Reading view

Nova teoria explica como a Terra pode ter recebido os ingredientes da vida

Com meteoritos, fósforo, azoto e Júpiter ‘ao barulho’. “A presença e a história do crescimento de Júpiter parecem, de facto, ter desempenhado um papel crucial na determinação da distribuição dos ingredientes químicos básicos necessários para mundos habitáveis” Os cientistas têm novas informações sobre como a Terra primitiva poderá ter adquirido alguns elementos necessários para que o planeta se tornasse habitável, de acordo com um novo estudo. O trabalho, publicado na revista Science Advances, sugere também um novo papel para Júpiter na distribuição desses elementos pelo jovem Sistema Solar, e examina esta história ao olhar para a relação entre o fósforo

  •  

Las tres casas de la semana: construida para un cónsul francés y en venta por 7,5 millones

Vivienda en Sitges.

Carácter señorial y torreón

Seguir leyendo

© Tomas Minambres (EL PAÍS)

© Tomas Minambres (EL PAÍS)

© Tomas Minambres (EL PAÍS)

© Tomas Minambres (EL PAÍS)

© Tomas Minambres (EL PAÍS)

© Tomas Minambres (EL PAÍS)

© Tomas Minambres (EL PAÍS)

© Tomas Minambres (EL PAÍS)

  •  

Convertí mi cocina en un pequeño laboratorio nutricional para probar las mejores básculas inteligentes y esto fue lo que pasó

Básculas de cocina inteligentes. De izq. a dch. Ultrean, Huajun y Smartia.

La mejor báscula de cocina inteligente

He elegido este modelo de Smartia porque me parece muy cómoda para cocinar a diario, tiene buena visibilidad de pantalla y la experiencia general y con la app es muy fluida.

COMPRA POR 29,99€ EN AMAZON

Seguir leyendo

¿Por qué puedes confiar en mí?

Soy periodista especializada en prueba y recomendación de productos y, en los últimos años, he analizado y comparado todo tipo de dispositivos, herramientas y artículos de consumo, poniendo a prueba sus prestaciones, funcionamiento y rendimiento en condiciones reales. A lo largo de este tiempo han pasado por mis manos desde gadgets y pequeños electrodomésticos hasta dispositivos de cuidado personal y tecnología aplicada al día a día, siempre con el objetivo de entender qué ofrece realmente cada producto más allá de sus especificaciones.

Además, estoy especializada en moda y belleza, un sector en el que sigo de cerca las tendencias y en el que he probado cosméticos, herramientas y productos de cuidado personal de todo tipo. En cada análisis busco ofrecer una visión clara, práctica y honesta que ayude al lector a elegir con criterio entre las distintas opciones del mercado.

Prueba con la báscula de cocina inteligente Smartia K265H y su app nutricional Ailink..Prueba con la báscula de cocina inteligente Ultrean K40H y su app nutricional NutriScale..Prueba con la báscula de cocina inteligente Huajun 73787 y su app SmartApple..
  •  

Oferta de desfibrilhador reforça resposta a emergências na Morgado de Mateus

VTM

A iniciativa incluiu ainda a formação e certificação de seis operacionais da escola para utilização do equipamento em situações de emergência.

O presidente da Câmara Municipal de Vila Real, Alexandre Favaios, destacou que o novo equipamento vem reforçar a capacidade de resposta da comunidade escolar perante situações de emergência médica. O autarca recordou que o município já tinha promovido a instalação de desfibrilhadores em vários equipamentos desportivos do concelho, mas salientou a mais-valia de um equipamento portátil que poderá ser utilizado em diferentes contextos dentro da escola.

Artigo exclusivo PREMIUM

Tenha acesso ilimitado a todos os conteúdos do site e à edição semanal em formato digital.

ou compre apenas este artigo:

Comprar este artigo — 1,00€
Se já é PREMIUM, Aceda à sua conta em Entrar

The post Oferta de desfibrilhador reforça resposta a emergências na Morgado de Mateus appeared first on A Voz de Trás-os-Montes.

  •  

En el norte de Escocia se aficionaron a extraer el cerebro de los muertos y afilar los huesos de sus extremidades durante la Edad de Hierro

<![CDATA[

Estudiar las prácticas funerarias de la Gran Bretaña prehistórica no es tarea sencilla porque los restos humanos raramente se conservan. Pero existen algunos sitios, como el norte de Escocia, donde los astros se alinean para ofrecer a los investigadores una oportunidad única para identificar desconocidos rituales antiguos.

Seguir leyendo...

