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Zelensky scrive a Putin: “Incontriamoci per porre fine alla guerra”. Il Cremlino: “È il benvenuto a Mosca”

“L’Ucraina propone di porre fine a questa guerra attraverso un dialogo diretto tra noi e voi. Propongo un incontro e propongo di fissare una data precisa“. Per la prima volta dall’invasione del suo Paese nel febbraio 2022, Volodymyr Zelensky si rivolge direttamente a Vladimir Putin con una lettera aperta, pubblicata sul sito della Presidenza di Kiev, chiedendo un faccia a faccia. Una mossa, ammette lo stesso Zelensky, dovuta al disimpegno degli Usa dal dossier: “Constatiamo che gli Stati Uniti sono pienamente concentrati sulla questione iraniana, e sarebbe un errore aspettare semplicemente che la guerra in Europa torni al centro della loro attenzione”, scrive. Una circostanza di cui il presidente ucraino si era lamentato già mercoledì in conferenza stampa con il segretario generale della Nato Mark Rutte: “Purtroppo, al momento non siamo al centro dell’attenzione”. La guerra, scrive Zelensky, deve terminare “onestamente, con dignità e con garanzie che non venga ripresa”. E in questo senso, “il tentativo di stabilire una vera tregua è il modo migliore per iniziare a dialogare”: l’Ucraina, quindi, “è pronta per un cessate il fuoco completo per tutta la durata dei negoziati”.

La risposta del Cremlino arriva quasi subito, attraverso il portavoce Dmitry Peskov: Zelensky, dice, “è benvenuto a Mosca in qualsiasi momento”. Nel suo testo, però, il presidente ucraino esclude esplicitamente che l’incontro possa svolgersi nella capitale russa, come già suggerito in pubblico da Putin: “Non c’è nulla che un leader ucraino possa fare nella vostra capitale, così come non c’è nulla che un leader russo possa fare a Kiev. Ci sono Paesi che tradizionalmente ospitano leader per risolvere questioni di guerra e di pace. La Svizzera, la Turchia, i Paesi del mondo arabo: molti sono in grado e disposti a ospitare un simile incontro”, scrive. Peskov ha precisato che la lettera non è stata ancora mostrata al presidente russo, impegnato al Forum economico di San Pietroburgo, lasciando così lo spazio per una risposta più articolata. Entusiasta, invece, la reazione del presidente Usa Donald Trump: “Sarebbe bellissimo se si incontrassero, devono farlo. Devono fare certi compromessi”, dice dallo Studio Ovale.

Nella lettera, il presidente ucraino chiede a Putin di “non aver paura di imboccare la via d’uscita da questa guerra”: “Questa è la cosa principale che ti viene richiesta ora. Sentiamo spesso dire che tu non hai problemi con questa guerra, ma ora possiamo constatare che i russi stanno finalmente iniziando ad accettare con meno serenità questa realtà, ovvero il fatto che la guerra stia portando conseguenze sempre più negative alla Russia. Ma noi in Ucraina non vogliamo una guerra permanente. Sappiamo benissimo che la vita senza guerra è infinitamente migliore. E vogliamo raggiungere questo obiettivo”. Zelensky cita con scetticismo l’incontro tra Putin e Donald Trump nell’agosto 2025 ad Anchorage: “Abbiamo sentito che in Alaska le era stata promessa la risoluzione di alcune questioni riguardanti l’Ucraina e l’Europa. Ma può constatare di persona che le questioni ucraine ed europee non vengono decise ad Anchorage”, sottolinea. Ma in ogni caso, aggiunge, “altri partecipanti concordati potrebbero unirsi al percorso bilaterale che verrà istituito tra noi”. In questo senso, “dato che la guerra si sta svolgendo in Europa, e dato che l’Ucraina necessita di garanzie di sicurezza, mentre anche voi cercate garanzie di sicurezza per voi stessi, sarebbe logico coinvolgere coloro che possono autenticamente fungere da garanti”: l’Europa e gli Stati Uniti, quindi, “devono far parte di questo processo. Questo è ciò che potrebbe aiutare a plasmare una nuova architettura di sicurezza per la nostra parte di mondo”.

