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Sinner torna in campo dopo il malore al Roland Garros: sarà presente a un’esibizione a Londra prima di Wimbledon

11 June 2026 at 19:09

Jannik Sinner scenderà in campo prima di Wimbledon. Non in un torneo, come già annunciato prima dell’eliminazione al Roland Garros, bensì in un match di esibizione. È stata ufficializzata infatti la presenza del numero uno al mondo al Giorgio Armani Tennis Classic, rassegna di esibizione ormai ultratrentennale che si disputa all’Hurlingham Club, dal 23 al 27 giugno. Una notizia ben accolta anche dal direttore del torneo Nikhil Waugh: “Per la nostra 32esima edizione, siamo eccitati di dare il benvenuto a Jannik Sinner, che si aggiunge ad un parco giocatori eccezionale”.

Sinner è reduce da un periodo difficile, dopo il malore al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, e dopo una settimana di vacanza si è sottoposto per due giorni a dei controlli specifici e molto lunghi al San Raffaele di Milano. Per l’altoatesino sembra però tutto nella norma e ha già ripreso gli allenamenti verso Wimbledon. In mezzo ci sarà l’esibizione a Londra, dove Sinner affronterà diversi altri tennisti di altissimo livello.

L’altoatesino, infatti, non sarà né l’unico Top 10, né l’unico italiano presente ai nastri di partenza. C’è Flavio Cobolli con lui, diventato n.10 dopo la finale disputata al Roland Garros, ma anche Luciano Darderi (n.18). A completare il roster, altri giocatori di un certo spessore: Casper Ruud (n.14), Karen Khachanov (n.15), Learner Tien (n.19) e Cameron Norrie (n.29), semifinalista a Wimbledon nel 2022 che sarà l’unico rappresentante britannico.

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Ronaldo a Bocelli: “Ti ho visto con Sinner. Sono geloso di entrambi, mi sono innamorato”. Il video dell’incontro

11 June 2026 at 17:44

Un incontro tra due leggende amate in tutto il mondo nel backstage del Fifa Countdown Concert, l’evento che ha dato ufficialmente il via al conto alla rovescia verso i Mondiali di calcio 2026. Andrea Bocelli e Ronaldo Luís Nazário de Lima ‘il Fenomeno’ si sono ritrovati dietro le quinte della manifestazione, regalando ai presenti un siparietto spontaneo e divertente. Nel video diffuso sui social, l’ex fuoriclasse brasiliano, all’Auditorio Nacional di Città del Messico, si rivolge a Bocelli in un fluente italiano e scherza sul recente incontro del tenore con Jannik Sinner. “Mi sto allenando a tennis, ho visto che ti sei incontrato con Sinner. Ero geloso di tutti e due, mi sono innamorato di tutti e due“, dice Ronaldo sorridendo. Poi aggiunge parole di stima per il campione altoatesino: “È una persona molto brava“.

Colpito dall’italiano dell’ex attaccante di Inter e Milan, Bocelli gli fa notare: “Però parli ancora bene italiano“. Pronta la replica di Ronaldo: “Eh sì… otto anni di calcio“, ricordando con ironia il lungo periodo trascorso nel campionato italiano. Un momento di grande empatia tra due protagonisti assoluti delle rispettive discipline, che sta rapidamente conquistando il pubblico sui social, unendo nel segno dello sport e della musica due figure entrate da tempo nell’immaginario collettivo internazionale. Bocelli tra qualche ora sarà protagonista anche dell’apertura ufficiale dei Mondiali di Calcio 2026, dove si esibirà con l’inno della manifestazione, “DNA“, firmato dallo stesso tenore con David Guetta, Megan Thee Stallion e Ejae.

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Mondiali, la Fifa vieta ad Haiti di indossare la maglia sull’indipendenza con omaggio alla Polonia: “È politica”

11 June 2026 at 16:15

La nazionale di Haiti è stata costretta a cambiare il design della sua maglia per i Mondiali perché per la Fifa è troppo politica, a pochi mesi di distanza dalla modifica delle divise per le Olimpiadi invernali. La maglia, prodotta dall’azienda colombiana di abbigliamento sportivo Saeta, originariamente raffigurava la battaglia finale della Guerra d’Indipendenza haitiana del 1804 sul davanti. L’immagine è stata respinta durante il processo di approvazione della Fifa. Saeta ha dichiarato mercoledì in un comunicato che si atterrà al divieto, pur precisando che il design “non era inteso come una dichiarazione politica“, bensì come un “omaggio agli uomini e alle donne che contribuiscono ogni giorno al futuro di Haiti”. La maglia presentava il blu a richiamare il mare e il rosso a simboleggiare la “forza e la passione” della nazione, ha affermato l’azienda.

Durante la rivoluzione di Haiti contro il dominio francese, Napoleone Bonaparte inviò altre truppe per reprimere la rivolta, tra cui circa 500 soldati provenienti dalla Polonia che – nonostante inizialmente fossero schierati con i francesi – si identificarono successivamente con la causa degli haitiani, condividendo il desiderio di libertà. Per questo decisero di cambiare schieramento, contribuendo all’indipendenza di Haiti nel 1804. In segno di riconoscenza, Haiti concesse loro la cittadinanza onoraria.

I giocatori hanno indossato la maglia ora vietata in un’amichevole contro il Perù la scorsa settimana. Il modello originale risulta attualmente esaurito sul sito di SaetaUSA. Analogamente, il Comitato Olimpico Internazionale aveva richiesto la rimozione dell’immagine del padre fondatore di Haiti, Toussaint Louverture, dalle uniformi indossate da Haiti durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, ritenendo che violasse le regole olimpiche che vietano i simboli politici. Haiti è ampiamente considerata la prima nazione caraibica indipendente, fondata da ex schiavi in seguito a una rivolta di schiavi andata a buon fine. La nazionale haitiana fa l’esordio nella Coppa del Mondo sabato contro la Scozia a Foxborough, nel Massachusetts, per poi affrontare il Brasile, cinque volte campione del mondo, il 19 giugno a Filadelfia e il Marocco il 24 giugno ad Atlanta.

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Roddick dà ragione ad Agassi su Sinner: “Andre mi ha raccontato che ha parlato con Darren Cahill perché è una situazione delicata”

11 June 2026 at 15:25

Non si fermano le polemiche sulla preparazione fisica di Jannik Sinner dopo il malore accusato dal tennista altoatesino che lo ha costretto al ritiro dal Roland Garros. Poco dopo il match perso contro Cerundolo, l’ex stella statunitense Andre Agassi ha commentato duramente l’improvviso crollo dell’azzurro ritenendo che non ci fosse “nessuna scusa per andare a sbattere contro un muro dopo un’ora e 45“. In molti hanno criticato l’uscita del Kid di Las Vegas, come viene soprannominato: tutti tranne il collega e connazionale Andy Roddick che ne ha preso le difese. “Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.

