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Джесси Марш стал первым американским тренером иностранной сборной по футболу

Главный тренер сборной Канады Джесси Марш вошёл в историю футбола, став первым специалистом из США, возглавившим иностранную национальную команду. Об этом сообщает статистический портал Championat.

Марш был назначен на пост главного тренера канадской сборной в мае 2024 года. Недавно его команда провела первый матч группового этапа чемпионата мира по футболу — встречу с командой Боснии и Герцеговины, которая завершилась вничью 1:1.

Чемпионат мира 2026 года проходит с 11 июня по 19 июля сразу в трёх странах — США, Канаде и Мексике. Действующим чемпионом является сборная Аргентины, которая выиграла финал предыдущего турнира в 2022 году, обыграв в серии пенальти Францию.

Джесси Марш стал первым американским тренером иностранной сборной по футболу • Опубликовано на FiNE NEWS

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Mondiali, per la prima volta il Var inverte un giallo tra 2 avversari: è successo in Usa-Paraguay. È uno dei quattro nuovi casi in cui può intervenire

Per la prima volta nella storia il Var è stato usato per invertire un’ammonizione che era stata data dall’arbitro per un fallo a un giocatore e invece poi attribuita, per simulazione, a un altro. È successo in UsaParaguay, finita 4-1 in favore della formazione di Mauricio Pochettino. È uno dei quattro nuovi casi in cui il Var può intervenire a partire da questa edizione dei Mondiali.

Prima dell’inizio, infatti, la Fifa ha deciso di ampliare le possibilità di utilizzo del Var per cambiare le decisioni prese sul campo: ora si può correggere la scelta dell’arbitro non solo quando un cartellino giallo o rosso viene dato al compagno di squadra sbagliato, ma anche quando il direttore di gara penalizza la squadra errata, ovvero quando il fallo è commesso da una squadra ma il cartellino mostrato all’altra, come appunto successo in Usa-Paraguay. Ciò – da regolamento – è incluso nel caso di “mistaken identity“, cioè scambio di persona. In realtà in questo caso non è uno scambio di persona, ma casistiche simili sono incluse anche e soprattutto per limitare anche le simulazioni e penalizzare i “furbi” in campo.

Tutto è accaduto all’ottavo minuto del secondo tempo, quando il paraguayano Almiron è sfuggito nei pressi della linea di fondo all’americano Ream: l’arbitro olandese Makkelie ha fischiato fallo contro il difensore, ammonendolo. A quel punto è stato battuto il calcio di punizione, ma con la palla già in gioco (e questo è stato un errore di utilizzo del protocollo, bisognava intervenire prima) l’arbitro ha interrotto l’azione per andare al Var (dove c’era lo spagnolo Del Cerro Grande) per una revisione, da cui è emerso che Almiron aveva simulato: quindi, decisione finale, cartellino giallo revocato a Ream e attribuito ad Almiron e punizione per gli Usa.

Come detto, questo è solo uno dei quattro nuovi casi in cui il Var può intervenire. Ma quali sono gli altri tre? Uno riguarda i calci d’angolo: il VAR potrà correggere l’assegnazione sbagliata di un corner. Ma l’intervento sarà possibile solo se non rallenterà la ripresa del gioco. E poi ancora i falli commessi prima della ripresa del gioco: le infrazione avvenute prima della battuta di angoli, punizioni o rigori potranno essere rivisti. Il VAR potrà suggerire provvedimenti disciplinari all’arbitro anche su episodi che precedono la battuta. Infine il doppio giallo. Per intenderci, uno dei motivi per cui sarebbe con molta probabilità nel famoso caso KaluluBastoni: il VAR potrà intervenire infatti anche in caso di cartellino rosso mostrato dopo un secondo giallo assegnato in maniera errata.

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“Se appare un leone, potresti pensare che sia un gatto”: la metafora di Ancelotti sul debutto col Brasile ai Mondiali

Carlo Ancelotti è al debutto ai Mondiali sulla panchina del Brasile, ma ha già dimostrato di sapersi muovere da ct con la stessa naturalezza con cui ha conquistato spogliatoi e trofei in tutto il mondo. Alla vigilia dell’esordio della Seleção contro il Marocco, il commissario tecnico italiano ha regalato ai giornalisti una delle sue immagini più efficaci: semplice, divertente e allo stesso tempo significativa. Parlando della paura, Ancelotti ha spiegato che non è necessariamente un nemico da combattere. Anzi. “La paura è una parte importante della vita… perché se non hai paura e appare un leone, potresti pensare che sia un gatto”, ha detto il tecnico emiliano, provocando l’immediata risata dell’intera sala stampa.

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Una battuta che racconta bene il suo approccio: alleggerire la tensione senza mai perdere di vista la sostanza. Perché il Brasile si presenta a questo Mondiale con enormi aspettative e una pressione che pochi allenatori al mondo sarebbero in grado di gestire. Ancelotti, invece, sembra perfettamente a suo agio. “Sono molto ottimista e siamo ben preparati per il Mondiale”, ha assicurato. Per lui si tratta di una sfida completamente nuova. “È una nuova esperienza, la responsabilità è qualcosa di speciale. Rappresentare il paese del calcio… e la nazionale più titolata del mondo. Due cose: responsabilità e impegno. È un momento bellissimo della mia storia”.

