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Igli Tare indagato per corruzione e riciclaggio: l’ex ds del Milan coinvolto nell’inchiesta sull’ex vice premier albanese

4 June 2026 at 17:53

Possibili guai giudiziari in vista per Igli Tare, ex direttore sportivo del Milan, finito sotto inchiesta nel suo paese d’origine, l’Albania. Secondo fonti presso la Procura speciale albanese contro la criminalità organizzata e la corruzione (Spak), Tare sarebbe sospettato di presuntoriciclaggio“, nell’ambito dell’indagine contro l’ex vice premier albanese Belinda Balluku, accusata inizialmente di “violazioni in gare d’appalto“. Oggi la procura ha fatto sapere di aver iscritto nel registro degli indagati il nome di Tare, in passato anche calciatore e dirigente della Lazio, anche per “corruzione“. Il presunto collegamento tra Tare e Balluku riguarderebbe una villa sulla costa ionica albanese, in un complesso turistico.

L’abitazione sarebbe stata offerta a Balluku, come tangente per un appalto concesso ad un’impresa edile, quando era dirigente della società di controllo del traffico aereo “Albcontrol”. Per far perdere le tracce dell’operazione, la villa è stata registrata a nome di Igli Tare, il quale, secondo gli investigatori, avrebbe stipulato “un fittizio contratto d’affitto con l’ex capogabinetto di Balluku”. La procura sostiene che “de facto” l’abitazione sarebbe di Balluku, la quale ne avrebbe fatto uso insieme alla sua famiglia, in tutti questi anni. Tare è stato sottoposto a un interrogatorio in procura, lasciandola dopo circa sei ore senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.

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Mondiali, caos in Messico a 7 giorni dal match inaugurale: manifestanti abbattono statue dei calciatori e assaltano i palazzi della politica

4 June 2026 at 15:51

Ancora caos a Città del Messico a una settimana dall’inizio dei Mondiali di calcio che si svolgeranno tra Usa, Canada e Messico appunto: diverse proteste di insegnanti e giudici in pensione, chiusure stradali e lavori edili dell’ultimo minuto, anche ieri hanno provocato forti disagi a milioni di residenti, costretti a subire lunghi ritardi e complesse deviazioni dei percorsi quotidiani. Con il Paese centroamericano sotto i riflettori internazionali, dato che l’11 giugno si giocherà la partita inaugurale dei Mondiali tra Messico e Sudafrica nel rinnovato stadio Azteca della capitale, sindacati dei docenti e di altri settori hanno organizzato marce e bloccato le principali vie di circolazione.

Nello specifico, un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione al Ministero dell’Istruzione di Città del Messico, usando lampioni come ariete, durante una nuova giornata di proteste. Membri di un gruppo dissidente del sindacato degli insegnanti, il Coordinamento nazionale dei lavoratori dell’istruzione (CNTE), hanno vandalizzato una postazione di guardia, sono entrati nel cortile e hanno rotto i vetri dell’ingresso, secondo fonti del ministero. “Vogliono portarci a una repressione in vista della Coppa del Mondo”, ha dichiarato la presidente Claudia Sheinbaum durante la sua conferenza stampa quotidiana. Prima di far irruzione al Ministero, i manifestanti hanno fatto cadere alcune statue alte 5 metri che rappresentano i giocatori di calcio dei paesi partecipanti al torneo. Da alcuni giorni la polizia ha bloccato l’accesso alla piazza dello Zòcalo, dove si trovano il palazzo presidenziale e un’area per seguire in diretta le partite dei Mondiali.

I manifestanti hanno reso noto che le loro azioni, non legate al torneo, potrebbero intensificarsi se il governo della presidente Claudia Sheinbaum non prenderà in considerazione le loro richieste nel brevissimo termine. In particolare, il sindacato di insegnanti CNTE chiede all’esecutivo di mantenere la promessa elettorale di abrogare una legge del 2007 che ha riformato il sistema pensionistico per i dipendenti del settore pubblico, nonché di concedere aumenti salariali. In caso contrario, non sono escluse nuove manifestazioni in occasione della partita inaugurale dei Mondiali, che causerebbe altri e non pochi disagi sotto ogni aspetto.