Nel suo podcast “Served with Andy”, l’ex tennista ha commentato a sua volta il ritiro di Sinner, che, tra le altre cose, si è sottoposto ad accertamenti al San Raffaele di Milano per definire le cause di tutto ciò. “Magari c’è stato un problema di idratazione – ha detto il vincitore degli US Open 2003 -. Prima di andare a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti alla partita. In questo momento metterei in discussione il modo che ha di prepararsi a queste situazioni”.

“Mi sento spesso con Andre, ci scriviamo continuamente – ha proseguito Roddick -. Mi ha raccontato che, prima di fare quelle dichiarazioni, aveva parlato con Darren Cahill, perché c’è una certa delicatezza nella situazione”. Il riferimento è all’attuale allenatore dell’altoatesino che in passato è stato anche il coach proprio di Agassi oltre che suo intimo amico. “Quando condividi quasi dieci anni con un allenatore – ha concluso il tennista podcaster -, non puoi metterlo in difficoltà all’improvviso con delle dichiarazioni pubbliche”. Per queste ragioni, secondo Roddick, il campione statunitense ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, perché “sa cosa significa essere il numero uno al mondo e convivere con quella pressione”.

Una tesi a sostegno della quale Roddick ha citato un messaggio privato ricevuto da Agassi durante gli ultimi Australian Open. Anche in quell’occasione, durante un partita contro Eliot Spizzirri, Sinner aveva avuto un crollo fisico da cui però era riuscito a risollevarsi beneficiando della chiusura del tetto del campo. Quel giorno Roddick ha detto di aver ricevuto un messaggio dall’amico tennista, nel quale “diceva che non gli piace vedere un giocatore ridotto in quelle condizioni dopo appena un’ora e venti di partita sotto il sole”. Una diatriba che a cinque giorni dalla fine del Roland Garros ora forse volgerà al termine: “È ingiusto sostenere che, in qualunque circostanza, un giocatore di quel livello dovrebbe essere in grado di reggere almeno un’ora e quaranta di partita? – si è domandato Roddick – Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.

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Seppi contro la Federtennis: “È mancato rispetto umano, mi sono sentito preso in giro”

11 June 2026 at 15:13

Sessantasette partecipazioni agli Slam, di cui 66 consecutive. Dopo una carriera di questo calibro, il tennista italiano Andreas Seppi è tornato da poco nel mondo dello sport come commentatore per Eurosport del Roland Garros appena concluso. Dopo il ritiro, l’ex numero 18 del mondo si era preso una pausa per stare in famiglia ma ora è tornato sullo schermo degli italiani, anche se solo con la voce. In un’intervista a Fanpage.it ha raccontato della sua scelta ma anche della situazione attuale del tennis, da Sinner a Cobolli, arrivando fino alle tensioni con la Federtennis.

In una lunga chiacchierata, Seppi ha ripercorso tutti i suoi successi, dalle vittorie in Coppa Davis, al match strappato a Roger Federer agli Australian Open, arrivando fino al successo contro Nadal nel giorno del suo compleanno a Rotterdam. Una lunga carriera, interrotta con una nota amara proprio sul fotofinish. Nel 2022 infatti la Federtennis gli ha negato una wild card per partecipare ai Challenger di Firenze e Napoli dove avrebbe celebrato l’addio con un meritato tributo del pubblico. Una ferita ancora aperta per Seppi, considerando anche che, con 808 partite ufficiali in carriera, è il giocatore con più match all’attivo in Italia.

“Mi sono sentito preso in giro – spiega il tennista – se mi avessero detto che quelle wild card erano solo per i giovani avrei accettato senza discutere. Invece è successo il contrario”. Il tennista racconta di essere stato contattato da diversi membri della Federazione che gli hanno garantito fino all’ultimo la partecipazione: poi a un mese dall’inizio del torneo hanno ritrattato. “La cosa che più mi ha dato fastidio – conclude il neo commentatore – è che, alla fine, quella wild card è stata persino sprecata, visto che il giocatore a cui era stata assegnata poi si è ritirato”. Ciò che è venuto a mancare, spiega Seppi, è stato “il rispetto umano. Finché ci saranno quelle persone in Federazione, difficilmente mi vedrete in quell’ambiente”.

Dopo il ritiro si è allontanato per un po’ dal tennis perché voleva dedicare del tempo ai suoi tre figli piccoli. “Fare il coach o comunque restare nel mondo del tennis – racconta – significa viaggiare tantissimo e per me, in quel momento, non era un’opzione”. Poi è arrivata la proposta di commento per Eurosport che, come dice il tennista, “mi aveva sempre incuriosito”. Da quella postazione ha potuto osservare e commentare dal vivo tutto il Roland Garros, il torneo che ha portato in finale Flavio Cobolli. Al giovane tennista romano Seppi ha fatto i complimenti, ricordando “qualche errore di troppo” nel terzo set. “Resta un po’ di rammarico, ma ha disputato un torneo straordinario e deve essere soltanto orgoglioso di quello che è riuscito a fare”.

Ha poi dedicato qualche parola anche per Jannik Sinner e sul suo ritiro anticipato dal torneo a causa di uno strano malessere fisico: “Come ha detto lui stesso, probabilmente non è stata una questione fisica, ma magari semplicemente una giornata con poche energie, una di quelle in cui non ti svegli al meglio”. Seppi ha poi concluso commentando il paragone tra lui e il numero uno al mondo: “Sicuramente in Alto Adige siamo mediamente meno emotivi e tendiamo a non mostrare troppo le emozioni. Penso che ci siano tante somiglianze nella nostra crescita e forse anche per questo siamo persone e giocatori piuttosto tranquilli ed equilibrati”.

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La rivincita di Omar Artan: respinto dai Mondiali negli Usa, dirigerà la Supercoppa UEFA. Ceferin: “Vogliamo mostrargli rispetto”

11 June 2026 at 14:42

Omar Artan, l’arbitro somalo designato ai Mondiali al centro del mondo dopo esser stato respinto dagli Usa, dirigerà la finale della Supercoppa Uefa tra Paris SaintGermain, vincitore della Champions League, e l’Aston Villa, che invece ha trionfato in Europa League. La storia di Artan, eletto come miglior arbitro africano nel 2025, ha fatto il giro del web negli ultimi giorni: designato per dirigere alcune gare dei Mondiali 2026, dopo esser stato trattenuto e interrogato per 11 ore, è stato respinto negli Usa ed è stato rimandato in Somalia perché considerato “vicino ad alcune organizzazioni terroristiche“. In patria è stato accolto da eroe. Ora la decisione a sorpresa della Uefa.