  •  

Milano, la stretta sulla movida divide la maggioranza. Albiani (Pd) attacca la Giunta: “Sindaco e Giunta incapaci di affrontare il tema”

La nuova stretta sulla vita notturna milanese rischia di trasformarsi in un caso politico per Palazzo Marino. Le ordinanze firmate dal Comune per regolamentare asporto, vendita di alcolici e utilizzo dei dehors nelle principali zone della movida entreranno in vigore giovedì 11 giugno, ma le critiche non arrivano soltanto dai partiti di opposizione e dagli esercenti. A contestare duramente il provvedimento è anche Michele Albiani, consigliere comunale del Pd e presidente della commissione Sicurezza, Coesione sociale e Vita notturna.

Una presa di posizione particolarmente significativa perché proveniente da un esponente della stessa maggioranza che sostiene la Giunta Sala. Albiani non si limita a chiedere alcune modifiche, ma mette in discussione l’impostazione complessiva delle ordinanze, il metodo seguito dal Comune e la capacità dell’amministrazione di governare la vita notturna. “Ero già contrario a questo provvedimento nella sua impostazione complessiva, e lo sono ancora di più oggi, dopo averne letto il testo definitivo“, dichiara il consigliere dem.

Albiani: “Divieti indiscriminati, i dehors non sono il problema”

Il punto maggiormente contestato riguarda l’ordinanza specifica per l’area Lazzaretto-Melzo, dove le restrizioni saranno più severe rispetto alle altre zone interessate. Dalle 22 alle 6 sarà vietata la vendita e la somministrazione per asporto di qualsiasi alimento o bevanda, comprese quelle analcoliche. Dalla mezzanotte, inoltre, non potranno più essere utilizzati i plateatici. “Le restrizioni nell’area Lazzaretto-Melzo vanno ben oltre quanto necessario per rispondere alla sentenza del Tribunale: il divieto di asporto di qualsiasi alimento e bevanda, anche analcolica, dalle 22 alle 6, insieme alla chiusura obbligatoria dei plateatici a mezzanotte, colpisce in modo indiscriminato attività che non hanno nulla a che fare con i fenomeni che si intende contrastare”, osserva Albiani.

Il presidente della commissione Sicurezza difende anche la funzione dei dehors, considerati non una causa dei problemi della movida ma una forma di controllo informale degli spazi urbani. “I dehors non sono il problema: al contrario, sono strumenti di presidio dello spazio pubblico, capaci di mantenere i contesti frequentati ordinati e abitati. Eliminarli non risolve nulla, sposta il problema.”

Il consigliere Pd contro sindaco e Giunta: “Questo è pressapochismo”

La contestazione di Albiani riguarda anche il percorso amministrativo seguito da Palazzo Marino. Le ordinanze sono state pubblicate il 9 giugno e diventano operative appena due giorni dopo. Alcune delle aree comprese nel testo definitivo, tra cui parti di Nolo e Bicocca, non erano inoltre indicate nell’avvio del procedimento del 16 maggio e non sarebbero quindi state oggetto di osservazioni da parte delle categorie interessate.

“Ma il vizio più grave è di metodo”, prosegue il consigliere Pd. “L’ordinanza pubblicata oggi entra in vigore dopodomani, con zone — tra cui vie di Nolo e Bicocca — che non comparivano nell’avvio di procedimento del 16 maggio e che quindi non hanno potuto essere oggetto di osservazioni da parte delle categorie interessate.”

Secondo Albiani, esercenti e imprenditori che avevano già programmato l’attività estiva vengono messi nella condizione di rivedere in poche ore turni, forniture e accordi commerciali. “Chi ha firmato contratti stagionali, programmato il personale, stipulato accordi con fornitori sulla base delle regole precedentemente comunicate, si trova oggi a dover ricominciare da capo in quarantotto ore. Questo non è governo del territorio, è pressapochismo.” L’attacco diventa poi direttamente politico: “Si conferma purtroppo l’incapacità di sindaco e giunta di affrontare con serietà e metodo la gestione della vita notturna della città: anni di rincorse emergenziali, nessuna visione organica, e il conto pagato ogni volta dalle stesse persone: chi lavora di notte e chi ci investe.”

