Normal view

Affari tuoi Mundial, Stefano De Martino torna su Rai1 con una puntata speciale sui Mondiali 2026

13 June 2026 at 11:10

Anche Stefano De Martino deve arrendersi ai Mondiali 2026. Affari Tuoi infatti giovedì e venerdì non è andato in onda su Rai1 per fare spazio alla cerimonia di apertura della competizione e la diretta delle partite Messico-Sudafrica e Canada-Bosnia. In tutto il game show dovrebbe perdere otto puntate, con grande gioia de La Ruota la Fortuna che può così consolidare il trend positivo dell’ultima settimana.

Leggi anche: Ascolti tv, Rai1 domina con i Mondiali 2026: Quarto Grado assapora (per ora) l’assenza di Ore 14 sera

Affari Tuoi tornerà quindi oggi 13 giugno in onda su Rai1 con una puntata speciale dedicata ai Mondiali 2026 a partire dalle 20.30. A seguire in prima serata “Una voce per Padre Pio” e la partita Brasile-Marocco a partire dalla mezzanotte.

CLICCA QUI PER RESTARE AGGIORNATO SUI TUOI PROGRAMMI TV PREFERITI

L'articolo Affari tuoi Mundial, Stefano De Martino torna su Rai1 con una puntata speciale sui Mondiali 2026 proviene da Affaritaliani.it.

Futuro Nazionale, caos all’assemblea costituente. Giornalisti schiacciati come sardine: “Siamo qui per lavorare”

13 June 2026 at 11:02

Questa mattina presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma è in corso l’assemblea costituente di Futuro Nazionale. L’inviata di Affaritaliani presente all’evento del partito di Roberto Vannacci riporta di gravi problemi di disorganizzazione.

Leggi anche: Vannacci-Gruber, lo spin doctor: “Lui un ‘Generale’ della retorica, lei spocchiosa. Ecco chi se la cava meglio in tv”

I giornalisti sono rinchiusi all’interno di una piccola stanza insufficiente a contenerli e si ritrovano praticamente schiacciati l’uno sull’altro. Tra la folla c’è chi grida: “Siamo qui per lavorare”. Le uscite di sicurezza risultano bloccate e un disabile è impossibilitato ad andare ai servizi igienici. Vannacci sta parlando dal palco, ma i giornalisti non sono potuti entrare e ora attendono in una sala parallela.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE DI POLITICA

L'articolo Futuro Nazionale, caos all’assemblea costituente. Giornalisti schiacciati come sardine: “Siamo qui per lavorare” proviene da Affaritaliani.it.

Il Papa ha capito l’IA più di tanti politici. Parla lo youtuber Gaito

13 June 2026 at 10:35

Quando Leone XIV ha pubblicato la Magnifica Humanitas, la lettera enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, i media si sono quasi all’unisono concentrati principalmente su una parola, “disarmare”. Il risultato è stato prevedibile, con titoli che evocavano prese di posizione papali sui conflitti armati e sull’agenda geopolitica. Tutto giusto, ma non sufficiente a restituire il quadro di quanto espresso dal Pontefice. Raffaele Gaito, divulgatore digitale con oltre 200.000 iscritti su YouTube, autore del volume In cosa posso esserti utile. Guida molto pratica e poco emotiva all’intelligenza artificiale (Mondadori, 2026), ha dedicato un video sui suoi canali social proprio a smontare quella lettura.

«Hanno preso una frase, anzi una singola parola molto forte, “disarmare”, ed è stato facile costruire una notizia attorno a quel termine», dice Gaito a Formiche.net. Nel documento pontificio, il verbo compare in riferimento a un meccanismo di dominio legato all’intelligenza artificiale, ovvero la concentrazione del potere tecnologico nelle mani di pochi grandi attori privati. «Il pericolo di lasciare tutto nelle mani di un gruppo di imprenditori della Silicon Valley e di utilizzare queste tecnologie senza una seria riflessione etica. Il messaggio è evidente fin dalle prime pagine».