“Dopo alcuni dialoghi con la Confédération Africaine de Football (CAF), la UEFA ha designato oggi l’arbitro somalo Omar Artan per dirigere la Supercoppa UEFA 2026, che si disputerà il 12 agosto a Salisburgo tra i vincitori della UEFA Champions League, il Paris SaintGermain, e i vincitori della UEFA Europa League, l’Aston Villa. Nonostante la giovane età, Artan si è affermato come uno dei migliori arbitri al mondo ed è iscritto alla lista internazionale FIFA dal 2018. Tra le partite più importanti da lui arbitrate spicca la gara di ritorno della finale di CAF Champions League 2025/26. In riconoscimento delle sue prestazioni, ha ricevuto il premio CAF come miglior arbitro maschile dell’anno 2025″.

Poi il riferimento ai Mondiali del 2026: “Artan era stato incluso dalla FIFA nella lista degli ufficiali di gara per la Coppa del Mondo FIFA 2026, ma non ha potuto partecipare perché non gli è stato permesso di entrare negli Stati Uniti. La decisione di designare Artan come arbitro della Supercoppa UEFA è stata presa nell’ambito del Memorandum d’intesa (MoU) recentemente firmato tra UEFA e CAF per promuovere la cooperazione in molti settori, tra cui quello arbitrale. UEFA e CAF sono unite da un impegno condiviso per lo sviluppo del calcio a tutti i livelli e per la promozione dei valori fondamentali di unità, uguaglianza e non discriminazione”

Sul tema ha parlato anche Aleksander Čeferin, presidente della UEFA: “Omar Artan è un arbitro giovane ma già esperto, che si è distinto ai massimi livelli della Confederazione Africana di Calcio. Il calcio è fatto per unire le persone e la UEFA vuole mostrare il suo rispetto per Omar e per le sue straordinarie capacità arbitrali, che gli sono valse una nomina così prestigiosa. Sono grato al mio amico, il presidente della CAF Patrice Motsepe, per aver sostenuto con entusiasmo la nostra iniziativa”.

A Ceferin ha risposto invece Patrice Motsepe, presidente della CAF: “Omar Artan ha reso estremamente orgogliosi la Somalia e l’intero continente africano. Il premio di Arbitro dell’Anno CAF 2025 e la sua nomina ad arbitro della Coppa del Mondo FIFA 2026 sono un riconoscimento delle sue capacità arbitrali di livello mondiale e del rispetto internazionale di cui gode. Sono molto grato al mio amico Aleksander Čeferin per aver permesso a Omar Artan di arbitrare la partita della Supercoppa UEFA 2026. Questo è un grande onore per Omar Artan e per gli arbitri africani, ed è anche un eccellente esempio di come il calcio possa unire e aggregare persone provenienti dall’Africa, dall’Europa e da tutto il mondo”.

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La strada di Neymar: a Novo Hamburgo spunta il maxi murale dedicato al campione brasiliano

11 June 2026 at 14:09

Mancano poche ore all’inizio dei Mondiali e in Brasile sale la “febbre” da Coppa del Mondo. A Novo Hamburgo, un comune nello Stato del Rio Grande do Sul a Porto Alegre, Neymar è diventato un murale di 200 metri dipinto sull’asfalto. Un capolavoro artistico a cielo aperto che si è già trasformato in un punto di pellegrinaggio per tifosi e curiosi.

Si dice che il calcio brasiliano vero si giochi per la strada e quindi quale posto migliore per dedicare un ritratto al numero 10 della Seleção. La strada, in via João Pessoa, è stata cosparsa di vernice verde, oro e blu, i colori della maglia della nazionale, trasformandola in un tributo urbano di 850 metri quadrati di superficie calpestabile. L’opera, come riporta il giornale locale Globo Esporte RS, è stata completata tra il 6 e il 7 giugno da sei artisti urbani: Rafael Jung, Nosg, Bart, Chimia, Joca e Jefferson.

La realizzazione si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione urbana pensata dal polo culturale Galeria 5. Fin dal principio è stato pensato come evento collettivo, durante il quale i residenti del luogo hanno potuto osservare in diretta l’evoluzione del disegno mentre intorno erano stati allestiti mercatini per scambiarsi le figurine dei Mondiali e food trucks.

RUA DO NEYMAR! ????????

Neymar ganhou uma pintura de cerca de 200m na esquina das ruas João Pessoa e Voluntários da Pátria, no Rio Grande do Sul. A homenagem ao craque foi feita por artistas locais. Curtiu, torcedor? ????⚽

???? @tudodecima_

*Contém legenda automática#ViveNaGentepic.twitter.com/mskhusq21I

— sportv (@sportv) June 10, 2026

La scelta di Neymar non è stata casuale. Non solo è il marcatore più prolifico della nazionale, ma è anche l’idolo del suo Paese. Basta guardare ai cori, alle esultanze e anche alle lacrime dei brasiliani dopo aver scoperto che mister Carlo Ancellotti aveva convocato il numero 10 per quello che sarà il suo ultimo Mondiale. Poco dopo però il Brasile aveva passato giorni di apprensione a seguito di un infortunio al polpaccio riportato dal campione ex Barcellona e Psg, che ne aveva messo a rischio la presenza. Che ci sarà sembra ormai fuori dubbio, resta solo da capire quanto giocherà.

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Kimi Antonelli insieme alle leggende: il ‘Time’ lo inserisce tra le 100 personalità più influenti dello sport. “Si unisce a Schumacher e Senna”

11 June 2026 at 13:52

A soli 19 anni è già, forse, leggenda. Kimi Antonelli è stato inserito dalla rivista statunitense Time tra le 100 personalità più influenti nel mondo dello sport, insieme ad atleti del calibro di LeBron James e Cristiano Ronaldo. Non è però il solo italiano: di fianco al campione di Formula 1 c’è anche Jannik Sinner. “Un anno fa, durante la sua stagione d’esordio in Formula 1 – scrive Time descrivendo il pilota – Kimi Antonelli, il diciannovenne prodigio italiano scelto per sostituire il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton nella scuderia Mercedes, trascorse i giorni successivi al suo primo podio a sostenere gli esami di maturità (li superò). In questa stagione, con gli studi ormai alle spalle, Antonelli non smette di vincere e di stabilire nuovi record“.

