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Caso arbitro somalo, Infantino spudorato: “Episodio sfortunato e spiacevole. Non possiamo controllare tutto”

10 June 2026 at 20:34

“Un caso sfortunato e spiacevole”. Così Gianni Infantino – presidente della Fifa – ha commentato il caso diventato internazionale dell’arbitro somalo, Omar Artan, a cui è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, dove si era recato in quanto arbitro designato per i Mondiali 2026. “È spiacevole quello che è successo a… Omar, l’arbitro somalo. Ma, ripeto, non possiamo controllare tutto“, ha dichiarato Infantino in una conferenza stampa alla vigilia del torneo.

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L’albo d’oro dei Mondiali

Omar Artan, che nel 2025 è stato eletto come miglior arbitro dell’Africa da parte della Federazione africana, è stato trattenuto e interrogato per 11 ore in aeroporto e alla fine è stato rimandato indietro, in Somalia, dove è stato accolto da eroe. “Non mi lascio scoraggiare, nel 2030 tornerò e renderò la Somalia orgogliosa”, ha detto Artan al rientro a Mogadiscio. Successivamente è stato anche portato in uno stadio, accolto da migliaia di tifosi.

Artan è stato cacciato senza una motivazione ufficiale. Nel frattempo, un funzionario del Dipartimento di Stato americano parlando con i media francesi ha dichiarato che l’arbitro era “legato a presunti membri di organizzazioni terroristiche” e che dunque “il viaggiatore non era idoneo all’ingresso negli Stati Uniti”. Come spiega però il New York Times, potrebbe trattarsi di un clamoroso caso di omonimia, visto che Artan ha più volte ribadito di non sapere nulla di organizzazioni terroristiche – di Al-Shabab nello specifico – e di essere solo un arbitro di calcio.

La decisione è stata presa “per ottime ragioni”, si è limitato a dire Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force Fifa della Casa Bianca. “Ci sono cose di cui non possiamo parlare. Posso dire che chiunque parli con ‘soggetti negativi‘ che mirano a danneggiare gli Stati Uniti non saranno ammessi nel nostro paese. Non permetteremo che un torneo di calcio, anche se enorme, diventi una minaccia per gli americani. Siamo orgogliosi del lavoro che è stato fatto sinora a livello di visti: vogliamo che ci sia massima sicurezza per tutti”, ha aggiunto a Sky News

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Choc a New York: tifoso degli Spurs massacrato di botte e costretto a togliere la canotta. Finisce in ospedale con il volto insanguinato

10 June 2026 at 18:27

Un gruppo di tifosi dei New York Knicks, delusi per la sconfitta della loro squadra in gara 3 delle Finals Nba contro i San Antonio Spurs, ha aggredito un tifoso della squadra rivale con calci e pugni, rubandogli la maglia di Tim Duncan durante una violenta aggressione a Midtown Manhattan. Mercoledì la polizia ha diffuso le immagini di videosorveglianza degli aggressori che hanno assalito il tifoso degli Spurs di 39 anni, chiedendo la collaborazione di tutti per identificarli e rintracciarli.

Tutto ciò si è verificato mentre la polizia stava già per arrestare 21 tifosi dei Knicks, accusati di aver creato disordini durante una festa organizzata per guardare la partita a Bryant Park, bloccando il traffico sulla 42esima Strada Ovest, sradicando diversi alberi e ferendo almeno due agenti della polizia newyorkese dopo gli scontri. La vittima stava tornando in hotel intorno alle 00:15 di martedì, dopo gara 3 delle finali NBA, quando è stata circondato da un gruppo di giovani. Alcuni degli aggressori indossavano delle maglie dei Knicks.

Secondo quanto riferito dalla polizia e come si vede anche dai video, il gruppo ha picchiato e preso a calci la vittima, strappandogli la maglia numero 21 degli Spurs e scappando via. Il tifoso degli Spurs è stato trasportato all’ospedale Mount Sinai West, con diverse ferite e il naso sanguinante.

