Normal view

US strikes targets in Iran in response to downing of an Apache helicopter

10 June 2026 at 09:13

U.S. President Donald Trump has made good on his warning. U.S. forces deployed near the Persian Gulf struck targets in Iran early Wednesday after that country shot down a U.S. Apache helicopter flying over the waters of the Strait of Hormuz, according to Central Command, which is responsible for those troops in the Middle East. The news website Axios reported that the targets were radar and air defense systems in Iran.

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© CONTACTO vía Europa Press (CONTACTO vía Europa Press)

An Apache helicopter takes part in maneuvers in Lithuania, in a file photo.

Irán confirma la condena de prisión contra Jafar Panahi por propaganda contra el régimen

8 June 2026 at 08:20

El Tribunal Revolucionario Islámico de Teherán ha confirmado la sentencia contra el cineasta Jafar Panahi por el delito de propaganda contra la República Islámica de Irán. El ganador de la Palma de Oro en el Festival de Cannes ha sido condenado a un año de prisión, dos años sin salir del país y la prohibición de participar en organizaciones políticas y sociales. Esto ocurre después de que la Sala 26 presidida por la jueza Iman Afshari rechazara la apelación hecha por la defensa. La sentencia inicial había sido dictada mientras Panahi se encontraba fuera de Irán, en un viaje para apoyar la campaña de premios de Un simple accidente, película por la que fue nominado al Oscar. Panahi regresó a Irán el 30 de marzo tras la ceremonia de entrega de premios.

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© Stephane Cardinale - Corbis (Corbis/Getty Images)

Jafar Panahi en los premios EE BAFTA de cine en el Royal Festival Hall el 22 de febrero de 2026 en Londres.

Guerra, escalation nel Golfo: distrutti quattro droni lanciati dall’Iran verso Hormuz, pioggia di missili nel Kuwait. Trump: “Teheran rifiuta l’accordo per orgoglio” – LIVE

6 June 2026 at 06:49
Gli aggiornamenti del conflitto in Medio Oriente
Nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. Il Comando centrale americano (Centcom) ha reso noto di aver colpito, a scopo difensivo, alcune postazioni radar iraniane situate a Goruk e sull’isola di Qeshm, dopo aver abbattuto quattro droni lanciati verso lo Stretto di Hormuz. La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato di aver colpito “basi nemiche” nella regione, mentre Kuwait e Bahrain, che ospitano importanti installazioni militari statunitensi, hanno attivato le procedure di emergenza per possibili attacchi aerei. Sul piano diplomatico, Donald Trump ha affermato che i leader iraniani non hanno ancora raggiunto un accordo con Washington perché “forti e orgogliosi”, ma ha sostenuto che alla fine “non avranno altra scelta”. Il presidente americano ha inoltre stimato che alla Repubblica islamica resti circa il 21-22% del proprio arsenale missilistico.
Inizio diretta: 06/06/26 07:00
Fine diretta: 06/06/26 20:00
Le Guardie Rivoluzionarie: "Colpite basi nemiche"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver attaccato alcune “basi nemiche” nella regione in risposta ai raid statunitensi contro le installazioni radar iraniane. In una dichiarazione diffusa dalla televisione di Stato IRIB e riportata dall’Afp, Teheran ha riferito che obiettivi militari sono stati colpiti con missili. L’annuncio è arrivato dopo che Kuwait e Bahrain avevano lanciato l’allarme per il rischio di attacchi.

Sirene e voli sospesi in Bahrain

Anche il Bahrain ha attivato le misure di emergenza. Secondo quanto riferito dall’agenzia Tasnim, il ministero dell’Interno ha invitato la popolazione a raggiungere i rifugi o i luoghi più sicuri. Nel Paese sono risuonate le sirene d’allarme e il traffico aereo è stato temporaneamente sospeso, come già avvenuto in Kuwait.

Il Kuwait sotto attacco con missili e droni

Le Forze armate kuwaitiane hanno reso noto che le difese aeree sono impegnate a intercettare missili e droni ostili. In un messaggio pubblicato su X, lo Stato Maggiore ha precisato che le esplosioni avvertite dalla popolazione sono conseguenza delle operazioni di intercettazione condotte dai sistemi di difesa nazionali. L’attacco arriva a pochi giorni dal raid contro l’aeroporto del Paese del Golfo attribuito all’Iran.

Trump: "All'Iran resta circa il 22% dei missili"

Secondo la valutazione fornita da Trump, Teheran dispone ancora di una capacità militare significativa. Il presidente americano ha stimato che l’Iran conservi tra il 21 e il 22% del proprio arsenale missilistico, una percentuale superiore al 18% indicato dallo stesso leader statunitense nelle scorse settimane.

In un’intervista a NBC News, Donald Trump ha sostenuto che la leadership iraniana non ha ancora accettato un’intesa con gli Stati Uniti per porre fine alla crisi perché “forte e orgogliosa”. “Ci sono cose che non avrebbero mai immaginato di dover fare, ma alla fine non hanno altra scelta”, ha dichiarato il presidente americano, sottolineando che i negoziati richiederanno ancora tempo.

Usa, colpite postazioni radar iraniane a Goruk e sull'isola di Qeshm

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha confermato di aver colpito le postazioni radar di sorveglianza costiera situate a Goruk e sull’isola di Qeshm, nell’ambito di un’operazione definita difensiva per prevenire ulteriori attacchi. Contestualmente, le forze americane hanno intercettato quattro droni iraniani diretti verso lo Stretto di Hormuz.

Abbattuti almeno quattro droni diretti verso Hormuz

Gli Stati Uniti hanno distrutto almeno quattro di una serie di droni lanciati dall’Iran verso lo Stretto di Hormuz. A riferirlo un funzionario americano alla Cnn. I droni distrutti facevano parte di una serie di velivoli senza pilota lanciati dall’Iran e sarebbero stati destinati a colpire navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz o unità militari americane presenti nell’area. L’episodio conferma l’aumento delle tensioni nel Golfo e il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto nella regione.

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With time running out for him, Trump searches for an exit from the war in Iran

In the war with Iran, the sense of urgency has shifted sides. In February, the United States and Israel judged it so urgent to start the conflict that they were prepared to launch a massive strike and kill the supreme leader, Ali Khamenei, even amid negotiations; three months later it is Donald Trump who is trying to keep alive the talks that would definitively end the conflict, while Tehran remains firm. The U.S. president showed that attitude again on Monday when he ordered Israel’s prime minister, Benjamin Netanyahu, to halt the airstrikes the latter had announced on Beirut. The aim? To prevent the feared derailment of negotiations with the ayatollahs.

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© Stringer (REUTERS)

Israeli strikes on southern Lebanon this Tuesday.
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