Normal view

Unos 30 músicos haitianos crean canciones sobre el Mundial de Fútbol

12 June 2026 at 21:41

Puerto Príncipe, 12 jun (Prensa Latina) Unos 30 músicos haitianos compusieron hasta hoy canciones inspiradas en el Mundial de Fútbol 2026 de México, Estados Unidos y Canadá, donde compite un equipo local por segunda vez en la historia, según el diario Le Nouvelliste.

The post Unos 30 músicos haitianos crean canciones sobre el Mundial de Fútbol first appeared on Noticias Prensa Latina.

Termas Romanas de Aquae Flaviae na corrida às 7 Maravilhas de Portugal

12 June 2026 at 15:43

VTM

Esta seleção reforça o reconhecimento nacional de um dos mais importantes símbolos do património flaviense.

A votação pública encontra-se já a decorrer e terá um momento particularmente importante no próximo dia 13 de junho, em Monção, com a realização da semifinal da Região Norte das Novas 7 Maravilhas de Portugal.

A mobilização e apoio da comunidade flaviense, dos visitantes e de todos os que reconhecem a importância da preservação e respetiva promoção do património cultural assume particular relevância neste momento de seleção.

As termas Romanas de Aquae Flaviae são consideradas o maior balneário termal romano da Península Ibérica e constituem um legado excecional da antiga cidade romana. Este marco testemunha a importância que Chaves assumiu ao longo dos séculos, preservando uma parte fundamental da sua identidade histórica e cultural.

Cada voto representa um contributo para reforçar a projeção deste monumento singular e para afirmar, a nível nacional, a riqueza histórica e cultural de Chaves. O número oficial de votação atribuído às Termas Romanas de Aquae Flaviae é o 761 207 009 (1 euro+ IVA).

The post Termas Romanas de Aquae Flaviae na corrida às 7 Maravilhas de Portugal appeared first on A Voz de Trás-os-Montes.

¿Cuánto sabes de la historia de los mundiales?

12 June 2026 at 12:09

Desde que en 1930 se celebrara el primer mundial de fútbol con solo 13 selecciones, hasta el que se inició ayer con tres países anfitriones y 48 participantes, se han celebrado 23 ediciones de este campeonato en categoría masculina. Pon a prueba tus conocimientos sobre la historia del mayor acontecimiento deportivo del planeta (con permiso de los Juegos Olímpicos) con este cuestionario de once preguntas (número muy futbolístico).

Seguir leyendo

© Image Photo Agency (Getty Images)

Aficionados y jugadores argentinos celebraban el triunfo en el Mundial de 1986 en México.

La historia silenciada de los activistas que desafiaron al sida: "Sin el VIH no hubiera existido el matrimonio homosexual"

12 June 2026 at 08:59
El periodista David France narra en 'Cómo sobrevivir a una plaga' la estremecedora historia de los activistas que se convirtieron en científicos, políticos y traficantes en su lucha para plantar cara al virus que aterrorizó al mundo a finales del siglo XX Leer

El periodista David France narra en 'Cómo sobrevivir a una plaga' la estremecedora historia de los activistas que se convirtieron en científicos, políticos y traficantes en su lucha para plantar cara al virus que aterrorizó al mundo a finales del siglo XX

Passeios na História de Tavira dedica visita aos Paços do Concelho

12 June 2026 at 11:11

No âmbito do programa “Passeios na História de Tavira”, o Museu Municipal promove, no dia 20 de junho, pelas 10h30, sob a orientação de Marco Sousa Santos (Historiador do Museu Municipal), uma visita centrada na história e no património do edifício dos Paços do Concelho.

Com uma história que remonta ao período medieval, o atual edifício é a sede do poder concelhio desde o século XVII. Reconstruído em meados do século XX, mantendo a traça original e alguns elementos arquitetónicos emblemáticos, este foi palco de incontáveis episódios e guarda no seu interior um conjunto de objetos que ajudam a contar a história da cidade, incluindo pinturas, retratos e bustos. 

“Passeios na História de Tavira” têm como finalidade dar a conhecer o passado da cidade e do concelho, a paisagem, os monumentos e as personagens históricas, bem como sensibilizar para a necessidade de proteger e valorizar a herança patrimonial.

