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“Seguo una mia disciplina mentale e fisica, perché quando non ti fermi nemmeno un giorno alla fine puoi anche crollare”: così Paola Ferrari si prepara per i Mondiali 2026

9 June 2026 at 14:48

I Mondiali 2026 si avvicinano, ma il dibattito sui volti che racconteranno la competizione in televisione è già iniziato. Tra questi anche Diletta Leotta, che sarà impegnata nella copertura della Coppa del Mondo tra Stati Uniti, Canada e Messico, un’edizione senza precedenti con 48 squadre partecipanti e una distribuzione su tre Paesi. In questo contesto è intervenuta la giornalista e conduttrice Paola Ferrari, che in un’intervista a Nuovo tv, ha commentato sia il lavoro delle colleghe in televisione sia le difficoltà legate alla gestione di eventi sportivi così lunghi e impegnativi: “Orgogliosa di essere stata la prima donna a condurre un programma di sport importante come la Domenica sportiva in Italia, per cui sono contenta che la Rai abbia avuto il coraggio di scegliere una donna, come Tiziana Alla, come telecronista. È un passo avanti importantissimo che si poteva fare anche prima. Tiziana se lo merita perché ha fatto tutta la gavetta e sarà certamente all’altezza di questo importante compito”.

Il prossimo Mondiale sarà trasmesso dalla Rai solo in parte, mentre la copertura principale sarà affidata a Dazn, che detiene i diritti dell’intero torneo. Un’edizione storica, sia per il numero di squadre sia per la distribuzione geografica. Proprio l’intensità del lavoro televisivo nei grandi tornei internazionali è stata al centro delle riflessioni di Paola Ferrari, che ha poi spostato il discorso sull’impegno dei volti chiamati a raccontare la competizione.

Parlando della collega Diletta Leotta, la giornalista Rai ha sottolineato la difficoltà del ruolo che la attende: “Non la vedrò perché saremo in onda contemporaneamente. Abbiamo tutte e due un grande impegno e una grossa responsabilità. Credo che sia il primo Mondiale che lei segue come conduttrice, per cui le auguro buon lavoro e tanta fortuna: è un impegno molto difficile anche dal punto di vista della fatica e della concentrazione. Quando ci sono questi lunghi eventi, io seguo una mia disciplina mentale e fisica, perché quando non ti fermi nemmeno un giorno alla fine puoi anche crollare”.

Infine, un passaggio anche personale sulla collega: “Diletta è appena diventata mamma per la seconda volta, abbiamo entrambe due figli, lei è un po’ più giovane di me, sta seguendo una bella strada e lo sta facendo molto bene”.

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“Hulk Hogan è morto per cause naturali”, lo afferma un rapporto della polizia della Florida che chiude l’indagine. Il campione aveva avuto leucemia, aritmia cardiaca, polmonite e insufficienza renale

9 June 2026 at 13:35

Il rapporto della polizia della Florida ha stabilito che la leggenda del wrestling professionistico Hulk Hogan è morto “per cause naturali l’anno scorso. I risultati chiudono formalmente l’indagine sulla sua morte. Il dipartimento di polizia di Clearwater ha pubblicato venerdì un rapporto di 72 pagine che riassume un’esaustiva revisione di dichiarazioni, cartelle cliniche, filmati di sorveglianza e un’ispezione visiva del corpo. Hogan, il cui vero nome era Terry Bollea, è morto lo scorso luglio all’età di 71 anni.

I familiari hanno detto agli investigatori che Hogan aveva sofferto di diversi problemi di salute nelle settimane precedenti la sua morte, tra cui leucemia, aritmia cardiaca, polmonite e insufficienza renale. Aveva anche subito molti ricoveri e interventi chirurgici negli anni precedenti la sua morte.

Il dipartimento di polizia di Clearwater ha pubblicato venerdì 5 giugno un rapporto di 72 pagine che riassume un’esaustiva revisione di dichiarazioni, cartelle cliniche, filmati di sorveglianza e un’ispezione visiva del corpo. Hogan, il cui vero nome era Terry Bollea, è morto il 24 luglio scorso all’età di 71 anni. “Non ci sono prove che indichino che la morte di Terry Bollea sia stata diversa da cause naturali”, afferma il rapporto.

E ancora: “Nel corso dell’indagine, non ci sono prove che indichino alcun illecito penale correlato alla sua morte. Questo caso sarà chiuso e sarà considerato risolto, non penale“. Secondo il rapporto, la moglie di Hogan, così come un’assistente domiciliare e un terapista occupazionale, erano tutti con Hogan nella sua casa quando ha smesso di respirare. Sua moglie, Sky Daily Hogan, ha chiamato il 911, e poi i tre hanno praticato la rianimazione cardiopolmonare a Hulk Hogan fino all’arrivo dei vigili del fuoco e dei paramedici.

I familiari hanno riferito agli investigatori che Hogan aveva sofferto di diversi problemi di salute nelle settimane precedenti la sua morte, tra cui leucemia, aritmia cardiaca, polmonite e insufficienza renale. Aveva anche subito numerosi ricoveri e interventi chirurgici negli anni precedenti. Le prime dichiarazioni rilasciate alla polizia dal terapista occupazionale avevano fatto ipotizzare che la morte di Hogan fosse correlata a un danno al nervo frenico subito durante un recente intervento chirurgico. Tuttavia, il terapista occupazionale ha poi affermato di essere ancora scosso per aver praticato la rianimazione cardiopolmonare e di aver parlato a sproposito.

Il medico legale locale aveva concluso che Hogan era morto per un attacco cardiaco e si era rifiutato di eseguire un’autopsia completa. Un’autopsia privata, pagata dalla famiglia, ha confermato la valutazione iniziale, non riscontrando “alcun contributo tossicologico traumatico o terminale plausibile“.