Tre livelli di lettura

Restando al di là del contenuto di natura spirituale, e quindi religiosa, materie di cui Gaito non si occupa, il divulgatore identifica nell’enciclica almeno tre livelli di significato distinti. Il primo è storico. «Il fatto stesso che esista un’enciclica dedicata all’intelligenza artificiale ha un valore non indifferente. Ci fa capire quanto la tecnologia sia ormai presente nelle nostre vite e quanto stia già incidendo in modo trasversale sulla società». Il secondo è politico, nel senso più ampio del termine. L’enciclica ha detto cose che altri non hanno detto. «Il Papa ha condiviso riflessioni che ci saremmo aspettati da altri soggetti, ma che non sono arrivate, né dalla politica, né tantomeno dal mondo accademico o da quello degli intellettuali». Molti di coloro che seguono i suoi canali, racconta Gaito, gli hanno scritto chiedendogli se non trovasse paradossale che fosse stato il Papa a colmare quel vuoto. «E io dico sì, e nel frattempo i politici stanno lì a guardare e forse il Papa e il suo team, che hanno lavorato a questa enciclica, hanno compreso più di tanti l’impatto che ha questa tecnologia».

Il terzo livello riguarda il contenuto. Gaito spiega infatti di avere costruito negli anni una divulgazione esplicitamente centrata sulla persona, il che lo porta ad essere particolarmente diretto su questo punto. «È un messaggio in cui io mi ritrovo molto. Sono diversi anni ormai che condivido il mio pensiero sull’intelligenza artificiale, raccontando i pro e i contro, i benefici e le limitazioni e così via, e mi sono rivisto in molte di quelle parole».

Il tifo da stadio che non aiuta il dibattito

Uno dei nodi più discussi dell’enciclica è il modo in cui il tema dell’intelligenza artificiale viene trattato nel dibattito pubblico. Leone XIV chiede di non essere spettatori passivi. «L’intelligenza artificiale spesso viene trattata in modo divisivo. Sei a favore o sei contrario. Il tifo da stadio non fa bene al dibattito», spiega Gaito, che tuttavia individua un ostacolo strutturale. «La tecnologia è qua, è già nelle nostre vite. Non stiamo parlando del futuro ma del presente. Cercare di comprenderla significa raccontarne le potenzialità e i limiti, gli aspetti positivi e i rischi, far capire quello che c’è dietro». Un approccio che però, riconosce, non è commercialmente conveniente. «Questo approccio razionale, molto concreto, quindi poco emotivo, è una cosa molto rara. È una cosa che non funziona quanto funziona urlare allo scandalo e fare il titolone che magari ti fa vendere una copia in più o ti fa ottenere un clic in più».

Algoritmi che decidono vite

L’enciclica dedica poi ampio spazio al tema delle disuguaglianze prodotte dall’intelligenza artificiale. Non un problema teorico, dice Gaito. «Già in realtà c’è. Il fatto è che molte persone non lo sanno. Ogni volta che apriamo un social c’è un algoritmo che decide cosa mostrarci, e quella roba ci influenza quotidianamente. Ma la parte grave è quando è un’IA a decidere che magari non puoi avere un mutuo, un’assicurazione oppure no, persino se puoi essere assunto o licenziato. Ecco, in quei casi la questione diventa molto importante, perché non ci si può nascondere dietro la scusa del “l’ha deciso l’algoritmo”, con un effetto scaricabarile, nel quale nessuno si prende la responsabilità e nessuno paga le conseguenze». La risposta, per Gaito, passa per la regolazione e la trasparenza. «Bisogna pretendere che il legislatore vada in una certa direzione, che le aziende decidano un certo livello di trasparenza e che ci sia una supervisione umana».

Il manifesto di Palantir e il sogno infranto

Poi c’è il tema della concentrazione del potere nelle mani di grandi attori privati che, scrive Leone XIV, «fissano le condizioni di accesso, le regole della visibilità e le possibilità stesse di partecipazione». Già Gaito nelle scorse settimane aveva analizzato sul suo canale il manifesto pubblicato da Palantir, la società di analisi dei dati fondata da Peter Thiel. «Io ho definito quel manifesto come una delle cose più distopiche che abbia mai incontrato nella mia vita, in questo lavoro che faccio da una ventina d’anni». Poi rincara la dose. «Probabilmente, fino a qualche anno fa, l’avremmo letto con il sorriso sulle labbra. Avremmo detto: vabbè, questi sono un po’ strani, sono i soliti soggetti un po’ particolari che vivono in Silicon Valley, fuori dal mondo. Oggi, purtroppo, quella cosa non mi fa più sorridere. È da prendere molto seriamente, perché è la visione del mondo che hanno alcune persone, e che non mette l’uomo al centro, assolutamente no, e che vogliono imporre al resto del mondo». Il raffronto con l’enciclica è conseguenziale. «Qualsiasi cosa leggevo lì dentro, uno, mi spaventava; due, ero in profondo disaccordo; e tre, se vogliamo fare il parallelismo con l’enciclica, era estremamente lontana da quella visione che invece abbiamo letto nel documento del Papa. Le due visioni si oppongono proprio: sono antitetiche».

