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Facebook “oscura” il Pd di Gragnano: “Cancellati dopo le nostre interpellanze su un incidente al campo sportivo”

Cosa avrà mai combinato il Pd di Gragnano per vedersi chiudere la pagina Facebook all’improvviso? Se lo chiede perplesso l’avvocato Antonio Marinaro, capogruppo dei dem in consiglio comunale, che a ilfattoquotidiano.it dice: “Prima hanno chiuso la mia pagina personale e professionale, poi quella del Pd cittadino. Tutto questo è avvenuto in pochi giorni. Una coincidenza che non può passare inosservata”. E ci mostra la schermata standard inviata in questi casi da Meta. “Il tuo account o la relativa attività non rispetta i nostri standard della community in materia di integrità dell’account”. Utente disabilito per sei mesi, possibilità di inviare un ricorso, altrimenti l’oscuramento diventa definitivo.

Marinaro e il segretario dei dem di Gragnano, Aniello Troiano, hanno allertato i loro legali. E hanno diffuso una nota per sottolineare un dato: “Sono stati oscurati i tutti gli strumenti attraverso i quali il Pd informava cittadini e iscritti sull’attività politica e istituzionale svolta sul territorio, e la circostanza assume particolare rilievo perché questi episodi si sono verificati immediatamente dopo l’avvio di un’attività di approfondimento e controllo sulla gestione del campo sportivo comunale, tema di grande interesse pubblico”.

Si riferiscono a un’interpellanza consiliare che chiedeva chiarimenti urgenti su un grave infortunio capitato a un minore nel novembre 2025 all’interno del campo. Cinque pagine a firma di Marinaro e del consigliere Antonio D’Arco con una raffica di domande sull’esistenza o meno di contenziosi legali, di polizze assicurative, di eventuali responsabilità sull’accaduto.

L’interpellanza al sindaco Aniello D’Auria e ad altri soggetti istituzionali è datata 4 giugno. Il blocco delle pagine Pd avviene quattro giorni dopo. L’ultimo post che sono riusciti a pubblicare riguardava proprio il botta e risposta sulle polemiche iniziate con la diffusione di quel documento. “Se ogni richiesta di verifica o controllo viene vissuta come un’offesa, allora è legittimo chiedersi il perché”, si leggeva, prima dell’oscuramento. Nei prossimi giorni sono attesi a Gragnano il segretario campano del Pd, Piero De Luca, e quello napoletano, Francesco Dinacci. Vogliono portare solidarietà. Ed annunciare ulteriori azioni.

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UK to ban under-16s from ‘high risk’ social media apps

Measures to include restrictions on ‘safe’ social media apps, with some fearing banning some platforms and not others will lead to legal challenges

Teenagers under the age of 16 are to be banned from accessing “high-risk” social media apps while safer platforms will be subjected to restrictions, under a sweeping government crackdown.

Under-18s will also be banned from using romantic or sexual AI chatbots after a consultation on keeping children safe online.

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© Photograph: David Parry/PA

© Photograph: David Parry/PA

© Photograph: David Parry/PA

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US warns foreign ‘influencers’ ahead of World Cup: creating content on a tourist visa is illegal

As the start of the World Cup draws near, the United States government has set its sights on foreign influencers. Immigration authorities have warned that individuals entering the country on a tourist visa may not use their stay to produce content intended to generate income on YouTube, TikTok, Facebook or other online platforms — a practice that for years has been common among digital creators worldwide.

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© CHRIS TORRES (EFE)

SoFi Stadium in Inglewood, California, U.S., June 3, 2026.
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Frances Haugen: ‘We are worse off today than when I leaked the Facebook documents’

In September 2021, The Wall Street Journal published the Facebook Files, a series of reports based on internal documents from the tech company that, among other things, showed its executives were aware of the harms Instagram and Facebook were causing young people. It was a bombshell. It triggered the biggest reputational crisis for Mark Zuckerberg’s company, which weeks later rebranded as Meta. The person behind it was engineer Frances Haugen, 42, who left her post at Facebook carrying 21,000 internal documents. The U.S. Senate summoned her to testify, and investigations were opened into her revelations.

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After the leak, Haugen moved from California to Puerto Rico. From there she runs an NGO that fights for transparency in social media.Haugen decided to reveal herself a month after the leak in a television interview.

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Engineer Frances Haugen poses at the Llotja de Mar in Barcelona, where she participated in the First International Conference on Digital Rights.
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‘Enshittification’ reaches social media: ‘For Zuckerberg and Musk, your ‘friends’ are a burden. They just want you to see ads’

A friend is upset because you didn’t “like” a photo from her last trip, but the truth is you haven’t even had a chance to see it. Instead of displaying it on your feed, Instagram prioritized showing you ads for food.

