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“Per coprire petto e braccia con un tatuaggio nero sono stato davvero male. La pelle diventava gialla, ho smesso di muovere parti del corpo”: Machine Gun Kelly racconta

Quello che doveva essere un simbolo di rinascita si è trasformato in un’esperienza al limite della sopportazione. A raccontarlo è stato Machine Gun Kelly, che in una lunga intervista a Billboard Canada è tornato a parlare del gigantesco tatuaggio “total black” che nel 2024 ha coperto gran parte del suo corpo, dalle braccia al petto fino allo stomaco.

L’artista, il cui vero nome è Colson Baker, ha spiegato che quel progetto non aveva soltanto una valenza estetica. “Stavo cercando un cambiamento che non fosse soltanto sonoro. Doveva essere qualcosa di fisico”, ha raccontato. Guardando i vecchi tatuaggi, infatti, diceva di non riconoscersi più: “Vedevo morte e droga in tutti quei disegni. C’erano tatuaggi felici, tatuaggi tristi, tatuaggi sacri e tatuaggi infernali. Era come se il mio disturbo bipolare stesse urlando dalla mia pelle“.

Per questo motivo si è rivolto alla tatuatrice delle celebrità Roxx, che gli ha proposto un enorme tatuaggio nero destinato a coprire quasi completamente la parte superiore del corpo. Il problema era il tempo necessario per realizzarlo. Secondo Roxx, un lavoro del genere avrebbe richiesto circa due anni. Machine Gun Kelly, però, aveva altri piani. “Mi aveva avvertito che sarebbe stato quasi impossibile, anche dal punto di vista della tolleranza al dolore. Io le ho risposto: ‘Abbiamo due mesi‘”.

Una decisione che ha avuto conseguenze pesanti. Invece di alternare le sedute ai necessari periodi di recupero, il cantante si è sottoposto quasi quotidianamente a lunghe sessioni di tatuaggio. “Dopo la prima settimana abbiamo iniziato a lavorare sui linfonodi nella zona delle ascelle e delle spalle e mi sono sentito davvero male. La mia pelle stava diventando gialla. Non riuscivo a dormire. Ho smesso di riuscire a muovere alcune parti della parte superiore del corpo“.

Nonostante i sintomi e il dolore, l’artista ha deciso di andare avanti fino alla fine. Oggi guarda a quell’esperienza come a una prova personale superata. “Ne sono uscito estremamente ispirato. Non soltanto per quello che avevo fatto, ma per quello che avevo dovuto superare“. A distanza di oltre due anni da quel tatuaggio, diventato uno dei più discussi del mondo della musica, Machine Gun Kelly continua a considerarlo il simbolo di una trasformazione personale iniziata in un periodo particolarmente complicato della sua vita, tra problemi di salute mentale, la sobrietà e la volontà di lasciarsi alle spalle una fase che lui stesso definisce caotica.

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Kim Kardashian ruba l’asciugamano a Kimi Antonelli dopo la vittoria al GP di Monaco (e lui lo cerca ancora) – Video

Un curioso episodio post-gara ha animato Gran Premio di Monaco 2026 ed è finito rapidamente al centro delle discussioni sui social. Il protagonista inatteso della vicenda non è stato soltanto il risultato sportivo, ma un asciugamano, diventato centrale per un gesto avvenuto a margine della premiazione che ha coinvolto volti noti dello sport e dello spettacolo. Sul circuito monegasco l’attenzione si è inizialmente concentrata sulla vittoria del giovane pilota italiano Kimi Antonelli, poi si è spostata su un’altra star: Kim Kardashian.

Mentre era in corso la festa sul podio, con anche Lewis Hamilton tra i protagonisti, la celebre imprenditrice e influencer Kim Kardashian, compagna del pilota inglese e presente nel paddock insieme alla sorella Khloé, è stata travolta dagli spruzzi tipici delle celebrazioni della Formula 1. La situazione, unita alla confusione del momento, avrebbe portato l’influencer a fare un gesto improvvisato: prendere un asciugamano trovato sul percorso ma in realtà destinato al vincitore.

La mossa non è passata inosservata. Il momento è stato ripreso e rilanciato sui social generando rapidamente commenti e discussioni e, come spesso accade in questi casi, dividendo il pubblico tra ironia e critiche. In molti hanno sottolineato lo scarto culturale tra chi vive abitualmente il paddock della Formula 1 e chi vi si affaccia come ospite occasionale.

A spegnere le polemiche ci ha pensato lo stesso Kimi Antonelli, che con tono leggero ha affrontato l’episodio attraverso i suoi canali social e quelli ufficiali del team Mercedes-AMG Petronas Formula One Team. In un breve video il giovane pilota ha scherzato chiedendosi dove fosse il suo asciugamano.

Kim Kardashian picks up race winner Kimi Antonelli’s towel for herself ???? pic.twitter.com/Z8jlp6ES2A

— Ferrari News ???? (@FanaticsFerrari) June 8, 2026

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Droni, luci e il volto di Gaudí: la Sagrada Familia è finalmente ultimata, lo show per l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo – VIDEO

La Sagrada Familia ha raggiunto un nuovo traguardo simbolico con l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo, il punto più alto della basilica progettata da Antoni Gaudí. A Barcellona la cerimonia è stata accompagnata da uno spettacolo di luci e droni che ha trasformato il cielo della città in una scenografia dedicata all’architetto catalano. L’evento si è svolto alla presenza di Papa Leone XIV, che ha benedetto la nuova torre e completato così un passaggio fondamentale nella costruzione del tempio espiatorio. Con questa aggiunta, la Sagrada Familia diventa di fatto la chiesa più alta del mondo.

Il momento più suggestivo della serata è arrivato al termine della cerimonia, quando sul profilo della collina di Montjuïc è stato proiettato il volto di Gaudí, realizzato attraverso un sistema di droni e giochi di luce. L’immagine, rivolta simbolicamente verso la basilica, ha richiamato una delle frasi più note attribuite all’architetto: “Prima l’amore, dopo la tecnica”.

La scelta di Montjuïc non è stata casuale: la collina, alta circa 173 metri, supera di poco la Torre di Gesù, che raggiunge i 172,5 metri. Un dettaglio che richiama direttamente la visione dello stesso Gaudí, secondo cui nessuna opera dell’uomo avrebbe dovuto superare in altezza la natura.

La luce del futuro nel segno di Gaudí

L’illuminazione interna e strutturale utilizza un sistema composto da decine di fasci di luce distribuiti lungo gli elementi architettonici della croce e delle navate. Secondo i dati forniti, il nuovo impianto LED ad alta efficienza consente anche un significativo risparmio energetico rispetto alle tecnologie precedenti, e riduce i consumi e l’impatto ambientale complessivo della struttura.