Hulk Hogan è stato una delle più grandi stelle nella lunga e gloriosa storia della WWE, celebre tanto per la sua personalità travolgente quanto per le sue straordinarie imprese sul ring. Protagonista indiscusso della prima WrestleMania nel 1985, rimase un punto di riferimento costante per molti anni, affrontando leggende del calibro di Andre The Giant e Randy Savage, fino ad avversari più recenti come The Rock e persino il co-fondatore della WWE, Vince McMahon. Nel corso della sua carriera, Hogan conquistò almeno sei titoli WWE e venne inserito nella Hall of Fame nel 2005. Tuttavia, nel 2015, fu rimosso da tale riconoscimento in seguito alla diffusione di registrazioni nelle quali l’ex campione pronunciava gravi insulti di natura razziale nei confronti delle persone di colore, episodio per il quale in seguito si scusò pubblicamente. Dopo un periodo di riflessione e a seguito delle sue scuse, Hogan venne reintegrato nella Hall of Fame nel 2018.

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“Harry e Meghan sono pronti a lasciare gli Usa per trasferirsi in Australia: “Un cambiamento ben visto dalla Famiglia Reale, Re Carlo avrebbe da guadagnarci”

9 June 2026 at 13:04

Harry e Meghan potrebbero valutare un trasloco imminente e la loro nuova casa potrebbe essere l’Australia. A scriverne per primo è stato il Daily Express, che ha citato una fonte anonima e vicina ai Sussex, ma le speculazioni che ne sono seguite hanno aperto un varco alla possibilità che l’idea non sia poi del tutto balzana.
Per capire l’effetto che la loro presenza genera sul continente, così lontano ma così legato alla corona, bisogna fare un passo indietro. Al 2018. I duchi del Sussex partirono per l’Australia sostenuti dalla regina Elisabetta II che vedeva in quello della ex attrice americana, il volto adatto a rinsaldare i legami della monarchia con i paesi del Commonwealth, in particolar modo quelli più insofferenti a restare sotto l’aura di ciò che è rimasto del grande impero coloniale britannico. Quel viaggio fu un vero successo e le volontà indipendentiste del Paese che (ancora) sogna un referendum per siglare la sua liberazione e togliere la faccia del re dagli uffici pubblici, sostituendola con quella di un capo dello Stato democraticamente eletto, si erano placati.

Ma la regina non sapeva che, solo due anni dopo, la coppia avrebbe sancito il suo di divorzio dalla casa reale, per volare verso gli Stati Uniti e abbracciare le magiche luci del California. Non potendo godere di un trattamento “speciale” che consentisse loro di essere “Royals a metà”, portando avanti gli impegni per la monarchia ma tenendosi le mani libere per fare ciò che volevano a Montecito, i duchi a quel punto si sono dovuti rimboccare le maniche per costruirsi altre fonti di guadagno e di fama. Da qui arriva il secondo viaggio in Australia, quattro giorni ad alta intensità che hanno portato i duchi del Sussex a visitare il paese lo scorso aprile, mettendo in scena una specie di simil-Royal-tour che non ha avuto lo stesso successo del precedente. Sebbene qualche capannello di sudditi abbia cercato di farsi trovare sorridente lungo la via, Harry e Megan hanno subito non poche critiche, in particolare quelle legate alla monetizzazione dei loro appuntamenti. Lui, sempre impegnato nelle sue cause benefiche, ha comunque accettato che i biglietti per poterlo ascoltare venissero messi in vendita e caro prezzo e lei, dopo aver portato un saluto e tanta vicinanza ai famigliari delle vittime dell’attentato terroristico di Bondi Beach, ha visto bene di piazzare i suoi vestiti e accessori sulla piattaforma on line che vende i capi dei vip, prendendo da questo la sua percentuale.

Sicuramente ci sarebbe da lavorare se davvero la coppia decidesse di lasciare l’America per l’Australia, ma questo potrebbe essere un passo accolto con favore dalla casa reale. I tempi non sono favorevoli per Windsor, re Carlo III ce la mette tutta per fare dimenticare i guai generati dal fratello Andrea, che ha trascinato la monarchia nel terreno peggiore: quello dell’imbarazzo e delle inchieste giudiziarie che dovranno accertare la vera natura dei suoi rapporti con il pedofilo americano Jeffrey Epstein. Le accuse di abuso d’ufficio aggravato che pendono sul fratello del sovrano rischiano un impatto tremendo sulla stabilità dell’intera istituzione e sulla sua stessa credibilità, ecco perché, secondo molti osservatori, un cambio di passo nella vita di Harry e Meghan potrebbe essere un segnale positivo. L’Australia poi è molto lontana dal gossip e dai riflettori di Hollywood e questo potrebbe concedere al re un attimo di respiro. Almeno fino al prossimo scandalo, o alla prossima intervista dei Sussex.

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Bianca Censori e il video hard per Kanye West: munge una mucca, si cosparge di latte e ammicca sensuale. Le immagini di “Gemini Season”

9 June 2026 at 13:02

Se da un lato ha visto sfumare l’occasione di esibirsi nel nostro Paese in seguito alla cancellazione dei concerti previsti a Campovolo, Kanye West (più noto come Ye) ieri, 8 giugno, era raggiante per il suo 49esimo compleanno ma anche per il regalo di compleanno che gli ha fatto la compagna Bianca Censori.

“Gemini Season” (la stagione dei Gemelli, nel senso del segno zodiacale, ndr) del video interpretato e diretto niente di meno che da dalla stessa Censori. Lei appare con un bianco, corsetto e lingerie piumata. Le premesse sexy ci sono tutte, ma non è finita. Censori inizia a mungere una mucca, tra montagne nuvole, poi beve del latte che cade sul petto. Insomma un video ad alto tasso sensuale.

