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Portugal ganha mil milhões com o Mundial de futebol. Veja o “Jogo Económico”

Ouça e acompanhe o “Jogo Económico” também em formato podcast:

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O Mundial de futebol de 2026 pode ter um impacto económico próximo dos mil milhões de euros, um novo recorde em Portugal. Da restauração às redes sociais passando pelas cadernetas de cromos e apostas, tudo é lucro, segundo o estudo do IPAM. Daniel Sá, diretor executivo do IPAM e especialista em marketing desportivo, traz-nos todos os números.

A nossa análise (com a ajuda do consultor Jorge Faria de Sousa) vai ainda incidir no ponto em que estamos na centralização dos direitos televisivos no futebol português, como as transferências monopolizam uma boa parte das receitas em Portugal e deixamos ainda uma pergunta: sabe qual é a Seleção mais representada pela Liga portuguesa no Mundial?
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Elon Musk diz que SpaceX quer "tirar a ficção da ficção científica"

No toque do sino a partir da sede da empresa de foguetões, satélites e inteligência artificial, o CEO da SpaceX mostrou-se chocado. Revela que quando fundou a companhia, em 2002, atribuiu apenas 10% de capacidade de sucesso. Esta sexta-feira, a empresa chega à bolsa com uma avaliação de 1,8 biliões de dólares.

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È morto Claudio Spadaro, l’agente dei servizi segreti Pigreco nella serie tv “Romanzo criminale”. Era tornato a Taranto per affrontare il tumore

Mondo del cinema in lutto. È morto a 72 anni Claudio Spadaro, che dal 2008 al 2010 ha impersonato l’agente dei servizi segreti Pigreco nella serie tv “Romanzo criminale”.

L’attore si è spento a Taranto, dove era nato il 17 giugno 1953. I funerali sono stati celebrati oggi, 12 giugno, nella Chiesa del Santissimo Crocifisso della città ionica. Spadaro era tornato a casa nei mesi scorsi per affrontare il tumore che ne aveva progressivamente compromesso le condizioni di salute.

Dopo gli esordi sul grande schermo alla fine degli anni Settanta, Spadaro ha sbarcato il lunario con il film come “Corse a perdicuore” di Mario Garriba e “Sogni d’oro” di Nanni Moretti.

Nel corso degli anni ha collaborato con autori del calibro di Marco Bellocchio, Mario Monicelli, Ricky Tognazzi, Marco Tullio Giordana, Peter Greenaway e Franco Zeffirelli. Poi il ruolo di Benito Mussolini nel film “Un tè con Mussolini” di Franco Zeffirelli, accanto a Maggie Smith e Cher.

Successo anche con le produzioni televisive come “La Piovra”, “Distretto di Polizia”, “Don Matteo”, “Paolo Borsellino” e “Le indagini di Lolita Lobosco“.

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Byoblu nel caos tra perdite a bilancio e dipendenti senza stipendio

Sono ore convulse per Byoblu, l’emittente che si autodefinisce “la TV dei cittadini“. Dalla festa nazionale della “liberazione dei media” celebrata solo il 25 aprile scorso ora la società benefit con oltre 3.100 soci, entrati nell’autunno del 2025, pare a un passo dal rischio del collasso finanziario.

La crisi di Byoblu è precipitata dopo l’annuncio dello scontro aperto tra la redazione e il fondatore Claudio Messora. Dal 5 giugno i giornalisti denunciano di non potere lavorare per il blocco degli accessi al sito internet e ai profili social della testata. In una nota ufficiale, la redazione lamenta la perdita di migliaia di articoli e inchieste, sostituiti dal nuovo progetto “Byoblu 3.0“, un blog che farebbe uso estensivo dell’intelligenza artificiale in sostituzione del lavoro umano, in contraddizione con le posizioni sempre enunciate da Messora. I giornalisti dichiarano di essere stati di fatto abbandonati senza certezze sul proprio futuro né accesso ai propri lavori d’archivio, mentre Messora ha rimosso ogni riferimento alla testata registrata dal sito, presentandolo ora come un blog personale. Il tutto mentre molti della quarantina di dipendenti lamentano di non aver ancora riscosso il proprio stipendio di maggio.

