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I monaci di Cellole aprono le porte ai giovani e ai prof a San Gimignano: ritiri ed esperienze vissute nel ritmo della comunità

12 June 2026 at 16:08

Il monastero di Cellole, secondo la Regola di Bose, apre le porte ai docenti e ai ragazzi. La comunità monastica situata sulle colline di San Gimignano, dal 27 luglio al primo agosto ospiterà una settimana estiva rivolta ai giovani tra i 18 e i 35 anni dal titolo “L’Arte di Vivere e i suoi linguaggi” mentre dal 24 al 27 agosto organizzerà il sesto ritiro spirituale e formativo rivolta a insegnanti, educatori e dirigenti scolastici con Franco Vaccari, psicologo e fondatore di Rondine Cittadella della Pace, e Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, tra le voci più autorevoli in Italia sui temi dell’educazione e dell’accompagnamento delle giovani generazioni.

La prima iniziativa nasce dal desiderio di offrire ai giovani uno spazio in cui interrogarsi sul senso dell’esistenza, sulle sfide del nostro tempo e sulle forme attraverso cui l’essere umano esprime la propria ricerca di significato. Per sei giorni i partecipanti vivranno accanto alla comunità monastica di Cellole, condividendone ritmi, attività quotidiane e momenti di incontro.

Ogni pomeriggio sarà dedicato a un tema specifico attraverso il dialogo con ospiti che hanno trasformato la propria professione in una ricerca esistenziale e umana. Martedì 28 luglio sarà a Cellole, Omar Pedrini, cantautore rock, ex leader dei Timoria per parlare del del linguaggio della musica; mercoledì 29 luglio il relatore sarà il poeta Marco Piatti, che guiderà una riflessione sul linguaggio della poesia mentre il ì 30 luglio toccherà a Giovanni Covini, regista ad approfondirà il linguaggio della cura.

Venerdì 31 sarà fratel Emiliano Biadene, monaco, ad accompagnare i partecipanti nel linguaggio dell’Interiorità. Accanto agli incontri culturali, il programma prevede attività manuali insieme ai monaci (orto, giardinaggio, cucina e manutenzione del monastero), momenti di confronto, spazi di amicizia e la possibilità di partecipare liberamente alla preghiera monastica.

La partecipazione non prevede una quota fissa. La comunità chiede a ciascuno un contributo libero secondo le proprie possibilità, con una spesa orientativa media di circa 250 euro a persona, nella convinzione che nessuno debba essere escluso per motivi economici. Le iscrizioni sono aperte tramite il modulo online predisposto dal monastero.

Il secondo appuntamento per i docenti avrà come tema “Allenare alla vita attraverso la conoscenza del conflitto”, promosso nell’ambito del progetto “Educare alla vita”. Franco Vaccari guiderà una riflessione dal titolo “Dallo scontro all’incontro: un percorso di rinascita”, mentre Alberto Pellai affronterà il tema della “Generazione fragile: come allenare alla vita”, interrogandosi su ciò che accade oggi nell’età evolutiva e su quali strumenti siano necessari ai più giovani per affrontare le sfide della vita.

“Siamo molto contenti di offrire questa opportunità di confronto e riflessione. Siamo immersi in una cultura aggressiva e competitiva, che crea scarti e marginalità umane. È importante riacquisire la consapevolezza che ciò che apparentemente sembra solo dannoso e di ostacolo, nasconde a volte una possibilità di rinascita e ripartenza nella vita”, afferma fratel Emiliano. Altre informazioni si possono trovare sul sito della comunità oppure scrivendo a ospiti@monasterocellole.it.

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Pagine di diario: la zia bigliettaia, il traffico di Roma e le parodie a Matilde Serao

12 June 2026 at 06:40

Ho una zia inglese che ha appena compiuto 100 anni. Alla fine degli anni ’50 faceva la bigliettaia sugli autobus a Liverpool. Fra i clienti abituali della sua linea c’erano due ragazzini: salivano con le loro chitarre al piano superiore, dove era permesso fumare. Una volta quei due salirono a bordo con un terzo amico, anche lui con la chitarra. Dopo un po’ mia zia li sentì suonare una canzone bellissima, piena di ritmo, con tanto di coretti, e ne rimase davvero colpita. No, non erano Paul, George e John.

Nel 1921 Matilde Serao pubblicò un libro piuttosto bizzarro. Intitolato Preghiere, conteneva fra le altre la Preghiera della moglie che sta per tradire il marito per sentimento e la Preghiera del marito ingannato. I parodisti dell’epoca si sbizzarrirono. Achille Campanile aggiunse la Preghiera del debitore che forse non pagherà la cambiale (Dolce Gesù, domani mi scade la cambiale. Dovrei affannarmi tutt’oggi, bussare a molte porte perché ancora non ho il becco di un quattrino. Che devo fare, mio dolce Gesù? Busserò. Non hai tu detto: ‘Bussate e vi sarà aperto’? Ma devo per questo affannarmi tanto? Che accadrebbe, dopotutto, se non pagassi la cambiale? Sarebbe la fine del mondo? No! Non hai tu detto, mio dolce Gesù: ‘Il domani provvederà a se stesso’? Ebbene, la cambiale scade domani. Oggi non pensiamoci più! Domani mi proteggerai come sempre, mio dolce Gesù. Amen).

Cesare Zavattini la Preghiera della cocotte che esce di casa verso l’Ave Maria (Madonnina santa, fatemi la grazia di non farmi incontrare sul marciapiede nessun malvivente. Ci sono tante persone buone a questo mondo: fate che questa sera incontri soltanto persone buone. Qualche persona anziana, possibilmente, seria, qualche padre di famiglia che abbia, venendo con me, molta paura delle chiassate. Io mi accontento di così poco, dopotutto. Aiutatemi sempre, Madonnina mia! Amen!) e Guido Da Verona la Preghiera del ladro che sta per rubare un cero alla Vergine (Vergine santa, il sagrestano è finalmente uscito. La chiesa è deserta e mi vedete solo voi, vergine misericordiosa. Quali di questi due ceri devo rubare? Il più grosso o il più piccolo? Consigliatemi voi, madre pietosa, assistetemi voi! Non mi rispondete? Ah, lo capisco, Vergine santa: non vi importa nulla né del più grosso né del più piccolo. Anche senza la luce di questi due ceri, voi siete ugualmente splendida. Stella mattutina! Li prenderò dunque tutti e due. Grazie, mater dolorosa).

Tempi moderni. L’altro giorno a Roma una mia amica frena di colpo la Mini perché un pedone si è buttato impavido sulle strisce. Da dietro arriva una moto in velocità e inchioda all’ultimo momento. Il motociclista l’affianca e comincia a urlarle frasi di una volgarità inaudita. Arrivano al semaforo, è rosso. Quello continua a trascendere accanto al suo finestrino come un cocainomane rettiliano. La mia amica cerca di mantenere la situazione sotto controllo: “Che dovevo fare? Metterlo sotto?” Ma quello è irrefrenabile: “Sei frigida! Sei così perchè hai preso pochi cazzi!”.

La mia amica: “Lei è veramente maleducato. Mi chiedo che educazione le ha dato sua madre”. E a questo punto quello se ne esce con un argomento incredibile: “Mia madre m’ha dato un’ottima educazione. E sai perché? Perché mia madre prendeva un sacco di cazzi!” La mia amica, voce dal sen fuggita: “Eh, certo, perché era una puttana“. Lui resta di sale, scatta il verde, lei sgomma via. (Tutto vero.).

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