Il timore per la sicurezza: “Meno locali aperti significa meno presidio”

Nella lettura di Albiani, la chiusura anticipata dei dehors e le restrizioni imposte agli esercizi commerciali potrebbero produrre un effetto opposto rispetto a quello cercato dal Comune. Con le attività costrette a chiudere prima, le strade potrebbero svuotarsi e diventare meno controllate. “Ho infine una preoccupazione concreta sulla sicurezza: se i locali chiudono prima del solito, le strade si svuotano prima. Meno occhi, meno presenza, meno presidio informale del territorio.” Il rischio riguarderebbe in particolare quartieri che negli ultimi anni hanno costruito parte della propria identità sulla presenza di locali, dehors e attività serali. “In quartieri come Nolo e Lazzaretto, che hanno costruito la propria identità anche sulla vivacità notturna, questo rischia di tradursi in un aumento dell’insicurezza percepita e reale. È un effetto che la giunta non sembra aver considerato”, conclude Albiani.

Palmeri: “La sinistra va in tilt sulla movida”

Le parole del consigliere dem vengono immediatamente rilanciate dall’opposizione. Manfredi Palmeri, capogruppo della Lista Civica in Consiglio comunale, federata con Noi Moderati, parla apertamente di una maggioranza ormai divisa sui provvedimenti fondamentali per la città. “Anche sul principale provvedimento per la gestione della movida, ossia le tanto attese Ordinanze annunciate come la soluzione agli enormi e numerosi problemi che colpiscono la Città sul tema, la Sinistra va in tilt. Ormai sui fondamentali questa maggioranza non c’è più…”, afferma Palmeri.

Il consigliere sottolinea la durezza delle accuse formulate da Albiani contro la stessa amministrazione sostenuta dal Pd: “Le parole del Presidente della Commissione Sicurezza, espressione del PD, sono durissime contro la Giunta, ben al di là di una possibile critica. Parla infatti di ‘incapacità di Sindaco e Giunta di affrontare con serietà e metodo la vita notturna della Città; anni di rincorsa emergenziali, nessuna visione organica’. Questa però è… concorrenza sleale all’opposizione! Nella gara sulla discontinuità a questa Giunta gli iscritti sono sempre di più, segno che Milano può, vuole e deve girare pagina”.

Anche Palmeri condivide alcune delle obiezioni nel merito, sostenendo che i divieti rischiano di colpire attività che rappresentano invece un presidio del territorio. “Ci sono comunque alcune critiche condivisibili, anche perché queste ordinanze colpiscono a caso, con l’effetto di da un lato di penalizzare dei presìdi di sicurezza, vivacità e attività economiche diminuendo la sicurezza e, come è facilmente prevedibile, al contempo non essere in grado di frenare le degenerazioni che rendono invivibili per i milanesi diverse aree della Città.”

“A Milano serve poter coniugare libertà e ordine e invece questi provvedimenti producono l’effetto contrario: restrizioni inutili e disordini consolidati. E in ogni caso, l’efficacia diventa nulla senza un piano completo e concreto di controlli sul loro rispetto”, conclude il capogruppo della Lista Civica.

Fratelli d’Italia: “Il Comune scarica il conto sugli esercenti”

Critiche altrettanto nette arrivano da Fratelli d’Italia. Deborah Dell’Acqua, vice coordinatore cittadino del partito a Milano, definisce l’ordinanza per Lazzaretto-Melzo “l’ennesima dimostrazione del fallimento delle politiche dell’amministrazione Sala nella gestione della movida cittadina”. “Dopo anni in cui residenti ed esercenti hanno segnalato problemi legati a degrado, schiamazzi, abusivismo e carenza di controlli, il Comune sceglie ancora una volta la strada più semplice: introdurre nuovi divieti e limitazioni. Una soluzione che rischia di penalizzare chi lavora e chi vive il quartiere senza affrontare realmente le cause delle criticità.”

Secondo Dell’Acqua, la sicurezza non può essere affidata soltanto alla riduzione degli orari e alla chiusura dei plateatici, ma richiede controlli e una presenza stabile sul territorio.

“La sicurezza e la vivibilità dei quartieri non si garantiscono abbassando le serrande o limitando i plateatici, ma attraverso una presenza costante sul territorio, controlli efficaci e una strategia chiara di prevenzione e presidio urbano. Dopo quasi dieci anni di amministrazione Sala, continuare a intervenire con ordinanze emergenziali significa ammettere che il problema non è mai stato realmente affrontato.”

