L’arrivo di RubenAmorim in panchina, i volti sereni di Cardinale e Ibrahimovic all’evento Ufc di DonaldTrump alla CasaBianca. Sembrava esser tornato il sereno in casa Milan e invece no. Perché quando sembrava tutto fatto per l’arrivo di MarkusKrosche come direttore tecnico e TimmoHardung nel ruolo di direttore sportivo, è saltato tutto. È quanto trapelato nella mattinata del 17 giugno dalla Germania: Bild, Kicker, Sky Sport De. Tutti concordi: MarkusKrosche rimarrà all’EintrachtFrancoforte.
Il 17 giugno quindi il Milan dovrà ricominciare da capo e scegliere un altro direttore sportivo che nel più breve tempo possibile cominci a fare mercato. A riportarlo per primo è stato Florian Plettenberg, di Sky Sport Deutschland: secondo il giornalista, infatti, Krosche avrebbe rifiutato il Milan. “Markus Krösche resterà all’Eintracht Frankfurt. Nessun trasferimento immediato all’AC Milan. Ci sono stati contatti e un interesseconcreto, ma Krösche ha rifiutato il Milan”, scrive Plettenberg su X.
E aggiunge: “Le notizie secondo cui Krösche avrebbe già dato il propriook o che fossero stati raggiuntiaccordi con il Milan erano sempre state lontane dalla realtà“. La notizia è rimbalzata anche in Italia: da capire se davvero MarkusKrosche abbia rifiutato il club rossonero oppure il problema sia quello emerso negli ultimi giorni. Ovvero la richiesta di un pagamento da parte dell’EintrachtFrancoforte. Per liberarlo infatti il Milan avrebbe dovuto pagare un indennizzo intorno ai 10milioni di euro: un maxi indennizzo considerando che si tratta di un dirigente. Ibraimovic e Cardinale dovranno così pensare a un’alternativa.
Milan, salta Krosche: chi può arrivare adesso
A questo punto in casa Milan potrebbero salire notevolmente le quotazioni del 31enne DevinÖzek, anche lui tedesco. Özek – 31 anni – è stato protagonista in Bundesliga nel 2023/24, quando con il Bayer Leverkusen vinse campionato, coppa e perse solo la finale di Europa League contro l’Atalanta. Nell’ultima stagione è stato il direttore sportivo del Fenerbahce in Turchia, da cui si è separato a fine maggio dopo il secondo posto in campionato e un successo nella Supercoppa di Turchia.
Il Milan riparte da Ruben Amorim e da un’idea chiara per l’attacco: serve un centravanti. Il nome che piace di più è Gonçalo Ramos, oggi al Psg. Per arrivarci servono soldi, formule creative e probabilmente anche una cessione pesante: Leao resta tra i possibili partenti.
Ramos costa 40 milioni, Mendes può lavorare sulla formula. Leao aspetta offerte
Il primo Milan di Ruben Amorim partirà da un centravanti. Il nome più attuale è Gonçalo Ramos, attaccante del Psg che il nuovo allenatore rossonero conosce bene dai tempi del portogallo. Amorim lo ha affrontato da tecnico dello Sporting nei derby contro il Benfica e lo considera un profilo adatto per guidare l’attacco. Il Milan ha bisogno di una punta vera e Ramos può diventare il primo grande obiettivo della nuova gestione tecnica. L’operazione, però, non è semplice. Il Psg valuta il portoghese circa 40 milioni di euro, dopo averlo acquistato nel 2023 per 65 milioni più 15 di bonus. Sono cifre alte per un club che non giocherà la Champions League e dovrà tenere sotto controllo ogni movimento economico. L’operazione deve passare da una formula meno rigida. Un prestito con diritto di riscatto, oppure con obbligo condizionato, permetterebbe al Milan di spostare l’eventuale acquisto definitivo più avanti. In questo può contare il lavoro di Jorge Mendes, agente di Ramos e figura centrale in molte operazioni del mercato portoghese. L’ingaggio resta un altro passaggio da sistemare: con i bonus l’attaccante sfiora i 5 milioni netti a stagione.
Ramos compirà 25 anni sabato. A Parigi ha vinto quasi tutto nelle ultime due stagioni, ma senza essere un titolare fisso. Luis Enrique lo stima, ma il minutaggio non gli ha dato il ruolo che un centravanti della sua età cerca. Un anno fa il giocatore aveva fatto sapere di stare bene al Psg. Dopo un’altra stagione passata spesso in seconda o terza fila, la sua posizione può cambiare.