Lo spettacolo di luci e droni ha chiuso una giornata destinata a entrare nella storia della Sagrada Familia. Ancora una volta l’eredità di Gaudí è tornata a dominare la scena e ha ricordato la sua idea di un’architettura pensata come prolungamento della natura e non come sua contrapposizione.

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Pokémon Megaevoluzione – Buio Pesto, in anteprima alcune nuove carte della prossima espansione del gioco di carte Pokémon

Il 17 luglio arriverà tra le mani degli appassionati una nuova espansione del gioco di carte collezionabili Pokémon: “Megaevoluzione – Buio Pesto“. La nuova espansione porterà nel gioco i Pokémon Megaevoluzione comparsi per la prima volta su Leggende Pokémon: Z-A tramite i contenuti scaricabili Megadimensione, tra le carte disponibili infatti ci saranno Mega Darkrai-ex, Mega Zeraora-ex, oltre a Mega Chandelure-ex e Mega Excadrill-ex.

Nell’attesa della nuova espansione, The Pokémon Company International ci ha dato la possibilità di mostrarvi in anteprima 3 nuove carte di quelle in arrivo con Megaevoluzione – Buio Pesto, nel dettaglio la carta Rara Illustrazione speciale di Mega Chandelure-ex ed quelle dei suoi primi due step evolutivi, Litwick e Lampent. La prima la troverete qui di seguito, le altre due in fondo all’articolo.

Carta rara illustrazione speciale di Mega Chandelure ex

La nuova espansione, come da tradizione, sarà disponibile in vendita in vari formati come le bustine di espansione ed i set Allenatore Fuoriclasse, oltre a varie collezioni, e porterà fra le mani dei giocatori sei Pokémon-ex Megaevoluzione quattro carte Pokémon-ex, 11 carte rare illustrazione di Pokémon, 18 carte in versione ultrarara tra Pokémon e Allenatori, e sei carte Pokémon e Aiuto in versione rara illustrazione speciale.

Sarà possibile provare Pokémon Megaevoluzione – Buio Pesto prima della pubblicazione ufficiale partecipando ad uno dei tornei prelease che svolgeranno a partire dal 4 luglio presso i negozi aderenti al programma Play! Pokémon, oltre a potervi giocare fin dal 16 luglio nella versione digitale tramite l’app GCC Pokémon Live su dispositivi iOS, Android, macOS e Windows.

Le carte di Litwik e della sua prima evoluzione Lampent

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“Ordino sempre lo stesso menù ma senza quel piatto, non mi piace proprio”: il fondatore di una nota catena di fast food ‘rinnega’ il suo contorno

Essere il fondatore di una catena da oltre mille ristoranti non significa necessariamente amare tutto quello che c’è nel menu. Lo sa bene Todd Graves, imprenditore statunitense e fondatore di Raising Cane’s, una delle più popolari catene americane specializzate in chicken fingers e fast food a base di pollo, che ha ammesso di non mangiare uno dei contorni serviti nei suoi locali.

La confessione è arrivata durante un’intervista pubblicata su Instagram dal content creator Joe Bonham. Alla domanda su quale fosse il suo ordine preferito da Raising Cane’s, Graves ha risposto senza esitazioni: “Box Combo, senza coleslaw, con pane tostato extra e salsa extra”. Ma cos’è il coleslaw? La tipica insalata di cavolo e carote servita nei fast food americani.

A quel punto Bonham gli ha chiesto se non mangiasse mai l’insalata di cavolo inclusa nel menu. “Non mi piace proprio il coleslaw, per questo lo sostituisco”, ha replicato il manager, scatenando immediatamente la curiosità degli utenti. Il dialogo è proseguito con Bonham che ha scherzato: “A nessuno piace il coleslaw“. Graves, sorridendo, non ha negato del tutto: “Ogni tanto trovo qualcuno a cui piace, ma io non sono un fan del coleslaw, quindi lo cambio con il pane tostato”.

Una rivelazione che ha sorpreso gli utenti, considerando che l’insalata di cavolo è presente nel menu della catena fin dalla sua apertura. Lo stesso Graves ha spiegato che l’idea di inserirla era nata per offrire una componente vegetale al pasto e perché si tratta di un contorno molto diffuso nella tradizione gastronomica del Sud degli Stati Uniti.

Il video è diventato rapidamente virale, con più di 8 milioni di visualizzazioni e migliaia di commenti. Molti utenti hanno apprezzato la sincerità dell’imprenditore. “Adoro un amministratore delegato onesto”, ha scritto qualcuno. “È uno di noi”, ha commentato un altro. Naturalmente non sono mancate le discussioni sul vero protagonista della vicenda: il coleslaw. C’è chi ha confessato di sostituirlo sempre con porzioni extra di patatine o pane tostato e chi, al contrario, si è schierato in sua difesa. Un commento particolarmente apprezzato recitava: “Io prendo doppia porzione di coleslaw“. Una dichiarazione che ha generato migliaia di reazioni ironiche tra chi ha risposto definendola “criminale” o addirittura da “prigione federale”.

Nonostante le preferenze personali del fondatore, Graves ha chiarito che il celebre contorno non verrà eliminato dal menu. Insomma, il fondatore potrà anche non mangiare il coleslaw, ma i clienti che lo amano possono stare tranquilli: l’insalata di cavolo resterà al suo posto. Almeno per ora.

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“Quando stai passando uno dei momenti più brutti della tua vita, le persone che ami ti dicono: ‘stasera si esce’. E tu non vuoi perché la gente ti mette ansia”: le parole di Sarah Felberbaum

Dietro il successo, i lustrini spesso si nascondono storie di fragilità. È il caso dell’attrice Sarah Felberbaum che ha postato una serie di foto e video reduce dal concerto di Cesare Cremonini al Circo Massimo di Roma, per affidare ai follower qualche pensiero sul delicato momento che sta vivendo.

Felberbaum è andata al concerto con il marito Daniele De Rossi, ex campione della Roma e allenatore del Genoa, e qualche amica. Immagini spensierate di canzoni e balli, ma le parole che hanno accompagnato la carrellata su Instagram, offrono più di uno spunto di riflessione.

“Quando stai passando uno dei momenti più brutti della tua vita, dopo un anno complicato, e alcune delle persone che ami di più ti dicono: Stasera si esce – ha affermato-. E tu non vuoi. Perché la gente, ultimamente, ti mette ansia. Perché ti senti al sicuro solo dentro casa, con tua mamma o tua sorella. Con i tuoi figli o tuo marito. Le persone che ti conoscono davvero e davanti alle quali non devi mai fingere”.

