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“Tutto andrà bene”, “La Lega è una”: leghisti tra fuggi fuggi e ottimismo ostentato dopo il vertice sull’effetto Vannacci

10 June 2026 at 18:01

Tre ore di riunione negli uffici dei gruppi parlamentari. Il ‘federale’ della lega termina senza né colpi di scena né novità di nessun tipo. Al termine della riunione il primo a lasciare il palazzo è il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che si allontana a passo svelto dai giornalisti. Luca Zaia riesce persino a rispondere “io non ho idee” alla domanda quale fosse la sua idea di idea di rilancio della Lega. Sorride e si prende gioco dei cronisti. “Non ci sono state nomine” afferma e per altre domande la risposta è “non ho altro da dichiarare” manco fosse ad un controllo frontaliero.

Roberto Vannacci, con il suo nuovo partito che sta intercettando parlamentari, in particolare, leghisti nei commenti davanti alle telecamere non è visto come un problema. “Preocccupato perché?” Domanda Armando Siri che assicura “arriveranno altri più motivati che trovano nelle idee e nei progetti qualcosa di più importante di un seggio. Vedrete tutto andrà bene”. E nessuno propone o parla di un congresso.

Si minimizza anche rispetto all’inchiesta intorno al progetto del Ponte sullo Stretto. “Fiducia nella magistratura” afferma Luca Zaia e “l’opera va avanti” è il commento di Siri.

Stando alle dichiarazioni il progetto di ‘due Leghe’ è già archiviato. “La lega è una come ha detto anche Luca Zaia” afferma l’europarlamnetare della Lega Susanna Ceccardi. “Noi facciamo la Lega, siamo da sempre la Lega, siamo il partito dei territori e cercheremo di valorizzare ancora di più questa nostra peculiarità” afferma l’europarlamentare Silvia Sardone.

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Mara Venier: “Mi lavavo con l’Ajax, quello delle pentole. Ero olivastra, mi dicevano che ero figlia di un ‘marochin’. A Patty Pravo cucino le pizzelle napoletane”

3 June 2026 at 13:25

Mara Venier è stata ospite dal podcast di Luca Zaia “Il fienile” per raccontarsi senza filtri tra pubblico e privato. “Chi nasce a Venezia ci tiene molto a dire, sono nata a Venezia, poi sono cresciuta a Mestre. – ha ricordato – Avevo cinque anni più o meno quando siamo andati via da Venezia, perché papà è stato assunto in ferrovia. Ci hanno dato la casa dei ferrovieri, nel quartiere del Piave già eravamo in via Sernaglia. La prima volta era una casetta piano terra con le scalette, un giardinetto e siamo andati via da Venezia anche perché l’affitto era già allora abbastanza importante e i miei non ce la facevano. Mamma era sarta e papà prima faceva il fruttivendolo”.

Da giovane la conduttrice aveva la pelle molto scura e ha confessato di lavarsi con l’Ajax “quello delle pentole, ero olivastra, mi dicevano che non ero figlia di Tolo ma di un ‘marochin'”. Poi il capitolo legato alla malattia della madre, affetta da una forma terminale di Alzheimer, e il ‘blocco’ dopo la sua morte, di tornare nei luoghi di infanzia. Ma sembra una fase lontana, a Mestre è tornata: “Rivedo via Piave, piazza Ferretto. Ed è come se improvvisamente facessi pace con il mio passato”.

Cosa unisce Mara Venier e Edwige Fenech? Una cartomante. “Lei si era lasciata con Montezemolo. C’era preso il trip delle cartomanti. lo avevo un amore americano, con cui però non si quagliava. Tutte le sere andavamo dalla cartomante, settimo piano in via Veneto in una mansarda piena di gatti. La cartomante mi dice: vedo uno che ha a che fare con i viaggi e con il mare. E io mi ero convinta che avesse un’agenzia di viaggi”.

Ed ecco che arriva Nicola Carraro: “Era il 2000, pensavo che questo incontro avrebbe cambiato la mia vita. Vedo questo signore che entra con la giacca blu. Penso: è un cumenda milanese, non c’entra niente con me. Poi mi dice: ‘lo la conosco bene, lei fa una buonissima pasta e fagioli'”. I due si fidanzano e si sposano.

La tv rimane un grande amore: “È incredibile. Sono sempre insicura ma si accende la luce rossa e dimentico tutto. Il lavoro è sempre stata la mia medicina“. Infine una curiosità: “A Patty Pravo ancora cucino le pizzelle napoletane”.

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