La rivista ricorda tutti i successi del pilota italiano tra cui le cinque pole position consecutive nei Gran Premi di Cina, Giappone, Miami, Canada e Monaco, ultimo gran premio vinto. Dopo una lunga sfilza di grandi traguardi, grazie a cui ora Antonelli sta lottando per vincere il titolo, la rivista si permette anche un grande paragone con la storia dello sport, quello che forse ha sempre sognato da bambino. “Antonelli è il pilota più giovane ad aver mai guidato la classifica del campionato di F1 e si unisce a due leggende, Michael Schumacher e Ayrton Senna, come gli unici piloti ad aver ottenuto le prime tre pole position consecutive. A differenza di Schumacher e Senna, Antonelli ha anche vinto tutte quelle gare”.

Non poteva mancare ovviamente anche Jannik Sinner, che fa “compagnia” ad Antonelli in questa speciale lista. Questo è ciò che scrive il Time: “L’emergere negli ultimi anni di Jannik Sinner, l’allampanato numero 1 al mondo, ha praticamente assicurato al tennis maschile un’altra rivalità che durerà a lungo. Sinner-Alcaraz, diventata rapidamente la rivalità sportiva degli anni ’20, potrebbe battere anche FedererNadal in quanto a intrighi”. Sinner, scrive ancora il giornale, “cresciuto tra le Dolomiti come sciatore alpino junior di alto livello, ha iniziato a concentrarsi sul tennis a 13 anni e ha vinto quattro degli ultimi 10 titoli dello Slam”.

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L’ossessione della Norvegia per la propria dieta: ai Mondiali con 300 kg di salmone, 116 di formaggio e tre chef

11 June 2026 at 13:13

In assenza dell’Italia, il Mondiale 2026 ha già la vincitrice dello scettro di Nazionale più attenta alle proprie abitudini alimentari. Dimenticate il gourmet della Francia, non c’entra nemmeno l’antica tradizione del Giappone. Il titolo va alla Norvegia. La Federazione non farà mancare nulla a Erling Haaland e compagni in occasione della prima partecipazione alla Coppa del Mondo dopo 28 anni. Tutto è stato pianificato a puntino da novembre 2025.

A decidere quale sarà il menù dei giocatori e dello staff, sessanta persone in totale, sono stati tre chef: Christian Karlsson, che si occupa della cucina della squadra dagli Anni Novanta, Aron Espeland ed Eirik Tufte, solitamente in cucina al Cru di Oslo, ristorante segnalato dalla guida Michelin. L’obiettivo era quello di portare le materie prime direttamente dalla Norvegia per riempire i quattro buffet al giorno previsti nel corso della manifestazione, come ha svelato il quotidiano norvegese VG.

Nel ritiro di Greensboro, nella Carolina del Nord, ci sono tre cibi che certamente non mancheranno. La Norvegia ha infatti deciso di spedire negli Stati Uniti ben 300 chili di salmone, 116 di un formaggio locale, il brunost, fatto con siero, latte di scarto e panna. Il brunost ha un caratteristico colore marrone ottenuto separando la cagliata, utilizzata per produrre i formaggi tradizionali, e tenendo il siero che, una volta bollito con la panna, finisce per caramellizzarsi con il calore. Non è finita: il ct Ståle Solbakken e i suoi giocatori avranno a disposizione anche 6.000 arance.

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Caso arbitro somalo, Infantino spudorato: “Episodio sfortunato e spiacevole. Non possiamo controllare tutto”

10 June 2026 at 20:34

“Un caso sfortunato e spiacevole”. Così Gianni Infantino – presidente della Fifa – ha commentato il caso diventato internazionale dell’arbitro somalo, Omar Artan, a cui è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, dove si era recato in quanto arbitro designato per i Mondiali 2026. “È spiacevole quello che è successo a… Omar, l’arbitro somalo. Ma, ripeto, non possiamo controllare tutto“, ha dichiarato Infantino in una conferenza stampa alla vigilia del torneo.

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L’albo d’oro dei Mondiali

Omar Artan, che nel 2025 è stato eletto come miglior arbitro dell’Africa da parte della Federazione africana, è stato trattenuto e interrogato per 11 ore in aeroporto e alla fine è stato rimandato indietro, in Somalia, dove è stato accolto da eroe. “Non mi lascio scoraggiare, nel 2030 tornerò e renderò la Somalia orgogliosa”, ha detto Artan al rientro a Mogadiscio. Successivamente è stato anche portato in uno stadio, accolto da migliaia di tifosi.

Artan è stato cacciato senza una motivazione ufficiale. Nel frattempo, un funzionario del Dipartimento di Stato americano parlando con i media francesi ha dichiarato che l’arbitro era “legato a presunti membri di organizzazioni terroristiche” e che dunque “il viaggiatore non era idoneo all’ingresso negli Stati Uniti”. Come spiega però il New York Times, potrebbe trattarsi di un clamoroso caso di omonimia, visto che Artan ha più volte ribadito di non sapere nulla di organizzazioni terroristiche – di Al-Shabab nello specifico – e di essere solo un arbitro di calcio.

La decisione è stata presa “per ottime ragioni”, si è limitato a dire Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force Fifa della Casa Bianca. “Ci sono cose di cui non possiamo parlare. Posso dire che chiunque parli con ‘soggetti negativi‘ che mirano a danneggiare gli Stati Uniti non saranno ammessi nel nostro paese. Non permetteremo che un torneo di calcio, anche se enorme, diventi una minaccia per gli americani. Siamo orgogliosi del lavoro che è stato fatto sinora a livello di visti: vogliamo che ci sia massima sicurezza per tutti”, ha aggiunto a Sky News

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Choc a New York: tifoso degli Spurs massacrato di botte e costretto a togliere la canotta. Finisce in ospedale con il volto insanguinato

10 June 2026 at 18:27

Un gruppo di tifosi dei New York Knicks, delusi per la sconfitta della loro squadra in gara 3 delle Finals Nba contro i San Antonio Spurs, ha aggredito un tifoso della squadra rivale con calci e pugni, rubandogli la maglia di Tim Duncan durante una violenta aggressione a Midtown Manhattan. Mercoledì la polizia ha diffuso le immagini di videosorveglianza degli aggressori che hanno assalito il tifoso degli Spurs di 39 anni, chiedendo la collaborazione di tutti per identificarli e rintracciarli.

Tutto ciò si è verificato mentre la polizia stava già per arrestare 21 tifosi dei Knicks, accusati di aver creato disordini durante una festa organizzata per guardare la partita a Bryant Park, bloccando il traffico sulla 42esima Strada Ovest, sradicando diversi alberi e ferendo almeno due agenti della polizia newyorkese dopo gli scontri. La vittima stava tornando in hotel intorno alle 00:15 di martedì, dopo gara 3 delle finali NBA, quando è stata circondato da un gruppo di giovani. Alcuni degli aggressori indossavano delle maglie dei Knicks.

