Vannacci apre l’assemblea di FnV e attacca il centrodestra: “Porta avanti l’agenda Draghi”. Più di mezz’ora contro la stampa: “Orgogliosi di essere la feccia”. Poi recita una preghiera
“Allacciate le cinture, oggi ce n’è per tutti, non risparmierò nessuno”. Oltre 30 minuti di attacchi alla stampa, con tanto di nomi e cognomi di giornalisti “che si infiltrano tra di noi come tra i vietcong, come se io fossi il colonnello Kurtz di Apocalipse Now”. La denuncia di quello che definisce “il metodo Formigli“. Che consiste nella “registrazione di nascosto delle vostre conversazioni private, prendono le parole non troppo sveglie di due-tre di voi per estenderle a tutti e dimostrare che siamo la feccia. Bene, vi risparmio il lavoro. Siamo orgogliosi di essere lo scarto, siamo orgogliosi di essere la feccia“. Così Roberto Vannacci ha deciso di aprire il proprio discorso all’Auditorium della Conciliazione, a Roma, nella giornata che segna il debutto ufficiale di Futuro Nazionale, con la propria assemblea costituente, che si chiuderà domani.
“Ringrazio i giornalisti che ci stanno regalando tutta questa notorietà. Migliaia di italiani parlano di Vannacci”, (sì, parla di sé in terza persona). Poi cita Matteo Pucciarelli, Gad Lerner, Sigfrido Ranucci, Giacomo Salvini e Alessandro Mantovani. “Ormai ho cominciato a conoscerli. Carpiscono le vostre conversazioni private”. Poi l’ironia: “I pelati stiano attenti, perché vengono considerati estremisti. Anche chi ha i tatuaggi. E poi chi ha monili strani. Ma ve lo dico, l’ascia bipenne è tornata, eccola qua” e mostra la collanina alle telecamera. E ancora, l’ironia: “Chiedo ai massoni presenti in sala di alzare la mano, così risparmiamo il lavoro di ricerca a Report“. Infine la preghiera: “In piedi”. E comincia a recitare la preghiera del paracadutista francese, scritta nel 1938 da André Zirnheld: “O mio Dio, dammi ciò che ti viene rifiutato. Voglio l’insicurezza e l’inquietudine, la tormenta e la rissa“.
Il generale, presidente di Fn, passa poi all’attacco al centrodestra: “Io mi dovrei alleare con chi porta avanti l’agenda Draghi, il Green Deal e il debito comune?”. Applausi e ovazione. Tutti in piedi anche quando elenca ogni voto di Forza Italia, a Bruxelles, insieme al Pd e al gruppo dei Socialisti. “Si parla di patrimoniale negli ultimi giorni, con la sinistra che la vuole imporre, senza rendersi conto che non funziona e che di patrimoniali ne paghiamo già parecchie. Tajani ha detto: ‘Fintanto che ci sono io al governo, non ci sarà’. Bene. In Europa però ha votato a favore per dare altri soldi all’Ue. E io sarei quello che vota con la sinistra e le fa da stampella? Che aiuta Zan e finanzia il Gay Pride, o aiuta Schlein? Alla prova dei conti c’è un asse tra il Partito popolare europeo e i socialdemocratici in Europa” e questo governo “si allinea totalmente a supportare questa Commissione europea e la rinsecchita von del Leyen. E io sarei quello che parteggia per la sinistra? Poi si invoca il voto utile: secondo questo manicheismo o stai con noi o stai con la sinistra… Io rispondo chiaramente: o con noi, con Futuro Nazionale, guardiani della sovranità, o con von der Leyen, Draghi e il globalismo”.
Ampio passaggio sul suo cavallo di battaglia, la cosiddetta remigrazione. “Sono orgoglioso di aver portato questo termine in Italia”. E poi: “Chissà perché ci dicono che non si può attuare, che è impossibile metterla in pratica”. Dopo un lungo excursus sulla storia dell’ex poliziotto britannico, Mark Bullen, “sposato con una signora russa e al quale è stata tolta la cittadinanza inglese”, la sintesi: “Diciamolo insieme, l’Italia agli italiani. L’Italia agli italiani”. Mantra caro a quello che per tutto il tempo, senza mai citarlo, chiama “Re Mida la contrario”, cioè Matteo Salvini. “Noi non ci sentiamo africani, siamo italiani” ripete il generale più di una volta. “Il nostro progetto politico è radicato nella cultura romana e cristiana”. “La civiltà occidentale rischia di scomparire in pochi decenni, ecco perché combattiamo per il futuro nostro e dei nostri figli”.
L’assemblea si è aperta col saluto del deputato Edoardo Ziello: “Buongiorno, legionari. Se ci sono i facinorosi di sinistra che vi provocano, fate come il grande Dante Alighieri, passate oltre”. Poi il ringraziamento alla sparuta rappresentanza dei partiti di centrodestra, che hanno mandato dirigenti locali. Dopo Ziello, tocca all’inno nazionale – cantato fuori tempo dal tenore – e al braccio destro di Vannacci, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, che ha ricordato “il rogo di Primavalle, che quando ero bambino mi ha spinto ad approfondire e capire”, e la “cristianità che ci unisce, che ha sempre rispettato tutti, ma che oggi viene calpestata e vilipesa”.
Oltre 1.700 i delegati provenienti da tutta Italia e presenti all’assemblea: in prima fila si vedono Mario Borghezio, Laura Ravetto e l’economista Antonio Maria Rinaldi.
In sala stampa, dopo l’intervento, Vannacci ha risposto per circa un’ora alle domande dei cronisti. Ed è tornato sull’alleanza col centrodestra: “Non ho mai parlato di adesione al centrodestra. Non è una mia istanza, sembra che sia una aspettativa di questo centrodestra e io dovrei ammorbidirmi? Io le mie posizioni non le ammorbidisco e non le cambio. FnV è al 5% ancora prima di nascere grazie a queste posizioni e linee rosse. Eventualmente ho detto che siamo il sestante del centrodestra”. Sul riarmo europeo “io non ho mai votato a favore a Bruxelles”, mentre “la Lega in Italia ha fatto l’esatto opposto”. Spendere “800 miliardi di euro in armamenti non ha senso, è un feticcio per rilanciare le industrie francesi e tedesche, io non ho mai visto cosacchi russi in Italia. Nessuno ci sta minacciando”. L’Unione europea sta “spendendo più del doppio in armi” rispetto alla Russia. Oltre a ciò, “abbiamo tre volte i cittadini della Federazione russa. Non c’è ragione di cui preoccuparsi”.
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