West, dopo i festeggiamenti, si esibirà ancora con dei concerti, tra il 12 giugno in Georgia e poi al Raymond James Stadium il 26 e il 28 giugno, a Tampa Bay mentre il 19 giugno dovrebbe l’edizione deluxe di “Bully”.

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“Belen Rodriguez denunciata per omissione di soccorso dopo i due incidenti a Milano: patente ritirata”

9 June 2026 at 11:54

Belén Rodríguez è stata denunciata all’autorità giudiziaria per omissione di soccorso in relazione ai due incidenti stradali avvenuti a Milano lo scorso 23 maggio. Lo riporta Fanpage. La Polizia Locale avrebbe inoltre disposto il ritiro della patente di guida della showgirl al termine degli accertamenti svolti nelle settimane successive.

La vicenda riguarda due episodi avvenuti nel centro del capoluogo lombardo. Nel primo caso il suv guidato dalla conduttrice avrebbe urtato lo specchietto di un’auto in sosta senza fermarsi. Successivamente il veicolo sarebbe rimasto coinvolto in un secondo incidente che avrebbe interessato uno scooter e alcune auto parcheggiate, provocando lievi ferite a tre persone.

Come precisa Fanpage, il fascicolo è stato trasmesso alla Procura ma al momento alcun processo già disposto. La vicenda si trova nella fase delle indagini preliminari e sarà il magistrato a valutare gli sviluppi del procedimento. Gli episodi contestati risalgono a poche ore prima del malore che aveva portato Rodriguez al ricovero in ospedale il 25 maggio.

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La villa di Shannen Doherty venduta (al ribasso) due anni dopo la morte a 7.6 milioni di dollari: 442 metri quadrati, 4 camere da letto e una piscina vista Oceano

9 June 2026 at 11:53

La storica casa di Shannen Doherty (morta il 13 luglio 2024 all’età di 53 anni a causa di un tumore al seno, ndr) a Malibu ha trovato finalmente un acquirente dopo nove mesi di permanenza sul mercato immobiliare, concludendosi con una significativa riduzione rispetto alla cifra inizialmente richiesta. A riportarlo è il sito TMZ.

L’abitazione dell’indimenticata attrice è stata ceduta per 7.650.000 dollari, segnando un ribasso sostanziale rispetto ai 9.450.000 dollari fissati come prezzo di partenza nell’agosto del 2024. L’elegante proprietà, che si sviluppa su una superficie di 442 metri quadrati, offre quattro camere da letto e una piscina con una suggestiva vista panoramica sull’Oceano Pacifico.

La suite principale è dotata di un maestoso letto a baldacchino e offre un accesso diretto al solarium della piscina, mentre il terreno circostante è protetto da alberi e cespugli che garantiscono la massima riservatezza. La tenuta sorge sulla collina che domina la spiaggia e, secondo alcune fonti, sarebbe stata sottoposta a lavori di ristrutturazione in seguito ai danni causati dal fumo dell’incendio di Woolsey del 2018.

Il quartiere in cui si trova la proprietà non è stato tuttavia direttamente colpito dal devastante incendio di Palisades dello scorso anno, che ha invece ridotto in cenere numerose abitazioni in altre aree di Malibu.

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“Prima di Kasia Smutniak la mia vita era disordinata. Tra i 18 e i 20 anni non ero socievole e a disagio. Se mi fossi fatto aiutare sarei una persona migliore”: così Domenico Procacci

9 June 2026 at 11:12

Moretti, Sorrentino, Garrone, Albanese, Archibugi, Comencini e tanti altri. Sono solo alcuni dei “mostri” sacri del cinema italiano che hanno lavorato con il fondatore della casa di produzione Fandango, Domenico Procacci, sulla cresta dell’onda da quai 40 anni. Il produttore si è raccontato a Il Corriere della Sera. Eppure l’uomo di oggi è diverso dal ragazzo di ieri.

“Ero un ragazzo che all’epoca non era tanto socievole, anzi era perennemente a disagio. – ha detto Procacci – Ma questa è una cosa che non è passata anche se faccio finta che lo sia. C’era il mio amico Ennio, un po’ più grande di me, amico ancora oggi, che mi recuperava dopo che me ne andavo dalle feste perché mi veniva male a stare lì. Tra i 18 e i 20 anni non ero un caso umano ma insomma… Forse se mi fossi fatto aiutare sarei una persona migliore oggi”.

Nel concreto Procacci fa un esempio: “Mi ricordo quando alla Mostra di Venezia si annunciavano anche i produttori, come gli attori e i registi. Ecco, solo per il fatto di dover fare così (e mima uno che si alza in piedi e piega la testa da un lato e dall’altro in segno di saluto al pubblico; ndr) il cuore mi batteva a mille, avevo la tachicardia. Adesso non mi fa più effetto e forse neanche questo è bello: era meglio quando mi batteva il cuore in quel modo esagerato”.

Oggi la sua esistenza è migliorata e sembrano lontane le ansie: “La mia vita è cambiata molto da 15 anni a oggi. Mio figlio Leone ne ha meno di 12, quindi io ne avevo 54 quando è nato. Il primo figlio biologico quando uno dice basta figli perché ne ha già 2 o 3. Considero però mia figlia anche Sophie, avuta da Kasia con Pietro Taricone, che ha 21 anni. Sì, prima di Kasia la mia vita era disordinata. Con alcune relazioni importanti ma sostanzialmente disordinata”.

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Talay Riley ucciso a coltellate a Londra: è morto a 35 anni l’autore di Dua Lipa e Britney Spears, indagini in corso

9 June 2026 at 11:04

Ucciso a coltellate e lasciato in fin di vita nel giardino di una casa nell’East London. È morto così a 35 anni Talay Riley, cantautore britannico vincitore di un Grammy Award e autore di brani per artiste come Dua Lipa e Britney Spears. Il musicista, all’anagrafe Mark Orabiyi, è stato rinvenuto la mattina del 5 giugno nel quartiere di Silvertown con ferite da arma da taglio talmente gravi da rendere inutile l’intervento dei soccorritori, che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso sul posto.