Tutto ciò mentre a New York c’è attesa per gara 4 delle finali NBA, in programma mercoledì notte al Madison Square Garden. Il sindaco Mamdani ha autorizzato una serata con biglietto d’ingresso all’esterno del MSG, ma ha messo tutti in guardia con un post su X. “Mentre ci prepariamo a guardare la partita insieme, vorrei essere chiaro: questo è un momento storico e gioioso per la nostra città ”, ha detto Mamdani su X. “Non permetteremo che venga rovinato dalla violenza. Fate attenzione e festeggiate responsabilmente”.

La polizia di New York ha annunciato che a partire dalle 16:30 verrà istituita una zona di sicurezza intorno al Madison Square Garden e l’accesso sarà consentito solo ai tifosi in possesso di biglietti per assistere alla partita all’interno o al watch party all’esterno.

It’s not safe to be a white Spurs fan in New York pic.twitter.com/4Jkgv38seF

— TaraBull (@TaraBull) June 10, 2026

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Mondiali, albo d’oro: guida il Brasile con 5 titoli, poi Italia e Germania | Storia e classifiche

10 June 2026 at 16:23

Con l’inizio dei Mondiali 2026, al via tra Stati Uniti, Canada e Messico, il calcio si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Dal 1930, anno della prima edizione disputata in Uruguay su impulso dell’allora presidente FIFA Jules Rimet, la Coppa del Mondo è diventata l’evento sportivo più seguito del pianeta, capace di consacrare le più grandi nazionali della storia.

In 22 edizioni disputate, il trofeo è stato conquistato soltanto da otto Paesi. In cima all’albo d’oro c’è il Brasile, unica nazionale ad aver partecipato a tutti i Mondiali e vincitrice di cinque titoli (1958, 1962, 1970, 1994 e 2002). Alle sue spalle figurano Germania e Italia con quattro successi ciascuna. Gli Azzurri, quattro volte campioni, sono i grandi assenti della manifestazione ormai da tre edizioni consecutive. Mentre l’Argentina, campione in carica dopo il trionfo in Qatar nel 2022, occupa il terzo gradino con tre vittorie.

Completano l’elenco delle nazionali iridate Francia e Uruguay, entrambe a quota due titoli, seguite da Inghilterra e Spagna, capaci di vincere una sola volta rispettivamente nel 1966 e nel 2010. Nessuna squadra appartenente a federazioni africane, asiatiche, nordamericane o oceaniche è mai riuscita a sollevare la Coppa del Mondo o anche soltanto a disputare una finale.

La storia del torneo racconta infatti il dominio quasi assoluto di Europa e Sudamerica. Delle 22 finali giocate, soltanto Paesi di questi due continenti hanno raggiunto l’ultimo atto della competizione. Un equilibrio che potrebbe essere messo alla prova proprio nell’edizione 2026, la prima con 48 squadre partecipanti. Tra vecchie rivalità e nuove ambizioni, la corsa al titolo mondiale è pronta a ripartire ancora una volta.

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L’albo d’oro dei Mondiali di calcio

Uruguay 1930 – Uruguay (4-2 contro l’Argentina)
Italia 1934 – Italia (2-1 dts contro la Cecoslovacchia)
Francia 1938 – Italia (4-2 contro l’Ungheria)
Brasile 1950 – Uruguay (2-1 contro il Brasile)
Svizzera 1954 – Germania Ovest (3-2 contro l’Ungheria)
Svezia 1958 – Brasile (5-2 contro la Svezia)
Cile 1962 – Brasile (3-1 contro la Cecoslovacchia)
Inghilterra 1966 – Inghilterra (4-2 dts contro la Germania Ovest)
Messico 1970 – Brasile (4-1 contro l’Italia)
Germania Ovest 1974 – Germania Ovest (2-1 contro i Paesi Bassi)
Argentina 1978 – Argentina (3-1 dts contro i Paesi Bassi)
Spagna 1982 – Italia (3-1 contro la Germania Ovest)
Messico 1986 – Argentina (3-2 contro la Germania Ovest)
Italia 1990 – Germania Ovest (1-0 contro l’Argentina)
Stati Uniti 1994 – Brasile (0-0 dts, 3-2 dtr contro l’Italia)
Francia 1998 – Francia (3-0 contro il Brasile)
Corea del Sud e Giappone 2002 – Brasile (2-0 contro la Germania)
Germania 2006 – Italia (1-1 dts, 5-3 dtr contro la Francia)
Sudafrica 2010 – Spagna (1-0 dts contro i Paesi Bassi)
Brasile 2014 – Germania (1-0 dts contro l’Argentina)
Russia 2018 – Francia (4-2 contro la Croazia)
Qatar 2022 – Argentina (3-3 dts, 4-2 dtr contro la Francia)

