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Cosa è la cabinovia di Socrepes? Lo scandalo olimpico tra appalti, ritardi e l’inchiesta arrivata al ministero di Salvini

11 June 2026 at 17:46

L’inchiesta riguardante la cabinovia olimpica di Socrepes, che da Belluno conduce a Roma, direttamente nella sede del ministero delle Infrastrutture, all’ingegnere Elisabetta Pellegrini, braccio destro di Matteo Salvini, sta scoperchiando uno scandalo che ne contiene tanti altri. C’è la corsa contro il tempo per costruire in tutta fretta un impianto di risalita, così da compiacere alle richieste di Fondazione Milano Cortina 2026, il comitato organizzatore dei Giochi che voleva portare in quota il maggior numero di spettatori per le gare di sci alpino femminile. C’è il tentativo di innalzare dieci piloni in un’area franosa, sui pendii di Mortisa a Cortina, nonostante le proteste dei cittadini e la preoccupazione legata a un terreno altamente instabile, che ha richiesto una lunga serie di prescrizioni da parte della Regione Veneto, prima di rilasciare un nulla osta di indennità di frana subordinato alla loro esecuzione. C’è anche lo scandalo di Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico) che si è affannata tra ritardi ed incompiute per far fronte agli impegni del Piano delle Opere olimpiche, anche quando le gare d’appalto andavano deserte. Se con l’impianto di bob ce l’ha fatta, preparando lo Sliding Centre grazie a una deroga concessa dal Comitato Olimpico Internazionale, per la cabinovia Apollonio-Socrepes, assegnata alla bresciana Graffer, è incappata in un clamoroso fallimento.

La cabinovia che danza sulla frana

L’impianto da 35 milioni di euro è apparso subito controverso e di difficile realizzazione. Una quarantina di cortinesi avevano presentato ricorso al Tar del Lazio, senza ottenere il blocco dei lavori, che hanno comportato l’abbattimento di un paio di case. Alleanza Verdi Sinistra, con l’onorevole Luana Zanella, capogruppo alla Camera dei Deputati, aveva presentato alcuni esposti per il danno ambientale causato e per la mancanza di prospettive operative, visto che una cabinovia per diventare utilizzabile ha bisogno di un parcheggio, che rimane al momento un progetto fantasma. Per questo l’opera nasceva già monca e se ne sta occupando anche la Procura regionale della Corte dei Conti del Veneto. Nel settembre dell’anno scorso si è verificato uno smottamento vicino al cantiere della stazione di arrivo, che interessava una seconda seggiovia e l’ampliamento di un rifugio. Simico non si era fermata, anzi assicurava che la cabinovia sarebbe stata ultimata per i primi giorni di febbraio 2026. Si trattava di una bufala, come hanno dimostrato i fatti. Il verbale di fine lavori risale al 4 marzo, ma in realtà i lavori non erano per nulla terminati. Anzi Ansfisa, l’agenzia governativa che vigila sulla funzionalità degli impianti a fune, non ha neppure oggi ultimato le verifiche e quindi manca il collaudo.

Le gare deserte

Simico ha scorporato il progetto della cabinovia di Socrepes da un project financing più ampio che prevede il collegamento dei versanti delle Tofane e del Faloria, con una spesa di circa 140 milioni di euro. Nel febbraio 2025 ha coinvolto in una preselezione i due colossi degli impianti a fune, la Leitner di Vipiteno e l’austriaca Doppelmayr. Una fuga di notizie, con pubblicazione dei nomi delle società su un giornale locale, aveva indotto Saldini ad annullare la procedura nel mese di marzo. Ci aveva riprovato alcuni mesi dopo, ma a giugno la gara era andata deserta. Secondo la Procura di Belluno si annida in queste fasi la presunta turbativa d’asta, che ha visto l’entrata in scena della Graffer.