A participação é gratuita, mas limitada a 30 pessoas, mediante inscrição, até dia 18 de junho, através do formulário: Passeios na História de Tavira – Os Paços do Concelho – Preencher o formulário

Mais informações:

Divisão de Turismo, Património e Museus

Tel.: 281 320 545 / 568 E-mail:  edu.museus@cm-tavira.pt

L'arte di ingannare gli U-Boot: la storia del camuffamento Dazzle

Quando il comandante di un sommergibile tedesco scrutava una nave nemica attraverso il periscopio, aveva pochi istanti per stimare correttamente distanza, lunghezza e velocità del bastimento, prima di lanciare una salva di siluri e cercare di affondarla. Un errore di valutazione poteva vanificare l’attacco e privare il vascello sommergibile delle preziose munizioni con le quali conduceva la guerra sottomarina e indiscriminata che minacciava le linee di rifornimento come le ammiraglie della flotta avversaria che non potevano nascondersi in mare aperto.

Nacque così un’idea in controtendenza, il camuffamento Dazzle, rivoluzionario schema mimetico ideato nel 1917 dall'artista britannico Norman Wilkinson per ingannare i telemetri ottici dei sommergibili e complicare il delicato e fondamentale processo di calcolo attraverso un piccolo “inganno visivo”.

L’intuizione di un pittore in guerra

Pittore, illustratore e ufficiale della Riserva, Wilkinson stava prestando servizio nelle acque dei Dardanelli, durante la rovinosa campagna di Gallipoli, quando iniziò a riflettere sul problema che tormentava la Royal Navy: sfuggire ai sommergibili tedeschi che infestavano le acque occidentali e prendevano di mira i convogli che attraversavano l’Atlantico. Una nave, soprattutto se di grandi dimensioni, non poteva essere occulta in nessun modo; tuttavia, un intricato mosaico di linee spezzate, onde, figure geometriche e forti contrasti cromatici poteva ingannare gli occhi e gli strumenti dei sommergibilisti corsari che incrociavano la sua rotta.

L’obiettivo non era più rendere invisibile la nave posta sotto attacco con livree grigie e celesti che la mimetizzavano con l’orizzonte, ma alterarne la percezione, facendo in modo che il suo profilo, la prua e la poppa, rese fin troppo evidenti dai colori, si deformassero nelle proporzioni; ingannando i puntatori rispetto alla reale direzione di marcia, che così diventava incerta, alla lunghezza, che poteva suggerire un tiro in deflessione basato su un calcolo errato, e in breve all’intera prospettiva di un bersaglio in movimento che era decisamente evidente ma era difficile da centrare, dato che stimare correttamente velocità e distanza diventava assai più difficile.

Quando Wilkinson presentò il progetto agli alti papaveri della Marina Reale, la proposta era apparsa quasi paradossale: rendere le navi da guerra più appariscenti per proteggerle meglio in una guerra sottomarina indiscriminata? A un primo impatto sembrava un suicidio annunciato, eppure l'idea suscitò l’interesse dell’Ammiragliato britannico dal quale si era appena dimesso un certo Winston Churchill, responsabile del fallimento della campagna di Gallipoli.

Dopo una serie di prove effettuate su modelli in scala osservati attraverso periscopi e strumenti ottici, la Royal Navy acconsentì all’impiego del nuovo schema mimetico elaborato da Wilkinson, e in poco tempo le livree Dazzle comparvero sugli scafi e sui ponti delle navi mercantili, degli incrociatori leggeri e persino sulle prime portaerei britanniche, come la HMS Furious.

Tra le unità più celebri a ricevere queste particolari livree ci fu anche la RMS Olympic, nave gemella del Titanic, che venne requisita dalla Royal Navy e impiegata come trasporto truppe. Con diverse verniciature degli schemi Dazzle, l’Olympic uscì indenne da ben quattro attacchi dei sommergibili tedeschi e riuscì anche nella storica impresa di affondarne uno, il 12 maggio del 1918, quando affondò l’U-Boot U-103 diventando l'unico mercantile a vantare una vittoria contro un sottomarino.