La questione, per Gaito, è che ormai il modello del “fondatore che costruisce nel garage e cambia il mondo” è scomparso. «Io ero un ex-ragazzino cresciuto con il mito della Silicon Valley. Un po’ alla volta mi è crollato, da diverso tempo ormai. Leggere un documento del genere è stata proprio la pietra finale messa su quel sogno. A un certo punto, hanno avuto un potere enorme tra le mani, e da quel momento hanno iniziato a fare un po’ quello che volevano. Senza controllo. Perché quando diventi più potente e ricco di uno Stato non è sicuramente la multa della Comunità Europea a fermarti».

Il paragrafo 107 e la questione della governance

Quale paragrafo dell’enciclica consiglierebbe quindi Gaito a chi lavora ogni giorno con l’IA? «C’è questo passaggio che io trovo potentissimo, al paragrafo 107, dove dice che non serve un’IA più morale se questa morale è decisa da pochi. Riassume perfettamente quello che penso. La lezione è: non dimentichiamoci che di fronte abbiamo degli esseri umani. In un mondo che va alla velocità della luce e dove il dato regna sovrano, ricordiamoci che dietro quei dati ci sono sempre delle persone, con esigenze e problematiche, oltre che sogni e obiettivi». Paradossalmente, però, potrebbe essere proprio l’IA a restituire spazio alle relazioni umane. «Se la usiamo per automatizzare quella parte più noiosa, più macchinosa del lavoro, possiamo liberare tempo da dedicare alle persone, a ricostruire quelle relazioni che forse abbiamo un po’ messo da parte negli ultimi anni. Dobbiamo capire che è una scelta. Non dobbiamo subire questa tecnologia. Possiamo decidere noi in che direzione vogliamo indirizzarla».

 

Японский компактный ПК AironiA AIR-AD-AI-001 с мощным ИИ-ускорителем

12 June 2026 at 21:40

Компания Analog Tech представила компактный персональный компьютер AironiA AIR-AD-AI-001, предназначенный для задач искусственного интеллекта.

Фото Analog Tech/ithome

Устройство выполнено в корпусе объемом около 5 литров (размеры 200 х 250 х 95 мм). По данным ixbt.com, AironiA позиционируется как решение для локальной обработки данных с минимальной задержкой, без необходимости обращаться к облачным сервисам.

В основе компьютера лежит процессор Intel Core Ultra 5 225. Для ускорения ИИ-задач модель оснащена dNPU INT8 с вычислительной мощностью до 214 TOPS, подключаемым через слот PCIe. Этот ИИ-чип основан на Metis AIPU от AxeleraAI, изготовлен по 5-нанометровой технологии Samsung и использует цифровую память D-IMC. Энергопотребление чипа составляет от 8 до 15 ватт. Разработчик отмечает, что система способна одновременно обрабатывать до 24 видеопотоков.

Переход на сайт «Нева Инфо»Евгений Машаров из Общественной палаты рассказал о новых схемах мошенников, которые выманивают у россиян коды из смс для взлома аккаунтов «Госуслуг». Подробнее об этом можно узнать в статье В Общественной палате предупредили о новых схемаx мошенников от имени «Госуслуг».

Фото Analog Tech/ithome

AIR-AD-AI-001 оборудован 32 ГБ оперативной памяти DDR5 со скоростью 5600 МТ/с, установленной в двух слотах SO-DIMM. Объем предустановленного SSD формата M.2 2280 PCIe NVMe составляет 512 ГБ. В наборе сетевых интерфейсов есть две карты — на 2,5 Гбит/с и 1 Гбит/с. Для подключения внешних устройств доступны порты HDMI 2.1, HDMI 2.0, DisplayPort 1.4a и четыре USB 3.X.