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Golden Gala 2026, Roma pronta per lo spettacolo: faccia a faccia tra Jacobs e Lyles al Colosseo | Programma, orari e diretta tv

4 June 2026 at 14:38

Roma si prepara a una serata di grande atletica. Oggi, giovedì 4 giugno, lo stadio Olimpico ospita il Golden Gala Pietro Mennea, quarta tappa della Diamond League 2026 dopo gli appuntamenti disputati in Cina e a Rabat. L’attesa è soprattutto per la sfida regina dei 100 metri tra Marcell Jacobs e Noah Lyles, ma il meeting vedrà in gara anche numerosi campioni olimpici e mondiali, con diciotto azzurri pronti a confrontarsi con alcuni dei migliori atleti del panorama internazionale. L’antipasto dello spettacolo è andato in scena davanti al Colosseo, dove Jacobs e Lyles si sono ritrovati per una suggestiva anteprima della gara più attesa della serata. L’americano, campione olimpico a Parigi 2024, arriva nella Capitale forte di un 9”95 stagionale che conferma il suo ottimo stato di forma. Dall’altra parte c’è Jacobs, oro olimpico a Tokyo, chiamato a misurarsi con il rivale davanti al pubblico di casa nell’ultima prova del programma.

Gli azzurri protagonisti all’Olimpico

Riflettori puntati sui tanti protagonisti dell’atletica azzurra. In pista e in pedana ci saranno Nadia Battocletti, Andy Diaz, Leonardo Fabbri e Zane Weir, oltre a Elisa Molinarolo, Ayomide Folorunso, Alice Muraro, Matteo Sioli, Francesco Pernici, Giada Carmassi, Alessia Succo, Gabriele Chilà, Giovanni Frattini, Anna Polinari, Elisa Valensin, Ludovica Cavalli e Gaia Sabbatini. Oltre ovviamente al già citato Jacobs.

Tra gli ospiti internazionali più attesi figurano invece Lyles, Miltiadis Tentoglou, Julien Alfred, Letsile Tebogo, Ryan Crouser, Melissa JeffersonWooden, Jordan Anthony e Keely Hodgkinson.

Il programma: si parte con il giavellotto, chiusura con i 100 metri

Il sipario sul Golden Gala si alzerà alle 19.10 con il lancio del giavellotto maschile, che vedrà impegnato Giovanni Frattini. Alle 19.15 spazio al salto con l’asta femminile con Elisa Molinarolo, mentre alle 19.48 sarà la volta del triplo maschile con Andy Diaz.

Dalle 21 entrerà nel vivo il programma: i 400 ostacoli femminili con Folorunso e Muraro, l’alto maschile con Sioli, gli 800 metri di Pernici e il peso con Fabbri e Weir. In successione andranno in scena anche i 100 ostacoli femminili, il lungo maschile, i 5000 metri femminili con Nadia Battocletti, i 110 ostacoli maschili, i 400 e i 200 femminili e i 1500 metri con Cavalli e Sabbatini.

La chiusura, come da tradizione, sarà affidata alla gara più attesa: alle ore 22.52 sono in programma i 100 metri maschili, con Jacobs e Lyles pronti a infiammare lo stadio Olimpico in una delle sfide più prestigiose dell’intera stagione.

Dove vedere il Golden Gala 2026 in tv

Il Golden Gala “Pietro Mennea” 2026 viene trasmesso dalle ore 21 in diretta tv in chiaro su Rai 2. Si può inoltre seguire integralmente in diretta streaming su Rai Play.

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Il Roland Garros parla ancora italiano: Errani e Vavassori campioni nel doppio misto. “Siamo i migliori amici l’uno dell’altra”

4 June 2026 at 14:10

Sara Errani e Andrea Vavassori si confermano la coppia regina del doppio misto mondiale. I due azzurri hanno vinto per il secondo anno di fila il titolo del Roland Garros, secondo Slam del 2026 di scena sui campi in terra rossa di Parigi, battendo in finale la coppia formata dalla canadese Gabriella Dabrowski e dallo statunitense Evan King, in tre set con il punteggio di 4-6, 6-3, 10-4 nel super tiebreak.

