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La oposición más codiciada de Europa: más de 5.500 euros al mes en Bruselas

Desde hace semanas, los foros y grupos especializados en oposiciones europeas echan humo. Bullen con consejos para superar las pruebas, con rumores sobre las fechas de examen, hojas de cálculo para estimar posibilidades de éxito y mensajes de quienes llevaban años esperando el momento para examinarse. La razón de tanta expectación cabe en una cifra: más de 174.000 personas han solicitado participar en la principal oposición para convertirse en funcionario de la Unión Europea, atraídas por hacer carrera internacional, estabilidad laboral y un salario de entrada de en torno a los 5.500 euros brutos mensuales; una cantidad que para los países del sur de Europa es tremendamente atractiva. Detrás de esta competencia masiva, además, se libra otra batalla menos visible: la de los Estados miembros por aumentar la presencia de sus nacionales en la administración europea.

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© Cornelius Poppe (NTB / Alamy / Cordon Press) (EL PAÍS)

Sede de la Comisión Europea en Bruselas. 
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Una iniciativa persigue incluir en todos los coches europeos un sistema que alerte cuando se olvida a un bebé dentro

El caso de la niña de dos años que murió a finales de mayo en Brión, Galicia, tras ser olvidada durante horas en el coche por su padre en un día de mucho calor no es, por desgracia, excepcional. En los últimos dos años, el conocido como “síndrome del bebé olvidado” ha provocado, en una Europa donde los fenómenos de temperaturas extremas son cada vez más recurrentes, la muerte de al menos siete pequeños. Unas tragedias evitables, sostiene el eurodiputado socialista español Nicolás González Casares, que está detrás de una iniciativa para que la Comisión Europea proponga un sistema obligatorio en toda la UE de detección de presencia infantil en vehículos, como ya existe en países como Italia.

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© Bernd Weißbrod (Dpa/picture alliance via Getty Images)

Un bebé en una sillita infantil dentro de un vehículo.
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Il film “The Sea” proiettato all’Europarlamento contro il “silenzio delle istituzioni”. All’evento organizzato da M5S presenti Mantovani, Carotenuto e Innocenzi

Nella serata del 9 giugno, al Parlamento europeo è stato proiettato “The Sea“, il film del regista israeliano Shai Carmeli-Pollack che racconta la quotidianità palestinese attraverso gli occhi di un bambino in Cisgiordania. Alla proiezione erano presenti gli eurodeputati del Movimento 5 stelle e anche organizzatori dell’evento, Danilo Della Valle e Valentina Palmisano. Con loro, oltre alla giornalista Giulia Innocenzi, distributrice della pellicola in Italia, anche il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani e il deputato Dario Carotenuto: entrambi hanno partecipato all’ultima missione della Global Sumud Flotilla raccontando gli abusi e le violenze dell’Idf, subite da tutti gli attivisti.

L’obiettivo del film all’Eurocamera era quello di denunciare “il silenzio delle istituzioni europee nei confronti del genocidio israeliano in Cisgiordania”. Un tema sostenuto da Il Fatto Quotidiano che già il 6 maggio ha realizzato in media partnership la proiezione del film in oltre 130 sale in tutta Italia. Nel cinema 4 Fontane di Roma ha presentato il film in sala la vicedirettrice de il Fatto Quotidiano Maddalena Oliva. Un grande successo nonostante l’iniziale timore di ripercussioni che aveva allontanato molti distributori internazionali. Grazie a Innocenzi e alla società di distribuzione “Moscalito Film”, la pellicola ha ottenuto uno straordinario riscontro: 40 mila spettatori in Italia e 30 mila in Israele.

Il lungometraggio racconta la storia di Khaled, bambino di 12 anni della Cisgiordania, a cui viene impedito di vedere il mare per la prima volta da parte dell’occupazione israeliana. Ha avuto enorme riconoscimento internazionale, come la candidatura agli Oscar 2026, nonostante i tentativi di ostacolarlo da parte del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu. Per questo, sulla locandina del film si legge: “Il film che il governo israeliano non vuole che tu veda”. Anche Mantovani, parlando all’Eurocamera, ha riflettuto sulla deriva autoritaria di Tel Aviv, ricordando che il film prima del 7 ottobre era stato finanziato proprio dal Ministero della Cultura che poi lo ha censurato. “Abbiamo il dovere di dare voce al popolo palestinese a cui vengono negati persino i diritti più semplici”, ha proseguito Valentina Palmisano, a cui ha fatto eco il collega Della Valle. “La Commissione Ue adotta in maniera inequivocabile doppi standard e né Kallas né von der Leyen hanno avuto il coraggio di condannare le violazioni del diritto internazionale commesse da Israele”. Ha poi rincarato la dose Dario Carotenuto che ha parlato di “sudditanza politica” nei confronti di Tel Aviv.

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Ucraina in Ue, primo sì dall’Europarlamento per accelerare i negoziati. FdI si astiene, Pd e M5s si spaccano

Con 54 voti a favore, 17 contrari e 5 astensioni, la Commissione Esteri del Parlamento europeo (Afet) ha detto sì all’accelerazione dei negoziati per l’ingresso dell’Ucraina nella Ue. A essere sottoposto a votazioni era il rapporto del Parlamento europeo – relatore Michael Gahler (Ppe) – sulla situazione dell’Ucraina. “Le riforme dell’Ucraina relative all’adesione all’Unione europea sono incoraggianti, al pari di quelle compiute sullo stato di diritto e sulla lotta alla corruzione”, si legge nel testo.

In merito alle riforme necessarie per il processo di adesione ai 27, il testo elogia gli sforzi per “salvaguardare la separazione dei poteri in tempo di guerra”, ma sottolinea allo stesso tempo la necessità di affrontare il “deterioramento delle relazioni tra il potere legislativo e quello esecutivo” e l’importanza di garantire “l’integrità delle cariche giudiziarie al fine di mantenere gli organismi anticorruzione liberi da interferenze politiche”.

Nelle pieghe del rapporto c’è anche una vera novità politica: si propone che l’adesione dell’Ucraina possa essere votata a maggioranza qualificata. Dunque si facilita il processo davanti a eventuali resistenze di qualche paese (storicamente, l’Ungheria).

Sul fronte italiano, proprio per questo, la delegazione di Fratelli d’Italia (rappresentata da Alberico Gambino) ha scelto di astenersi: il superamento dell’unanimità nelle decisioni relative all’allargamento per la sola Ucraina viene considerato “un tema particolarmente delicato” che merita una riflessione approfondita, con modifiche promesse per la plenaria. Insomma, nessuna corsia preferenziale, mentre permane l’equilibrismo meloniano in Europa.

Va poi registrato il voto a favore del Pd (Nicola Zingaretti e Alessandra Moretti) e il no del 5Stelle Danilo Della Valle (“Accelerare il processo di adesione con un Paese in guerra rischia di trascinare tutta l’Unione nel conflitto stesso”, ha commentato). Assente la leghista Silvia Sardone.

Il rapporto sarà votato alla Plenaria di Strasburgo a metà luglio. Nel frattempo a metà giugno sono previsti un Consiglio Affari esteri e un Consiglio Affari generali della Ue: come rivelava ieri Il Mattinale europeo, a margine dovrebbe tenersi la conferenza intergovernativa con Ucraina e Moldavia per aprire la prima serie di capitoli negoziali su democrazia, stato di diritto e lotta alla corruzione. Il percorso è formalmente iniziato.

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