Reading view

Morto a novant’anni il giurista Natalino Irti: avvocato e accademico, è stato maestro del diritto civile

È morto a novant’anni Natalino Irti, tra i più autorevoli giuristi italiani del secondo Novecento e una delle voci più influenti del diritto civile contemporaneo. Originario di Avezzano (L’Aquila), avvocato e professore ordinario, è stato accademico dei Lincei, presidente emerito dell’Istituto italiano per gli studi storici e dal 1977 docente all’Università La Sapienza di Roma, dove ha insegnato istituzioni di diritto privato, diritto civile e teoria generale del diritto, contribuendo alla formazione di generazioni di magistrati, avvocati e accademici. È stato anche presidente del Credito Italiano, vicepresidente dell’Enel, membro del consiglio d’amministrazione dell’Iri (Istituto per la ricostruzione industriale) e del Comitato per le privatizzazioni. Il nome di Irti resta legato soprattutto a “L’età della decodificazione”, opera con cui ha interpretato la progressiva perdita di centralità del codice civile e la nascita di sottosistemi normativi autonomi, governati da logiche e principi propri. Una riflessione che ha segnato in profondità il modo di leggere il diritto privato nell’Italia contemporanea, aprendo un confronto sul ruolo della dottrina, sulla certezza del diritto e sul rapporto tra codici, leggi speciali, economia e potere politico.

“Con Natalino Irti scompare uno dei protagonisti assoluti del pensiero giuridico italiano”, lo ricorda il presidente del Consiglio nazionale forense (l’organismo di vertice dell’avvocatura) Francesco Greco. “La sua riflessione ha attraversato il diritto nella sua dimensione più profonda, interrogandosi non solo sugli istituti ma sul senso stesso dell’ordinamento. Ha ridefinito il modo di leggere il codice civile e il diritto privato contemporaneo ed è stato sempre un osservatore attento alle trasformazioni profonde della società. Il Consiglio nazionale forense tutto lo ricorda con gratitudine e reverenza e si stringe al dolore della famiglia”. Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana, “ricorda commosso la limpida figura di Natalino Irti, che è stato anche banchiere e che fino alla scomparsa era proboviro” dell’associazione: “Di Natalino ho sempre ammirato la profonda cultura giuridica dell’insigne docente, le grandi e poliedriche sensibilità culturali e l’impegno professionale rigoroso. Con lui già negli anni Ottanta parlavamo di privatizzazioni bancarie, in anticipo rispetto a quanto poi sarebbe avvenuto”, dichiara in una nota.

L'articolo Morto a novant’anni il giurista Natalino Irti: avvocato e accademico, è stato maestro del diritto civile proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Ponte sullo Stretto, l’ex magistrato Miele (indagato per corruzione) lascia la presidenza del collegio dei revisori al Csm

Tommaso Miele, l’ex presidente aggiunto della Corte dei conti indagato per corruzione nell’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto, si è dimesso dall’incarico di presidente del Collegio dei revisori dei conti del Consiglio superiore della magistratura. Come riportato da alcuni quotidiani, Miele aveva assunto l’incarico ad aprile del 2025, prima a titolo gratuito e poi, dopo il pensionamento dello scorso febbraio, dietro un compenso di 27mila euro lordi annui. La presenza di due magistrati contabili nel collegio è prevista dal regolamento interno del Csm.

Secondo l’accusa dei magistrati romani, Miele è stato avvicinato dall’imprenditore Vincenzo Virgiglio e dall’avvocato Francesco Saccomanno al fine – si legge in un comunicato emesso dalla Procura – di “condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione” del Ponte sullo Stretto. L’ex magistrato, ipotizzano i pm, si è messo a disposizione dei presunti corruttori fornendo continui aggiornamenti e informazioni riservate, “in cambio del loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento”.

L'articolo Ponte sullo Stretto, l’ex magistrato Miele (indagato per corruzione) lascia la presidenza del collegio dei revisori al Csm proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Can Aging Cells Be Made Young Again? New Human Trial Seeks Answers

A genetic disorder of the nervous system
A genetic disorder of the nervous system. Credit: NIH Image Gallery / Flickr / CC BY-NC 2.0

A highly anticipated gene therapy human trial is now testing whether scientists can make aging cells behave like younger ones, a development that could open a new chapter in regenerative medicine. The study, focused on keeping cells young through a process known as partial reprogramming, has treated its first patient with a form of glaucoma that can lead to blindness.

