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Dl Accise, ok dal Senato: rottamazione, stretta sul telemarketing e stop alla sanatoria Iva. Le novità

11 June 2026 at 13:32

Accise, il decreto passa al Senato: novità su fisco e consumatori tra rottamazione, bonus autobus e nuove regole Tlc

Il Senato ha approvato con voto ad alzata di mano il decreto accise, che ora passa alla Camera per la conversione in legge entro il 30 giugno. Il provvedimento, esaminato in Aula a Palazzo Madama giovedì 11 giugno, introduce una serie di modifiche su fisco, trasporti e tutela dei consumatori, confermando però anche alcune misure rimaste fuori dal perimetro finale del testo. Tra i principali interventi figura la proroga dei termini legati alla rottamazione, insieme a nuove disposizioni sul telemarketing e a un pacchetto di misure di sostegno per il settore dell’autotrasporto. Restano invece escluse alcune misure più controverse, come la sanatoria per le partite Iva e il blocco dei pignoramenti per chi è in regola con le rate della pace fiscale.

Rottamazione: tempi più lunghi e nuovo calendario

Il decreto estende di un mese, dal 30 giugno al 31 luglio, il termine per le delibere di Comuni ed enti locali che vogliono aderire alla rottamazione quinquies. Una misura che amplia la possibilità di includere anche multe e Tari tra i debiti sanabili. Rivisto anche il calendario delle dichiarazioni, che potranno essere presentate tra il 16 ottobre e il 15 dicembre, con possibilità di integrazione fino alla scadenza. Per i pagamenti, la prima rata (o unica soluzione su 54 bimestrali) slitta dal 31 gennaio al 31 marzo 2027.

Bonus autobus per l’autotrasporto

Via libera in commissione anche al credito d’imposta destinato all’autotrasporto passeggeri su autobus, pensato per attenuare l’impatto dell’aumento dei costi legati al caro-carburante.

Leggi anche: Carburanti, taglio delle accise fino al 3 luglio. Sconto di 5 centesimi per la benzina. Ma per il diesel…

Stretta sul telemarketing nelle Tlc

Una delle novità più rilevanti riguarda il contrasto al telemarketing selvaggio. Il divieto di contatti commerciali indesiderati viene esteso anche al settore delle telecomunicazioni, oltre a luce e gas. Le chiamate saranno consentite solo con consenso esplicito dell’utente e da numeri identificabili.

Misure ritirate: sanatoria e pignoramenti

Non entra nel testo finale la sanatoria per le partite Iva, proposta che avrebbe introdotto un ravvedimento speciale per il periodo 2020-2024 per chi aderisce al concordato preventivo biennale 2026-2027. L’emendamento, a firma del senatore Claudio Lotito, potrebbe comunque essere ripresentato come ordine del giorno. Ritirata anche la proposta che prevedeva lo stop al pignoramento dei conti correnti per i contribuenti in regola con le rottamazioni, per problemi di copertura finanziaria.

Il decreto ora attende il passaggio alla Camera, che dovrà completare l’iter di conversione entro la fine del mese.

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Dl accise, non passano lo stop al pignoramento dei conti correnti e l’emendamento Lotito per riaprire la sanatoria fiscale per le partite Iva

10 June 2026 at 12:50

Débâcle per la maggioranza in commissione Finanze del Senato: per problemi di copertura mercoledì sono stati ritirati sia l’emendamento Lotito che puntava a riaprire la sanatoria riservata alle partite Iva che aderiscono al nuovo biennio del concordato preventivo biennale con le Entrate sia quello della Lega che bloccava il pignoramento dei conti correnti per i contribuenti in regola con rottamazioni o rateizzazioni fiscali. Il giorno prima il partito di Matteo Salvini aveva dovuto dire addio anche alla riapertura della rottamazione quater per chi era decaduto e all’allargamento della quinquies anche ai debiti nati da accertamento, esclusi dalle norme inserite nell’ultima legge di Bilancio.

