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Projeto Mais Médicos Especialistas recebe 50 profissionais no Rio

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O estado do Rio de Janeiro recebeu nesta quarta-feira (10) 50 profissionais do Projeto Mais Médicos Especialistas. A ação integra o Programa Agora Tem Especialistas que visa reduzir o tempo de espera da população a consultas, exames e cirurgias especializadas no Sistema Único de Saúde (SUS).

Com os 18 médicos que começaram no ano passado, o estado soma 68 profissionais oriundos do Mais Médicos Especialistas. Eles atuarão nos municípios fluminenses reforçando a assistência especializada e a capacidade de atendimento da rede pública de saúde no estado.

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A coordenadora-geral de Formação e Inovação para o Provimento Profissional do Ministério da Saúde, Thais Maranhão, explica que o programa buscar aprimorar médicos que já são especialistas para poderem se atualizar, desenvolver outras habilidades. O médico faz um atendimento de 16 horas para a população do SUS e quatro horas de formação da sua área.

“Em primeiro lugar, os gestores veem onde estão os gargalos e as filas, e eles nos apontam os serviços que eles têm mais necessidade. A gente faz um edital de chamamento público para os médicos. Eles participam de um processo de seleção em que eles dizem para onde querem ir. Há um deslocamento de médicos entre estados”, disse Thais.

No Brasil, o Projeto Mais Médicos Especialistas tem 1501 profissionais e a perspectiva é chegar até o final do ano em 2 mil médicos.

O secretário estadual de Saúde, Ronaldo Damião, disse que o Rio ainda vive as sequelas da pandemia de covid-19 em 2020 e 2021, em que milhares de cirurgias deixaram ser feitas por causa ocupação dos hospitais naquela ocasião.

“As filas e o tempo de espera aumentaram. Essa proposta visa reduzir o tempo de espera principalmente na alta complexidade. Especialistas em áreas cruciais como oncologia, cirurgia cardiovascular, radioterapia puderam se apresentar. Hospital Universitário Pedro Ernesto, Hospital Universitário da UFRJ, da UFF, da UniRio têm a possibilidade de ajudar bastante. O gargalo maior é na cidade do Rio e na região metropolitana”, disse o secretário.

A ginecologista Lorena Rodrigues Nascimento, de 30 anos, de Juiz de Fora optou pela cidade de Maricá, no Rio, por ser mais pacata e bonita. Ela começou a atuar em abril em um centro de diagnóstico de atenção secundária onde ela faz o exame de colposcopia que analisa o colo do útero, a vagina e a vulva usando um aparelho com lente de aumento feito após o exame preventivo.

“Eu tive uma experiência muito marcante com um familiar no SUS. Depois desse dia, eu decidi que queria trabalhar no SUS novamente e me sinto muito grata. É uma oportunidade de devolver um pouco da minha formação ao SUS”, afirmou a médica.

 

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“Tutto andrà bene”, “La Lega è una”: leghisti tra fuggi fuggi e ottimismo ostentato dopo il vertice sull’effetto Vannacci

Tre ore di riunione negli uffici dei gruppi parlamentari. Il ‘federale’ della lega termina senza né colpi di scena né novità di nessun tipo. Al termine della riunione il primo a lasciare il palazzo è il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che si allontana a passo svelto dai giornalisti. Luca Zaia riesce persino a rispondere “io non ho idee” alla domanda quale fosse la sua idea di idea di rilancio della Lega. Sorride e si prende gioco dei cronisti. “Non ci sono state nomine” afferma e per altre domande la risposta è “non ho altro da dichiarare” manco fosse ad un controllo frontaliero.

Roberto Vannacci, con il suo nuovo partito che sta intercettando parlamentari, in particolare, leghisti nei commenti davanti alle telecamere non è visto come un problema. “Preocccupato perché?” Domanda Armando Siri che assicura “arriveranno altri più motivati che trovano nelle idee e nei progetti qualcosa di più importante di un seggio. Vedrete tutto andrà bene”. E nessuno propone o parla di un congresso.

Si minimizza anche rispetto all’inchiesta intorno al progetto del Ponte sullo Stretto. “Fiducia nella magistratura” afferma Luca Zaia e “l’opera va avanti” è il commento di Siri.

Stando alle dichiarazioni il progetto di ‘due Leghe’ è già archiviato. “La lega è una come ha detto anche Luca Zaia” afferma l’europarlamnetare della Lega Susanna Ceccardi. “Noi facciamo la Lega, siamo da sempre la Lega, siamo il partito dei territori e cercheremo di valorizzare ancora di più questa nostra peculiarità” afferma l’europarlamentare Silvia Sardone.