La classifica delle Nazionali con più titoli Mondiali

1. Brasile – 5 titoli (1958, 1962, 1970, 1994, 2002)
2. Germania (Germania Ovest inclusa) – 4 titoli (1954, 1974, 1990, 2014)
2. Italia – 4 titoli (1934, 1938, 1982, 2006)
4. Argentina – 3 titoli (1978, 1986, 2022)
5. Francia – 2 titoli (1998, 2018)
5. Uruguay – 2 titoli (1930, 1950)
7. Inghilterra – 1 titolo (1966)
7. Spagna – 1 titolo (2010)

Nazioni che hanno disputato almeno una finale senza mai vincere il Mondiale

1. Paesi Bassi – 3 finali perse (1974, 1978, 2010)
2. Ungheria – 2 finali perse (1938, 1954)
2. Cecoslovacchia – 2 finali perse (1934, 1962)
4. Croazia – 1 finale persa (2018)
4. Svezia – 1 finale persa (1958)

La classifica per finali disputate dei Mondiali

1. Germania – 8 finali (4 vinte, 4 perse)
2. Brasile – 7 finali (5 vinte, 2 perse)
3. Italia – 6 finali (4 vinte, 2 perse)
4. Argentina – 6 finali (3 vinte, 3 perse)
5. Francia – 4 finali (2 vinte, 2 perse)
6. Paesi Bassi – 3 finali (0 vinte, 3 perse)
7. Uruguay – 2 finali (2 vinte)
8. Ungheria – 2 finali (0 vinte, 2 perse)
8. Cecoslovacchia – 2 finali (0 vinte, 2 perse)
10. Inghilterra, Spagna, Croazia, Svezia – 1 finale ciascuna

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Tragedia sfiorata in Ungheria-Kazakistan: telecamera cade da 20 metri e rischia di colpire un operatore

10 June 2026 at 16:10

Tragedia sfiorata in UngheriaKazakistan. Durante l’amichevole a Debrecen. Una telecamera – la classica spider-cam – è precipitata da circa 20 metri, sfiorando un operatore a bordo campo, che nel frattempo aveva in mano la propria per riprendere il match. La spider-cam aveva iniziato a emettere fumo nero già precedentemente, mentre era ancora sospesa sui cavi. L’incidente ha costretto l’arbitro a interrompere l’incontro per alcuni minuti.

Un episodio inedito, che ha lasciato con il fiato sospeso tutti gli spettatori presenti al match, finito poi 3-1 per l’Ungheria, con i gol di Szoboszlai, Schafer e Toth. Per il Kazakistan in gol Malyj. Il risultato è però passato in secondo piano, vista la tragedia sfiorata. La spider-cam, di dimensioni comunque grandi, è caduta a distanza di pochi centimetri dall’operatore L’accaduto intorno al 26esimo minuto, con il Kazakistan che in quel momento era in vantaggio grazie alla rete iniziale di Serhiy Malyi. Secondo le ricostruzioni dei media locali, il sistema di supporto della telecamera si è danneggiato a causa di un principio d’incendio (da qui il fumo nero), che ha compromesso uno dei cavi di sostegno.