Capitolo Rafa Leao: l’attaccante portoghese ha comunicato più volte la sua voglia di lasciare Milano e il Milan ascolterà eventuali proposte. Per ora, però, nessun club ha bussato davvero alla porta di via Aldo Rossi. Il costo del cartellino e l’ingaggio alto rendono l’operazione complicata anche per le società più ricche. Il rapporto tra Leao e Amorim non basta. Un allenatore portoghese non significa automaticamente un Leao più vicino alla permanenza. Anzi, se il Milan decidesse di costruire una squadra più vicina alle idee del nuovo tecnico, la cessione del numero 10 potrebbe finanziare parte del mercato in entrata. Amorim ha firmato il contratto con il Milan dopo l’ufficialità arrivata sul sito del club. L’accordo è triennale, con opzione per una quarta stagione. La durata del contratto dice quanto Gerry Cardinale voglia affidare al portoghese una ricostruzione lunga, non solo una stagione di transizione.
Il primo commento dell’allenatore ha rimarcato la voglia di allenare i rossoneri: “Ci sono ambizioni che ti accompagnano per tutta la carriera e, per me, allenare il Milan è sempre stata una di queste”. Poi Amorim ha aggiunto: “So perfettamente cosa rappresenta questo club: storia, prestigio e una tifoseria straordinaria in tutto il mondo. È una sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo, con la piena consapevolezza di ciò che significano questi colori. Non vedo l’ora di iniziare e di vivere ogni giorno la passione che anima il Milan”. Le parole ora devno lasciare spazio al lavoro sulla rosa. Amorim ha già parlato con Cardinale e considera il Milan una base valida, ma chiede innesti mirati. Il centravanti è la priorità. Poi ci sono altri nomi legati al suo percorso e al calcio portoghese.
A centrocampo può tornare d’attualità Manuel Ugarte, oggi al Manchester United e già allenato da Amorim a Lisbona. Allo Sporting c’è anche Morten Hjulmand, ex Lecce, ma la valutazione è molto alta. In difesa il preferito sarebbe Gonçalo Inacio, considerato però difficile per prezzo. Per questo resta viva la pista Antonio Silva del Benfica. Sugli esterni piace Francisco Trincao, altro giocatore cresciuto nel lavoro di Amorim allo Sporting. Più giovane il profilo di Can Uzun, classe 2005 dell’Eintracht Francoforte, club da cui il Milan vorrebbe portare a Milano anche Markus Krösche come Ceo of football e Timmo Hardung come suo braccio destro. Uzun sogna l’Italia, ma ha già una proposta importante dal Galatasaray.
Il mercato in uscita sarà altrettanto importante. Modric è vicino all’addio. Il Milan dovrà capire anche cosa vogliono fare giocatori come Maignan e Rabiot, soprattutto senza Champions League. Loftus-Cheek e Fofana restano in bilico. Amorim valuterà anche Tomori e altri elementi della rosa prima di dare indicazioni definitive alla società. Le prossime mosse dipendono dalle offerte in uscita e dalla formula che il Psg sarà disposto ad accettare per il suo centravanti.
Per Amorim si tratta di una nuova tappa in una carriera da allenatore iniziata nel 2018, subito dopo il ritiro dal calcio giocato. Da calciatore aveva vestito le maglie del Belenenses e del Benfica, oltre a collezionare presenze con la nazionale portoghese. Terminata l’attività in campo, ha mosso i primi passi in panchina con Casa Pia e Braga, prima del salto allo SportingLisbona che ne ha consacrato il profilo a livello internazionale.
Alla guida dello Sporting, dal 2020, Amorim ha aperto un ciclo vincente caratterizzato da risultati e continuità. In Portogallo ha conquistato duecampionati, due Coppe di Lega e una Supercoppa, imponendo una squadra riconoscibile per organizzazione, intensità e valorizzazione dei giovani. Un percorso che gli ha spalancato le porte del ManchesterUnited e che ora lo porta a Milano.
Nelle sue prime parole da allenatore rossonero, Amorim ha sottolineato il significato della nuova sfida: “Ci sono ambizioni che ti accompagnano per tutta la carriera e, per me, allenare il Milan è sempre stata una di queste”. Il tecnico portoghese ha poi evidenziato il peso storico del club e delle sue tradizioni: “So perfettamente cosa rappresenta questo Club: storia, prestigio e una tifoseria straordinaria in tutto il mondo. È una sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo, con la piena consapevolezza di ciò che significano questi colori”.
Infine, uno sguardo al futuro e all’inizio della nuova avventura in rossonero: “Non vedo l’ora di iniziare e di vivere ogni giorno la passione che anima il Milan”. Con l’arrivo di Amorim, il Milan punta dunque su un allenatore giovane ma già abituato a gestire grandi pressioni e aspettative. Ora la parola passa al campo, dove il tecnico portoghese sarà chiamato a trasformare le ambizioni del club in risultati. Per Amorim sarà un compito particolarmente complesso: il nuovo Milan di Cardinale e Ibrahimovic è ancora senza una dirigenza che possa impostare il mercato e soddisfare le richieste del tecnico portoghese.