E ancora: “Poi ti lasci convincere e, nonostante quella sensazione di pericolo addosso, esci. E sorridi. E non pensi. E bevi dei gin tonic. E ridi e scherzi con gente simpatica. E per un istante ti ricordi cosa significa sentirsi felice. E te ne vergogni, come se fosse sbagliato. E scoppi a piangere, perché non sai più cosa sia giusto o sbagliato. Ecco, per me ieri sera non è stato un semplice concerto. È stato un momento di felicità”.

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Belén Rodriguez: “Su di me notizie gonfiate…. Quando ti fanno del male bisogna avere pazienza e attendere, il karma farà il suo corso”

Dopo settimane di indiscrezioni, polemiche e ricostruzioni legate alle vicende che l’hanno vista protagonista a Milano, Belén Rodriguez ha deciso di rompere il silenzio con un lungo messaggio pubblicato nelle sue Instagram Stories.

La conduttrice ha innanzitutto ringraziato i fan per il sostegno ricevuto: “Mi avete confortata e dato molta forza, in questi momenti è fondamentale per me sentirmi abbracciata, coccolata e capita”. Rodriguez ha poi fatto capire di non avere intenzione di alimentare ulteriormente il dibattito mediatico nato attorno alla sua vicenda personale: “Non alimenterò ciò che ha già fatto la stampa gonfiando notizie e situazioni a favore di titoli acchiappa like e click bait”.

Pur senza entrare nei dettagli, la showgirl ha aggiunto che “nelle sedi opportune chi dovrà rispondere delle proprie responsabilità, lo farà”, affidandosi poi a una considerazione dal tono molto netto: “Quando ti fanno del male bisogna avere pazienza e attendere, il karma farà il suo corso“.

Nel messaggio c’è spazio anche per un chiarimento professionale. Belén ha infatti smentito indirettamente alcune ricostruzioni sul mancato approdo alla conduzione dell’Isola dei Famosi, spiegando di essere stata lei a rinunciare. “Ho deciso di non accettare quando ho saputo la quantità di giorni all’estero che avrei dovuto trascorrere. Non riesco e non posso stare 45 giorni senza vedere i miei figli“, ha scritto.

La conduttrice ha quindi ringraziato Mediaset per la comprensione mostrata, lasciando intendere che la collaborazione con l’azienda potrebbe proseguire in futuro: “Sicuramente avremo altre occasioni”. Un messaggio che arriva nelle stesse ore in cui il settimanale Chi ha pubblicato alcune fotografie che la ritraggono insieme all’ex marito Stefano De Martino, segno di un rapporto che, almeno sul piano familiare, sembra oggi più sereno.

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Vittorio Feltri: “Oriana Fallaci fumava di continuo e spegneva le sigarette sul divano, cosa che mi faceva imbufalire. Ho il rammarico di non averle parlato prima che morisse. Mi aveva cercato, ma ero in ospedale”

Vittorio Feltri ha deciso di raccontare le fasi salienti della sua sfera privata professionale e privata nel libro “Il direttore rompiscatole. Storie della mia vita“, scritto con Alessandro Gnocchi per Foglio Edizioni. A Il Corriere della Sera ha deciso di aprire lo scrigno dei ricordi e di raccontare della sua grande amica, Oriana Fallaci.

“Mi aveva convocato in un ristorante di piazza Cavour. – ha ricordato – Io arrivai con tre minuti di ritardo e lei era già seduta, con questo pacco gigantesco accanto. Lo scartai perplesso e trovai una pelliccia di visone da uomo. ‘È l’ultima moda a New York’, mi disse. Naturalmente non la indossai mai, ma la conservo ancora”.

Un giorno poi la celebre reporter lo aveva chiamato: “Sì, era giugno del 2006. Mi chiamò, disse che aveva delle faccende da sbrigare a Milano, ma di non volersi mostrare fragile. Così mi offrii di ospitarla nella mia casa in piazza Duse, dove rimase per qualche giorno, dopo aver cacciato la governante. Io, per non disturbarla, stavo in mansarda. Aveva sempre il suo bel carattere, fumava di continuo e spegneva le sigarette sul divano, cosa che mi faceva imbufalire”.

I ricordi affettuosi sono numerosi: “Per il suo compleanno stappai una bottiglia di Dom Pérignon: la feci felice. Desiderava conoscere Maria Luisa Trussardi, perché in guerra si portava il suo profumo: quando andammo da lei a pranzo, si vestì come una regina. E al rientro mi chiese di portarla dal salumaio. Poi tornò a Firenze: voleva morire lì”.

E ancora: “Mi occupai io di chiamare un autista. Durante il viaggio mi fece mille telefonate: perché c’era caldo, e avvisai l’autista di accendere l’aria condizionata, poi perché c’era freddo, e lo richiamai per alzare la temperatura. Prima di partire mi chiese un bicchiere e un cucchiaino per prendere le medicine durante il viaggio. E qui devo raccontare una cosa che ancora mi commuove”.

“Intanto ho il rammarico di non averle parlato prima che morisse. – ha concluso – Lei mi aveva cercato, ma io ero all’ospedale e non potei richiamarla. Poi, dopo la sua morte, incontrai monsignor Fisichella che mi diede un pacchetto: ‘Oriana mi ha chiesto di darglielo’. Lo aprii e dentro c’erano il bicchiere e il cucchiaino”.

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Stefano De Martino “è andato a prendere Belén Rodríguez dove si era rifugiata”: le foto su Chi

È stato Stefano De Martino ad andare a prendere Belén Rodríguez “dove si era rifugiata nei giorni successivi” alle vicende che l’hanno vista protagonista a Milano. A documentarlo è il settimanale Chi, che ha pubblicato alcune fotografie dell’ex coppia insieme in auto.

Negli scatti emerge un clima disteso e familiare, lontano dalle tensioni del passato. Il segnale di un rapporto sereno costruito attorno al bene del figlio Santiago. Del resto, nonostante la fine del matrimonio, Rodriguez e De Martino hanno più volte dimostrato di voler mantenere un legame equilibrato e collaborativo come genitori.

Nel frattempo, sul fronte delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto la showgirl nelle ultime settimane, è intervenuto il suo legale, l’avvocato Giuseppe Russo, con una nota inviata all’Ansa per fare chiarezza. “In merito alle notizie che stanno circolando diffusamente relativamente ad alcuni (lievi) incidenti automobilistici che avrebbero coinvolto la signora Belén Rodriguez, si rende necessario smentire che sia stato commesso il reato di omissione di soccorso“.

