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Mondiali, per la prima volta il Var inverte un giallo tra 2 avversari: è successo in Usa-Paraguay. È uno dei quattro nuovi casi in cui può intervenire

Per la prima volta nella storia il Var è stato usato per invertire un’ammonizione che era stata data dall’arbitro per un fallo a un giocatore e invece poi attribuita, per simulazione, a un altro. È successo in UsaParaguay, finita 4-1 in favore della formazione di Mauricio Pochettino. È uno dei quattro nuovi casi in cui il Var può intervenire a partire da questa edizione dei Mondiali.

Prima dell’inizio, infatti, la Fifa ha deciso di ampliare le possibilità di utilizzo del Var per cambiare le decisioni prese sul campo: ora si può correggere la scelta dell’arbitro non solo quando un cartellino giallo o rosso viene dato al compagno di squadra sbagliato, ma anche quando il direttore di gara penalizza la squadra errata, ovvero quando il fallo è commesso da una squadra ma il cartellino mostrato all’altra, come appunto successo in Usa-Paraguay. Ciò – da regolamento – è incluso nel caso di “mistaken identity“, cioè scambio di persona. In realtà in questo caso non è uno scambio di persona, ma casistiche simili sono incluse anche e soprattutto per limitare anche le simulazioni e penalizzare i “furbi” in campo.

Tutto è accaduto all’ottavo minuto del secondo tempo, quando il paraguayano Almiron è sfuggito nei pressi della linea di fondo all’americano Ream: l’arbitro olandese Makkelie ha fischiato fallo contro il difensore, ammonendolo. A quel punto è stato battuto il calcio di punizione, ma con la palla già in gioco (e questo è stato un errore di utilizzo del protocollo, bisognava intervenire prima) l’arbitro ha interrotto l’azione per andare al Var (dove c’era lo spagnolo Del Cerro Grande) per una revisione, da cui è emerso che Almiron aveva simulato: quindi, decisione finale, cartellino giallo revocato a Ream e attribuito ad Almiron e punizione per gli Usa.

Come detto, questo è solo uno dei quattro nuovi casi in cui il Var può intervenire. Ma quali sono gli altri tre? Uno riguarda i calci d’angolo: il VAR potrà correggere l’assegnazione sbagliata di un corner. Ma l’intervento sarà possibile solo se non rallenterà la ripresa del gioco. E poi ancora i falli commessi prima della ripresa del gioco: le infrazione avvenute prima della battuta di angoli, punizioni o rigori potranno essere rivisti. Il VAR potrà suggerire provvedimenti disciplinari all’arbitro anche su episodi che precedono la battuta. Infine il doppio giallo. Per intenderci, uno dei motivi per cui sarebbe con molta probabilità nel famoso caso KaluluBastoni: il VAR potrà intervenire infatti anche in caso di cartellino rosso mostrato dopo un secondo giallo assegnato in maniera errata.

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“Se appare un leone, potresti pensare che sia un gatto”: la metafora di Ancelotti sul debutto col Brasile ai Mondiali

Carlo Ancelotti è al debutto ai Mondiali sulla panchina del Brasile, ma ha già dimostrato di sapersi muovere da ct con la stessa naturalezza con cui ha conquistato spogliatoi e trofei in tutto il mondo. Alla vigilia dell’esordio della Seleção contro il Marocco, il commissario tecnico italiano ha regalato ai giornalisti una delle sue immagini più efficaci: semplice, divertente e allo stesso tempo significativa. Parlando della paura, Ancelotti ha spiegato che non è necessariamente un nemico da combattere. Anzi. “La paura è una parte importante della vita… perché se non hai paura e appare un leone, potresti pensare che sia un gatto”, ha detto il tecnico emiliano, provocando l’immediata risata dell’intera sala stampa.

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Una battuta che racconta bene il suo approccio: alleggerire la tensione senza mai perdere di vista la sostanza. Perché il Brasile si presenta a questo Mondiale con enormi aspettative e una pressione che pochi allenatori al mondo sarebbero in grado di gestire. Ancelotti, invece, sembra perfettamente a suo agio. “Sono molto ottimista e siamo ben preparati per il Mondiale”, ha assicurato. Per lui si tratta di una sfida completamente nuova. “È una nuova esperienza, la responsabilità è qualcosa di speciale. Rappresentare il paese del calcio… e la nazionale più titolata del mondo. Due cose: responsabilità e impegno. È un momento bellissimo della mia storia”.

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Sul campo, il nuovo Brasile porta già i primi segni della sua gestione. Più controllo del gioco e maggiore possesso palla, anche se per Ancelotti le priorità restano altre: “È un aspetto del gioco, ma non è la cosa più importante. La cosa più importante sono i gol segnati e i gol subiti. Il controllo è importante, ma non la cosa più importante”. Nessuna sottovalutazione, poi, per il debutto contro il Marocco, una delle squadre più attese del torneo. “Sono una squadra molto ben organizzata, con qualità in ogni aspetto. Dobbiamo giocare una partita completa; non possiamo dimenticare nulla”. E ancora: “Nel calcio moderno non esistono squadre deboli”. Insomma, Ancelotti sa che ai Mondiali basta un attimo per scambiare un leone per un gatto.

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Colpo grosso ai Mondiali, svaligiato il furgone dell’Inghilterra: spariti scarpini, palloni e le lavagne tattiche del ct Tuchel

L’Inghilterra di Thomas Tuchel non ha ancora giocato una partita ai Mondiali 2026, ma si è già ritrovata protagonista di una vicenda che sembra uscita da un film. Durante il trasferimento del materiale della squadra dalla Florida al Missouri, infatti, una parte dell’equipaggiamento dei Tre Leoni è stata rubata. Un colpo che la stampa britannica ha definito un “furto colossale” e che rischia di creare più di un grattacapo allo staff tecnico a pochi giorni dall’esordio contro la Croazia.

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Spariti scarpini, palloni e materiale tecnico

Il furto è avvenuto mentre il carico viaggiava da West Palm Beach, sede del ritiro pre-Mondiale in Florida, allo Swope Soccer Village di Kansas City, dove l’Inghilterra resterà almeno per le prossime tre settimane. Proprio lì era previsto il primo allenamento ufficiale della squadra.

Secondo le ricostruzioni, dal furgone sarebbero scomparsi gli scarpini di alcuni dei giocatori più rappresentativi della nazionale, tra cui Harry Kane e Jude Bellingham, oltre ai palloni ufficiali del torneo e a numerose attrezzature utilizzate durante gli allenamenti. Fonti vicine alla squadra sostengono che, tra il materiale arrivato a destinazione, sarebbe rimasto addirittura un solo pallone. Ma non è tutto. Tra gli oggetti sottratti figurerebbero anche apparecchiature per l’analisi dei dati dei giocatori, lavagne tattiche utilizzate da Tuchel e persino lettini per i massaggi. In pratica, una parte significativa dell’arsenale logistico e tecnico preparato nei minimi dettagli dalla Football Association per la spedizione mondiale.