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Sul campo, il nuovo Brasile porta già i primi segni della sua gestione. Più controllo del gioco e maggiore possesso palla, anche se per Ancelotti le priorità restano altre: “È un aspetto del gioco, ma non è la cosa più importante. La cosa più importante sono i gol segnati e i gol subiti. Il controllo è importante, ma non la cosa più importante”. Nessuna sottovalutazione, poi, per il debutto contro il Marocco, una delle squadre più attese del torneo. “Sono una squadra molto ben organizzata, con qualità in ogni aspetto. Dobbiamo giocare una partita completa; non possiamo dimenticare nulla”. E ancora: “Nel calcio moderno non esistono squadre deboli”. Insomma, Ancelotti sa che ai Mondiali basta un attimo per scambiare un leone per un gatto.

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FIFA dá acreditação a jornalista francês preso na Argélia

FIFA deu acreditação simbólica a Christophe Gleizes, jornalista francês que está preso na Argélia desde 2024. Repórteres Sem Fronteiras dizem que Gleizes dever estar no estádio e não "na prisão".

© AFP via Getty Images

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Por que público oficial da Copa pode ser maior do que o visto nos estádios

As imagens de arquibancadas com espaços vazios em alguns jogos da Copa do Mundo de 2026 têm gerado questionamentos entre torcedores nas redes sociais. Em determinadas partidas, a ocupação mostrada pelas transmissões parece incompatível com os números oficiais divulgados pela Fifa.

Um dos exemplos mais comentados ocorreu na vitória da Coreia do Sul sobre a República Tcheca, em Guadalajara, na última quinta-feira. Na ocasião, a entidade registrou público de 44.985 pessoas, apenas 679 abaixo da capacidade do estádio, embora diversos assentos vazios fossem visíveis durante a partida.

A diferença foi tema de uma reportagem do jornal esportivo norte-americano The Athletic, que procurou a Fifa para esclarecer como a entidade realiza a contagem oficial de público nos jogos do Mundial.

Como a Fifa calcula o público

Segundo a entidade, o número oficial considera as pessoas que tiveram seus ingressos escaneados e acessaram o perímetro do estádio.

Na prática, isso significa que o torcedor passa a integrar a contagem assim que entra na arena, independentemente de estar sentado em seu lugar no momento da partida.

Dessa forma, também são contabilizadas pessoas que estejam em áreas de alimentação, lojas, bares, corredores internos, camarotes ou setores de hospitalidade.

Por esse critério, o público divulgado não representa necessariamente a quantidade de espectadores ocupando as arquibancadas quando as imagens são captadas pelas câmeras de televisão.

Comportamento dos torcedores influencia percepção

Além da metodologia adotada pela Fifa, outro fator ajuda a explicar a diferença entre os números oficiais e a ocupação visual dos estádios.

Nos Estados Unidos, Canadá e México, países-sede da Copa do Mundo de 2026, é comum que torcedores circulem pelas áreas internas das arenas durante os jogos. Em muitos estádios, espaços de alimentação, entretenimento e convivência fazem parte da experiência oferecida ao público.

A movimentação costuma ser ainda mais intensa em camarotes e setores premium, onde os torcedores têm acesso a serviços adicionais e áreas exclusivas.

Como consequência, determinados setores podem parecer esvaziados em alguns momentos da transmissão, mesmo com milhares de pessoas presentes dentro do complexo esportivo.

Debate também envolve venda de ingressos

A explicação da Fifa, porém, não encerra a discussão sobre a ocupação dos estádios.

Reportagens da imprensa internacional apontaram dificuldades na comercialização de ingressos para algumas partidas da fase de grupos. Às vésperas do início do torneio, cerca de 180 mil bilhetes ainda estavam disponíveis nos canais oficiais de revenda.

O tema ganhou repercussão entre torcedores, que relacionaram a menor procura aos preços praticados em determinados jogos. Em alguns casos, houve redução nos valores dos ingressos para estimular as vendas.

Assim, a diferença entre o público anunciado e a ocupação observada nas arquibancadas pode ser explicada tanto pelo método de contagem utilizado pela Fifa quanto pelo comportamento dos torcedores dentro dos estádios. Isso faz com que os números oficiais nem sempre correspondam à percepção transmitida pelas imagens de televisão.

Copa 2026: quem são os brasileiros que vão jogar por outros países

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Destino? Como NY Knicks na final da NBA pode trazer “hexa” para o Brasil

Mesmo em esportes diferentes, a Seleção Brasileira e o New York Knicks da NBA dividem uma coincidência que pode ajudar a trazer o tão sonhado “hexa” da Copa do Mundo para o Brasil. Todas as vezes em que o time norte-americano de basquete disputou as finais da liga em ano de Mundial masculino, os brasileiros ergueram a taça do torneio.

O Brasil estreia na Copa do Mundo de 2026 contra o Marrocos, na noite deste sábado (13), no Estádio de Nova Jersey, Estados Unidos. No mesmo dia, o NY Knicks disputa o jogo 5 das finais da NBA contra o San Antonio Spurs.

A CNN Esportes te convida a viajar no tempo e entender como o destino do Brasil pode estar atrelado à presença do time nova-iorquinao nas finais da NBA. Entenda abaixo:

O que o destino reserva ao Brasil?

Em 1970, os Knicks conquistaram o título da NBA contra o Los Angeles Lakers. No mesmo ano, a Seleção Brasileira chegou à final da Copa do Mundo e conquistou o tricampeonato ao vencer a Itália, com direito a show de Pelé.