Secondo quanto riferito dalla polizia e come si vede anche dai video, il gruppo ha picchiato e preso a calci la vittima, strappandogli la maglia numero 21 degli Spurs e scappando via. Il tifoso degli Spurs è stato trasportato all’ospedale Mount Sinai West, con diverse ferite e il naso sanguinante.

Tutto ciò mentre a New York c’è attesa per gara 4 delle finali NBA, in programma mercoledì notte al Madison Square Garden. Il sindaco Mamdani ha autorizzato una serata con biglietto d’ingresso all’esterno del MSG, ma ha messo tutti in guardia con un post su X. “Mentre ci prepariamo a guardare la partita insieme, vorrei essere chiaro: questo è un momento storico e gioioso per la nostra città ”, ha detto Mamdani su X. “Non permetteremo che venga rovinato dalla violenza. Fate attenzione e festeggiate responsabilmente”.

La polizia di New York ha annunciato che a partire dalle 16:30 verrà istituita una zona di sicurezza intorno al Madison Square Garden e l’accesso sarà consentito solo ai tifosi in possesso di biglietti per assistere alla partita all’interno o al watch party all’esterno.

It’s not safe to be a white Spurs fan in New York pic.twitter.com/4Jkgv38seF

— TaraBull (@TaraBull) June 10, 2026

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Mondiali, albo d’oro: guida il Brasile con 5 titoli, poi Italia e Germania | Storia e classifiche

10 June 2026 at 16:23

Con l’inizio dei Mondiali 2026, al via tra Stati Uniti, Canada e Messico, il calcio si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Dal 1930, anno della prima edizione disputata in Uruguay su impulso dell’allora presidente FIFA Jules Rimet, la Coppa del Mondo è diventata l’evento sportivo più seguito del pianeta, capace di consacrare le più grandi nazionali della storia.

In 22 edizioni disputate, il trofeo è stato conquistato soltanto da otto Paesi. In cima all’albo d’oro c’è il Brasile, unica nazionale ad aver partecipato a tutti i Mondiali e vincitrice di cinque titoli (1958, 1962, 1970, 1994 e 2002). Alle sue spalle figurano Germania e Italia con quattro successi ciascuna. Gli Azzurri, quattro volte campioni, sono i grandi assenti della manifestazione ormai da tre edizioni consecutive. Mentre l’Argentina, campione in carica dopo il trionfo in Qatar nel 2022, occupa il terzo gradino con tre vittorie.

Completano l’elenco delle nazionali iridate Francia e Uruguay, entrambe a quota due titoli, seguite da Inghilterra e Spagna, capaci di vincere una sola volta rispettivamente nel 1966 e nel 2010. Nessuna squadra appartenente a federazioni africane, asiatiche, nordamericane o oceaniche è mai riuscita a sollevare la Coppa del Mondo o anche soltanto a disputare una finale.

La storia del torneo racconta infatti il dominio quasi assoluto di Europa e Sudamerica. Delle 22 finali giocate, soltanto Paesi di questi due continenti hanno raggiunto l’ultimo atto della competizione. Un equilibrio che potrebbe essere messo alla prova proprio nell’edizione 2026, la prima con 48 squadre partecipanti. Tra vecchie rivalità e nuove ambizioni, la corsa al titolo mondiale è pronta a ripartire ancora una volta.

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L’albo d’oro dei Mondiali di calcio

Uruguay 1930 – Uruguay (4-2 contro l’Argentina)
Italia 1934 – Italia (2-1 dts contro la Cecoslovacchia)
Francia 1938 – Italia (4-2 contro l’Ungheria)
Brasile 1950 – Uruguay (2-1 contro il Brasile)
Svizzera 1954 – Germania Ovest (3-2 contro l’Ungheria)
Svezia 1958 – Brasile (5-2 contro la Svezia)
Cile 1962 – Brasile (3-1 contro la Cecoslovacchia)
Inghilterra 1966 – Inghilterra (4-2 dts contro la Germania Ovest)
Messico 1970 – Brasile (4-1 contro l’Italia)
Germania Ovest 1974 – Germania Ovest (2-1 contro i Paesi Bassi)
Argentina 1978 – Argentina (3-1 dts contro i Paesi Bassi)
Spagna 1982 – Italia (3-1 contro la Germania Ovest)
Messico 1986 – Argentina (3-2 contro la Germania Ovest)
Italia 1990 – Germania Ovest (1-0 contro l’Argentina)
Stati Uniti 1994 – Brasile (0-0 dts, 3-2 dtr contro l’Italia)
Francia 1998 – Francia (3-0 contro il Brasile)
Corea del Sud e Giappone 2002 – Brasile (2-0 contro la Germania)
Germania 2006 – Italia (1-1 dts, 5-3 dtr contro la Francia)
Sudafrica 2010 – Spagna (1-0 dts contro i Paesi Bassi)
Brasile 2014 – Germania (1-0 dts contro l’Argentina)
Russia 2018 – Francia (4-2 contro la Croazia)
Qatar 2022 – Argentina (3-3 dts, 4-2 dtr contro la Francia)

La classifica delle Nazionali con più titoli Mondiali

1. Brasile – 5 titoli (1958, 1962, 1970, 1994, 2002)
2. Germania (Germania Ovest inclusa) – 4 titoli (1954, 1974, 1990, 2014)
2. Italia – 4 titoli (1934, 1938, 1982, 2006)
4. Argentina – 3 titoli (1978, 1986, 2022)
5. Francia – 2 titoli (1998, 2018)
5. Uruguay – 2 titoli (1930, 1950)
7. Inghilterra – 1 titolo (1966)
7. Spagna – 1 titolo (2010)

Nazioni che hanno disputato almeno una finale senza mai vincere il Mondiale

1. Paesi Bassi – 3 finali perse (1974, 1978, 2010)
2. Ungheria – 2 finali perse (1938, 1954)
2. Cecoslovacchia – 2 finali perse (1934, 1962)
4. Croazia – 1 finale persa (2018)
4. Svezia – 1 finale persa (1958)

La classifica per finali disputate dei Mondiali

1. Germania – 8 finali (4 vinte, 4 perse)
2. Brasile – 7 finali (5 vinte, 2 perse)
3. Italia – 6 finali (4 vinte, 2 perse)
4. Argentina – 6 finali (3 vinte, 3 perse)
5. Francia – 4 finali (2 vinte, 2 perse)
6. Paesi Bassi – 3 finali (0 vinte, 3 perse)
7. Uruguay – 2 finali (2 vinte)
8. Ungheria – 2 finali (0 vinte, 2 perse)
8. Cecoslovacchia – 2 finali (0 vinte, 2 perse)
10. Inghilterra, Spagna, Croazia, Svezia – 1 finale ciascuna

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Tragedia sfiorata in Ungheria-Kazakistan: telecamera cade da 20 metri e rischia di colpire un operatore

10 June 2026 at 16:10

Tragedia sfiorata in UngheriaKazakistan. Durante l’amichevole a Debrecen. Una telecamera – la classica spider-cam – è precipitata da circa 20 metri, sfiorando un operatore a bordo campo, che nel frattempo aveva in mano la propria per riprendere il match. La spider-cam aveva iniziato a emettere fumo nero già precedentemente, mentre era ancora sospesa sui cavi. L’incidente ha costretto l’arbitro a interrompere l’incontro per alcuni minuti.