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“Mio figlio rischiava la vita, a Palermo ci dissero che la situazione era troppo complicata per loro. In Germania l’hanno salvato”: così Jurgen Klinsmann

10 June 2026 at 15:13

Quelli appena trascorsi sono stati mesi difficili per Jurgen Klinsmann, ex attaccante di Inter e Sampdoria e campione del mondo con la Germania Ovest nel 1990. L’ex commissario tecnico tedesco ha raccontato le settimane di apprensione vissute dopo il grave infortunio del figlio Jonathan, portiere del Cesena. L’episodio risale al 18 aprile, durante la sfida sul campo del Palermo. In seguito a uno scontro di gioco con Ranocchia, Jonathan Klinsmann ha riportato la frattura di una vertebra cervicale. In un’intervista al Resto del Carlino, il padre ha spiegato che i momenti più delicati sono stati quelli compresi tra l’infortunio e l’operazione, effettuata quattro giorni più tardi.

“Sì, è stato in pericolo fino all’intervento”, ha raccontato Klinsmann, ricordando la forte preoccupazione di quei giorni. Secondo quanto riferito dall’ex attaccante, a Palermo i medici avrebbero giudicato il caso troppo complesso da gestire in loco. Per questo motivo la famiglia ha deciso di trasferire Jonathan in Germania con un volo organizzato appositamente. Il portiere è stato poi operato nella clinica universitaria di Heidelberg. “Lì gli hanno salvato la vita“, ha dichiarato Klinsmann. La fase più critica è ormai superata e Jonathan Klinsmann sta recuperando positivamente. Giovedì 11 giugno è prevista un’ultima visita di controllo, che servirà a valutare i tempi necessari per il ritorno in campo. Una notizia attesa con fiducia anche dal Cesena.

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La ripartenza di Sinner: segnali rassicuranti dopo gli esami a Milano, oggi la ripresa degli allenamenti verso Wimbledon

10 June 2026 at 14:57

Due giorni di controlli a Milano, al San Raffaele, poi il ritorno a Montecarlo e oggi la ripresa degli allenamenti. Dopo il clamoroso crollo al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, il numero uno al mondo ha deciso di fare diversi accertamenti, per avere conferme. Jannik Sinner sta bene e può tornare a giocare regolarmente. Confermata l’assenza in tutti i tornei di preparazione a Wimbledon: da uno Slam all’altro, l’azzurro tornerà in campo sull’erba londinese a fine giugno.

Sinner ha scelto di controllarsi al San Raffaele e non al JMedical come sempre per fare un quadro più ampio della situazione e sottoporsi a più controlli, come riporta il Corriere della Sera. L’azzurro è stato infatti “rivoltato come un calzino“, sottoponendosi a un elettrocardiogramma sotto sforzo, holter cardiaco e risonanza magnetica. Milano è stata preferita a Torino proprio per avere più consulti da più esperti.

È stato comunque un inizio di settimana particolare per Sinner, che lunedì ha passato quattro ore al San Raffaele: da mezzogiorno e mezzo circa alle 17. Poi ha soggiornato a Milano, a Palazzo Parigi, dove ha trascorso la serata con la fidanzata Laila Hasanovic e il professore Alberto Zangrillo.

Lunedì ha trascorso circa quattro ore in ospedale, dalla tarda mattinata fino alle 16.30. Poi è rientrato a Palazzo Parigi, lussuoso hotel milanese non lontano da Montenapoleone, dove ha passato la serata con la fidanzata Laila e il professor Alberto Zangrillo: “È andato a cena con Jannik, loro si conoscono da sempre. Lo so perché ieri sera mio fratello mi ha scritto un messaggino“, ha rivelato Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, alla trasmissione radio “Un giorno da pecora”.

Martedì mattina è stato il giorno di altri accertamenti medici, con Sinner che è rimasto al San Raffaele per circa tre ore, fino a ora di pranzo, quando ha lasciato l’ospedale da un’uscita secondaria per evitare la folla di gente che era accorsa al San Raffaele per vederlo. Il primo giorno si era mostrato sorridente e sereno. Ora la conferma: non sarebbero emersi segnali preoccupanti. Sinner ha ripreso quindi oggi gli allenamenti (sarebbe stato così anche se non avesse avuto problemi al Roland Garros) ed è pronto a dare la caccia al secondo successo consecutivo sull’erba di Wimbledon.