Depois de 24 anos, em 1994, o time de Nova York voltou ao palco das decisões da liga. Dessa vez, a franquia foi derrotada pelo Houston Rockets. Porém, os Estados Unidos reservavam um resultado diferente para o Brasil, que se sagrou tetracampeão em solo norte-americano.

O cenário pode voltar a se repetir após 32 anos. Para os supersticiosos, as coincidências são um prato cheio. Os Knicks já estão próximos de conquistar o título da NBA. Agora, resta saber o que o destino reserva ao Brasil na Copa do Mundo de 2026. 

Knicks na final

O New York Knicks protagonizou a maior virada da história das finais da NBA na madrugada de quinta-feira (11), recuperando-se de uma desvantagem de 29 pontos para derrotar o San Antonio Spurs no Jogo 4 por 107 a 106, no Madison Square Garden, em Nova York.

Agora, os Knicks lideram a série melhor de sete das finais da NBA por 3 a 1, com a chance de conquistar o título já no sábado (13), em San Antonio, no Jogo 5.

Brasil na Copa

A Seleção Brasileira, embora tenha vivido traumas nas últimas Copas do Mundo, chega à competição como a única que pode ser hexacampeã. O Brasil conquistou títulos nas edições de 1958, 1962, 1970, 1994 e 2002.

Jornal da Espanha coloca Endrick como a grande esperança do Brasil na Copa

Mesmo com algumas incertezas, a seleção ainda chega como uma das favoritas para erguer a taça do maior torneio entre países.

No primeiro passo rumo ao “hexa”, o Brasil enfrenta o Marrocos, às 19h deste sábado (13), em Nova Jersey. Já o segundo jogo, é contra o Haiti, no dia 19 de junho, às 21h30, no Estádio da Filadélfia (EUA). A última partida é diante da Escócia, no dia 24 de junho, às 19h, em Miami.

Como funciona o formato da Copa do Mundo de 2026: grupos, fases e mudanças

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Mundial Futebol 2026: Seleção Portuguesa de Futebol – José Sá

AF! José Sá é um guarda-redes português nascido em Braga, a 17 de janeiro de 1993, e atualmente representa o Wolverhampton Wanderers, em Inglaterra. Formado no futebol português, destacou-se pela segurança entre os postes, pelos reflexos rápidos e pela presença competitiva em jogos de elevada exigência. Ao longo da carreira, passou por clubes como Marítimo, […]
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Ruas decoradas para Copa do Mundo reforçam vínculo comunitário no Rio

Logo Agência Brasil

Viver a Copa do Mundo como algo a mais que um torneio de futebol entre países é uma tradição antiga no Brasil. Entre os churrascos em família para assistir aos jogos e as apostas no trabalho sobre o próximo placar, outro costume vem retomando seu espaço no país: decorar as ruas para o mundial. 

Com bandeirinhas em verde e amarelo, latas de tinta, desenhos de jogadores famosos e de outras celebridades nacionais, os brasileiros têm visto cada vez mais ruas decoradas para o torneio.

Notícias relacionadas:

A Seleção Brasileira é a maior campeã da competição com cinco títulos, em 1958 (Suécia), 1962 (Chile), 1970 (México), 1994 (Estados Unidos) e 2002 (Coreia do Sul e Japão), mas não vence uma Copa há 24 anos.

O jejum não impediu a empolgação dos brasileiros. No Rio de Janeiro, moradores de diversas partes da cidade utilizaram a arte para expressar seu apoio ao Brasil em 2026. 

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

Morro do Pinto

No bairro do Santo Cristo, no centro da cidade, os moradores da Rua Capiberibe quiseram resgatar a lembrança afetiva de quem cresceu na comunidade do Morro do Pinto, com foco nas crianças que não viveram esses momentos. A vice-presidente do Centro Cultural Capiberibe 27, Isabel Boechat, coordenou as atividades.

“A rua foi entrando no clima aos poucos: moradores ajudando, crianças pintando, famílias acompanhando, gente chegando para ajudar, colaborar de alguma forma”, conta. 

“Hoje a minha avaliação da ação é que não foi uma ação feita “para” a comunidade, foi feita com a comunidade. Em algum momento, deixou de ser só uma pintura e virou encontro, convivência, pertencimento”.

Isabel conta que a movimentação também atraiu moradores do Morro da Providência, do Santo Cristo e de outras partes da região portuária, que ajudaram no arranjo. 

Todo material foi custeado com apoio dos moradores, amigos, parceiros e pessoas próximas ao Centro Cultural Capiberibe 27, que doou grande parte do material. Comerciantes da área cuidaram das provisões, e do material necessário, e as crianças ganharam almoço, picolé e lanches durante o processo. 

 

Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Thiago Nunes/Divulgação Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Thiago Nunes/Divulgação
Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Thiago Nunes/Divulgação

Para Isabel Boechat, mais do que técnica e perfeição, o principal era deixar que as crianças fossem as protagonistas da festa, reacender essa memória coletiva e reunir a comunidade em torno da Copa

“Elas [as crianças] pintaram, imaginaram, colocaram cor na rua. E isso tem uma força muito grande, porque talvez no futuro elas lembrem: 'eu pintei a minha rua para a Copa'. Era isso que a gente queria entregar para elas. E acho que conseguimos”, finalizou. 

