Reading view

Donna attaccata da uno squalo è in condizioni critiche in ospedale: ferite profonde a braccia e gambe

Una donna di circa 30 anni è rimasta gravemente ferita in seguito a un attacco di squalo avvenuto nelle acque antistanti Coogee Beach, a Sydney, in Australia. La vittima è stata prontamente soccorsa dopo l’aggressione, che le ha causato serie lacerazioni a una gamba e a un braccio. La donna è stata trasportata d’urgenza in ospedale, dove si trova attualmente ricoverata in condizioni critiche. Le spiagge della zona est di Sydney sono state chiuse in seguito al grave incidente.

Come riporta il The Guardian, il servizio di salvataggio Surf Life Saving NSW (SLSNSW) ha dichiarato che la donna è stata portata in ospedale “semi-cosciente e in grado di respirare”. Un portavoce della polizia del Nuovo Galles del Sud ha affermato che la donna “è stata tirata fuori dall’acqua da alcuni passanti che le hanno prestato i primi soccorsi in attesa dell’arrivo dei servizi di emergenza”.

“La polizia ha prestato i primi soccorsi alla donna, che si ritiene abbia circa 30 anni, la quale ha riportato gravi ferite a braccia e gambe, prima dell’arrivo dei paramedici del servizio di ambulanza del Nuovo Galles del Sud”, hanno dichiarato le forze dell’ordine.

La polizia ha provveduto a sgomberare il vicino Coogee Oval per permettere l’atterraggio dell’elicottero dei soccorsi, prontamente intervenuto per trasportare la donna in ospedale. Un frequentatore abituale della spiaggia di Coogee, presente al momento dell’attacco, ha riferito che uno dei componenti del suo gruppo aveva udito un grido prima che venisse lanciato l’allarme squalo. Il gruppo si è immediatamente avvicinato, constatando che qualcosa di grave era accaduto a circa trenta metri di distanza.

L'articolo Donna attaccata da uno squalo è in condizioni critiche in ospedale: ferite profonde a braccia e gambe proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Milano, arrestato rider per molestie sessuali: palpeggiamenti a tre donne durante le consegne

Milano, rider arrestato per molestie sessuali a tre clienti durante le consegne: si indaga su altri sette casi

A Milano la polizia ha arrestato per violenza sessuale ai danni di tre ragazze un rider 25enne di una piattaforma per le consegne a domicilio. L’uomo, richiedente asilo, le avrebbe palpeggiate durante la consegna. Dagli accertamenti è emerso che, l’8 febbraio scorso, il rider, utilizzando l’account di terza persona, appoggiava la bicicletta e consegnava a una giovane donna due casse d’acqua all’ingresso dello stabile e approfittando della posizione, iniziava a palpeggiarle insistentemente il seno ed altre parti del corpo. In un primo momento la vittima rimaneva impietrita e incapace di reagire, poi riusciva a scappare entrando in ascensore.

Leggi anche: Prato, difende una collega dalle molestie e viene accoltellato: 23enne gravissimo. Fermati due sospetti, uno è minorenne

Successivamente, il 13 febbraio, l’uomo effettuava una consegna all’interno di un palazzo e, con il pretesto di richiedere alla ragazza destinataria dell’ordine una recensione sul cellulare, le palpeggiava il seno con entrambe le mani. Anche il 16 marzo, sempre all’ingresso di un condominio, il rider, impugnando la busta con l’ordine, metteva la mano sinistra sotto al sacchetto e palpeggiava il seno della vittima.

“Sono in corso accertamenti relativi ad almeno altri sette episodi, del tutto simili per modalità d’azione” si legge nella nota della Questura. Dato che le segnalazioni sono “molteplici”, sono iniziate già dal maggio 2025 e considerato “il carattere di abitualità” del comportamento messo in atto dall’indagato, si invitano eventuali ulteriori vittime a segnalare l’episodio alle forze dell’ordine”.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

L'articolo Milano, arrestato rider per molestie sessuali: palpeggiamenti a tre donne durante le consegne proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Un giudice federale riconosce a Blake Lively il rimborso delle spese legali, ma non ulteriori risarcimenti nella controversia relativa al film “It Ends With Us”

Il giudice Lewis J. Liman ha stabilito venerdì 12 giugno, in una sentenza scritta, che Blake Lively può ottenere il rimborso delle spese legali e dei costi sostenuti per la sua difesa contro la controquerela intentata da Justin Baldoni dopo che lei lo aveva citato in giudizio nel dicembre 2024, in merito al loro film del 2024 “It Ends With Us“.

