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El Barça supera a un Mills de otro mundo y está a un paso de la final

Hay partidos que se recuerdan por el perdedor. El Palau Blaugrana acogió uno de esos encuentros en los que el derrotado mereció mejor suerte, pero el baloncesto no entiende de justicia poética. El Barça se impuso a La Laguna Tenerife por 97-89 en el segundo partido de la semifinal de la Liga Endesa, coloca el 2-0 en la eliminatoria y ya solo necesita una victoria más para plantarse en la gran final.

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© AFP7 vía Europa Press (AFP7 vía Europa Press)

Darío Brizuela entra a canasta en el segundo partido de las semifinales de la Liga ACB entre el Barcelona y La Laguna Tenerife.
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Disabilità nello sport e nelle fiabe: dal ParaMondiale al Mago di Oz, passando per due letture

di Marco Pozzi

In questi giorni d’inizio mondiale di calcio mi è capitato di discutere con amici sulla possibilità di organizzare un ParaMondiale, dopo il torneo principale, alla maniera in cui le Paralimpiadi seguono sempre le Olimpiadi: calcio integrato, per non vedenti, in carrozzina: discipline già esistenti o ancora da progettare.

D’altronde, Olimpiadi e Mondiali sono due eventi simili per portata planetaria, che scandiscono il nostro tempo, alternandosi ogni due anni, come un metronomo delle società.

Insieme alla divagazione sul ParaMondiale di calcio, qui mi piace segnalare due bei libri sulla disabilità, che ho letto da poco. Il primo è Eccentrico di Fabrizio Acanfora (editore Effequ, 2022): a 39 anni all’autore viene diagnosticata una forma di autismo. C’è un prima e un dopo quel momento, un sé prima e un sé dopo, diverso. Una specie di tortura, “vigilanza permanente”, che rende ogni secondo faticosissimo, soprattutto se si fa musica, come l’autore, e si è ossessionato dai rumori, e “il canale preferenziale di entrata delle informazioni esterne è l’udito” (p. 102).

Il libro è un racconto sincero e intenso, un reportage di sé stesso, di com’è star chiuso nei propri pensieri, crearsi routine e ripetibilità per non cedere alle distrazioni laterali, com’è vivere con ridotta capacità di astrazione rispetto alla capacità di vedere i pensieri (quando si pensa un appuntamento, quando si scrive un racconto, tutti i dettagli afferrano l’attenzione), e di come si riempiono le giornate con la musica, studiando clavicembalo e pianoforte.

Il secondo libro è Deforme di Amanda Leduc (editore Nottetempo, 2025), dove l’autrice, che soffre di una lieve paralisi cerebrale e di emiplegia spastica, analizza le disabilità presenti nelle fiabe, spesso elemento centrale della storia: la bestia in Bella e la bestia, la strega con la stampella di Hansel e Gretel, le trasformazioni nelle favole dei fratelli Grimm, i brutti principi e i ranocchi; oppure le disabilità nei cartoni animati, quali il gobbo di Notre Dame, i nani che aiutano Biancaneve, il naso deforme di Pinocchio, o la Fiona in Shrek, trasformata da principessa in orchessa per maledizione di una fata.

Viene in mente la commovente Elsa, in Frozen, col suo potere di manipolare ghiaccio e neve, all’inizio incontrollabile, tanto da costringerla a lasciare la città e ritirarsi da eremita, prima d’essere salvata dalla cara sorella, che Elsa involontariamente aveva quasi ucciso mentre scopriva i suoi poteri. Il superpotere come disabilità, come scarto nefasto dalla normalità (lo dimostra anche l’ultimo “ragno” di Nicolas Cage in Spider-Noir, fra quei supereroi che vorrebbero essere “normali”).

Nelle fiabe particolare è il Brutto Anatroccolo, diverso, emarginato, il quale cresce e si scopre diventare un bellissimo cigno. E il cigno, qui animale simbolo di bellezza (un super potere quasi), lo è altrettanto di bruttezza nei Cigni selvatici di Andersen e nei Sei cigni dei fratelli Grimm, dove undici principi e sei fratelli vengono trasformati in cigni da una matrigna e da una regina malvagia. Si è belli o brutti a seconda del paragone: l’essere cigno, in fiabe diverse, in realtà diverse, può essere un privilegio oppure una condanna.