Morro do Turano

O trabalho realizado por eles também serviu de estímulo para outras partes da cidade. O universitário Silvio Rosa, de 21 anos, conta que a escadaria do Morro do Pinto foi uma das inspirações para a decoração que ele ajudou a criar na comunidade em que mora no Rio Comprido, na zona norte. 

Morador do Morro do Turano, ele mesmo nunca havia tido a experiência de pintar a rua para a Copa do Mundo, mas teve a ideia de organizar um dia de grafite pensando nas crianças da comunidade.

Poucas semanas depois, soube de um concurso organizado pelo projeto Favela Radical, o "Meu Beco na Copa", e decidiu unir o "útil ao agradável" ao inscrever a Alameda Manoel Costa. 

“A gente não teve muito apoio das pessoas da Alameda e da comunidade. Na verdade, teve muita desconfiança, pessoas falando que a gente não ia conseguir”, disse Silvio, que chegou a pedir doação de materiais aos vizinhos mas não obteve retorno.

 

Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura no Morro do Turano para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Sílvio Rosa/Divulgação Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura no Morro do Turano para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Sílvio Rosa/Divulgação
Moradores fazem pintura no Morro do Turano para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Sílvio Rosa/Divulgação

“Foram mais as crianças mesmo, elas, sim, aderiram a todo momento, sempre perguntando pra gente quando ia ser a pintura e tudo mais, sempre ansiosas. E ajudaram muito, de verdade mesmo”. 

A iniciativa foi liderada por ele, a namorada, Taíssa Brito, e a artista Anunki, com participação de crianças do Morro do Turano. Durante o último fim de semana de trabalho do grupo, quando terminaram o projeto, diversas partes da comunidade já estavam decoradas. 

“Eu vejo como muito positivo, principalmente nesse momento que a gente está vivendo no país, que é um ano eleitoral. E resgatar tudo isso, poder fazer parte disso, resgatar esses símbolos pra nós, pro povo brasileiro, de fato é muito interessante. E viver isso junto com as crianças é mais interessante ainda”, completou. 

 

Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tatiana Chain/Divulgação Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tatiana Chain/Divulgação
Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tatiana Chain/Divulgação

Rio nas Cores do Hexa

Este ano, a Prefeitura do Rio de Janeiro lançou um edital para premiar ruas ornamentadas para a Copa do Mundo. O concurso “Acreditar é uma Arte – O Rio nas Cores do Hexa” vai gratificar o primeiro lugar com R$ 50 mil, o segundo com R$ 30 mil e o terceiro em R$ 20 mil. 

No bairro de Vila Isabel, na zona norte do Rio, a tradicional Rua Pereira Nunes já está pronta para participar. Acontece que decorar as ruas para a Copa do Mundo é um costume da Galera da Pereira Nunes há mais de 40 anos. Tudo começou na Copa de 1978, e segue sem interrupções até hoje. 

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rodrigo Habbib, desenhista e Celso Mendes, organizador da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rodrigo Habbib, desenhista e Celso Mendes, organizador da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rodrigo Habbib, desenhista e Celso Mendes, organizador da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

Um dos principais responsáveis por organizar toda a programação, Celso Mendes, de 48 anos, conta que o planejamento leva tempo e é coisa séria para os moradores. Desde 1994, ele lidera a Galera da Pereira Nunes.

“Nós planejamos a próxima Copa do Mundo assim que acaba, aí, são quatro anos de planejamento. E a relevância para o nosso bairro é enorme, eles esperam a gente planejar essa ornamentação, ficam nos cobrando. Então, é algo muito importante, não só para o nosso bairro, mas para o país, né?”, disse. 

A rua já foi matéria em jornais internacionais, mas, segundo Celso Mendes, a festa não fica só na tradicional ornamentação. Eventos com transmissão dos jogos e música ao vivo também estão sendo organizados. A Rua Pereira Nunes já ganhou quatro concursos e pode chegar ao pentacampeonato, assim como a Seleção Brasileira. 

O edital está disponível no site da Secretaria Municipal de Cultura e as inscrições para o concurso foram prorrogadas até o dia 20 de junho. 

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
 Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rodrigo Habbib, desenhista da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rodrigo Habbib, desenhista da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
 Rodrigo Habbib, desenhista da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

 

*Estagiária sob supervisão da jornalista Mariana Tokarnia.

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Ruas decoradas para Copa do Mundo reforçam vínculo comunitário no Rio

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Viver a Copa do Mundo como algo a mais que um torneio de futebol entre países é uma tradição antiga no Brasil. Entre os churrascos em família para assistir aos jogos e as apostas no trabalho sobre o próximo placar, outro costume vem retomando seu espaço no país: decorar as ruas para o mundial. 

Com bandeirinhas em verde e amarelo, latas de tinta, desenhos de jogadores famosos e de outras celebridades nacionais, os brasileiros têm visto cada vez mais ruas decoradas para o torneio.

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A Seleção Brasileira é a maior campeã da competição com cinco títulos, em 1958 (Suécia), 1962 (Chile), 1970 (México), 1994 (Estados Unidos) e 2002 (Coreia do Sul e Japão), mas não vence uma Copa há 24 anos.

O jejum não impediu a empolgação dos brasileiros. No Rio de Janeiro, moradores de diversas partes da cidade utilizaram a arte para expressar seu apoio ao Brasil em 2026. 

