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Russia-Ucraina, riecco il mediatore Roman Abramovich (come ai colloqui di Istanbul): l’oligarca russo messaggero tra Putin e Zelensky

Più di quattro anni di guerra tra Russia e Ucraina e, alla fine, si torna a Istanbul. Almeno idealmente. Perché c’è un nome, riportato in auge dal presidente Volodymyr Zelensky in queste ore, che aveva fatto capolino nelle iniziali trattative di pace tra i due Paesi nella capitale turca. Un nome poi finito nel mucchio degli oligarchi russi sanzionati dall’Unione europea e quindi uscito gradualmente di scena. È Roman Abramovich, l’ex patron del Chelsea a cui, ha rivelato il presidente ucraino, Mosca ha chiesto di fare da mediatore per cercare di intavolare trattative col primo obiettivo di arrivare a un cessate il fuoco e all’avvio di negoziati di pace, come precisato nella lettera che il capo dello Stato ucraino ha inviato all’omologo russo. “Io sono pronto a sedermi al tavolo, ma non a Mosca o Minsk – ha dichiarato Zelensky a Sky News – Putin può scegliere il formato che vuole, con Donald Trump, con gli europei, o anche un incontro bilaterale. Sarebbe un bel segnale se ci incontrassimo e coordinassimo un cessate il fuoco. Mosca ha fatto riferimento ad Anchorage ma non può decidere senza di noi, senza il nostro popolo”.

Così, nonostante le sanzioni, Abramovich torna protagonista sottotraccia dell’ultimo tentativo di avvicinamento tra Mosca e Kiev, uno dei più decisi degli ultimi anni, almeno per quanto riguarda Zelensky. L’oligarca, ha però spiegato il presidente ucraino, “è venuto a Kiev, mi ha detto che portava un messaggio per me e che voleva prendere un mio messaggio e portarlo a Putin”. Sembra che il primo avvicinamento sia stato quindi quello di Mosca e non di Kiev, come emerso in un primo momento, con Zelensky che ha forzato la mano del presidente russo con la lettera apparsa sul sito ufficiale della Presidenza. L’idea del Cremlino, ha rivelato lo stesso Zelensky, era invece quella di mantenere i contatti riservati: “Disse – ha aggiunto il presidente ucraino – che questo doveva svolgersi in maniera riservata, senza alcuna pubblicità. Io gli ho risposto che era la sua scelta, per noi non era un problema”, ha concluso Zelensky spiegando che il “messaggio chiave” affidato ad Abramovich era che Kiev non è disposta a cedere il Donbass. “Io ho detto non lasceremo, non vi daremo la vittoria in questo modo”.

Putin ha deciso di contattare Zelensky tramite Abramovich per conoscere la reale volontà dell’Ucraina di aprire un tavolo negoziale. Da qui la risposta dell’omologo che ha ribadito le proprie linee rosse. I due hanno poi parlato dei compromessi ai quali ognuna delle due parti è disposta a scendere, precisando comunque che per l’Ucraina questi si potranno concretizzare solo dopo un cessate il fuoco, confermando per il momento la propria disponibilità a congelare la situazione dei territori all’attuale linea del fronte, così da velocizzare l’inizio dei colloqui.

Venerdì scorso, però, si è registrata la frenata del presidente russo. E, dopo le ultime rivelazioni di Zelensky, si capisce che lo stop è arrivato in seguito all’ultimo resoconto di Abramovich: Putin ha detto di aver incontrato “uno dei rappresentanti dei nostri ambienti imprenditoriali” e “questo, diciamo, collega” dopo il suo viaggio a Kiev e di avergli detto di non vedere alcun motivo per incontrare Zelensky. “L’unico senso sarebbe che gli ucraini fermassero l’avanzata delle nostre forze armate”, ha detto Putin al Forum economico internazionale di San Pietroburgo.