O Milan anunciou nesta terça-feira (16) a contratação de Rúben Amorim como novo treinador da equipe. O português de 41 anos assinou contrato até junho de 2028, com opção de renovação por mais uma temporada.
Amorim havia informado no início do ano que pretendia tirar um período de descanso após sua saída do Manchester United, em janeiro. No entanto, o treinador decidiu antecipar o retorno às atividades para assumir o comando de um dos clubes mais tradicionais do futebol europeu.
A ligação do português com o Milan é antiga. Em entrevistas concedidas ainda no início da carreira como treinador, Amorim já havia citado o clube italiano como uma de suas grandes referências no futebol.
Agora, o português assume o desafio de liderar o time que soma sete títulos da Champions League da Europa e substitui Massimiliano Allegri no cargo.
“Existem ambições que nos acompanham ao longo da carreira, e treinar o Milan sempre foi uma das minhas. Sei exatamente o que este clube representa: história, prestígio e uma torcida extraordinária em todo o mundo. É um desafio que abraço com orgulho e entusiasmo, plenamente consciente do que estas cores representam. Mal posso esperar para começar e vivenciar diariamente a paixão que move o Milan“, disse Rúben Amorim aos canais oficias do clube.
Carreira
Amorim iniciou sua carreira como treinador em 2018, após uma carreira profissional como jogador, na qual representou o Belenenses e o Benfica, bem como a seleção portuguesa.
Após experiências iniciais como treinador na Casa Pia e no Braga, foi nomeado treinador principal do Sporting Clube de Portugal em março de 2020. Nesse período conquistou dois títulos da liga portuguesa, duas Taças da Liga e uma Supertaça.
Il tecnico portoghese guadagnerà 3,5 milioni più bonus. Con lui quattro collaboratori, mentre il club lavora su Krösche e Hardung
Sommario iniziale pubblicabile
Ruben Amorim è ormai il nuovo allenatore del Milan. Il tecnico portoghese ha firmato in via telematica il contratto fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. Ingaggio da 3,5 milioni più bonus, staff già definito e primo cantiere aperto sul nuovo Milan a tre.
Il portoghese porterà a Milano i fedelissimi dello staff e ripartirà dal suo 3-4-2-1
Ruben Amorim è il nuovo allenatore del Milan. Il tecnico portoghese ha firmato in via telematica il contratto che lo legherà ai rossoneri fino al 2028, con opzione per un’altra stagione. Manca solo l’ultimo passaggio formale del club, ma la scelta è fatta.
L’accordo prevede un ingaggio da3,5 milioni di euro a stagione più bonus. Nel pacchetto sono inseriti 1 milione di euro in caso di scudetto e 500mila euro se Amorim riuscirà a riportare il Milan nella prossima Champions League. Una parte variabile è legata anche al cammino europeo, con l’Europa League come banco immediato della nuova gestione.
Non c’è ancora una data precisa per l’arrivo dell’ex Sporting Lisbona e Manchester United in Italia. Il club sta lavorando in parallelo alla nuova area tecnica, con Markus Kröscheindicato come profilo scelto per diventare il nuovo dt o head of football rossonero. Il dirigente dell’Eintracht Francoforte deve però liberarsi dal club tedesco, con cui ha un contratto fino al 2028.
Dalla Germania filtra una linea prudente. L’Eintracht non ha fretta, non considera chiusa la vicenda e punta a ottenere un indennizzo per lasciar partire Krösche. Con lui potrebbe muoversi anche Timmo Hardung, suo uomo di fiducia e candidato al ruolo di nuovo direttore sportivo del Milan. Tra Krösche e Amorim il contatto c’è già stato e il rapporto sarebbe nato subito su basi molto solide.
La scelta di Amorim arriva dopo un lungo casting. Zlatan Ibrahimovic e Gerry Cardinale hanno valutato più profili, da Matthias Jaissle a Mauricio Pochettino fino a Oliver Glasner, poi hanno virato sul portoghese in piena condivisione con la nuova area tecnica in costruzione. Amorim prenderà il posto di Massimiliano Allegri, che la prossima stagione siederà sulla panchina del Napoli.