Nel mirino il divieto di vendere gelati, acqua e bibite dopo le 22

Il passaggio più discusso resta il divieto, previsto nell’area Lazzaretto-Melzo, di vendere per asporto non soltanto alcolici, ma qualsiasi alimento o bevanda dopo le 22. Una misura che coinvolge gelaterie, pasticcerie, bar, attività artigianali, negozi di vicinato e distributori automatici. “Colpisce inoltre la scelta di vietare non soltanto la vendita per asporto di bevande alcoliche, ma anche di alimenti e bevande analcoliche“, afferma Dell’Acqua. “Una misura che finisce per colpire indistintamente attività che nulla hanno a che vedere con gli eccessi della movida, come gelaterie, pasticcerie e pubblici esercizi frequentati da famiglie e cittadini rispettosi delle regole.”

“È difficile comprendere quale beneficio per la sicurezza possa derivare dal vietare la vendita di un gelato, di una bottiglia d’acqua o di una bibita analcolica. Si rischia invece di danneggiare ulteriormente attività economiche che rappresentano un presidio positivo per il quartiere e che contribuiscono alla vitalità della città.” Per l’esponente di Fratelli d’Italia, il provvedimento non sarebbe in grado di distinguere tra le attività responsabili dei disagi e quelle che lavorano rispettando le regole.

“Quando un provvedimento colpisce allo stesso modo chi crea problemi e chi lavora correttamente, significa che manca la capacità di distinguere tra le cause del degrado e chi invece contribuisce ogni giorno alla qualità della vita urbana. Milano merita una movida sana, compatibile con il diritto al riposo dei residenti e con il diritto di lavorare degli esercenti, non l’ennesimo provvedimento che scarica sulle attività economiche le responsabilità dell’amministrazione.” “Prima il Comune ha lasciato crescere il problema. Oggi chiede a residenti ed esercenti di pagarne il conto”, conclude Dell’Acqua.

La protesta della gelateria Viel: “Un gelato dopo le 22 non può essere un reato”

Tra le attività coinvolte c’è anche la gelateria Viel di via Panfilo Castaldi. La titolare Silvia Viel contesta l’equiparazione tra esercizi come gelaterie e pasticcerie e i locali associati alla movida più rumorosa. “Abbiamo aperto la nostra gelateria in via Panfilo Castaldi con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per il quartiere. Sicuramente non ci aspettavamo di essere equiparati ai locali della “movida” molesta. Comprare un gelato durante una passeggiata dopo le dieci di sera non può essere considerato un reato, così come non si può impedire ai cittadini di camminare tranquillamente senza disturbare nessuno.”

Viel sostiene inoltre che molte delle persone responsabili di schiamazzi e comportamenti molesti non acquistino alcolici nei locali della zona. “Il fatto che ci siano persone moleste – che peraltro di solito non consumano nei bar o nelle gelaterie, ma spesso girano con alcolici propri nello zaino disturbando il sonno dei residenti – non è certo colpa degli esercenti che operano onestamente in queste zone.”

Le nuove regole nelle dodici aree della movida

La prima ordinanza interessa dodici zone: Nolo, Isola, Sarpi, Cesariano, Arco della Pace, Como-Gae Aulenti, Garibaldi, Brera, Ticinese, Darsena e Navigli, Cinque Vie e Bicocca. Il provvedimento resterà in vigore fino al 2 novembre.

Nelle aree coinvolte, la vendita di alcolici nei negozi al dettaglio e attraverso i distributori automatici sarà vietata dalle 22. Per pubblici esercizi e attività artigianali, lo stop alla vendita e alla somministrazione per asporto di bevande alcoliche scatterà invece a mezzanotte. L’utilizzo dei plateatici sarà consentito fino all’una nei giorni feriali e fino alle 2 nelle notti tra venerdì e sabato, tra sabato e domenica e nei giorni festivi. Il commercio itinerante su area pubblica dovrà fermarsi alle 20. Nel testo definitivo sono state inserite la zona Bicocca, le vie Crespi e Termopili nell’area Nolo e il tratto di via Tortona compreso tra via Cerano e via Voghera nella zona Darsena-Navigli.

Lazzaretto-Melzo, la stretta imposta dopo la sentenza del Tribunale

Un secondo provvedimento riguarda esclusivamente Lazzaretto-Melzo ed è stato adottato dopo la sentenza del Tribunale di Milano numero 9566 del 2025, pubblicata l’11 dicembre, che ha condannato il Comune a far cessare le immissioni rumorose superiori alla normale tollerabilità. In quest’area, dalle 22 alle 6 sarà vietata la vendita e la somministrazione per asporto di alimenti e bevande di qualsiasi tipo, alcoliche e analcoliche. Resterà consentita la consegna a domicilio. I plateatici non potranno invece essere utilizzati dalla mezzanotte alle 6, mentre il commercio itinerante e qualsiasi forma itinerante di somministrazione di alimenti e bevande saranno vietati dalle 20 alle 6.