Le accuse cadono come bombe sul fondatore. Claudio Messora, secondo le biografie ufficiali, è nato ad Alessandria d’Egitto nel 1968. Nel 2007 ha aperto il suo canale YouTube e insieme il videoblog Byoblu.com, che si è evoluto in una testata giornalistica e nel canale televisivo nazionale del digitale terrestre 262. Tramite Byoblu Messora e i suoi giornalisti hanno realizzato inchieste, reportage e interviste guardate oltre 200 milioni di volte. Ritenuto per anni il numero tre del Movimento 5 Stelle dopo Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, ne è stato a lungo il responsabile della comunicazione al Senato e in Europa.

Dietro la facciata dell’informazione indipendente ora emergono però i timori di profondo dissesto finanziario. Secondo l’ultimo bilancio depositato al 31 dicembre 2024, la società editrice Media Pluralisti Europei (Mpe), una Spa benefit nata per gestire Byoblu, ha registrato una perdita d’esercizio di 1,07 milioni. Questo risultato ha portato il patrimonio netto in negativo per 673mila euro, determinando una situazione di grave perdita del capitale ai sensi dell’articolo 2447 del Codice Civile. La situazione non è migliorata nel 2025: Messora riferisce al Fatto dati (non ancora approvati dal consiglio di amministrazione) che indicano una nuova perdita d’esercizio di 1,59 milioni, con costi complessivi saliti a oltre 4 milioni a fronte di ricavi calati a soli 2,5 milioni e un patrimonio netto negativo per circa 800mila euro.

Il quadro operativo è segnato da debiti e criticità gestionali. Secondo fonti interne, negli ultimi mesi l’azienda ha dovuto far ricorso a due turni di cassa integrazione per i dipendenti e ha subito ingenti pignoramenti sui conti correnti a causa di cause di lavoro intentate da ex giornalisti licenziati. Anche il rapporto con i fornitori di contenuti è teso: la casa editrice risulterebbe debitrice di decine di migliaia di euro per diritti non versati ad autori di bestseller sulla medicina che hanno avviato azioni legali di recupero. Sul piano infrastrutturale, la crisi è esplosa a Natale 2025 con lo sfratto dagli storici studi televisivi di via privata Deruta a Milano. Il peso economico della presenza sul digitale terrestre (canale 262) è ingente, con costi di gestione che toccano le decine di migliaia di euro al mese.

In questo contesto di sofferenza per dipendenti e creditori, emergono i dettagli sui compensi del fondatore. Sempre secondo fonti aziendali, Claudio Messora riceve uno stipendio di 7.500 euro mensili come dipendente, a cui si sommavano diverse decine di migliaia di euro l’anno per le cariche di amministratore delegato e presidente. Tra i benefit figurava anche il pagamento del canone di locazione di una casa situata proprio di fronte agli studi televisivi. Nonostante le dimissioni, Messora ha recentemente richiesto con una diffida a Mpe il pagamento di royalties per l’utilizzo del marchio Byoblu, di cui rivendica la titolarità.

Il tentativo di salvataggio del 2025, basato sulla trasformazione da Srl a Spa e sull’azionariato diffuso, si è rivelato tecnicamente problematico. L’operazione ha coinvolto circa 3.180 nuovi azionisti, molti dei quali hanno sottoscritto titoli al prezzo di 100 euro l’uno, composto da appena 1 euro di valore nominale e ben 99 euro di sovrapprezzo, nonostante la perdita milionaria del 2024 fosse già conclamata. La valutazione a bilancio della testata è rimasta alta. Messora ha spiegato che il passaggio al modello azionario ha paradossalmente danneggiato i flussi di cassa, poiché i sostenitori hanno convertito le loro donazioni mensili (che erano ricavi immediati) in capitale sociale e riserve, poste che finiscono nello stato patrimoniale e non aiutano a coprire i costi operativi del conto economico.