Amorim arriva al Milan a 41 anni con un percorso molto riconoscibile. Il nuovo allenatore ha già composto il gruppo che lo seguirà a Milano. Con lui sono attesi Carlos Fernandes, Emanuel Ferro, Adélio Cândido e Jorge Vital, preparatore dei portieri e collaboratore di Amorim fin dai tempi del Braga. Il tecnico ripartirà dal 3-4-2-1 o dal 3-4-3, i suoi moduli di riferimento. Difesa a tre, esterni di spinta, due uomini tra le linee e una squadra più verticale. Il portoghese non viene considerato un allenatore particolarmente flessibile dal punto di vista tecnico: il Milan dovrà quindi essere costruito attorno alle sue idee. Il cambio in panchina si inserisce in un riassetto più ampio. Dopo l’azzeramento della società seguito a Milan-Cagliari, Cardinale sta ricostruendo l’organigramma rossonero. In attesa delle nuove nomine, il CdA ha conferito a Massimo Calvelli i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. Calvelli, braccio destro di Cardinale, può autorizzare operazioni fino a 10 milioni di euro. Amorim deve dare una forma tecnica alla squadra. Krösche, se arriverà, dovrà guidare il mercato. Hardung potrebbe completare la struttura sportiva. Calvelli intanto garantisce operatività immediata. La firma del portoghese è il primo atto concreto della ricostruzione rossonera.
Markus Krösche è uno dei nomi valutati dal Milan per rafforzare l’area sportiva. L’Eintracht Francoforte, però, lo considera sotto contratto fino al 2028. Il dirigente tedesco non ha una strada libera verso Milano. Serve un indennizzo.
Krösche piace al Milan, ma l’Eintracht fa muro
Il Milan dopo aver scelto Amorim come nuovo tecnico guarda in Germania per ridisegnare la propria area tecnica. Markus Krösche è entrato nella lista rossonera per il ruolo di Head of Football per esperienza, metodo e capacità di lavorare sul mercato con un occhio al rendimento economico. A Francoforte ha costruito una reputazione solida, fatta di scouting, valorizzazioni e cessioni remunerative. Insieme a lui arriverebbe anche Timmo Hardung per il ruolo di direttore sportivo.
Per un Milan che vuole tornare a scegliere bene e vendere meglio, un profilo così attira attenzione. Il problema è contrattuale. Krösche ha un accordo con l’Eintracht fino al 2028 e non intende liberarlo gratis. I rossoneri dal canto loro hanno un accordo verbale con il tedesco ma “serve l’accordo con l’Eintracht, – ha spiegato Fabrizio Romano – che non è contento per quello che sta succedendo sia per una questione di importanza del dirigente che, soprattutto, per una questione di tempi. In Germania sono abituati ad essere avvisati mesi prima, anche perché programmano il mercato da marzo-aprile e non gradiscono questa situazione”. La richiesta di un indennizzo ( si parla di 5 milioni) cambia il costo dell’operazione per il Milan. Non si parla solo di stipendio del dirigente, ma anche di una cifra da riconoscere al club tedesco.
“Nessuno del Milan ci ha contattato per Krösche. – ha dichiarato il presidente dell’Eintracht alla Bild – Non abbiamo segnali che facciano pensare che voglia lasciare prima della scadenza del contratto”.
Anche i rappresentanti del Milan erano presenti al super evento Ufc organizzato dal presidente degli Stati Uniti DonaldTrump alla Casa Bianca per il suo 80esimo compleanno. In attesa di novità sul fronte societario rossonero, il patron GerryCardinale e il suo braccio destro ZlatanIbrahimovic, grande appassionato di artimarziali, hanno preso parte alle celebrazioni per il compleanno di Trump, come mostrato da tante immaginidiffuse dalle tv americane.
I due dirigenti erano in prima fila per assistere a UfcFreedom250, organizzato nella gabbia alta 28metri nel giardino della Casa Bianca, e i tifosi del Milan non l’hanno presa benissimo. Con il club rossonero ancora senza allenatore (ufficialmente, perché c’è già l’accordo con Amorim) e dirigentichiave in vista della prossima stagione, dopo il fallimentodell’annata con Allegri in panchina, tanti sostenitori del club rossonero hanno commentato in manieranegativa la presenza – in un evento di puro divertimento – del numero uno di Redbird (e azionista di Paramount, il gruppo che negli Usa detiene i diritti tv della Ufc) e del senioradvisor del club. In questi giorni Ibra è anche commentatore dei Mondiali per Fox e, tra l’altro, è stato criticato per non essere andato a vedere la prima partita della Svezia nel torneo (vinta 5-1 contro la Tunisia), che si è giocata proprio poche ore dopo l’evento alla CasaBianca.