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© NurPhoto (NurPhoto via Getty Images)

There was a time when social media was useful for connecting with like-minded people.
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“Ma è a questo che siamo arrivati? Ascoltare i troll? Incoraggiarli?”: lo sfogo dello sceneggiatore di Topolino, licenziato dopo uno scontro con i lettori sui social

Lo storico fumettista di Topolino bastona con ironia le proteste dei troll sui social e il direttore della celebre rivista lo licenzia. Sta facendo parecchio discutere il licenziamento (non un “addio” come scritto su diverse testate giornalistiche ndr) di Roberto Gagnor, storico collaboratore dell’intramontabile mondo Disney oggi gestito nella versione italiana da Panini Comics. La vicenda è nata e si è sviluppata repentinamente sui social nell’aprile scorso dove diversi lettori hanno criticato le nuove storie di Paperinik create da Gagnor. A quel punto il 48enne disegnatore ha risposto alle critiche con post anche paradossali, ma chiari nel loro intento di difesa. Uno in particolare è finito nell’occhio del ciclone, ovvero quello in cui Gagnor, sul profilo Facebook di un collega scrive, rivolto ai critici: “E comunque io non ho cancellato niente. Voi, invece, restate irrilevanti e gente che deve crescere”.

A questo punto inizia un’ulteriore bombardamento su Gagnor nello specifico sul forum online di Papersera – spazio dove i lettori commentano i fumetti disneyani – dove diversi utenti, alcuni anche anonimi, hanno minacciato di cancellare i propri abbonamenti di fronte agli “insulti” di Gagnor sui social. Ultimo capitolo di cronaca: ad inizio maggio Gagnor viene contattato telefonicamente da un redattore dell’azienda e gli viene comunicato che a causa dei suoi commenti sui social le sue collaborazioni finiranno dopo le due storie già pronte e che usciranno (l’ultima, pare, nell’autunno prossimo); poi il 3 giugno su Fumettologica è il direttore di Topolino, Alex Bertani, a spiegare in una lettera l’allontanamento di Gagnor: “Ho chiesto ai miei collaboratori di limitarsi a chiarimenti e spiegazioni, senza entrare nel clima di perenne zuffa tipico di alcuni social media (…) ma purtroppo non è la prima volta che si è reso necessario ricordare che esistono limiti imposti dal proprio ruolo”. Bertani continua: “Posso passare sopra ad altro ma su una cosa non transigo: i lettori vanno rispettati. A prescindere. Perché per fortuna viviamo in un paese libero. Dove se acquisti un magazine per leggerti delle storie hai tutto il diritto di commentare, dissentire e criticare. Anche aspramente”.

Infine chiosa: “Tutti coloro che lavorano per Topolino, quando si esprimono pubblicamente, vengono inevitabilmente percepiti come rappresentanti di un gruppo, di una redazione e di una sensibilità condivisa e non voglio in nessun modo che determinati modi o atteggiamenti possano essere associati, neppure indirettamente, a una realtà che da sempre promuove dialogo, rispetto e inclusività”. Solo che Gagnor non è di certo un ragazzino di primo pelo che ha preso in mano ieri carta, penna e tastiera: 23 gli anni di servizio e più di 300 storie scritte per Topolino. Insomma, un veterano. Che, infatti, sui suoi canali social risponde. “Una decisione (quella di Bertani ndr) nata dalla sua scelta di privilegiare le opinioni online di alcuni “fan”, che sul forum di un’associazione hanno chiesto la mia rimozione, dopo che io, nel mio pieno diritto di utente social, ho prima ironizzato sulle loro ossessioni (…) ho poi chiarito il mio giudizio su di loro in maniera sicuramente tranchant, ma legittima, almeno quanto le loro esternazioni. Il Direttore, però, ha scelto di ascoltare loro”.

Gagnor si pone quindi un interrogativo sulla libertà creativa dei suoi colleghi e di un intero settore: “Ma è a questo che siamo arrivati? Ascoltare i troll? Incoraggiarli? So bene che queste persone, oggi, festeggeranno. Soprattutto, si sentiranno motivate a farlo di nuovo, magari con altri autori. Questi autori, da oggi, sapranno che, quando i troll passeranno il limite, non saranno difesi da nessuno. Quando tenteranno nuove strade creative, i troll potranno attaccarli senza problemi. E se reagiranno, nessuno li aiuterà”. Bertani chiosa ricordando che, oltretutto, seppur lavorando per la stessa testata da 23 anni rimane un “freelance in un business altamente precario” quindi “questo è ancora più grave”.

Su Il Post, infine, viene segnalato che “Gagnor non è il primo autore di Topolino che ha interrotto le collaborazioni in seguito all’arrivo di Bertani: era già successo ad altri sceneggiatori di lunga data, tra cui Sergio Cabella e Massimiliano Valentini”; perché spiegano dal sito web diretto da Francesco Costa, “è dal 2018, quando ha iniziato a dirigere Topolino, Bertani ha apportato diversi cambiamenti alla linea editoriale” dando “spazio a una nuova generazione di sceneggiatori che in qualche caso ha cambiato la caratterizzazione di personaggi molto noti (…) Bertani tende anche a intervenire personalmente nel processo creativo, con una certa intransigenza. Legge ogni sceneggiatura prima della pubblicazione e, quando il risultato non lo soddisfa, fa di testa sua: “Riscrivo pagine e pagine di dialoghi”, disse lui stesso in un’intervista di qualche anno fa”.

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