La revolución empezó cuando en 1967 la bióloga Lynn Margulis enunció una teoría sobre el origen de nuestras células. Sugería que la célula compleja, la que hoy forma a plantas y animales, nació mediante cooperación y simbiosis entre microbios, lo que hacía tambalearse muchas de las asunciones sobre la evolución como un proceso de competencia y lucha, de ganadores y perdedores. Entonces recibió muchas críticas, pero hoy la comunidad científica acepta abiertamente que, hace unos 2.000 millones de años, una antecesora de las actuales bacterias se quedó a vivir dentro de una arquea —otro linaje igual o más antiguo—, dando lugar a las actuales mitocondrias, las centrales energéticas de la célula.
A iniciativa incluiu ainda a formação e certificação de seis operacionais da escola para utilização do equipamento em situações de emergência.
O presidente da Câmara Municipal de Vila Real, Alexandre Favaios, destacou que o novo equipamento vem reforçar a capacidade de resposta da comunidade escolar perante situações de emergência médica. O autarca recordou que o município já tinha promovido a instalação de desfibrilhadores em vários equipamentos desportivos do concelho, mas salientou a mais-valia de um equipamento portátil que poderá ser utilizado em diferentes contextos dentro da escola.
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Estudiar las prácticas funerarias de la Gran Bretaña prehistórica no es tarea sencilla porque los restos humanos raramente se conservan. Pero existen algunos sitios, como el norte de Escocia, donde los astros se alinean para ofrecer a los investigadores una oportunidad única para identificar desconocidos rituales antiguos.
Tener los dispositivos tecnológicos con el mayor grado de limpieza no es un asunto menor. Todo lo contrario: la suciedad acumulada puede hacer que funcionen peor, se sobrecalienten o no terminen de ir todo lo fluido que deseamos. En especial, aquellos productos que están más expuestos al polvo en suspensión: como el móvil, la tableta, los auriculares inalámbricos, la pantalla del portátil, las rendijas del router o los huecos estrechos entre tecla y tecla de un teclado inalámbrico o uno retro. Para evitarlo, nada mejor que adquirir un kit limpiador para el móvil (y otros accesorios) como el elegido.
La nuova stretta sulla vita notturna milanese rischia di trasformarsi in un caso politico per Palazzo Marino. Le ordinanze firmate dal Comune per regolamentare asporto, vendita di alcolici e utilizzo dei dehors nelle principali zone della movida entreranno in vigore giovedì 11 giugno, ma le critiche non arrivano soltanto dai partiti di opposizione e dagli esercenti. A contestare duramente il provvedimento è anche Michele Albiani, consigliere comunale del Pd e presidente della commissione Sicurezza, Coesione sociale e Vita notturna.
Una presa di posizione particolarmente significativa perché proveniente da un esponente della stessa maggioranza che sostiene la Giunta Sala. Albiani non si limita a chiedere alcune modifiche, ma mette in discussione l’impostazione complessiva delle ordinanze, il metodo seguito dal Comune e la capacità dell’amministrazione di governare la vita notturna. “Ero già contrario a questo provvedimento nella sua impostazione complessiva, e lo sono ancora di più oggi, dopo averne letto il testo definitivo“, dichiara il consigliere dem.
Albiani: “Divieti indiscriminati, i dehors non sono il problema”
Il punto maggiormente contestato riguarda l’ordinanza specifica per l’area Lazzaretto-Melzo, dove le restrizioni saranno più severe rispetto alle altre zone interessate. Dalle 22 alle 6 sarà vietata la vendita e la somministrazione per asporto di qualsiasi alimento o bevanda, comprese quelle analcoliche. Dalla mezzanotte, inoltre, non potranno più essere utilizzati i plateatici. “Le restrizioni nell’area Lazzaretto-Melzo vanno ben oltre quanto necessario per rispondere alla sentenza del Tribunale: il divieto di asporto di qualsiasi alimento e bevanda, anche analcolica, dalle 22 alle 6, insieme alla chiusura obbligatoria dei plateatici a mezzanotte, colpisce in modo indiscriminato attività che non hanno nulla a che fare con i fenomeni che si intende contrastare”, osserva Albiani.