Per tornare allo sport, il discorso fa venire in mente i quattro personaggi del Mago di Oz: lo Spaventapasseri senza cervello, l’Uomo di Latta senza cuori, il Leone senza coraggio, oltre a Dorothy, che è sola in terra straniera. Ognuno ha una disabilità, insieme sono una squadra impegnata verso un obiettivo comune, che è raggiungere Oz. I quattro hanno obiettivi individuali – il cuore, il coraggio, il cervello, tornare a casa – ma gli obiettivi individuali si fondono in un agire condiviso, che li porta a collaborare l’un l’altro, ciascuno coi propri punti di forza a coprire i punti di debolezza del compagno. Sembra di ascoltare alcuni discorsi di Julio Velasco, che nella definizione dei ruoli identifica un meccanismo chiave per il funzionamento della squadra sul campo.

La durezza dell’Uomo di Latta spezza i pungiglioni delle api nere, le cornacchie sono uccise dallo Spaventapasseri, il ruggito del leone mette in fuga i minacciosi Winkie. Ciascuno con le sue abilità e disabilità, in un viaggio che è una partita, il campo che è l’intero Regno di Oz (una realtà altra rispetto al Kansas di Dorothy), come in un nuovo sport inclusivo.

C’è poi un aspetto mentale. Il “Grande e Terribile Oz” si presenta ai quattro in maniera diversa: una grande testa a Dorothy, una donna magnifica allo Spaventapasseri, un mostro all’Uomo di Latta, una sfera di fuoco al Leone. La suggestione si rompe quando i protagonisti scoprono che Oz è in realtà un anziano e piccolo ventriloquo, arrivato in mongolfiera e scambiato dagli abitanti locali per divinità. Ma l’illusione non svanisce, solo s’interrompe: per soddisfare il desiderio dello Spaventapasseri Oz gli mette in testa crusca e spilli, all’Uomo di Latta infila nel petto un cuore di seta, al Leone offre una bevanda presentandola come coraggio liquido.
Questa la storia dei quattro atleti del Mago di Oz.

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Águas do Alentejo vai construir 15 unidades de produção de energia elétrica

A empresa Águas Públicas do Alentejo (AgdA), sediada em Beja, vai investir quase 1,8 milhões de euros na construção de 15 unidades de produção de energia elétrica de fonte fotovoltaica, para autoconsumo, foi hoje anunciado.

Num comunicado enviado à agência Lusa, a empresa explicou que o investimento permitirá, «de forma gradual, reduzir a dependência da rede elétrica, os custos e o impacto ambiental».

Para concretizar as 15 unidades de produção de energia elétrica de fonte fotovoltaica destinadas ao autoconsumo, a AgdA lançou, no dia 03 deste mês, o concurso público para a conceção-construção destas infraestruturas, «com um preço base de cerca de 1,76 milhões de euros» e um prazo de execução de 40 meses.

As novas unidades serão instaladas nas estações de tratamento de água (ETA) de Alvito e do Roxo (concelho de Aljustrel), nas estações de tratamento de águas residuais (ETAR) de Almodôvar, Beja, Serpa, Vidigueira e Vila Nova de Milfontes, e nas estações elevatórias de Corte Vicente Anes (Aljustrel), Cerro Ruivo (Castro Verde), Fonte da Telha (Moura), todas no distrito de Beja.

Estão igualmente previstas unidades nas ETAR de Montemor-o-Novo, no distrito de Évora, de Grândola e Alcácer do Sal, no distrito de Setúbal, assim como nas estações elevatórias de Ameira 1 e 2, ambas no concelho de Alcácer do Sal.

De acordo com a empresa, «cerca de 80% da energia» produzida anualmente pelas novas unidades para autoconsumo poderá «ser utilizada internamente nas infraestruturas de abastecimento de água e saneamento de águas residuais».

A AgdA frisou ainda que continua a investir «na produção de energia limpa», devidamente enquadrada nos seus planos de eficiência energética e de descarbonização, em que «o aumento da produção de energia renovável constitui um dos principais vetores para a redução das emissões de gases com efeito de estufa».

O objetivo é «atingir a autossuficiência energética até 2030, assegurando que a energia consumida nas suas operações é totalmente proveniente de fontes renováveis», lê-se no comunicado.

A AgdA foi constituída em 25 de setembro de 2009, tendo por acionistas o grupo Águas de Portugal e a Associação de Municípios para a Gestão da Água Pública do Alentejo, constituída por 20 câmaras municipais dos distritos de Beja, Évora e Setúbal.

A empresa gere o Sistema Público de Parceria Integrado de Águas do Alentejo, criado em 2009, numa parceria entre o Estado e as autarquias.

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Leire Díez se reunió con la trama en la sede de Servinabar para intentar 29 'pelotazos' en el sector público

El acta de la reunión incautada en las agendas de la 'fontanera' acredita su nexo con la empresa navarra de Santos Cerdán Leer

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