maggiore specializzazione, con un peso della bioeconomia sul totale dell’economia superiore alla media europea.

In Italia l’output della bioeconomia è stato pari a 433,3 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 2,7% a prezzi correnti, grazie soprattutto alla competitività sui mercati internazionali della filiera agroalimentare. L’occupazione resta stabile, con poco più di due milioni di addetti. Nel complesso, la bioeconomia pesa circa il 10% sul totale delle attività economiche italiane e il 7,6% dell’occupazione complessiva. Dal punto di vista territoriale, le regioni del CentroNord concentrano la quota prevalente del valore aggiunto, con Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ai primi posti. Il Mezzogiorno si distingue invece per una maggiore incidenza occupazionale e per una forte specializzazione nella filiera agroalimentare e nella valorizzazione delle risorse naturali. Nel 2023 il NordEst registra 37,1 miliardi di euro di valore aggiunto della bioeconomia, con un peso dell’8,3%, mentre il Mezzogiorno conta 741,2 mila occupati, pari al 10,4% dell’occupazione dell’area.

Un ruolo centrale è attribuito anche all’innovazione. Nel 2025 sono state individuate 707 start-up innovative attive nella bioeconomia, pari al 6,2% del totale delle start-up innovative. La concentrazione maggiore riguarda il comparto della Ricerca e Sviluppo, con traiettorie che includono materiali bio-based, valorizzazione degli scarti, nuovi modelli alimentari, energia e costruzioni sostenibili. Durante la presentazione, Stefania Trenti, Responsabile Industry and Local Economies Research di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato il valore strategico della sostituzione delle materie prime fossili. “La sostituzione di materie prime di origine fossile, al centro dello sviluppo della Bioeconomia, rappresenta nel contesto attuale un obiettivo sempre più strategico e non soltanto di sostenibilità ambientale. La filiera del legno rappresenta, in questo senso, un caso paradigmatico: la crescita della superficie forestale e della produzione di legno per riscaldamento in Europa ed in Italia, sostenuta anche dalle politiche di protezione della biodiversità, ha rappresentato un asset importante durante la fase più acuta della crisi del gas del 2022. L’Italia evidenzia una crescita significativa della superficie forestale, che si è accompagnata, a differenza di quanto avvenuto in altri paesi, ad uno sviluppo delle attività di sfruttamento. La silvicoltura e le attività più a monte di prima lavorazione del legno rivestono tuttavia ancora un ruolo limitato, a fronte dell’elevata capacità competitiva nelle fasi a valle, in particolare nella produzione di mobili, dove il Paese si colloca ai vertici europei per fatturato e tra i principali player mondiali nei prodotti di qualità elevata”.

Il Rapporto dedica infatti un focus specifico alla filiera forestale e alla lavorazione del legno, considerate componenti rilevanti della bioeconomia europea e italiana. Nell’UE27 la superficie forestale è aumentata dell’11% tra il 1990 e il 2025, anche se il ritmo di crescita si è ridotto negli anni più recenti. L’Unione europea appare sostanzialmente autonoma negli approvvigionamenti di materie prime legnose: la quota di legname grezzo importato copre soltanto il 2% del fabbisogno stimato. L’Italia presenta un andamento significativo: tra il 1990 e il 2025 la superficie forestale è cresciuta del 24%, mentre l’occupazione nella silvicoltura è aumentata del 56,9% nel periodo 20002023. Il Paese mantiene inoltre un ruolo di primo piano nella produzione di mobili, confermando nel 2025 la leadership europea in termini di fatturato anche per la sola componente bio-based.

Catia Bastioli, Presidente Cluster SPRING, ha richiamato il ruolo della bioeconomia circolare come modello industriale e territoriale. “La bioeconomia circolare rappresenta una risposta concreta e sistemica alle sfide contemporanee, ripensando produzione, uso e fine vita, generando bioprodotti che non si accumulano negli ecosistemi, e nuove tecnologie applicabili a scarti e sottoprodotti, senza sprecare nulla. È un modello di innovazione industriale che apre nuove prospettive per un Made in Italy e un Made in Europe sempre più sostenibili, resilienti e competitivi. Grazie alla nuova Strategia europea per la Bioeconomia 2025, abbiamo un’opportunità concreta per mettere a terra misure che premino rapidamente i modelli virtuosi e sostengano la domanda di prodotti bio-based, a partire anche da nuovi codici statistici per le bioraffinerie e dal supporto a progetti territoriali. La vera sfida è costruire una visione condivisa del futuro europeo, rafforzando dialogo e cooperazione tra Paesi, regioni, filiere e ricerca: solo così la bioeconomia potrà affermarsi come un asset strategico, capace di generare valore ambientale, sociale ed economico e contribuire a un’Europa più resiliente e prospera”.

La sostenibilità è uno dei punti chiave dell’analisi. La filiera del legno rappresenta uno dei principali ambiti di applicazione dei modelli circolari. In Italia si registra una diffusione crescente di pratiche di riutilizzo e recupero degli scarti e livelli elevati di riciclo dei rifiuti in legno. Per gli imballaggi, l’Italia raggiunge una percentuale di riciclo del 64,9%, risultando, insieme alla Spagna, che arriva al 77,8%, tra i paesi più virtuosi a livello europeo. Per i rifiuti solidi urbani in legno, tra il 2014 e il 2024 i quantitativi raccolti sono cresciuti del 66,8%. Restano tuttavia ampi margini di miglioramento. Una survey sulle imprese del settore mostra che oltre la metà delle aziende non utilizza materie prime seconde e solo il 6,1% concepisce i propri prodotti in ottica di riciclabilità e disassemblaggio.

Fabio Fava, Professore ordinario presso la Scuola di Ingegneria dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Coordinatore del Gruppo di Coordinamento Nazionale Bioeconomia del Comitato Nazionale Biosicurezza, Biotecnologie e Scienza della Vita, ha evidenziato il peso economico e occupazionale del metasettore. “L’analisi contenuta nel Rapporto conferma ancora una volta la rilevanza economica e occupazionale della bioeconomia, sia a livello europeo che nel nostro Paese, dove il metasettore continua a crescere, trainato soprattutto dalla filiera agroalimentare, generando valore e nuova occupazione sull’intero territorio nazionale. Si conferma così la resilienza di un comparto che contribuisce concretamente alla decarbonizzazione, alla rigerenazione dei suoli e degli ecosistemi terrestri e marini e, nel caso italiano, alla valorizzazione di tante aree rurali, forestali e costiere. Queste evidenze rappresenteranno un importante riferimento per le attività del Gruppo di Coordinamento Nazionale Bioeconomia della Presidenza del Consiglio, contribuendo ad orientare l’attuazione sul territorio nazionale delle raccomandazioni contenute nel Piano di implementazione della Strategia Nazionale per la Bioeconomia e nella nuova Strategia presentata dalla Commissione UE per il settore. Un sentito ringraziamento al Research Department di Intesa Sanpaolo e al Cluster SPRING per il Rapporto e per l’importante occasione di confronto e condivisione ospitata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da parte mia, del Gruppo di Corrdinamento Nazionale per la Bioeconomia, del Prof. Andrea Lenzi e del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita”.

La presentazione si è aperta con gli interventi di Mario Bonaccorso, Direttore del Cluster SPRING, e Fabio Fava. Dopo i saluti istituzionali di Andrea Lenzi e Roberto Gabrielli, Direttore Regionale Lazio e Abruzzo di Intesa Sanpaolo, Laura Campanini, Serena Fumagalli e Stefania Trenti, del Research Department di Intesa Sanpaolo, hanno illustrato i principali contenuti del Rapporto. È seguita una tavola rotonda moderata da Massimo Deandreis, con la partecipazione di rappresentanti di istituzioni, ricerca, imprese e filiere produttive. I lavori si sono chiusi con un videomessaggio del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Le recenti iniziative europee, tra cui il Clean Industrial Deal e la revisione della Bioeconomy Strategy, attribuiscono alla bioeconomia un ruolo centrale nella transizione ecologica e nella riduzione delle dipendenze strategiche. Il rafforzamento delle filiere biobased e circolari, il sostegno agli investimenti e all’innovazione, una maggiore integrazione tra territori e imprese e lo sviluppo di nuove competenze emergono come le priorità per consolidare il ruolo della bioeconomia in Italia e in Europa.