L'articolo “Tutto andrà bene”, “La Lega è una”: leghisti tra fuggi fuggi e ottimismo ostentato dopo il vertice sull’effetto Vannacci proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Evidence linking bats to Ebola inconclusive, scientist says. ‘Solution is not fear’

As the Democratic Republic of Congo grapples with another Ebola outbreak, bats have once again come under scrutiny as a possible reservoir for the virus. But according to bat ecologist Paul Webala, there is no conclusive scientific evidence linking bats to Ebola and the natural reservoir remains unknown. The current Ebola outbreak is caused by the Bundibugyo strain, a variant for which there are currently no approved vaccines or treatments, according to the World Health Organization. In this interview with Mongabay, Webala discusses why bats are often misunderstood, details the important ecological services they provide, and explains why habitat destruction may pose a greater risk for zoonotic diseases that spill over between animals and humans than bats themselves. Webala is a wildlife biologist at Maasai Mara University in Kenya who has studied bats for more than two decades. Rousettus aegyptiacus, commonly known as the Egyptian fruit bat, a widespread species found across much of Africa. Photo courtesy of Paul Webala. Mongabay: Many people immediately think of bats whenever there is an Ebola outbreak. Are bats unfairly stigmatized? Paul Webala: Bats are the second-largest group of mammals after rodents. Roughly 25% of all mammal species are bats. They play extremely important roles in ecosystems and are an integral part of biodiversity. Remove them, and entire ecological systems could begin to collapse. Unfortunately, bats are associated with many myths and misconceptions. Some communities associate them with death, evil spirits or bad omens. Because of these longstanding beliefs, bats have often been persecuted.…This article was originally published on Mongabay

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L’uranio arricchito del Venezuela è in mano agli Usa

L’uranio arricchito è una forma modificata dell’elemento chimico radioattivo nella quale è stata aumentata la sua concentrazione naturale per favorire una reazione a catena. L’obiettivo è, principalmente, l’uso energetico o militare. Infatti, il termine è usato nei negoziati tra Stati Uniti e Iran perché quest’ultimo ne possiede una quantità significativa.

Ma non solo gli iraniani contano con un magazzino di uranio arricchito. Anche il regime venezuelano custodiva un bottino. Almeno fino al mese di aprile. Una notte di fine aprile le autorità del Paese sudamericano hanno impacchettato e preparato per il trasporto circa 13 chili uranio altamente arricchito (HEU) proveniente dal reattore di ricerca RV-1, che era stato avviato durante lo storico programma “Atomi per la pace” degli Stati Uniti, promosso dal presidente americano Dwight Einsenhower negli anni ’50. Questo è stato il primo reattore nucleare dell’America Latina, inaugurato alla fine degli anni ’60 all’interno dell’Istituto Venezuelano di Ricerca Scientifica.

Durante un discorso all’Assemblea Generale dell’Onu nel 1953, Eisenhower aveva avvertito sulla minaccia della tecnologia nucleare con finalità bellica e sui rischi della proliferazione della produzione di bombe atomiche. “Non è sufficiente togliere questa arma ai soldati – ha aggiunto il presidente statunitense. Bisogna dargliela a chi può togliere questa patina militare e adeguarla all’arte della pace”.

Così, decenni dopo, il materiale radioattivo che era in mano del Venezuela è stato trasportato dagli Stati Uniti ed è arrivato in salvo in una struttura di Savannah River a Aiken (Carolina del Sud), i primi giorni di maggio. Gli Usa procederanno all’eliminazione.

In una dichiarazione, il governo degli Usa e l’International Atomic Energy Agency hanno spiegato che si tratta di una “missione congiunta attentamente pianificata, portata a buon fine sotto rigorose misure di sicurezza”, giacché questo tipo di materiale nucleare può rappresentare un rischio di proliferazione o una minaccia se finisce nelle mani sbagliate”. Al governo americano hanno sempre preoccupato i legami del regime chavista venezuelano con Iran, Russia, Cuba e Corea del Nord.

Jack Crawford, ricercatore del Royal United Services Institute for Defence and Security Studies, ha spiegato alla Bbc che i 13 chili di uranio arricchito che sono stati ritirati dal Venezuela “sono, teoricamente, abbastanza per essere raffinati successivamente e produrre un’arma nucleare piccola, anche se ha poco più del 20% di uranio-235, e l’HEU si considera generalmente di grado di arma dal 90%”.

Ha contribuito con una nave di carico Pacific Egret per il trasporto dell’uranio arricchito fuori dal Venezuela la Nuclear Transport Solutions, una divisione delle Autorità di Smantellamento Nucleare del Regno Unito.