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

Morro do Pinto

No bairro do Santo Cristo, no centro da cidade, os moradores da Rua Capiberibe quiseram resgatar a lembrança afetiva de quem cresceu na comunidade do Morro do Pinto, com foco nas crianças que não viveram esses momentos. A vice-presidente do Centro Cultural Capiberibe 27, Isabel Boechat, coordenou as atividades.

“A rua foi entrando no clima aos poucos: moradores ajudando, crianças pintando, famílias acompanhando, gente chegando para ajudar, colaborar de alguma forma”, conta. 

“Hoje a minha avaliação da ação é que não foi uma ação feita “para” a comunidade, foi feita com a comunidade. Em algum momento, deixou de ser só uma pintura e virou encontro, convivência, pertencimento”.

Isabel conta que a movimentação também atraiu moradores do Morro da Providência, do Santo Cristo e de outras partes da região portuária, que ajudaram no arranjo. 

Todo material foi custeado com apoio dos moradores, amigos, parceiros e pessoas próximas ao Centro Cultural Capiberibe 27, que doou grande parte do material. Comerciantes da área cuidaram das provisões, e do material necessário, e as crianças ganharam almoço, picolé e lanches durante o processo. 

 

Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Thiago Nunes/Divulgação Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Thiago Nunes/Divulgação
Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Thiago Nunes/Divulgação

Para Isabel Boechat, mais do que técnica e perfeição, o principal era deixar que as crianças fossem as protagonistas da festa, reacender essa memória coletiva e reunir a comunidade em torno da Copa

“Elas [as crianças] pintaram, imaginaram, colocaram cor na rua. E isso tem uma força muito grande, porque talvez no futuro elas lembrem: 'eu pintei a minha rua para a Copa'. Era isso que a gente queria entregar para elas. E acho que conseguimos”, finalizou. 

Morro do Turano

O trabalho realizado por eles também serviu de estímulo para outras partes da cidade. O universitário Silvio Rosa, de 21 anos, conta que a escadaria do Morro do Pinto foi uma das inspirações para a decoração que ele ajudou a criar na comunidade em que mora no Rio Comprido, na zona norte. 

Morador do Morro do Turano, ele mesmo nunca havia tido a experiência de pintar a rua para a Copa do Mundo, mas teve a ideia de organizar um dia de grafite pensando nas crianças da comunidade.

Poucas semanas depois, soube de um concurso organizado pelo projeto Favela Radical, o "Meu Beco na Copa", e decidiu unir o "útil ao agradável" ao inscrever a Alameda Manoel Costa. 

“A gente não teve muito apoio das pessoas da Alameda e da comunidade. Na verdade, teve muita desconfiança, pessoas falando que a gente não ia conseguir”, disse Silvio, que chegou a pedir doação de materiais aos vizinhos mas não obteve retorno.

 

Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura no Morro do Turano para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Sílvio Rosa/Divulgação Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura no Morro do Turano para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Sílvio Rosa/Divulgação
Moradores fazem pintura no Morro do Turano para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Sílvio Rosa/Divulgação

“Foram mais as crianças mesmo, elas, sim, aderiram a todo momento, sempre perguntando pra gente quando ia ser a pintura e tudo mais, sempre ansiosas. E ajudaram muito, de verdade mesmo”. 

A iniciativa foi liderada por ele, a namorada, Taíssa Brito, e a artista Anunki, com participação de crianças do Morro do Turano. Durante o último fim de semana de trabalho do grupo, quando terminaram o projeto, diversas partes da comunidade já estavam decoradas. 

“Eu vejo como muito positivo, principalmente nesse momento que a gente está vivendo no país, que é um ano eleitoral. E resgatar tudo isso, poder fazer parte disso, resgatar esses símbolos pra nós, pro povo brasileiro, de fato é muito interessante. E viver isso junto com as crianças é mais interessante ainda”, completou. 

 

Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tatiana Chain/Divulgação Rio de Janeiro (RJ), 12/06/2026 - Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tatiana Chain/Divulgação
Moradores fazem pintura na Rua Capiberibe para os jogos da Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tatiana Chain/Divulgação

Rio nas Cores do Hexa

Este ano, a Prefeitura do Rio de Janeiro lançou um edital para premiar ruas ornamentadas para a Copa do Mundo. O concurso “Acreditar é uma Arte – O Rio nas Cores do Hexa” vai gratificar o primeiro lugar com R$ 50 mil, o segundo com R$ 30 mil e o terceiro em R$ 20 mil. 

No bairro de Vila Isabel, na zona norte do Rio, a tradicional Rua Pereira Nunes já está pronta para participar. Acontece que decorar as ruas para a Copa do Mundo é um costume da Galera da Pereira Nunes há mais de 40 anos. Tudo começou na Copa de 1978, e segue sem interrupções até hoje. 

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rodrigo Habbib, desenhista e Celso Mendes, organizador da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rodrigo Habbib, desenhista e Celso Mendes, organizador da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rodrigo Habbib, desenhista e Celso Mendes, organizador da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

Um dos principais responsáveis por organizar toda a programação, Celso Mendes, de 48 anos, conta que o planejamento leva tempo e é coisa séria para os moradores. Desde 1994, ele lidera a Galera da Pereira Nunes.

“Nós planejamos a próxima Copa do Mundo assim que acaba, aí, são quatro anos de planejamento. E a relevância para o nosso bairro é enorme, eles esperam a gente planejar essa ornamentação, ficam nos cobrando. Então, é algo muito importante, não só para o nosso bairro, mas para o país, né?”, disse. 