Il presidente della commissione Sicurezza difende anche la funzione dei dehors, considerati non una causa dei problemi della movida ma una forma di controllo informale degli spazi urbani. “I dehors non sono il problema: al contrario, sono strumenti di presidio dello spazio pubblico, capaci di mantenere i contesti frequentati ordinati e abitati. Eliminarli non risolve nulla, sposta il problema.”
Il consigliere Pd contro sindaco e Giunta: “Questo è pressapochismo”
La contestazione di Albiani riguarda anche il percorso amministrativo seguito da Palazzo Marino. Le ordinanze sono state pubblicate il 9 giugno e diventano operative appena due giorni dopo. Alcune delle aree comprese nel testo definitivo, tra cui parti di Nolo e Bicocca, non erano inoltre indicate nell’avvio del procedimento del 16 maggio e non sarebbero quindi state oggetto di osservazioni da parte delle categorie interessate.
“Ma il vizio più grave è di metodo”, prosegue il consigliere Pd. “L’ordinanza pubblicata oggi entra in vigore dopodomani, con zone — tra cui vie di Nolo e Bicocca — che non comparivano nell’avvio di procedimento del 16 maggio e che quindi non hanno potuto essere oggetto di osservazioni da parte delle categorie interessate.”
Secondo Albiani, esercenti e imprenditori che avevano già programmato l’attività estiva vengono messi nella condizione di rivedere in poche ore turni, forniture e accordi commerciali. “Chi ha firmato contratti stagionali, programmato il personale, stipulato accordi con fornitori sulla base delle regole precedentemente comunicate, si trova oggi a dover ricominciare da capo in quarantotto ore. Questo non è governo del territorio, è pressapochismo.” L’attacco diventa poi direttamente politico: “Si conferma purtroppo l’incapacità di sindaco e giunta di affrontare con serietà e metodo la gestione della vita notturna della città: anni di rincorse emergenziali, nessuna visione organica, e il conto pagato ogni volta dalle stesse persone: chi lavora di notte e chi ci investe.”
Il timore per la sicurezza: “Meno locali aperti significa meno presidio”
Nella lettura di Albiani, la chiusura anticipata dei dehors e le restrizioni imposte agli esercizi commerciali potrebbero produrre un effetto opposto rispetto a quello cercato dal Comune. Con le attività costrette a chiudere prima, le strade potrebbero svuotarsi e diventare meno controllate. “Ho infine una preoccupazione concreta sulla sicurezza: se i locali chiudono prima del solito, le strade si svuotano prima. Meno occhi, meno presenza, meno presidio informale del territorio.” Il rischio riguarderebbe in particolare quartieri che negli ultimi anni hanno costruito parte della propria identità sulla presenza di locali, dehors e attività serali. “In quartieri come Nolo e Lazzaretto, che hanno costruito la propria identità anche sulla vivacità notturna, questo rischia di tradursi in un aumento dell’insicurezza percepita e reale. È un effetto che la giunta non sembra aver considerato”, conclude Albiani.
Palmeri: “La sinistra va in tilt sulla movida”
Le parole del consigliere dem vengono immediatamente rilanciate dall’opposizione. Manfredi Palmeri, capogruppo della Lista Civica in Consiglio comunale, federata con Noi Moderati, parla apertamente di una maggioranza ormai divisa sui provvedimenti fondamentali per la città. “Anche sul principale provvedimento per la gestione della movida, ossia le tanto attese Ordinanze annunciate come la soluzione agli enormi e numerosi problemi che colpiscono la Città sul tema, la Sinistra va in tilt. Ormai sui fondamentali questa maggioranza non c’è più…”, afferma Palmeri.
