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La Bce alza i tassi, l’esperto: “L’Europa si deve svegliare. Rischio concreto di stagflazione”

Europa stretta tra inflazione e crescita, Tognoli: “Rischio stagflazione concreto”

Mentre la Banca centrale europea interviene nuovamente sui tassi in un contesto segnato da inflazione persistente e nuove tensioni geopolitiche legate al Medio Oriente, l’Europa si trova a gestire un equilibrio sempre più fragile tra contenimento dei prezzi e sostegno alla crescita economica. Le decisioni di Francoforte si inseriscono in uno scenario in cui mercati finanziari, famiglie e imprese fanno i conti con un costo del denaro ancora elevato e con prospettive di medio periodo tutt’altro che stabili.

Sul fronte macroeconomico, il rischio di una nuova fiammata inflattiva legata all’energia riapre il dibattito sull’efficacia della politica monetaria in presenza di shock esterni, mentre si riaccende la discussione sulle possibili mosse future della BCE e sui margini di manovra ancora disponibili per evitare un rallentamento eccessivo dell’economia.

A fare il punto è Antonio Tognoli, economista ed esperto dei mercati finanziari, che analizza ad Affaritaliani gli effetti del rialzo dei tassi, le prospettive per i prossimi mesi e i principali rischi per l’economia europea.

La BCE ha alzato i tassi: cosa cambierà concretamente per famiglie, imprese e mutui?

“I mercati avevano ampiamente anticipato la mossa, tant’è vero che le borse non hanno reagito in modo scomposto. Per quanto riguarda i mutui, invece, l’impatto ci sarà: le banche tenderanno inevitabilmente ad adeguarli. Forse non assisteremo a un incremento immediato di 25 punti base sui mutui a tasso variabile, ma lo scenario è mutato: se fino a ieri la tendenza virava verso un lento ribasso, ora la direzione punta a un progressivo rialzo. Gli analisti stimano infatti un nuovo ritocco in autunno, probabilmente a settembre. Molto dipenderà dalla durata della crisi in Medio Oriente e dalla capacità del rincaro dei prezzi di infiltrarsi nell’economia reale”.

L’inflazione legata alla crisi in Medio Oriente torna a preoccupare: la BCE rischia di frenare troppo la crescita pur di contenere i prezzi?

“Sì, il rischio è concreto. Il nodo centrale, tuttavia, è un altro: ci troviamo di fronte a un’inflazione da costi, cioè importata dall’esterno. Su questo tipo di inflazione le banche centrali non hanno praticamente alcun potere, poiché non è alimentata da un eccesso di domanda. Di conseguenza, continuare ad alzare i tassi d’interesse riduce sì la corsa dei prezzi, ma lo fa necessariamente provocando una contrazione della crescita economica.

Non a caso la stessa BCE ha rivisto al ribasso le stime di crescita che, a mio avviso, restano fin troppo ottimistiche. Il prezzo da pagare per frenare la crescita dei prezzi è, purtroppo, il rallentamento dello sviluppo. Quando l’economia frena, anche l’inflazione da domanda si azzera, ma sulla componente energetica – che è la vera spinta di questa crisi – la leva monetaria può fare ben poco, se non penalizzare fortemente il Pil”.

Dopo il rialzo di oggi, dobbiamo aspettarci altri aumenti nei prossimi mesi o siamo vicini al punto di arrivo?

“In uno scenario base, quindi standard e non necessariamente pessimistico, gli analisti prevedono un ulteriore aumento a settembre. La stessa BCE ha chiarito che le prossime decisioni saranno subordinate ai dati macroeconomici e, soprattutto, all’evoluzione del conflitto mediorientale. Sarà decisivo monitorare la trasmissione dei costi all’economia reale: banalmente, se i trasporti su gomma pagano il gasolio a prezzi più alti, la spesa al supermercato costerà di più. La risposta è quindi sì: un nuovo aumento in autunno resta del tutto probabile”.

Tra tensioni geopolitiche e rincaro dell’energia, qual è oggi il principale pericolo per l’economia europea?

“Il vero pericolo è la stagflazione. L’Europa è l’anello debole della catena globale: gli Stati Uniti, la Cina, la Russia, l’India e il Sud America perseguono i propri interessi e il vecchio continente è rimasto isolato. È venuto meno il traino americano alla crescita europea. Per invertire la rotta non basta più una strategia “all’acqua di rose” come l’agenda Draghi; serve un punto di rottura politico radicale.