L'articolo Milano, la stretta sulla movida divide la maggioranza. Albiani (Pd) attacca la Giunta: “Sindaco e Giunta incapaci di affrontare il tema” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Limpiar un difusor de aromas parecía fácil hasta que empecé este artículo: una guía práctica de todo lo que no debes hacer (basada en mis propios errores)

Prueba de limpieza con el difusor de aromas Cecotec Pure Aroma 300 Yin.

Hace tiempo que los difusores de aromas dejaron de ser un simple capricho decorativo y se convirtieron en uno de esos pequeños gestos cotidianos que cambian por completo una casa. Basta con encender uno al final del día para que el ambiente resulte más agradable, acogedor y, por supuesto, más relajante. Hay quien los utiliza para crear un rincón de calma antes de dormir, quien recurre a aromas cítricos para trabajar con más concentración y quien simplemente disfruta de esa sensación (casi de hotel) que son capaces de crear en cualquier estancia.

Seguir leyendo

Difusor de aromas Cecotec Pure Aroma 300 Yin.No debes limpiar tu difusor de aromas con agua directa del grifo.La forma correcta de limpiar un difusor de aromas es con un paño ligeramente húmedo.Nunca debes utilizar un cuchillo u otros objetos metálicos para limpiar tu difusor de aromas.Para limpiar tu difusor de aromas elige otras opciones más suaves como bastoncillos, algodón o paños.No utilices estropajos de ningún tipo para limpiar tu difusor. Es mejor un paño suave.También puedes utilizar cepillos de limpieza finos para acceder a zonas complicadas, pero siempre con cuidado.No utilices sprays multiusos u otro tipo de productos abrasivos para limpiar tu difusor.Mejor opta por mezclar agua con vinagre de limpieza y utiliza un paño suave.No limpies el difusor cuando esté enchufado y respeta el límite máximo de agua que indica.Desenchufa siempre el difusor, aunque solo sea para pasar un paño húmedo. También debes respetar el nivel máximo de agua.Recuerda añadir siempre los aceites esenciales donde indica el fabricante y en la cantidad recomendada.Vacía y seca el difusor después de cada uso. No dejes que el agua se estanque.
  •  

Mercado imobiliário de Goiânia cresce três vezes mais que a média nacional no primeiro trimestre de 2026

O mercado imobiliário de Goiânia cresceu três vezes mais que a média nacional no primeiro trimestre de 2026. As vendas nacionais cresceram 4,1% no período. A capital goiana registrou alta de 12,7% no número de unidades comercializadas, chegando a 2.882 imóveis vendidos no trimestre.

“Goiás cresce acima da média nacional há quase duas décadas consecutivas, impulsionado por uma economia diversificada e resiliente. O crescimento populacional do estado foi de 20% entre os dois últimos censos, contra apenas 7% na média nacional”, afirma Credson Batista, diretor de Pesquisas e Estatísticas da Ademi-GO.

Nacionalmente, 49% das vendas foram realizadas dentro do programa Minha Casa Minha Vida (MCMV). No Centro-Oeste, o índice é de 34%. Em Goiânia, apenas 26% das unidades comercializadas estão enquadradas no MCMV, o que representa menos de 750 unidades.

Na avaliação do presidente da Ademi-GO, Felipe Melazzo, a explicação para o descompasso está nas condições de aprovação de projetos na capital. “Nossa capital está perdendo um potencial enorme de fornecer moradia digna para a população que mais precisa. O que falta é destravar o processo de aprovação para que os projetos possam sair do papel.”

O preço médio do metro quadrado em Goiânia registrou crescimento de 3,6% apenas nos três primeiros meses de 2026, chegando a R$ 10.914/m². Considerando os bairros Marista, Bueno, Oeste e Jardim Goiás, o valor médio alcança R$ 12.881/m², com o Marista liderando ao atingir R$ 13.462/m².

Fernando Razuk, presidente do Conselho da Ademi-GO, destaca que a revisão do Plano Diretor reduziu o aproveitamento construtivo das áreas da cidade em 7,5 vezes. “O terreno passa a custar pelo menos 33% a mais na conta, pois onde antes se faziam 100 unidades hoje só conseguimos implantar 75.”

The post Mercado imobiliário de Goiânia cresce três vezes mais que a média nacional no primeiro trimestre de 2026 appeared first on Diário da Manhã - O Jornal do leitor Inteligente.