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“La bellezza? Non mi sono mai sentita vittima di pregiudizi, il mio aspetto mi ha penalizzata per alcuni ruoli, favorita in altri”: così Anna Valle

Avrebbe preferito essere in giuria per “vedere più film” perché, sì, il ruolo di madrina le piace ma “quando ti trovi sul palco come se stessa e non nei panni di un personaggio, ti senti sempre un po’ fuori posto. Sono emozionata”. Anna Valle si è raccontata a Repubblica proprio in occasione del suo impegno al Taormina Film Festival e il suo racconto è tornato all’adolescenza perché proprio a Taormina si trovava spesso “con gli amici… Ho anche una cugina che vive nei dintorni, anche se non riesco a venirla a trovare quanto vorrei. Curiosamente, prima ancora di sapere di questo incarico, a marzo ho festeggiato qui il compleanno di mia mamma, 83 anni, con quasi tutta la famiglia. Alcuni hotel erano ancora chiusi, ma abbiamo scelto Taormina perché è un posto bellissimo, curato, accogliente”.

Naturalmente si parla anche di cinema, per esempio del film cult di Valle: “Blade Runner. Lo considero davvero uno dei miei film del cuore. Ho rivisto poco tempo fa la versione Director’s cut. Siamo andate al cinema con una mia cara amica e suo figlio, che non l’aveva mai visto. È stata un’esperienza”. E l’attrice ricorda di avere cominciato a pensare al suo futuro lavorativo dopo Miss Italia: “(Il concorso, ndr) Mi fu proposto più volte. C’era un ragazzo che collaborava con l’organizzazione e che era il figlio di una cliente del negozio di mia mamma. Mia madre aveva un negozio di intimo e merceria, una tradizione di famiglia. Lui mi aveva vista lì quando avevo sedici anni e mezzo e chiese a mia madre se poteva propormi di partecipare. Io dissi subito di no. Me lo richiese l’anno dopo e dissi ancora di no. Quando avevo diciotto anni insistette di nuovo e, a quel punto, mia madre e alcune amiche mi dissero: ‘Ma che ti costa? Al massimo fai un’esperienza’. Io ero molto timida e l’idea mi imbarazzava parecchio. Però me la fecero vedere da un’altra prospettiva: un’occasione per viaggiare, conoscere persone e fare qualcosa di nuovo. Così accettai”.

Da lì, la carriera di Anna Valle non ha subito battute di arresto. Sul rapporto con la bellezza oggi 50enne dice: “Prima del concorso era qualcosa che non sapevo bene gestire. Ero più insicura e molto più timida. Dopo Miss Italia ho acquisito maggiore consapevolezza, non perché fossi stata incoronata reginetta di bellezza, ma perché l’esperienza con le altre ragazze mi ha fatto capire che la bellezza è una caratteristica come tante altre. Non è necessariamente una forza e non è necessariamente un limite. È una cosa tua, della quale devi essere consapevole. Nel tempo ho capito che essere una ragazza carina può essere apprezzato dagli altri, ma deve essere sostenuto dalla personalità e dal modo in cui ti relazioni con il mondo. Non mi sono mai sentita vittima di pregiudizi. Certo, a volte il mio aspetto può avermi penalizzata per alcuni ruoli, così come altre volte può avermi favorita. Ma non l’ho mai vissuto come un limite”. E sull’oggi, se una ragazza le chiedesse se vale la pena partecipare a Miss Italia direbbe sì: “Purché il concorso continui ad aggiornarsi e a stare al passo con i tempi. Non credo che un concorso di bellezza trasformi automaticamente una donna in un oggetto. Anzi, credo che oggi esistano altri modelli e altri contenitori molto più problematici, soprattutto online. Io non ricordo Miss Italia come un’esperienza negativa, né mi sono mai sentita trattata come un oggetto”.

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“Mi hanno criticata per il mio fisico, mi dispiace la cattiveria. Ho risolto molti problemi di ritenzione idrica, intanto con le intolleranze alimentari”: Valeria Marini a La Volta Buona

Valeria Marini vorrebbe “perdere qualche chilo” e lo ha detto davanti alle telecamere de La Volta Buona, il programma Rai di Caterina Balivo dove l’argomento “diete e affini” è uno dei più gettonati. “Ho risolto molti problemi di ritenzione idrica, intanto con le intolleranze alimentari. Sto seguendo la dieta tisanoreica, con gli integratori. Quando la seguo a regime, mi sgonfio”, le parole della showgirl.

La dieta Tisanoreica è un regime alimentare iperproteico e a basso contenuto di carboidrati ideato dal farmacista Gianluca Mech, basato su una drastica riduzione degli zuccheri e sull’assunzione di prodotti proteici specifici associati a integratori e tisane. L’obiettivo è indurre uno stato metabolico simile alla chetosi, favorendo una rapida perdita di peso preservando la massa muscolare. Marini ha spiegato di essere stata bersaglio di giudizi: “Mi hanno criticata per il mio fisico, mi dispiace la cattiveria, ma l’importante è stare bene con noi stessi”.

Qualche giorno fa, sempre ospite del programma di Caterina Balivo, Marini aveva parlato di Giovanni Cottone, suo ex marito: “Sono stata truffata, derubata dei miei soldi. Ho perso quattro anni della mia vita per risolvere tutte le cattiverie che mi erano state fatte. È durato formalmente un anno, ma l’ho fatto annullare dalla Sacra Rota dopo appena quattro mesi. Mi ha derubata e truffata. E lui, alla fine, è stato anche arrestato“.

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“C’è un quadrato magico nascosto nella facciata”: l’enigma “del 33” nascosto nella Sagrada Familia diventa virale dopo la visita di Papa Leone

“Alza la Mirada”. Papa Leone XIV visita Barcellona, quindi la Chiesa della Sagrada Familia e sui social impazza l’Enigma del 33. L’inno del papa americano in viaggio apostolico spagnolo spinge proprio ad alzare gli occhi verso il cielo, laddove si staglia in tutta la sua altezza da record l’incredibile chiesa del modernismo catalano. Visita, peraltro, che cade proprio nel centenario della morte di Gaudí, l’architetto autore di questo capolavoro architettonico, finito investito da un tram l’anno successivo dopo aver concluso i dodici anni di lavoro dedicati alla Sagrada Familia.

Gaudì non solo è nelle liste vaticane verso una incredibile “beatificazione”, ma è proprio nel stile delle sue opere che si riconosce questo piglio di sguardo verso il cielo che richiama, tra l’altro, un anelito spirituale simile a quello che invoca Leone nell’inno della sua visita apostolica. Come riporta Il Messaggero nell’architettura della Sagrada Familia “si incontrano simboli che intrecciano natura, fede e mistero”. Tra rettili gargoyle e conchiglie diventate acquasantiere, è però la Facciata della Passione a mostrare un dettaglio sorprendente: di fianco alla scena del tradimento di Giuda appare il “quadrato magico”, una griglia di numeri simile a un sudoku voluto da Gaudì e costruito da Josep Maria Subirachs. Se si somma ogni riga in verticale e orizzontale (4 righe e 4 colonne) del Quadrato il risultato è sempre 33, ovvero l’età di Cristo crocifisso. Sono presenti tutti i numeri dall’1 al 16 eccetto il 12 e il 16, mentre il 10 e il 14 sono ripetuti due volte. La teoria più suggestiva del significato e della presenza del quadrato sulla facciata della chiesa catalana è che il numero 33 potrebbe “indicare anche il massimo grado della massoneria (33° grado del rito scozzese), che andrebbe a supportare alcune teorie che vedono Gaudì come un adepto di questa associazione iniziatica”.