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“Non ci siamo accorti di quello che è accaduto vicino a noi. Spiace leggere che sia sembrato qualcosa di diverso. Non siamo persone che si girano dall’altra parte”: Giorgia e Emanuel Lo chiariscono sul video sul borseggio

16 June 2026 at 13:16

Alcune immagini di qualche secondo, poi il video diventa virale e giù a giudicare, puntare il dito, è il trend sempre più pressante sui social network. Stavolta a farne le spese sono Giorgia con il compagno Emanuel Lo. La coppia è stata ripresa, casualmente, da utente di TikTok mentre passeggiava in centro per Roma, mano nelle mano. Mentre stavano salendo le scale però un signore sarebbe rimasto vittima di un tentativo di borseggio.

Da qui una sequenza di commenti tra chi ha giudicato che la situazione fosse troppo appartata perché qualcuno potesse accorgersene, e chi, invece, li ha giudicati “responsabili”, insieme agli altri passanti, di non essere intervenuti.

Immediata la replica della coppia che condividendo le stesse parole sulle story di Instagram hanno commentato quanto accaduto: “Purtroppo io ed Emanuel Lo non ci siamo accorti di quello che è accaduto vicino a noi qualche giorno fa a Roma, ce ne siamo resi conto vedendo il video online. C’erano diverse persone, stavamo parlando tra di noi e abbiamo sentito solo un signore chiedere ad un altro di non appoggiarsi a lui mentre saliva le scale e l’altro chiedere scusa”.

E ancora: “Non abbiamo, e aggiungo purtroppo, percepito un pericolo o una situazione in cui fosse necessario intervenire. Ci spiace leggere che sia sembrato qualcosa di diverso perché chi conosce me o Emanuel sa che non siamo persone che si girano dall’altra parte se vediamo qualcuno in difficoltà“.

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Tim Summer Hits, più di 80 artisti sul palco per la canzone dell’estate 2026: da Emma al neo sposo Tommaso Paradiso. Achille Lauro farà “una grande sorpresa”. Il cast completo dello show

16 June 2026 at 12:35

È stata presentata oggi, martedì 16 giugno, in Campidoglio a Roma la nuova edizione del Tim Summer Hits, l’appuntamento con le canzoni dell’estate in onda prossimamente su Rai Uno e condotto da Carlo Conti e Andrea Delogu. Gli appuntamenti fissati per le registrazioni in Piazza del Popolo a Roma sono per domenica 21, lunedì 22, martedì 23 e mercoledì 24 giugno.

Sul palco si alterneranno oltre 80 ospiti musicali: Achille Lauro (è stata annunciata una grande sorpresa da parte del cantautore “anche per chi non è potuto andare al concerto all’Olimpico”), Aiello, Alex Britti, Angelica Bove, Anna Tatangelo, Annalisa, Arisa, Baby K, Bambole Di Pezza, Benji & Fede, Chiello, Clara, Clementino, Cristiano Malgioglio, Delia, Ditonellapiaga, Eddie Brock, Elena D’Elia, Elettra Lamborghini, Emis Killa, Emma, Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Ernia, Fabrizio Moro, Fedez, Frah Quintale, Francesca Michielin, Francesco Gabbani, Francesco Renga, Fred De Palma, Fulminacci, Gaia, Gio Evan, Giusy Ferreri, Il Tre, Irama, J-Ax.

E ancora Lda & Aka 7even, Leo Gassmann, Levante, Lorenzo Salvetti, Ludwig con Il Pagante, Malika Ayane, Mara Sattei, Marco Masini, Mari Froes, Maria Antonietta & Colombre, Merk & Kremont, Michele Bravi, Myss Keta, Mr.Rain, Nayt, Negramaro, Nicolo Filippucci, Noemi, Orietta Berti con Il Rosso e Iaem, Paola Iezzi, Paola Turci, Pinguini Tattici Nucleari, Raf, Rkomi, Rocco Hunt, Sal Da Vinci, Samurai Jay, Sangiovanni, Sarah Toscano, Sayf, Serena Brancale, Skt The Bausa, The Kolors, Tommaso Paradiso (reduce dal matrimonio con Carolina Sansoni), Tormento, Tredici Pietro, Trigno e Welo.

L’evento sarà trasmesso contemporaneamente anche su Rai Radio2, con collegamenti, contenuti esclusivi e interviste dal backstage affidati a Nicol Angelozzi, e sarà disponibile on demand su RaiPlay.

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Che te voi magnà? Dove mangiare quando la fame ti assale alle due di notte

16 June 2026 at 12:13

Carbonara all’una, pizza alle tre, cornetto caldo e cappuccino all’alba. A Roma esiste ancora una geografia segreta della fame notturna, fatta di locali storici, paninari leggendari e indirizzi che resistono al tempo. Ecco dove rifugiarsi quando il frigorifero di casa non basta più.

La città che mangia mentre gli altri dormono

C’è un momento preciso in cui Roma cambia volto. Succede dopo mezzanotte, quando i turisti tornano in albergo, i tram si svuotano e la città eterna mostra il suo lato più autentico: quello dei nottambuli affamati. Che sia dopo un concerto al Circo Massimo, una serata a Trastevere o una lunga chiacchierata tra amici, la domanda è sempre la stessa: dove si mangia adesso?

La buona notizia è che Roma conserva ancora una tradizione quasi romantica del pasto fuori orario. Una cultura che affonda le radici nei paninari degli anni Ottanta, nelle cornetterie aperte fino all’alba e nei ristoranti che hanno deciso di non spegnere mai davvero i fornelli.

Dai grandi classici alle cucine aperte fino a tardi

Tra i punti di riferimento più consolidati c’è senza dubbio il quartiere Ostiense. Qui il celebre Porto Fluviale continua a essere uno dei santuari della fame notturna romana: pizza, burger, cucina tradizionale e street food disponibili fino a tarda notte, con alcune postazioni operative fino alle 2 del mattino.

Chi preferisce il centro storico può trovare rifugio in locali che mantengono la cucina aperta oltre la mezzanotte, soprattutto nelle zone di Prati, Testaccio e Trastevere, dove la tradizione del dopoteatro e del dopolavoro è ancora viva. Per gli irriducibili del panino, i punti vendita di 200Gradi rappresentano da anni una certezza, con aperture prolungate soprattutto nei fine settimana.

Il regno dei cornetti e delle pizzette all’alba

Ma il vero simbolo della notte romana resta lui: il cornetto caldo delle quattro del mattino. A San Lorenzo, la storica Cornetteria di via dei Piceni continua a essere una meta di pellegrinaggio per studenti, musicisti, tassisti e reduci dalla movida. Cornetti, trecce, pizzette e focacce vengono sfornati praticamente senza sosta. E per chi vuole spingersi oltre, esistono ancora bar aperti 24 ore su 24 come il Gerry Caffè, uno degli indirizzi più noti per chi cerca un espresso, un tramezzino o qualcosa di dolce quando il resto della città dorme.

In fondo, Roma è fatta anche di questo: uno spaghetto a mezzanotte, una pizza alle due, una brioche all’alba guardando schiarire il cielo sopra i tetti della città. Perché nella Capitale si può discutere su tutto… ma non sul fatto che la fame, prima o poi, vada sempre rispettata.

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What to Watch in Primary and Runoff Elections in Georgia, Alabama and Oklahoma

16 June 2026 at 10:02
The top race of the day is in Georgia, where Republican voters will pick a nominee to challenge Senator Jon Ossoff, a Democrat.

© Audra Melton for The New York Times, David Walter Banks for The New York Times

Representative Mike Collins has President Trump’s endorsement in his bid for the Republican Senate nomination in Georgia. Derek Dooley has the backing of Gov. Brian Kemp.