Il principio di base del camuffamento Dazzle

Il principio alla base del sistema era particolarmente efficace contro i telemetri a interferenza utilizzati all'epoca. Le linee spezzate e i contrasti di colore rendevano più difficile far combaciare correttamente le immagini osservate dagli strumenti ottici, aumentando il rischio di errori nel calcolo della posizione e della velocità del bersaglio. Per un comandante di sommergibile che doveva determinare con precisione il punto di lancio dei siluri, anche una minima imprecisione poteva significare fallire completamente l'attacco.

Il successo dell'idea portò rapidamente il Dazzle oltre l'Atlantico. Dopo l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto, anche la U.S. Navy iniziò a dipingere numerose proprie unità secondo gli schemi elaborati dall'artista britannico. Wilkinson sviluppò centinaia di varianti differenti, utilizzando non solo il classico bianco e nero, ma anche tonalità di grigio, azzurro, giallo e persino rosa. Le insolite geometrie che ricoprivano gli scafi delle navi non passarono inosservate nemmeno nel mondo dell'arte.

Le composizioni di Wilkinson richiamavano infatti alcune delle più moderne correnti artistiche dell'epoca, attirando l'attenzione di figure come Pablo Picasso e Georges Braque, i grandi protagonisti del cubismo. Tra gli artisti affascinati dal fenomeno vi fu anche Edward Wadsworth, esponente di primo piano del vorticismo britannico.

Al termine della guerra, il contributo di Wilkinson venne ufficialmente riconosciuto dalla Royal Society, che gli assegnò un premio di 2.000 sterline. I suoi schemi mimetici sopravvissero inoltre agli anni ‘20 e ’30 e continuarono a comparire sulle navi alleate anche durante la Seconda guerra mondiale.

Un’efficacia da ricercare nel tempo


Al termine dei due conflitti mondiali, gli schemi mimetici Dazzle sono comparsi più raramente sulle navi da guerra delle Marine anglosassoni. Restava invece una questione aperta che gli storici discussero a lungo: quanto era efficace davvero il camuffamento “abbagliante” ideato da Wilkinson?

Una risposta definitiva non esiste. Nessuno studio condotto durante i due conflitti mondiali riuscì a dimostrare in maniera scientifica l’efficacia del camuffamento Dazzle. Eppure, trattandosi di una forma di inganno visivo, si potrebbe sostenere che il semplice fatto di aver generato incertezza e dubbio rappresentasse già un risultato.

A distanza di oltre un secolo, la ricerca sembra comunque dare ragione all'intuizione dell'artista britannico. Uno studio dell'Università di Bristol ha infatti evidenziato come il Dazzle possa alterare significativamente la percezione della velocità di un bersaglio in movimento. Osservatori posti davanti a due obiettivi identici, uno dei quali dipinto secondo gli schemi Dazzle, tendevano infatti a valutarne diversamente la velocità nonostante entrambi procedessero alla stessa andatura.

Tale conclusione aiuta a comprendere l’efficacia degli schemi mimetici e come potessero rivelarsi preziosi per ostacolare il tiro di un sommergibile. Dato che, come esplicato in precedenza, se la velocità stimata era errata, anche il punto di intercettazione calcolato per il lancio dei siluri rischiava di esserlo, mancando il bersaglio di una manciata di metri. Lo stesso poteva valere per il tiro dell’artiglieria navale, anche se in questo caso l’aggiustamento di una bordata era più semplice, e le munizioni decisamente più numerose della dozzina di siluri che aveva a disposizione un sommergibile convenzionale del primo conflitto mondiale.

Secondo il dottor Peter Scott-Samuel, che ha guidato la ricerca presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Bristol, applicare un camuffamento Dazzle a un semplice Land Rover Defender del British Army sarebbe sufficiente a modificare la percezione della sua velocità al punto da far mancare il bersaglio di circa un metro a una granata. In combattimento, un metro può rappresentare la differenza tra la vita e la morte.