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“È finita con un regista e mi sono messa con un personal trainer. E allora? La separazione da Paolo Virzì è stata violenta ma non ne sono certo fiera”: Micaela Ramazzotti si racconta

Si è appena sposata con Claudio Pallitto in Umbria e al Festival di Taormina riceve un premio alla carriera. Stiamo parlando di Micaela Ramazzotti che si è raccontata al Corriere della Sera e che, a proposito delle nozze, spiega: “Eh, Claudio era l’orco palestrato e tatuato, tutto muscoli e niente cervello. Io sono stata l’attrice più chiacchierata d’Italia. Ma non ho fatto male a nessuno, al cinema mi hanno fatta sentire come se avessi commesso un reato. Come se avessi dovuto dimostrare… Ma la mia vita è mia e soltanto mia. Mi ero solo innamorata di un uomo”.

Non teme, Ramazzotti, che il “cinema d’autore” la metta all’angolo: “È finita con un regista e mi sono messa con un personal trainer. E allora? Anzi, proprio per questo mi sento arricchita nel mio futuro d’attrice. Sto ricevendo tanti copioni, serie, commedie, opere prime. Piuttosto, mi sono lasciata alle spalle il personaggio della donna vessata, fragile, diventata madre da ragazza, svampita. Era una finzione, sono sempre stata ferma nelle mie idee“.

Ramazzotti è dritta, schietta, e quando le viene chiesto della sua famiglia d’origine risponde che di non avere alcun rapporto mentre a proposito dell’ex marito Paolo Virzì racconta: “Vorrei lasciarmi tutto alle spalle, c’è stata una separazione violenta, culminata nella famigerata lite al ristorante durata 45 minuti di cui non sono certo fiera, è stato un momento di debolezza. Siamo persone adulte, sto porgendo la mano. Ma è l’ultima volta che ne parlo. Ora mi sento finalmente capita per quello che sono. Non ho più magoni. E faccio dei bei sogni”.

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“Smentisco che sia stato commesso il reato di omissione di soccorso”: l’avvocato di Belen Rodriguez fa chiarezza su “alcuni (lievi) incidenti automobilistici”

L’avvocato di Belen Rodriguez, Giuseppe Russo, è intervenuto con una nota recapitata all’agenzia Ansa per far chiarezza sulle ultimi vicissitudini giudiziarie della sua assistita. “In merito alle notizie che stanno circolando – ha affermato – diffusamente relativamente ad alcuni (lievi) incidenti automobilistici che avrebbero coinvolto la signora Belen Rodriguez, si rende necessario smentire che sia stato commesso il reato di omissione di soccorso”.

E ancora: “In alcuni articoli compare addirittura il nominativo del pubblico ministero assegnatario del fascicolo d’indagine, il che lascia basiti ritenuto che in tale eventualità gli unici che ne possono essere a conoscenza, oltre agli inquirenti, sono l’indagata e il suo difensore”.

“Alcune notizie di stampa non corrispondenti al vero – conclude il legale – stanno ingiustamente danneggiando l’immagine della signora Rodriguez, così come l’illecita diffusione di notizie riservate inerenti alla sua salute da parte di strutture sanitarie e pubblici ufficiali con una ricostruzione dei fatti artificiosa”.

Il 9 giugno è stata rilanciata dalle agenzie la notizia che la showgirl argentina sarebbe stata indagata dalla Procura di Milano per omissione di soccorso. Un’indagine scattata dopo una denuncia della Polizia locale arrivata sul tavolo della pm Maria Cristina Ria, che avrebbe aperto il fascicolo

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“Mi dicevano ‘fai schifo, sembri un verme, uno scheletro che balla, solo ossa, vergognati’. Ho ricevuto insulti per la mia magrezza”: lo sfogo di Nathaly Caldonazzo

Nathaly Caldonazzo è stata ospite ieri, 10 giugno, a “La volta buona” condotto da Caterina Balivo. La soubrette ha confessato in diretta di essere stata vittima di un’ondata social, a causa del suo aspetto fisico. La cosa più sconvolgente, a detta di Caldonazzo, è che le parole violentissime che sono fioccate sui social sono state scritte soprattutto da donne.

“Mi sono sentita di dire qualcosa, di mettere stop a questo scempio perché si stava degenerando, – ha subito detto Caldonazzo -. Era partito un fomento sui social di cattiveria, di puro odio, di disprezzo per un semplice balletto, dove io mi riscaldavo prima della lezione di ballo che faccio tutte le mattine con mia mamma”.

E ancora: “Scherzavo, ballavo e ho scritto ‘buongiorno!’ con allegria, quindi era proprio una cosa spensierata. Sotto al mio post è comparsa una sfilza di ‘fai schifo, sembri un verme, uno scheletro che balla, solo ossa, vergognati, sei un brutto esempio, vatti a nascondere, vai a fare la cameriera’”.

Poi la conclusione amare: “Leggendo queste parole mi sono accorta che sono state scritte solo da donne”.

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“Ho un tumore al seno. Capita ad un uomo su 750 e sono uno di loro. Inizialmente volevo tenere tutto segreto perché è imbarazzante”: parla l’attore Tyler Mane

Tyler Mane, che ha interpretato Sabretooth in X-Men, ha annunciato di essere affetto da una “forma rarissima” di cancro. Il 59enne ha reso nota la diagnosi dal proprio profilo Instagram: “Ho un tumore al seno. Capita ad un uomo su 750 e io sono uno di loro”.

Ho brutte notizie, ho iniziato la chemioterapia oggi. Il tumore al seno viene diagnosticato ad un uomo su 750 nel corso della vita, io sono uno di questi. È una malattia rarissima e non se ne parla”, dice l’attore. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), su 100 casi di tumore al seno 1 riguarda un uomo.

“Ho scoperto che le diagnosi per gli uomini arrivano quando la malattia ha già raggiunto uno stadio avanzato perché non è una patologia che viene seguita. I miei dottori non l’avevano presa in considerazione, mia moglie mi ha spinto a rimuovere un nodulo e così l’abbiamo presa in tempo”.

Poi l’ammissione: “Sarò sincero, inizialmente volevo tenere tutto segreto perché è imbarazzante. Poi, quando mi sono informato sulla malattia, mi sono convinto: è il caso di parlarne”.