L’inchiesta

L’ingegnere Elisabetta Pellegrini è la quarta indagata. Il 21 maggio erano stati perquisiti gli uffici di Simico, con il sequestro di computer, documenti e telefonini. I primi tre indagati erano l’architetto Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Simico e commissario straordinario con pieni poteri, l’ingegnere Valeria Cepi, responsabile unica del procedimento, e Angelo Redaelli, rappresentante legale della società bresciana Graffer. Da quella prima fase istruttoria sono emersi elementi che hanno portato a iscrivere nel registro degli indagati anche il nome della dirigente Pellegrini. È una diretta collaboratrice del ministro Matteo Salvini, anzi ricopre un “incarico di stampo politico” ed è coordinatrice della struttura tecnica di missione del ministero, oltre che consigliere del vicepresidente del Consiglio dei ministri per le strategie infrastrutturali. A Roma era andata nel dicembre 2022, ma prima di allora aveva operato per la Provincia di Verona, quindi in Regione Veneto. Luca Zaia era il governatore e Pellegrini era diventata responsabile unica del procedimento della Pedemontana Veneta, una superstrada del costo di due miliardi e mezzo, che prevede nell’arco di 40 anni il pagamento di canoni pubblici per circa 12 miliardi di euro al promotore del project financing.

La ricerca del costruttore

A mettere nei guai Simico e il ministero è stata la spasmodica ricerca di un costruttore per l’impianto di Socrepes. Quando a metà giungo 2025 è andata deserta la seconda asta pubblica, il commissario Saldini è corso ai ripari. Ha dichiarato che si era presentata Graffer, offrendosi a fare quello che Leitner e Doppelmayr non erano disposti a realizzare. Nel giro di un paio di settimane Graffer aveva trovato due compagni di cordata nella bergamasca Ecoedile e nella bellunese Dolomiti Strade. Saldini aveva ammesso di aver fornito a Graffer gli elenchi di aziende a cui rivolgersi per trovare un aiuto. Infatti Graffer aveva cercato altre cinque imprese (tra cui una ditta turca costruttrice delle cabine) a cui affidare i diversi compiti. È in questa fase concitata, probabilmente, che gli investigatori stanno verificando un eventuale ruolo di Pellegrini: nelle telefonate e nelle mail che sono partite dal ministero per cercare di comporre il nuovo appalto attorno a una cabinovia che nessuno voleva realizzare.

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Olimpiadi Milano-Cortina, dirigente del ministero dei Trasporti indagata nell’inchiesta sulla cabinovia Socrepes

11 June 2026 at 13:41

L’inchiesta sulle Olimpiadi invernali Milano-Cortina arriva nelle stanze del ministero dei Trasporti. La procura di Belluno, guidata da Massimo De Bortoli, ha iscritto nel registro degli indagati Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione e braccio destro di Matteo Salvini.

Nella giornata di mercoledì le autorità le è stato sequestrato il cellulare e oggi è stata raggiunta da un avviso di garanzia. A quanto risulta, si tratta del filone di indagini sull’appalto per la costruzione della cabinovia Socrapes a Cortina d’Ampezzo, che vede indagate altre tre persone tra le quali il commissario straordinario per le opere Fabio Massimo Saldini. L’ipotesi di reato è di turbativa d’asta su presunte irregolarità nell’affidamento della realizzazione.

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Olimpiadi 2026, in Valtellina FdI attacca la Lega. Anzi no. Ecco il comunicato-verità, poi minimizzato

4 June 2026 at 05:35

Fratelli d’Italia contro la Lega, in provincia di Sondrio, a causa degli scandali e delle inchieste olimpiche, per smascherare quella Zona Franca che si è creata troppo a lungo attorno al grande evento celebrato tre mesi fa. C’era da strabuzzare gli occhi quando il Coordinamento Provinciale del partito di Giorgia Meloni ha diffuso un comunicato carico di sospetti e censure: “Appalti olimpici e inchiesta Simico: un silenzio che preoccupa”. Bastavano le prime righe per capire che non si trattava di un’allucinazione e si profilava una clamorosa spaccatura. “Le notizie relative all’inchiesta della Procura di Belluno che c

oinvolge i vertici di Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina, che dipende dal ministero di Matteo Salvini, ndr) non possono lasciare indifferente il territorio valtellinese, direttamente interessato da importanti opere olimpiche finanziate con ingenti risorse pubbliche”. Già l’appello a non girarsi dall’altra parte di fronte all’indagine per turbativa d’asta riguardante la cabinovia incompiuta di Socrepes a Cortina appariva una novità. Da quando l’Italia ha ottenuto nel 2019 l’assegnazione dei Giochi, dal centrodestra si sono levate solo voci entusiastiche, rassicurazioni che tutto stava procedendo per il meglio, che le Olimpiadi a costo zero sarebbero state un successo.