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Divieto di trasferta per 10 giornate per i tifosi di Juve e Torino: la decisione del Viminale dopo gli scontri nel derby

10 June 2026 at 13:43

Niente trasferte per i tifosi di Torino e Juventus per dieci giornate del prossimo campionato, fino al 3 novembre. Queste le disposizione del Ministero dell’Interno, dopo le violenze degli ultras al derby del 24 maggio scorso. Scontri in cui era rimasto ferito Leonardo Basoccu, che ha lasciato ieri l’ospedale Molinette di Torino, dove era ricoverato dal 24 maggio dopo il grave trauma cranico riportato. Il provvedimento prevede la chiusura dei settori ospiti negli stadi dove granata e bianconeri disputeranno gare in trasferta e il divieto di vendita dei biglietti per le stesse partite ai residenti nelle regioni interessate.

In particolare, il divieto riguarda i residenti in Piemonte per le gare del Torino e quelli residenti in Piemonte e Lombardia per le partite della Juventus. La tifoseria granata era già stata colpita con misure restrittive nella stagione appena terminata dopo gli episodi avvenuti in occasione di TorinoVerona dell’11 aprile scorso. Infatti erano state vietate le trasferte a Cremona e Udine. Intanto Basoccu, tifoso juventino di 36 anni, la cui prognosi è stata sciolta nelle scorse ore, è stato dimesso dall’ospedale Molinette di Torino. “Colgo anche l’opportunità per ringraziare tutto il personale, gli assistenti, tutti quanti sono stati gentilissimi e molto cordiali con me”. Basoccu ha spiegato che il percorso di cura non è ancora concluso. “Adesso ci vorrà ancora un po’ per la ripresa totale, ci sarà un’altra operazione, ci pensiamo con calma”.

Quanto al momento del ferimento, il trentaseienne continua a non avere ricordi. “No”, ha risposto alla domanda se ricordasse qualcosa di quei momenti. “Ricordo qualcosina del prima. Devo ancora capire le vicende reali che sono successe, devo ancora parlare con le persone che erano con me, non le ho ancora sentite tutte, però non ho una memoria ben chiara di quello che è accaduto”. Nei giorni scorsi Basoccu è stato sentito dagli inquirenti che stanno ricostruendo la dinamica del ferimento. “, certo, sono venuti a interrogarmi in stanza, però come ho detto a loro e a voi non ricordo nulla di quello che è successo“.

Sulle polemiche relative alla gestione dell’ordine pubblico il tifoso non prende posizione. “Non so nulla di queste cose e non voglio neanche entrare nel tema, sinceramente non conoscendo i fatti, le vicissitudini“. Basoccu ha infine spiegato che durante il ricovero i medici avevano limitato i contatti con l’esterno. “Una delle prime dottoresse che mi ha assistito da quando sono entrato non voleva che io avessi contatti con l’esterno per non danneggiare la memoria“. Tra le poche notizie apprese durante la degenza anche quelle sull’esito della stagione bianconera. “Mi hanno detto che non siamo andati in Champions League: anche quella pensavo fosse una visione, invece purtroppo è vero”, ha scherzato.

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Il ritorno da eroe di Artan, l’arbitro somalo escluso dai Mondiali: “Non mi scoraggio, nel 2030 sarò presente”. Gli Usa: “Legato a organizzazioni terroristiche”

10 June 2026 at 12:42

Un centinaio di persone hanno accolto questa mattina all’aeroporto di Mogadiscio, in un clima di festa con molte bandiere del Paese, il rientro in Somalia dell’arbitro Omar Artan, respinto nei giorni scorsi alla frontiera statunitense dopo esser stato designato dalla Federcalcio africana per partecipare ai Mondiali del 2026. “Sarò presente ai prossimi Mondiali e continuerò a rendere orgogliosa la Somalia – ha dichiarato ai giornalisti presenti -. Nonostante quello che mi è successo, non mi lascio scoraggiare“. Artan è stato infatti eletto nel 2025 come miglior arbitro di tutta l’Africa e ha anche diretto la finale della Champions League africana.