Un episodio inedito, che ha lasciato con il fiato sospeso tutti gli spettatori presenti al match, finito poi 3-1 per l’Ungheria, con i gol di Szoboszlai, Schafer e Toth. Per il Kazakistan in gol Malyj. Il risultato è però passato in secondo piano, vista la tragedia sfiorata. La spider-cam, di dimensioni comunque grandi, è caduta a distanza di pochi centimetri dall’operatore L’accaduto intorno al 26esimo minuto, con il Kazakistan che in quel momento era in vantaggio grazie alla rete iniziale di Serhiy Malyi. Secondo le ricostruzioni dei media locali, il sistema di supporto della telecamera si è danneggiato a causa di un principio d’incendio (da qui il fumo nero), che ha compromesso uno dei cavi di sostegno.

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“Mio figlio rischiava la vita, a Palermo ci dissero che la situazione era troppo complicata per loro. In Germania l’hanno salvato”: così Jurgen Klinsmann

10 June 2026 at 15:13

Quelli appena trascorsi sono stati mesi difficili per Jurgen Klinsmann, ex attaccante di Inter e Sampdoria e campione del mondo con la Germania Ovest nel 1990. L’ex commissario tecnico tedesco ha raccontato le settimane di apprensione vissute dopo il grave infortunio del figlio Jonathan, portiere del Cesena. L’episodio risale al 18 aprile, durante la sfida sul campo del Palermo. In seguito a uno scontro di gioco con Ranocchia, Jonathan Klinsmann ha riportato la frattura di una vertebra cervicale. In un’intervista al Resto del Carlino, il padre ha spiegato che i momenti più delicati sono stati quelli compresi tra l’infortunio e l’operazione, effettuata quattro giorni più tardi.

“Sì, è stato in pericolo fino all’intervento”, ha raccontato Klinsmann, ricordando la forte preoccupazione di quei giorni. Secondo quanto riferito dall’ex attaccante, a Palermo i medici avrebbero giudicato il caso troppo complesso da gestire in loco. Per questo motivo la famiglia ha deciso di trasferire Jonathan in Germania con un volo organizzato appositamente. Il portiere è stato poi operato nella clinica universitaria di Heidelberg. “Lì gli hanno salvato la vita“, ha dichiarato Klinsmann. La fase più critica è ormai superata e Jonathan Klinsmann sta recuperando positivamente. Giovedì 11 giugno è prevista un’ultima visita di controllo, che servirà a valutare i tempi necessari per il ritorno in campo. Una notizia attesa con fiducia anche dal Cesena.

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La ripartenza di Sinner: segnali rassicuranti dopo gli esami a Milano, oggi la ripresa degli allenamenti verso Wimbledon

10 June 2026 at 14:57

Due giorni di controlli a Milano, al San Raffaele, poi il ritorno a Montecarlo e oggi la ripresa degli allenamenti. Dopo il clamoroso crollo al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, il numero uno al mondo ha deciso di fare diversi accertamenti, per avere conferme. Jannik Sinner sta bene e può tornare a giocare regolarmente. Confermata l’assenza in tutti i tornei di preparazione a Wimbledon: da uno Slam all’altro, l’azzurro tornerà in campo sull’erba londinese a fine giugno.

Sinner ha scelto di controllarsi al San Raffaele e non al JMedical come sempre per fare un quadro più ampio della situazione e sottoporsi a più controlli, come riporta il Corriere della Sera. L’azzurro è stato infatti “rivoltato come un calzino“, sottoponendosi a un elettrocardiogramma sotto sforzo, holter cardiaco e risonanza magnetica. Milano è stata preferita a Torino proprio per avere più consulti da più esperti.

È stato comunque un inizio di settimana particolare per Sinner, che lunedì ha passato quattro ore al San Raffaele: da mezzogiorno e mezzo circa alle 17. Poi ha soggiornato a Milano, a Palazzo Parigi, dove ha trascorso la serata con la fidanzata Laila Hasanovic e il professore Alberto Zangrillo.

Lunedì ha trascorso circa quattro ore in ospedale, dalla tarda mattinata fino alle 16.30. Poi è rientrato a Palazzo Parigi, lussuoso hotel milanese non lontano da Montenapoleone, dove ha passato la serata con la fidanzata Laila e il professor Alberto Zangrillo: “È andato a cena con Jannik, loro si conoscono da sempre. Lo so perché ieri sera mio fratello mi ha scritto un messaggino“, ha rivelato Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, alla trasmissione radio “Un giorno da pecora”.

Martedì mattina è stato il giorno di altri accertamenti medici, con Sinner che è rimasto al San Raffaele per circa tre ore, fino a ora di pranzo, quando ha lasciato l’ospedale da un’uscita secondaria per evitare la folla di gente che era accorsa al San Raffaele per vederlo. Il primo giorno si era mostrato sorridente e sereno. Ora la conferma: non sarebbero emersi segnali preoccupanti. Sinner ha ripreso quindi oggi gli allenamenti (sarebbe stato così anche se non avesse avuto problemi al Roland Garros) ed è pronto a dare la caccia al secondo successo consecutivo sull’erba di Wimbledon.

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Divieto di trasferta per 10 giornate per i tifosi di Juve e Torino: la decisione del Viminale dopo gli scontri nel derby

10 June 2026 at 13:43

Niente trasferte per i tifosi di Torino e Juventus per dieci giornate del prossimo campionato, fino al 3 novembre. Queste le disposizione del Ministero dell’Interno, dopo le violenze degli ultras al derby del 24 maggio scorso. Scontri in cui era rimasto ferito Leonardo Basoccu, che ha lasciato ieri l’ospedale Molinette di Torino, dove era ricoverato dal 24 maggio dopo il grave trauma cranico riportato. Il provvedimento prevede la chiusura dei settori ospiti negli stadi dove granata e bianconeri disputeranno gare in trasferta e il divieto di vendita dei biglietti per le stesse partite ai residenti nelle regioni interessate.