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“Mi sento benedetto per il semplice fatto di essere vivo”: Afrojack, marito di Elettra Lamborghini, racconta l’incidente alla Gumball 3000

Momenti di paura per Afrojack, marito di Elettra Lamborghini, coinvolto in un incidente stradale durante la Gumball 3000, il rally internazionale che ogni anno attraversa diverse città con supercar e personaggi noti. Durante una delle tappe del percorso, un palo di alluminio ha colpito in pieno la sua Bentley Bentayga, sfondando il parabrezza del veicolo. A bordo, oltre al dj, c’era anche l’amico Nick Fuso, che si trovava alla guida al momento dell’impatto. Entrambi sono usciti illesi dall’incidente.

Il dj ha poi condiviso sui social le immagini dell’auto danneggiata, che mostrano chiaramente il vetro completamente distrutto. Una scena che ha fatto il giro del web per la dinamica potenzialmente molto pericolosa. “A volte la vita mi ricorda quanto sia fortunato ad essere qui”, ha scritto Afrojack, raccontando lo spavento e ringraziando anche l’amico che era al volante per aver mantenuto il controllo della vettura nonostante l’impatto improvviso.

L’episodio è avvenuto nel corso della Gumball 3000, evento non competitivo ma noto per la presenza di auto di lusso, influencer e celebrità, che ogni anno percorrono lunghe tratte su strada. Nonostante l’incidente, il gruppo ha deciso di proseguire il viaggio fino alla tappa finale. La manifestazione, pur essendo organizzata con misure di sicurezza, non è nuova a situazioni rischiose legate all’intensità del traffico e alla natura stessa del percorso, che attraversa strade aperte e contesti molto diversi tra loro.

Le parole di Afrojack a Elettra Lamborghini

Dopo lo spavento, Afrojack ha voluto rivolgere un pensiero anche alla moglie: “Grazie a mia moglie per esserci sempre, anche nei momenti più spaventosi”. Una dedica diretta a Elettra Lamborghini, con cui è sposato dal 2020. Infine, il dj ha condiviso un messaggio più personale con i suoi follower, e ha sottolineato ancora una volta la fortuna di essere uscito illeso dall’incidente: “A volte la vita mi manda un promemoria di quanto sono fortunato ad essere qui, benedetto con la mia famiglia, benedetto con i miei amici, e benedetto con il respiro, questa è stata la cosa più spaventosa che abbia mai visto e anche il mio amico @nickfuso, per @fritsvandeclips la seconda cosa più spaventosa grazie per l’avvertimento, grazie per questa vita, andiamo a prendere più vita e più musica!! grazie @nickfuso per non aver schiantato l’auto dopo il tuo momento di arrivo, e grazie al mio team (e @officialhardrock ) per averci portato ancora alla fine!! anche un grande grazie alla mia moglie per essere sempre stata lì per me anche nei momenti più spaventosi”.

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“Jennifer Garner pensa che il suo ex marito, Ben Affleck, dovrebbe rimanere single per un po’ di tempo”: le indiscrezioni pubblicate da Page Six

Jennifer Garner pensa che Ben Affleck dovrebbe prendersi una pausa dall’amore dopo il fallimento del matrimonio con Jennifer Lopez. A sostenerlo, nel pieno della stagione delle indiscrezioni sentimentali che animano Hollywood, è una fonte vicina all’attrice che, secondo quanto riportato da Page Six, ritiene che l’ex marito stia vivendo un momento particolarmente sereno e che farebbe bene a concentrarsi su se stesso.

“Jen pensa che potrebbe essere una buona idea per Ben prendersi una pausa dalle relazioni per un po’. Gli vuole molto bene e desidera solo il meglio per lui“, ha raccontato la fonte. “Dal suo punto di vista è più felice di quanto non sia stato da molto tempo e potrebbe essere salutare continuare a investire le sue energie su se stesso, sul lavoro e sulla famiglia invece di buttarsi subito in una nuova storia”.

Secondo l’insider, Garner non starebbe però cercando di influenzare le scelte sentimentali dell’ex marito: “Si fida di lui e delle sue decisioni e lo sosterrà qualunque cosa scelga di fare”.

Un’altra fonte, sempre citata da Page Six, sostiene invece che Affleck non abbia escluso del tutto l’idea di tornare a frequentare qualcuno. “Non chiude la porta agli appuntamenti e sarebbe aperto all’idea di rimettersi in gioco”, avrebbe spiegato. “Ha amici che si sono offerti di presentargli nuove persone, ma in questo momento è molto impegnato e non è sicuro di avere il tempo necessario per una relazione seria”.

Al momento, sempre secondo le indiscrezioni, le priorità dell’attore sarebbero soprattutto la famiglia e i numerosi progetti professionali in cantiere.

Affleck e Garner sono stati sposati dal 2005 al 2015 e hanno tre figli. Negli ultimi mesi i due sono stati avvistati insieme in diverse occasioni, alimentando il racconto di un rapporto rimasto particolarmente solido nonostante la separazione. Secondo fonti vicine agli ex coniugi, dopo il divorzio di Affleck da Jennifer Lopez avrebbero trascorso più tempo insieme che in passato, mantenendo un legame molto stretto legato soprattutto alla gestione della famiglia.

La storia tra Affleck e Lopez, invece, si è conclusa nell’agosto 2024 quando la cantante ha presentato la richiesta di divorzio nel giorno del secondo anniversario della loro cerimonia di nozze celebrata in Georgia.

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“Ho dormito insieme ad Achille Lauro ma non è successo niente. Raf è profumatissimo, ha un profumo buonissimo, barricato”: così Ema Stokholma

Ema Stokholma non nasconde nulla: dalla notte passata nello stesso letto con Achille Lauro ai traumi di un’infanzia segnata dagli abusi materni, fino alla scelta consapevole di non volere figli. In una lunga intervista rilasciata al settimanale “Chi“, la conduttrice radiofonica e televisiva ha affrontato il suo percorso di rinascita personale, svelando retroscena legati al mondo dello spettacolo e abitudini legate alla sua vita privata, come il rapporto rigenerante con gli animali da fattoria.

I retroscena musicali: Achille Lauro e l’attenzione per i profumi

Ripercorrendo le sue esperienze dietro le quinte del Festival di Sanremo, Stokholma ha chiarito la natura del suo rapporto con Achille Lauro. “Io e Lauro abbiamo dormito insieme ma non è successo niente”, ha dichiarato in modo diretto. Una precisazione simile ha riguardato il rapper Samuray Jay, definito una persona adorabile ma con il quale ha smentito qualsiasi coinvolgimento romantico. La speaker ha inoltre rivelato una forte attenzione per le fragranze maschili dei cantanti italiani, stilando una personale valutazione olfattiva: “Con Francesco Renga andrei a cena. È simpatico, è autoironico, ed è molto profumato. Lo è anche Sal Da Vinci. Io sono fissata con i profumi. Raf è profumatissimo, ha un profumo buonissimo, barricato”.