The trial is being conducted by Life Biosciences, a biotechnology company based in Boston. Researchers are testing a gene therapy designed to activate three specific genes inside cells. The goal is to restore some of the traits of younger cells without changing their identity or normal function.

Scientists have long been interested in the possibility of reversing some effects of aging at the cellular level. The new trial marks one of the first major efforts to test that idea in people.

Scientists test partial reprogramming in humans

Glaucoma was chosen as the first target because the disease damages neurons in the optic nerve, which carries visual information from the eye to the brain. Once injured, these nerve cells normally do not regenerate. Researchers hope the treatment will encourage damaged neurons to repair themselves and restore lost function.

The approach is based on a concept called partial reprogramming. Scientists discovered years ago that four genes could transform adult cells into stem-cell-like cells. While that breakthrough created powerful research tools, it also raised concerns because fully reprogrammed cells lose their specialized roles.

The new strategy takes a more controlled approach. Instead of using all four genes, researchers activate only three. The aim is to roll back some signs of aging while allowing cells to remain the specialized cells they were meant to be.

Mouse studies sparked interest

Interest in the field grew after a 2020 study led by geneticist David Sinclair. His team reported that activating the three genes in mice with damaged optic nerves promoted nerve regeneration and improved vision. The treatment also appeared to reverse vision loss in older mice and animals with glaucoma.

Scientists have launched the first human trial of a gene therapy designed to make aging cells act young again. The treatment uses three genes to partially reprogram cells and is being tested in glaucoma patients. pic.twitter.com/A7nVv2vmdi

— Tom Marvolo Riddle (@tom_riddle2025) June 10, 2026

Those findings generated excitement among scientists studying aging and longevity. They suggested that some effects of aging might not be permanent and that cells may retain the ability to recover youthful functions under the right conditions.

Since then, Life Biosciences has carried out additional studies in rodents and monkeys. According to the company, those experiments did not reveal serious safety problems. The human trial is now intended to determine whether the treatment can be used safely in patients.

Safety concerns remain

Although several animal studies have reported promising results, some researchers worry that changing a cell’s biological age could have unintended consequences. One concern is that reprogrammed cells might begin dividing uncontrollably, increasing the risk of cancer.

Matt Kaeberlein said the technology offers enormous potential if it can be shown to work safely in people. At the same time, he noted that the field remains in its early stages and that researchers must carefully watch for serious side effects.

Experts say the eye may be one of the safest places to begin testing the approach. Any unexpected effects are likely to remain localized, reducing the risk of widespread damage elsewhere in the body.

A key milestone for longevity research

Researchers view the trial as an important milestone for a field that has largely been confined to laboratory and animal studies. Success could eventually lead to treatments for diseases linked to aging and tissue degeneration. Failure, however, could reinforce concerns about the risks of altering cellular identity.

For now, scientists are watching closely as the first participants receive a therapy designed to answer one of medicine’s most ambitious questions: Can aging cells truly be persuaded to act young again?

  •  

Achille Lauro apre le porte del suo paradiso ai 60mila all’Olimpico. Gavetta e successo: “Il mio primo concerto? Nessuno mi faceva suonare, mi affittavo il locale, pagavo le guest e mi mettevo in scaletta”

Il paradiso terrestre, una bellissima Eva circondata dalle divinità, il diavolo tentatore nei panni del serpente, il morso della mela, la caduta negli inferi per poi risalire e purificarsi alla Fontana di Trevi nella città eterna, con un chiaro riferimento alla iconica scena del bagno di Anita Ekberg in “La dolce vita” di Fellini. Benvenuti nel Paradiso di Achille Lauro (suddiviso in 4 atti) che ha così aperto le porte ai 60mila, come dichiarato dall’organizzatore, accorsi allo Stadio Olimpico di Roma. Non è un caso che la frase conclusiva del cortometraggio proiettato sui mega schermi (nato da una idea di Lauro e del suo team, che lascia presagire anche una incursione nel cinema prossimamente) siano le parole: “E così persero il cielo e con esso il diritto all’eterno condannati a vivere una vita soltanto. Comuni Immortali”. Un omaggio alla sua gente, al popolo composto da nonne, mamme, nipoti e coppie di fidanzati.