Oggi le opere di Norman Wilkinson, instancabile osservatore dei porti di Portsmouth e delle coste della Cornovaglia, trovano posto nelle collezioni del National Maritime Museum, della Royal Academy of Arts e della Royal Society of British Artists. La sua eredità, tuttavia, non è custodita soltanto nei musei, ma sopravvive nelle pagine più curiose della storia navale e nel ricordo di un'idea geniale che trasformò l'arte in un’arma di difesa, contribuendo a proteggere e salvare la vita a migliaia di marinai nelle guerre più devastanti del XX secolo.

È notizia di questi giorni che una nuova declinazione degli schemi mimetici Dazzle, simili a quelli ideati da Wilkinson, è comparsa sul campo di battaglia ucraino dove i mezzi corazzati russi cercano di trovare la salvezza dagli occhi elettronici dei droni unidirezionali integrati dall’intelligenza artificiale che ora, come oltre un secolo fa, viene ingannata nel puntamento e manca il bersaglio di quella manciata di centimetri che può valere la vita o la morte. Il tempo, a quanto pare, sembra dare ragione al paradosso del Dazzle.

E se as minhas memórias estivessem pintadas num quadro?

12 June 2026 at 06:01
“Curioso como uma pintura permite recuar no tempo, ir à memória e sentir aquele espaço como nosso”. A emoção "pintada" por Joan Guerra não deixa indiferente a responsável do Museu de Pintura Naïf.

E se as minhas memórias estivessem pintadas num quadro?

12 June 2026 at 06:01
“Curioso como uma pintura permite recuar no tempo, ir à memória e sentir aquele espaço como nosso”. A emoção "pintada" por Joan Guerra não deixa indiferente a responsável do Museu de Pintura Naïf.

Os fósforos foram inventados há 200 anos — por acidente

By: ZAP
11 June 2026 at 23:30
Uma figura histórica inventou as ‘luzes de fricção’, num acaso genial, mas “não quis acompanhar a sua própria invenção” — que continua a ser essencial nos dias de hoje. Em 1826, há exatamente 200 anos, um episódio acidental mudaria para sempre a forma como criamos luz e calor. O farmacêutico experimental inglês John Walker (1781-1859) misturava substâncias químicas, tentando produzir explosivos, quando um palito coberto com a mistura embateu inadvertidamente numa pedra em frente à lareira, criando uma chama espontânea. Walker nasceu em plena Revolução Industrial, na cidade portuária de Stockton-on-Tees, no nordeste de Inglaterra. A máquina a vapor de

“Pré-História ao Luar” regressa aos Monumentos Megalíticos de Alcalar para celebrar o Solstício de Verão

11 June 2026 at 14:38

Após o sucesso da primeira edição, que em 2025 atraiu cerca de 3200 visitantes, o Museu de Portimão volta a promover o evento “Pré-História ao Luar – Solstício de Verão”, no próximo dia 21 de junho, entre as 19h00 e as 00h30, nos Monumentos Megalíticos de Alcalar. Com entrada gratuita e um programa que assinala […]

Um corpo de cavalo com cabeça humana para contar a história

11 June 2026 at 06:01
Isabelino Coelho, um dos principais pintores portugueses de arte Naïf, destaca-se pela diferença ao romper com o Realismo. Recorre ao imaginário e inspira-se na arte antiga para dar vida às obras.

Un flotador de tela, camas de campaña, zapatos litúrgicos y otros "caprichos" textiles del rey

10 June 2026 at 18:30

Los monarcas siempre han tenido de todo. Al menos, todo lo que han querido. Que la reina Berenguela quería una almohada a medida, pues suya era en pleno siglo XIII; un sencillo y elegante cojín dorado tejido en sarga que Patrimonio Nacional ha guardado con mimo hasta el día de hoy. O si la corte de Carlos III requería una bañera-diván de estilo francés no había nadie en todo el territorio nacional para decirles que no. ¿Quién no ha soñado con una visita al psicólogo en la que, primero, bañarse y, después, asistir a consulta? O, ya el «summum», ambas a la vez. Pues eso también es posible en palacio, donde se ha conservado (a falta de la «tapa») una «bañera sultana» (hacia 1770) de madera de nogal, rejilla de paja, zinc y raso de seda. Una delicia de la higiene capaz de virar de la limpieza corporal a la mental (aunque solo sea para relajarse) con un solo gesto: el de cubrir la cubeta con una «tapa» tapizada que no ha llegado hasta nuestros días (lo que lamentan desde la casa).

