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Cientistas do IPMA investigam verme marinho que tem potencial para nutracêutica, cosmética e farmacêutica

13 June 2026 at 02:03

Há um organismo marinho pouco estudado, mas com presença relevante nas águas costeiras nacionais, nomeadamente no estuário do rio Mira, que, pela sua atividade biológica (atividades antioxidante e anti-inflamatória), pode ser alvo de valorização e aplicações futuras em domínios como o nutracêutico, o cosmético ou mesmo o farmacêutico.

Trata-se do vermetídeo Vermetus triquetrus, que foi alvo de investigação por parte de uma equipa de investigadores do IPMA, no âmbito do projeto MAR2030 Genemare_Portugal, que visa a implementação de um repositório biológico da biodiversidade marinha das águas portuguesas, um bio-banco azul para o futuro.

Os André Breves, Carlos Cardoso, Cláudia Afonso, Joana Matos, Jorge Lobo-Arteaga, Cátia Bartilotti, Sabrina Sales, Sónia Pedro e Narcisa M. Bandarra publicaram um artigo pioneiro sobre o vermetídeo Vermetus triquetrus, «um gastrópode séssil que forma recifes e tem uma presença relevante na costa nacional (no presente artigo foram estudados espécimes do Estuário do Mira), mas negligenciado pela comunidade científica», salienta o IPMA.

O artigo visou aspetos da composição bioquímica do organismo e da sua atividade biológica (atividades antioxidante e anti-inflamatória) e diferenciou entre as duas principais unidades anatómicas do organismo, a massa visceral e o manto (head-foot).

Sul Informação
Vermetus triquetrus

O artigo intitulado “Unveiling the Hidden Biotechnological Potential of the Vermetid Gastropod Vermetus triquetrus: Insights into an Unexplored Marine Resource” foi publicado no passado dia 28 de maio na prestigiada revista científica da área, Marine Biotechnology, e, segundo o IPMA, «suscitou grande interesse e significativa repercussão dada a novidade de um estudo sobre este organismo».

O interesse pelo estudo foi também reforçado pelos resultados obtidos, «que mostraram elevados níveis de atividade biológica e permitiram identificar o V. triquetrus como uma fonte de compostos polifenólicos, especialmente no caso da massa visceral».

O artigo é de acesso livre e pode ser encontrado aqui: https://link.springer.com/article/10.1007/s10126-026-10632-3

Os investigadores do IPMA concluíram que, «dados os níveis de atividade biológica quantificados e os componentes presentes, não só se justifica um estudo mais aprofundado sobre a composição bioquímica e o refinamento das frações obtidas da biomassa, como também se pode procurar uma valorização e aplicações futuras destas frações em domínios como o nutracêutico, o cosmético ou mesmo o farmacêutico».

Este estudo «faz parte de um esforço de investigação mais amplo e de longo prazo, almejando a expansão das fronteiras do saber sobre a grande biodiversidade nas nossas águas e o aprofundamento do conhecimento sobre os diferentes grupos de organismos marinhos, indo dos microorganismos aos animais vertebrados e compreendendo as dimensões genómica, metabolómica e biotecnológica aplicada», explica o IPMA.

Tal esforço e desafio para o futuro só é possível no âmbito do projeto Genemare_Portugal “Biobanco Azul – Banco Nacional dos Recursos Vivos Marinhos” – Projeto MAR2030 que financiou e suportou a todos os níveis a realização do estudo sobre o vermetídeo V. triquetrus.

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Vermetus triquetrus
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La lettera del Congresso a Greer e Lutnick. Nuovo capitolo per la Mfn

11 June 2026 at 15:41

L’ultimo capitolo della saga Mfn arriva dal Congresso statunitense, dove 48 deputati repubblicani guidati dal vicepresidente della Commissione Ways and Means Vern Buchanan, dal presidente della House Budget Committee Jodey Arrington e da Nicole Malliotakis hanno inviato una lettera all’U.S. Trade Representative Jamieson Greer e al segretario al Commercio Howard Lutnick chiedendo di procedere rapidamente con un’indagine ai sensi della Section 301 contro le politiche di determinazione dei prezzi dei medicinali adottate da diversi Paesi stranieri.

La lettera

Nella missiva i parlamentari sostengono apertamente la linea della Casa Bianca, secondo cui molte economie avanzate beneficiano dell’innovazione farmaceutica sviluppata negli Stati Uniti senza contribuire in maniera proporzionata ai costi di ricerca e sviluppo. “Per troppo tempo nazioni straniere benestanti hanno raccolto i benefici dell’innovazione farmaceutica americana utilizzando controlli sui prezzi e altre politiche scorrette per evitare di pagare la loro giusta quota”, scrivono i firmatari, chiedendo all’amministrazione di utilizzare tutti gli strumenti commerciali disponibili per contrastare quello che definiscono un fenomeno di free-riding. “Mentre i precedenti presidenti sono rimasti a guardare consentendo alle nazioni straniere di approfittare degli Stati Uniti, il presidente Trump ha giustamente invocato un’azione commerciale decisa per affrontare questo problema”, si legge ancora.

L’iniziativa rappresenta l’ulteriore tassello di una posizione ormai consolidata. La Casa Bianca e, ora apertamente, anche i rappresentanti del Congresso considerano il recente accordo raggiunto con il Regno Unito come il modello da replicare a livello internazionale. Secondo i sostenitori, l’intesa avrebbe dimostrato che negoziati commerciali mirati sul tema del pricing possono portare benefici ai pazienti e ai contribuenti americani, inducendo i partner a sostenere una quota maggiore dei costi dell’innovazione.