La linea di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia non è mai mutata in questo lungo arco di tempo, anzi ha visto i rappresentanti politici dei tre partiti (i ministri Andrea Abodi, Matteo Salvini e Antonio Tajani, con i governatori Attilio Fontana, Luca Zaia e Maurizio Fugatti) sempre schierati sul versante dell’ottimismo, a costo di negare l’evidenza. Il comunicato di FdI di Sondrio è nato da una giustificazione locale, dopo che Simico ha dato la disdetta al raggruppamento di imprese condotto dalla bresciana Graffer che aveva ricevuto l’incarico di costruire una cabinovia da 44,8 milioni anche a Bormio, oltre che a Cortina e Livigno. Si tratta di una delle tante eredità olimpiche, annunciate in pompa magna, che subisce uno stop in Valtellina e pone interrogativi anche sullo sviluppo dell’appalto nel Piccolo Tibet.

La denuncia dei meloniani continuava riferendosi all’inchiesta che coinvolge Graffer (indagata anche a Verbania per un impianto non olimpico) e Simico: “Sorprende il totale silenzio della Lega e dell’amministrazione comunale di Bormio, che negli ultimi anni hanno rivendicato come propri i risultati e gli investimenti legati alle Olimpiadi. Se fino a ieri qualcuno si attribuiva il merito delle opere, oggi è doveroso che gli stessi soggetti si assumano la responsabilità politica di spiegare ai cittadini quale sia lo stato effettivo degli interventi, quali procedure siano state adottate e quali garanzie siano state poste a tutela della trasparenza”.

Un attacco frontale. “Bormio rappresenta uno dei principali poli di investimento dell’intero progetto Milano-Cortina. Per questo Fratelli d’Italia chiede che il Sindaco di Bormio riferisca pubblicamente sullo stato delle opere e che venga resa disponibile una relazione aggiornata sugli affidamenti, sui cronoprogrammi e sulle eventuali criticità emerse nel corso della realizzazione degli interventi”. Per la verità il sindaco Silvia Cavazzi non è della Lega, ma di una lista civica. La conclusione della nota pone un problema a lungo trascurato: la rendicontazione della dispendiosissima organizzazione dei grandi eventi pagati con soldi pubblici. “Le Olimpiadi costituiscono un’occasione storica per la Valtellina. Proprio per questo non possono essere trasformate in una zona franca sottratta al confronto politico e al controllo pubblico. Chi ha governato e continua a governare il territorio ha il dovere di rispondere alle domande dei cittadini. Il tempo dei comunicati celebrativi è finito: è arrivato il momento della trasparenza e della responsabilità”.

Finalmente un po’ di verità attorno alle Olimpiadi? L’epoca dei silenzi politici complici è giunta al capolinea, anche se con colpevole ritardo? Niente di tutto questo. Dopo poche ore il coordinatore provinciale di FdI, Francesco Romualdi, ha fornito l’interpretazione autentica del comunicato emesso dallo stesso Coordinamento Provinciale da lui presieduto. Il dietrofront è plateale. “Fratelli d’Italia ha il massimo rispetto per la Lega e non ha alcun dubbio che le indagini confermeranno il buon lavoro di tutte le forze politiche che hanno insieme lavorato per la buona riuscita delle Olimpiadi. Non esiste alcun caso politico con la Lega”. Strano, sembrava esattamente il contrario. Il diktat di Romualdi non ammette repliche. “Confido che le inutili discussioni e speculazioni scaturite dalla nota di ieri si trasformino in una sana e salda collaborazione che il territorio provinciale richiede”.

La sindaca Cavazzi, da noi interpellata, ha elogiato i benefici di legacy per il territorio, glissando su qualsiasi riflessione critica o autocritica. Gli unici che si sono esercitati in questa funzione necessaria per la buona amministrazione sono stati in questi anni gli ambientalisti, Alleanza Verdi Sinistra e il Movimento Cinquestelle. Tutto il resto, a destra e non solo, compone una desolante Zona Franca che, evidentemente, non è solo una prerogativa economica di Livigno, dove non si pagano Iva e accise, ma comprende un’enorme area grigia delle istituzioni. Vietato parlare di spese folli, opere fatte male, ritardi o incompiute. Un silenzio scaltro, compiacente e compiaciuto, domina nelle vallate del Nord, benedette da una nevicata di miliardi.

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