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Indaga la polizia: due persone fermate

La polizia di Kansas City ha aperto immediatamente un’indagine. In un comunicato ha confermato di stare verificando il furto di materiale da un veicolo della squadra inglese arrivato in città con diversi oggetti mancanti. Le autorità hanno inoltre reso noto che due persone sono state fermate e restano sotto osservazione nell’ambito delle indagini. Secondo alcune indiscrezioni riportate dalla stampa inglese, tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe anche un possibile coinvolgimento degli stessi autisti incaricati del trasporto del materiale. Al momento, però, non sono state formulate accuse ufficiali.

Una corsa contro il tempo prima della Croazia

La Football Association sta collaborando con le forze dell’ordine e, parallelamente, lavora per recuperare o sostituire il materiale sottratto. Una situazione tutt’altro che ideale per Tuchel, che aveva programmato nei dettagli la preparazione al debutto mondiale. L’Inghilterra arriva comunque da un periodo positivo. Nel ritiro in Florida ha disputato alcune amichevoli vincendo contro Nuova Zelanda e Costa Rica, in un clima che sembrava particolarmente sereno. Ora, però, oltre agli avversari, i Tre Leoni devono fare i conti anche con un imprevisto decisamente insolito: il debutto contro la Croazia è previsto mercoledì 17 giugno alle ore 22 italiane.

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Mondiali, trovato un cadavere davanti allo stadio dove si allena l’Iran

Un cadavere in decomposizione è stato ritrovato nel bagagliaio di un Suv parcheggiato vicino allo stadio dove la nazionale di calcio iraniana si sta allenando durante i Mondiali, a Tijuana, nel nord-ovest del Messico. La macabra scoperta è avvenuta nel parcheggio del supermercato situato proprio di fronte allo stadio Caliente, dove la squadra iraniana si allena quotidianamente dal suo arrivo domenica – dopo aver ottenuto l’ok per i visti – a un minuto di auto dal loro hotel, in attesa dell’esordio previsto nella notte tra lunedì e martedì alle 3 contro la Nuova Zelanda, a Los Angeles.

L’auto sospetta era parcheggiata lì da mercoledì, secondo un portavoce della procura. In Messico, Tijuana è considerata una delle città più pericolose del paese: secondo le statistiche ufficiali, nel 2025, si sono verificati oltre 1.200 omicidi. L’Iran ha regolarmente continuato ad allenarsi sempre nella stessa struttura, ma l’area è stata posta sotto sequestro dalle autorità locali, che hanno avviato le indagini per identificare la vittima – che presentava segni di violenza – e ricostruire la dinamica dell’omicidio.

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Tutti contro Infantino: “Caduta di stile”, “Non ci servono le sue battutine da 4 soldi”, “Offende Pozzo e Bearzot”. Lui fa marcia indietro

“È stata un’uscita infelice, una caduta di stile che ha ferito il sentimento dell’intera comunità sportiva italiana. Nella vittoria e nella sconfitta il calcio insegna i valori, a cominciare dal rispetto“. La Figc risponde al presidente della Fifa Gianni Infantino, che ieri aveva dichiarato “vediamo se l’Italia si qualifica con 64 squadre o forse dovrò metterne 228”, chiudendo con una risata. Il presidente della Fifa ha poi fatto parzialmente un passo indietro, scrivendo su Instagram: “È stato fantastico incontrare Gianni Rivera alla partita inaugurale della Coppa del Mondo Fifa 2026 allo Stadio di Città del Messico, teatro della celebre ”Partita del Secolo’, la semifinale dei Mondiali Fifa contro la Germania Ovest, disputata il 17 giugno 1970, quasi 56 anni fa esatti. Quello del 1970 fu un torneo straordinario, proprio come lo sarà questo nel 2026, anche se senza i quattro volte campioni del mondo dell’Italia. Ma gli Azzurri torneranno presto, e non vedo l’ora di vederli nuovamente protagonisti alla qualificazione del centenario nel 2030″.

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Le sue precedenti parole avevano però già fatto rumore a livello internazionale e hanno scatenato diverse reazioni in Italia, anche e soprattutto da parte della politica. “Una cosa sono le informazioni riportate e una cosa è sentirlo direttamente. Preferisco prima fare una verifica e poi dopo mi esprimerò“, aveva spiegato il ministro dello sport Andrea Abodi. “Se mi sentirò con lui? Penso e spero proprio di sì, nonostante i suoi impegni. Cercherò di farlo perché mi interessa sapere qual è il suo pensiero in maniera diretta“, aveva aggiunto il ministro a margine della presentazione delle piste di curling al parco del Colle Oppio a Roma.

Più nette e decise le parole di Gaetano Amato, deputato del M5S, che in una nota ha commentato così le parole di Infantino: “Si ricordi che non parla da tifoso al bancone di un bar, ma da presidente della Fifa. Un ruolo che ricopre anche grazie al sostegno della federazione italiana e che dovrebbe imporre equilibrio, rispetto e senso delle istituzioni“, ha tuonato Amato. “Siamo i primi a vergognarci del declino della nostra Nazionale e del disastro in cui versa il calcio italiano, non abbiamo bisogno delle sue battutine da quattro soldi per accorgercene”, ha poi concluso il deputato del Movimento 5 Stelle, “deridere l’Italia è un esercizio di rara pochezza, soprattutto da parte di chi dovrebbe rappresentare tutto il calcio mondiale, Italia compresa. Le figuracce degli azzurri sono gravi. Quelle del presidente FIFA lo sono ancora di più”.

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Dello stesso pensiero anche il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che ha dichiarato: “L’Italia calcistica è in difficoltà, è un dato di fatto. Confidiamo che i futuri vertici della Figc portino a politiche virtuose, sia di riorganizzazione generale che di tutela e rafforzamento soprattutto dei settori giovanili, per avere una nazionale finalmente di nuovo competitiva e all’altezza della sua storia. Storia del calcio che l’Italia ha scritto: per questo trovo fuori luogo e gratuite le battute irriguardose di Infantino nei confronti della nostra nazionale. Il presidente della Fifa, da italiano d’origine, dovrebbe avere più rispetto per la storia di quattro volte campioni del mondo. L’ironia infantile sul numero delle squadre non colpisce la Federazione di oggi: offende Pozzo, Bearzot e generazioni campioni e di tifosi”.

Il senatore di Forza Italia ha poi concluso: “Dopo questa parentesi di difficoltà sportiva l’Italia calcistica continuerà a essere protagonista, così come lo è stata per decenni – ha concluso il senatore di Forza Italia -. Certe uscite resteranno una parentesi sbagliata nella storia della Fifa. L’Italia va rispettata”.