  •  

Movida e notti insonni: le leggi ci sono, ma non vengono applicate. E a rimetterci sono i cittadini

Movida e notti insonni. Puntualmente se ne riparla all’inizio di ogni estate. E puntualmente, salvo casi isolati, tutto continua come prima. Eppure gli strumenti per difenderci ci sono, anche in sede penale, e se ne è occupata più volte addirittura la Suprema Corte. Da ultimo, con una sentenza appena pubblicata (Sez. III n. 16966 del 12 maggio 2026) esaminando il caso di una discoteca romana da cui, secondo le denunce degli abitanti, nell’estate del 2025 provenivano rumori assordanti cui si sommava il chiasso provocato dagli avventori fuori del locale, creando una situazione tale da portare al sequestro ed alla chiusura della discoteca stessa.

Vale la pena, allora, di ricordare ancora una volta (ma già ne ho scritto) l’articolo 659 del codice penale il quale, al primo comma, punisce con l’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino a 309 euro ”chiunque, mediante schiamazzi o rumori …., disturba le occupazioni o il riposo delle persone”, mentre si applica l’ammenda da 103 a 516 euro “a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni di legge o le prescrizioni dell’autorità”. Occorre, quindi, fare riferimento ai limiti massimi di rumorosità stabiliti dalla legge nelle varie situazioni anche se – è bene ricordarlo – sempre secondo precedenti sentenze della Cassazione, per verificarli non c’è bisogno di fonometri o prove complicate, bastano anche solo le testimonianze dei presenti o delle forze dell’ordine; insomma, “il giudice non è tenuto a basarsi esclusivamente sull’espletamento di specifiche indagini tecniche, ben potendo fondare il proprio convincimento su altri elementi probatori in grado di dimostrare la sussistenza di un fenomeno in grado di arrecare oggettivamente disturbo della pubblica quiete” (Cass. 10938/2019); e cioè che vengano prodotti rumori che abbiano una “attitudine a propagarsi ed a disturbare la quiete e le occupazioni di un numero indeterminato di persone”.

E questo vale anche per il chiasso dei clienti che sostano all’esterno del locale, in quanto il gestore ha l’obbligo di intervenire per controllare che la frequentazione del locale da parte degli utenti non sfoci in condotte contrastanti con le norme poste a tutela dell’ordine e della tranquillità pubblica. Anzi, in questi casi, secondo il Consiglio di Stato (Sez. V, n. 240/2025), il sindaco può ordinarne la chiusura anticipata.

Resta da capire cosa deve fare in concreto il gestore per evitare di essere ritenuto corresponsabile: la sentenza in esame non si sofferma su questo punto, limitandosi a scrivere che si può fare “ricorso all’Autorità o allo “ius excludendi”. Conferma così, in sostanza, altre sentenze precedenti che, sin dal 2021, hanno specificato che il gestore deve, ad esempio, evitare musica all’aperto e la somministrazione di bevande all’esterno; così come ha l’obbligo di cacciare dal locale i più facinorosi, predisponendo un servizio di vigilanza esterno e chiamando, se necessario, le autorità cui compete intervenire; e di certo non basta, in questi casi, l’apposizione all’interno di un cartello che invita a non provocare schiamazzi all’uscita (“misura del tutto inadeguata” per la Suprema Corte).

Tuttavia l’esperienza almeno di una città come Roma insegna che, se di notte, di sabato o di domenica, si chiede l’intervento delle forze dell’ordine per rumori molesti, la risposta è immancabilmente che sono impegnate in altre operazioni; e, quanto ai vigilanti pagati dal gestore, ci si chiede come e con quale autorità possano fermare i fracassoni (spesso ubriachi) fuori del locale.

Insomma, come dicevamo, le leggi ci sono ma non vengono applicate con possibili gravi danni alla salute dei cittadini. Secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’inquinamento acustico è ritenuto, dopo l’inquinamento atmosferico, la seconda maggiore concausa ambientale di morbilità, con almeno 48.000 nuovi casi di malattie cardiache e 12.000 decessi prematuri ogni anno in Europa, soprattutto nelle aree urbane; e, se pure i maggiori killer sono i rumori stradali, ferroviari ed aerei, è altrettanto certo che, se ad essi aggiungiamo anche quelli provocati dalla movida, i danni alla salute non possono che peggiorare.

L'articolo Movida e notti insonni: le leggi ci sono, ma non vengono applicate. E a rimetterci sono i cittadini proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  
❌