L’ombra di Cospito sul sabotaggio dell’Alta Velocità: blitz contro la rete anarchica, sette misure cautelari a Roma

16 June 2026 at 08:19

L’ombra di Cospito sul sabotaggio dell’Alta Velocità

Dalle prime ore di oggi, nell’ambito di un procedimento della Procura della Repubblica di Roma riguardante indagini su attività delittuose di natura terroristica e di matrice anarchica, la Polizia di Stato, in particolare personale della D.I.G.O.S. della Questura di Roma, a seguito di complesse indagini a questa delegate, sta dando esecuzione, in stretto raccordo con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione anche per l’interessamento di diverse aree del territorio nazionale, a diverse misure cautelari nei confronti di soggetti gravemente indiziati di aver costituito e organizzato  una compagine criminale o gruppo di affinità connotato dallo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico e strutturato secondo modalità e metodologie note e sperimentate nel movimento anarchico, gruppo radicato nel territorio capitolino, ma anche in relazione con realtà affini individuabili, tra l’altro, nelle aree di  Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli.

In particolare, si tratta della esecuzione di 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere e di 2 ordinanze di arresti domiciliari, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica, sulla base del materiale probatorio raccolto nel corso delle attività investigative della D.I.G.O.S. di Roma, per il reato di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico di cui all’art. 270 bis c.p.

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Due degli arrestati sono anche gravemente indiziati di aver concorso nella realizzazione di attentato a impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione per delinquere, aggravati dalla finalità di terrorismo. Si tratta in particolare dell’azione compiuta il 14 febbraio 2026 ai danni della rete ferroviaria dell’Alta Velocità Roma – Firenze, con l’uso di manufatti esplosivi rudimentali, ma di sicura efficacia, che hanno provocato gravi danni all’infrastruttura per un costo di ripristino pari a 455 mila euro.

Tale sabotaggio, ed altro contestuale effettuato sulla linea Roma – Napoli, è stato rivendicato sul sito web ispiraazione.noblogs.org creato appositamente qualche mese prima. Il comunicato faceva riferimento alla concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Milano – Cortina e agli intenti antimilitaristi e di attacco violento alle infrastrutture.

Nelle prospettive del gruppo in questione anche l’obbiettivo di mantenere attiva la mobilitazione dell’anarco-insurrezionalismo avverso la sottoposizione al regime del 41bis OP dell’anarchico Alfredo Cospito, anche attraverso violente azioni dimostrative. 

Nel contesto dell’attività di esecuzione delle misure cautelari, con l’ausilio delle D.I.G.O.S. di Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti, è in corso anche l’esecuzione di numerosi decreti di perquisizione, emessi dalla Procura di Roma, nei confronti di soggetti sottoposti ad indagine, con riguardo a luoghi ubicati in tali aree geografiche.  Interessato inoltre a tale attività il centro anarchico romano Bencivenga Occupato ed altri similari.

Proprio il carattere diffuso delle attività criminose e la presenza di reti e collegamenti, anche a livello internazionale, vede e impegna importanti azioni di coordinamento, in primo luogo della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.   

Va sottolineato che, poiché il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che dunque il materiale probatorio raccolto e da raccogliere dovrà essere vagliato nelle successive fasi di giudizio, tutte le persone sottoposte ad indagine debbono ritenersi innocenti fino a che non divenga definitiva una eventuale sentenza di condanna.

IL VIDEO DELL’OPERAZIONE

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Soulé-Borussia, Roma al bivio: 40 milioni possono cambiare il mercato giallorosso

16 June 2026 at 08:01

Matias Soulé piace al Borussia Dortmund. La Roma non lo ha messo ufficialmente in vendita, ma davanti a una proposta da circa 40 milioni di euro può sedersi a trattare. L’argentino vorrebbe restare, ma il club giallorosso deve fare i conti con bilancio, plusvalenze e margini di manovra sul mercato.

Soulé-Borussia Dortmund: la Roma fissa il prezzo

Il Borussia Dortmund continua a seguire Matias Soulé. Il club tedesco cerca un esterno offensivo giovane, tecnico, con margini di crescita e già abituato a un campionato di alto livello. Soulé risponde al profilo. Mancino, rapido nello stretto, capace di partire largo e accentrarsi, l’argentino è uno di quei giocatori che accendono il tifoso perché dà sempre la sensazione di poter creare qualcosa.

La Roma, però, non vuole regalare nessuno. Secondo RomaForever, la valutazione del giocatore resta intorno ai 40 milioni di euro. Non risultano accordi chiusi, ma l’interesse del Borussia Dortmund è concreto e il prezzo è già una prima barriera. Parlando invece di rinforzi, per la difesa Gasperini avrebbe chiesto Lucumì del Bologna. Il colombiano può arrivare nella Capitale sfruttando la clausola estiva.

Per i tifosi romanisti la possibile partenza di Soulé avrebbe un sapore amaro. L’argentino è arrivato come investimento tecnico, non come pedina da rivendere dopo poco tempo. La Roma, però, deve allargare lo sguardo al bilancio. Una cessione da 40 milioni permetterebbe di generare una plusvalenza stimata intorno ai 22 milioni, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport. Soldi veri, utili per rispettare i paletti economici e finanziare nuove operazioni.

Soulé vuole la Roma, ma i conti spingono

Soulé non avrebbe chiesto la cessione. La sua idea, secondo le ricostruzioni di mercato, sarebbe quella di restare a Trigoria e giocarsi le proprie carte. Il problema è che la volontà del giocatore non sempre basta quando un club ha bisogno di incassi.

La Roma può usare l’eventuale vendita per alleggerire la pressione sul bilancio. Un incasso da 40 milioni cambierebbe il mercato in entrata. Consentirebbe di muoversi con più libertà su un attaccante, un esterno o un centrocampista. La plusvalenza, in questa fase, vale quasi quanto il rendimento in campo.

Il Borussia osserva. L’Aston Villa resta alla finestra. La Roma aspetta una proposta formale. La sensazione tra i tifosi è chiara senza bisogno di giri di parole: perdere Soulé farebbe male, ma una cifra vicina ai 40 milioni obbliga la società a riflettere.

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Ode all’amore e all’amicizia nel nuovo film di Ozpetek

16 June 2026 at 08:00

Nella gioia e nel dolore’ il nuovo film di Ferzan Ozpetek, arriverà nelle sale italiane a Natale 2026 con Vision Distribution. A Roma sono iniziate le riprese e nel cast ci sono tanti personaggi amati dal grande pubblico. Amanda Lear si è aggiunta al cast-già annunciato nelle scorse settimane- composto da Vanessa Scalera, Sabrina Ferilli, Luca Argentero, Miguel Ángel Silvestre, Mara Venier e Geppi Cucciari e completato da Milena Mancini, Milena Vukotic, Giselda Volodi, Loredana Cannata, Rebecca Massimo, Andrea Di Luigi. Ci sono anche Liliana Bottone, Erik Tonelli, Carmine Recano, Alvise Rigo, Lorenzo Franzin e Marco Aceti. La sceneggiatura è firmata da Ferzan Ozpetek insieme a Carlotta Corradi e Elisa Casseri. 

Al centro della narrazione c’è una diva del cinema, un gruppo di amici e il valore della memoria

Sono l’amore e l’amicizia capaci di resistere allo scorrere del tempo, nella gioia e nel dolore.
Dopo il grande successo di ‘Diamanti’-oltre 2,4 milioni di spettatori in Italia e distribuito in più di 100 Paesi nel mondo- il nuovo progetto segna il ritorno di collaborazioni come quelle con Vanessa Scalera e Luca Argentero, Mara Venier e Geppi Cucciari e accoglie nuove presenze tra cui Miguel Ángel Silvestre, attore spagnolo di fama internazionale e, per la prima volta in un film di Ozpetek, anche Sabrina Ferilli, tra le interpreti più amate del nostro cinema.
Il direttore della fotografia è Gian Filippo Corticelli, la scenografia è di Deniz Kobanbay, i costumi sono di Stefano Ciammitti, il montaggio è curato da Pietro Morana e le musiche da Giuliano Taviani e Carmelo Travia. 
   ‘Nella gioia e nel dolore’ è prodotto da Marco Belardi Production, Faros Film, A1 Pictures e Vision Distribution, in collaborazione con Sky. La distribuzione in Italia e nel mondo è di Vision Distribution. 