Nelle bacheche di ‘Sarita‘ e ‘Wave‘ ci sono adesso ben quattro trofei Major: quelli conquistati allo Us Open nel 2024 e nel 2025 e al Roland Garros nel 2025 e ancora nel 2026. In carriera i due si sono tolti grandissime soddisfazioni anche individualmente: la 39enne di Massa Lombarda vanta sei titoli Slam in doppio femminile, i primi cinque con Roberta Vinci e il più recente – Roland Garros 2025 – con Jasmine Paolini; per il 31enne torinese tre finali Slam in doppio maschile, tutte in coppia con Simone Bolelli.

“Vivo ancora questo sogno che non finisce, è incredibile. Oggi è stata dura per noi, ma è pazzesco e troppo divertente giocare con Andrea, il mio miglior amico. Sei troppo bravo. Grazie al nostro team e alle nostre famiglie, senza di voi non saremmo qui. Grazie al Roland Garros per questo torneo e poi il pubblico pazzesco. Ci sono sempre tanti italiani che ci hanno sostenuto e siamo davvero felici di vivere questi momenti e spero di rivedervi l’anno prossimo”. Così Sara Errani nel corso della cerimonia di premiazione.

Parole a cui ha dato seguito anche Andrea Vavassori successivamente: “Anche Sara è la mia miglior amica, sei la prima con cui voglio parlare quando perdo. Sono felice di condividere questa avventura con te. Grazie alla federazione, al nostro team e al torneo. Oggi c’era vento ma c’era una bellissima atmosfera, con il sostegno del pubblico. E grazie anche per il sostegno ricevuto dall’Italia”. E non è finita qui: Bolelli e Vavassori giocheranno la semifinale domani, venerdì, mentre Cobolli e Arnaldi si affronteranno nella semifinale del singolare maschile. Chi vince va in finale.

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“In un anno al Milan ho speso 350 milioni, non mi è rimasto nulla. I miei figli non mi vogliono vedere, né parlare. Mi piacerebbe spiegargli cosa è successo”: parla Angelo Pagotto

4 June 2026 at 13:03

“Entro da Versace e acquisto praticamente tutta la nuova collezione. Vado alla cassa e quasi mi viene un infarto. Il conto era 10 milioni delle vecchie lire. Oggi non mi è rimasto più nulla”. Da promessa del calcio italiano a uomo costretto a ripartire da zero, passando per il Milan, le squalifiche per doping, la depressione e i lavori più disparati per sopravvivere. La storia di Angelo Pagotto è una parabola fatta di cadute e tentativi di risalita. Oggi l’ex numero 1 di Napoli, Sampdoria e Milan vive una seconda vita da allenatore dei portieri, ma i rimpianti continuano ad accompagnarlo. Alcuni riguardano le scelte compiute durante la carriera, altri sono molto più dolorosi e hanno a che fare con la sua famiglia, come confessa in un’intervista a Fanpage.it.

Il Milan, i soldi e le occasioni perdute

Tra i momenti che Pagotto guarda con maggiore rammarico c’è l’approdo al Milan a metà degli anni Novanta. Un’occasione che allora sembrava impossibile da rifiutare, ma che finì per segnare l’inizio di una fase complicata della sua carriera. L’ex portiere ammette di aver vissuto male quel periodo, anche a causa del carattere impulsivo che gli impediva di accettare certe dinamiche all’interno dello spogliatoio. A complicare tutto contribuì anche la vita fuori dal campo. “In quell’anno credo di aver speso 350 milioni delle vecchie lire e ancora non mi spiego come possa avere fatto”, racconta. Tra gli episodi che ricorda con maggiore incredulità c’è una giornata di shopping sfrenato: “Entro da Versace e acquisto praticamente tutta la nuova collezione. Vado alla cassa e quasi mi viene un infarto. Il conto era 10 milioni delle vecchie lire”. Guardando indietro, Pagotto è convinto che con maggiore pazienza la sua carriera avrebbe potuto prendere una strada diversa. “Se avessi avuto la pazienza di Ambrosini, probabilmente avrei vinto il suo stesso numero di Champions League“.