Японский компактный ПК AironiA AIR-AD-AI-001 с мощным ИИ-ускорителем • Опубликовано на FiNE NEWS

Storm Shadow maker MBDA and Ukrainian Armor launch partnership to develop deep strike and anti-drone systems

12 June 2026 at 21:33

Italian Air Force with Storm Shadow missiles.

European missile systems manufacturer MBDA and Ukrainian defense company Ukrainian Armor have signed a memorandum of understanding to explore joint development of deep-strike systems and counter-unmanned aerial systems (C-UAS), marking a new phase of industrial cooperation linked to the war in Ukraine, MBDA announced on 10 June.

MBDA expands cooperation with Ukraine’s defense industry

MBDA is one of Europe’s leading defense firms specializing in guided missile systems across air, land, and naval domains. It is also the maker of the Storm Shadow / SCALP-EG cruise missile, which has been supplied to Ukraine by European partners for long-range strike missions.

Ukrainian Armor is a domestic Ukrainian defense manufacturer involved in producing armored vehicles, artillery systems, ammunition, and unmanned platforms, and has expanded significantly since the start of Russia’s full-scale invasion.

Cooperation to focus on long-range strike systems and counter-drone technologies

The agreement sets out a framework for long-term cooperation, including joint development projects, technology exchange, and potential co-production initiatives, with the possibility of establishing a future joint venture.

The focus is on two priority areas: “deep strike” capabilities for long-range precision attacks, and counter-unmanned aerial systems designed to detect and neutralize drones, which have become central to battlefield dynamics in Ukraine.

Ukraine to strengthen domestic defense production with European expertise

MBDA said the partnership is intended to help strengthen Ukraine’s independent industrial capacity, while leveraging European experience in advanced missile and air defense systems. Ukrainian Armor will contribute production capability and operational experience across armored vehicles, munitions, and unmanned systems developed under wartime conditions.

Both sides said the cooperation aims to combine European technological expertise with Ukrainian battlefield-driven innovation, creating a framework for deeper defense-industrial integration.

Reiniciar ou desligar o telemóvel? FBI indica a melhor opção para a sua segurança

12 June 2026 at 20:40

A segurança dos smartphones é hoje uma preocupação cada vez mais presente, numa altura em que os ataques informáticos dirigidos a telemóveis se tornaram mais discretos, sofisticados e difíceis de detetar. Reiniciar o telemóvel pode ajudar a reduzir alguns riscos, mas as recomendações oficiais mostram que este gesto, sozinho, não deve ser visto como uma proteção completa.

Sobre este tema, tanto a National Security Agency, conhecida pela sigla NSA, como a Federal Bureau of Investigation (FBI) incluem entre os seus conselhos de segurança para dispositivos móveis a recomendação de desligar e voltar a ligar o telemóvel todas as semanas.

Segundo as agências norte-americanas, esta prática pode dificultar a ação de algumas ameaças que dependem de processos ativos no sistema e ajudar a reduzir determinados riscos associados ao uso diário do smartphone.

Reiniciar ajuda, mas não resolve tudo

A posição da ANSSI, a agência francesa de cibersegurança, é mais prudente. Num relatório oficial sobre ameaças dirigidas a telemóveis desde 2015, a entidade recomenda reinícios regulares, mas explica que desligar completamente o aparelho permite encerrar processos e eliminar programas maliciosos que estejam apenas na memória, como certos softwares espiões sem persistência. Ainda assim, avisa que isso não impede uma nova infeção pelo mesmo caminho usado antes.

O mesmo documento deixa ainda um alerta importante: alguns programas espiões conseguem simular um reinício do telemóvel para enganar o utilizador. Por esse motivo, a recomendação passa por desligar totalmente o equipamento e voltar a ligá-lo, em vez de confiar apenas na opção de reiniciar.

Por que é que desligar totalmente pode ser mais seguro

A ANSSI acrescenta que, quando o telemóvel volta a arrancar, várias funcionalidades continuam bloqueadas até ao primeiro desbloqueio feito pelo utilizador. Esta fase reduz a superfície de ataque e ajuda a perceber porque é que um desligamento completo pode oferecer uma proteção adicional face a um reinício incompleto ou apenas aparente.

No caso do iPhone, a própria Apple descreve um princípio de segurança semelhante. A empresa explica que, após um reinício, o dispositivo regressa a um estado mais protegido, eliminando da memória certas chaves de segurança e dados temporários.