A far infuriare però i tifosi del Milan è stata proprio la presenza all’evento di Ufc. Basta fare un giro sui vari social per percepire il fastidio dei tifosi del Milan dopo l’apparizione in pubblico dei due praticamente unici dirigenti del Milan al momento. “Vergogna“, si legge sotto diversi post Instagram sull’argomento. “Mentre il Milan è nella me*da fino al collo e nella confusione più totale, questi due se la spassano altrove“, scrive qualcuno. C’è chi invece la vede in manierapositiva: nelle scorse settimane si era parlato anche di frizioni tra i due. Vederli insieme, all’evento organizzato d a Trump, sorridendo, ha di fatto smentito quelle voci. È però metà giugno e i rossoneri non hanno ancora un direttore sportivo, in attesa dell’ufficialità di Amorim.
Sarà RubenAmorim il nuovo allenatore del Milan. Il tecnico portoghese ha raggiunto un accordo con il clubrossonero, con cui ha firmato un contratto biennale (fino al 2028), con opzione per un terzo anno. Lo riferisce sul suo sito internet il quotidiano portoghese A Bola, secondo cui Amorim aveva pianificato di non sedersi in panchina in questa stagione dopo aver lasciato il ManchesterUnited a gennaio, ma l’offerta del club italiano, che ha ammesso essere una delle squadre preferite della sua infanzia e che sognava di allenare, si è rivelato troppo allettante. In attesa di capire chi sarà il direttoresportivo (al momento il favorito come Head of Football è MarkusKrösche, ma sulla carta il ds sarebbe nel caso TimmoHardung) e di riassestarsi, i rossoneri hanno così scelto il portoghese in panchina.
A Milano, l’ex allenatore dello Sporting riceverà 3,5 milioni di euro netti a stagione, più bonus per scudetto e qualificazione alla ChampionsLeague, competizione mancata dai rossoneri nelle ultime duestagioni. Ruben Amorim, 41 anni, attende solo l’approvazione definitiva di GerryCardinale di Red Bird, proprietario del Milan, per recarsi in Italia, firmare il contratto e ambientarsi nella sua nuova città. Amorim avrebbe bruciato sul filo di lana MatthiasJaissle, campione d’Asia con l’Al Ahli, altro nome rimasto a lungo sul tavolo tra i dirigentirossoneri.
Chi è Ruben Amorim
41 anni, RubenAmorim è uno degli allenatori più apprezzati della nuova generazioneeuropea. Da calciatore ha vestito soprattutto le maglie di Benfica e della nazionale portoghese, prima di intraprendere la carriera in panchina. Dopo le esperienze con CasaPia e Braga, si è imposto alla guida dello Sporting CP, riportando il club alla conquista del campionato portoghese dopo quasi vent’anni di attesa e distinguendosi per un calcio moderno, intenso e votato alla valorizzazione dei giovani talenti.
Amorim ha vinto duevolte il campionatoportoghese nel corso della sua esperienza allo Sporting: prima nel 2020/21, poi nel 2023/24. A novembre 2024 ha deciso di lasciare la squadra che lo ha reso grande per accettare la corte del ManchesterUnited. In Premier League però non è riuscito a incidere: dopo esser arrivato 15esimo il primo anno, è stato esonerato nel corso di questa stagione.
Ora il direttore sportivo: i nomi
Dopo il no di Ralf Rangnick, che rimarrà sulla panchina dell’Austria come commissario tecnico, il Milan guarda altrove per il ruolo di direttore sportivo. Al momento il favorito èMarkus Krosche, ma resiste anche Devin Ozek. Krösche in realtà diventerebbe sulla carta l’Head of Football del club rossonero, mentre il direttore sportivo nel caso sarebbe Timmo Hardung, pronto a seguirlo. Al momento Krösche è il direttore sportivo dell’Eintracht Forte, ma sembra ormai vicinissimo all’accordo con il Milan. L’alternativa sarebbe nel caso DevinOzek, giovanissimo direttore sportivo (ha soltanto 31 anni), attualmente al Fenerbahce.
Ruben Amorim è tra i profili valutati dal Milan per la panchina. Prima di arrivare a un accordo servono intese su contratto, staff tecnico e programmazione del mercato.
Amorim-Milan: il portoghese scala le preferenze per la panchina
Il Milan lavora alla scelta dell’allenatore per la prossima stagione e Ruben Amorim resta uno dei nomi considerati dalla dirigenza dopo il netto no di Rangnik per il ruolo di ds. Il tecnico portoghese esploso con lo Sporting Lisbona, ma che poi ha sostanzialmente fallito al Manchester United, ha costruito la propria reputazione con un calcio organizzato, una gestione chiara del gruppo e una forte attenzione ai giovani.
La sua candidatura interessa perché porterebbe un’impostazione tattica definita. Amorim utilizza spesso la difesa a tre, chiede intensità nella pressione e vuole giocatori adatti a un calcio dinamico. Per il Milan significherebbe intervenire anche sul mercato, non soltanto cambiare guida tecnica.