Lively e Baldoni hanno raggiunto un accordo extragiudiziale il mese scorso, proprio mentre stava per iniziare il processo per le accuse di ritorsione mosse dall’attrice. L’attrice non ha ricevuto denaro dall’accordo, ma le è stato consentito di richiedere il rimborso delle spese legali.

Nella sua sentenza scritta, Liman ha citato una legge californiana volta a proteggere le vittime di molestie sessuali e discriminazioni da cause legali ritorsive intese a intimidire e mettere a tacere le vittime. Il giudice ha affermato che “la legge prevede che il querelante debba pagare le spese legali e i costi del convenuto se una richiesta di risarcimento per diffamazione presentata in risposta a una causa viene respinta, anche se i fatti del caso non sono stati accertati attraverso la raccolta di prove”.

Liman ha affermato che l’unica eccezione sarebbe se Baldoni e la sua casa di produzione, Wayfarer Studios LLC, potessero dimostrare che Lively ha agito con dolo quando lo ha citato in giudizio. Ha affermato che Baldoni e Wayfarer hanno fornito poche prove a sostegno di tale affermazione e nessuna che dimostri che lei abbia agito con dolo. Il giudice ha respinto le sue richieste di triplicare i danni e di ottenere anche danni punitivi ai sensi della legge californiana, affermando che non rientravano nelle “norme procedurali federali attentamente elaborate per proteggere i diritti delle parti“.

Lively e Baldoni hanno raggiunto un accordo extragiudiziale il mese scorso, proprio mentre stava per iniziare il processo relativo alle accuse di ritorsione mosse da Lively. L’attrice non ha ricevuto denaro dall’accordo, ma le è stato consentito di richiedere il rimborso delle spese legali.

In una dichiarazione, gli avvocati di Lively, Michael Gottlieb ed Esra Hudson, hanno interpretato la decisione del giudice come una vittoria, affermando che “il riconoscimento delle spese legali dimostra chiaramente che la signora Lively ha presentato le sue richieste in buona fede, che non vi erano prove di malizia e che è lei la parte vincente“.

Lively aveva accusato Baldoni, insieme alla sua casa di produzione, di molestie sessuali e ritorsioni alla fine del 2024. Ha affermato che l’attore ha orchestrato un tentativo di danneggiare la sua reputazione e credibilità pubblica. Baldoni, che ha diretto il dramma romantico dai toni cupi e ne è stato anche protagonista insieme a Lively, ha negato di averla molestata o di aver orchestrato una campagna diffamatoria. Ha affermato che le accuse sul suo comportamento erano state inventate da Lively nell’ambito di un tentativo di assumere il controllo creativo del film.

Baldoni ha quindi intentato una controcausa, accusando Lively e suo marito, l’attore di “Deadpool” Ryan Reynolds, di diffamazione ed estorsione. Liman ha respinto la controcausa di Baldoni l’anno scorso e poi, alcune settimane fa, ha respinto anche le accuse di molestie sessuali mosse da Lively, affermando che non poteva presentarle in quanto lavoratrice autonoma e non dipendente della produzione.

L'articolo Un giudice federale riconosce a Blake Lively il rimborso delle spese legali, ma non ulteriori risarcimenti nella controversia relativa al film “It Ends With Us” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

With a Deal Seemingly Close, the U.S. Faces an Iran More Willing to Withstand Pressure

Iran’s new, more militaristic leaders have already survived the worst that America and Israel can deliver, and seem readier to take risks.

© Arash Khamooshi/Polaris for The New York Times

Members of the Islamic Revolutionary Guards Corps in April at a government-organized march in Tehran.
  •  
❌