Normal view

Delhi issues ‘strong protest’ after US strikes kill three Indian seafarers in Gulf

Washington claims vessel was violating its blockade of Iranian ports and failed to comply with instructions

The Indian government has voiced a “strong protest” after three Indian seafarers were killed in US military strikes against oil tankers travelling through the strait of Hormuz.

US Central Command confirmed that its aircraft had fired two Hellfire missiles at the engine room of the MT Settebello as it sailed through the Gulf of Oman on Wednesday.

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© Photograph: CENTCOM

© Photograph: CENTCOM

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“Guerra Usa-Iran, Trump non può esagerare con gli attacchi: un’escalation manderebbe in cortocircuito l’economia globale”

11 June 2026 at 16:54

Hormuz chiuso e lo spettro atomico: l’intervista a Federico Petroni sullo scontro Washington-Teheran

Mentre la tensione sul terreno non accenna a placarsi e i canali diplomatici restano faticosamente aperti, il confronto tra Washington e Teheran entra in una fase cruciale, sospesa tra il test delle rispettive “linee rosse” e la ricerca di una via d’uscita.

Sullo sfondo, i bombardamenti sulle infrastrutture civili, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le indiscrezioni sul possibile ricorso ad armi nucleari tattiche sollevano interrogativi drammatici: siamo di fronte a una reale prova di forza o al sintomo di una profonda frustrazione geopolitica da parte di una Casa Bianca incapace di raggiungere i propri obiettivi? E quale ruolo giocano le irrisolte preoccupazioni di sicurezza di Israele nella tenuta di un eventuale accordo?

A fare chiarezza è Federico Petroni, analista geopolitico di Limes, che ad Affaritaliani analizza i nodi più caldi dello scontro e le sue possibili evoluzioni: “Siamo proprio in un momento in cui si testano queste linee rosse. È ovvio che però gli Stati Uniti finora non sembrano in grado di volere o poterle superare, anche perché la risposta dell’Iran potrebbe essere altrettanto catastrofica”.

Nuovi bombardamenti in Iran, ma i colloqui continuano: qual è la linea rossa che Trump non può superare?

“Al momento non ci sono particolari linee rosse, se non quelle ovvie: l’opzione nucleare e gli attacchi alle infrastrutture civili vitali, come la rete elettrica o gli impianti idrici. Tuttavia, i recenti raid contro una di queste strutture sembrano un chiaro messaggio inviato a Teheran per dimostrare che Washington è pronta a valicare quel limite. Inoltre, secondo fonti non confermate, Trump avrebbe sollevato l’ipotesi di utilizzare armi atomiche di basso calibro contro i siti nucleari iraniani, un’indiscrezione che avrebbe suscitato un enorme scandalo nel suo stesso gabinetto.

Siamo in una fase di test reciproco dei limiti. Finora, però, gli Stati Uniti non sembrano avere la forza o la reale volontà di superare queste linee rosse, anche perché la controrisposta iraniana sarebbe catastrofica. Teheran ha finora risposto in modo simmetrico, colpendo le infrastrutture petrolifere e gasiere del Golfo. Un’escalation di questi contrattacchi manderebbe in cortocircuito l’economia globale, traducendosi in un disastro economico anche per gli Stati Uniti”.

Se ci sarà un accordo tra Washington e Teheran, chi ne uscirà vincitore? E quanto potrà durare?

“Temo che un eventuale accordo difficilmente avrebbe vita lunga, a meno che non si riescano a risolvere le preoccupazioni di Israele, che rimangono il nodo fondamentale. Poiché questa guerra all’Iran non ha dato i risultati sperati da Washington e Gerusalemme, il rischio che tra qualche anno Israele si senta talmente poco sicuro da dover riavviare questo tipo di operazioni militari è concreto.

Fondamentalmente, il governo Netanyahu mirava a rovesciare il regime iraniano per poter sbandierare questa vittoria in patria e dichiarare concluso il conflitto. Non essendoci riuscito, lo scenario resta di forte instabilità. Quanto a chi ne uscirà vincitore, è chiaro che gli Stati Uniti non hanno centrato nessuno dei propri obiettivi, anzi hanno peggiorato il quadro geopolitico. L’Iran, dal canto suo, ne esce indubbiamente indebolito per aver perso parte della sua leadership e per l’aggravarsi del soffocamento economico; d’altro modo, però, ne risulta rafforzato, essendo sopravvissuto a una guerra aperta che nessuno, prima d’ora, aveva mai osato muovergli contro”.

L’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz: che segnale sta mandando a Trump e al mondo? È un punto di non ritorno nel conflitto?

“Teheran ha bloccato Hormuz perché gli Stati Uniti hanno ripreso a bombardare per pura frustrazione. I recenti attacchi americani non sono altro che il sintomo di una crisi di nervi. Di fronte a un Iran che si sente vincitore e che quindi respinge ogni richiesta della Casa Bianca, gli statunitensi hanno pochissime carte da giocare. Si illudono che qualche campagna di bombardamento possa ammorbidire la posizione iraniana, ma penso che non ci credano fino in fondo nemmeno loro. Per questo la definisco un’operazione dettata dalla frustrazione”.

Una tregua è ancora lontana?