Son solo dos de los más de 25.000 objetos tejidos que Patrimonio Nacional mantiene con celo en sus almacenes. Piezas de «todo tipo», aseguran, de las que ahora muestras algo más de 200 en su Galería de las Colecciones Reales. Limosneras, cortinas, tronos, doseles, zapatos litúrgicos, tronos, camas de campaña que se convierten en escritorios, mantos...

«Vestiduras facen mucho conoscer á los homes por nobles ó por viles, et por ende los sabios antigos establecieron que los reyes vestiesen paños de seda con oro et con piedras preciosas, porque los homes los pudiesen conoscer...», se firmaba en la «Partida segunda» (Ley V, Título V) de Alfonso X el Sabio. Una máxima que se puede comprobar en una muestra en la que el color carmesí, siempre adornado de oro y/o plata, desataca entre toda la paleta. Y donde también cobra algo de sentido aquella leyenda del V.E.R.D.E.: "Viva el rey de España".

Tesoros del Medievo a la actualidad

Y entre todo ese batiburrillo de «tesoros», aparece otro elemento que, a ojos de hoy, siglo XXI, siglo del plástico, suena hasta curioso, extravagante (llámenlo como quieran): un salvavidas de algodón, seda, pasamanería y relleno de corcho, mucho corcho, todo el necesario suficiente para que todas esas telas empapadas no se vayan al fondo. Aseguran las conservadoras de la institución que no se han atrevido a probarlo por si se va a pique, pero, sobre todo, para no arruinar sus detalles siglo y medio después de su invención. Se trata de un flotador primigenio que, como le ocurría a la «sultana», también vale por dos. Salvavidas y colchoneta al mismo tiempo: se lo podía poner el marino alrededor de su tronco en situaciones de riesgo o, ya más tranquilo, hacer gala de toda su amplitud y emplearlo para relajarse tumbado sobre las olas.

Todo ello se recoge ahora en la planta -3 de la Galería, donde «Tejiendo la vida cortesana. Tejidos y bordados de las Colecciones Reales» ocupa la sala contigua a Fernando Brambila (pintor de los Reales Sitios). Allí, Pilar Benito, María Barrigón y Lourdes de Luis son las comisarias de un recorrido que Ana de la Cueva, presidenta de Patrimonio Nacional, define como un «universo exquisito y delicado que construyeron puntada a puntada» los mejores artistas y artesanos de la época. Una colección de textiles que, en palabras de Víctor Cageao –director de la Galería– «son piezas clave en la configuración de los espacios regios a lo largo de nuestra historia. Tejidos y bordados que desempeñaron un papel fundamental en la vida cortesana española como símbolos de poder, refinamiento y representación».

© Patrimonio Nacional

Salvavidas-colchoneta labrado en algodón y seda, y relleno de corcho (finales del siglo XIX)

Sani Ladan, escritor: “Es contradictorio decir que África es la cuna de la humanidad y, a la vez, que no ha aportado nada a la historia”

10 June 2026 at 15:00
Sani Ladan, autor de 'El latir de un continente', en la sede del grupo editorial Penguin Random House, en Madrid el 18 de mayo de 2026.

“La historia de África merece ser narrada con la dignidad que se le ha negado durante siglos”, escribe Joseph Nkongo, activista antirracista, en el prólogo de El latir de un continente (Plaza & Janés, 2026), el libro que acaba de publicar el camerunés Sani Ladán. Es la última frase con la que se encuentra el lector antes de sumergirse en 86 historias que tratan de abordar la inmensidad y diversidad de un continente cuyas memorias, atravesadas por la colonización, siguen siendo a menudo ignoradas por el Norte Global.

Seguir leyendo

El camerunés Sani Ladan también es autor del libro 'La luna está en Duala: Y mi destino en el conocimiento' en el que habla de su migración a España cuando apenas era un adolescente.
❌