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Teerão assegura que os EUA concordam em deixar o Estreito de Ormuz nas mãos do Irão e de Omã

Sendo a questão de Ormuz aquela que mais é referida pelos países ocidentais, importa referir que a agência iraniana Farsnews adianta que “uma fonte bem informada revelou alterações significativas no texto final do entendimento Irão-EUA, afirmando que a linguagem revista reconhece explicitamente o papel do Irão e de Omã na determinação do futuro dos serviços marítimos no Estreito”. A alteração, diz ainda a agência, “inclui a aceitação, pela primeira vez, do direito do Irão de cobrar taxas pelos serviços marítimos nesta via navegável estratégica”. As revisões finais do texto do entendimento enfatizaram explicitamente a soberania iraniana e omanita sobre o Estreito de Ormuz.

“Nos momentos finais das negociações, o texto do memorando sofreu alterações que enfatizaram, de forma definitiva e explícita, o exercício da soberania iraniana e omanita sobre o Estreito de Ormuz”, disse a fonte citada. E acrescentou que as versões anteriores do texto continham terminologia destinada a garantir a autoridade e os acordos do Irão no estreito, mas a redação revista afirma agora que ”a futura administração dos serviços marítimos no Estreito de Ormuz” será “determinada” pelo Irão e por Omã.

Segundo a fonte, a utilização explícita do termo “serviços marítimos” significa que os Estados Unidos aceitaram efetivamente o direito do Irão de cobrar taxas relacionadas com estes serviços. O Irão aceitará a passagem gratuita de navios durante “apenas” 60 dias. ” Isto significa que os Estados Unidos aceitaram o princípio da cobrança de taxas, garantindo ao mesmo tempo uma isenção de apenas 60 dias por parte do Irão”.

Após o período de 60 dias, a República Islâmica do Irão pretende gerar receitas com o tráfego marítimo comercial através do Estreito de Ormuz, fornecendo serviços de segurança, navegação, ambientais e de seguros, utilizando os recursos assim captados para apoiar o desenvolvimento económico do país. Teerão diz que foram conduzidas as negociações necessárias para garantir o apoio omanita ao acordo.

A notícia surge ao arrepio de toda a retórica norte-americana. Recorde-se que Trump disse nas redes sociais que “autorizo totalmente a reabertura do Estreito de Ormuz sem taxas de trânsito e, simultaneamente, o levantamento imediato do bloqueio naval dos EUA. Navios do mundo, liguem os motores. Deixem o petróleo fluir”. E acrescentava que a abertura do canal acontecerá “assim que o acordo for assinado, na sexta-feira, para permitir a desminagem”.

 

Petróleo a preço de ‘saldo’

Durante a tarde desta segunda-feira e já depois de conhecida a data para a assinatura do acordo, o petróleo estava a preço de ‘saldo’: vagueava na casa dos 80 dólares o barril – o que supunha um desconto de quase 30% em relação ao pico máximo de 113,03 dólares atingido em 7 de abril passado.

A última vez que o barril de petróleo esteve a 80 dólares foi a 15 de julho de 2024 e estava caro: nos meses seguintes continuaria a descer até atingir um mínimo de pouco mais de 56 dólares a meio de dezembro do ano passado.

Vespa festeggia 80 anni a Roma. Attesi migliaia di appassionati da 60 Paesi

By: F. Q.
16 June 2026 at 07:00

Nata nel 1946, la Vespa ha accompagnato la ricostruzione del dopoguerra e l’evoluzione della mobilità italiana, trasformandosi progressivamente in un fenomeno globale. Oggi il marchio si avvicina al traguardo dei 20 milioni di esemplari prodotti e continua a rappresentare uno dei simboli più riconoscibili dello stile italiano nel mondo. Per festeggiarla degnamente, Roma si prepara a ospitare la più grande celebrazione mai dedicata al celebre scooter. Dal 25 al 28 giugno 2026 la Capitale accoglierà infatti “Vespa Roma 2026 – 80 Years of an Icon”, l’evento organizzato dal Gruppo Piaggio con il patrocinio di Roma Capitale per festeggiare gli ottant’anni dello storico scooter nato nel 1946.

Per quattro giorni il Foro Italico e lo Stadio dei Marmi si trasformeranno nel Vespa Village, il quartier generale della manifestazione che riunirà decine di migliaia di appassionati provenienti da tutto il mondo. Secondo gli organizzatori sono attesi Vespisti e rappresentanti dei Vespa Club di circa 60 Paesi, confermando la dimensione internazionale di quello che è ormai considerato un vero e proprio brand.

Il programma prevede un calendario di eventi aperti al pubblico. All’interno del Vespa Village saranno esposti modelli storici e contemporanei, collezioni lifestyle e merchandising ufficiale, insieme a iniziative dedicate alla storia e all’evoluzione del marchio. Previsti inoltre momenti di intrattenimento, spettacoli, attività per i visitatori e animazione musicale curata da Radio Deejay.

“La più grande celebrazione nella storia di Vespa” è la definizione scelta da Matteo Colaninno, presidente esecutivo del Gruppo Piaggio, per descrivere l’evento. Secondo Colaninno, la scelta di Roma nasce dal legame speciale che unisce il marchio alla Capitale, città che nel tempo ha contribuito a consolidarne l’immagine attraverso il cinema e la cultura.

La giornata inaugurale di giovedì 25 giugno sarà aperta dal taglio del nastro e dall’apertura ufficiale del Village. In programma anche la presentazione della moneta celebrativa realizzata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, oltre all’annullo filatelico speciale di Poste Italiane. Nello stesso giorno verrà inaugurata la mostra fotografica “80 Anni di Vespa”, curata da Giacomo Bretzel, dedicata all’impatto culturale, sociale e stilistico del celebre scooter.

Venerdì 26 giugno spazio alle attività sportive dei Vespa Club, con il Campionato Europeo Vespa Rally e il Campionato Mondiale di Gimkana. Il Village resterà animato per tutta la giornata grazie alle iniziative organizzate dal marchio e dai partner dell’evento.

Il momento più atteso è previsto per sabato 27 giugno con la Grande Parata. Migliaia di Vespa di ogni epoca attraverseranno le strade della Capitale lungo un percorso che toccherà alcuni dei luoghi più iconici della città. La giornata proseguirà con una caccia al tesoro e con le premiazioni dedicate alle attività sportive e turistiche del Vespa World Club.

Anche il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato il valore dell’appuntamento, definendolo “una grande festa popolare per Roma” e ricordando come Vespa rappresenti “un’icona italiana conosciuta e amata in tutto il mondo”. La manifestazione si concluderà domenica 28 giugno con il tradizionale Concorso di Eleganza, appuntamento riservato ai modelli più rari e prestigiosi. La chiusura ufficiale del Vespa Village è prevista alle ore 15.

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Fab Four, splash e rock’n’roll: il bagno proibito dei Beatles a Roma che fece epoca

16 June 2026 at 06:00

Roma è piena di storie sorprendenti, ma poche riescono a unire il fascino della Capitale e il mito dei Beatles come quella legata alla Fontana delle Rane. Nel cuore del suggestivo Quartiere Coppedè, a due passi da Piazza Mincio, si trova infatti uno dei luoghi più curiosi della memoria musicale cittadina. Qui, secondo un racconto diventato ormai leggenda, i quattro ragazzi di Liverpool decisero di concedersi una bravata destinata a entrare nella storia del rock. Una notte romana, calda e spensierata, trasformò una semplice fontana in un piccolo santuario per gli appassionati dei Fab Four.