Le squalifiche e la ripartenza

Dopo l’esperienza rossonera arrivarono i problemi più gravi. Prima la vicenda legata a un presunto scambio di provette, poi la seconda squalifica per uso di sostanze proibite, che portò alla radiazione poi ridotta a otto anni. Un colpo durissimo che lo costrinse a reinventarsi lontano dal calcio. Pagotto racconta di aver lavorato come cameriere, cuoco e magazziniere, soprattutto in Germania. Anni complicati, segnati anche dalla depressione e dalla necessità di intraprendere un percorso psicologico. A salvarlo, spiega, è stata anche la moglie, che lo ha aiutato a ricostruire la propria vita.

Il dolore più grande: il rapporto con i figli

Se il calcio gli ha concesso una seconda possibilità, c’è una ferita che continua a restare aperta. Riguarda i figli Alex e Gaja, con i quali oggi non ha rapporti. “Dopo tutto quello che è successo, non ho più alcun rapporto con i miei figli, non mi vogliono vedere, né parlare“, confessa. Il rimpianto più grande è non aver mai avuto l’occasione di spiegare loro cosa sia accaduto negli anni più difficili della sua vita: “Mi piacerebbe potergli spiegare cosa è successo“. Pagotto racconta di continuare a inviare messaggi per compleanni e festività senza ricevere risposta. E immagina un finale semplice per la sua storia: “Ricevere la risposta dei miei figli, in questo momento, mi renderebbe l’uomo più felice del mondo“.

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Panatta sul successo degli italiani al Roland Garros: “L’avevo detto anche dopo l’eliminazione di Sinner”

4 June 2026 at 12:56

“Mi farebbe molto piacere premiare un italiano e ne sarei orgoglioso, ma sono già veramente felice che ce ne sia di sicuro uno in finale che potrò ammirare dalla tribuna, chiunque esso sia”. Parola di Adriano Panatta. L’ex campione azzurro sarà presente domenica alla finale del Roland Garros dopo esser stato invitato nelle scorse settimane e premierà il vincitore. In tanti si aspettavano un replay di Roma: Sinner vincitore e lui a consegnare la coppa. Non sarà così, ma Panatta potrebbe premiare un altro italiano: o Flavio Cobolli o Matteo Arnaldi.

Uno dei due sarà in finale e sfiderà il vincitore del match tra Jakub Mensik e Alexander Zverev, favoritissimo per la vittoria finale. Ma più che l’avversario, secondo Panatta l’ostacolo più grande è “La pressione. Quando vedi il traguardo, il braccio pesa sempre un po’ di più. L’avversario ha un peso, è ovvio, ma su campi come questo, considerando che nessuno dei nostri è mai arrivato tanto avanti a Parigi, conta più la pressione. Ve lo assicuro“.

“Ci sono luoghi che restano dentro per sempre: per me Parigi è uno di quelli. È un privilegio sentire ancora un legame così forte con il Roland Garros che per me è molto speciale”, ha spiegato poi Panatta, che al Roland Garros trionfò nel 1976, 50 ani fa. “E comunque l’avevo detto anche dopo l’eliminazione di Jannik che c’erano altri ragazzi italiani con le carte in regola per fare molto bene. Ora ci spero. Se poi fosse un romano, si ripeterebbe la storia“, ha dichiarato l’ex tennista.

Con l’eliminazione di Berrettini, l’unico romano in corsa è Flavio Cobolli, nato a Firenze ma cresciuto a Roma e tifosissimo della Roma: “Flavio fisicamente è fortissimo, sapevo che se avesse trovato continuità anche a Parigi si sarebbe potuto spingere molto lontano. Sta vivendo la migliore stagione in carriera e lo ha dimostrato anche ieri; la semifinale al Roland Garros lo proietta nella Top 10 mondiale e al numero 2 d’Italia”.

Di fronte ci sarà la rivelazione Matteo Arnaldi, che da 104 nel ranking ha raggiunto la semifinale Slam a Parigi, la prima della sua vita: “Arnaldi ha parzialmente limato la frenesia del passato. Quando entra in modalità ‘maratoneta’ in un match tre set su cinque diventa un incubo difensivo per chiunque. Arrivando ai quarti con oltre 17 ore di gioco, lo ha dimostrato”.