L’avvitamento in spirale nella crisi è segnato da segnali contraddittori. Lo scorso 25 aprile Messora organizza una giornata di festa in diretta nazionale, rassicurando soci e telespettatori sulla continuità del progetto con toni entusiastici: “Questa storia non finisce mai”. Solo tre giorni dopo, il 28 aprile, la “doccia scozzese” in consiglio di amministrazione: Messora rende noto il patrimonio netto negativo e la necessità di una ricapitalizzazione urgente. In quella sede, assume l’incarico di convocare un’assemblea straordinaria dei soci entro il 30 maggio per deliberare sul futuro della società.

Tuttavia, con una decisione altrettanto improvvisa, il 5 maggio Messora rassegna le dimissioni da ogni carica, lasciando il Cda in regime di prorogatio. Secondo la redazione, le dimissioni sono avvenute senza un valido passaggio di consegne. Messora si difende sostenendo di essersi fatto da parte per lasciare il posto a una figura tecnica specializzata in ristrutturazioni societarie, dopo aver constatato la mancata convergenza del Cda sui tagli ai costi e l’insufficiente disponibilità dei soci a iniettare nuovo capitale.

Oggi, lo scontro all’interno di Media Pluralisti Europei è totale. Mentre i giornalisti continuano l’attività informativa solo attraverso il canale YouTube “Media Pluralisti”, l’ultimo rimasto nella loro disponibilità, nel consiglio di amministrazione regna una spaccatura profonda tra tensioni crescenti. Alcuni membri del Cda, sentendosi spiazzati dalle mosse del fondatore e dalla gestione dei fondi raccolti, starebbero valutando la presentazione di esposti formali alle autorità di vigilanza per fare chiarezza sulla correttezza delle procedure di aumento di capitale e sulla reale situazione contabile degli ultimi due anni.

Dal canto suo, in una serie di messaggi e in una lunga email al Fatto, Claudio Messora giustifica il dissesto finanziario con il passaggio dal modello delle donazioni a quello azionario: “Quello di cui non si è tenuto conto è che purtroppo chi acquista le azioni converte le donazioni in capitale: se acquisto una azione, poi non dono perché non ho un budget infinito. Quindi a fine anno in termini di flusso di cassa il risultato era identico, ma nel bilancio si trova uno squilibrio pesante, perché ci sono cifre enormi che non possono più andare all’attivo. Il primo anno siamo riusciti a compensare con le riserve. Quest’anno invece si è venuto a determinare un patrimonio netto negativo che non poteva essere più pareggiato dalle riserve, per circa 800 mila euro”. Il fondatore rivendica di aver pagato regolarmente gli stipendi di aprile e attribuisce l’oscuramento del sito byoblu.com esclusivamente al mancato saldo di fatture verso il fornitore da parte della società dopo le sue dimissioni.

Riguardo ai social, Messora ammette restrizioni cautelative a tutela del marchio Byoblu, di cui rivendica la titolarità. Nega di aver abbandonato la redazione: sostiene di essersi dimesso per lasciare spazio a un tecnico della ristrutturazione, avendo constatato l’impossibilità i tagliare i costi e l’insufficienza di nuovi capitali dai soci. Infine, descrive il progetto “3.0” come una misura d’emergenza per salvare il traffico Seo, affermando che l’intelligenza artificiale non sostituirà i giornalisti, ma li aiuterà nella cronaca ordinaria. Intanto però sul progetto della “Tv dei cittadini” le preoccupazioni dei dipendenti e degli azionisti si fanno sempre più forti.

Precisazione:

Nell’articolo si legge:

“Sempre secondo fonti aziendali, Claudio Messora riceve uno stipendio di 7.500 euro mensili come dipendente, a cui si sommavano diverse decine di migliaia di euro l’anno per le cariche di amministratore delegato e presidente.”