L’estate del 1965 e il tuffo che fece storia

Era il giugno del 1965 quando The Beatles arrivarono nella Capitale per esibirsi al Teatro Adriano. La Beatlemania stava travolgendo l’Europa e anche Roma si preparava ad accogliere il fenomeno musicale più importante del momento. Dopo uno spettacolo e una lunga serata trascorsa tra amici e locali della Dolce Vita, i quattro musicisti si sarebbero ritrovati nella zona del celebre Piper Club. Fu lì che, complice il caldo estivo e l’atmosfera euforica della notte romana, decisero di tuffarsi completamente vestiti nella Fontana delle Rane. Nessuna fotografia, nessun filmato, nessun post social ovviamente. Solo testimonianze, racconti e ricordi che negli anni hanno alimentato il fascino di un episodio diventato quasi mitologico.

Un gioiello nascosto nel quartiere Coppedè

La Fontana delle Rane non è soltanto un simbolo per i fan dei Beatles. Realizzata negli anni Venti all’interno del visionario complesso architettonico progettato da Gino Coppedè, rappresenta uno degli angoli più affascinanti e fotografati di Roma. Le sue decorazioni, le piccole rane da cui sgorga l’acqua e l’atmosfera sospesa nel tempo la rendono una meta perfetta per chi cerca una Roma diversa dai percorsi turistici tradizionali. E sapere che proprio lì, in una notte del 1965, John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr abbiano scelto di fare un bagno improvvisato aggiunge un ulteriore tocco di magia. A oltre sessant’anni di distanza, quel tuffo continua a raccontare una Roma capace di sorprendere. Una città dove, tra una fontana liberty e una notte d’estate, anche le più grandi leggende del rock hanno lasciato il segno.

Un altro tuffo memorabile

Quello dei Beatles alla Fontana delle Rane non è l’unico bagno notturno entrato nella leggenda della Capitale. Qualche anno prima, infatti, Roma aveva già consegnato all’immaginario collettivo una delle scene più celebri della storia del cinema: il bagno di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi insieme a Marcello Mastroianni nel capolavoro La Dolce Vita di Federico Fellini. Se quello immortalato sul grande schermo era un gesto costruito dalla magia del cinema, il tuffo dei Fab Four nel quartiere Coppedè appartiene invece alla dimensione della cronaca e della leggenda urbana. Due episodi diversissimi, accomunati però dalla stessa atmosfera: una Roma notturna, romantica e un po’ trasgressiva, capace di trasformare una semplice fontana in un simbolo destinato a vivere per sempre nell’immaginario collettivo.

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The Magnificent Ancient Greek Theaters of Messene and Sicyon

15 June 2026 at 19:31
Ancient theater Messene in Peloponnesian
Ancient Greek theater of Messene in the Peloponnese. Credit: AMNA

The ancient Greek theaters at Messene and Sicyon in the Peloponnese were centers for drama and culture in both ancient times and during the Roman period of Greek history.

The ancient Greek theater at Sicyon (present-day Kiato) was built between 303 and 251 BC, but was renovated and altered at least twice by the Romans.

The scene building was expanded in the first century, and the stage was altered in the late Roman period. With a seating area estimated at 122 meters (400 feet) wide and 58 meters (190 feet) deep, it is one of the largest theaters in the Peloponnese.

The present day ruins at Sicyon are a faint reminder of the Romanized theater the historian Pausanias visited in the second century AD.

The restoration effort to preserve Sicyon

However, in February of 2013, the monument underwent a restoration program so that it could be protected once and for all and could once more be recognized for the cultural landmark that it is.

The regional unit of Corinth and Sicyon donated 200,000 euros toward this ambitious effort. The Diazoma Association, a network of archaeologists, curators, and conservators along with Greek artists, intellectuals and local mayors, and regional administrations and citizens, donated 10,000 euros to the gigantic task.

The Diazoma group, whose mission is to create synergies in order to protect and promote ancient theaters, took the lead in the enhancement and restoration of the ancient site. Tasking themselves with reconnecting the Greek people with their ancient past through the wonders of their ancient theaters, they hope to restore and reopen many more such theaters all over the country.

In his day, the historian Pausanias recorded the scene at Sicyon thus: “On the stage of the theater built under the citadel is a statue of a man with a shield, who they say is Aratus, the son of Cleinias. After the theater is a temple of Dionysus.”

Sicyon Ancient Theater
The ancient theater of Sicyon. Credit: Public domain

Today, the exposed remnants of the partially-excavated theater stand in mute testimony of its former grandeur. The American School of Classical Studies at Athens undertook the most major excavations there in modern times; however, their work is incomplete.

The outlines of the amphitheater are clearly visible, with several rows of stone seats, a horseshoe-shaped orchestra area showing evidence of drainage ditches or other depressions and remains of an ancient scene are still visible, as well.

The foundations of a proskenion stage, as well as the remains of stone proskenion access ramps, are there, along with two imposing arched passageways leading through the hill to the cavea.

Visitors to the site will surely note the picturesque view of the Corinthian Gulf just two kilometers away. Sadly, the “statue of Aratus,” as noted by Pausanias, has long since vanished, as have the columns and carved marble ornaments that once graced the theatre’s façade.

What remains, however, are the foundations of a late 4th century Hellenistic theater with evidence of successive Roman alterations to the skene and proskenion stage.

Excavations Sicyon Theater Athens
Photo showing excavation workers at Sicyon, part of the American School of Classical Studies at Athens, 1883. Public domain

The koilon, or bowl-shaped seating area, is carved for the most part out of the bedrock in the side of a hill. Initial excavations in the late 19th century by the American School of Classical Studies under the successive directorships of M.L. D’Ooge, A.C. Merrim, and M.L. Earle, unearthed portions of the lower four rows of seats.

Successive excavations exposed portions of the lower nine rows and included a row of prohedriai benches (stone seats of honor with backrests) which borders the orchestra. The remainder of the koilon remains buried beneath several feet of earth.

The Theater itself is a two-story structure with a one-story forebuilding facing the orchestra, or proskenion, with a colonnade supporting a long, narrow stage. Stairs or ramps running parallel to the parodoi, like others at Eretria and Epidaurus, at the far ends of the stage provided access to the stage from the orchestra level.

Access from the rear was provided through large openings that pierced the second-story wall. These 3rd and 2nd century BC constructions would have made the theater resemble a two-story palatial house with a one-story terrace supported by a colonnade.

In total, the audience seating measures 122 meters (400 feet) wide by 58.41 meters (192 feet) deep. The number of seating rows is estimated at forty to sixty but no approximate seating capacity is known for sure.

The front row of seating consists of thirteen prohedriai, or the ancient version of VIP seats. Their wide benches have arms, as well as backs. The prohedriai at Sicyon are carved from the same native rock as most of the ordinary rows of seats. Like their counterparts in Athens, however, ornamental scroll work can still be observed on the benches’ exterior arms and bases.

A pair of vaulted passages on the east and west side of the koilon provided audience access. The 2.55-meter (8.4 feet) wide tunnels are important examples of true Greek arches.

The vaults at Sicyon predate Roman influence and are contemporary to the original construction of the theater, according to archaeologists.

The orchestra area at Sicyon has a diameter of 24.3 meters (about 80 feet). Composed of packed earth, it comprises somewhat more than half the circumference of a circle. A wide drainage channel surrounds the orchestra and separates it from the prohedriai in the first row. Stone slabs cover the channel in front of each stairway, acting as a bridge.

An elaborate network of subterranean channels extends from the center of the orchestra to the perimeter of the prohedriai and to the rear of the skene, and it is tempting to compare these covered tunnels to the underground passageways for actors at the Hellenistic theatres at Eretria, Corinth and Argos, archeologists say.

These passageways led to stairs, or “Charonian steps,” which allowed for the mysterious entrances of performers during plays. Some archaeologists have argued that the channels served performance purposes along with drainage needs; others contend that they are nothing more than large drains suitable for an orchestra with a clay floor and a coastal city which sometimes experiences heavy rains.