A Apple refere também que um reinício automático pode fazer o equipamento passar do estado “After First Unlock” para “Before First Unlock”, precisamente para reforçar a proteção dos dados guardados no dispositivo, de acordo com a mesma fonte.

Que dizem as fontes oficiais para reduzir riscos

As recomendações oficiais não se limitam a desligar o telemóvel. A NSA aconselha ainda os utilizadores a instalarem apenas aplicações de lojas oficiais, a manterem o sistema operativo e as apps atualizados, a evitarem redes Wi-Fi públicas, a desligarem o Bluetooth e a localização quando não forem necessários e a não abrirem links ou anexos suspeitos.

Já a ANSSI insiste na importância de atualizar rapidamente o sistema operativo, reiniciar regularmente o aparelho, ativar mecanismos adicionais de segurança, separar usos pessoais e profissionais e desligar totalmente o equipamento quando o utilizador tiver de se afastar dele.

A agência francesa recorda ainda que o modo de avião não impede, por si só, o funcionamento de um programa espião que já esteja ativo no telemóvel.

Leia também: Especialistas avisam: se disser estas palavras ‘proibidas’ em chamada pode ficar com a conta bancária ‘a zeros’

How Ukraine uses AI to guide long-range drone strikes through electronic warfare and deep into Russian-controlled rear areas

12 June 2026 at 17:57

A Ukrainian Hornet drone spots another Hornet. Photo: Ukraine's 1st Azov Corps

Ukraine’s Ministry of Defense (MoD) says artificial intelligence is increasingly integrated into so-called “middle strike” systems, enabling long-range drones to operate in heavily contested electronic warfare environments and strike targets at operational depth.

Officials say the systems are part of a broader program aimed at disrupting Russian logistics and supply chains, with Ukraine reporting a sharp increase in strikes on transport routes, depots, command posts, and equipment concentrations in recent months.

The MoD explains that the use of AI is intended to overcome two key constraints in this operational zone: heavy electronic warfare interference that disrupts satellite navigation, and dense air defense coverage that limits predictable flight paths.

AI takes over control at target approach phase

According to the ministry, AI systems are not active throughout the entire mission. Drones are initially flown under operator control, but once they reach a designated target grid, onboard systems take over navigation and targeting.

At that stage, onboard computers and optical sensors begin real-time analysis of the surrounding area, switching from manual guidance to autonomous control for the final approach.

Visual navigation without GPS using terrain matching

The ministry says drones equipped with AI systems are able to operate without reliable satellite navigation by using onboard cameras and computer vision models.

These systems continuously scan terrain features such as roads, rivers, and landscape contours, and compare them against preloaded high-resolution satellite imagery. 

This allows the drone to determine its position based on visual correlation rather than GPS signals, which are often degraded or spoofed by electronic warfare.

Automated target recognition and terminal strike adjustment

In the terminal phase, AI systems analyze live video feeds to identify military equipment based on trained visual patterns. The system is designed to distinguish between different types of targets and automatically assign a tracking marker once a valid target is recognized.

Once a target is locked, the AI adjusts flight controls in real time to guide the drone into a final dive trajectory.

The ministry also says the system can reduce misidentification risks by distinguishing between real equipment and decoys using multiple indicators, including geometry, surface texture, and thermal signatures.

Russian forces are increasingly trying to counter these AI-assisted drone targeting systems using methods such as painting military vehicles with high-contrast zebra-like stripes. Experts say the markings are designed to confuse computer vision models trained to identify standard vehicle shapes and camouflage patterns.

Russian military vehicle with zebra-like paint patterns in an attempt to disrupt AI-assisted drone targeting systems. Photo from social media, via RFE/RL.
Russian military vehicle with zebra-like paint patterns in an attempt to disrupt AI-assisted drone targeting systems. Photo from social media, via RFE/RL.

Route planning shaped by electronic warfare conditions

The MoD says AI is also used before launch to optimize flight paths. Planning systems incorporate intelligence on Russian air defense and electronic warfare deployments, selecting routes that minimize exposure.

This includes analysis of radar coverage, identification of terrain masking opportunities, and the use of blind spots in air defense systems. The goal, according to officials, is to ensure drones can reach operational depth targets despite dense electronic warfare and interception layers.