Dispiacere invece per Berrettini, che dopo un super torneo è stato costretto al ritiro ai quarti di finale: “Sono molto dispiaciuto per lui, spero non sia niente di grave e che non gli precluda nulla. Aveva ripreso alla grande e fatto benissimo. Spero possa partecipare a Wimbledon. Non sono sorpreso: sapevamo di avere una ottima squadra, ma arrivare a questo punto in così tanti non era affatto scontato. Sinner è il migliore, non cambio idea per quel blackout, ma dietro di lui c’è un gruppo di alto livello che può fare strada. Speriamo che in questi campi prestigiosi si continui a parlare la nostra lingua il più possibile”.

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Binaghi lancia l’appello: “Ogni sforzo possibile per permettere a tutti di vedere la semifinale tra due italiani in chiaro. È un’opportunità”

4 June 2026 at 11:43

“Credo che, in presenza di una semifinale Slam con due protagonisti italiani, sia importante fare ogni sforzo possibile per consentire a tutti gli appassionati di seguirla anche in chiaro”. L’appello arriva direttamente dal presidente della Fitp, Angelo Binaghi dopo la vittoria di Flavio Cobolli su Felix AugerAliassime ai quarti di finale del Roland Garros, che ha garantito una “sicura” semifinale tutta azzurra.

Il tennista romano, numero 10 del seeding parigino, affronta adesso Matteo Arnaldi, che ha battuto Matteo Berrettini, costretto al ritiro nel secondo set per un problema all’anca. “Il tennis italiano sta vivendo il momento più importante della sua storia ed è diventato un patrimonio sportivo nazionale, capace di coinvolgere milioni di persone ben oltre il pubblico abituale degli abbonati. I nostri straordinari ragazzi impegnati a Parigi rappresentano oggi anche un modello educativo per tanti giovani: per serietà, spirito di sacrificio, rispetto dell’avversario, cultura del lavoro e capacità di trasmettere valori positivi attraverso lo sport”, ha aggiunto Binaghi.

Qui l’appello a Eurosport, che detiene i diritti del Roland Garros: “Per questo rivolgiamo un appello a Eurosport affinché renda visibile l’incontro anche in chiaro, nello spirito della normativa che il legislatore italiano ha già indicato per il futuro a tutela degli eventi di particolare interesse nazionale. Non si tratta di una questione commerciale, ma di un’opportunità per accompagnare ulteriormente la crescita del tennis nel nostro Paese e permettere a milioni di italiani di condividere un momento potenzialmente storico per il nostro sport”, ha concluso il numero uno del tennis italiano.

Come poi riportato successivamente da AdnKronos, Warner Bros. Discovery starebbe valutando in queste ore la possibilità di rendere la semifinale Slam visibile in chiaro. Una riflessione che arriverebbe anche alla luce dell’appello del presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, che ha appunto invitato a fare “ogni sforzo possibile” per permettere a tutti gli appassionati di seguire l’incontro con due protagonisti italiani in chiaro. Si tratterebbe comunque di riflessioni ancora in corso, anche perché il via libera definitivo dipenderebbe da altri partner coinvolti. Al momento, però, non c’è ancora una conferma ufficiale.

Tennis in chiaro: cosa dice la legge

Le semifinali e le finali di tennis con italiani in campo saranno visibili in chiaro. Ovviamente quelle dei tornei rilevanti: Masters 1000, Atp Finals (fin qui venivano trasmesse in Rai solo per altri accordi), Slam, United Cup, Coppa Davis, Billie Jean King Cup e Internazionali d’Italia, già previsti dall’ultima legge che risaliva al 2012. Questo è quanto previsto dalla nuova normativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale a novembre 2025. Ma con una precisazione: “Per gli eventi i cui diritti siano stati acquisiti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del presente decreto, l’efficacia delle disposizioni decorre dalla scadenza dei contratti in essere“.

Tradotto: per esempio per il Roland Garros – per cui Discovery ha i diritti fino al 2030 – la trasmissione in chiaro di semifinale e finale con italiani in campo partirà solo dopo il 2030. Fino a quel momento deciderà chi appunto detiene i diritti tv. Ecco perché sarà Warner Bros. Discovery a decidere se la sfida tra Cobolli e Arnaldi sarà trasmessa in chiaro.