Le indagini di Scotland Yard e gli arresti

La polizia metropolitana londinese ha immediatamente aperto un’inchiesta per omicidio, transennando l’area e avviando i rilievi scientifici. “Si tratta di un tragico episodio e il mio pensiero va alla famiglia e ai cari di Mark”, ha dichiarato l’ispettore Joanna Yorke, responsabile delle indagini. Gli inquirenti hanno lanciato un appello pubblico, invitando chiunque si trovasse nella zona di Silvertown al momento dei fatti a farsi avanti, richiedendo in modo particolare la condivisione di eventuali immagini di videosorveglianza privata o registrazioni video che possano fornire elementi utili all’inchiesta.

Nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo, le forze dell’ordine hanno proceduto all’arresto di tre persone con l’accusa di omicidio. Tuttavia, il quadro indiziario è ancora in via di definizione: un uomo di 27 anni è stato rilasciato su cauzione in attesa di ulteriori accertamenti da parte degli investigatori, mentre gli altri due fermati (un uomo di 24 anni e una donna di 25) sono stati liberati senza alcun ulteriore provvedimento a loro carico.

Da “Last Dance” al Grammy: una carriera di successi

Nato a Londra il 10 luglio 1990, Talay Riley aveva costruito una carriera di altissimo livello dietro le quinte dell’industria discografica, affermandosi come uno degli autori e compositori più richiesti a livello globale. Nel triennio tra il 2013 e il 2015 aveva messo la propria firma su brani di artisti internazionali del calibro di Usher, Chris Brown, Iggy Azalea, Nick Jonas e il gruppo vocale Pentatonix. Il 2016 fu un anno cruciale per la sua consacrazione: Britney Spears scelse di incidere la sua canzone “Clumsy” inserendola nell’album “Glory”, mentre Dua Lipa registrò “Last Dance”, brano scritto proprio da Riley e destinato a lanciare l’artista britannica verso il successo planetario.

Il traguardo più alto e prestigioso della sua carriera arrivò però grazie alla collaborazione con H.E.R. (pseudonimo della cantautrice statunitense Gabriella Sarmiento Wilson). Riley contribuì infatti alla scrittura e alla composizione del brano “Lights On”, traccia contenuta nell’album omonimo della cantante che nel 2017 si aggiudicò il Grammy Award. Prima di dedicarsi quasi interamente alla scrittura per altri artisti, Talay Riley aveva ottenuto ottimi riscontri anche come interprete solista: nel 2011 scalò le classifiche del Regno Unito con il singolo “Make You Mine”, arrivando a condividere i palcoscenici dei tour internazionali con artisti hip-hop e R&B di primo piano come Skepta, Trey Songz e lo stesso Usher.

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“Con Iannone vivo il bello che c’è, ci siamo l’uno per l’altra. Raoul Bova? Aprire il cuore, dopo che hai sofferto, non è facilissimo. Ma il sole c’è ancora”: parla Rocío Muñoz Morales

9 June 2026 at 10:54

Quella con Andrea Iannone è “una bella amicizia speciale, dove ci siamo l’uno per l’altra”. Non c’è “bisogno di dargli un titolo”, spiega Rocío Muñoz Morales al settimanale F. Poi sottolinea: “Io sono serena. Mi vivo il bello che c’è con una persona che in questo momento è positiva per me”. Insomma, per l’attrice un periodo di pace dopo la turbolenta separazione da Raoul Bova, con il quale ha due figlie, Luna di 10 anni e Alma di 7: “Quello che è successo tra me e il loro papà è nostro. Io non ho mai parlato male di lui alle bambine, non lo farò mai perché credo che un punto di riferimento maschile per una donna sia molto importante”.

Muñoz Morales ammette di avere sofferto per via della fine del matrimonio e spiega che “aprire il cuore, dopo che hai sofferto, non è facilissimo”, dopo un’esperienza del genere: “Ma non ha nemmeno senso trascinarsi dietro il passato, come un fardello. Quindi ho il cuore aperto, con i miei tempi, senza sentire l’esigenza di dare un nome o una forma a quello che vivo”. Poi, sul tradimento diventato pubblico: “La modalità mi ha ferita. Quando una cosa molto intima, molto forte e molto spiacevole diventa di tutti, fa più male. Però non ho mai voluto sentirmi vittima di quello che è successo. Il sole c’era ancora, c’è sempre stato, bastava cercarlo. Certo che ho sofferto. Ma con la consapevolezza che la rinascita era un dovere nei confronti di Luna e Alma. E nei miei confronti: me la meritavo“.

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18 euro per due cappuccini e due brioche: lo scontrino “folle” della colazione in centro a Milano fa discutere

9 June 2026 at 10:33

Una colazione al bar che costa quanto un pranzo veloce. È quanto accaduto a Milano, dove uno scontrino da 18 euro per due cappuccini e due brioche ha scatenato nuove polemiche sul caro-vita e sui prezzi nel centro della città. La segnalazione, pubblicata dal Corriere della Sera, arriva da un cliente rimasto sorpreso dal conto ricevuto dopo una consumazione in una pasticceria situata tra piazza Duomo e Cordusio, una delle zone più frequentate e prestigiose del capoluogo lombardo. Nel dettaglio, il conto comprendeva due cappuccini e due brioche, tutti venduti a 4,50 euro ciascuno. Il totale finale è stato quindi di 18 euro, una cifra che ha sorpreso il cliente e che ha rapidamente attirato l’attenzione per il suo valore ben al di sopra della media di una tradizionale colazione al bar.