“Logistics Lockdown” program and expanded strike depth

Ukraine says these systems are being deployed as part of a wider “Logistics Lockdown” program aimed at increasing pressure on Russian military supply chains.

Officials say “middle strike” operations are now being scaled to target Russian logistics, infrastructure, and military assets at distances of up to 200 kilometers behind the front line.

The MoD says the approach is designed to combine intelligence, long-range strike capability, and automation to increase the tempo and effectiveness of attacks on Russia’s rear support systems.

Ukrainian drone maker Skyfall partners with Airbus on defense innovation

12 June 2026 at 17:10
"Partnering with Airbus, we are developing the next generation of technologies to establish a multi-layered air shield that will bolster the protection of Ukrainian skies and European airspace," Skyfall CEO Mykolaiv Makovieiev said.

Ore 14 pomeridiano e prime time resta su Rai2: dopo Milo Infante, chi sarà il nuovo conduttore? Il nome in pole

12 June 2026 at 17:04

D’ora in poi affezioniamoci ma con distacco, direbbe qualcuno, dopo la decisione di Milo Infante di passare a Mediaset. Sempre quel qualcuno dice che la “star” della cronaca in tv, da quelle parti, resterà sempre e comunque Gianluigi Nuzzi e come dargli torto con i numeri che fa, sia a Quarto grado che a Dentro la notizia, entrambi programmi confermati con la sua conduzione.

LEGGI ANCHE: Milo Infante a Mediaset, è fatta: il retroscena delle 24 ore che hanno cambiato tutto

Ma mentre Infante si avvia verso Mediaset, con tutto un futuro da scrivere, in Rai si sta decidendo in queste ore il futuro di Ore 14.

Sul tavolo c’era la possibilità di togliere il programma dal pomeriggio di Rai2 e mettere un format stile Detto fatto, magari affidandolo ad Andrea Delogu. Ma il ragionamento è stato: non è che dobbiamo per forza chiudere bottega se un conduttore se ne va.

Ore 14 quindi resterà, sia nella versione quotidiana che -soprattutto- in quella serale. Si stanno individuando le figure adatte per la conduzione. Massimo Giletti è già ampiamente impegnato ne Lo stato delle cose, programma che ha faticato ad ingranare la marcia giusta e che ora sarebbe un delitto chiudere, infatti tornerà in autunno nel prime time del lunedì di Rai3.

Una figura adattissima a condurre Ore 14 e che è in Rai è sicuramente Salvo Sottile, attualmente impegnato con Far West e che potrebbe essere la soluzione ideale, avendo lui già condotto programmi di cronaca, come per esempio proprio Quarto grado nelle sue prime 4 edizioni. Sottile dunque al momento è in pole position per condurre Ore 14, sia la versione pomeridiana, che quella in prime time su Rai2 e certamente potrà fare bene. Si attende solo la conferma alla presentazione dei palinsesti ad Ancona il 3 luglio.

L'articolo Ore 14 pomeridiano e prime time resta su Rai2: dopo Milo Infante, chi sarà il nuovo conduttore? Il nome in pole proviene da Affaritaliani.it.

Abrams tanks in Ukraine get modular drone protection to survive in today’s drone-dominated warfare

12 June 2026 at 16:45

Ukrainian Abrams tank fitted with modular cage-style protection designed to counter FPV drone strikes on the front line, as crews adapt Western armor to modern battlefield threats. Photo: Ukraine’s 160th Separate Mechanized Brigade

Ukraine’s 160th Separate Mechanized Brigade has published new photos of its Abrams tank “Lucifer,” showing how Ukrainian crews are adapting Western armor to survive the increasing FPV drone threats on the front line that are defining modern warfare.

Drones have significantly reduced the battlefield advantage of tanks by enabling low-cost, precise strikes against weak points in armored vehicles. This has forced Ukrainian crews to adapt heavy armor with additional protective structures, including cage-style and modular field modifications.