The excavations at Sicyon revealed a scene building 24.5 meters (80 feet) wide and 12.11 meters (40 feet) deep with ramps carved out of the bedrock on either side. These ruins represent both Greek and Roman constructions. The stage was about 3.3 meters (10.7 feet) high and 2.8 meters (9 feet) wide.

The ruins indicate Roman renovations in the 1st century BC and in the late Roman period. Initial alterations extended the scene building away from the audience and included a Doric portico at the rear. A late Roman renovation replaced the Hellenistic proskenion with a deeper Roman stage that extended forward to the edge of the koilon.

The Hellenistic proskenion wall was replaced with a Roman wall and had three openings: a double set of doors in the center flanked by two single doors. However, sadly, little of this wall remains.

Excavations at Sicyon by the American School of Classical Studies ran from 1886 to 1891, and the Archaeological Society at Athens conducted further excavations in 1920 and 1984. The 4th Ephorate of Prehistoric and Classical Archaeology is responsible for all city excavations, as well as those in the surrounding area. Movable objects which were found at the site are now housed in the onsite Sicyon museum, which reopened in 2007.

The Theater of Messene, Ancient Treasure of Peloponnese

Messene Theater Greece
Messene, one of the most important ancient Greek theaters in the Peloponnese. Credit: AMNA

For more than 600 years, the ancient theater of Messene was an important center for not only drama but events in the political sphere, as well. Great men of the past once strode its stage, including Philip V, the king of Macedonia, and the general of the Achaean League, Philopoemen from Megalopolis.

The theater was used for entertainment events and as a gathering place for political purposes. It was where Philip V, the king of Macedonia, and Aratus of Sicyon met in 214 BC one day after the uprising of the people and the slaughter of the city’s officials along with 200 wealthy citizens had taken place.

According to Livius, a great many citizens of Messene had gathered at the theater, demanding that general Philopoemen from Megalopolis be brought before them there in plain sight after being captured by the Messeneans in 183 BC.

After operating for six centuries, the theater was tragically abandoned. Characteristic of the apathy of the residents of the area regarding its fate during the Byzantine era, local people removed many of the seats and used them as building material for temples and houses.

After 1,700 years of neglect, and the silencing of the many voices which had once resounded there, the ancient theater of Messene finally re-opened its doors to the public in the summer of 2013.

The restored theater was reopened in August of that year with an opera gala, organized as part of the Greek Festival performed by the Athens State Orchestra and conducted by Giorgos Kouroupos. Soloists Dimitris Platanias and Tselia Kostea performed at the event, which was organized in cooperation with the “Diazoma” Association.

First Performance in One Thousand Years

The gala marked the very first time performances had been held there since 300 AD, when it closed.

During the 2013 gala, the theater accommodated 2,500 spectators. After the completion of restoration works, its capacity is estimated to reach 5,000 attendants, or exactly half the capacity it had in antiquity.

“When we first started the excavations, we found ourselves discouraged,” says Petros Themelis, head of the excavations. “The theater was practically non-existent; the only things left were some barrier walls and the olive groves surrounding it. Huge deposits of earth covered the orchestra and the koilon.”

The restoration of the ancient theater lasted ofr more than twenty years. With great effort, archaeologists managed to reunite the scattered stone slabs and put back more than 2,000 of these seats back into place.

Asked if the presence of spectators in this priceless ancient theater would be damaging, Themelis demurred. “The only damage is caused by women’s high heels,” the archaeologist replied. He stated that he believes the purpose of a theater is to be used rather than remain closed off to the public.

“The risk of damage comes through time—not people,” he explains.
Themelis’ vision is that the theater and ancient city host many public events going forward. He argues that if a monument isn’t going to be revived as a public venue, there is no point in excavating it.

“We want the theater to operate for events, schools, conferences. We want all areas of ancient Messene to operate in a multifaceted manner,” he notes. “We want the whole city to [come] alive, to be related to society and the institutions.”

The ancient Greek theater of Messene is located at the northwest of the archaeological site of Messene. Its first building phase is dated back to the 3rd century BC. The walls of the scene, the proscenium, and the orchestra were repaired during the 1st and 2nd century AD.

The high pointed posterns and the staircases mounting to the highest levels of the grand theater give the impression of a fortress. These elements, along with the fact that the retaining wall was visible and accessible from outside, render the theater of Messene unique in its kind and a precursor of the colossal theaters and amphitheaters of the Roman era.

Simone Cristicchi sul ruolo degli artisti: “Non bastano i proclami dal palco”

15 June 2026 at 16:59

C’è un nome che Simone Cristicchi continua a considerare decisivo nella propria carriera: quello di Pippo Baudo. Ospite dell’ultima puntata della stagione di TG2 Storie, il programma ideato e condotto da Adriana Pannitteri che tornerà a settembre, il cantautore ha ricordato il presentatore che nel 2007 lo volle sul palco del Festival di Sanremo, intuendone le potenzialità quando ancora era lontano dall’essere uno degli artisti più apprezzati della scena italiana.

Baudo, ha raccontato Cristicchi, gli augurò un grande futuro. Una previsione che si sarebbe avverata proprio grazie a quel Festival, vinto con “Ti regalerò una rosa”, canzone destinata a lasciare un segno profondo nella musica d’autore italiana. Ma il passaggio più interessante dell’intervista riguarda il rapporto tra arte e impegno civile. Cristicchi ha infatti sottolineato come un artista debba anzitutto essere coerente con ciò che afferma, evitando di limitarsi a lanciare slogan o proclami dai palchi.

Parole che arrivano mentre nel mondo della musica è sempre più acceso il confronto sul ruolo pubblico degli artisti. Un dibattito recentemente alimentato anche dalle polemiche nate attorno alle dichiarazioni di Francesco De Gregori sulle prese di posizione politiche di Bruce Springsteen.

Sul tema è intervenuto recentemente anche il nostro Luca Varani sul blog Sonar, osservando come il rischio sia quello di trasformare il silenzio in una virtù. Secondo questa lettura, la differenza non sta tanto nelle idee espresse dagli artisti quanto nella disponibilità ad assumersene le conseguenze. Da una parte chi sceglie di esporsi, dall’altra chi ritiene che la musica debba restare distante dalle battaglie pubbliche.

In questo contesto le parole di Cristicchi sembrano indicare una terza strada: non l’obbligo dell’impegno a tutti i costi, ma la necessità di mantenere coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa. Un principio semplice che supera le appartenenze ideologiche e restituisce alla figura dell’artista una responsabilità che non coincide necessariamente con il protagonismo. Perché, come suggerisce il cantautore romano, il punto non è parlare di più. È fare in modo che le parole abbiano ancora un peso.

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La nuova geografia della spesa alimentare in città

15 June 2026 at 13:00

A Roma la spesa alimentare non è più un gesto quotidiano scontato, ma un percorso che racconta la città meglio di qualsiasi statistica. Basta seguire i romani tra banchi, scaffali e casse per capire come l’inflazione abbia riscritto abitudini e priorità. La capitale si muove come un organismo che reagisce, si adatta, cambia pelle. E la spesa diventa il luogo dove questo cambiamento si vede con più chiarezza.

Una nuova vita per le botteghe di prossimità in centro

Nel centro storico e nei quartieri semicentrali si assiste a un ritorno quasi sorprendente alle botteghe di prossimità. Non è romanticismo, ma una scelta di sopravvivenza. I romani cercano qualità, certo, ma soprattutto cercano controllo. Entrano, parlano con il commerciante, comprano solo ciò che serve davvero. Nei mercati rionali, da Testaccio al Trionfale, le prime ore del mattino sono diventate un piccolo rito urbano: chi arriva presto trova prezzi più bassi, merce appena esposta e la sensazione di poter governare un portafoglio che si assottiglia. I banchi raccontano di clienti che hanno abbandonato la grande spesa settimanale per tornare a quella quotidiana, più faticosa ma più sostenibile.