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Mondiali, il Canada vieta a Partey di entrare nel Paese: il centrocampista del Ghana ha 7 capi d’accusa per stupro

Il centrocampista del Ghana Thomas Partey non può giocare la prima partita della sua nazionale ai Mondiali, in programma a Toronto contro Panama il prossimo 18 giugno. Il Canada infatti gli ha negato il visto, impedendo il suo ingresso nel Paese. Questa volta però le stringenti misure di sicurezza anti-immigrazioni, che riguardano le frontiere Usa, non centrano nulla. Il motivo del respingimento infatti riguarda la situazione giudiziaria di Partey, in attesa di processo: ha sette capi d’accusa per stupro e uno per violenza sessuale, relativi a denunce presentate da quattro donne diverse tra il 2020 e il 2022.

Partey, che oggi compie 33 anni, gioca nel Villareal ed è il vice capitano del Ghana. Nonostante le pesantissime accuse nei suoi confronti, il ct Carlos Queiroz ha scelto di non rinunciare alla colonna del suo centrocampo. Una decisione formalmente non contestabile, ma che crea un certo imbarazzo alla Fifa e al Mondiale in generale. La scelta del governo canadese, che ha respinto la sua richiesta di visto, crea il primo precedente. La Fifa continua a ripetere la solita formula: “Non è coinvolta nelle procedure di immigrazione dei paesi ospitanti, compresa la concessione dei visti. È il governo del paese ospitante a determinare in ultima analisi chi riceve un visto e chi viene ammesso nel paese”. Ma è evidente il problema: Partey potrà giocare tutte le altre partite senza contestazioni?

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Le accuse contro Partey

La prima denuncia per stupro nei confronti di Partey fa scattare le indagini della polizia londinese nel febbraio 2022. Il centrocampista, all’epoca in forza all’Arsenal, continua a giocare nel club di Londra per altre tre stagioni, pur rimanendo sotto inchiesta. A giugno 2025 Partey viene formalmente accusato di stupro e violenza sessuale: i reati sarebbero avvenuti a casa sua, tra il 2020 e il 2022, nei confronti di tre donne. Interrotto il rapporto con l’Arsenal, ad agosto il tribunale gli concede la libertà su cauzione, permettendogli così di firmare con il Villareal, con cui disputa questa stagione. A febbraio però emergono nuove accuse di una quarta donna.

Partey si è sempre dichiarato non colpevole per tutti i capi d’accusa. L’inizio del processo a suo carico è atteso per novembre: “Il mio cliente non vede l’ora che si arrivi al processo per poter avere finalmente l’opportunità di ripulire il suo nome”, dice il suo avvocato.

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Il problema in vista del match contro l’Inghilterra

Partey sarà processato appunto da un tribunale inglese. E il suo Ghana giocherà il secondo match dei Mondiali, il 23 giugno a Boston, proprio contro l’Inghilterra. La FA, la federazione inglese, starebbe addirittura valutando se imporre ai suoi giocatori di non stringere la mano a Partey durante la cerimonia prepartita. Il centrocampista ghanese è stato riempito di fischi durante l’ultima amichevole giocato contro il Galles a Cardiff. Lo stesso trattamento potrebbe venirgli riservato dai tifosi inglesi che saranno presenti a Boston. Una situazione che in Premier si è già vista per molto tempo: anche se il suo nome non era mai emerso pubblicamente, tutti i tifosi sapevano delle accuse di stupro. E non hanno mai smesso di ricordargliele.

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Un evento di arti marziali da 60 milioni di dollari alla Casa Bianca: l’ultima follia di Donald Trump per i suoi 80 anni

C’è un evento sportivo che in questi giorni negli Stati Uniti sta facendo parlare tanto quanto o addirittura più dei Mondiali di calcio. E si svolgerà alla Casa Bianca per la prima volta nella storia. Nel giorno del suo 80esimo compleanno (dove verranno celebrati anche i 250 anni dell’indipendenza americana, il cui anniversario però è il 4 luglio), Donald Trump ha infatti organizzato l’UFC Freedom 250, un evento di Ufc (arti marziali), all’interno della sua residenza ufficiale. Un’idea nata due anni fa con Dana White, CEO dell’UFC – quando il tycoon partecipò a una serata di Ufc al Madison Square Garden e venne accolto da applausi e cori “Usa, Usa” – e a cui adesso Trump ha dato seguito. L’evento – a spese della Ufc – è costato 60 milioni di dollari.

La serata vedrà lottatori affrontarsi in un ring montato all’interno di un enorme ottagono di 27 metri chiamato “The Claw” e – come dichiarato dall’amministrazione americana – sarà tutto esaurito, con oltre 4mila spettatori presenti. Si affronteranno Ilia Topuria, campione dei pesi leggeri, e Justin Gaethje, leggenda della MMA americana. Prima di loro invece si sfideranno Alex Pereira e Cyril Gane: in palio c’è la cintura dei pesi massimi. Gli atleti entreranno all’interno dell’ottagono direttamente dal famoso studio ovale, dove si trova la nota “resolute desk” di Trump. Al “Lincoln memorial”, invece, dove c’è la famosa statua di Abramo Lincoln seduto, si svolgeranno le conferenze stampa e le premiazioni.

Chi non è riuscito ad accaparrarsi un biglietto per l’UFC Freedom 250 – così è chiamato l’evento – è invitato a tentare la fortuna sul sito online Tickemaster, ma con poche speranze. Ma nessun problema, ha precisato Trump: chi non sarà presente potrà vederla in diretta tv e in streaming, anche sul maxischermo all’esterno della White House, con 85mila posti grauiti a disposizione. Il tutto organizzato grazie soprattutto all’amico da oltre 20 anni di Trump, Dana White, presidente della Ufc. Il programma di domenica prevede inoltre una cerimonia privata riservata all’élite del movimento trumpiano. C’è il rischio maltempo e non si esclude – come riportano alcuni media internazionali – una possibile invasione di zanzare. L’evento sarà trasmesso anche in diretta tv e streaming.

In un video pubblicato sui social ieri, 12 giugno, Donald Trump ha paragonato l’arena della Ultimate Fighting Championship (UFC) costruita davanti alla Casa Bianca alla Torre Eiffel di Parigi. Parlando della struttura dentro alla quale c’è il ring, Trump ha ricordato la storia del famosissimo monumento francese. Costruito inizialmente per l’Esposizione Universale del 1889, avrebbe dovuto essere smantellata subito dopo la manifestazione.