Il consigliere sottolinea la durezza delle accuse formulate da Albiani contro la stessa amministrazione sostenuta dal Pd: “Le parole del Presidente della Commissione Sicurezza, espressione del PD, sono durissime contro la Giunta, ben al di là di una possibile critica. Parla infatti di ‘incapacità di Sindaco e Giunta di affrontare con serietà e metodo la vita notturna della Città; anni di rincorsa emergenziali, nessuna visione organica’. Questa però è… concorrenza sleale all’opposizione! Nella gara sulla discontinuità a questa Giunta gli iscritti sono sempre di più, segno che Milano può, vuole e deve girare pagina”.
Anche Palmeri condivide alcune delle obiezioni nel merito, sostenendo che i divieti rischiano di colpire attività che rappresentano invece un presidio del territorio. “Ci sono comunque alcune critiche condivisibili, anche perché queste ordinanze colpiscono a caso, con l’effetto di da un lato di penalizzare dei presìdi di sicurezza, vivacità e attività economiche diminuendo la sicurezza e, come è facilmente prevedibile, al contempo non essere in grado di frenare le degenerazioni che rendono invivibili per i milanesi diverse aree della Città.”
“A Milano serve poter coniugare libertà e ordine e invece questi provvedimenti producono l’effetto contrario: restrizioni inutili e disordini consolidati. E in ogni caso, l’efficacia diventa nulla senza un piano completo e concreto di controlli sul loro rispetto”, conclude il capogruppo della Lista Civica.
Fratelli d’Italia: “Il Comune scarica il conto sugli esercenti”
Critiche altrettanto nette arrivano da Fratelli d’Italia. Deborah Dell’Acqua, vice coordinatore cittadino del partito a Milano, definisce l’ordinanza per Lazzaretto-Melzo “l’ennesima dimostrazione del fallimento delle politiche dell’amministrazione Sala nella gestione della movida cittadina”. “Dopo anni in cui residenti ed esercenti hanno segnalato problemi legati a degrado, schiamazzi, abusivismo e carenza di controlli, il Comune sceglie ancora una volta la strada più semplice: introdurre nuovi divieti e limitazioni. Una soluzione che rischia di penalizzare chi lavora e chi vive il quartiere senza affrontare realmente le cause delle criticità.”
Secondo Dell’Acqua, la sicurezza non può essere affidata soltanto alla riduzione degli orari e alla chiusura dei plateatici, ma richiede controlli e una presenza stabile sul territorio.
“La sicurezza e la vivibilità dei quartieri non si garantiscono abbassando le serrande o limitando i plateatici, ma attraverso una presenza costante sul territorio, controlli efficaci e una strategia chiara di prevenzione e presidio urbano. Dopo quasi dieci anni di amministrazione Sala, continuare a intervenire con ordinanze emergenziali significa ammettere che il problema non è mai stato realmente affrontato.”
Nel mirino il divieto di vendere gelati, acqua e bibite dopo le 22
Il passaggio più discusso resta il divieto, previsto nell’area Lazzaretto-Melzo, di vendere per asporto non soltanto alcolici, ma qualsiasi alimento o bevanda dopo le 22. Una misura che coinvolge gelaterie, pasticcerie, bar, attività artigianali, negozi di vicinato e distributori automatici. “Colpisce inoltre la scelta di vietare non soltanto la vendita per asporto di bevande alcoliche, ma anche di alimenti e bevande analcoliche“, afferma Dell’Acqua. “Una misura che finisce per colpire indistintamente attività che nulla hanno a che vedere con gli eccessi della movida, come gelaterie, pasticcerie e pubblici esercizi frequentati da famiglie e cittadini rispettosi delle regole.”
“È difficile comprendere quale beneficio per la sicurezza possa derivare dal vietare la vendita di un gelato, di una bottiglia d’acqua o di una bibita analcolica. Si rischia invece di danneggiare ulteriormente attività economiche che rappresentano un presidio positivo per il quartiere e che contribuiscono alla vitalità della città.” Per l’esponente di Fratelli d’Italia, il provvedimento non sarebbe in grado di distinguere tra le attività responsabili dei disagi e quelle che lavorano rispettando le regole.