Solo la proposta a prima firma del senatore di Forza Italia e presidente della Lazio è stata ripescata trasformandola in un ordine del giorno: per le coperture “il governo si è impegnato a trovare una soluzione”, ha fatto sapere il presidente della Commissione, Massimo Garavaglia. Il fatto è che il nuovo regalo alle partite Iva a cui si applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), il 53% delle quali stando a quelle “pagelle” è inaffidabile, costerebbe caro. L’emendamento ritirato prevedeva infatti per i soggetti Isa che aderiscono al concordato per il biennio 2026-2027 potessero adottare il regime di ravvedimento speciale versando l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nonché dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Il ravvedimento, val la pena di ricordare, è di fatto un condono forfettario: ha permesso a chi ha accettato la proposta di reddito dell’Agenzia delle Entrate per il biennio 2024-2025 di mettersi in regola per eventuali redditi evasi tra 2018 e 2023 pagando un’imposta sostitutiva dell’Irpef del 10, 12 o 15% – crescente al diminuire dell’indice di affidabilità fiscale – sul reddito già dichiarato incrementato di una quota fissa legata sempre al punteggio Isa: dal 5 (per chi ha Isa pari a 10) al 50% (in caso di Isa sotto il 3). Quei contribuenti dunque hanno sanato il nero pregresso sborsando una minuscola percentuale delle imposte evase, peraltro con la comoda opzione delle 24 rate mensili. Predita prevista per le casse pubbliche: quasi 1 miliardo. Riproponendo il regalo, il conto salirebbe.

In attesa di capire come si muoverà il governo, le uniche modifiche sostanziali incassate dalla maggioranza sono l’allungamento dei tempi per versare il dovuto in caso di adesione alla rottamazione quinquies e di quello per le definizioni agevolate decise dagli enti locali: i debitori avranno tempo per aderire fino al 15 dicembre (prima la scadenza era il 31 ottobre).

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Ecco il rinnovo del taglio delle accise fino al 3 luglio: dimezzato a 5 centesimi lo sconto sul diesel. Invariata la benzina

6 June 2026 at 13:28

Il taglio delle accise su benzina e gasolio è stato prorogato fino al 3 luglio. È scritto nel decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale secondo il quale gli sconti scattano il 7 giugno 2026. In dettaglio il taglio delle accise sulla benzina resta di 5 centesimi, mentre lo sconto per il gasolio passa da dieci a 5 centesimi.

Il decreto precisa poi che la copertura della nuova proroga ammonta a poco meno di 150 milioni, derivante dall’extra gettito dell’Iva.
“Alle minori entrate derivanti” dalla proroga si provvede “con quota parte, pari a 149,4 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal primo maggio al 31 maggio 2026 in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto“, spiega la norma.

“C’è quello che era previsto con il decreto legge, cioè che si utilizzassero le risorse per continuare nel tagliare le accise in modo modulare, così che si possa rispondere alle esigenze delle nostre imprese e delle nostre famiglie”, commenta il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a margine del convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria. “Il prezzo dei carburanti è costantemente in discesa sotto i due euro – dice – Noi proseguiremo con questa politica di responsabilità e anche di cautela per ridurre, per quanto possibile, l’impatto sulle famiglie, sui lavoratori, sulle imprese e l’impatto ovviamente sull’inflazione generale”.

“Una pessima idea. Il governo continua a ridurre lo sconto sulle accise. Questa volta è ritoccato al gasolio, la volta precedente alla benzina. Una decisione assurda considerato che oggi il gasolio si paga ancora 2,072 euro in autostrada. Il che vuol dire che, a prezzi industriali costanti, domani varcherà nuovamente la soglia di 2,1 euro al litro, arrivando a 2,133 euro, pari ad un aggravio di 3 euro e 5 cent per un rifornimento di 50 litri“, è invece il commento del presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona. “Non va molto meglio nelle strade normali dove salirà oltre i 2 euro, da 1,980 di oggi a 2,041 – ha aggiunto – Evidentemente non si rendono conto di quello che ha detto ieri l’Istat, ossia che il forte aumento delle quotazioni delle materie prime energetiche ha già cominciato a traslarsi sui prezzi al consumo… con possibili conseguenze sull’andamento dei consumi. Insomma, è stato un autogol”.

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