La soluzione non risiede solo nel riarmo o negli investimenti per l’Ucraina nella speranza che la futura ricostruzione riattivi l’economia. È necessario investire massicciamente nel Green e nel sostegno strutturale alle industrie europee. Se non si agisce come un’unica entità politica – emettendo bond sovrani europei e conferendo poteri decisionali diretti al Parlamento Europeo, superando i veti dei singoli parlamenti nazionali – l’Unione è destinata alla stagnazione dello “zero virgola”.

I capitali ci sono, manca la volontà politica di mobilitarli. Questo cambio di paradigma richiede anche una revisione profonda del Patto di Stabilità: non ha senso imporre vincoli rigidi sul deficit al 3% o sul debito al 60% e sanzionare chi è già in difficoltà. Dinanzi a istituzioni sorde, la reazione dei cittadini è la svolta a destra e la crescita del populismo a cui stiamo assistendo in tutta Europa. Se l’Unione non si darà una svegliata immediata e vigorosa, saremo costretti a subirne le conseguenze”.

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Ministro das Finanças discorda da subida de juros do BCE

O ministro das Finanças disse no Luxemburgo, à chegada ao Eurogrupo, que a crise do Médio Oriente "é diferente de 2022" e que o BCE podia ter evitado subir as taxas.

© OLIVIER HOSLET/EPA

"O Banco Central Europeu, em todo caso, decidiu subir as taxas de juros, mas estamos numa situação muito diferente", afirma
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BCE sobe juros pela primeira vez desde 2023. Há dois erros passados a pesar na decisão

É a primeira vez desde setembro de 2023 que o Banco Central Europeu subiu as taxas de juro base. O aumento deve-se ao choque de inflação causado pelo conflito no Irão. O Banco Central Europeu (BCE) decidiu hoje subir as taxas de juro em 25 pontos base, para 2,25%, naquele que foi o primeiro aumento das taxas diretoras em quase três anos, desde setembro de 2023. O Conselho do BCE “decidiu hoje aumentar as três taxas de juro diretoras do BCE em 25 pontos base”, já que “a guerra no Médio Oriente está a gerar pressões inflacionistas e a decisão

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Hausse de la BCE : ce que le 1/4 point change pour votre épargne, et ce qu'il ne change pas

Hausse de la BCE : ce que le 1/4 point change pour votre épargne, et ce qu'il ne change pas

Par Vincent Clairmont

La Banque centrale européenne a relevé ce jeudi son taux de dépôt de 2 % à 2,25 %, première hausse depuis près de trois ans, sur fond d'inflation remontée à 3,2 % en zone euro en mai, portée par l'énergie. La question qui remplit ma boîte depuis une semaine tient en cinq mots : faut-il bouger mon épargne ? Ma réponse : presque pas — et le « presque » mérite d'être détaillé poste par poste.

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D'abord le contexte, en bref, parce qu'il commande tout le reste. Cette hausse n'est pas un cadeau aux épargnants : c'est une banque centrale qui court derrière une inflation importée — choc pétrolier d'Ormuz, prix de l'énergie — qu'un quart de point ne fera pas reculer. Une seconde hausse est attendue dès septembre par une partie du marché. Retenez l'ordre des grandeurs : votre « sans risque » rapportera environ 2,25 % dans un monde à 3,2 % d'inflation. Le rendement réel reste négatif. Tout ce qui suit s'inscrit dans ce cadre.

L’or à 4 500 dollars : pourquoi la branche sûre du Barbell n’a jamais autant mérité son nom
par Vincent Clairmont JP Morgan a relevé le 25 février sa prévision de long terme sur l’or à 4 500 dollars l’once, soit une hausse de 15 % de son ancre structurelle, tout en maintenant à 6 300 dollars sa cible pour la fin 2026. Entre les deux chiffres,
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Subida das taxas de juro “não era absolutamente necessária”, diz ministro das Finanças

O ministro das Finanças considerou hoje que a subida das taxas de juro anunciada pelo Banco Central Europeu devido às pressões inflacionistas da guerra no Médio Oriente “não era absolutamente necessária”, sendo uma “crise diferente da de 2022”.

“Naturalmente há uma preocupação do Banco Central Europeu [BCE]. O BCE, que teve uma ação muito importante em 2022 [na anterior crise energética], entendeu dar este primeiro sinal ao mercado, mas veremos nos próximos meses. Eu mantenho a minha opinião de que podia não ter dado este sinal e não era absolutamente necessário, mas respeito naturalmente o mandato e a independência do BCE”, disse Joaquim Miranda Sarmento.

