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“Quando ci si prepara alla maternità nessuno spiega il rovescio della medaglia. Ci si può sentire inadeguate, si sperimenta la privazione di sonno, la paura”: Valentina Persia racconta la depressione post-partum

12 June 2026 at 09:02

Negli ultimi anni diverse donne dello spettacolo hanno contribuito a rompere il tabù della depressione post-partum. Brooke Shields si è chiesta “perché piango più del mio bambino?”, mentre Ashley Tisdale ha raccontato di essersi sentita “triste, ansiosa e in colpa” dopo la nascita della prima figlia. A queste testimonianze si aggiunge ora quella di Valentina Persia, che a La volta buona ha ripercorso i mesi difficili successivi alla nascita dei gemelli Lorenzo e Carlotta.

Per cinque mesi non sono stata bene“, ha spiegato. Un periodo segnato da fragilità e senso di smarrimento, molto diverso dall’immagine idealizzata che spesso accompagna il racconto della maternità. “Quando ci si prepara alla maternità, la narrazione comune prevede che tutto sia meraviglioso, che si provi un amore immediato e che ci si senta finalmente appagate. Nessuno spiega che esiste un rovescio della medaglia: ci si può sentire inadeguate, diverse, si sperimenta la privazione del sonno, il pianto e la paura”.

Persia ha raccontato anche il senso di colpa provato in quella fase e le difficoltà nel riconoscere immediatamente il legame con i figli, una sensazione che può amplificare la sofferenza di molte donne dopo il parto. Fondamentale, nel suo percorso, è stato il supporto psicologico: “La psicologa mi disse che il fatto stesso di pormi la domanda dimostrava l’esistenza di quell’amore. Allora non capivo, adesso sì”. Parole che si inseriscono in una riflessione più ampia sulla necessità di raccontare senza filtri anche gli aspetti meno romantici della maternità, per evitare che chi li vive si senta sola o inadeguata.

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“Sono stata tradita. Non l’ho mai scoperto, ma l’ho sempre saputo. Arrivo a sopportare tanto e poi, a un certo punto, non torno più”: lo rivela Cristina Chiabotto

12 June 2026 at 08:43

Cristina Chiabotto si è raccontata, ieri 11 giugno, a “La volta buona”, il salotto di Caterina Balivo. La conduttrice ha parlato della sua famiglia, il matrimonio con Marco Roscio, celebrato sette anni fa, e dell’equilibrio che ha trovato con lui. Chiabotto con il manager e imprenditore torinese ha avuto Luce nel maggio 2021 e di Sofia nel giugno 2022. “Ho trovato una bella testa, lui racchiude tutto: abbiamo la stessa visione della vita”, ha detto la protagonista della puntata alla conduttrice.

Nello specifico ha affermato: “Quando si uniscono testa e cuore, ci siamo. Ho trovato una bella testa, lui racchiude tutto: abbiamo la stessa visione della vita”.

Ma non è stato tutto rose e fiori nella vita sentimentale di Chiabotto, prima di incontrare Roscio. L’ex Miss Italia 2004 infatti ha confessato: “Sono stata tradita. Ci sono persone predisposte al tradimento e altre meno. Io non l’ho mai scoperto materialmente, ma l’ho sempre saputo”.

E ancora: “Io ho perdonato, però soffro il distacco. Arrivo a sopportare tanto e poi, a un certo punto, non torno più. Do tutte le possibilità e poi ti saluto”.

Cristina Chiabotto è stata fidanzata con l’attore Fabio Fulco per dodici anni, poi la separazione nel 2017.

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“Mi dicevano ‘fai schifo, sembri un verme, uno scheletro che balla, solo ossa, vergognati’. Ho ricevuto insulti per la mia magrezza”: lo sfogo di Nathaly Caldonazzo

11 June 2026 at 09:11

Nathaly Caldonazzo è stata ospite ieri, 10 giugno, a “La volta buona” condotto da Caterina Balivo. La soubrette ha confessato in diretta di essere stata vittima di un’ondata social, a causa del suo aspetto fisico. La cosa più sconvolgente, a detta di Caldonazzo, è che le parole violentissime che sono fioccate sui social sono state scritte soprattutto da donne.

“Mi sono sentita di dire qualcosa, di mettere stop a questo scempio perché si stava degenerando, – ha subito detto Caldonazzo -. Era partito un fomento sui social di cattiveria, di puro odio, di disprezzo per un semplice balletto, dove io mi riscaldavo prima della lezione di ballo che faccio tutte le mattine con mia mamma”.