Nelle periferie la spesa si fa al discount

Nelle periferie, invece, la scena cambia radicalmente. I discount sono diventati il nuovo centro gravitazionale dei consumi. A Tor Bella Monaca, Laurentino, San Basilio e Ostia Ponente le aperture degli ultimi anni hanno ridisegnato la geografia degli spostamenti. Le famiglie si muovono seguendo le offerte come fossero coordinate geografiche.

C’è chi attraversa due quartieri per risparmiare pochi euro, chi confronta i volantini con la precisione di un contabile, chi ha trasformato la spesa in un esercizio di strategia. Qui l’inflazione non è un concetto astratto: è una linea che separa ciò che si può comprare da ciò che si deve rimandare.

Maggiori rincari nel settore del fresco

Il settore del fresco è quello che più mostra le ferite dei rincari. Frutta e verdura cambiano prezzo con una velocità che disorienta, la carne diventa un lusso da centellinare, il pesce resta un acquisto occasionale. Crescono invece i consumi di legumi, uova e surgelati, percepiti come alternative più stabili e più economiche. Le famiglie con figli piccoli sono quelle che hanno cambiato più radicalmente abitudini: meno prodotti pronti, più ingredienti base, più cucina casalinga. La spesa diventa un equilibrio tra necessità e creatività.

Il carrello dei romani racconta anche un cambiamento culturale. Il cibo non è più solo piacere o tradizione, ma gestione, calcolo, responsabilità. Si compra meno, si spreca meno, si cucina di più. Eppure, nonostante tutto, Roma resta una città che vive di cibo e di relazioni. Nei mercati si continua a chiacchierare, nelle botteghe si mantiene un rapporto di fiducia, nei discount si scambiano consigli su offerte e prodotti. La spesa diventa un luogo di comunità, anche quando il portafoglio pesa meno.

La città deve fare i conti con un portafoglio sempre più “leggero”

Questa nuova geografia dei consumi non è solo un effetto dell’inflazione, ma un segnale di trasformazione profonda. Roma cambia, si adatta, si reinventa. E lo fa partendo da ciò che ha sempre definito la sua identità: il cibo. Solo che oggi, più che mai, il cibo è anche un termometro sociale. Misura le disuguaglianze, racconta le fragilità, mostra le strategie quotidiane con cui i romani cercano di restare in equilibrio. Una città che continua a mangiare bene, ma che deve fare i conti con un portafoglio sempre più leggero e con un futuro che chiede nuove forme di resistenza.

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Da Luxuria a Pascale, i dibattiti sul palco della Gay Street di Roma: “Diamo spazio anche a chi ha un pensiero diverso”

15 June 2026 at 12:47

Dal 16 al 21 giugno la Gay Street di Roma, in via di San Giovanni in Laterano, a pochi passi dal Colosseo, si trasformerà in un palcoscenico dedicato a cultura, diritti e inclusione. Torna infatti “Walk with Pride”, la manifestazione diretta da Ezio Cristo che per sei giorni animerà uno dei luoghi simbolo della comunità LGBTQIA+ della Capitale con talk, spettacoli, concerti, presentazioni e momenti di confronto. A inaugurare l’evento il 16 giugno sarà Vladimir Luxuria, madrina della manifestazione, che taglierà il nastro dando ufficialmente il via alla settimana di appuntamenti. Tra gli ospiti attesi figurano anche Imma Battaglia, Antonella Elia, Priscilla, Francesco Montanari e Gabriele Piazza con lo spettacolo satirico “Eterofobo”.

Uno degli appuntamenti più attesi e discussi è il talk del 17 giugno che vedrà confrontarsi Francesca Pascale, co-fondatrice del movimento Gay Conservatori e Liberali, Alessia Crocini, presidente di Famiglie Arcobaleno, e Nicola Di Bartolomeo del Movimento 5 Stelle. Una scelta che arriva dopo che nelle scorse settimane Pascale aveva denunciato l’esclusione dai talk della Pride Croisette e che gli organizzatori rivendicano come occasione di confronto. “Credo sia stato un errore non dare spazio e voce anche a chi ha un pensiero diverso”, spiega a ilfattoquotidiano.it il direttore artistico Ezio Cristo. “Non stiamo parlando di un partito fascista, ma di un movimento che si definisce gay conservatore. Poi si può essere d’accordo o meno, ma la censura non fa parte della mia idea di comunità. Noi siamo totalmente liberali e riteniamo giusto che sui diritti possano confrontarsi posizioni differenti”. La manifestazione si svolgerà a pochi giorni dal Roma Pride del 20 giugno, ma gli organizzatori respingono l’idea di una contrapposizione diretta. “Non ci poniamo come alternativa al Pride”, precisa Cristo. “Piuttosto proponiamo un’alternativa a quello che è il programma ufficiale di eventi del Roma Pride. È uno spazio aperto dove possono convivere sensibilità diverse”.

Per Cristo la scelta della Gay Street non è casuale. “Io credo molto in un Pride diffuso. La Gay Street è da oltre vent’anni un simbolo per la comunità LGBTQIA+ romana ed è spesso il primo luogo di approdo per chi arriva in città e cerca un punto di riferimento. Qui è nata una parte importante della storia della comunità romana e per questo ci sembrava il luogo naturale per una manifestazione come questa”. Tra gli eventi di maggiore richiamo figura il concerto del 19 giugno di Francesco Sarcina e Le Vibrazioni, mentre il programma prevede anche riconoscimenti a personalità impegnate nella promozione dei diritti, un concorso drag dedicato alla scena performativa italiana e numerosi incontri culturali.

Particolare attenzione sarà dedicata quest’anno alle persone transgender. Non a caso la madrina dell’evento sarà Vladimir Luxuria. “Credo che oggi la questione della transessualità sia uno dei temi più delicati e meno approfonditi all’interno del dibattito pubblico”, osserva Cristo. “La scelta di Vladimir ha un valore simbolico e politico. Vogliamo riportare al centro una discussione che spesso resta ai margini”. Nel programma è previsto anche un incontro dedicato specificamente ai diritti delle persone trans. “Abbiamo deciso di coinvolgere non solo associazioni, ma direttamente persone transgender”, conclude il direttore artistico. “Per noi è importante che a parlare siano anche coloro che vivono quotidianamente queste esperienze”. L’obiettivo dichiarato di “Walk with Pride” è quello di raccontare una società più inclusiva attraverso il dialogo tra arte, cultura e partecipazione civile, valorizzando uno spazio che da anni rappresenta uno dei punti di riferimento della comunità LGBTQIA+ della Capitale.

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Non in chiesa né in Comune: a Roma nasce la Wedding Machine, il “matrimonio” in tre minuti che sta diventando un fenomeno virale

15 June 2026 at 12:43

In un’epoca in cui il matrimonio viene spesso descritto come un’istituzione in crisi, a Roma c’è chi fa la fila per pronunciare il fatidico “sì”. Non davanti all’altare o negli uffici comunali, ma davanti a una macchina. Succede al Love Bar, locale situato in via Flaminia, dove è stata installata la Wedding Machine, un totem che permette di celebrare un matrimonio simbolico in pochi minuti. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’iniziativa, che richiama nell’immaginario i celebri matrimoni lampo di Las Vegas, sta attirando curiosi, coppie e amici desiderosi di vivere un momento insolito e romantico. A idearla è stata Gaenette Raimo, 26 anni, che racconta così il progetto: “Il nome? La chiamiamo la Wedding Machine”. Il totem, attualmente alla sua prima versione, promette un’esperienza rapida e originale: ‘bastano tre minuti per dirsi “sì'”.