La trattativa non riguarda solo l’ingaggio dell’allenatore. Servono accordi sullo staff, sulle competenze sportive e sul tipo di rosa da costruire. Amorim lavora con collaboratori fidati e difficilmente accetterebbe un progetto senza garanzie operative.
Amorim-Milan: contratto, staff e mercato da chiarire
Il Milan deve valutare il costo complessivo dell’operazione. L’ingaggio di Amorim sarebbe da allenatore di fascia alta, pur restando lontano dalle cifre più elevate della Premier League. Lo staff inciderebbe ulteriormente sul monte stipendi dell’area tecnica.
Va considerata anche la situazione contrattuale legata alla sua precedente esperienza. Eventuali indennizzi o accordi di uscita possono incidere sui tempi e sulla struttura dell’intesa. Il Milan vuole evitare operazioni poco lineari e chiudere soltanto dopo aver definito ogni aspetto economico.
La scelta dell’allenatore si intreccia con il mercato. Amorim avrebbe bisogno di difensori adatti alla linea a tre, esterni con corsa e attaccanti capaci di lavorare anche senza palla. Alcuni giocatori dell’attuale rosa potrebbero essere centrali nel nuovo progetto, altri meno compatibili. Con l’arrivo del portoghese perdere Leao, che ha già detto addio ai colori rossoneri (si parla di un’offerta del Chelsea da 60 milioni), potrebbe essere controproducente.
Calciomercato Milan: il bilancio condiziona le scelte rossonere
Il Milan deve muoversi tenendo conto delle risorse disponibili. Senza margini illimitati, ogni scelta tecnica deve avere una traduzione economica sostenibile. Le cessioni potrebbero finanziare parte del mercato, mentre gli ingaggi andranno mantenuti sotto controllo.
Amorim rappresenterebbe un investimento sull’identità tecnica della squadra. Il club dovrebbe però accompagnare l’arrivo dell’allenatore con decisioni coerenti sulla rosa. Senza interventi mirati, il rischio sarebbe quello di inserire un tecnico con richieste precise in un gruppo non del tutto adatto alle sue idee.
La decisione finale dipenderà dalla convergenza tra allenatore, proprietà e area sportiva. Il Milan cerca una guida stabile e riconoscibile, ma vuole evitare una scelta non supportata da struttura e mercato.
Il ritardo si accumula: a poco più di due settimane dall’inizio della nuova stagione il Milanè ancora un enorme punto di domanda. È passato quasi un mese dal repulisti varato dal patron GerryCardinale, con la regia del consulente ZlatanIbrahimovic, dopo la clamorosa uscita dalla zona Champions nell’ultima giornata di Serie A. Fuori tutti, dentro nessuno. Il candidato per assumere la regia sportiva rossonera era uno soltanto: Ralf Rangnick. L’attuale ct dell’Austria, che farà il suo esordio ai Mondiali mercoledì contro la Giordania, ha però annunciato il rinnovo con la sua nazionale fino al 2028. Un nosecco al Milan, quindi, spiegato proprio tirando in ballo il caos che aleggia attorno al club: fino all’ultimo, ha dichiarato, non c’è stata “nessuna chiarezza” da parte dei rossoneri.
A fine maggio, Rangnick ha incontrato a Vienna i dirigenti del Milan, che volevano ingaggiarlo come direttore sportivo per il loro nuovo progetto. “Tre settimane fa c’è stato un primo contatto e si sono tenuti dei colloqui. Avevo chiesto chiarezza prima dell’inizio del Mondiale, per me, per la squadra, per la Federcalcio austriaca. Questa chiarezza non c’è stata“, ha detto il ct dell’Austria in conferenza stampa. Il tecnico di Salisburgo ha quindi optato per l’offerta della Federazione calcisticaaustriaca (ÖFB), che soddisfaceva non solo le sue richieste economiche, ma anche quelle del suo staff.
Rangnick ha sottolineato che la sua partenza non era in alcun modo subordinata alla richiesta di maggiori poteridecisionali o di un ampliamento delle sue responsabilità. Il progetto milanese avrebbe potuto essere allettante, ma proprio la mancanza di una visione chiara lo ha convinto a lasciar perdere. “Sono contento di aver preso questa decisione. È importante anche per me personalmente potermi ora concentrare completamente sui Mondiali”, ha detto Rangnick in un’intervista all’ORF, l’emittente pubblica austriaca. “Tutto lo staff è d’accordo e felice di essere qui”, ha spiegato. “Ecco perché posso sedermi qui e dire con una buona sensazione che è la decisione giusta“, ha aggiunto il tedesco.