“Il presidente Trump è stato inequivocabile: le altre nazioni ricche devono fare un passo avanti e pagare la loro giusta quota per l’innovazione farmaceutica salvavita invece di fare affidamento sui pazienti americani” ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca Kush Desai a Politico, sintetizzando la posizione dell’amministrazione.

I Paesi nel mirino di Washington

Fra i Paesi oggetto di osservazione nel paniere elaborato dagli Usa ci sono Canada, Francia, Italia, Giappone, Corea del Sud e Regno Unito, insieme ad altre economie europee. Ma, oggi nel mirino di Washington c’è in particolare la Germania – menzionata anche ripetutamente nella lettera dei congressmen, insieme a Francia, Canada e Giappone.

Berlino sta infatti discutendo una riforma volta a contenere la spesa farmaceutica e, secondo diverse ricostruzioni, sarebbero già in corso colloqui riservati tra esponenti del governo tedesco e rappresentanti dell’amministrazione statunitense. Sul tavolo non vi sarebbero soltanto i prezzi dei farmaci, ma anche investimenti industriali e competitività del settore. Negli ultimi giorni alcune delle principali aziende del comparto hanno espresso crescente preoccupazione per il deterioramento del contesto europeo e, in particolare, per l’approccio intrapreso da Berlino nelle riforme. Eli Lilly ha annunciato la revisione di un piano da 2,3 miliardi di euro in Germania, destinando parte delle risorse agli Stati Uniti. Anche Boehringer Ingelheim ha comunicato la cancellazione di investimenti programmati tra il 2027 e il 2030 per circa 900 milioni di euro.

Le motivazioni richiamano il tema, ormai ricorrente nel dibattito, legato alla crescente difficoltà dell’Europa nel competere con Stati Uniti e Asia per attrarre e valorizzare ricerca, sviluppo e produzione ad alto valore aggiunto. Le prospettive di ulteriori misure di contenimento della spesa – dal punto di vista delle aziende – rischiano di ridurre la prevedibilità regolatoria e la capacità del continente di attrarre e mantenere investimenti.

E l’Italia?

La questione assume una rilevanza particolare per l’Italia, che negli ultimi anni ha consolidato il proprio ruolo di leadership nella manifattura farmaceutica europea. Se l’amministrazione americana dovesse proseguire lungo la strada delle investigazioni, anche Roma potrebbe essere chiamata a dimostrare l’attrattività e la competitività del proprio modello. Nei 10 mesi successivi all’introduzione della Mfn, il nostro Paese ha già vissuto un crollo del 66,7% del lancio dei nuovi farmaci, attestandosi fra i più colpiti in Europa, a fronte di una media Ue del -35%.

Al netto dell’ormai annosa questione del payback, da tempo indicata dall’industria come uno dei principali fattori di incertezza, il tema riguarda più in generale la capacità del Paese di offrire un quadro regolatorio stabile, prevedibile e favorevole agli investimenti. E, in un contesto Europeo non semplice, l’Italia ha il potenziale di agire fra i primi. Il Testo unico farmaceutico, ad esempio, potrebbe trasformarsi in qualcosa di più di un semplice esercizio di riordino normativo se saprà affrontare alcuni dei nodi che da anni alimentano il dibattito sulla competitività del settore. Un obiettivo tutt’altro che scontato, ma che assume un peso crescente mentre il resto del mondo corre.

“Toallitas para tíos”: llega la revolución de la cosmética para el ano masculino

8 June 2026 at 04:30

El mercado es capaz de beneficiarse del cuidado de absolutamente cualquier parte del cuerpo. Cualquiera. Prueba de ello es el creciente interés en la industria de la belleza y el bienestar en los productos especializados en el cuidado de la piel anal. Las marcas que se adentran en este sector están apostando por un marketing atractivo destinado a que los productos no sean escondidos con vergüenza. O sea, ya no es una crema de envase discreto y nombre escurridizo, sino envases seductores y con sentido del humor. Paralelamente al hecho de que los hombres comienzan a prestar especial atención al culo en sus entrenamientos, el mercado del bienestar ha decidido enfocarse en el cuidado del ano.

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© Rob Tringali/Sportschrome (Getty Images)

Un hombre muestra un cartel con un asterisco durante un partido de los Boston Red Sox y los New York Yankees en Nueva york.

”Ozempic” 100% brasileiro custará R$452,00

2 June 2026 at 18:37

A farmacêutica EMS anunciou os preços da Ozivy, primeira caneta de semaglutida produzida no Brasil. O medicamento chegará ao mercado com valores a partir de R$ 452, abaixo dos praticados atualmente por concorrentes importados que utilizam o mesmo princípio ativo.

A semaglutida é a substância utilizada em medicamentos como Ozempic e Wegovy, indicados para o tratamento do diabetes tipo 2 e da obesidade. A entrada da versão nacional ocorre após o fim da patente da molécula no Brasil, abrindo espaço para novos fabricantes no mercado.

Segundo a EMS, a estratégia é oferecer o produto por valores cerca de 30% inferiores aos dos medicamentos concorrentes. A empresa estima comercializar mais de 1 milhão de unidades no primeiro ano e projeta faturamento de aproximadamente R$ 500 milhões com o novo medicamento.

Antes do anúncio dos preços ao consumidor, a Câmara de Regulação do Mercado de Medicamentos (CMED) já havia definido o teto regulatório da Ozivy. O limite aprovado ficou no mesmo patamar dos medicamentos de referência à base de semaglutida, como Ozempic e Wegovy.

A chegada da Ozivy é vista pelo setor como um marco para a indústria farmacêutica nacional, já que se trata da primeira caneta de semaglutida desenvolvida e produzida por uma empresa brasileira. Especialistas avaliam que o aumento da concorrência pode contribuir para ampliar o acesso ao tratamento e pressionar os preços para baixo nos próximos meses.

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