Tale affermazione non corrisponde al vero.

Non ho percepito uno “stipendio di 7.500 euro mensili come dipendente”. L’importo indicato si riferisce invece al compenso complessivo per le cariche di Amministratore Delegato e Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Non è dunque corretto affermare che a tale importo “si sommavano diverse decine di migliaia di euro l’anno” per le cariche di Amministratore Delegato e Presidente, poiché quelle cariche erano appunto comprese nel compenso menzionato.

Esisteva inoltre un’indennità di 300 euro a seduta, comune a tutti i membri del Consiglio di Amministrazione, nonché il compenso di consigliere pari a 7.000 euro annui, anch’essa prevista per tutti i componenti del CdA, che non ho mai reclamato né riscosso.

A tutti questi compensi ho rinunciato, rassegnando le dimissioni, dal 5 maggio.

Vi chiedo pertanto di rettificare l’articolo, precisando che l’importo indicato non era uno stipendio da dipendente, ma il compenso complessivo per le cariche di Presidente e Amministratore Delegato, e che non vi si aggiungevano ulteriori “diverse decine di migliaia di euro l’anno” per tali medesime cariche.

Claudio Messora

Prendiamo atto della precisazione, ma ci chiediamo: se Messora ha preso 7.500 euro al mese solo da gennaio a marzo come presidente e ad, come mai nel 2025 ha preso 40mila euro? Compensi per cariche o stipendi?

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Ascolti tv, i Mondiali 2026 non lasciano scampo alle altre reti: crolla Canale 5, resistono Nuzzi e Papi

Ascoli tv ieri 11 giugno 2026: Quarto Grado, Piazzapulita e Sarabanda Celebrity non sembrano soffrire il calcio

La partita Messico – Sudafrica su Rai1 che apre i Mondiali 2026 ottiene 4.758.000 spettatori (27.1%). In precedenza la cerimonia d’apertura dalle 19:38 alle 19:56 è stata seguita da 2.940.000 spettatori (22.1%).

Montmartre su Canale 5 segue con 1.328.000 spettatori (9.9%).

Ascolti tv, Quarto Grado si conferma: nessuno scossone per Sarabanda Celebrity e Piazzapulita

Sarabanda Celebrity su Italia 1 fa un piccolo passo indietro a 933.000 spettatori (7%). Nella puntata precedente Enrico Papi aveva intrattenuto 981.000 spettatori (7.2%).

Quarto Grado su Rete 4 è stabile a 1.122.000 spettatori (9.7%). Il venerdì la coppia Nuzzi-Viero aveva interessato 1.157.000 spettatori (9.8%).

Piazzapulita su La7 si ferma a 863.000 spettatori (7.1%). Nella puntata precedente Corrado Formigli aveva raggiunto 949.000 spettatori (7.4%).

Leggi anche: Ascolti tv, Super Karaoke le suona anche a Dino Zoff: Sciarelli rallenta mentre Labate chiude in crescendo

Per quanto riguarda gli ascolti tv ieri 11 giugno 2026 per le altre reti:

La sottile linea della vendetta su Rai2 con 555.000 spettatori (3.4%), Overland – Laos, il volto della rinascita su Rai3 con 735.000 spettatori (4.6%), Io prima di te su TV8 con , Sinceramente Persia – One Milf Show sul Nove con .

CLICCA QUI PER GLI ASCOLTI TV DELLA SETTIMANA

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“Non lavoravamo insieme da 25 anni e siamo cambiati molto. Siamo sorpresi dall’entusiasmo intorno”: Katie Holmes e Joshua Jackson osannati al Tribeca Film Festival

Katie Holmes e Joshua Jackson hanno infiammato fan e paparazzi sul red carpet del loro nuovo film “Happy Hours“, presentato in anteprima al Tribeca Film Festival il 6 giugno scorso. Gli ex colleghi della serie tv cult “Dawson’s Creek” hanno sviluppato una sorta di “linguaggio in codice” sul set, a dimostrazione del loro “legame e della loro collaborazione di lunga data”. Holmes ha diretto e scritto il film, segnando il suo quarto progetto dietro la macchina da presa e scegliendo Jackson come co-protagonista. “Non lavoravamo insieme da 25 anni e siamo cambiati molto”, ha dichiarato la regista e attrice a Variety.