Indipendentemente dal risultato che darà questo scambio a distanza, la decisione di rivolgersi ad Abramovich dopo oltre quattro anni è un segnale che non può essere ignorato. L’oligarca russo era fisicamente presente ai colloqui di Istanbul di marzo 2022, come provano alcuni scatti dell’evento, uno dei momenti in cui si è stati più vicini a uno stop del conflitto. E fu sempre lui a mediare tra le parti per garantire i flussi di grano ucraino attraverso il Mar Nero, così come anche in occasione di diversi scambi di prigionieri. Un ruolo di prim’ordine che ha perso rilevanza col passare dei mesi, sia per le sanzioni che non lo hanno risparmiato, nonostante gli sforzi diplomatici, sia per il tentativo degli Stati Uniti, col ritorno di Donald Trump, di diventare il grande mediatore del conflitto. Un tentativo fallito che, oggi, riporta l’oligarca russo al centro dei canali diplomatici tra Mosca e Kiev.

X: @GianniRosini

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Freezing the war along today’s lines is “the quickest way” to peace, Ukraine’s leader told Sky News

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Ukrainian President Volodymyr Zelenskyy is willing to stop the war along the current line of contact and move to negotiations, he said in a Sky News interview. He presented the idea as the quickest route to a ceasefire, while rejecting any deal that hands Russia Ukrainian land. He also urged allies to close Ukraine's air defense gaps.

Russia has rejected every ceasefire Ukraine and the US have put forward and keeps refusing to halt an all-out war it has waged since its full-scale invasion in 2022. Whether a freeze ever takes hold rests with the Kremlin, whose demands still stretch far beyond the territory its army has managed to seize.

"The quickest way" to stop the fighting

Asked where he would freeze the lines if Russia agreed to a ceasefire, Zelenskyy said he is ready to accept today's positions

"Yes, it's the quickest way," he said. 

He insisted this is not a giveaway. He does not want to simply freeze the conflict, but to stop the war so it cannot restart "because of some crazy people." A freeze would let Ukraine save children's lives and bring soldiers home. Any ceasefire must be total and free of Russian games, watched by American and European partners. Only then would the sides sit down to end the war through diplomacy. A ceasefire, he added, is "the biggest compromise from our side."

Air defense comes first

The most urgent need from allies is air defense, Zelenskyy said. Ukraine faces a large deficit in anti-ballistic missiles, with US transfers slowed by the war in the Middle East. He again asked for more Patriot systems. Russia attacks daily, usually with around 300 long-range explosive drones. On the heaviest nights it launches 600 to 850 drones and dozens of missiles. 

Ukraine's interceptors now down most of them, but the gaps remain dangerous.
tymofii brik and kateryna kobernyk
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10% now, 23% after a ceasefire, 59% only at peace—Ukraine’s verdict on a wartime vote hasn’t moved all year

Ukraine's own arsenal

Ukraine has built more than 400 defense companies since the full-scale invasion, Zelenskyy said. Dozens rank among the world's strongest. They produce drones and missiles, some underground, and the country is close to its own ballistic missile. Ukraine can now share that expertise with allies and even build air defenses for Europe, he said. Kyiv aims to mass-produce drones on a scale few countries can match.

Bringing the war back to Russia

Ukraine's recent strikes on St. Petersburg and the Moscow region answer Russian attacks on Ukrainian energy, Zelenskyy said. St. Petersburg was hit twice last week. He wants Russians far from the front to feel the war they started. Russian President Vladimir Putin understands only "total pressure," he said. Sanctions on Russia's shadow fleet of sanctions-dodging tankers and its oil and gas exports hit hardest.

Putin, the letter, and a Kremlin go-between

Zelenskyy said Putin does not want to stop the war and is signaling he wants to win. Whether the fighting ends "100% depends on his decision," he said. His 4 June open letter, which Moscow called rude and rejected, was meant to force an answer and pierce a Russian public living in "some fantastic world." Russian businessman Roman Abramovich came to Kyiv to carry messages to Putin, Zelenskyy said. 

The so-called Donbas is a historic name for Ukraine’s two easternmost regions, Luhansk and Donetsk oblasts. Russia still failed to occupy a small part of Luhansk Oblast, as well as a significant swathe of Donetsk Oblast, which contains the so-called “Fortress Belt” that Russia has failed to break through despite its years-long ongoing offensive campaign. Map: ISW

His key message was on the Donbas: Ukraine will not leave its land, and compromises come only after a ceasefire. He is ready to meet in any format, but not in Moscow, Belarus, or Minsk. Leaders cannot decide "without us about us," he said, in a message aimed at Washington. Russia, by contrast, keeps insisting that Ukraine surrender all of the Donbas first.

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