“Quando un provvedimento colpisce allo stesso modo chi crea problemi e chi lavora correttamente, significa che manca la capacità di distinguere tra le cause del degrado e chi invece contribuisce ogni giorno alla qualità della vita urbana. Milano merita una movida sana, compatibile con il diritto al riposo dei residenti e con il diritto di lavorare degli esercenti, non l’ennesimo provvedimento che scarica sulle attività economiche le responsabilità dell’amministrazione.” “Prima il Comune ha lasciato crescere il problema. Oggi chiede a residenti ed esercenti di pagarne il conto”, conclude Dell’Acqua.
La protesta della gelateria Viel: “Un gelato dopo le 22 non può essere un reato”
Tra le attività coinvolte c’è anche la gelateria Viel di via Panfilo Castaldi. La titolare Silvia Viel contesta l’equiparazione tra esercizi come gelaterie e pasticcerie e i locali associati alla movida più rumorosa. “Abbiamo aperto la nostra gelateria in via Panfilo Castaldi con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per il quartiere. Sicuramente non ci aspettavamo di essere equiparati ai locali della “movida” molesta. Comprare un gelato durante una passeggiata dopo le dieci di sera non può essere considerato un reato, così come non si può impedire ai cittadini di camminare tranquillamente senza disturbare nessuno.”
Viel sostiene inoltre che molte delle persone responsabili di schiamazzi e comportamenti molesti non acquistino alcolici nei locali della zona. “Il fatto che ci siano persone moleste – che peraltro di solito non consumano nei bar o nelle gelaterie, ma spesso girano con alcolici propri nello zaino disturbando il sonno dei residenti – non è certo colpa degli esercenti che operano onestamente in queste zone.”
Le nuove regole nelle dodici aree della movida
La prima ordinanza interessa dodici zone: Nolo, Isola, Sarpi, Cesariano, Arco della Pace, Como-Gae Aulenti, Garibaldi, Brera, Ticinese, Darsena e Navigli, Cinque Vie e Bicocca. Il provvedimento resterà in vigore fino al 2 novembre.
Nelle aree coinvolte, la vendita di alcolici nei negozi al dettaglio e attraverso i distributori automatici sarà vietata dalle 22. Per pubblici esercizi e attività artigianali, lo stop alla vendita e alla somministrazione per asporto di bevande alcoliche scatterà invece a mezzanotte. L’utilizzo dei plateatici sarà consentito fino all’una nei giorni feriali e fino alle 2 nelle notti tra venerdì e sabato, tra sabato e domenica e nei giorni festivi. Il commercio itinerante su area pubblica dovrà fermarsi alle 20. Nel testo definitivo sono state inserite la zona Bicocca, le vie Crespi e Termopili nell’area Nolo e il tratto di via Tortona compreso tra via Cerano e via Voghera nella zona Darsena-Navigli.
Lazzaretto-Melzo, la stretta imposta dopo la sentenza del Tribunale
Un secondo provvedimento riguarda esclusivamente Lazzaretto-Melzo ed è stato adottato dopo la sentenza del Tribunale di Milano numero 9566 del 2025, pubblicata l’11 dicembre, che ha condannato il Comune a far cessare le immissioni rumorose superiori alla normale tollerabilità. In quest’area, dalle 22 alle 6 sarà vietata la vendita e la somministrazione per asporto di alimenti e bevande di qualsiasi tipo, alcoliche e analcoliche. Resterà consentita la consegna a domicilio. I plateatici non potranno invece essere utilizzati dalla mezzanotte alle 6, mentre il commercio itinerante e qualsiasi forma itinerante di somministrazione di alimenti e bevande saranno vietati dalle 20 alle 6.