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Two killed in rare street demonstration over women’s rights in Afghanistan

A child reported among those killed when Taliban forces fired on crowds in Herat, who were protesting over arrests of women accused of violating hijab dress code

A Taliban crackdown on women’s dress code in Afghanistan has escalated into a rare mass street protest in the western province of Herat, with at least two people, including one boy, killed by security forces.

Officials made a wave of arrests in recent days targeting women and young girls accused of “improper hijab”. Residents say many families had received no information about the whereabouts or condition of those detained.

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© Photograph: Handout

© Photograph: Handout

© Photograph: Handout

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L’evoluzione della gastronomia è iniziata dal mondo della pizza

La pizza, una delle poche parole che non ha bisogno di traduzione, cibo di successo, popolare, alla portata di tutti. Un cibo che negli ultimi dieci anni ha iniziato a parlare un linguaggio nuovo e, come è emerso dai confronti e dalla discussione dei partecipanti al dibattito del tavolo 8 del Gastronomika Festival, la sua evoluzione è quella che meglio rappresenta la crescita della gastronomia e della consapevolezza alimentare.

Un’evoluzione che, come sottolineato dalla food journalist e moderatrice del tavolo Mariarosaria Bruno, si sta compiendo soprattutto grazie alla curiosità, alla formazione continua e al coraggio dei giovani professionisti del settore.

Il coraggio della scelta di Andrea Danelli e Martina Vitali, coppia nella vita e nel lavoro, di creare e portare avanti con passione il progetto The Heart of Pizza: pizza-chef e consulente lui, marketing e comunicazione lei, nonostante un curriculum lontano da questo mondo a partire dal 2020, mentre vivono a Londra, lanciano il loro format pop-up in collaborazione con diverse realtà della ristorazione inglese. Dai loro successi nasce l’esigenza di viaggiare e di arrivare a proporsi anche in altri Paesi, dove la pizza è amata e le persone vogliono impararne segreti e tecniche.

@Gaia Menchicchi
@Gaia Menchicchi

«Non avete idea di quanto in un Paese come la Thailandia, o come l’India, la pizza sia amata» afferma Martina, seguita dal compagno Andrea che spiega come all’estero «vogliono sapere tutto sulla pizza, sono profondi conoscitori e stimatori e ci chiedono consulenze personalizzate per ottimizzare i processi di produzione e di scelta degli ingredienti».

E a proposito di ingredienti, Petra Molino Quaglia ha scelto sin da subito di interpretare i cambiamenti dell’evoluzione della pizza e le nuove esigenze dei ristoratori. Come ha raccontato Valentina Sumerano, brand ambassador dell’Emilia-Romagna presente all’hackathon, «per generare un confronto costruttivo anche in merito al food cost della pizza abbiamo ideato un simposio sulle pizzerie, Pizza Up, che si tiene ogni anno a Novembre».

@Gaia Menchicchi

Per affiancare i suoi clienti, l’azienda ha anche lanciato da poco un supporto tecnico da remoto, per fornire informazioni di utilizzo della farina Petra inquadrando il QR code direttamente dal sacco della farina: Mente Madre è un’assistente virtuale che risponde a quesiti su tematiche varie e dà consigli sulle ricette o sulla conservabilità del prodotto.

Anche la storia di Filante, progetto che sta rilanciando la cultura della pizza al trancio, parla di evoluzione e di coraggio. Coraggio di ridare lustro ad un’abitudine storica milanese anche se sconosciuta ai più, coraggio di ridarle identità e rivoluzionarne la percezione.

@Gaia Menchicchi

Luca Cuccorese, operation manager, ci racconta di come il lancio nel 2020 in piazzale Susa sia stata una scelta azzeccata, sia per la popolarità del quartiere che per il vuoto commerciale e di mercato della zona. L’idea è quella di «recuperare l’identità locale dando però un ampio spazio alla qualità degli ingredienti, sfidando l’idea della pesantezza e non digeribilità a cui di solito la pizza viene associata». Una sfida che sta portando all’apertura di più punti vendita e che auspica una maggior consapevolezza sul mondo della pizza al trancio.

@GaiaMenchicchi

Il fil rouge che lega questi giovani under 40 appare chiaro: avere il coraggio di osare, ma con i piedi per terra, ben consapevoli e forti del loro know-how, della loro visione, dei loro obiettivi: prima di tutto, portare più in alto il percepito di un cibo semplice ma complesso. Ode alla pizza!

@Gaia Menchicchi

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