In particolare, il divieto riguarda i residenti in Piemonte per le gare del Torino e quelli residenti in Piemonte e Lombardia per le partite della Juventus. La tifoseria granata era già stata colpita con misure restrittive nella stagione appena terminata dopo gli episodi avvenuti in occasione di TorinoVerona dell’11 aprile scorso. Infatti erano state vietate le trasferte a Cremona e Udine. Intanto Basoccu, tifoso juventino di 36 anni, la cui prognosi è stata sciolta nelle scorse ore, è stato dimesso dall’ospedale Molinette di Torino. “Colgo anche l’opportunità per ringraziare tutto il personale, gli assistenti, tutti quanti sono stati gentilissimi e molto cordiali con me”. Basoccu ha spiegato che il percorso di cura non è ancora concluso. “Adesso ci vorrà ancora un po’ per la ripresa totale, ci sarà un’altra operazione, ci pensiamo con calma”.

Quanto al momento del ferimento, il trentaseienne continua a non avere ricordi. “No”, ha risposto alla domanda se ricordasse qualcosa di quei momenti. “Ricordo qualcosina del prima. Devo ancora capire le vicende reali che sono successe, devo ancora parlare con le persone che erano con me, non le ho ancora sentite tutte, però non ho una memoria ben chiara di quello che è accaduto”. Nei giorni scorsi Basoccu è stato sentito dagli inquirenti che stanno ricostruendo la dinamica del ferimento. “, certo, sono venuti a interrogarmi in stanza, però come ho detto a loro e a voi non ricordo nulla di quello che è successo“.

Sulle polemiche relative alla gestione dell’ordine pubblico il tifoso non prende posizione. “Non so nulla di queste cose e non voglio neanche entrare nel tema, sinceramente non conoscendo i fatti, le vicissitudini“. Basoccu ha infine spiegato che durante il ricovero i medici avevano limitato i contatti con l’esterno. “Una delle prime dottoresse che mi ha assistito da quando sono entrato non voleva che io avessi contatti con l’esterno per non danneggiare la memoria“. Tra le poche notizie apprese durante la degenza anche quelle sull’esito della stagione bianconera. “Mi hanno detto che non siamo andati in Champions League: anche quella pensavo fosse una visione, invece purtroppo è vero”, ha scherzato.

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Il ritorno da eroe di Artan, l’arbitro somalo escluso dai Mondiali: “Non mi scoraggio, nel 2030 sarò presente”. Gli Usa: “Legato a organizzazioni terroristiche”

10 June 2026 at 12:42

Un centinaio di persone hanno accolto questa mattina all’aeroporto di Mogadiscio, in un clima di festa con molte bandiere del Paese, il rientro in Somalia dell’arbitro Omar Artan, respinto nei giorni scorsi alla frontiera statunitense dopo esser stato designato dalla Federcalcio africana per partecipare ai Mondiali del 2026. “Sarò presente ai prossimi Mondiali e continuerò a rendere orgogliosa la Somalia – ha dichiarato ai giornalisti presenti -. Nonostante quello che mi è successo, non mi lascio scoraggiare“. Artan è stato infatti eletto nel 2025 come miglior arbitro di tutta l’Africa e ha anche diretto la finale della Champions League africana.

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Proprio quando stava per partire per gli Usa, dove avrebbe dovuto arbitrare le partite dei Mondiali, è stato bloccato e rispedito in patria. Prima è stato sottoposto a una serie di controlli lunghissimi e a un interrogatorio per circa 11 ore. L’arbitro ha riferito al New York Times di aver ricevuto domande sulla situazione politica della Somalia e in particolare sulle attività terroristiche dell’organizzazione Al-Shabab. Il direttore di gara ha difeso la propria causa mostrando documentazioni e immagini di lui in campo ad arbitrare per fugare ogni dubbio: missione fallita. Dopo l’interrogatorio, Artan ha detto di essere stato trasferito in una cella di detenzione, dove è rimasto per altre ore, prima di essere imbarcato su un volo di ritorno.

Dopo i controlli approfonditi dell’U.S. Customs and Border Protection, le autorità americane hanno negato il visto. L’arbitro è stato costretto a salire di nuovo su un aereo per far ritorno in patria e a Mogadiscio è stato accolto come un eroe, come mostrano i video pubblicati sui social. La Fifa immediatamente si è svincolata dalla questione, spiegando che la decisione su chi deve entrare spetta al Paese ospitante. Nel frattempo, un funzionario del Dipartimento di Stato americano parlando con i media francesi ha dichiarato che l’arbitro era “legato a presunti membri di organizzazioni terroristiche” e che dunque “il viaggiatore non era idoneo all’ingresso negli Stati Uniti”. Come spiega però il New York Times, potrebbe trattarsi di un clamoroso caso di omonimia, visto che Artan ha più volte ribadito di non sapere nulla di organizzazioni terroristiche e di essere solo un arbitro di calcio.

La decisione è stata presa “per ottime ragioni”, si è limitato a dire Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force Fifa della Casa Bianca. “Ci sono cose di cui non possiamo parlare. Posso dire che chiunque parli con ‘soggetti negativi‘ che mirano a danneggiare gli Stati Uniti non saranno ammessi nel nostro paese. Non permetteremo che un torneo di calcio, anche se enorme, diventi una minaccia per gli americani. Siamo orgogliosi del lavoro che è stato fatto sinora a livello di visti: vogliamo che ci sia massima sicurezza per tutti”, ha aggiunto a Sky News.

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“Ci avevano detto che era una pratica che riguardava tutti, ma alla fine siamo stati gli unici. È strano”: Cannavaro dopo la perquisizione

10 June 2026 at 12:11

Manca un giorno alla prima partita dei Mondiali e si continua a parlare più dei controlli rigidissimi anche per calciatori e allenatori, che di calcio giocato. Tra i casi più discussi c’è quello dell’Uzbekistan e di Fabio Cannavaro, perquisiti con metal detector e soprattutto con cani antidroga. Sul tema è tornato lo stesso commissario tecnico parlando a CGTN Sports Scene. “Ci avevano detto che era una pratica che riguardava tutti, ma ha riguardato soltanto noi“, ha spiegato l’ex difensore che con l’Italia ha vinto da capitano i Mondiali del 2026. “Quindi l’ho trovato strano. Dovrete chiedere a loro il motivo“, ha concluso sorridendo.