“Più che un concerto ho realizzato per gli stadi un film narrativo, legato allo spettacolo, tenuto in piedi dalle canzoni. – ci ha raccontato l’artista poche ore prima dello show – Per mia fortuna ho molti brani che sono diventati, in qualche modo, parte della storia della mia fanbase. Vengo dalla data zero di Rimini e ancora prima dai 15 palazzetti, sull’onda di una magia bellissima perché si vede quanto le canzoni poi siano entrate nelle vite delle persone. Questo è un anno davvero fortunato con questi tre stadi (7 e 10 giugno allo Stadio Olimpico di Roma e il 15 giugno allo Stadio San Siro di Milano, ndr) che mi aspettano e il prossimo anno ce ne saranno altri dieci che stanno andando benissimo. Posso dire che con un anno di anticipo l’Olimpico è già sold out mentre questa sera aggiungiamo una data il primo luglio 2027. Anche le altre date del 2027 sono molto vicine alla chiusura dei biglietti”.

Una delle sorprese della serata è stata la presenza di Antonello Venditti con “Che tesoro che sei” (esce il 12 giugno; ndr): “Io, come tutti gli italiani, siamo cresciuti con lui. – ha detto il cantautore – Gli ho chiesto anche di suonare insieme ‘Notte prima degli esami’. Se c’è un ospite che ho voluto fortemente è Antonello per tutto quello che ha rappresentato nella nostra adolescenza e poi è anche il simbolo della mia città”.

Lauro anche all’Olimpico – dopo le date nei palazzetti – conferma di essere in una fase felice della sua carriera e ha messo a segno un traguardo importante nella sua città. Un traguardo che però viene da lontano, dalla gavetta fatta di porte sbattute in faccia: “Il mio primo concerto? – ha confessato Lauro – Nessuno mi faceva suonare, mi affittavo il locale, pagavo le guest e mi mettevo in scaletta”.

L'articolo Achille Lauro apre le porte del suo paradiso ai 60mila all’Olimpico. Gavetta e successo: “Il mio primo concerto? Nessuno mi faceva suonare, mi affittavo il locale, pagavo le guest e mi mettevo in scaletta” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Achille Lauro e Antonello Venditti all’Olimpico di Roma duettano in anteprima su “Che tesoro che sei”. Poi i cori per “Notte prima degli esami” – IL VIDEO

Sul palco dello stadio Olimpico di Roma di Achille Lauro, mercoledì 10 giugno, davanti a 60mila spettatori come dichiarato dall’organizzatore, è apparso Antonello Venditti. I due artisti hanno duettato in anteprima su “Che tesoro che sei”, brano del 1999 di Venditti, che uscirà nelle piattaforme dal 12 giugno. Al termine dell’esecuzione Venditti ha intonato “Notte prima degli esami” con un coro fortissimo da tutto lo stadio.

“Antonello è veramente come questa città. – ha detto Lauro – Quando ero piccolo andavamo al mare e con gli amici ascoltavamo le canzoni di Venditti. Devo ringraziarlo per aver deciso di duettare con me ‘Che tesoro che sei’. E oggi veramente stiamo realizzando qualcosa incredibile”.

E ancora: “Una sorpresa per questo brano che uscirà venerdì 12 giugno. E poi ho chiesto ad Antonello un altro regalo. Non potevamo andare via così. Quindi adesso ragazzi mi tolgo le cuffie e chiedo un applauso al maestro Venditti”.

I due si sono salutati affettuosamente al termine dell’esibizione. Un vero attestato di stima e di amicizia tra due artisti romani.

L'articolo Achille Lauro e Antonello Venditti all’Olimpico di Roma duettano in anteprima su “Che tesoro che sei”. Poi i cori per “Notte prima degli esami” – IL VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  
❌