Ukrainian Abrams tank fitted with modular cage-style protection designed to counter FPV drone strikes on the front line, as crews adapt Western armor to modern battlefield threats. Photo: Ukraine’s 160th Separate Mechanized Brigade
Ukrainian Abrams tank fitted with modular cage-style protection designed to counter FPV drone strikes on the front line, as crews adapt Western armor to modern battlefield threats. Photo: Ukraine’s 160th Separate Mechanized Brigade

Abrams tank “Lucifer” fitted with modular anti-drone cages

According to Defense Blog, the tank is an M1A1 AIM Abrams operated by the brigade’s tank battalion and is among 49 vehicles transferred to Ukraine by Australia. The vehicle has been fitted with extensive modular cage-style protection covering the turret, hull sides, and rear.

Defense Blog notes that the modifications are designed to counter FPV drone threats, which increasingly target weaker sections of armored vehicles such as engine decks, rear armor, and roof areas. 

The cage system reportedly allows the turret to rotate freely while maintaining overhead protection, addressing a key limitation of earlier field modifications that restricted combat use.

Ukrainian Abrams tank fitted with modular cage-style protection designed to counter FPV drone strikes on the front line, as crews adapt Western armor to modern battlefield threats. Photo: Ukraine’s 160th Separate Mechanized Brigade
Ukrainian Abrams tank fitted with modular cage-style protection designed to counter FPV drone strikes on the front line, as crews adapt Western armor to modern battlefield threats. Photo: Ukraine’s 160th Separate Mechanized Brigade

Adaptation of Western armor under drone-dominated conditions

FPV drones have become one of the most widespread threats to armored vehicles on the front line, forcing Ukrainian crews to repeatedly modify Western-supplied systems in the field.

Defense Blog reports that the design seen on “Lucifer” reflects a more structured approach to these adaptations, moving beyond improvised protection toward modular systems that can be replicated across units. 

Separate protective sections for the turret and hull are intended to preserve maneuverability while expanding coverage against drone attacks from multiple angles.

The outlet adds that Australian-supplied Abrams tanks are now integrated into Ukraine’s operational fleet in frontline sectors, where crews continue to adjust battlefield equipment based on real-time combat experience.

Ukrainian Abrams tank fitted with modular cage-style protection designed to counter FPV drone strikes on the front line, as crews adapt Western armor to modern battlefield threats. Photo: Ukraine’s 160th Separate Mechanized Brigade
Ukrainian Abrams tank fitted with modular cage-style protection designed to counter FPV drone strikes on the front line, as crews adapt Western armor to modern battlefield threats. Photo: Ukraine’s 160th Separate Mechanized Brigade

160th Brigade highlights Abrams combat role

The unit said few systems match a tank for firepower and protection, describing the Abrams as a vehicle that “clears the way where the enemy tries to hold its positions.” 

It added that crews are prepared to carry out high-risk missions under fire. The brigade also said that naming a tank “Lucifer” reflects its combat role and warned that it gives opposing forces “every reason to worry.”

Ukrainian Abrams tank fitted with modular cage-style protection designed to counter FPV drone strikes on the front line, as crews adapt Western armor to modern battlefield threats. Photo: Ukraine’s 160th Separate Mechanized Brigade
Ukrainian Abrams tank fitted with modular cage-style protection designed to counter FPV drone strikes on the front line, as crews adapt Western armor to modern battlefield threats. Photo: Ukraine’s 160th Separate Mechanized Brigade

Taiwan bolsters Paraguay ties with $200M data centre deal

12 June 2026 at 16:23

The government of Taiwan reportedly plans to deepen its diplomatic relationship with Paraguay through a planned $200 million data centre investment, in a rare technology investment designed to strengthen the pair’s diplomatic relationship.

Bloomberg reported the date centre partnership, which is backed by the Trump administration, is targeting 10-megawatts of computing capacity. It is expected to be operational by the end of 2027.

The data centre will be built on government land near the capital of Asuncion.

The news site noted Taiwan will supply Nvidia chips and supporting equipment, while Paraguay brings cheap hydropower and basic infrastructure to the partnership.

Both sides are in discussions with the US International Development Finance Corporation over financing arrangements.

Sources told Bloomberg Taiwan’s International Cooperation and Development Fund has separately approached Google, Microsoft and Amazon about potentially investing in the project or taking up capacity.

Paraguay is one of only a handful of countries worldwide which still maintains formal ties with Taiwan rather than China, but pressure is growing domestically for a reassessment of the position as neighbouring countries have attracted substantial Chinese investment.

The post Taiwan bolsters Paraguay ties with $200M data centre deal appeared first on Mobile World Live.

❌