“Gli Stati Uniti hanno ampiamente dimostrato di non avere né la forza né la volontà di andare fino in fondo, ovvero di intensificare sensibilmente le operazioni militari. Questo accade anche perché Washington non ha una visione chiara di cosa vuole ottenere da un conflitto avviato per ragioni che hanno pochissimo a che fare con i reali interessi strategici americani.

Allo stesso tempo, però, la Casa Bianca non può fare marcia indietro senza rimediare un gravissimo danno d’immagine. Ritirarsi significherebbe ammettere non solo di aver perso la guerra, ma anche di aver ceduto il controllo di uno stretto marittimo vitale, un passaggio chiave per chiunque voglia continuare a definirsi la prima potenza del pianeta. A un certo punto Trump potrebbe anche stufarsi e decidere di abbandonare il campo, ma finora non lo ha fatto proprio perché è consapevole dell’altissimo prezzo reputazionale che pagherebbe in prima persona”.

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L'articolo “Guerra Usa-Iran, Trump non può esagerare con gli attacchi: un’escalation manderebbe in cortocircuito l’economia globale” proviene da Affaritaliani.it.

Trump threatens to take 'total control' of Iran's oil industry with major strikes

President Donald Trump said in a social media post that the U.S. would hit Iran "VERY HARD TONIGHT" and would "assume total control" of Iran's oil and gas industries, including the key Kharg Island oil terminal, in the "not too distant future."

Ceasefire Shattered: US and Iran Trade Heavy Strikes for Second Day

11 June 2026 at 06:58
Iran US
US Central Command (CENTCOM) confirmed a fresh wave of “self-defense strikes” directly hitting radar, surveillance, and military facilities in southern Iran. Credit: CENTCOM

For the second straight day, the US and Iran have traded retaliatory military strikes across the Middle East, pushing an already fragile April ceasefire to the brink of collapse.

US Central Command (CENTCOM) confirmed a fresh wave of “self-defense strikes” directly hitting radar, surveillance, and military facilities in southern Iran. The American bombardment followed a stark warning from US President Donald Trump, who declared that Washington would hit Iran “hard” because Tehran had taken “too long to make a deal” to halt hostilities permanently.

Iran is being hit harder than anything we’ve seen. 👀 pic.twitter.com/bwvB2aYaFJ

— USA NEWS 🇺🇸 (@usanewshq) June 11, 2026

Iran targets US bases in the Middle East

Tehran immediately struck back, targeting US military infrastructure across multiple neighboring countries. For a second consecutive day, American bases in Kuwait and Bahrain faced Iranian fire, while Iranian state media reported that the Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) launched ballistic missiles at a US command center in Jordan. The attacks forced Kuwait to temporarily shut down its airspace after its military intercepted “hostile aerial targets,” while air raid sirens sounded in the middle of the night in Bahrain.

The conflict has also spilled into vital global shipping lanes. Iranian state media claimed the IRGC struck two oil tankers and declared the strategic Strait of Hormuz “completely closed.” While CENTCOM countered that commercial maritime traffic was still successfully transiting the waterway, global energy markets panicked. Brent crude quickly jumped 2%, surging to around $95 a barrel.

The escalating rhetoric suggests no immediate end to the violence. US Defense Secretary Pete Hegseth warned that bombs would continue to drop on Iran’s core facilities if a diplomatic resolution isn’t reached, a sentiment echoed by President Trump on Truth Social.

Meanwhile, Iranian President Masoud Pezeshkian stood defiant, vowing that Iran “will stand firm against any pressure or threat” while slamming Washington for sabotaging peace talks with contradictory diplomacy.

Oil prices fall after Trump says he is cancelling strikes – as it happened

This blog is now closed – see our latest full report on the Middle East crisis

Three Indian seafarers were killed in a US attack on an oil tanker earlier this week, India’s shipping minister, ‌Sarbananda Sonowal, said.

“It is deeply unfortunate to learn of the tragic incident aboard the Palau-flagged MT Settebello. Sadly, three Indian seafarers initially reported missing are now confirmed dead after bodies have been located and identified,” he wrote in a post on X.

The Middle East is being pulled deeper into crisis & the consequences reach far beyond the region.”

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© Photograph: Jim Lo Scalzo/EPA

© Photograph: Jim Lo Scalzo/EPA

© Photograph: Jim Lo Scalzo/EPA

Inflation rises to a 3-year high on spiking gas prices, highlighting affordability challenges

Rising gas prices pushed inflation to its highest level in three years last month, a headache for the Federal Reserve and a potential political challenge for the Trump administration as midterm elections near.

U.S. retaliates against Iran after American helicopter downed near Strait of Hormuz

The U.S. military started what it called "self-defense strikes" against Iran for the downing of an Army helicopter near the Strait of Hormuz. President Trump said the two crew members were both "safe and uninjured" after the Apache helicopter went down while on patrol off the coast of Oman. Geoff Bennett discussed the latest with Dan Lamothe of The Washington Post.

Global oil inventories headed to lowest level in decades, U.S. EIA warns

9 June 2026 at 19:50
The Middle East conflict has caused global stockpiles of oil to plummet to their lowest level since 2003 while petroleum prices have spiked, according to a new energy data report.

Global oil inventories headed to lowest level in decades, U.S. EIA warns

9 June 2026 at 19:50
The Middle East conflict has caused global stockpiles of oil to plummet to their lowest level since 2003 while petroleum prices have spiked, according to a new energy data report.

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