“Il mondo non si è stancato dell’Ucraina, come a lungo speravate. Ma cresce la stanchezza nei confronti della Russia, persino tra coloro che, nel resto del mondo, vi aiutano a eludere le sanzioni e a mantenere a galla la vostra economia”, scrive ancora Zelensky a Putin. “Abbiamo visionato rapporti dell’intelligence che indicano che state valutando la possibilità di prolungare la guerra fino al 2027 e al 2028. Sappiamo anche che sperate che i missili balistici vi permettano di ottenere ciò che tutto il resto ha fallito. Volete trascinare la Bielorussia ancora più a fondo in questa guerra, e ora siamo costretti a prepararci anche a questo. Vediamo che state cercando di orchestrare qualcosa intorno alla Transnistria. I vostri propagandisti minacciano, in un modo o nell’altro, ogni paese confinante con la Russia. Volete davvero affrontare tutto questo?”.

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Ucraina, Kiev attacca San Pietroburgo all’inizio della “Davos russa”. Mosca: “La punizione sarà inevitabile”

Con i negoziati ormai in stallo da tempo, la guerra tra Russia e Ucraina va avanti a furia di attacchi sui civili e relative rappresaglie. Kiev ha rivendicato attacchi clamorosi con droni in territorio russo, in particolare a San Pietroburgo, in coincidenza con l’apertura del Forum internazionale economico (Spief), considerato una “Davos russa“, con una nutrita partecipazione straniera. Ma Mosca accusa le forze ucraine di avere ucciso almeno 12 civili in altri attacchi, di cui 8 su un pullman passeggeri che era in viaggio dalla capitale alla Crimea occupata. E la “punizione” per i colpevoli, ha avvertito il Cremlino, sarà “inevitabile”.

Una colonna di fumo nero si è levata di primo mattino all’orizzonte di San Pietroburgo, visibile agli ospiti – compresi occidentali – che cominciavano ad arrivare al Forum, dove giovedì e venerdì sarà presente anche il presidente Vladimir Putin. Secondo il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, i droni di Kiev hanno colpito “importanti obiettivi” nella metropoli baltica, situata a 1.100 chilometri dal confine. In particolare, un terminale petrolifero e bersagli “puramente militari a Kronstadt“. Secondo altre fonti ucraine, in questa storica base navale, situata sull’isola di Kotlin, davanti alla città, è stata colpita una corvetta militare. Decine di voli sono stati ritardati o cancellati nell’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo, proprio in coincidenza con l’arrivo di molti partecipanti al forum. Sempre secondo gli ucraini, altri droni si sono abbattuti su uno stabilimento a Tambov, specializzato nella produzione di sistemi di controllo per l’aviazione e la tecnologia missilistica.

“Credo che questi siano attacchi giusti, solo un giorno fa c’è stato un attacco massiccio, abbiamo risposto di conseguenza”, ha affermato Zelensky, ricordando i pesanti bombardamenti russi della notte tra lunedì e martedì con un bilancio complessivo, secondo le autorità ucraine, di oltre 20 morti e 120 feriti a Kiev e Dnipro. I russi avevano detto di avere attaccato obiettivi militari come rappresaglia a un bombardamento il 22 maggio su un dormitorio studentesco nella regione di Lugansk, da loro controllata, in cui erano stati uccisi 21 ragazzi e ragazze e 42 erano rimasti feriti. Ora le parti si sono invertite: gli ucraini affermano di avere colpito solo obiettivi militari in risposta agli attacchi delle forze di Mosca, mentre i russi li accusano di avere preso di mira i civili.

Secondo le autorità russe, un attacco di droni nella regione di Donetsk, anch’essa per la maggioranza occupata dalle forze di Mosca, ha colpito un pullman passeggeri diretto a Simferopoli, in Crimea, con un bilancio di 8 morti e 10 feriti. “Un altro crimine del regime di Kiev”, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Bisogna punire chi è dietro a tali crimini, e la punizione, come ha detto il presidente, dovrebbe essere inevitabile”, ha aggiunto. Quindi, la Russia continuerà le sue rappresaglie “sistematiche“. E la stessa “operazione speciale militare prosegue proprio per evitare tali attacchi”, ha rincarato il portavoce di Putin, usando la definizione ufficiale per il conflitto.

Fonti russe hanno denunciato anche l’uccisione di due vigili del fuoco e il ferimento di due loro colleghi in un altro attacco di droni ucraini nella regione di Smolensk. Mentre nella parte della regione di Zaporizhzhia sotto il controllo delle forze di Mosca, il capo dell’amministrazione filorussa ha affermato che due civili sono morti quando l’auto su cui viaggiavano è stata colpita da un velivolo senza pilota delle forze di Kiev. Sull’altro fronte, le autorità locali ucraine hanno riferito di cinque morti in bombardamenti russi nella notte tra martedì e mercoledì e altri tre nella giornata di mercoledì nelle zone vicine al fronte.

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