A rua já foi matéria em jornais internacionais, mas, segundo Celso Mendes, a festa não fica só na tradicional ornamentação. Eventos com transmissão dos jogos e música ao vivo também estão sendo organizados. A Rua Pereira Nunes já ganhou quatro concursos e pode chegar ao pentacampeonato, assim como a Seleção Brasileira. 

O edital está disponível no site da Secretaria Municipal de Cultura e as inscrições para o concurso foram prorrogadas até o dia 20 de junho. 

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
 Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

 

Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rodrigo Habbib, desenhista da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 09/06/2026 - Rodrigo Habbib, desenhista da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026.  Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil
 Rodrigo Habbib, desenhista da pintura da Rua Pereira Nunes, em Vila Isabel, zona norte da cidade, pintada e enfeitada para a Copa do Mundo de Futebol 2026. Foto: Tânia Rêgo/Agência Brasil

 

*Estagiária sob supervisão da jornalista Mariana Tokarnia.

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Um banho de multidão para Portugal ultrapassar o jetlag

Portugal cumpre primeiro treino em Miami após uma longa viagem de Portugal aos EUA com portas abertas a centenas de pessoas. Ainda, vamos ter jogaço no duelo entre Brasil-Marrocos?

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Um banho de multidão para Portugal ultrapassar o jetlag

Portugal cumpre primeiro treino em Miami após uma longa viagem de Portugal aos EUA com portas abertas a centenas de pessoas. Ainda, vamos ter jogaço no duelo entre Brasil-Marrocos?

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Surpresas em reta final de ciclo estão na história do Brasil em Copas

Logo Agência Brasil

Chegar ao último ano de um ciclo de Copa do Mundo com poucas oportunidades ou mesmo sem ter sido chamado à seleção brasileira não significa o fim do sonho. Prova disso é que oito dos 26 convocados pelo técnico Carlo Ancelotti para o Mundial nos Estados Unidos, no México e Canadá têm menos de dez jogos com a Amarelinha. E quatro estrearam somente em 2026.

O zagueiro Léo Pereira, o meia Danilo Santos e os atacantes Rayan e Igor Thiago foram a campo vestindo a camisa brasileira pela primeira vez nos amistosos contra França e Croácia, em março deste ano. Foi o suficiente para convencer Ancelotti. Deles, somente Danilo Santos já havia sido convocado anteriormente em junho de 2022, mas sequer atuou nos jogos com Japão e Coreia do Sul, que antecederam a Copa do Mundo do Catar, sob comando de Tite.

Notícias relacionadas:

O lateral Douglas Santos, que tem sete partidas pelo Brasil e disputa o posto de titular do lado esquerdo da defesa com Alex Sandro, estreou pela seleção principal em 2016, na Copa América, com Tite, após ser campeão olímpico no Rio de Janeiro. Foram nove anos de espera até receber nova chance, já com Ancelotti, e se firmar de vez no time em 2026.

Os zagueiros Bremer e Ibañez chegaram juntos à seleção brasileira, em setembro de 2022, para amistosos contra Gana e Tunísia, também sob comando de Tite. O primeiro foi à Copa do Catar, mesmo com um jogo apenas pela Amarelinha. Ausentes em boa parte do ciclo atual, eles recuperaram lugar no grupo após os amistosos com França e Croácia. Bremer acumula oito jogos pelo Brasil, um a mais que Ibañez.

 

Soccer Football - FIFA World Cup 2026 - Brazil Training - Columbia Park Training Facility, Morristown, New Jersey, U.S. - June 12, 2026 Brazil's Roger Ibanez during training IMAGN IMAGES via Reuters/Caean Couto Soccer Football - FIFA World Cup 2026 - Brazil Training - Columbia Park Training Facility, Morristown, New Jersey, U.S. - June 12, 2026 Brazil's Roger Ibanez during training IMAGN IMAGES via Reuters/Caean Couto
Soccer Football - FIFA World Cup 2026 - Ibañez chegou à seleção brasileira, em setembro de 2022, para amistosos contra Gana e Tunísia, Morristown, New Jersey, U.S. - June 12, 2026 Brazil's Roger Ibanez during training IMAGN IMAGES via Reuters/Caean Couto - CAEAN COUTO

Convocado para o lugar do lateral Wesley, contundido, o volante Éderson foi convocado com apenas três jogos pela equipe verde e amarela - nenhum sob comando de Ancelotti, apesar de observado pelo italiano. A última partida dele foi a derrota por 4 a 1 para a Argentina, fora de casa, pelas eliminatórias da Copa, que culminou na demissão do técnico Dorival Júnior.

Desde a Copa de 1986, no México, o Brasil não tinha tantos convocados com dez jogos ou menos pela seleção principal. Na ocasião, dez dos 22 nomes chamados por Telê Santana atendiam à estatística. Inclusive, dois deles sequer tinham estreado com a Amarelinha: o lateral Josimar e o meia Valdo.

Algo que se repetiria em 1998, na França. O grupo tinha apenas três jogadores com dez jogos ou menos pelo Brasil entre os 23 convocados: o goleiro Carlos Germano, o volante Emerson - convocado para o lugar do atacante Romário, cortado por lesão - e o lateral Zé Carlos. Este último, que nunca havia atuado pela seleção brasileira, estreou logo na semifinal da Copa, diante da Holanda, já que o titular Cafu estava suspenso.