Cardinale e Ibra per ora sono indietro con la programmazione. L’idea di affidare le sorti della rinascita del Milan a Rangnick, in qualità di super dirigente, non è andata a buon fine. E lo stesso è avvenuto sul fronte allenatore: tra una titubanza e l’altraAndoniIraola si è accasato al Liverpool, mentre sembrano allungarsi i tempi della trattativa per l’ingaggio di OliverGlasner. La situazione in casa Milan influisce anche sulla programmazione del Napoli, che ha già trovato l’accordo con Max Allegri, il quale – però – non riesce ad accordarsi con la sua ex società per una risoluzione del contratto. Il braccio di ferro fra il tecnico livornese e Ibra rallenta i piani di Aurelio De Laurentiis, che ora rischia di dover aspettare fino a luglio.
È stato svelato oggi, a Parma, il calendario della Serie A 2026/27, con la prima giornata prevista per il weekend del 22-23agosto 2026. Una stagione – quella scorsa – che ha visto il trionfo dell’Inter di circa un mese fa, Milan e Juventus fuori dalla Champions (dove invece ci sarà il Como per la prima volta), le retrocessioni di Pisa, Verona e Cremonese, le promozioni dalla Serie B di Venezia, Frosinone e Monza. Tante le novità per il prossimo anno. Intanto, la più sostanziale riguarda l’accorpamento delle finestre Fifa di settembre e ottobre in un’unica sosta con 4 date per le nazionali. Il campionato infatti si interromperà consecutivamente domenica 27 settembre e domenica 4 ottobre 2026.
Manca l’allenatore, ancora, e lo si cerca all’estero. Ma manca soprattutto, ancora, una struttura. Ed è questo che preoccupa soprattutto in ambiente Milan. Che si surriscalda. Vedere le immagini che stanno circolando sui social in queste ultime ore – ritraggono striscioni contro Cardinale sparsi in più punti della città – per credere. In casa rossonera la delusione della mancata qualificazione in Champions è tutt’altro che smaltita e le incognite sul futuro continuano a tormentare i tifosi, perché il vuoto di potere che al momento si è creato non è stato ancora colmato.
Ibra, che succede?
La posizione dello svedese, formalmente advisor della proprietà, è davvero spartiacque del futuro. Da un lato, c’è un Milan con Ibrahimovic al vertice. Dall’altro no. Ed è qui che si gioca la partita dei piani alti di casa rossonera. Perché nel caso in cui fosse Zlatan a prevalere, allora al Milan mancherebbe ‘solo’ un allenatore, che probabilmente arriverebbe dall’estero. Glasner, ex Crystal Palace, è uno dei candidati principali. C’è anche Pochettino. Mentre la posizione di Slot è sempre più defilata. Per non dire definitivamente tramontata. Ma come si muoverebbe Ibrahimovic? La sua idea sarebbe quella di confermare Kirovsky (attuale sport development della società) come direttore sportivo e mantenere una linea di controllo molto stretta sull’andamento del club. Ma se da giocatore era osannato, da dirigente molto meno. Lo dimostrano anche i commenti sotto i suoi recenti post sui social. E prendersi la responsabilità di rilanciare il Milan non è, al momento, la cosa più semplice.
Rivoluzione Rangnick
Un rilancio che invece Rangnick sarebbe anche disposto a portare avanti, ma alle sue condizioni. La richiesta al Milan? Potere decisionale su tutto. Almeno una ventina di persone da mettere nei punti fondamentali della società: tra direttoresportivo (piace molto Spors, ex Genoa), allenatori dei settorigiovanili, osservatori… Un modello Red Bull portato in Italia, insomma. Un modello che i rossoneri avevano già valutato in passato, quando poi prevalse la linea di PaoloMaldini. L’attuale Ct dell’Austria aspetterà ancora qualche giorno, dopodiché si chiamerà fuori. Il suo arrivo sarebbe sinonimo non solo di un rilancio, ma di una vera rivoluzione. Che precluderebbe a Ibrahimovic un ruolo in primo piano.
Iscrizione
E intanto, il vuoto dirigenziale sta portando a ritardare l’iscrizione al campionato. Non è un vero e proprio problema, questo. Perché naturalmente al prossimo campionato di Serie A, il Milan ci sarà regolarmente. Ma con tante figure mancanti, la macchinaburocratica si è leggermente inceppata. E più che un problema, questo diventa lo specchio di una situazionedelicatissima. Che i tifosi hanno percepito.
