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Dl accise, non passano lo stop al pignoramento dei conti correnti e l’emendamento Lotito per riaprire la sanatoria fiscale per le partite Iva

10 June 2026 at 12:50

Débâcle per la maggioranza in commissione Finanze del Senato: per problemi di copertura mercoledì sono stati ritirati sia l’emendamento Lotito che puntava a riaprire la sanatoria riservata alle partite Iva che aderiscono al nuovo biennio del concordato preventivo biennale con le Entrate sia quello della Lega che bloccava il pignoramento dei conti correnti per i contribuenti in regola con rottamazioni o rateizzazioni fiscali. Il giorno prima il partito di Matteo Salvini aveva dovuto dire addio anche alla riapertura della rottamazione quater per chi era decaduto e all’allargamento della quinquies anche ai debiti nati da accertamento, esclusi dalle norme inserite nell’ultima legge di Bilancio.

Solo la proposta a prima firma del senatore di Forza Italia e presidente della Lazio è stata ripescata trasformandola in un ordine del giorno: per le coperture “il governo si è impegnato a trovare una soluzione”, ha fatto sapere il presidente della Commissione, Massimo Garavaglia. Il fatto è che il nuovo regalo alle partite Iva a cui si applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), il 53% delle quali stando a quelle “pagelle” è inaffidabile, costerebbe caro. L’emendamento ritirato prevedeva infatti per i soggetti Isa che aderiscono al concordato per il biennio 2026-2027 potessero adottare il regime di ravvedimento speciale versando l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nonché dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Il ravvedimento, val la pena di ricordare, è di fatto un condono forfettario: ha permesso a chi ha accettato la proposta di reddito dell’Agenzia delle Entrate per il biennio 2024-2025 di mettersi in regola per eventuali redditi evasi tra 2018 e 2023 pagando un’imposta sostitutiva dell’Irpef del 10, 12 o 15% – crescente al diminuire dell’indice di affidabilità fiscale – sul reddito già dichiarato incrementato di una quota fissa legata sempre al punteggio Isa: dal 5 (per chi ha Isa pari a 10) al 50% (in caso di Isa sotto il 3). Quei contribuenti dunque hanno sanato il nero pregresso sborsando una minuscola percentuale delle imposte evase, peraltro con la comoda opzione delle 24 rate mensili. Predita prevista per le casse pubbliche: quasi 1 miliardo. Riproponendo il regalo, il conto salirebbe.

In attesa di capire come si muoverà il governo, le uniche modifiche sostanziali incassate dalla maggioranza sono l’allungamento dei tempi per versare il dovuto in caso di adesione alla rottamazione quinquies e di quello per le definizioni agevolate decise dagli enti locali: i debitori avranno tempo per aderire fino al 15 dicembre (prima la scadenza era il 31 ottobre).

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Ecco il rinnovo del taglio delle accise fino al 3 luglio: dimezzato a 5 centesimi lo sconto sul diesel. Invariata la benzina

6 June 2026 at 13:28

Il taglio delle accise su benzina e gasolio è stato prorogato fino al 3 luglio. È scritto nel decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale secondo il quale gli sconti scattano il 7 giugno 2026. In dettaglio il taglio delle accise sulla benzina resta di 5 centesimi, mentre lo sconto per il gasolio passa da dieci a 5 centesimi.

Il decreto precisa poi che la copertura della nuova proroga ammonta a poco meno di 150 milioni, derivante dall’extra gettito dell’Iva.
“Alle minori entrate derivanti” dalla proroga si provvede “con quota parte, pari a 149,4 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal primo maggio al 31 maggio 2026 in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto“, spiega la norma.

“C’è quello che era previsto con il decreto legge, cioè che si utilizzassero le risorse per continuare nel tagliare le accise in modo modulare, così che si possa rispondere alle esigenze delle nostre imprese e delle nostre famiglie”, commenta il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a margine del convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria. “Il prezzo dei carburanti è costantemente in discesa sotto i due euro – dice – Noi proseguiremo con questa politica di responsabilità e anche di cautela per ridurre, per quanto possibile, l’impatto sulle famiglie, sui lavoratori, sulle imprese e l’impatto ovviamente sull’inflazione generale”.