“Anestesia genital, ausencia total de deseo, libido aniquilada, anorgasmia, en lo físico, y en el plano emocional-social, la erradicación de cualquier atisbo de atracción, fantasía erótica o romanticismo”. Así describe Carmen Hernández, de 45 años, los síntomas que padece desde que dejó de tomar antidepresivos hace ahora 11 años. Y lo define como una “condena neurológica permanente”: “Nos recetaron la medicación porque buscábamos alivio y nos dejaron incapaces de sentir, de amar, de disfrutar, de desear”. Hernández es una afectada de PSSD, siglas en inglés de síndrome de disfunción sexual persistente postinhibidores selectivos de la recaptación de la serotonina.
Hay algo tétrico en ver a tanta gente celebrando que al fin ya no hará falta pensar. El notición del siglo es que la inteligencia artificial ha venido a liberarnos, a ahorrarnos tiempo, a escribirnos los textos, ilustrarnos las campañas, componernos las canciones, diseñarnos las viviendas y a elegir nuestras últimas palabras antes de morir. Rapidito, eficiente y sin la incómoda intervención de ese talento nuestro tan necesitado de litros de cafeína y horas de sueño para poder funcionar y que aun así se bloquea, tarda lo suyo en llegar a conclusiones y para más inri—¿será posible?— pide reconocimiento. Porque crear es agotador.
Hace tiempo que los difusores de aromas dejaron de ser un simple capricho decorativo y se convirtieron en uno de esos pequeños gestos cotidianos que cambian por completo una casa. Basta con encender uno al final del día para que el ambiente resulte más agradable, acogedor y, por supuesto, más relajante. Hay quien los utiliza para crear un rincón de calma antes de dormir, quien recurre a aromas cítricos para trabajar con más concentración y quien simplemente disfruta de esa sensación (casi de hotel) que son capaces de crear en cualquier estancia.
Aprendió a crecer profesionalmente lejos de todo lo conocido. Pero terminó conociéndose para poder ser ella misma. La jugadora habla de identidad, presión, autoestima y una rutina en torno al alto rendimiento. Leer
Aprendió a crecer profesionalmente lejos de todo lo conocido. Pero terminó conociéndose para poder ser ella misma. La jugadora habla de identidad, presión, autoestima y una rutina en torno al alto rendimiento.
O mercado imobiliário de Goiânia cresceu três vezes mais que a média nacional no primeiro trimestre de 2026. As vendas nacionais cresceram 4,1% no período. A capital goiana registrou alta de 12,7% no número de unidades comercializadas, chegando a 2.882 imóveis vendidos no trimestre.
“Goiás cresce acima da média nacional há quase duas décadas consecutivas, impulsionado por uma economia diversificada e resiliente. O crescimento populacional do estado foi de 20% entre os dois últimos censos, contra apenas 7% na média nacional”, afirma Credson Batista, diretor de Pesquisas e Estatísticas da Ademi-GO.
Nacionalmente, 49% das vendas foram realizadas dentro do programa Minha Casa Minha Vida (MCMV). No Centro-Oeste, o índice é de 34%. Em Goiânia, apenas 26% das unidades comercializadas estão enquadradas no MCMV, o que representa menos de 750 unidades.
Na avaliação do presidente da Ademi-GO, Felipe Melazzo, a explicação para o descompasso está nas condições de aprovação de projetos na capital. “Nossa capital está perdendo um potencial enorme de fornecer moradia digna para a população que mais precisa. O que falta é destravar o processo de aprovação para que os projetos possam sair do papel.”
O preço médio do metro quadrado em Goiânia registrou crescimento de 3,6% apenas nos três primeiros meses de 2026, chegando a R$ 10.914/m². Considerando os bairros Marista, Bueno, Oeste e Jardim Goiás, o valor médio alcança R$ 12.881/m², com o Marista liderando ao atingir R$ 13.462/m².
Fernando Razuk, presidente do Conselho da Ademi-GO, destaca que a revisão do Plano Diretor reduziu o aproveitamento construtivo das áreas da cidade em 7,5 vezes. “O terreno passa a custar pelo menos 33% a mais na conta, pois onde antes se faziam 100 unidades hoje só conseguimos implantar 75.”