Falando aos jornalistas portugueses no Luxemburgo, à chegada para a reunião do Eurogrupo, o governante apontou que “esta é uma crise diferente de 2022”, que foi causada pela invasão russa da Ucrânia e que levou a máximos da inflação.

“O Banco Central Europeu, em todo caso, decidiu subir as taxas de juros, mas estamos numa situação muito diferente, quer do ponto de vista da inflação, quer do ponto de vista das taxas de juros do Banco Central”, adiantou o ministro das Finanças.

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Che succede a mutui e prestiti dopo l’aumento dei tassi? L’impatto sui bilanci delle famiglie

La decisione della Banca centrale europea di rialzare i tassi d’interesse per la prima volta dal 2023 segna una brusca inversione di rotta spinta dalle pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Medio Oriente che ha gonfiato i prezzi dell’energia. Tra mutui più costosi e acquisti a rate che richiederanno esborsi maggiori, a subirne gli effetti saranno anche i bilanci delle famiglie.

L’Euribor a tre mesi, il parametro di riferimento per gran parte dei mutui variabili, era già risalito dal 2,01% di fine febbraio al 2,31% del 5 giugno, incorporando le aspettative dei mercati su una stretta monetaria. Secondo le simulazioni di Facile.it, la rata di un mutuo variabile standard da 126mila euro in 25 anni, che a gennaio era pari a 578 euro, è già salita a circa 590 euro a giugno. Con il rialzo di 25 punti base deciso dalla Bce, la rata arriverà a circa 606 euro al mese. E le previsioni indicano ulteriori rincari nei prossimi mesi. Sulla base delle quotazioni dei futures, Facile.it stima che la rata possa raggiungere i 626 euro entro la fine dell’anno o all’inizio del 2027. Rispetto a gennaio, l’aumento complessivo sarebbe quindi vicino ai 50 euro mensili, pari a circa 600 euro l’anno. L’impatto degli aumenti sarà però diverso per ciascun mutuatario in base all’importo residuo del finanziamento e al numero di rate ancora da pagare: più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l’effetto.

La Federazione Autonoma Bancari Italiani stima che per un finanziamento da 50.000 euro la maggiore spesa mensile oscillerà tra 29 euro su una durata di 10 anni e 35 euro su trent’anni. Per un mutuo da 100.000 euro l’aumento della rata va da 59 a 70 euro al mese, mentre per un finanziamento da 150.000 euro la crescita è compresa tra 88 e 106 euro mensili. L’impatto aumenta al crescere dell’importo richiesto. Su un mutuo da 200.000 euro l’incremento della rata è compreso tra 118 e 141 euro al mese, mentre per un finanziamento da 250.000 euro si arriva fino a 176 euro in più ogni mese, pari a oltre 2.100 euro nell’arco di un anno.

Il rialzo dei tassi non colpisce soltanto chi ha un mutuo. Anche il credito al consumo è destinato a diventare più oneroso. Secondo uno studio della Fabi, una lavatrice da 700 euro acquistata con un finanziamento quinquennale arriva a costare complessivamente 877 euro, mentre uno smartphone da 850 euro pagato in due anni supera i 930 euro. Per gli acquisti di importo più elevato l’effetto degli interessi diventa molto più pesante: un viaggio da 5mila euro finanziato in quattro anni costa oltre 6mila euro e un’automobile da 20mila euro acquistata a rate nell’arco di sei anni arriva a richiedere più di 26mila euro complessivi.

Più aumenta il costo del denaro, insomma, più cresce la quota di reddito che le famiglie devono destinare al pagamento degli interessi, riducendo le risorse disponibili per altre spese. È proprio questo del resto uno dei canali attraverso cui la Bce punta a raffreddare l’inflazione: frenare domanda e consumi per contenere la crescita dei prezzi.

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PS preocupado com aumento de encargos com habitação

BCE decide aumento das taxas de juro esta quinta-feira e Carneiro pede ao Governo que "pare, escute e olhe" para propostas, tendo em conta que a prestação da habitação aumenta há oito meses.

© RUI MINDERICO/LUSA

Para o líder socialista, "o aumento do custo de vida com os bens alimentares essenciais, com os combustíveis, a eletricidade e o gás", a par do "aumento expectável consecutivo com os juros dos empréstimos à habitação", justificam que o Governo "pare, escute e olhe para as propostas do PS"
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La Bce alza i tassi di 25 punti base: è il primo aumento dal 2023. Inflazione su al 3% causa guerra in Medio Oriente

La Banca centrale europea come da attese alza i tassi di un quarto di punto portando il tasso sui depositi dal 2 al 2,25%. Il tasso sui rifinanziamenti principali sale dal 2,15% al 2,40%; quello sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%. È la prima stretta monetaria dal settembre 2023. Gli analisti la davano per certa visto lo choc energetico causato dalla guerra all’Iran.

