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Lotito scrive ai tifosi della Lazio, risposta gelida: “Ormai è tardi”

14 June 2026 at 10:30

Il presidente della Lazio tenta la via del disgelo con i tifosi tramite una lettera aperta. Rispedita, con tanto di due di picche, al mittente

Il rapporto fra Claudio Lotito e i tifosi della Lazio è al minimo storico. Non che fosse mai stato di rose e fiori, ma ormai le spine hanno preso il sopravvento. Il numero uno biancoceleste, dopo una stagione deludente e caratterizzata dallo sciopero del tifo organizzato che ha reso l’Olimpico un teatro mestamente vuoto, ha provato la via del disgelo scrivendo una lettera ai tifosi.

Lotito ai tifosi: “La Lazio viene prima di tutto”

Il presidente della Lazio ha scritto una lunga lettera, affrontando tutti i temi legati ai nodi che hanno portato allo strappo. Un appello, racchiuso in poche parole: “La Lazio prima di tutto”. Pres atto del disamore in seno alla piazza, ha provando a ricucire: “Scrivo a chi gioisce, a chi soffre, a chi è amareggiato e deluso. Non lo faccio per alimentare polemiche. Non lo faccio per chiedere indulgenza. Non lo faccio per dire che va tutto bene, perché non sarebbe rispettoso della vostra intelligenza. Lo faccio perché mi sembra doveroso, da Presidente della S.S. Lazio, condividere responsabilità e prospettive. E soprattutto perché credo sia arrivato il momento di provare ad aprire una fase nuova: di dialogo, ascolto, rispetto reciproco”.

I tifosi respingono la lettera al mittente: “Ormai è tardi”

La risposta sperata da Lotito non è evidentemente arrivata. Il tifo organizzato della Lazio scrive un comunicato che non lascia spazio alle interpretazioni: “Ormai è tardi. La lettera non aggiunge nulla alla sua gestione fallimentare della nostra amata Lazio. Non conosce il nostro mondo, non gli interessa. Lotito parla di storia, vuole aprire un rapporto con una tifoseria che ha umiliato, deriso e denunciato. I gruppi del tifo della sua lettera non se ne fanno nulla”. Una chiusura netta, accompagnata infine anche da quelle che saranno le prossime mosse del tifo organizzato. Lo sciopero in casa, la disdetta degli abbonamenti allo stadio e alla Pay – Tv è solo la punta dell’iceberg di un rapporto che affonda le radici nel gelo.

Le decisioni dei gruppi organizzati: disertare lo stadio e boicottaggio

Il tifo organizzato, a fine comunicato, ha ricalcato la linea delle ultime settimane. Al netto di lasciare ovviamente la discrezionalità a ogni tifoso di decidere che strada perseguire, la chiusura è netta e la presa di posizione altrettanto forte: i gruppi non entreranno allo stadio nelle partite casalinghe della Lazio, fatta eccezione per il derby con la Roma. Non sottoscriveranno alcun tipo di abbonamento, né all’Olimpico, né attraverso alle piattaforme pay per view. Infine boicotteranno tutte le attività legate alla presidenza, non sostenendo economicamente sponsor e partner legati alla Lazio e a Lotito. Una protesta che si allarga anche alla politica: fra le mosse del tifo organizzato c’è anche il “no” al voto a Forza Italia.

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Roma, Soulé si allontana: è la chiave del mercato giallorosso

14 June 2026 at 09:00

Dopo due anni di alti e bassi alla Roma, il calciatore argentino potrebbe essere il sacrificato da Gasperini per realizzare plusvalenze necessarie al club.

Matías Soulé si allontana dalla Roma. La posizione del calciatore argentino è sempre meno solida nelle gerarchie di Gian Piero Gasperini e del club. A Trigoria si devono fare i conti… con i conti e in questa ottica, l’argentino è un asset strategico. Ha mercato, anche importante, e il ricavato dalla sua cessione (si parla di non meno di 40 milioni) permetterebbe al club giallorosso di rientrare nei paletti del settlement agreement entro il prossimo 30 giugno e avere mani libere sul mercato.

Conti e plusvalenze: Soulé al centro delle strategie

La questione Soulé non è soltanto tecnica e rientra nell’alveo della strategia finanziaria tesa a chiudere il bilancio rispettando i parametri concordati con la UEFA. Tradotto in soldoni, perché di questo si stratta, alla Roma servono almeno 40 milioni. Esistono diversi modi per arrivare a questa cifra: vendendo più calciatori di basso profilo o sacrificando un big. Tutto lascia propendere verso la seconda ipotesi, anche perché le cessioni minori non sarebbero comunque sufficienti a racimolare il tesoretto necessario a garantire il risultato atteso a Nyon. Dunque, non resta che realizzare una corposa plusvalenza che permetta di avere la chiave per sbloccare il mercato in entrata in vista della prossima stagione.

Soulé è scontento e l’entourage non chiude alla cessione

Ad agevolare la cessione è anche la condizione del calciatore. Dopo un’annata fra alti e bassi, condizionata da una fastidiosa pubalgia che ne ha limitato il rendimento, Soulé pensa di cambiare aria. Anche perché la conferma di Dybala e la ricerca di un esterno sembrano segnali abbastanza chiari. Non è in cima ai desiderata del tecnico, né punterà i piedi per restare a Roma a tutti i costi. È deluso dall’esperienza in giallorosso che avrebbe dovuto schiudergli definitivamente le porte del grande calcio e invece ha chiuso sinanche la strada verso il primo Mondiale della sua carriera. Il CT dell’Argentina Scaloni infatti non lo ha tenuto in considerazione per le convocazioni, complice anche la discontinuità di impiego in giallorosso. Ecco perché il ragazzo, insieme al suo entourage, non chiude alla cessione ed è pronto a valutare offerte.

La Roma vuole vendere ma non svendere: le possibili destinazioni

Con queste premesse, l’addio sembra scontato. Termine che però non collima con il prezzo fissato per la cessione. Soulé è un patrimonio e la Roma non ha intenzione di svenderlo. Le manifestazioni di interesse non mancano, in primis dalla Premier, destinazione che né Soulé né la Roma disdegnano. In Inghilterra il mercato ha prezzi meno calmierati rispetto agli altri top campionati, dunque il club potrebbe tesaurizzare il massimo possibile dalla cessione e lo stesso calciatore strappare un ingaggio top. Ecco perché la pista inglese, al netto dell’interesse del Borussia Dortmund, sembra la più calda. Le possibili destinazioni? Aston Villa, ormai tornata ai vertici del calcio inglese e il Bournemouth che la ragionevole certezza di un posto da titolare e la vetrina dell’Europa League.

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