Intanto le prove dello spettacolo aereo organizzato in vista dell’evento UFC hanno provocato ritardi agli aerei in partenza, compresi anche quelli di alcuni membri del Congresso. Un volo Delta diretto da Washington a Detroit è rimasto fermo sulla pista a causa della temporanea chiusura dello spazio aereo attorno all’aeroporto Reagan National. Tra i passeggeri c’erano deputati democratici e repubblicani del Michigan.

Il pilota avrebbe spiegato ai passeggeri che il ritardo era legato alle prove per l’evento e avrebbe aggiunto, con ironia, che eventuali proteste andavano rivolte ai “loro rappresentanti al Congresso” (cioè loro stessi). La Casa Bianca ha poi confermato che le limitazioni al traffico aereo erano state pianificate per consentire le prove dello spettacolo previsto prima dell’evento di arti marziali.

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Mondiali, i risultati della notte: lo show al debutto degli Usa contro il Paraguay. La Bosnia strappa un pari

Per gli Stati Uniti è stato un debutto da sogno. Nella notte italiana tra venerdì 12 e sabato 13 giugno la Nazionale guidata dal ct Mauricio Pochettino ha dominato la partita d’esordio del suo Mondiale al SoFi Stadium di Inglewood, in California, battendo per 4-1 il Paraguay. Decine di celebrità americane hanno assistito dagli spalti, tra cui Tom Cruise, George Lucas, Bill Gates, Halle Berry, Leonardo DiCaprio e Kareem Abdul-Jabbar. In campo lo show non è mancato.

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Gli Usa potevano patire un po’ di pressione, invece l’inizio di match è stato dirompente, con protagonisti anche i due Serie A Pulisic e McKennie. Proprio da loro due è nato l’autogol di Bobadilla che già al settimo minuto ha indirizzato la sfida. Poi il protagonista del match è diventato Folarin Balogun, che ha firmato una splendida doppietta. Nel secondo tempo Di Mauricio ha segnato il gol della bandiera per il Paraguay. Nei minuti di recupero, la perla di Giovanni Reyna che ha regalato il quarto gol agli americani. Non erano mai stati così tanti per la nazionale statunitense in una partita di Coppa del Mondo.

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Nel pomeriggio americano invece ha debuttato l’altra Nazionale di casa di questi Mondiali. Al Canada però è andata meno bene contro la Bosnia, la Nazionale che ha eliminato l’Italia. Nell’incontro che ha aperto il Gruppo B a Toronto, i bosniaci sono passati in vantaggio al 21′ con Lukic. Nella ripresa il pareggio del Canada, più che meritato, firmato al 78′ da Larin. A completare il girone sarà la sfida tra Qatar e Svizzera in programma questa sera. Nel gruppo D invece in testa ci sono gli Usa, che dovranno aspettare domani per studiare i rivali: Australia e Turchia.

Mondiali, i risultati delle partite

Usa-Paraguay 4-1 (nel pt 7′ aut. Bobadilla, 31′ e 50′ Balogun; nel st 28′ Mauricio, 53′ Reyna)

Canada-Bosnia 1-1 (nel pt 21′ Lukic, 34′ Larin)

La classifica dei gironi

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Orari F1 Gp Barcellona: Antonelli contro tutti, la Ferrari in attesa | Dove vedere qualifiche e gara in tv e streaming

A Barcellona si arriva con un solo uomo nel mirino di tutti: Andrea Kimi Antonelli. Il 19enne bolognese della Mercedes ha appena conquistato a Monaco la quinta vittoria consecutiva e si presenta in Catalogna da leader sempre più solitario del Mondiale, dopo aver dominato anche su una pista che, almeno sulla carta, non avrebbe dovuto esaltare le caratteristiche della sua monoposto. Il Montmeló, tradizionalmente considerato il banco di prova più attendibile della stagione, dirà se il dominio della Mercedes è destinato a proseguire oppure se gli avversari potranno finalmente ridurre il divario.

Tra i temi più caldi del weekend c’è anche il caso Aduo, il sistema introdotto dalla FIA per concedere finestre di sviluppo supplementari ai costruttori di power unit meno competitivi. A sorpresa, la prima valutazione federale avrebbe indicato la Red Bull-Ford come motore di riferimento del campionato, davanti a una Mercedes che ha vinto tutte le gare disputate finora. Un risultato che ha spinto il team di Milton Keynes a chiedere ulteriori verifiche e che potrebbe avere conseguenze importanti sugli sviluppi tecnici della seconda parte di stagione.

Grande attesa anche in casa Ferrari, chiamata a reagire dopo il deludente fine settimana di Monaco. Charles Leclerc arriva in Spagna con il desiderio di lasciarsi alle spalle il ritiro nel GP di casa e con una novità tecnica sotto osservazione: il possibile cambio nell’impianto frenante, seguendo la strada già intrapresa da Lewis Hamilton. Proprio il sette volte campione del mondo, ora secondo nella classifica Piloti, invita però alla prudenza: gli aggiornamenti attesi a Barcellona potrebbero rappresentare un primo passo, ma il vero avversario della Rossa al momento può essere più la McLaren, anche guardando ai tempi delle libere del venerdì. La Mercedes continua a sembrare irraggiungibile.

F1 GP Barcellona 2026: dove vederlo in tv e streaming

Il Gran Premio MSC Cruises de Barcelona-Catalunya 2026, in programma sul circuito di Montmelò da venerdì 12 a domenica 14 giugno, viene trasmesso in diretta su Sky (il canale di riferimento è Sky Sport F1canale 207) ed è disponibile anche in mobilità tramite Sky Go e in streaming per gli abbonati alla piattaforma Now. Il weekend è visibile anche su TV8, che propone in chiaro e in differita le qualifiche del sabato e la gara della domenica.

F1 GP Barcellona 2026: gli orari e la diretta tv

Di seguito tutti gli orari televisivi del Gran Premio di Barcellona.

Sabato 13 giugno 2026
12:30-13:30 – F1 Prove Libere 3 – Sky, Sky Go e Now – Diretta
16:00-17:00 – F1 Qualifiche – Sky, Sky Go e Now – Diretta

Domenica 14 giugno 2026
15:00 – F1 Gara –Sky, Sky Go e Now – Diretta

F1 GP Barcellona 2026: gli orari delle repliche in chiaro

Di seguito tutti gli orari per vedere le qualifiche e il Gran Premio di Barcellona in replica gratis in chiaro su TV8, dove vengono trasmessi in differita.

Sabato 13 giugno 2026
18:30 – F1 Qualifiche – TV8 (in chiaro) – Differita

Domenica 14 giugno 2026
18:00 – F1 Gara (66 giri) – TV8 (in chiaro) – Differita

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Figuraccia in F1: errore nel cronometraggio, cambia il risultato del Gp di Monaco. Gasly sul podio

L’ordine di arrivo del Gran premio di Montecarlo stravolto quasi una settimana dopo. La figuraccia della Formula 1 è stata resa ufficiale da un comunicato apparso online: sul terzino gradino del podio sale Pierre Gasly, con Isack Hadjar retrocesso in quarta posizione. Il motivo? Un errore nel cronometraggio.