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Cannavaro, il suo staff e i calciatori infatti sono stati perquisiti dal personale di sicurezza della sede dell’evento. Tutti in fila indiana, sottoposti per circa un minuto a testa a dei controlli con metal detector, come si vede nelle immagini mostrate da Espn. Poi valigie e zaini ammassati a terra, con un cane antidroga vicino ad annusare tutto. Tra i primi a essere sottoposti all’operazione c’era appunto anche il commissario tecnico Fabio Cannavaro, poi a ruota lo staff e i calciatori. La scena ha lasciato di stucco diversi membri della delegazione uzbeka – stupiti come si vede dalle immagini – che non si aspettavano un protocollo di sicurezza così rigido, a pochi minuti dall’ingresso nello stadio in cui l’Uzbekistan ha sfidato l’Olanda, nel match perso poi per 2-1.

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Trump accusato di essersi addormentato durante le Nba Finals: le immagini del Madison Square Garden scatenano la polemica

9 June 2026 at 21:39

Donald Trump l’ha fatto ancora. O almeno così sostengono i suoi critici, che da anni gli rimproverano una certa tendenza ad “addormentarsi sul posto di lavoro“. Questa volta l’ufficio non era lo Studio Ovale, ma il palco privato del Madison Square Garden, da cui il presidente americano ha assistito a Gara 3 delle Nba Finals tra i New York Knicks – la squadra per cui tifa da sempre in quanto nato a New York – e i San Antonio Spurs. Dopo aver incassato i fischi di parte del pubblico quando è apparso sui maxischermi durante l’inno nazionale, sui social sono diventati virali alcuni video che lo mostrerebbero apparentemente assopito accanto a James Dolan, proprietario dei Knicks.
La polemica è tutt’altro che nuova. Sui social circola da tempo l’hashtag “Commander-in-Sleep“, soprannome ironico coniato dagli ambienti democratici per prendere di mira il presidente. Le reazioni non si sono fatte attendere: il gruppo anti-Trump Lincoln Project ha definito la serata “il pisolino finanziato dai contribuenti più costoso della storia”, mentre la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez ha commentato con un lapidario “datti una svegliata”. Altri utenti hanno ironizzato sul fatto che Trump, dopo aver invitato gli americani a “guardare la partita in tv” se non potevano permettersi i costosi biglietti delle Finals, sia sembrato addormentarsi proprio durante l’incontro. Molti i commenti infuriati dei tifosi Knicks, che hanno dovuto spostare il loro storico ‘watch party’ dall’esterno del Garden a Bryant Park per motivi di sicurezza, mentre sugli schermi veniva inquadrato il presidente apparentemente assopito durante la partita tirata fino all’ultimo possesso, poi vinta dagli Spurs.
Non è la prima volta che Trump viene accusato di appisolarsi in pubblico. Già durante il processo penale di New York del 2024 diversi cronisti lo descrissero con gli occhi chiusi e la testa reclinata per lunghi tratti. Scene simili sono state osservate più volte anche nel corso del suo secondo mandato, durante riunioni di governo, briefing nello Studio Ovale e incontri internazionali. Trump e la Casa Bianca hanno sempre respinto le accuse: il presidente ha sostenuto di limitarsi a “chiudere i suoi bellissimi occhi azzurri” per ascoltare meglio e “assorbire tutto”, mentre i collaboratori hanno descritto le immagini come semplici “lunghi battiti di ciglia” o parlato di stanchezza dovuta ai ritmi di lavoro particolarmente intensi del tycoon.

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I farmaci usati da vip e sportivi per dimagrire stanno per diventare doping: il caso di Serena Williams

9 June 2026 at 17:58

I farmaci dimagranti diventati famosi negli ultimi anni grazie al loro utilizzo da parte di celebrità e sportivi potrebbero presto entrare ufficialmente nella lista delle sostanze dopanti. Si tratta degli agonisti del recettore GLP-1, una categoria di medicinali nata per il trattamento del diabete ma sempre più utilizzata anche per favorire una rapida perdita di peso, nonostante i rischi per la salute. Tra i principi attivi più noti ci sono semaglutide (commercializzato con diversi nomi) e tirzepatide. Questi farmaci stimolano la produzione di insulina e aiutano a controllare i livelli di zucchero nel sangue, ma hanno anche l’effetto di ridurre l’appetito e favorire un marcato dimagrimento. Per questo motivo il loro utilizzo si è diffuso ben oltre l’ambito strettamente medico.

Il caso più eclatante è quello di Serena Williams. La campionessa statunitense, apparsa profondamente trasformata dal punto di vista fisico, è diventata testimonial di un’azienda farmaceutica produttrice di un farmaco appartenente a questa categoria. E ora a 44 anni è pronta a tornare nel tennis professionistico: sta giocando il doppio sull’erba del Queens, a Londra, in coppia con la 19enne canadese Victoria Mboko. Hanno vinto il primo match contro Melichar-Martinez ed Erin Routliffe con il punteggio di 7-6 (2), 6-2. Un antipasto di un possibile rientro anche in singolare, nonostante oltre 4 anni di stop. Ma il caso di Serena Williams non è isolato. Un ruolo analogo è stato assunto anche da alcuni protagonisti dello sci di fondo scandinavo, discipline nelle quali il rapporto tra peso corporeo e prestazione sportiva è particolarmente rilevante.

Proprio il possibile vantaggio competitivo garantito da questi medicinali ha attirato l’attenzione dell’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada). Dal 2024 gli agonisti del recettore GLP-1 sono infatti inseriti nella lista di monitoraggio dell’organismo internazionale. Attraverso controlli anonimi, la Wada sta cercando di capire quanto siano diffusi tra gli atleti prodotti che, riducendo in modo significativo la massa grassa, possono contribuire a migliorare le prestazioni.

Entro il 2028 l’agenzia dovrà decidere se inserire questi farmaci nell’elenco delle sostanze proibite. Gli esperti considerano questa eventualità molto probabile, come spiega Marco Bonarrigo sul Corriere della Sera. La valutazione si baserà sui criteri che regolano l’inclusione nella lista antidoping: miglioramento artificiale della prestazione, rischi per la salute e violazione dello spirito dello sport. Anche in caso di inserimento tra le sostanze vietate, però, il tema resterà complesso. Gli agonisti del recettore GLP-1 verrebbero con ogni probabilità classificati come “sostanze specifiche“, cioè farmaci che possono essere assunti in presenza di una prescrizione medica e di una specifica autorizzazione terapeutica rilasciata dalle autorità antidoping. Il che consentirà agli atleti di aggirare il divieto.

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