A segnalare il caso è stato Massimo Minoliti, che al Corriere ha espresso il proprio disappunto per il costo della consumazione: “Buongiorno, a proposito di prezzi e costo della vita: quanto costa far colazione in centro a Milano? Invio una foto di uno scontrino relativo alla consumazione di due cappuccini e due brioche in una pasticceria tra Duomo e Cordusio che ritengo una follia di questa città. Un cappuccino 4,50 euro, per due 9,00 euro. Brioche farcita 4,50 euro, per due 9,00 euro. Totale complessivo, 18,00 euro di cui 1,64 Iva. Comprendo che nel centro storico di Milano i prezzi siano generalmente più elevati rispetto ad altre zone della città, ma spendere 18 euro per due cappuccini e due brioche mi sembra davvero eccessivo”, ha dichiarato.

Prezzi giustificati o eccessivi? Il dibattito si accende

Sul caso si è acceso anche un ampio dibattito tra i lettori. Da una parte c’è chi ritiene che prezzi simili siano una conseguenza inevitabile della posizione del locale, e ha evidenziato come nel centro di Milano non si paghi soltanto il prodotto, ma anche il contesto, il servizio e la location. Secondo questa visione, i consumatori hanno sempre la possibilità di consultare il listino prima di ordinare e decidere se effettuare o meno l’acquisto. Dall’altra parte, invece, c’è chi considera cifre di questo tipo sproporzionate per una semplice colazione, e sostiene che il crescente aumento dei prezzi stia rendendo la città sempre meno accessibile anche a chi dispone di redditi medio-alti.

Credit foto: Corriere della Sera

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“Passeggiare, cucinare per gli altri, stare in famiglia e impicciarsi degli affari di tutti”: cos’è il Nonna Maxxing, il nuovo trend ispirato alla “grande madre” che spopola tra la Gen Z

9 June 2026 at 09:40

L’era della ‘nonna mediterranea’ è cominciata. Riscopre e rielabora, un po’ fantasiosamente, lo stile di vita delle nonne di una volta: accoglienti, sagge, protettive, dedite alla cucina e ai nipoti, al rammendo e al ventaglio davanti all’uscio al fresco di una sera campagnola, senza ansie né paure, senza fretta. Stiamo parlando di “Nonna Maxxing”, il nuovo trend che spopola fra ragazze e ragazzi della Gen Z e si ispira a uno stereotipo rassicurante: la grande madre.

Cos’è il “Nonna Maxxing”

Il termine, nato dalla combinazione fra la parola italiana “nonna” e l’inglese “maxxing” usato sul web per indicare l’ottimizzazione di un aspetto, fa riferimento a uno stile di vita autentico che valorizza la lentezza e l’accudimento degli altri come principi chiave per combattere la fatica della vita contemporanea. Come in un abbraccio di nonna, come in un suo consiglio autorevole, l’ansia da performance a tutti i costi, la corsa ai risultati, l’over dose da social che genera in molti giovani stress e senso di inadeguatezza si sciolgono magicamente. E’ la risposta, diventata un trend su TikTok e Instagram, che i nativi digitali (i nati fra 1l 1997 e 2012) oppongono alla velocità imposta da una quotidianità sempre più faticosa, che pretende la connessione continua a tutto senza approfondire niente.

L’antidoto alla velocità

Interiorizzare l’idea della nonna che tutti vorremmo è l’antidoto. Non importa se questa figura sia fittizia, ideale, poetica. Non importa nemmeno che una nonna del genere sia mai esistita. Ciò che conta è immaginarla come un’icona di un tempo che scorre in un altro modo. Il fenomeno già lo scorso marzo era apparso su Forbes, che ne parlava come del desiderio della Gen Z di rallentare i ritmi, di cucinare come facevano le nostre nonne. E spiegava che questa nuova esigenza, manifestata per la prima volta durante il lockdown, è confluita lo scorso febbraio nel “nonna-maxxing”. Un manifesto di ritorno al benessere e di cura di sé e degli altri attraverso la preparazione di ricette tradizionali, il consumo di prodotti freschi, il ritorno alla cucina con i grassi, alla pasta fatta in casa con le mani, alle lunghe passeggiate. Il tutto senza smartphone.

Il cibo come simbolo della tendenza

Dal ragù al pane impastato a mano, il cibo è l’espressione più tangibile della tendenza. Non puoi mettere fretta a un brasato e nemmeno imporre a un germoglio di sbocciare. Allora vai in giardino, ti siedi sulla poltroncina di paglia della nonna e guardi ciò che hai intorno. La tendenza, che coinvolge diverse culture e continenti, vede nella nonna italiana un simbolo di longevità e vitalità.

Il punto di vista del Guardian

Il giornale britannico Guardian titola così: “La Gen Z si sta rivolgendo alle nonne per un’ispirazione su come vivere fino a 100 anni”. Ecco l’argomentazione: “L’Italia in generale (e la Sardegna in particolare) è considerata una Zona Blu: uno di quei luoghi sulla Terra dove le persone vivono molto più a lungo del resto di noi, molti dei quali ben oltre i 100”. E ancora: “Le nonne vivono uno stile di vita esemplare nella Blue Zone: rimangono attive, seguono una dieta mediterranea fatta in casa, mantengono forti legami familiari e rimangono coinvolte nelle loro comunità. Tutte queste cose hanno dimostrato di promuovere la longevità”. Soprattutto, sottolinea il quotidiano, la nonna archetipica possiede, per i giovani intervistati nell’articolo, il segreto del dolce far niente: una sorta di visione della vita rilassata e lontana dai telefonini ma non per questo meno partecipe. In cosa si traduce nel concreto? “Passeggiare, cucinare per gli altri, trascorrere del tempo con la famiglia e impicciarsi degli affari di tutti”.