Il francese dell’Alpine aveva effettivamente tagliato il traguardo da terzo, dietro alla Mercedes di Kimi Antonelli e alla Ferrari di Lewis Hamilton. Era però finito settimo per una doppia penalità (complessivamente 10 secondi) per eccesso di velocità in pit lane durante la gara. La scuderia di Enstone ha fatto ricorso ed avuto ragione , con la Fia che ha confermato che le penalità al pilota francese sono state annullate, riportandolo quindi sul terzo gradino del podio nel Gp di Monaco.

L’udienza preliminare si è tenuta giovedì, all’inizio del weekend del Gran Premio di Barcellona-Catalunya. Le prove portate da Alpine sono state decisive: c’è stato un errore nel cronometraggio dei tempi di percorrenza della corsia dei box. I sensori che rilevano il passaggio delle vetture, infatti, erano stati posizionati come al solito, ma c’è stata una modifica all’ingresso della pit lane che ha in realtà accorciato il percorso compiuto dai piloti. In poche parole, c’erano 77 centimetri di discrepanza tra la distanza rilevata dal cronometraggio ufficiale e la reale distanza minima di percorrenza della corsia dei box.

Non a caso, Gasly non è stato l’unico penalizzato. Tanti altri piloti, da Hamilton a Russell, hanno ricevuto una penalità. Avendola però scontata in gara – ci sono state due Safety Car e una bandiera rossa – non possono vedere risarcito il torto subito. Inoltre, l’Alpine è stato l’unico team a presentare ricorso, per provare a vedersi restituito il prezioso podio conquistato a Monaco. Gasly, che era delusissimo dopo la gara, si vede almeno formalmente restituito quello che si era guadagnato in pista. Nessuno però gli potrà mai ridare il brivido di salire sul podio a Montecarlo. Quell’onore è toccato ad Hadjar, che ora si ritrova quarto. Senza dimenticare che il Gp è stato di fatto falsato da questa penalità ingiuste. Una figuraccia clamorosa.

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Il primo annuncio Var dei Mondiali è già un meme: l’inglese dell’arbitro è incomprensibile, le facce perplesse dei giocatori | Video

Si candida già a diventare uno dei primi meme dei Mondiali 2026, ma stavolta il protagonista non è un calciatore. A rubare la scena durante la gara inaugurale tra Messico e Sudafrica è stato infatti l’arbitro brasiliano Wilton Sampaio, alle prese con una difficoltà che molti possono comprendere: spiegare una decisione complessa in una lingua che non è la propria, dopo 84 minuti di partita e davanti a 80mila spettatori.

L’episodio è avvenuto all’Estadio Azteca quando il Var ha richiamato il direttore di gara per rivedere un intervento di Zwane. Dopo aver osservato le immagini, Sampaio si è preparato a comunicare pubblicamente la decisione attraverso il sistema audio dello stadio. Peccato che l’annuncio non sia andato esattamente come previsto.

Le immagini, diventate rapidamente virali sui social, mostrano l’arbitro mentre si inceppa, balbetta e prova a formulare la spiegazione in inglese. Il risultato è stato un messaggio a tratti difficile da comprendere, tanto che diversi giocatori sudafricani, compreso Mudau, hanno osservato il direttore di gara con evidente perplessità. Soltanto quando Sampaio ha estratto il cartellino rosso, il significato della comunicazione è apparso chiaro a tutti.

In precedenza era stato espulso Sithole al 4’ della ripresa per fallo da ultimo uomo. Nel finale, dopo Zwane, è toccato anche al messicano Montes per gioco falloso. Tre espulsioni complessive che costituiscono un record per una partita inaugurale di un Mondiale. Sampaio verrà ricordato per questo, ma anche per il suo inglese scolastico, a essere generosi.

Al di là dell’episodio, il Messico ha iniziato il torneo con una vittoria per 2-0 nel Girone A. I padroni di casa sono passati in vantaggio al 9’ del primo tempo con Quiñones e hanno raddoppiato al 22’ della ripresa grazie a Jiménez. Con il Sudafrica rimasto in inferiorità numerica per gran parte del secondo tempo, la squadra guidata dal ct Javier Aguirre ha controllato l’incontro senza particolari difficoltà, conquistando i primi tre punti di questo Mondiale.

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— Portugal4WordCup???????? (@impfelix121) June 11, 2026

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Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta: in testa Balogun. Tutti a caccia del record

Tutti a caccia del nuovo record. I Mondiali 2026, la prima edizione a 48 squadre, offrono agli attaccanti la grande occasione per segnare più gol. C’è un match in più, i sedicesimi di finale. Ci sono soprattutto molte più squadre materasso nei gironi. I due grandi favoriti per vincere il titolo di capocannoniere della Coppa del Mondo sono Kylian Mbappé e Harry Kane. Chissà se uno di loro riuscirà a superare Just Fontaine, l’attaccante francese che in Svezia nel 1958 riuscì a segnare 13 reti in sole sei partite: ancora oggi detiene il primato di maggior gol segnati in una singola edizione dei Mondiali.

Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata
Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta

Mbappé, che fu capocannoniere in Qatar, potrebbe anche puntare al record all-time: ha 12 gol all’attivo, il primo è Miroslav Klose con 16. Attenzione anche a Leo Messi (7 gol nel 2022 per trascinare l’Argentina al titolo) ad oggi fermo a quota 13. Ci sono anche il 41enne Cristiano Ronaldo e il giovanissimo Lamine Yamal, senza dimenticare Erling Haaland (molto dipenderà dal percorso della Norvegia). La caccia al primato di gol è iniziata.