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Il paradosso della ginnasta Tara Dragas, 7° agli Europei: “Non ammessa alla maturità anche per un 4 in discipline sportive. Non mi sostengono”

4 June 2026 at 10:55

Quarta nella specialità palla agli Europei 2026 di ginnastica ritmica, settimo posto nel concorso generale individuale (l’unico format di gara previsto anche alle Olimpiadi), ma Tara Dragas non è stata ammessa agli esami di maturità nelle prossime settimane “anche a causa di un 4 in pagella nella materia Discipline Sportive“. Sembra un paradosso, ma a spiegare tutto è stata la stessa atleta nelle sue storie Instagram.

Dalla gioia di una “quasi” medaglia agli Europei a Varna (Bulgaria) alla delusione di una bocciatura a scuola, Tara Dragas ha raccontato: “Mentre questa settimana ero impegnata a rappresentare l’Italia ai Campionati Europei, ho ricevuto una notizia che non avrei mai voluto ricevere: quest’anno non sarò ammessa agli esami di maturità. Fa male, soprattutto dopo aver cercato per anni di conciliare sport e scuola con il massimo impegno“, ha esordito la 19enne atleta italiana.

E qui il paradosso: a contribuire alla non ammissione agli esami di maturità – secondo quanto ha spiegato Tara Dragas – anche un 4 in discipline sportive. “La mia ammissione è stata compromessa anche da un 4 in Discipline Sportive, la materia che più di tutte dovrebbe valorizzare il percorso di chi dedica la propria vita allo sport“. Tara Dragas non ha poi nascosto amarezza e delusione nei confronti del liceo a cui è iscritta e in cui studia da privatista: “Purtroppo negli ultimi mesi non ho trovato il sostegno, l’organizzazione e la preparazione che mi sarei aspettata da parte dell’Istituto Volta di Udine in vista di un traguardo così importante. Non scrivo queste parole con rabbia, ma con amarezza. Lo sport, però, mi ha insegnato che una sconfitta non è mai la fine del percorso“, ha concluso la 19enne.

Intanto l’anno prossimo dovrà tornare a scuola e disputare di nuovo il quinto anno: “L’anno prossimo concluderò la quinta, affronterò la maturità e inizierò l’Università. Oggi porto a casa una delusione, domani porterò avanti un obiettivo in più. Perché non è una caduta a definire chi siamo, ma la forza con cui scegliamo di rialzarci“.

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Ranking Atp: Arnaldi fa un balzo di almeno 70 posizioni, Cobolli è virtualmente in top 10 – La classifica degli italiani

4 June 2026 at 10:18

Tre italiani ai quarti di finale, due in semifinale, un finalista sarà azzurro a prescindere da come andrà. Il Roland Garros dell’Italia – nonostante il crollo di Jannik Sinner e l’assenza di Lorenzo Musetti – è stato un successo e ha regalato storie fantastiche. Dalla prima semifinale Slam di Cobolli – che affronta Arnaldi in semifinale – al ritorno di Berrettini (poi uscito in lacrime per un infortunio), fino all’exploit dello stesso Arnaldi. E proprio questi exploit hanno permesso a tutti e tre di migliorare notevolmente la loro posizione nel ranking Atp, che però – va precisato – sarà ufficiale da lunedì, da quando sarà finito il Roland Garros.

Partiamo proprio da Flavio Cobolli, che “vede” l’ingresso in top 10 ed è sicuro di diventare il numero due italiano, visto che Darderi e Musetti sono rispettivamente numero 17 e 18. Il tennista azzurro – se dovesse vincere la semifinale – sarà sicurissimo di essere al numero 10 del ranking Atp a partire da lunedì. Se dovesse perdere, dovrà sperare che Mensik non vinca il torneo. Il tennista ceco è infatti l’unico che al momento gli può togliere il numero 10 nella classifica Atp.

Balzo notevole anche quello di Matteo Arnaldi, che dopo un lungo infortunio al piede l’anno scorso, sta vivendo mesi da sogno e con la semifinale al Roland Garros guadagna almeno 70 posizioni, arrivando al numero 34 del ranking. Se dovesse vincere la semifinale, arriverebbe a ridosso della top 20. Buon risultato anche per Matteo Berrettini, che con i quarti nello Slam parigino fa un balzo di 57 posizioni e dopo esser stato fuori dalla top 100 per qualche settimana, rientra in top 50: sarà numero 48. Sinner perde 1250 punti, ma rimane saldamente in testa alla classifica, anche perché Alcaraz è ancora fermo per infortunio e gli altri sono distantissimi.