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Proprio quando stava per partire per gli Usa, dove avrebbe dovuto arbitrare le partite dei Mondiali, è stato bloccato e rispedito in patria. Prima è stato sottoposto a una serie di controlli lunghissimi e a un interrogatorio per circa 11 ore. L’arbitro ha riferito al New York Times di aver ricevuto domande sulla situazione politica della Somalia e in particolare sulle attività terroristiche dell’organizzazione Al-Shabab. Il direttore di gara ha difeso la propria causa mostrando documentazioni e immagini di lui in campo ad arbitrare per fugare ogni dubbio: missione fallita. Dopo l’interrogatorio, Artan ha detto di essere stato trasferito in una cella di detenzione, dove è rimasto per altre ore, prima di essere imbarcato su un volo di ritorno.

Dopo i controlli approfonditi dell’U.S. Customs and Border Protection, le autorità americane hanno negato il visto. L’arbitro è stato costretto a salire di nuovo su un aereo per far ritorno in patria e a Mogadiscio è stato accolto come un eroe, come mostrano i video pubblicati sui social. La Fifa immediatamente si è svincolata dalla questione, spiegando che la decisione su chi deve entrare spetta al Paese ospitante. Nel frattempo, un funzionario del Dipartimento di Stato americano parlando con i media francesi ha dichiarato che l’arbitro era “legato a presunti membri di organizzazioni terroristiche” e che dunque “il viaggiatore non era idoneo all’ingresso negli Stati Uniti”. Come spiega però il New York Times, potrebbe trattarsi di un clamoroso caso di omonimia, visto che Artan ha più volte ribadito di non sapere nulla di organizzazioni terroristiche e di essere solo un arbitro di calcio.

La decisione è stata presa “per ottime ragioni”, si è limitato a dire Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force Fifa della Casa Bianca. “Ci sono cose di cui non possiamo parlare. Posso dire che chiunque parli con ‘soggetti negativi‘ che mirano a danneggiare gli Stati Uniti non saranno ammessi nel nostro paese. Non permetteremo che un torneo di calcio, anche se enorme, diventi una minaccia per gli americani. Siamo orgogliosi del lavoro che è stato fatto sinora a livello di visti: vogliamo che ci sia massima sicurezza per tutti”, ha aggiunto a Sky News.

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“Ci avevano detto che era una pratica che riguardava tutti, ma alla fine siamo stati gli unici. È strano”: Cannavaro dopo la perquisizione

10 June 2026 at 12:11

Manca un giorno alla prima partita dei Mondiali e si continua a parlare più dei controlli rigidissimi anche per calciatori e allenatori, che di calcio giocato. Tra i casi più discussi c’è quello dell’Uzbekistan e di Fabio Cannavaro, perquisiti con metal detector e soprattutto con cani antidroga. Sul tema è tornato lo stesso commissario tecnico parlando a CGTN Sports Scene. “Ci avevano detto che era una pratica che riguardava tutti, ma ha riguardato soltanto noi“, ha spiegato l’ex difensore che con l’Italia ha vinto da capitano i Mondiali del 2026. “Quindi l’ho trovato strano. Dovrete chiedere a loro il motivo“, ha concluso sorridendo.

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Cannavaro, il suo staff e i calciatori infatti sono stati perquisiti dal personale di sicurezza della sede dell’evento. Tutti in fila indiana, sottoposti per circa un minuto a testa a dei controlli con metal detector, come si vede nelle immagini mostrate da Espn. Poi valigie e zaini ammassati a terra, con un cane antidroga vicino ad annusare tutto. Tra i primi a essere sottoposti all’operazione c’era appunto anche il commissario tecnico Fabio Cannavaro, poi a ruota lo staff e i calciatori. La scena ha lasciato di stucco diversi membri della delegazione uzbeka – stupiti come si vede dalle immagini – che non si aspettavano un protocollo di sicurezza così rigido, a pochi minuti dall’ingresso nello stadio in cui l’Uzbekistan ha sfidato l’Olanda, nel match perso poi per 2-1.

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