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La classifica marcatori LIVE dei Mondiali 2026

1) Folarin Balogun – Stati Uniti

2 gol

United States’ Folarin Balogun celebrates scoring his side’s second goal against Paraguay during a World Cup Group D soccer match in Inglewood, Calif., near Los Angeles, Friday, June 12, 2026. (AP Photo/Marcio J. Sanchez)

2) Giovanni Reyna – Stati Uniti

1 gol

2) Mauricio – Paraguay

1 gol

2) Cyle Larin – Canada

1 gol

Canada’s Cyle Larin (9) celebrates after scoring his sides first goal of the game in the second half of the World Cup Group B soccer match between Canada and Bosnia, Friday, June 12, 2026, in Toronto. ( (AP Photo/Sam Balkansky)

2) Jovo Lukic – Bosnia Erzegovina

1 gol

2) Hyun-Gyu Oh – Corea del sud

1 gol

2) In-Beom Hwang – Corea del sud

1 gol

2) Julian Quinones – Messico

1 gol

Mexico’s Julian Quinones (16) celebrates scoring their opening goal against South Africa during the World Cup Group A soccer match between Mexico and South Africa in Mexico City, Thursday, June 11, 2026. (AP Photo/Eduardo Verdugo)

2) Raul Jimenez – Messico

1 gol

2) Ladislav Krejci – Repubblica Ceca

1 gol

Czechia’s Ladislav Krejci reacts after scoring against South Korea in Zapopan, near Guadalajara, Mexico, Thursday, June 11, 2026. (AP Photo/Dolores Ochoa)

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Mondiali, la classifica dei gironi

La strada verso il MetLife Stadium del New Jersey è iniziata: il 19 luglio verrà incoronato il Paese vincitore della Coppa del Mondo 2026. Partono 48 squadre, per la prima volta in un Mondiale, divise in 12 gironi: 72 partite per eliminare appena 16 Nazionali. Tutte le altre passano ai sedicesimi di finale: le prime due di ciascun gruppo, più le otto migliori terze. Ecco le classifiche dei gruppi aggiornate.

Mondiali, la nuova classifica aggiornata oggi

table visualization

Il nuovo regolamento dei gironi

In caso di arrivo a pari punti all’interno dello stesso girone, la FIFA applicherà nell’ordine i seguenti criteri per stabilire la classifica finale:

  • Maggiore differenza reti complessiva;
  • Maggior numero di gol segnati;
  • Punti ottenuti negli scontri diretti;
  • Migliore differenza reti negli scontri diretti;
  • Maggior numero di gol segnati negli scontri diretti;
  • Classifica fair play (conteggio delle sanzioni e dei cartellini);
  • Sorteggio finale a opera della FIFA.

Per quanto riguarda le migliori terze, ci sarà una classifica a parte, composta appunto dalle 12 terze classificate. I criteri che si applicheranno per decretare le otto qualificate sono:

  • Maggior numero di punti ottenuti in tutte le partite del girone;
  • Differenza reti risultante da tutte le partite del girone;
  • Maggior numero di gol segnati in tutte le partite del girone;
  • Punteggio di condotta di squadra più alto (giocatori e dirigenti) relativo al numero di cartellini gialli e rossi ricevuti in tutte le partite del girone;
  • Sorteggio finale a opera della FIFA

Mondiali 2026, tutti i gironi

Gruppo A: Messico, Sudafrica, Corea del Sud, Repubblica Ceca
Gruppo B: Canada, Bosnia ed Erzegovina, Qatar, Svizzera
Gruppo C: Brasile, Marocco, Haiti, Scozia
Gruppo D: Stati Uniti, Paraguay, Australia, Turchia
Gruppo E: Germania, Costa d’Avorio, Ecuador, Curaçao
Gruppo F: Olanda, Giappone, Svezia, Tunisia
Gruppo G: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda
Gruppo H: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay
Gruppo I: Francia, Senegal, Iraq, Norvegia
Gruppo J: Argentina, Algeria, Austria, Giordania
Gruppo K: Portogallo, RD Congo, Uzbekistan, Colombia
Gruppo L: Inghilterra, Croazia, Ghana, Panama

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Mondiali, la Fifa ha stravolto il rituale degli inni pre-partita: tutto è nato da un desiderio di Del Piero

A qualcuno l’idea è piaciuta. Altri l’anno definita l’ennesima americanata di questi Mondiali 2026. Dopo aver distorto il format della Coppa del Mondo, portandola da 32 a 48 squadre, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha scelto di stravolgere anche il rituale degli inni nazionali che precede l’inizio di ogni partita. Il primo assaggio lo si è avuto nel match inaugurale tra Messico e Sudafrica: se qualcuno pensava che quella fosse un’eccezione legata alla cerimonia d’apertura, si sbaglia. Per tutte le gare di questo Mondiale, infatti, il momento degli inni diventerà un piccolo show. E tutto è nato da un desiderio espresso a Infantino da Alessandro Del Piero.

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La nuova cerimonia pre-partita ai Mondiali

La cerimonia che precede l’inizio delle partite dei Mondiali sarà sempre la seguente: tutti i giocatori convocati fanno l’ingresso in campo, anche quelli che poi si siederanno in panchina. Le due squadre al completo si dispongono attorno al cerchio di centrocampo, una di fronte all’altra, per cantare a turno il proprio inno nazionale. Nel frattempo, enormi bandiere delle due nazionali coprono le due metà del campo. Un cerimoniale stravolto rispetto alla tradizione, che vedeva i 22 giocatori in campo disporsi su una linea retta, divisi dalla terna arbitrale. Un piccolo show voluto dalla Fifa. E non ha torto chi parla di americanata: sicuramente, almeno in parte, l’intento è quello di copiare le presentazioni dei match in stile NBA, per fare un esempio. Non è detto che sia un aspetto negativo: de gustibus.

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Del Piero ha suggerito l’idea a Infantino

Una novità per tutti i tifosi che vedono cambiare un protocollo che ormai da tempo faceva parte della ritualità degli incontri delle nazionali. Infantino, forse per parare eventuali critiche, ha raccontato in conferenza stampa che il rituale stravolto è nato da un’idea di un’ex leggenda del calcio italiano: “Tutti i 26 giocatori di una nazionale saranno in campo per l’inno nazionale. E’ un’idea di Alessandro Del Piero“. Il presidente della Fifa ha aggiunto: “Vogliamo sempre fare qualcosa di nuovo, non si tratta in questo caso di un’idea legata al business. Tutto è nato da una conversazione con Del Piero. Qualche mese fa mi ha detto: ‘Perché non fate entrare tutti i giocatori in campo per l’inno? Facciamo tutti parte della stessa squadra‘”.

Poi Infantino ha proseguito scherzando: “Non so se me l’ha detto perché ha realizzato un gol storico, contro la Germania ai Mondiali 2006, partendo dalla panchina…”. Quindi il presidente Fifa ha concluso: “Mi è sembrata un’idea interessante, l’abbiamo proposta a giocatori e allenatori: tutti si sono detti favorevoli. Nel calcio di oggi abbiamo 11 titolari, ci sono 5 o 6 sostituzioni. Ma tutta la rosa può scendere in campo, è positivo che tutti i calciatori possano vivere il momento dell’inno“.

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Mondiali, i risultati delle partite del 12 giugno: la Corea del Sud ribalta la Repubblica Ceca nella notte

Il Mondiale 2026 si è aperto con la vittoria del Messico contro il Sudafrica nella gara inaugurale grazie ai gol di Quinones prima e Raul Jimenez poi. La formazione di Aguirre ha fatto vedere buone cose nel match inaugurale del torneo, a differenza invece della formazione sudafricana, rimasta anche in 10 uomini a inizio secondo tempo per l’espulsione di Sithole e poi in 9 per quella di Zwane.