La top 10 live del ranking Atp

  • Jannik Sinner (Italia) — 13.500 punti
  • Carlos Alcaraz (Spagna) — 9.910 punti
  • Alexander Zverev (Germania) — 6.105 punti
  • Felix Auger-Aliassime (Canada) — 4.440 punti
  • Ben Shelton (Stati Uniti) — 3.920 punti
  • Alex de Minaur (Australia) — 3.905 punti
  • Novak Djokovic (Serbia) — 3.760 punti
  • Daniil Medvedev (Russia) — 3.760 punti
  • Taylor Fritz (Stati Uniti) — 3.720 punti
  • Flavio Cobolli (Italia) — 3.040 punti

La classifica degli italiani in top 100

  • Jannik Sinner (1) 13.500 punti
  • Flavio Cobolli (10) 3.040 punti
  • Luciano Darderi (17)2.300 punti
  • Lorenzo Musetti (18) 2.275 punti
  • Matteo Arnaldi (34) 1.336 punti
  • Matteo Berrettini (48) 985 punti
  • Lorenzo Sonego (66) 855 punti
  • Mattia Bellucci (77) 777 punti

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La Nazionale dei giovani fatica col Lussemburgo: un gol di Pio Esposito basta per la vittoria

4 June 2026 at 09:04

Se questa doveva essere la Nazionale dei giovani pronta a dare speranza all’Italia che verrà dopo l’ennesima delusione Mondiale, dal primo test è arrivato il segnale che c’è ancora tantissimo lavoro da fare. L’Italia di Silvio Baldini, alla sua prima da ct ad interim, fatica tremendamente nell’amichevole contro il modesto Lussemburgo, nazionale numero 97 nel ranking mondiale. Serve un gol di Pio Esposito per evitare la figuraccia, che avrebbe avuto conseguenze anche sul ranking degli azzurri in vista dei sorteggi dei prossimi gironi di qualificazione. L’1-0 invece basta e avanza, con molti commentatori e giornali che già parlano di “buona la prima”. La speranza, invece, era di vedere qualcosa di meglio.

Il ct Baldini ha schierato un 4-3-3 speculare rispetto a quello degli avversari affidando il peso dell’attacco al tridente formato da Cherubini, Esposito e Kolesho. In porta l’esperienza del capitano Gigio Donnarumma, a centrocampo l’unico non esordiente è Niccolò Pisilli, fra i più positivi in un match sulla carta semplice ma nel quale il messaggio di fondo contava più del risultato. Perché il ct che verrà dopo l’elezione del nuovo presidente federale dovrà giocoforza rivolgere le proprie attenzioni anche alle più recenti leve del calcio italiano per rilanciare il movimento e costruire basi ben più salde di quelle mostrate negli ultimi anni (Euro 2020 a parte).

Oltre la vittoria, però, è arrivato il segnale che appunto c’è tantissimo lavoro da fare. Non a caso, i più “esperti” Pisilli ed Esposito sono stati anche i più pericolosi e intraprendenti, trovando subito il gol del vantaggio al quarto minuto di gioco: corner del centrocampista della Roma, colpo di testa dell’attaccante dell’Inter. È la rete che decide la partita, nonostante agli azzurri non manchino le occasioni per il raddoppio. Come quella che capita sui piedi di Pisilli, che al 59esimo colpisce il palo. Un po’ poco, di fronte a un avversario davvero modesto.

Il ct Baldini però è soddisfatto al termine del match: “Sapevo che i ragazzi avevano dei valori e che c’erano delle insidie, visto che la maggior parte erano debuttanti – ha detto a RaiSport – Cose da migliorare? Ci sono meccanismi che a volte ci vengono naturali, oggi in tante occasioni non abbiamo fatto questi movimenti ed era difficile andare al tiro. Emozionato per la prima con la Nazionale maggiore? Io sono un tipo un pò strano. Quando ci sono le partite non sento molto l’emozione, sono più preoccupato del fatto di dire cose utili a questi ragazzi”.

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