“Una pessima idea. Il governo continua a ridurre lo sconto sulle accise. Questa volta è ritoccato al gasolio, la volta precedente alla benzina. Una decisione assurda considerato che oggi il gasolio si paga ancora 2,072 euro in autostrada. Il che vuol dire che, a prezzi industriali costanti, domani varcherà nuovamente la soglia di 2,1 euro al litro, arrivando a 2,133 euro, pari ad un aggravio di 3 euro e 5 cent per un rifornimento di 50 litri“, è invece il commento del presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona. “Non va molto meglio nelle strade normali dove salirà oltre i 2 euro, da 1,980 di oggi a 2,041 – ha aggiunto – Evidentemente non si rendono conto di quello che ha detto ieri l’Istat, ossia che il forte aumento delle quotazioni delle materie prime energetiche ha già cominciato a traslarsi sui prezzi al consumo… con possibili conseguenze sull’andamento dei consumi. Insomma, è stato un autogol”.

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Carburanti, Tajani: “Il governo valuta la proroga del taglio delle accise fino a fine giugno”

5 June 2026 at 17:02

Il governo valuta di prorogare fino a fine giugno il taglio delle accise sui carburanti. Lo ha detto Antonio Tajani a Rapallo, alla vigilia della scadenza della misura. Il ministro lega il tema dei rincari anche alla richiesta di un mercato unico europeo dell’energia.

Il ministro parla a Rapallo davanti ai giovani imprenditori di Confindustria

Il governo valuta una nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti fino alla fine di giugno. Lo ha anticipato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, intervenendo a Rapallo, in provincia di Genova, al 55° convegno nazionale dei giovani imprenditori di Confindustria.

La misura è in scadenza e l’esecutivo sta ragionando sulla possibilità di allungarne gli effetti ancora per alcune settimane. Tajani ha spiegato: “il governo sta valutando di prolungare fino a fine giugno i provvedimenti adottati, però il problema del caro energia non è solo legato all’emergenza, è un problema molto contingente, ma anche complessivo, perciò chiediamo il mercato unico europeo dell’energia”.

Il tema resta quello dei rincari e dell’impatto dei costi energetici su famiglie e imprese. Il taglio delle accise sui carburanti è una misura immediata, pensata per alleggerire il prezzo alla pompa, ma il governo guarda anche a una soluzione più strutturale sul piano europeo.

Per Tajani, infatti, la risposta al caro energia non può limitarsi alla proroga degli interventi nazionali. La richiesta di un mercato unico europeo dell’energia punta a ridurre le differenze tra Paesi, rafforzare il coordinamento tra gli Stati membri e rendere meno vulnerabile il sistema alle oscillazioni dei prezzi.

La decisione sulla proroga dovrà arrivare a stretto giro, vista la scadenza dei provvedimenti già adottati. Fino a quel momento il dossier resta aperto, con il governo impegnato a valutare costi, coperture e durata dell’eventuale prolungamento.

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Nuovo taglio delle accise in arrivo, ma sarà l’ultimo giro di sconti per gli italiani

5 June 2026 at 08:44

Nuovo taglio delle accise, sarà l’ultimo giro di sconti

Il governo si prepara a un nuovo taglio delle accise, ma quello in arrivo domani sarà l’ultimo, poi si passerà a interventi più mirati rivolti ai lavoratori, come chiesto dall’Ue, quando ha concesso un margine di sforamento al Patto di Stabilità dello 0,3% per fronteggiare la crisi energetica dovuta al blocco di Hormuz. L’obiettivo – riporta Il Sole 24 Ore – è di concentrare gli interventi sui lavoratori che ne hanno bisogno perché sono costretti a utilizzare l’auto per andare in ufficio o in fabbrica; in particolare sui dipendenti, il cui reddito, fisso, è più colpito dall’extracosto di benzina e gasolio, soprattutto quando è medio-basso.

Sulle cose da fare con i margini di bilancio che si aprono con la deroga servirà “un confronto in Parlamento”, ha spiegato ieri Giorgetti al Senato, rivendicando di essere “soddisfatto dopo aver girato mezza Europa e di aver portato questo risultato per le famiglie e le imprese italiane. Dovremo usare saggiamente queste risorse“, ha avvertito il ministro. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, soggetti alle altalene delle crisi. Da lì, aggiunge il ministro, potrebbe arrivare anche una spinta alla crescita potenziale. E l’estensione all’energia della clausola già riconosciuta per la difesa non è l’unico strumento di flessibilità.

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