A distanza di anni dalla conclusione di “Dawson’s Creek”, la serie che li ha consacrati come icone di una generazione, gli attori hanno fatto parlare di sé sui social media dopo essere stati avvistati insieme per le strade di New York nel 2025. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro del web, scatenando l’entusiasmo dei fan di tutto il mondo.

“Siamo stati onestamente sorpresi – ha dichiarato Holmes -. Sappiamo di aver fatto parte di una serie che ha accompagnato tantissime persone nella loro crescita, ma credo che nessuno di noi abbia mai compreso fino in fondo la portata di quell’impatto. Ci stupisce ancora, in un certo senso”.

I due, che hanno avuto una relazione nelle prime stagioni della serie, sono rimasti in buoni rapporti da allora. Si ritrovano ora sul grande schermo nella commedia romantica “Happy Hours”, dove protagonisti sono Liz (Holmes), una fotografa reduce da un divorzio, e Andrew (Jackson), il giornalista che le aveva spezzato il cuore in adolescenza.

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Enchimento artificial de areia depois das tempestades “salvou a época balnear” no Algarve – SIC

Fica concluída já no início desta semana a intervenção de enchimento do areal da praia da Fuzeta. A promessa foi deixada pela ministra do Ambiente numa visita ao local. Também as praias de Loulé, muito afetadas pelas tempestades de inverno, conseguiram com a alimentação artificial ganhar 50 metros de areal até ao mar, como mostra a reportagem da SIC.

A Fuzeta teve também a época balnear em perigo. Foi preciso avançar com uma intervenção de emergência: 400 mil euros e 40 mil metros cúbicos de areia vão permitir abrir a praia aos banhistas.

Foi mesmo para salvar a época balnear e ainda bem que o fizemos”, afirma a ministra do Ambiente, Maria Graça Carvalho, que aproveitou o Dia Mundial do Ambiente, na sexta-feira, para visitar a reta final da intervenção na Fuzeta.

As tempestades de inverno chegaram, nalgumas zonas, a ‘comer’ 15 metros de areal. Foi preciso uma intervenção de mais de 14 milhões de euros para assegurar que nos sete quilómetros do Forte Novo a Vale do Lobo e Vale Garrão houvesse época balnear.

Imagem extraída da reportagem da SIC

Seguem-se dentro de meses dragagens nos portos também da Fuzeta, Tavira e Lagos. No final do verão, será retomada a intervenção entre a Praia da Rocha e a dos Três Castelos.

Temos tido problemas técnicos, tem sido difícil o transporte da mistura de areia e água. Não conseguimos acabar antes da época balnear por isso interrompeu-se e tirou-se tudo. Retomamos a seguir à época balnear”, explicou a ministra.

Entre obras concluídas, em curso ou contratualizadas, o investimento na reposição de areias e proteção costeira do Algarve aproxima-se dos 20 milhões de euros. Em média, a linha de costa tem recuado três metros por ano no Algarve.

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Polémica dos guarda-sóis. Ministra recomenda desenho à entrada da praia – RTP

A Ministra do Ambiente e Energia, Maria da Graça Carvalho, no decorrer da visita que fez esta sexta-feira, 5 de junho, à Praia da Fuseta-Mar, no concelho de Olhão, falou aos jornalistas sobre a polémica dos guarda-sóis e diz que quer um desenho à entrada das praias que esclareça onde é que as pessoas podem colocar o guarda-sol, cuja declaração foi registada pela reportagem da RTP.