Le nonne nella cultura pop

Quanti icone di nonne ci sono? In Italia il cinema ne ha offerto vari esemplari, da Ave Nichi a Tina Pica fino alle nonne dei film di Leonardo Pieraccioni. Ma esistono nei fumetti anche nonna Papera, Nonna Abelarda e diversi personaggi dei cartoon. Fra le più divertenti figure di vegliarde non si pèuò non citare Nonna Clara, la nonna di Jean-Claude nella parodia comica “Sensualità a Corte” del GialappaShow.

Incute rispetto e timor reverenziale anche buttando parole a caso. Di tutte queste nonne, hanno poteri sovrannaturali, altre sono diaboliche e invadenti, altre ancora dove le metti stanno aspettando che i nipoti vadano a chieder loro consigli e previsioni profetiche. In generale, alla fine hanno sempre ragione loro.

E oggi? Le nonne boomer spesso hanno molto da fare. La lezione di pilates, la conferenza in libreria, il cappuccino con le amiche, il volontariato, il bricolage, l’esperienza meditativa, il vernissage. La nonna che ci aspetta con la crostata fumante dopo aver sbrigato le faccende domestiche o lavorato tutto il giorno dov’è? Se c’è stata e se ancora c’è, portiamola al cinema con noi.

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Apple presenta la nuova Siri: ecco come funziona la nuova assistente con l’AI, quali iPhone potranno utilizzarla e perché non in Europa

9 June 2026 at 09:38

Apple ha ufficialmente svelato la nuova generazione di Siri, un aggiornamento che segna uno dei cambiamenti più importanti nella storia dell’assistente vocale dell’azienda. Presentata durante la WWDC 2026, la nuova Siri sfrutta le tecnologie di Apple Intelligence e promette un’esperienza molto più avanzata rispetto al passato, avvicinandosi finalmente agli assistenti AI che negli ultimi anni hanno rivoluzionato il settore. La novità principale è che Siri non si limita più a eseguire semplici comandi vocali o a fornire risposte predefinite. Grazie a un nuovo motore basato sull’intelligenza artificiale generativa, l’assistente è ora in grado di comprendere meglio il linguaggio naturale, gestire richieste più complesse e interagire in modo più efficace con le applicazioni e i contenuti presenti sul dispositivo.

Siri diventa un vero assistente personale

Uno degli aspetti più interessanti della nuova versione riguarda la capacità di operare direttamente all’interno dell’ecosistema Apple. Siri può cercare contenuti nelle foto, recuperare informazioni personali, condividere file e completare operazioni tra diverse applicazioni senza che l’utente debba aprirle manualmente. In pratica, sarà possibile chiedere all’assistente di trovare una determinata immagine nella galleria e inviarla a un contatto, oppure recuperare informazioni presenti sul dispositivo attraverso semplici comandi vocali. Una funzionalità che avvicina Siri al concetto di assistente personale intelligente e che va oltre il tradizionale chatbot.

Collaborazione con Google per il nuovo modello AI

Tra le novità più rilevanti emerse durante la conferenza c’è anche la collaborazione tra Apple e Google. Secondo quanto illustrato dai dirigenti dell’azienda, parte della nuova architettura AI sfrutta la tecnologia Gemini, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Google. L’obiettivo è migliorare la comprensione delle richieste vocali e aumentare la qualità delle risposte, rendendo le conversazioni più naturali e precise.

Nuova grafica e interazione migliorata

Apple ha anche ridisegnato completamente l’interfaccia di Siri. Scompare il tradizionale effetto luminoso che caratterizzava l’assistente nelle versioni precedenti, e prende spazio a un design più elegante e minimalista con tonalità scure e animazioni dinamiche. L’attivazione avviene attraverso la Dynamic Island e gli utenti potranno personalizzare diversi aspetti dell’esperienza, comprese le voci disponibili. Migliora inoltre il sistema di riconoscimento vocale, che promette una trascrizione più accurata delle richieste.

Quando arriverà e quali iPhone saranno compatibili

Le nuove funzioni saranno introdotte con i prossimi aggiornamenti software di Apple, inclusi iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27. Le versioni per sviluppatori sono già disponibili, mentre la beta pubblica dovrebbe arrivare entro la fine del 2026. Per quanto riguarda gli iPhone, l’aggiornamento sarà compatibile con tutti i modelli supportati da iOS 26, a partire da iPhone 11 e iPhone SE di seconda generazione.

Il nodo Europa resta aperto

Nonostante l’annuncio, il debutto di Siri AI in Europa rimane incerto. Apple ha confermato che alcune funzionalità potrebbero subire ritardi a causa delle discussioni in corso con le autorità europee riguardo alla conformità con il Digital Markets Act (DMA). L’azienda ha dichiarato di essere al lavoro per trovare una soluzione che consenta di portare le nuove funzioni AI anche agli utenti dell’Unione Europea nel più breve tempo possibile. Nel frattempo, alcune caratteristiche saranno comunque disponibili sui Mac e sugli Apple Watch aggiornati ai nuovi sistemi operativi. Con questa evoluzione, Apple punta a colmare il divario accumulato negli ultimi anni nel settore dell’intelligenza artificiale. La nuova Siri, infatti, non vuole essere soltanto un assistente vocale, ma il centro di controllo intelligente dell’intero ecosistema Apple.

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Ghali ha tifato per Flavio Cobolli a Parigi per la Finale Roland Garros. E spunta anche Lenny Kravitz – VIDEO

9 June 2026 at 09:08

C’era anche Ghali tra i protagonisti della Finale di Roland Garros 2026, sugli spalti del Court Philippe-Chatrier. L’artista, noto appassionato di sport, ha assistito in prima fila all’atto conclusivo del prestigioso Slam parigino per applaudire Flavio Cobolli.

Il cantautore era seduto accanto a numerose personalità provenienti dal mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura internazionale. C’era anche Lenny Kravitz e i due artisti si sono salutati calorosamente.