Il consiglio direttivo dell’Eurotower a fronte del prolungarsi del conflitto ha ulteriormente tagliato le previsioni sulla crescita e alzato quelle sull’inflazione. Nel nuovo scenario ‘di base’ il progresso del pil è ora atteso a +0,8% per il 2026 (dallo 0,9% delle precedenti proiezioni di marzo) e +1,2% per il 2027 (da 1,3%), mentre è stato alzato a +1,5% (da 1,4%) per il 2028. L’inflazione è vista al 3% per quest’anno e 2,3% per il 2027 per poi frenare al 2%, rispettivamente da 2,6%, 2% e 2,1% delle precedenti previsioni. “Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”, si lege in una nota della Bce. “Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto”.

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La Bce alza i tassi di un quarto di punto al 2,25%. È la prima stretta da settembre 2023

Nessun colpo di scena da Francoforte. Come ampiamente atteso dagli economisti la Banca centrale europea ha deciso di alzare i tassi di un quarto di punto portando il tasso sui depositi dal 2 al 2,25%. La decisione, in parte arrivata a seguito dello choc energetico causato dalla guerra all’Iran, rappresenta la prima stretta monetaria dal settembre 2023. Il tasso sui rifinanziamenti principali saledal 2,15% al 2,40%; quello sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%.

Bce, tagliate le stime di crescita. L’inflazione sale al 3%

La Bce ha ulteriormente tagliato le previsioni sulla crescita, e alzato quelle sull’inflazione, a fronte del prolungarsi della guerra di Usa e Israele all’Iran. La crescita – nel nuovo scenario ‘di base’ – è ora attesa a 0,8% per il 2026 (da 0,9% delle precedenti ‘staff projections’ di marzo), 1,2% per il 2027 (da 1,3%) e alzata a 1,5% (da 1,4%) per il 2028. L’inflazione è alzata a 3% per quest’anno, 2,3% per il 2027 e poi frena al 2%, rispettivamente da 2,6%, 2% e 2,1% delle precedenti previsioni. “Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica“, si lege in una nota della Bce.

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Topo da Agenda: o que não pode perder na economia e nos mercados esta quinta-feira

Quinta-feira, 11 de junho

Evento em destaque: O Governo vai voltar a disponibilizar apoios à compra de veículos elétricos em Portugal, com a abertura de candidaturas a acontecer esta quinta-feira. Depois de os incentivos anteriores terem esgotado rapidamente, surge agora uma nova fase do programa, financiada pelo Fundo Ambiental, com uma dotação inicial de 10 milhões de euros. Saiba mais aqui.

Outros eventos em foco:

  • Presidente da República na Madeira no âmbito dos 50 anos da Autonomia. Até 12/6;
  • Plenário da Assembleia da República. 14h;
  • Reunião da Comissão de Assuntos Parlamentares dos Assuntos Constitucionais Direitos e Liberdades e Garantias – Audição de António Pombeiro e do Presidente do SIRESP. 17h30;
  • Reunião do Eurogrupo. Luxemburgo;
  • Conferência de Imprensa apos reunião do BCE;
  • Governo deverá abrir até hoje as candidaturas ao novo programa de apoio à compra de veículos 100% elétricos;
  • Eurostat divulga índices de preços agrícolas (1.º trimestre de 2026) e regime de propriedade da superfície agrícola útil (2023);
  • Organização dos Países Exportadores de Petróleo (OPEP) publica relatório mensal do mercado do petróleo;
  • FEI-TUR – Feira de turismo do SW. Até 14/6 – Vila Nova de Milfontes. Informação aqui;
  • Estreia do filme de Steven Spielberg – O Dia da Revelação;
  • Abertura do Mundial de Futebol. EUA.
  • Presidente da República de Cabo Verde, José Maria Neves, inicia visita aos Estados Unidos;
  • Moçambique: Início da 5.ª Conferência Empresarial “Energias Renováveis em Moçambique” e da 3.ª Conferência Internacional Crescendo Azul;
  • Angola: 6.ª edição do ANGOTIC – Fórum Internacional de Tecnologias de Informação, promovido pelo Ministério das Telecomunicações, Tecnologias de Informação e Comunicação Social, sob o tema “Na Rota da Transformação Digital”.
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