La scelta della location non è casuale. A pochi passi dal locale c’è Ponte Milvio, che negli anni è diventato uno dei punti più riconoscibili quando si parla d’amore a Roma, anche per la tradizione dei lucchetti lasciati dalle coppie. E poi c’è tutto l’immaginario legato a Tre metri sopra il cielo, il romanzo di Federico Moccia che ha reso quel ponte un simbolo romantico per una generazione intera, con la famosa scena dei lucchetti e la scritta “Io e te 3 metri sopra il cielo” che ha fatto il giro del mondo. “È il simbolo romano delle promesse d’amore”, sottolinea infatti la giovane ideatrice.

Un “sì” digitale: così si celebra il matrimonio lampo

Il funzionamento della macchina è semplice. Una volta davanti al totem, i partecipanti inseriscono i propri nomi e seguono le indicazioni di un avatar presente sul display. La procedura prevede il pagamento di 15 euro tramite Pos o QR Code e, al termine, la macchina consegna due anelli simbolici e un certificato ricordo.

Si tratta di un’unione puramente simbolica, come precisa la stessa Raimo: “Sì, è simbolica. Ma non per questo priva di emozione”. Sul certificato stampato dalla macchina compare anche un messaggio che accompagna l’esperienza: “Siete ufficialmente sposati… per gioco. E siete invitati a custodire questo certificato come ricordo di un atto romantico e un po’ folle”.

L’idea sembra aver fatto centro. In appena due settimane, infatti, oltre mille persone hanno scelto di partecipare alla particolare cerimonia. “C’è chi lo fa per gioco, chi lo fa con più serietà. Il nostro obiettivo era quello di regalare un momento che fosse davvero magico”, spiega Raimo.

Come è nata la Wedding Machine

Dietro il progetto c’è una passione che nasce da lontano: “Sono sempre stata appassionata di matrimoni. Mi ha sempre affascinato, fin da quando ero piccola, l’idea che due persone si scelgano. Dopo essere stata a un matrimonio in cui ho passato ore a scattarmi foto in una cabina fotografica con il mio ragazzo e i miei amici, ho pensato: perché non creare qualcosa di simile che permetta a tutti di sposarsi? In modo veloce, quasi come ci si scatta una fotografia”.

Da quell’intuizione è nata la Wedding Machine, un progetto che potrebbe presto uscire dai confini della Capitale: “Il mio sogno è che le persone possano dire: mi sono sposata a Roma. Poi a Napoli. Poi a Milano. E così via, all’infinito”, afferma.

Storie

Nel frattempo, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano romano, la macchina continua a raccogliere storie e testimonianze. Tra coloro che hanno deciso di vivere questa esperienza ci sono anche Matteo e Valentina, una coppia che per diversi motivi non può ancora celebrare un matrimonio ufficiale. Per loro, però, quel momento ha avuto un significato particolare: “Per noi già così è un enorme regalo”.

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Il Times non fa sconti a Roma e pubblica un pezzo su come evitare truffe nella Capitale: “Ecco quanto devono costare gelato e caffè, occhio a taxi…”

15 June 2026 at 12:38

L’ha definita una “trappola per turisti”: due gelati pagati 44 euro per via di una serie di aggiunte che aveva interpretato come omaggi del locale. La storia raccontata sui social da Nicole Ann, turista della Florida in vacanza a Roma con il marito, è diventata virale, dividendo l’opinione pubblica tra chi parla di conto assurdo e chi invece invita a leggere sempre con attenzione prezzi e supplementi prima di accettare qualsiasi aggiunta.

Il caso è arrivato fino al Regno Unito, dove il Times ha deciso di verificare di persona quanto accaduto. Il corrispondente Tom Kington è andato nella stessa gelateria frequentata da Nicole Ann, Don Nino, a pochi passi da piazza Navona. All’arrivo, la ragazza dietro al bancone avrebbe chiarito immediatamente di non poter parlare con un giornalista e che il manager non era presente. Poi gli avrebbe illustrato le possibili aggiunte al gelato, specificando che si trattava di “extra”. Il risultato? Un cono con pistacchio, mango e fragola, arricchito da panna montata, wafer, macaron e cannolo, per un conto finale di 22 euro. Quasi stessa cifra pagata dalla turista americana per ciascuno dei due gelati finiti al centro delle polemiche.

Non a caso il titolo scelto dal quotidiano britannico è piuttosto eloquente: “44 euro per due gelati? Quando vi trovate a Roma, fate come me per schivare le truffe“. Ad accompagnare l’articolo c’è persino un’immagine tratta da Tototruffa ’62, il celebre film in cui Totò riesce a vendere la Fontana di Trevi a un ingenuo turista.

Da lì il giornalista allarga il discorso alle possibili insidie per i visitatori della Capitale. A partire proprio dal gelato: secondo Kington, una coppetta o un cono abbondante non dovrebbero costare più di 5 euro e la panna montata dovrebbe essere inclusa nel prezzo. Quanto al caffè, il consiglio è altrettanto chiaro: “Per un vero espresso italiano, ordinate al banco. Il prezzo non dovrebbe superare 1,50 euro”. Ma nemmeno questo garantisce di evitare brutte sorprese. Kington racconta infatti di aver contestato una volta il costo eccessivo di un caffè in un bar del centro storico, ricevendo una risposta che lo ha lasciato senza parole: “Mi scusi, pensavo fosse un turista”.

Secondo il Times, insomma, le trappole per visitatori sono sempre dietro l’angolo. Per questo il giornalista invita a controllare con attenzione anche i menu dei ristoranti: “Spesso il prezzo del pesce si riferisce a 100 grammi di prodotto e non all’intera porzione. Sentitevi liberi di chiedere quanto peserà il piatto prima di ordinare”. Non mancano i consigli sui taxi: “Dovrebbero applicare una tariffa fissa da e per l’aeroporto, ma a volte dimenticano di comunicarlo ai turisti per poter guadagnare di più con il tassametro”.

E c’è spazio anche per l’ironia. “Se state parcheggiando un’auto e un uomo inizia gentilmente a guidarvi nella manovra, vuole dei soldi e potrebbe persino lasciar intendere che vi taglierà le gomme se non lo pagherete”, scrive Kington. Il suggerimento? Fingere di non capire una parola di quello che sta dicendo e allontanarsi il più rapidamente possibile.

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Há rastreios do cancro da pele no Forum Algarve em parceria com a Liga Contra o Cancro

15 June 2026 at 12:05

Contribuir para a consciencialização sobre o cancro oral e da pele e incentivar a adoção de comportamentos preventivos são os objetivos da iniciativa “A prevenção não tira férias” que decorrerá no dia 20 de junho, no Forum Algarve.

Entre as 10h00 e as 13h00 e as 14h30 as 18h30, no piso 0, decorrerão rastreios gratuitos ao cancro oral e da pele, numa iniciativa promovida pelo Forum Algarve, centro comercial gerido pela Multi Portugal, realizada em parceria com a Liga Portuguesa Contra o Cancro.

Os exames de diagnóstico clínico são abertos a toda a população, sendo necessária inscrição prévia através do email grupoapoiofaro@ligacontracancro.pt ou do número 910 449 978.

Os rastreios são destinados ao público em geral, embora a organização apele à participação especial de pessoas que reúnam as seguintes características de risco:

  • Rastreio de Cancro de Pele: Cidadãos com mais de 50 anos; histórico de cancro de pele na família; presença de mais de 50 sinais no corpo; pele e olhos claros; ou profissionais cuja atividade implique uma elevada exposição solar diária.
  • Rastreio de Cancro Oral: Fumadores com 40 anos ou mais; utentes com queixas de dor, lesões, alteração da cor ou da superfície da mucosa oral; indivíduos com aumento de volume não habitual das estruturas da boca ou das vias aéreas superiores; ou utentes referenciados pelo respetivo Médico de Família.

“A promoção da saúde e o apoio às causas sociais fazem parte da identidade e da matriz de atuação do Forum Algarve. Esta parceria de longa data com a Liga Portuguesa Contra o Cancro materializa o compromisso do Forum Algarve em ir além da experiência de compras, transformando o Centro num agente ativo no bem-estar dos residentes e de quem nos visita” afirma Sérgio Santos, diretor do Forum Algarve.

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