Nel cuore di Parigi il grande tennis si è fuso ancora una volta con il glamour e l’esclusività che contraddistinguono uno degli appuntamenti più attesi del calendario sportivo mondiale. A rendere ancora più speciale questa edizione, la presenza in campo di Flavio Cobolli, che ha regalato all’Italia un posto al centro della scena nella finale più importante sulla terra rossa.

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“L’ape regina ha scelto di posarsi lì e tutte l’hanno seguita”: sciame di api invade la spiaggia di Cattolica e trasforma un ombrellone nel suo alveare, le immagini impressionanti

9 June 2026 at 09:05

Il profumo della crema solare, il rumore delle onde, la tranquillità di un libro aperto sotto il sole di inizio giugno. Poi, un ronzio sordo, in rapido avvicinamento. In pochi istanti, il cielo sopra la seconda fila degli stabilimenti balneari 31-32 di Cattolica si è riempito di un’ombra insolita. Una nuvola compatta e ronzante di migliaia di api è planata improvvisamente sulla spiaggia, costringendo i bagnanti a una rapida e concitata ritirata. Quella che doveva essere una tipica domenica di mare si è trasformata in una scena fuori dal comune, con un intero ombrellone “sequestrato” dalla natura.

L’arrivo della regina e l’evacuazione dell’area

Tutto è iniziato quando lo sciame, seguendo gli spostamenti dell’ape regina, ha cominciato a volteggiare a bassa quota tra i lettini, tra lo stupore e il timore dei presenti. Nel giro di pochi minuti, la regina ha individuato il suo punto di sosta temporaneo: un ombrellone situato in una delle posizioni più ambite, a pochissimi metri dal bagnasciuga. Come riportato anche dalla testata locale Vivere Riccione, la dinamica è stata rapida. “Si vede che l’ape regina ha scelto di posarsi sull’ombrellone e, in poco tempo, hanno cominciato ad arrivare api da tutte le parti, che si sono posate anche sul lettino corrispondente”, ha raccontato un testimone che ha assistito alla scena. “L’ape regina ha scelto di posarsi lì e tutto il resto dello sciame l’ha seguita”, hanno confermato altri presenti.

Per garantire l’incolumità pubblica, i gestori dello stabilimento sono intervenuti tempestivamente. L’area circostante, nonostante fosse densamente occupata, è stata evacuata e transennata. Molti bagnanti, superato l’attimo di panico iniziale, hanno mantenuto la calma posizionandosi a distanza di sicurezza, estraendo gli smartphone per filmare e fotografare l’inusuale spettacolo. I video del “quartier generale” dell’alveare hanno fatto in poche ore il giro dei social.

L’intervento dell’apicoltore e la messa in sicurezza

La situazione ha richiesto l’intervento di un professionista. “È stato necessario attendere l’arrivo dell’apicoltore per portare via in sicurezza lo sciame”, hanno spiegato i testimoni. Una volta giunto in spiaggia, l’esperto ha avviato le delicate operazioni di recupero. Il procedimento ha seguito le rigide regole della natura: l’apicoltore ha individuato e prelevato il nucleo di insetti in cui si trovava la regina, posizionandolo all’interno di un’apposita arnia. A quel punto, riconoscendo il richiamo della propria sovrana, tutte le altre api hanno abbandonato l’ombrellone e il lettino, incanalandosi ordinatamente all’interno del contenitore. L’operazione si è conclusa senza alcuna puntura e con la totale messa in sicurezza dell’area, permettendo ai bagnanti di riprendere possesso delle proprie postazioni.

I precedenti in Riviera

Il fenomeno, per quanto spettacolare e in grado di generare allarme in un ambiente affollato come una spiaggia, rientra nel normale ciclo biologico di questi insetti. Durante la stagione primaverile ed estiva, quando le api sciamano per formare nuove colonie, tendono a fermarsi temporaneamente in luoghi di sosta in attesa che le api esploratrici trovino una sistemazione definitiva adeguata. Non si tratta, peraltro, di un caso isolato per la Riviera romagnola in questo avvio di stagione. Soltanto pochi giorni prima, un episodio analogo aveva visto un altro gruppo numeroso di insetti nidificare nei pressi del litorale della vicina Riccione, confermando una particolare attività di sciamatura nella zona.

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“È stata violata la mia privacy! Non stalkerizzatemi al maneggio. Vado nel panico. Se un cavallo poi vi morde un dito? Ca**i vostri”: Elettra Lamborghini furibonda

9 June 2026 at 08:49

Elettra Lamborghini furibonda si è sfogata sui social, raccontando dell’incidente fastidioso avvenuto durane un momento di relax. La cantante si trovava al maneggio con i suoi cavalli, ma una persona l’avrebbe seguita fino a lì per parlare con lei.

“Oggi è stata violata la mia privacy, quando sto con i miei cavalli voglio stare solo con loro, vergogna!!! – ha detto – Non stalkerizzatemi al maneggio perché non mi fa piacere. Vado nel panico. Se un cavallo poi vi morde un dito? Ca**i vostri. Grazie, e poi fuori dal maneggio tutto quello che volete”.

“È successo che una persona oggi ha violato la mia privacy entrando in un posto PRIVATO – ha continuato – perché sì, se vogliamo dire tutto così è stato, e volendo anche stalkerizzato perché se non avesse seguito la mia macchina NESSUNO avrebbe saputo che ero lì”.

E ancora: “Si è lamentato scrivendo da vero codardo a delle paginette gossip l’accaduto… Quando come ho già scritto ero in una condizione pietosa (sporca e sudata) ed ho risposto gentilmente ma profondamente a disagio: scusami davvero ma quando sono con i miei cavalli voglio stare solo con loro… che francamente trovo sia una frase DOLCISSIMA (anzi mi faccio tenerezza da sola) e solo un mentecatto non poteva capire una situazione del genere…. Vergogna!!”.