Em 1994 e 2002, edições em que o Brasil saiu campeão, o número de atletas com no máximo dez partidas pela seleção foi semelhante ao de 2026. No time do penta, inclusive, jogadores com pouca rodagem com a Amarelinha, como os volantes Gilberto Silva (seis jogos) e Kleberson (cinco), ganharam o posto de titulares e foram importante no título.

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Surpresas em reta final de ciclo estão na história do Brasil em Copas

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Chegar ao último ano de um ciclo de Copa do Mundo com poucas oportunidades ou mesmo sem ter sido chamado à seleção brasileira não significa o fim do sonho. Prova disso é que oito dos 26 convocados pelo técnico Carlo Ancelotti para o Mundial nos Estados Unidos, no México e Canadá têm menos de dez jogos com a Amarelinha. E quatro estrearam somente em 2026.

O zagueiro Léo Pereira, o meia Danilo Santos e os atacantes Rayan e Igor Thiago foram a campo vestindo a camisa brasileira pela primeira vez nos amistosos contra França e Croácia, em março deste ano. Foi o suficiente para convencer Ancelotti. Deles, somente Danilo Santos já havia sido convocado anteriormente em junho de 2022, mas sequer atuou nos jogos com Japão e Coreia do Sul, que antecederam a Copa do Mundo do Catar, sob comando de Tite.

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Os zagueiros Bremer e Ibañez chegaram juntos à seleção brasileira, em setembro de 2022, para amistosos contra Gana e Tunísia, também sob comando de Tite. O primeiro foi à Copa do Catar, mesmo com um jogo apenas pela Amarelinha. Ausentes em boa parte do ciclo atual, eles recuperaram lugar no grupo após os amistosos com França e Croácia. Bremer acumula oito jogos pelo Brasil, um a mais que Ibañez.

 

Soccer Football - FIFA World Cup 2026 - Brazil Training - Columbia Park Training Facility, Morristown, New Jersey, U.S. - June 12, 2026 Brazil's Roger Ibanez during training IMAGN IMAGES via Reuters/Caean Couto Soccer Football - FIFA World Cup 2026 - Brazil Training - Columbia Park Training Facility, Morristown, New Jersey, U.S. - June 12, 2026 Brazil's Roger Ibanez during training IMAGN IMAGES via Reuters/Caean Couto
Soccer Football - FIFA World Cup 2026 - Ibañez chegou à seleção brasileira, em setembro de 2022, para amistosos contra Gana e Tunísia, Morristown, New Jersey, U.S. - June 12, 2026 Brazil's Roger Ibanez during training IMAGN IMAGES via Reuters/Caean Couto - CAEAN COUTO

Convocado para o lugar do lateral Wesley, contundido, o volante Éderson foi convocado com apenas três jogos pela equipe verde e amarela - nenhum sob comando de Ancelotti, apesar de observado pelo italiano. A última partida dele foi a derrota por 4 a 1 para a Argentina, fora de casa, pelas eliminatórias da Copa, que culminou na demissão do técnico Dorival Júnior.

Desde a Copa de 1986, no México, o Brasil não tinha tantos convocados com dez jogos ou menos pela seleção principal. Na ocasião, dez dos 22 nomes chamados por Telê Santana atendiam à estatística. Inclusive, dois deles sequer tinham estreado com a Amarelinha: o lateral Josimar e o meia Valdo.

Algo que se repetiria em 1998, na França. O grupo tinha apenas três jogadores com dez jogos ou menos pelo Brasil entre os 23 convocados: o goleiro Carlos Germano, o volante Emerson - convocado para o lugar do atacante Romário, cortado por lesão - e o lateral Zé Carlos. Este último, que nunca havia atuado pela seleção brasileira, estreou logo na semifinal da Copa, diante da Holanda, já que o titular Cafu estava suspenso.

Em 1994 e 2002, edições em que o Brasil saiu campeão, o número de atletas com no máximo dez partidas pela seleção foi semelhante ao de 2026. No time do penta, inclusive, jogadores com pouca rodagem com a Amarelinha, como os volantes Gilberto Silva (seis jogos) e Kleberson (cinco), ganharam o posto de titulares e foram importante no título.

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Todas as vezes que o Brasil foi campeão e teve o Bola de Ouro da Fifa

O Brasil se habituou a ser campeão com os melhores jogadores do mundo no elenco, e em 1994 e 2002, a situação foi literal. O país levou para a casa a Copa do Mundo e os reconhecimentos da Fifa.

A primeira dobradinha brasileira foi em 1994, ano do tetracampeonato nos Estados Unidos liderado pela genialidade de Romário. O jogador foi eleito o melhor jogador do torneio e levou para casa o Fifa The Best.

Na seleção, foram sete jogos – todos como titular, e cinco gols. Romário foi vice-artilheiro do Mundial e marcou em todas as fases.

No Barcelona a fase também foi excepcional. Na temporada 1993/1994 Romário fez 33 jogos e marcou 30 gols. Recebeu um prêmio como maior goleador do país e somou cinco hat-tricks na temporada, um deles contra o Real Madrid.

A história se repetiu em 2002, no penta. Mesmo desacreditado, Ronaldo calou a boca dos críticos que o questionavam após suas graves lesões. Foram dele os dois gols que sacramentaam o título na grande final contra a Alemanha, quando se tornou o maior artilheiro da história das Copas até então.