Maria da Graça Carvalho diz que a lei é clara e antiga, nada mudou, ou seja, a concessão só pode ter 30 por cento da área da praia e nunca mais de 50 por cento da linha do mar, e há ainda as zonas de segurança, nas entradas da praia e junto aos nadadores salvadores, tudo o resto é livre. A governante apela à comunicação eficaz das autarquias.

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Vento e temperatura trocam voltas a quem rumou ao Algarve para umas miniférias – SIC

Muitos portugueses aproveitaram o feriado esta quinta-feira para umas miniférias no Algarve, mas o vento e a descida das temperaturas afastou muitos banhistas das praias, como regsitou a reportagem da SIC.

O feriado do Corpo de Deus esta quinta-feira permitiu umas miniférias a muitos portugueses que rumaram ao Algarve, mas o tempo não está de feição, mas o vento vespertino de norte e a temperatura da água, não tornam apetecível a permanência dos turistas nas praias do Algarve.

Aguardando por temperaturas mais altas e menos vento, os portugueses que rumaram a Sul para umas miniférias, aproveitam para caminhar no areal e descontrair, por agora, sem dúvidas sobre onde colocar o chapéu de sol porque espaço não falta.

Quanto ao mar, o nadador-salvador, Júlio Fonseca, da praia de Quarteira, lembra os cuidados a ter, sobretudo com as crianças.

Imagem extraída da reportagem da SIC

“A dica que dou é a distância de segurança. Não é estar na linha de água, a distância de segurança é de um braço. (…) Começámos a temporada a 7 de maio e no dia 8 já houve um afogamento e, até então, já tivemos quatro afogamentos. Dos 12 aos 15 anos é a faixa que mais arrisca e se coloca em perigo”, alerta o nadador-salvador.

A época balnear está aberta e com ou sem chapéus de sol à frente dos espaços concessionados, o importante é que quem vai ao mar tenha mais cuidados, para evitar sustos.

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Greve + feriado + ponte = férias para muitos portugueses no Algarve – TVI

Com a greve geral e o feriado, mais um dia de férias, deu um fim de semana XXL e muitos portugueses optaram por descansar, aproveitando as temperaturas, que já começam a subir, para rumar até ao Algarve, indo até à praia como mostra a reportagem da TVI.

Como é notório pelas imagens e entrevistas realizadas pelo jornalista João Mira Godinho em Quarteira, o Algarve foi mesmo o destino de muitos portugueses. Para uns podia estar menos vento que não fazia mal, outros queriam que a água estivesse um pouco mais quente, enquanto que outros afirmam que “estamos à vontade, não há confusões, enfim, agradar a gregos e troianos é muito dificil.

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10 Characters Who Never Forgot a Grudge

Lists are undoubtedly useful in everyday life. Busy people often rely on them to keep track of multiple items at once. They might catalog a set of tasks requiring their attention, or they could write down the products needed during a shopping trip. The practice is so common and ordinary that it’s barely worth mentioning. […]

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È morto Owain Rhys Davies, l’attore gallese era noto per il ruolo dell’Agente Wilson in “Twin Peaks”. Il fratello chiede privacy “sulle circostanze della sua morte”

Mondo del cinema in lutto. È morto a 44 anni l’attore gallese Owain Rhys Davies, noto per il ruolo dell’Agente Wilson nel revival della serie “Twin Peaks”, la serie cult creata da David Lynch e Mark Frost e tornata sugli schermi nel 2017. A dare la notizia, come riporta la BBC, è stato il fratello Rhodri, che sui social ha scritto che l’attore è scomparso “improvvisamente, in modo naturale e sereno”.

Nel suo messaggio, Rhodri ha espresso anche il profondo dolore della famiglia: “Sono incredibilmente orgoglioso di mio fratello. Sappiamo che questa perdita sarà sentita da molte persone e ci conforta sapere quanto fosse amato”. Il fratello ha inoltre chiesto rispetto per la privacy, aggiungendo che restano ”domande senza risposta sulle circostanze della sua morte”.