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Muore da solo e senza eredi, tutto il suo patrimonio va allo Stato: cos’è l'”eredità vacante”, un giro d’affari da 8 miliardi di euro l’anno

9 June 2026 at 08:47

Otto miliardi di euro. È questo l’immenso valore dei patrimoni che, a oggi, finiscono dritti nelle casse dello Stato italiano a causa delle eredità non riscosse. Si tratta di case, terreni e conti correnti appartenuti a persone decedute senza lasciare parenti fino al sesto grado e senza aver redatto un testamento. Un fenomeno silenzioso ma in rapidissima espansione: spinto dal progressivo invecchiamento della popolazione, questo tesoro abbandonato potrebbe decuplicare nei prossimi vent’anni. Per capire come funziona questo meccanismo di acquisizione pubblica, e perché rappresenta un’opportunità mancata per il mondo della beneficenza, bisogna partire dalle aule dei tribunali, dove la legge interviene per evitare che i beni rimangano senza un proprietario.

Il caso di Modena e la legge sull'”eredità vacante”

L’esempio più recente arriva dall’Emilia-Romagna. Il giudice tutelare del Tribunale civile di Modena, Daniela Di Girolamo, ha chiuso definitivamente la pratica relativa a un uomo deceduto nel marzo del 2009 in provincia di Reggio Emilia. L’uomo possedeva un patrimonio immobiliare nel modenese, rimasto senza eredi legittimi o testamentari. In questi casi, la legge parla di “eredità vacante“. Per evitare che case e terreni finiscano in stato di totale abbandono (creando problemi economici, sociali e di sicurezza), l’articolo 586 del Codice Civile prevede che i beni passino alla collettività.

Il giudice ha quindi dichiarato cessata la fase di attesa (la cosiddetta “giacenza” dell’eredità) “per intervenuta prescrizione del diritto di accettare l’eredità da parte di tutti i chiamati”. In Italia, infatti, si hanno 10 anni di tempo per reclamare un’eredità. Trascorso questo decennio senza che nessuno si faccia avanti, il magistrato ha revocato il curatore e stabilito “l’acquisto automatico allo Stato dei beni dell’uomo”.

I numeri: un tesoro da 88 miliardi entro il 2040

La singola vicenda di Modena fa parte di un quadro nazionale fotografato da un recente studio dell'”Evaluation Lab” della “Fondazione Giordano Dell’Amore” per conto di “Fondazione Cariplo”. I ricercatori hanno calcolato il volume dei “patrimoni senza eredi“, tracciando proiezioni molto nette:

  • Oggi: le eredità vacanti valgono circa 8 miliardi di euro a livello nazionale (di cui ben 2 miliardi concentrati nella sola Emilia-Romagna).
  • Entro il 2030: il valore salirà a 20,8 miliardi di euro.
  • Entro il 2040: si raggiungerà la cifra di 88,1 miliardi di euro.

Alla base di questa crescita esponenziale ci sono due fattori demografici e culturali: l’innalzamento dell’età media della popolazione e, come sottolinea il report, “la scarsa propensione degli italiani a fare testamento”.

L’alternativa: il ruolo del Terzo Settore

In assenza di figli, coniugi o genitori (gli unici familiari a cui la legge riserva sempre la cosiddetta quota “legittima”), i cittadini possono decidere liberamente a chi lasciare il 100% dei propri beni. Basterebbe un semplice testamento per destinare queste risorse a enti del Terzo Settore, associazioni onlus, parrocchie, Caritas o istituti di ricerca scientifica. Si tratta dei cosiddetti “lasciti solidali“, un’opzione che cambierebbe radicalmente il volto del welfare italiano. Il documento della Fondazione Cariplo evidenzia chiaramente il peso di questa occasione persa: “Ammettendo che tutte queste persone decidessero di devolvere interamente il proprio patrimonio a istituzioni di beneficenza si tratterebbe di un ammontare davvero considerevole. Da questa stima rimane esclusa la componente di quelle famiglie con eredi che potrebbero decidere comunque di devolvere una quota per il bene delle comunità”.

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“Non lavoravamo insieme da 25 anni e siamo cambiati molto. Siamo sorpresi dall’entusiasmo intorno”: Katie Holmes e Joshua Jackson osannati al Tribeca Film Festival

9 June 2026 at 08:23

Katie Holmes e Joshua Jackson hanno infiammato fan e paparazzi sul red carpet del loro nuovo film “Happy Hours“, presentato in anteprima al Tribeca Film Festival il 6 giugno scorso. Gli ex colleghi della serie tv cult “Dawson’s Creek” hanno sviluppato una sorta di “linguaggio in codice” sul set, a dimostrazione del loro “legame e della loro collaborazione di lunga data”. Holmes ha diretto e scritto il film, segnando il suo quarto progetto dietro la macchina da presa e scegliendo Jackson come co-protagonista. “Non lavoravamo insieme da 25 anni e siamo cambiati molto”, ha dichiarato la regista e attrice a Variety.

A distanza di anni dalla conclusione di “Dawson’s Creek”, la serie che li ha consacrati come icone di una generazione, gli attori hanno fatto parlare di sé sui social media dopo essere stati avvistati insieme per le strade di New York nel 2025. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro del web, scatenando l’entusiasmo dei fan di tutto il mondo.

“Siamo stati onestamente sorpresi – ha dichiarato Holmes -. Sappiamo di aver fatto parte di una serie che ha accompagnato tantissime persone nella loro crescita, ma credo che nessuno di noi abbia mai compreso fino in fondo la portata di quell’impatto. Ci stupisce ancora, in un certo senso”.

I due, che hanno avuto una relazione nelle prime stagioni della serie, sono rimasti in buoni rapporti da allora. Si ritrovano ora sul grande schermo nella commedia romantica “Happy Hours”, dove protagonisti sono Liz (Holmes), una fotografa reduce da un divorzio, e Andrew (Jackson), il giornalista che le aveva spezzato il cuore in adolescenza.

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