Nella notte si è giocata anche l’altra sfida del girone A, quella tra Corea del Sud e Repubblica Ceca, terminata 2-1 per gli asiatici con una rimonta. e reti tutte nel secondo tempo. Al gol di Ladislav Krejcí, al 59esimo, hanno risposto nel giro di 13 minuti prima In-Beom Hwang e poi Hyeon-Gyu Oh.

Mondiali, i risultati delle partite del 12 giugno

Messico-Sudafrica 2-0 (9′ Quinones, 68′ Jimenez)

Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 (59′ Krejci, 67′ In-Beom Hwang, 80′ Hyeon-Gyu Oh)

Canada-Bosnia Erzegovina

Le classifiche

Girone A

  1. Messico: 3 punti (2-0)
  2. Corea del Sud: 3 punti (2-1)
  3. Repubblica Ceca 0 punti (1-2)
  4. Sudafrica: 0 punti (0-2)

Girone B

  1. Canada
  2. Bosnia Erzegovina
  3. Qatar
  4. Svizzera

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Sinner torna in campo dopo il malore al Roland Garros: sarà presente a un’esibizione a Londra prima di Wimbledon

Jannik Sinner scenderà in campo prima di Wimbledon. Non in un torneo, come già annunciato prima dell’eliminazione al Roland Garros, bensì in un match di esibizione. È stata ufficializzata infatti la presenza del numero uno al mondo al Giorgio Armani Tennis Classic, rassegna di esibizione ormai ultratrentennale che si disputa all’Hurlingham Club, dal 23 al 27 giugno. Una notizia ben accolta anche dal direttore del torneo Nikhil Waugh: “Per la nostra 32esima edizione, siamo eccitati di dare il benvenuto a Jannik Sinner, che si aggiunge ad un parco giocatori eccezionale”.

Sinner è reduce da un periodo difficile, dopo il malore al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, e dopo una settimana di vacanza si è sottoposto per due giorni a dei controlli specifici e molto lunghi al San Raffaele di Milano. Per l’altoatesino sembra però tutto nella norma e ha già ripreso gli allenamenti verso Wimbledon. In mezzo ci sarà l’esibizione a Londra, dove Sinner affronterà diversi altri tennisti di altissimo livello.

L’altoatesino, infatti, non sarà né l’unico Top 10, né l’unico italiano presente ai nastri di partenza. C’è Flavio Cobolli con lui, diventato n.10 dopo la finale disputata al Roland Garros, ma anche Luciano Darderi (n.18). A completare il roster, altri giocatori di un certo spessore: Casper Ruud (n.14), Karen Khachanov (n.15), Learner Tien (n.19) e Cameron Norrie (n.29), semifinalista a Wimbledon nel 2022 che sarà l’unico rappresentante britannico.

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Ronaldo a Bocelli: “Ti ho visto con Sinner. Sono geloso di entrambi, mi sono innamorato”. Il video dell’incontro

Un incontro tra due leggende amate in tutto il mondo nel backstage del Fifa Countdown Concert, l’evento che ha dato ufficialmente il via al conto alla rovescia verso i Mondiali di calcio 2026. Andrea Bocelli e Ronaldo Luís Nazário de Lima ‘il Fenomeno’ si sono ritrovati dietro le quinte della manifestazione, regalando ai presenti un siparietto spontaneo e divertente. Nel video diffuso sui social, l’ex fuoriclasse brasiliano, all’Auditorio Nacional di Città del Messico, si rivolge a Bocelli in un fluente italiano e scherza sul recente incontro del tenore con Jannik Sinner. “Mi sto allenando a tennis, ho visto che ti sei incontrato con Sinner. Ero geloso di tutti e due, mi sono innamorato di tutti e due“, dice Ronaldo sorridendo. Poi aggiunge parole di stima per il campione altoatesino: “È una persona molto brava“.

Colpito dall’italiano dell’ex attaccante di Inter e Milan, Bocelli gli fa notare: “Però parli ancora bene italiano“. Pronta la replica di Ronaldo: “Eh sì… otto anni di calcio“, ricordando con ironia il lungo periodo trascorso nel campionato italiano. Un momento di grande empatia tra due protagonisti assoluti delle rispettive discipline, che sta rapidamente conquistando il pubblico sui social, unendo nel segno dello sport e della musica due figure entrate da tempo nell’immaginario collettivo internazionale. Bocelli tra qualche ora sarà protagonista anche dell’apertura ufficiale dei Mondiali di Calcio 2026, dove si esibirà con l’inno della manifestazione, “DNA“, firmato dallo stesso tenore con David Guetta, Megan Thee Stallion e Ejae.

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Mondiali, la Fifa vieta ad Haiti di indossare la maglia sull’indipendenza con omaggio alla Polonia: “È politica”

La nazionale di Haiti è stata costretta a cambiare il design della sua maglia per i Mondiali perché per la Fifa è troppo politica, a pochi mesi di distanza dalla modifica delle divise per le Olimpiadi invernali. La maglia, prodotta dall’azienda colombiana di abbigliamento sportivo Saeta, originariamente raffigurava la battaglia finale della Guerra d’Indipendenza haitiana del 1804 sul davanti. L’immagine è stata respinta durante il processo di approvazione della Fifa. Saeta ha dichiarato mercoledì in un comunicato che si atterrà al divieto, pur precisando che il design “non era inteso come una dichiarazione politica“, bensì come un “omaggio agli uomini e alle donne che contribuiscono ogni giorno al futuro di Haiti”. La maglia presentava il blu a richiamare il mare e il rosso a simboleggiare la “forza e la passione” della nazione, ha affermato l’azienda.

Durante la rivoluzione di Haiti contro il dominio francese, Napoleone Bonaparte inviò altre truppe per reprimere la rivolta, tra cui circa 500 soldati provenienti dalla Polonia che – nonostante inizialmente fossero schierati con i francesi – si identificarono successivamente con la causa degli haitiani, condividendo il desiderio di libertà. Per questo decisero di cambiare schieramento, contribuendo all’indipendenza di Haiti nel 1804. In segno di riconoscenza, Haiti concesse loro la cittadinanza onoraria.

I giocatori hanno indossato la maglia ora vietata in un’amichevole contro il Perù la scorsa settimana. Il modello originale risulta attualmente esaurito sul sito di SaetaUSA. Analogamente, il Comitato Olimpico Internazionale aveva richiesto la rimozione dell’immagine del padre fondatore di Haiti, Toussaint Louverture, dalle uniformi indossate da Haiti durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, ritenendo che violasse le regole olimpiche che vietano i simboli politici. Haiti è ampiamente considerata la prima nazione caraibica indipendente, fondata da ex schiavi in seguito a una rivolta di schiavi andata a buon fine. La nazionale haitiana fa l’esordio nella Coppa del Mondo sabato contro la Scozia a Foxborough, nel Massachusetts, per poi affrontare il Brasile, cinque volte campione del mondo, il 19 giugno a Filadelfia e il Marocco il 24 giugno ad Atlanta.