Anche il profilo ufficiale di “Twin Peaks” ha voluto ricordarlo con un messaggio di cordoglio: “I nostri pensieri sono con la sua famiglia, i suoi amici e tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato. Grazie per aver fatto parte del mondo di Twin Peaks, Agente Wilson”.

Cordoglio anche dal Welsh National Theatre, che ha definito l’attore “un talento straordinario il cui lavoro ha arricchito il teatro e lo schermo gallese”. Nella nota si legge: “La sua passione, creatività e dedizione hanno lasciato un segno duraturo nella vita culturale del Galles. La comunità artistica è più povera per la sua perdita e possiamo solo immaginare le molte storie che avrebbe ancora raccontato”. Il messaggio si conclude con un saluto in gallese: ”Cysgàn dawel, Owain” (riposa in pace, Owain).

Owain Rhys Davies nel corso della sua carriera aveva preso parte a numerose produzioni di rilievo internazionale. Tra queste si annoverano la serie fantascientifica di Netflix “The OA”, accanto agli attori Brit Marling e Jason Isaacs, il lungometraggio “Alice attraverso lo specchio” e la commedia horror “A Serial Killer’s Guide to Life”.

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“Non avrei mai rinunciato a tenere per mano il mio ragazzo per strada, a costo anche di perdere opportunità di lavoro”: Jonathan Bailey sul coming out

La star della serie tv cult “Bridgerton” e del film “Wicked“, Jonathan Bailey, ha parlato del suo coming out durante la prima edizione degli Elton John Impact Awards. Bailey ha parlato con Elton John del suo percorso, dalla consapevolezza della propria omosessualità alla presa di coscienza del possibile impatto sulla sua carriera di attore: “Non avrei mai rinunciato a tenere la mano del mio ragazzo per strada”.

Durante la chiacchierata, John ha chiesto a Bailey se si fosse mai sentito sotto pressione per nascondere la sua omosessualità, se avesse avuto paura di fare coming out o se avesse avuto abbastanza sicurezza da non preoccuparsene. Bailey ha risposto di aver provato una combinazione di tutte e tre le sensazioni.

“Credo ci siano tantissime sfumature – ha detto – In un certo senso, sento di essermi conosciuto istintivamente fin da giovanissimo, e la mia base è la fiducia in me stesso. Poi, ovviamente, ti ritrovi ad assorbire queste storie e queste narrazioni che sono come ragnatele. E più mi avvicinavo, più scoprivo la recitazione. E credo che il motivo per cui mi sono innamorato della recitazione sia che, per la prima volta, in un mondo in cui devi in ​​qualche modo adattare il tuo linguaggio ed essere ipervigile su ciò che dici e su come appari, soprattutto ai tuoi coetanei, per capire se interpreteranno qualcosa che dici o il modo in cui lo dici come un’indicazione della tua sessualità, ricevere una sceneggiatura e poter effettivamente scegliere la cosa giusta da fare ed essere sincero è stata una sensazione davvero fantastica”.

E ancora: “Ero ben consapevole delle possibilità e dei limiti degli attori queer, di cosa ciò significasse per il pubblico e di come influenzasse il mondo del cinema e della televisione. Quindi sì, credo che quando avevo poco più di vent’anni, ci fosse la netta consapevolezza che essere gay sarebbe stato un ostacolo”.

Nessun compromesso: “Non avrei mai rinunciato a tenere per mano il mio ragazzo per strada, era un sentimento che sentivo profondamente, quasi istintivamente. E ovviamente, se questo avesse significato compromettere le mie opportunità di lavoro, ero disposto a correre il rischio”.

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10 Films That Were Praised but Got History Wrong

Hollywood has always had a complicated relationship with the truth. Most people understand that historical films take liberties—characters get composited, timelines get compressed, and battles get tidied up for a two-hour runtime. The problem isn’t creative license. The problem is when a film actively markets itself as authentic, earns a reputation for rigorous accuracy, wins […]

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