E ancora: “Scherzavo, ballavo e ho scritto ‘buongiorno!’ con allegria, quindi era proprio una cosa spensierata. Sotto al mio post è comparsa una sfilza di ‘fai schifo, sembri un verme, uno scheletro che balla, solo ossa, vergognati, sei un brutto esempio, vatti a nascondere, vai a fare la cameriera’”.

Poi la conclusione amare: “Leggendo queste parole mi sono accorta che sono state scritte solo da donne”.

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“I miei figli avranno poco da ereditare: avranno le camicie da notte e i miei abiti. Quando hanno i soldi diventano bambaccioni”: così Orietta Berti

9 June 2026 at 15:09

Ospite di Caterina Balivo a La Volta Buona, Orietta Berti ha ripercorso alcuni momenti della sua vita privata e professionale, soffermandosi soprattutto sul rapporto con i figli Omar e Otis e sui sacrifici imposti da una carriera che l’ha tenuta per anni lontana da casa. Nel corso della trasmissione è stato trasmesso anche un momento di confronto con il figlio Otis, che ha ricordato come lui e il fratello siano cresciuti principalmente con le nonne mentre la madre era impegnata tra concerti, tournée e impegni televisivi: “Mio figlio Otis mi ha seguito per vent’anni poi ha detto ‘io voglio vedere crescere le mie bambine e voglio stare a casa, perché non voglio fare come hai fatto tu che ci hai fatto crescere dalle nonne’. Perché io ero sempre in giro per lavoro, non volevo portarli con me perché è una vita brutta nei camper”, ha raccontato Orietta.

Omar ha spiegato di non aver vissuto quella situazione come un trauma: “Mi sono abituato alla fine. Forse è mancata più a mio fratello”. Una riflessione che la cantante ha collegato all’età diversa dei due figli: “Perché era più piccolo”. Poi il ricordo delle nonne, figure fondamentali nella crescita di Omar e Otis: “Quando loro hanno perso le nonne è come se avessero perso la mamma. Sono stati proprio male perché li hanno cresciuti”.

Il momento più intenso dell’intervista è arrivato quando Caterina Balivo ha chiesto alla cantante se, guardandosi indietro, provasse dei sensi di colpa. La risposta è stata immediata: “Sì, sì, perché adesso che vedo le mie nipotine crescere giorno per giorno, ho detto: “I miei figli non li ho visti così”, capisci? Sentire le prime paroline, portarle a scuola tutti i giorni. Ci andavano le nonne. Mi è mancato questo e ho sbagliato. Ho sbagliato che prima devono essere il marito, i figli, la famiglia, poi dopo il lavoro. Invece io ho sempre fatto il contrario”.

Il matrimonio del figlio e il rito contro la pioggia

Durante l’intervista non sono mancati momenti più leggeri. Parlando delle prossime nozze del figlio Otis, Orietta ha scherzato: “Hanno una bambina di 4 e una di 7 anni, si sposano il 13 giugno, il giorno di Sant’Antonio da Padova. A me non piace andare ai matrimoni, ma a quello di mio figlio ci devo andare per forza”. E sul suo con Osvaldo Petarlini invece: “Siamo insieme da 59 anni. È proprio una cosa da me quella di stare tanti anni con una persona. Perché la mia vita così è stata tranquilla e mi ha permesso di concentrarmi sul lavoro che amo”.

Eredità

Spazio anche al tema dell’eredità. La cantante ha rivelato di possedere migliaia di abiti accumulati nel corso della carriera, molti dei quali indossati una sola volta: “È vero che i figli, quando hanno i soldi, diventano bambaccioni. Io non ho tanto da lasciargli perché ho investito tanto su me stessa, mi produco da sola i video e i dischi. Faccio tutto con i miei soldi. I miei figli avranno poco da ereditare: avranno le camicie da notte e i miei abiti“, ha rivelato.

Tra intelligenza artificiale e Sanremo

A 60 anni dall’inizio della sua carriera, Orietta Berti continua a guardare al futuro. Nel salotto di Rai 1 ha raccontato di utilizzare anche strumenti di intelligenza artificiale per il suo lavoro: “Ho scritto nuove canzoni con l’intelligenza artificiale. Ci lavoro già da un po’ perché il mio tecnico mi fa il provino con una voce generata che assomiglia alla mia, così capisco subito se la canzone fa per me. In questo modo imparo a intonarmi di più e a lavorare meno”. E alla domanda su un possibile ritorno al Festival, la cantante non chiude la porta: “Sanremo 2027? Vedremo, chi lo sa”.