Il rifugio in campagna e la pet-therapy con le capre

Dietro l’immagine pubblica e televisiva, Stokholma coltiva una profonda connessione con la vita rurale e la natura, in particolare durante i suoi ritorni in Francia. Il contatto con gli animali rappresenta per lei una vera e propria valvola di sfogo per gestire le tensioni quotidiane. Parlando della sua routine in campagna, ha esaltato i benefici degli animali da fattoria: “Le capre sono degli animali indipendenti, basta che gli costruisci un riparo e poi passano la giornata a brucare erba. Sono animali pacifisti, convivono con le galline che passeggiano su di loro, è fantastico! La famosa pet-therapy”.

I traumi infantili e il supporto di Andrea Delogu

Il percorso per raggiungere l’attuale stabilità ha richiesto un intenso lavoro psicologico. Stokholma ha spiegato di aver dovuto imparare a gestire la rabbia e l’insicurezza. Un ruolo decisivo in questo processo è stato svolto dalla collega Andrea Delogu: “È stata la prima a chiedermi veramente della mia vita. E, raccontandogliela, ho superato la vergogna. E ho trovato il coraggio di scrivere la mia storia in un libro”. Nel suo libro autobiografico “Per il mio bene”, la conduttrice analizza l’infanzia trascorsa in Francia con un padre assente e una madre violenta. Le sue dichiarazioni rifiutano la logica del vittimismo per concentrarsi sulla reazione personale: “Lo so che dà fastidio parlare di una madre in un determinato modo, so che è difficile parlare di solitudine, di disagio mentale, ma a qualcuno può essere utile. Dobbiamo anche essere forti, reagire, perché ci sono persone che non si possono permettere di essere fragili. E non è neanche giusto dire: io sono così perché ho avuto un’infanzia difficile. Ci lavori, per non fare male a te stesso e agli altri”.

La scelta di non avere figli, il nuovo amore e la natura

Sul fronte sentimentale, la conduttrice ha confermato di aver ritrovato l’amore dopo un lungo periodo:”Ho incontrato una persona e sono molto innamorata ed è bello, era da tanto che non mi succedeva. Con il mio ragazzo sono espansiva, io che non sono abituata agli abbracci nemmeno con le mie amiche”. Resta invece ferma la sua posizione sulla maternità, vissuta senza alcun senso di colpa: “Io parlo di libertà. Ho fatto tanta fatica a trovare un equilibrio, ad avere il mio spazio, e non voglio rimettere tutto in discussione. So che sarei una brava madre e so che sarei totalmente dedita a un figlio. Ma so anche di essere molto egoista e non tutti ci sentiamo pronti per questa scelta e non dobbiamo sentirci in colpa”. Infine, uno sguardo al futuro lavorativo e alle ambizioni personali: nonostante il successo in radio (“metterei la firma per continuare così”), l’obiettivo intimo di Ema Stokholma rimane legato all’arte visiva: “Oggi il mio obiettivo è fare la pittrice. Questo è il mio grande sogno”.

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Stasi ai pm sul posacenere trovato in casa Poggi: “Io non fumavo, Chiara nemmeno, i genitori erano partiti. Qualcosa che non torna”

Il 20 maggio scorso, Alberto Stasi è stato ascoltato dai magistrati della Procura di Pavia che più di un anno fa, hanno riaperto le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Il 20 maggio scorso, Alberto Stasi è stato ascoltato dai magistrati della Procura di Pavia che, più di un anno fa, hanno riaperto le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Nel corso dell’interrogatorio, l’ex fidanzato della vittima ha affrontato alcuni dei temi centrali della nuova inchiesta: dal rapporto con Andrea Sempio, che sostiene di non aver mai conosciuto né sentito nominare prima della rilettura degli atti, ai dubbi sullo scontrino di Vigevano e sulle telefonate ricevute da Chiara pochi giorni prima del delitto. Nel verbale trovano spazio anche i riferimenti ai video intimi della coppia, la ricostruzione della mattina del 13 agosto 2007, il mistero del muretto danneggiato all’esterno della villetta, la cosiddetta impronta 33 e persino il posacenere trovato in casa Poggi, un dettaglio che continua a sollevare interrogativi, ma che ha la sua logica spiegazione nel fatto che il papà della vittima, è un accanito fumatore e che il posacenere era semplicemente sporco.

Stasi su Sempio

Dai panni di condannato ha indossato quelli di testimone del crimine che da mesi è al centro delle cronache e dei dibattiti televisivi: il delitto di Garlasco. A colpire l’attenzione sono stavolta le parole di Stasi, sull’unico indagato che è al centro della nuova inchiesta: Andrea Sempio. Stasi ha dichiarato e ribadito di non aver neanche mai sentito il suo nome, prima che la Procura di Pavia riaprisse il caso.

Ai pm ha dichiarato: “Prima di leggere le Sit messe a disposizione dalla procura di Vigevano non sapevo che esistesse una persona che si chiamava Andrea Sempio. Questo è uno dei passaggi più interessanti dell’interrogatorio all’allora fidanzato di Chiara Poggi, assassinata il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco (mentre i genitori e il fratello erano in villeggiatura in montagna). Le immagini sono state trasmesse in esclusiva Quarta Repubblica su Rete4. Per quell’efferato delitto, l’ex studente della Bocconi sta scontando una condanna definitiva a 16 anni. Al procuratore Fabio Napoleone che gli ha chiesto apertamente se avesse mai avuto sospetti su Andrea Sempio, Alberto Stasi ha risposto con un secco e deciso: “No” e ha aggiunto: “Non l’ho Mai visto, mai sentito, confermo che prima di leggere quelle Sit non sapevo neanche esistesse”.

Lo scontrino a Vigevano

Ma Stasi non nega che c’è un tratto del nuovo indagato Sempio che aveva richiamato la sua attenzione ed ecco quale: “Mi aveva personalmente incuriosito, insospettito la questione dello scontrino, mi aveva lasciato un po’ sorpreso, perché io normalmente non conservo uno scontrino del parcheggio per anni e lo esibisco al bisogno”. Il riferimento è allo scontrino del parcheggio di Vigevano, custodito da quel giorno dalla famiglia Sempio e ritenuto negli anni un pezzo fondamentale del suo alibi.

