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Silvestri (M5s): “Meloni con le ginocchiere? Non erano parole sessiste. La malizia è di chi guarda”

“Dopo il referendum sia detto che la linea del governo Meloni era di raddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Trump e Netanyahu, lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda”. Queste le parole del deputato 5 Stelle, Francesco Silvestri, nell’Aula di Montecitorio che hanno innescato la reazione furente della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della sua replica durante il dibattito parlamentare sul prossimo consiglio europeo. “Il riferimento era sulla postura del governo” dichiara Silvestri ai cronisti fuori dalla camera dei Deputati,.

“Purtroppo la storia di questo Paese è di uomini che si sono inginocchiati ai poteri forti, quindi non c’è nessun riferimento sessista in nessun modo, poi se qualcuno ha voluto strumentalizzare per cambiare l’oggetto della giornata parlamentare che verteva su cose estremamente importanti, io non posso farci nulla” la difesa di Silvestri.

Parole che sono state un autogol? “Loro hanno fatto un artifizio comunicativo in mancanza di risposte politiche più concrete. Probabilmente – continua il deputato del Movimento 5 Stelle – quando non si hanno risposte in materia economica e sociale, rispetto ai provvedimento che si fanno e rispetto alla politica estera disastrosa di questo governo probabilmente ci si attacca ad un termine”.

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Meloni e Vannacci, scoppia la guerra anche in Parlamento. La premier: “Avete votato 6 volte contro la fiducia, insieme a Schlein e Conte”

“Per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme collega Schlein, collega Conte, collega Renzi e compagnia”. Mittente: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Destinatario Emanuele Pozzolo, il deputato noto per aver sparato alla festa di Capodanno, ex di Fratelli d’Italia. Insomma, è ufficialmente scoppiato il conflitto tra il centrodestra di governo e Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci prodotto della scissione dalla Lega. E ora lo scontro si consuma plasticamente in Parlamento. “Collega Pozzolo, dunque, mi dispiace francamente che abbia cambiato idea sul tema dell’interesse nazionale, perché quello che stiamo facendo noi a tutela dell’interesse nazionale è quello che c’è scritto nel nostro programma, programma per realizzare il quale lei e altri siete stati eletti all’interno delle fila del centrodestra in questo Parlamento”. Durante le repliche alla discussione sulle sue comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, Meloni va a testa bassa contro i vannacciani: “Votare contro la fiducia a un governo, scusate, votare contro la fiducia a un governo, per chi ci ascolta, significa votare per mandare a casa quel governo. Esatto, bene. Io penso, collega, che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l’interesse nazionale e quindi, di grazia, non mi si parli di vera destra, perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra“.

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