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Roddick dà ragione ad Agassi su Sinner: “Andre mi ha raccontato che ha parlato con Darren Cahill perché è una situazione delicata”

Non si fermano le polemiche sulla preparazione fisica di Jannik Sinner dopo il malore accusato dal tennista altoatesino che lo ha costretto al ritiro dal Roland Garros. Poco dopo il match perso contro Cerundolo, l’ex stella statunitense Andre Agassi ha commentato duramente l’improvviso crollo dell’azzurro ritenendo che non ci fosse “nessuna scusa per andare a sbattere contro un muro dopo un’ora e 45“. In molti hanno criticato l’uscita del Kid di Las Vegas, come viene soprannominato: tutti tranne il collega e connazionale Andy Roddick che ne ha preso le difese. “Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.

Nel suo podcast “Served with Andy”, l’ex tennista ha commentato a sua volta il ritiro di Sinner, che, tra le altre cose, si è sottoposto ad accertamenti al San Raffaele di Milano per definire le cause di tutto ciò. “Magari c’è stato un problema di idratazione – ha detto il vincitore degli US Open 2003 -. Prima di andare a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti alla partita. In questo momento metterei in discussione il modo che ha di prepararsi a queste situazioni”.

“Mi sento spesso con Andre, ci scriviamo continuamente – ha proseguito Roddick -. Mi ha raccontato che, prima di fare quelle dichiarazioni, aveva parlato con Darren Cahill, perché c’è una certa delicatezza nella situazione”. Il riferimento è all’attuale allenatore dell’altoatesino che in passato è stato anche il coach proprio di Agassi oltre che suo intimo amico. “Quando condividi quasi dieci anni con un allenatore – ha concluso il tennista podcaster -, non puoi metterlo in difficoltà all’improvviso con delle dichiarazioni pubbliche”. Per queste ragioni, secondo Roddick, il campione statunitense ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, perché “sa cosa significa essere il numero uno al mondo e convivere con quella pressione”.

Una tesi a sostegno della quale Roddick ha citato un messaggio privato ricevuto da Agassi durante gli ultimi Australian Open. Anche in quell’occasione, durante un partita contro Eliot Spizzirri, Sinner aveva avuto un crollo fisico da cui però era riuscito a risollevarsi beneficiando della chiusura del tetto del campo. Quel giorno Roddick ha detto di aver ricevuto un messaggio dall’amico tennista, nel quale “diceva che non gli piace vedere un giocatore ridotto in quelle condizioni dopo appena un’ora e venti di partita sotto il sole”. Una diatriba che a cinque giorni dalla fine del Roland Garros ora forse volgerà al termine: “È ingiusto sostenere che, in qualunque circostanza, un giocatore di quel livello dovrebbe essere in grado di reggere almeno un’ora e quaranta di partita? – si è domandato Roddick – Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.

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Seppi contro la Federtennis: “È mancato rispetto umano, mi sono sentito preso in giro”

Sessantasette partecipazioni agli Slam, di cui 66 consecutive. Dopo una carriera di questo calibro, il tennista italiano Andreas Seppi è tornato da poco nel mondo dello sport come commentatore per Eurosport del Roland Garros appena concluso. Dopo il ritiro, l’ex numero 18 del mondo si era preso una pausa per stare in famiglia ma ora è tornato sullo schermo degli italiani, anche se solo con la voce. In un’intervista a Fanpage.it ha raccontato della sua scelta ma anche della situazione attuale del tennis, da Sinner a Cobolli, arrivando fino alle tensioni con la Federtennis.

In una lunga chiacchierata, Seppi ha ripercorso tutti i suoi successi, dalle vittorie in Coppa Davis, al match strappato a Roger Federer agli Australian Open, arrivando fino al successo contro Nadal nel giorno del suo compleanno a Rotterdam. Una lunga carriera, interrotta con una nota amara proprio sul fotofinish. Nel 2022 infatti la Federtennis gli ha negato una wild card per partecipare ai Challenger di Firenze e Napoli dove avrebbe celebrato l’addio con un meritato tributo del pubblico. Una ferita ancora aperta per Seppi, considerando anche che, con 808 partite ufficiali in carriera, è il giocatore con più match all’attivo in Italia.

“Mi sono sentito preso in giro – spiega il tennista – se mi avessero detto che quelle wild card erano solo per i giovani avrei accettato senza discutere. Invece è successo il contrario”. Il tennista racconta di essere stato contattato da diversi membri della Federazione che gli hanno garantito fino all’ultimo la partecipazione: poi a un mese dall’inizio del torneo hanno ritrattato. “La cosa che più mi ha dato fastidio – conclude il neo commentatore – è che, alla fine, quella wild card è stata persino sprecata, visto che il giocatore a cui era stata assegnata poi si è ritirato”. Ciò che è venuto a mancare, spiega Seppi, è stato “il rispetto umano. Finché ci saranno quelle persone in Federazione, difficilmente mi vedrete in quell’ambiente”.

Dopo il ritiro si è allontanato per un po’ dal tennis perché voleva dedicare del tempo ai suoi tre figli piccoli. “Fare il coach o comunque restare nel mondo del tennis – racconta – significa viaggiare tantissimo e per me, in quel momento, non era un’opzione”. Poi è arrivata la proposta di commento per Eurosport che, come dice il tennista, “mi aveva sempre incuriosito”. Da quella postazione ha potuto osservare e commentare dal vivo tutto il Roland Garros, il torneo che ha portato in finale Flavio Cobolli. Al giovane tennista romano Seppi ha fatto i complimenti, ricordando “qualche errore di troppo” nel terzo set. “Resta un po’ di rammarico, ma ha disputato un torneo straordinario e deve essere soltanto orgoglioso di quello che è riuscito a fare”.

Ha poi dedicato qualche parola anche per Jannik Sinner e sul suo ritiro anticipato dal torneo a causa di uno strano malessere fisico: “Come ha detto lui stesso, probabilmente non è stata una questione fisica, ma magari semplicemente una giornata con poche energie, una di quelle in cui non ti svegli al meglio”. Seppi ha poi concluso commentando il paragone tra lui e il numero uno al mondo: “Sicuramente in Alto Adige siamo mediamente meno emotivi e tendiamo a non mostrare troppo le emozioni. Penso che ci siano tante somiglianze nella nostra crescita e forse anche per questo siamo persone e giocatori piuttosto tranquilli ed equilibrati”.

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