Ao todo, Ronaldo marcou oito gols na Copa, em quase todas as fases  – só passou em branco nas quartas. Do Mundial brilhante, foi diretamente para o histórico time dos Galáticos no Real Madrid,

Por que demorou tanto?

O fato de um jogador brasileiro só ter sido reconhecido como melhor do mundo após a década de 1990 acende questionamentos: por que a demora, já que tivemos os melhores do Mundo nas campanhas de 1958, 1962 e 1970? A explicação é puramente burocrática.

No período em que o Rei do Futebol desfilava toda sua genialidade nos campos do Brasil e do mundo, apenas jogadores europeus concorriam à Bola de Ouro. Ou seja, a France Football “ignorava” jogadores de outros continentes entre 1956 e 1995. Pelé se despediu dos gramados em outubro de 1977.

Por conta disso, nomes históricos do futebol não tiveram a oportunidade de concorrer ao prêmio, como Maradona, Garrincha e Zico.

Já o The Best foi criado após esses títulos, em 1991.

Bola de Ouro “reconhece” Pelé

Em 2015, a tradicional revista francesa aproveitou a edição de 60 anos para revisar toda a lista de campeões e, com as regras atuais, passou a reconhecer antigos atletas também como campeões.

Com isso, Pelé, que nos deixou em 2022 aos 82 anos, foi reconhecido como vencedor em sete oportunidades: 1958, 1959, 1960, 1961, 1963, 1964 e 1970. Além de Pelé, a France Football também reconheceu que Garrincha, em 1962, e Romário, em 1994, teriam levado a premiação.

Fifa The Best x Bola de Ouro

Os prêmios confundem, mas não são iguais. Criado em 1956 pela revista francesa France Football, o Bola de Ouro é o prêmio individual mais antigo, tradicional e prestigioso do futebol. Considera a temporada europeia, de agosto a julho.

Já o The Best foi criado pela Fifa em 1991. Antigamente chamado de “Jogador do Ano”, foi rebatizado em 2016, e analisa o desempenho em um ano de janeiro a dezembro.

Vale lembrar que, entre 2010 e 2015, ambas as premiações foram unificadas, passando a se chamar Fifa Ballon d’Or. No entanto, a parceria foi encerrada em 2016, quando voltaram a ser realizadas separadamente.

Com a 10 para Neymar, Seleção Brasileira divulga numeração para Copa 2026

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Colpo grosso ai Mondiali, svaligiato il furgone dell’Inghilterra: spariti scarpini, palloni e le lavagne tattiche del ct Tuchel

L’Inghilterra di Thomas Tuchel non ha ancora giocato una partita ai Mondiali 2026, ma si è già ritrovata protagonista di una vicenda che sembra uscita da un film. Durante il trasferimento del materiale della squadra dalla Florida al Missouri, infatti, una parte dell’equipaggiamento dei Tre Leoni è stata rubata. Un colpo che la stampa britannica ha definito un “furto colossale” e che rischia di creare più di un grattacapo allo staff tecnico a pochi giorni dall’esordio contro la Croazia.

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Spariti scarpini, palloni e materiale tecnico

Il furto è avvenuto mentre il carico viaggiava da West Palm Beach, sede del ritiro pre-Mondiale in Florida, allo Swope Soccer Village di Kansas City, dove l’Inghilterra resterà almeno per le prossime tre settimane. Proprio lì era previsto il primo allenamento ufficiale della squadra.

Secondo le ricostruzioni, dal furgone sarebbero scomparsi gli scarpini di alcuni dei giocatori più rappresentativi della nazionale, tra cui Harry Kane e Jude Bellingham, oltre ai palloni ufficiali del torneo e a numerose attrezzature utilizzate durante gli allenamenti. Fonti vicine alla squadra sostengono che, tra il materiale arrivato a destinazione, sarebbe rimasto addirittura un solo pallone. Ma non è tutto. Tra gli oggetti sottratti figurerebbero anche apparecchiature per l’analisi dei dati dei giocatori, lavagne tattiche utilizzate da Tuchel e persino lettini per i massaggi. In pratica, una parte significativa dell’arsenale logistico e tecnico preparato nei minimi dettagli dalla Football Association per la spedizione mondiale.

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Indaga la polizia: due persone fermate

La polizia di Kansas City ha aperto immediatamente un’indagine. In un comunicato ha confermato di stare verificando il furto di materiale da un veicolo della squadra inglese arrivato in città con diversi oggetti mancanti. Le autorità hanno inoltre reso noto che due persone sono state fermate e restano sotto osservazione nell’ambito delle indagini. Secondo alcune indiscrezioni riportate dalla stampa inglese, tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe anche un possibile coinvolgimento degli stessi autisti incaricati del trasporto del materiale. Al momento, però, non sono state formulate accuse ufficiali.

Una corsa contro il tempo prima della Croazia

La Football Association sta collaborando con le forze dell’ordine e, parallelamente, lavora per recuperare o sostituire il materiale sottratto. Una situazione tutt’altro che ideale per Tuchel, che aveva programmato nei dettagli la preparazione al debutto mondiale. L’Inghilterra arriva comunque da un periodo positivo. Nel ritiro in Florida ha disputato alcune amichevoli vincendo contro Nuova Zelanda e Costa Rica, in un clima che sembrava particolarmente sereno. Ora, però, oltre agli avversari, i Tre Leoni devono fare i conti anche con un imprevisto decisamente insolito: il debutto contro la Croazia è previsto mercoledì 17 giugno alle ore 22 italiane.

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