Astronautas apanharam um susto. NASA ordena (e cancela) evacuação da Estação Espacial
Una perdita d’aria in peggioramento nel segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale ha fatto scattare nelle ultime ore un protocollo di emergenza che ha portato gli astronauti a bordo a prepararsi a una possibile evacuazione. La Nasa ha infatti disposto che i membri della missione Crew-12 e l’astronauta americano Chris Williams si mettessero in stato di massima sicurezza all’interno della navicella Crew Dragon, pronti a lasciare la Iss in caso di ulteriore deterioramento della situazione. Il problema riguarda il tunnel di trasferimento del modulo di servizio Zvezda, noto come PrK, una sezione già da tempo sotto osservazione per la presenza di crepe e microperdite. Secondo quanto riferito dalla portavoce della Nasa Bethany Stevens, il compartimento presenta da tempo anomalie strutturali che l’agenzia spaziale russa Roscosmos ha cercato di contenere con interventi di sigillatura e riparazioni periodiche. Tuttavia, nuove fuoriuscite hanno spinto a programmare un intervento più esteso, inizialmente previsto per il 5 giugno.
La Nasa, in via precauzionale, ha ordinato all’intero equipaggio americano di indossare le tute spaziali e di trasferirsi nella Crew Dragon, configurando di fatto una condizione di “rifugio sicuro” in caso di evacuazione immediata. Una misura attivata secondo protocollo, mentre i controlli sul tasso di perdita di pressione venivano intensificati dai centri di controllo. L’allarme si inserisce in una vicenda che non è nuova per la Iss. Già nei mesi scorsi, e in particolare all’inizio dell’anno, la pressione nel modulo aveva mostrato segnali di relativa stabilizzazione dopo una serie di interventi tecnici. Tuttavia, un nuovo calo era stato rilevato nelle settimane precedenti, riaprendo una questione che NASA e Roscosmos stanno monitorando congiuntamente da tempo.
La situazione più critica si è registrata quando, a seguito dell’aggravarsi delle perdite, è stato disposto il trasferimento temporaneo dell’equipaggio nella navicella Crew Dragon. Quattro astronauti della missione Crew-12 e l’astronauta Chris Williams hanno quindi seguito le procedure di sicurezza, rimanendo pronti a un’eventuale evacuazione immediata dalla Stazione. Tra i membri dell’equipaggio coinvolti figurano gli astronauti americani Jessica Meir e Jack Hathaway, insieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Sophie Adenot e al cosmonauta russo Andrey Fedyaev, tutti attualmente impegnati nella missione orbitale iniziata nei mesi scorsi.
Secondo le comunicazioni diffuse dalla Nasa, la misura è stata adottata esclusivamente in via cautelativa, in coordinamento con Roscosmos, mentre proseguivano le valutazioni tecniche sul comportamento del modulo Zvezda e sul tunnel PrK. Nelle ore successive, dopo nuove analisi dei dati e una sospensione temporanea delle operazioni di riparazione da parte russa, la situazione è stata rivalutata. La Nasa ha quindi comunicato agli astronauti di interrompere le procedure di “safe haven” e di tornare alle normali attività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, segnalando un miglioramento delle condizioni operative.
L’episodio non si chiude però con una risoluzione definitiva. Le due agenzie spaziali continuano infatti a lavorare sull’origine delle microfessure e sulle modalità più efficaci per stabilizzare in modo permanente la pressione interna del modulo, in un contesto che resta sotto stretta sorveglianza.
L'articolo Allarme evacuazione per gli astronauti della Stazione spaziale internazionale per una perdita d’aria. Il rifugio sulla Crew Dragon, poi il rientro proviene da Il Fatto Quotidiano.



The US National Aeronautics and Space Administration (NASA) unveiled its plans for establishing a lunar base by 2032, during a press conference by NASA Administrator Jared Isaacman.
According to the plans that he presented to the media, phase one will last until 2029, with several crewed and uncrewed missions to the Moon that will conduct experiments and ensure reliable access to the Moon surface.
During phase two, to last from 2029 to 2032, NASA will build temporary and long-term infrastructure on the surface of the Earth’s natural satellite and will establish its temporary presence.
Phase three, to begin in 2032, will be aimed at creating a permanent presence on the Moon with rotating crews.
During phase one, NASA will launch three Moon Base uncrewed missions. During Moon Base I, which is targeted for launch no earlier than fall 2026, NASA will use Blue Origin’s Blue Moon Mark 1 endurance lander to deliver equipment to study the Moon’s surface and how thrusters interact with it.

Moon Base II, planned for launch later this year, will deliver more than 1,100 pounds of cargo on Astrobotic’s Griffin lander, including Astrolab’s FLIP rover.
Moon Base III, also targeted for this year, will fly on Intuitive Machines’ Nova-C Trinity lunar lander and study lunar swirls, or light spots on the surface of the Moon, to improve the understanding of surface evolution and material behavior under extreme conditions. The mission will include payloads from ESA (European Space Agency) and the Korea Astronomy and Space Science Institute.
These missions are the first of more than a dozen missions that will be announced this year, Isaacman said.
“Every mission, crewed and uncrewed, will be a learning opportunity as we return to the lunar surface, build the infrastructure to stay, and master the skills required to live and operate in one of the most demanding and dangerous environments imaginable,” he added.
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Let’s start with the proven facts: Disclosure Day is the most anticipated film of the summer. Its director and screenwriter, Steven Spielberg, revealed details about its plot this week on one of Stephen Colbert’s final shows: he says it tells the story of the theft by officials, “committed to the truth,” of all information held by the government “about UFOs and extraterrestrial visits,” and the system’s desperate attempts to prevent it being revealed.