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“Mettevo due maglioni sotto le giacche per riempire i vestiti, ho perso 38 chili. Prima di entrare in studio mi sono portato la mia siringa di cellule staminali”: Costantino Vitagliano torna a parlare della malattia

4 June 2026 at 15:39

Costantino Vitagliano è tornato a parlare delle sue condizioni di salute a La Volta Buona, il programma di Rai 1 condotto da Caterina Balivo. Durante l’intervista, ha spiegato come una rara malattia autoimmune abbia drasticamente cambiato il suo corpo e come stia affrontando il percorso di guarigione attraverso una nuova terapia. Vitagliano ha raccontato la transizione dalle cure ospedaliere massicce a base di cortisone a un nuovo trattamento con le cellule staminali, necessario per contrastare gli effetti collaterali che gli avevano bloccato l’appetito portandolo a perdere circa 40 chili: “Prima di entrare in studio mi sono portato la mia bella siringa di cellule staminali che mi danno comunque un aiuto molto importante. Hanno sostituito il cortisone che per un anno ho dovuto prendere a un grammo al giorno. Quello, logicamente, il cortisone, è l’unico antinfiammatorio che avevo per rallentare quello che ho, e mi chiudeva la bocca dello stomaco. Il cortisone non ti fa mangiare, quindi io, dopo la terapia in ospedale, dopo aver comunque dovuto fare determinati esami, per 40 giorni ho perso di botto 38 kg”.

Lo shock del ritorno a casa

L’ex tronista ha poi descritto la difficoltà nel confrontarsi con la propria immagine riflessa dopo le dimissioni dall’ospedale: “Sono cambiato, l’ultima volta che ero qua da te, ma è un annetto fa, io avevo la giacca col maglione di quelli doppi per mettermi l’abito che avevo di solito, che mi stava attillato. Oggi, in un anno e mezzo, grazie”. Davanti alla considerazione di Caterina Balivo sul fatto che spesso in televisione si parli dell’opposto, ovvero della volontà di dimagrire, Vitagliano ha aggiunto: “Non mi stavano i vestiti e quindi per utilizzare i miei vestiti, a cui ero abituato ad una determinata forma, li dovevo riempire con due maglioni sotto le giacche. Ma più che altro era perché mentalmente, quando sono rientrato a casa dopo l’ospedale e mi sono guardato. Quando sono rientrato a casa e mi sono visto allo specchio, ho detto: ‘Oh, e quello chi è?’. Cioè, io all’ospedale non avevo lo specchio per guardarmi, mi guardavo il viso quando andavo in bagno, ma mentalmente guardavo altro. Ero sempre col pigiama e con tutte le flebo attaccate, tutte le varie terapie, esami che facevo fino a quando hanno realizzato cosa avessi”.

La ripresa e il ritorno agli allenamenti

Il recupero del peso corporeo e della massa muscolare è iniziato solo con l’interruzione del cortisone, che aveva pesantemente alterato anche i suoi ritmi del sonno: “Io con la nuova terapia ho iniziato giustamente a sostituire ciò che è un farmaco vero come il cortisone, che ti aiuta da una parte ma ti toglie altre cose. Giustamente io non dormivo, e quando non dormi, o mi addormentavo alle 6:00 di pomeriggio e mi svegliavo alle 6:00 di mattina, non avevo fame. Andare a fare le passeggiate sì, aiuta, ma per riprendere un muscolo devo mangiare, devo allenarmi in un determinato modo. E adesso, da tre mesi, grazie alle mie amicizie, e grazie a Elia che è una persona che in questo momento mi sta dando una grossa mano a farlo, io vado in palestra e ho ripreso non dico ad allenarmi come una volta perché non so se ci ritornerò ad essere com’ero una volta, però sicuramente ho ripreso 30 kg mangiando. Ho iniziato a mangiare“.

L’intervista si è conclusa con una battuta dello stesso Vitagliano sulla sua forma fisica attuale: “Ho fatto una pubblicità per una determinata cosa dove ero a petto nudo, ho messo la pancetta!”. A Caterina Balivo, che gli ha fatto notare che a 50 anni sia una cosa normale, Vitagliano ha risposto: “Eh, ma ero abituato ad avere gli addominali, no?”

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