Possibili guai giudiziari in vista per IgliTare, ex direttore sportivo del Milan, finito sotto inchiesta nel suo paese d’origine, l’Albania. Secondo fonti presso la Procura speciale albanese contro la criminalità organizzata e la corruzione (Spak), Tare sarebbe sospettato di presunto “riciclaggio“, nell’ambito dell’indagine contro l’ex vice premier albanese BelindaBalluku, accusata inizialmente di “violazioniin gared’appalto“. Oggi la procura ha fatto sapere di aver iscritto nel registro degli indagati il nome di Tare, in passato anche calciatore e dirigente della Lazio, anche per “corruzione“. Il presunto collegamento tra Tare e Balluku riguarderebbe una villa sulla costa ionica albanese, in un complessoturistico.
L’abitazione sarebbe stata offerta a Balluku, come tangente per un appaltoconcesso ad un’impresa edile, quando era dirigente della società di controllo del trafficoaereo “Albcontrol”. Per far perdere le traccedell’operazione, la villa è stata registrata a nome di IgliTare, il quale, secondo gli investigatori, avrebbe stipulato “un fittiziocontratto d’affitto con l’ex capogabinetto di Balluku”. La procura sostiene che “de facto” l’abitazione sarebbe di Balluku, la quale ne avrebbe fatto uso insieme alla sua famiglia, in tutti questi anni. Tare è stato sottoposto a un interrogatorio in procura, lasciandola dopo circa seiore senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.
“Entro da Versace e acquisto praticamente tutta la nuova collezione. Vado alla cassa e quasi mi viene un infarto. Il conto era 10 milioni delle vecchie lire. Oggi non mi è rimasto più nulla”. Da promessa del calcio italiano a uomo costretto a ripartire da zero, passando per il Milan, le squalifiche per doping, la depressione e i lavori più disparati per sopravvivere. La storia di Angelo Pagotto è una parabola fatta di cadute e tentativi di risalita. Oggi l’ex numero 1 di Napoli, Sampdoria e Milan vive una seconda vita da allenatore dei portieri, ma i rimpianti continuano ad accompagnarlo. Alcuni riguardano le scelte compiute durante la carriera, altri sono molto più dolorosi e hanno a che fare con la sua famiglia, come confessa in un’intervista a Fanpage.it.
Il Milan, i soldi e le occasioni perdute
Tra i momenti che Pagotto guarda con maggiore rammarico c’è l’approdo al Milan a metà degli anni Novanta. Un’occasione che allora sembrava impossibile da rifiutare, ma che finì per segnare l’inizio di una fase complicata della sua carriera. L’ex portiere ammette di aver vissuto male quel periodo, anche a causa del carattere impulsivo che gli impediva di accettare certe dinamiche all’interno dello spogliatoio. A complicare tutto contribuì anche la vita fuori dal campo. “In quell’anno credo di aver speso 350 milioni delle vecchie lire e ancora non mi spiego come possa avere fatto”, racconta. Tra gli episodi che ricorda con maggiore incredulità c’è una giornata di shopping sfrenato: “Entro da Versace e acquisto praticamente tutta la nuova collezione. Vado alla cassa e quasi mi viene un infarto. Il conto era 10 milioni delle vecchie lire”. Guardando indietro, Pagotto è convinto che con maggiore pazienza la sua carriera avrebbe potuto prendere una strada diversa. “Se avessi avuto la pazienza di Ambrosini, probabilmente avrei vinto il suo stesso numero di ChampionsLeague“.
Le squalifiche e la ripartenza
Dopo l’esperienza rossonera arrivarono i problemi più gravi. Prima la vicenda legata a un presunto scambio di provette, poi la seconda squalifica per uso di sostanze proibite, che portò alla radiazione poi ridotta a ottoanni. Un colpo durissimo che lo costrinse a reinventarsi lontano dal calcio. Pagotto racconta di aver lavorato come cameriere, cuoco e magazziniere, soprattutto in Germania. Anni complicati, segnati anche dalla depressione e dalla necessità di intraprendere un percorsopsicologico. A salvarlo, spiega, è stata anche la moglie, che lo ha aiutato a ricostruire la propria vita.
Il dolore più grande: il rapporto con i figli
Se il calcio gli ha concesso una seconda possibilità, c’è una ferita che continua a restare aperta. Riguarda i figli Alex e Gaja, con i quali oggi non ha rapporti. “Dopo tutto quello che è successo, non ho più alcun rapporto con i miei figli, non mi vogliono vedere, né parlare“, confessa. Il rimpianto più grande è non aver mai avuto l’occasione di spiegare loro cosa sia accaduto negli anni più difficili della sua vita: “Mi piacerebbe potergli spiegare cosa è successo“. Pagotto racconta di continuare a inviare messaggi per compleanni e festività senza ricevere risposta. E immagina un finale semplice per la sua storia: “Ricevere la risposta dei miei figli, in questo momento, mi renderebbe l’uomo più felice del mondo“.