Le ricerche di Sempio

Al centro delle domande poste a Stasi da Napoleone, ci sono documenti e scritti già acquisiti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Tra questi, ci sono tutte le ricerche effettuate da Sempio sul caso Garlasco e sullo stesso Stasi. “Dimostrano una personalità particolare”, ha fatto notare il procuratore ad Alberto, parlando di questi documenti come di “un magma su cui dobbiamo approfondire”. Quest’attenzione di Sempio, che è un amico storico del fratello della vittima Marco Poggi, è stata definita da Napoleone come morbosa. Ma Stasi non ha cavalcato le osservazioni dell’inquirente e ha preferito prendere le distanze dal nuovo indagato: “Mai visto, mai sentito“.

Le telefonate

Ci sono poi le ormai note telefonate sospette ricevute da Chiara Poggi pochi giorni prima dell’omicidio, tra il 7 e l’8 agosto 2007, proprio da Andrea Sempio. Telefonate di cui Alberto non sapeva nulla, come ha confermato durante questo interrogatorio ai magistrati di Pavia. “Non me l’ha riferito”, è stata la replica di Stasi che ha aggiunto: “Se in quel momento l’avesse reputato importante magari me l’avrebbe detto. Non saprei dire, dare un motivo del perché”. Alla domanda se Chiara gli avesse mai parlato di Andrea Sempio, l’ex bocconiano ha confermato quanto già detto: “No, no…”. Nessun accenno, nessun sospetto condiviso, nessun riferimento a presenze considerate anomale nella cerchia degli amici del fratello.

Le avances e il video intimo

Nel corso del verbale sono emersi anche i dettagli della loro sfera intima, della vita di coppia. Stasi ha ricordato agli inquirenti che Chiara gli aveva invece parlato delle avances di un collega, di cui la ragazza parlò anche alle sue cugine, e gemelle Cappa. Gli inquirenti hanno chiesto a Stasi dei video intimi tra lui e Chiara, di cui si è tornati a discutere dopo alcune intercettazioni attribuite a Sempio. Napoleone ha chiesto a Stasi se fosse al corrente se questi video fossero stati diffusi o meno, all’epoca dei fatti. “Che io sappia no, a distanza di tanto tempo direi di no”, è stata la risposta di Stasi. Alberto ricorda però di un accadimento preciso, nei giorni successivi al delitto. Ecco quanto ha ricordato davanti ai pm: “Marco (Poggi, ndr), durante una visita in casa ancora ad agosto 2007, prendendomi quasi da parte mi chiese se era vero che c’erano dei video sessuali, diciamo così, tra me e Chiara. Credo perché in quei giorni erano uscite forse delle notizie sul punto”. Secondo Stasi, però, Chiara non aveva mai mostrato preoccupazione che qualcuno potesse aver scoperto quei filmati.

Le parole di Marco Poggi

La sua testimonianza si incrocia a quella del fratello della vittima che ha negato di aver visto i video prima del delitto e ritiene che nonostante sia per lui assurda, l’unica ipotesi plausibile (per spiegare i soliloqui di Sempio) è che l’amico potesse avergli rubato la chiavetta per vederli, nonostante tutto questo gli sembri “folle”. Come ha risposto a queste ipotesi Andrea Sempio? Ha dichiarato più volte di non aver mai frequentato Chiara Poggi e di considerare incomprensibile il movente sessuale. Il suo soliloquio, intercettato in auto, sarebbe stato lo sfogo e lo scimmiottamento di alcune trasmissioni sul caso che lo vede indagato.

La ricostruzione di Stasi

I magistrati di Pavia hanno chiesto a Stasi anche del giorno stesso del delitto, ricostruendo quanto avvenne la mattina del 13 agosto 2007, quando Stasi giunse nella villetta di via Pascoli trovando la porta di casa semiaperta. Una casa tranquilla, ordinata e avvolta dal silenzio e dal caldo di Ferragosto. Ma l’ordine del piano terra, di cucina e soggiorno era stato già bruscamente ribaltato dal caos, sulla scala che conduceva verso il seminterrato, dove è stato trovato il corpo di Chiara Poggi, riverso sugli ultimi gradini. Ed ecco un altro frammento significativo di quel giorno: “Ricordo che non ho acceso nessun interruttore”, ha detto Stasi. “Però poi mi hanno detto che una luce era accesa perché hanno detto che gli operatori del 118 non avevano azionato interruttori, quindi evidentemente una, forse quella delle scale, era già stata accesa”.

Le motivazioni dei giudici

Questa sua ricostruzione però, fu considerata “incongrua, illogica e falsa” dai giudici dell’epoca che lo hanno condannato e dalla Cassazione. I giudici contestarono a Stasi che non era possibile che l’avesse vista già “a terra bianca in volto” quando era già coperta di sangue. Né che potesse aver attraversato il piano terra della villetta senza calpestare il sangue caduto sul pavimento dal punto in cui la vittima fu aggredita fino al trascinamento verso la tavernetta dove venne poi ritrovata. Dalle motivazioni della sentenza di condanna si legge: “Le modalità di rinvenimento del corpo di Chiara sono assimilabili a quelle dell’aggressore, non dello scopritore. Poi non sono state ritrovate tracce ematiche né sulle sue scarpe, né sui tappetini della sua auto”.

Il muretto rotto

Ma c’è un dettaglio della scena del crimine che neanche Stasi si spiega: ed è il pezzetto del muretto di cinta rotto, nel punto esatto in cui lui ha scavalcato per entrare nella villa. Stasi conferma di non averlo rotto lui e aggiunge ai pm che “i carabinieri, credo, abbiano detto di non averlo rotto loro, anche i genitori avevano detto che alla loro partenza il muro era intatto. Secondo me, lì… cioè, qualcuno può avere anche scavalcato” ha spiegato. E infine nel verbale, ultimo ma non per importanza, c’è un elemento diventato centrale nel dibattito sulle nuove indagini sul caso: la cosiddetta impronta 33. Quando il procuratore gli ha mostrato le immagini della traccia palmare impressa sulla parete destra a ridosso della scala che porta alla cantina dei Poggi, Stasi ha sospirato: “Avessimo avuto questo dato, nel 2007…”.

Napoleone ha confermato a Stasi il peso fondamentale di questa traccia legata al cosiddetto indizio biologico, sottolineando che “non è importante solo il fatto che ci sia quello di Sempio”, ma anche l’assenza di tracce riconducibili allo stesso Stasi sulla scena del crimine. Nella dinamica del delitto così come cristallizzata nelle sentenze, l’assassino difatti non fece i gradini ma lanciò il corpo di Chiara. Un’altra anomalia sottolineata da Stasi è la cenere ritrovata quel giorno nel posacenere di casa Poggi. Ha dichiarato Stasi ai Pm: “Io non fumavo, Chiara nemmeno, i genitori erano partiti da una settimana. C’è qualcosa che non torna. Ma non so darmi una risposta”. Il posacenere di metallo, come accertato durante le indagini, presentava una piccola quantità di cenere compatibile con la presenza in casa di un accanito fumatore, il papà di Chiara Poggi.

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