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Ольга Бузова вызвала скорую из-за травмы колена после падения в душе

12 June 2026 at 19:40

Певица и телеведущая Ольга Бузова обратилась за медицинской помощью после серьезной травмы колена.

По данным Telegram-канала Mash, артистка упала в душе и получила рассечение колена. Открытого перелома, по предварительной информации, нет. В настоящее время рассматривается вопрос о госпитализации Бузовой.

При этом певица отметила, что бригада скорой помощи задержалась и долго добиралась до места вызова.

Ранее Бузова поделилась своим опытом подготовки к спектаклю «Покровские ворота», в котором ей пришлось пойти на риск ради премьеры. По ее словам, на протяжении пяти дней у нее будут проблемы с голосом. Артистка добавила, что в постановке она выступает под фонограмму, что позволяет не напрягать голосовые связки. В процессе подготовки ее поддерживал лечащий фониатр, с которым она сотрудничает многие годы.

Ольга Бузова вызвала скорую из-за травмы колена после падения в душе • Опубликовано на FiNE NEWS

La “nota perfecta” de Ruiqi Jinzhang, la murciana con pleno de dieces en la Selectividad

12 June 2026 at 15:47

Hay personas que sacan buenas notas y otras, solo unas pocas, que consiguen la nota perfecta. La murciana de origen chino Ruiqi Jinzhang forma parte de ese reducido grupo que ha logrado la excelencia. Ha sacado un 10 en todos los exámenes de las Pruebas de Acceso a la Universidad (PAU), y también en todas las asignaturas de Bachillerato, lo que la convierte en la alumna con mejor calificación en la Selectividad de la Región de Murcia. “Y de España, porque nadie puede haberlo hecho mejor que ella. Como mucho, igual de bien”, puntualiza su madre, Weina Zhang, entre orgullosa y emocionada.

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© ALFONSO DURÁN

Ruiqi Jinzhang, la estudiante con la nota más alta de la PAU en la Región de Murcia, en el restaurante de sus padres.

Pechino: “Tartarughe e pesci spia nei nostri mari per rubare dati sensibili”. Così la Cina accusa le intelligence straniere

12 June 2026 at 11:07

Nuove accuse da parte di Pechino alle agenzie di intelligence occidentali, che usano tartarughe e pesci per carpire i segreti strategici della Cina attraverso sensori fissati al corpo degli animali marini. Il ministero della Sicurezza di Stato, in un post sui social media dal titolo ‘sotto il blu profondo, le correnti sotterranee stanno montando’, ha affermato che le agenzie di spionaggio internazionali stanno utilizzando “nuovi tipi di apparecchiature di spionaggio” per rubare dati marini sensibili. “In alcune acque della Cina sono stati scoperti animali marini relativamente grandi con sensori attaccati”, ha detto il ministero aggiungendo che le creature sono state trovate “nuotare in una zona specifica, raccogliendo dati sensibili sull’ambiente marino come la temperatura dell’acqua, la salinità e le correnti oceaniche, trasmettendoli all’estero via satellite”.

I sensori sui corpi di pesci e tartarughe sono finalizzati alla creazione di mappe subacquee. Oltre a questa tecnica, vengono utilizzate dalle agenzie straniere – spiega Pechino – boe di rilevamento, droni oceanici e dispositivi elettronici installati sulle navi, per sottrarre dati sensibili. Come riportato da Global Times, in un articolo pubblicato sull’account WeChat, il ministero ha spiegato che in alcune aree marittime cinesi sarebbero state individuate boe equipaggiate con sensori acustici ad alta precisione in grado di raccogliere dati in tempo reale, comprese le firme sonore dei sottomarini cinesi. Nello specifico, Pechino ha inoltre denunciato il ritrovamento di grandi animali marini, definiti “tartarughe spia” e “pesci spia”, equipaggiati con sensori per monitorare temperatura dell’acqua, salinità e correnti marine, con trasmissione dei dati via satellite all’estero. Secondo il ministero, anche alcune aziende straniere avrebbero promosso dispositivi elettronici per navi mercantili presentati come servizi marittimi, ma utilizzabili per monitorare attività portuali e raccogliere informazioni strategiche. Le autorità cinesi hanno invitato cittadini e armatori a segnalare dispositivi sospetti e a evitare installazioni di apparecchiature di origine sconosciuta.

Tra gli episodi e le notizie trapelate rispetto a tecniche di spionaggio, a giugno 2025 Pechino aveva accusato l’intelligence americana, la Central Intelligence Agency (Cia), di compiere un “assurdo” tentativo di reclutamento dei suoi cittadini tramite i video diffusi su X, social media peraltro al bando nella Repubblica popolare. Insomma, una campagna non basata sugli approcci segreti e riservati da film di Hollywood, ma con modalità chiare, alla luce del sole. All’epoca, il ministero della Sicurezza di Stato cinese aveva denunciato la pubblicazione dei video sulla piattaforma di Elon Musk: “annunci di lavoro” che invece andavano valutati come “stratagemma amatoriale” per convincere le persone a fare la spia per conto degli americani. La campagna di arruolamento della Cia per tutti i “delusi” dalla leadership cinese era stata illustrata in via ufficiale dal suo direttore John Ratcliffe, chiarendo che i video pubblicati già a maggio, che sollecitavano la condivisione di segreti di Stato, miravano a “reclutare funzionari cinesi per aiutare gli Stati Uniti”. Si trattava, spiegò nell’occasione Ratcliffe, “solo di uno dei tanti modi in cui stiamo modificando le nostre strategie”. All’epoca, Pechino condannò i post definendoli “una palese provocazione politica”. Un altro episodio attinente allo spionaggio che si era guadagnato per 17 giorni le prime pagine dei giornali, era stata la flotta di droni misteriosi che a dicembre 2023 aveva sorvolato la base militare di Langley, in Virginia, violando lo spazio aereo su una zona che ha la più alta concentrazione di strutture sensibili per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Un fenomeno che aveva innervosito il Pentagono e scatenato due settimane di incontri segreti alla Casa Bianca tra Joe Biden, funzionari dell’Fbi, del dipartimento della Difesa e dell’Homeland Security, tutti impegnati a capire se si trattasse di dronisti amatoriali o dell’infiltrazione di forze ostili agli Stati Uniti come Russia e Cina. Uno smacco per la difesa americana, come la storia del pallone spia cinese infine abbattuto su decisione di Biden.

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El Hospital Zendal, el único que cierra de noche y hace 10 TAC al año

12 June 2026 at 04:30

El denominado Hospital Enfermera Isabel Zendal es probablemente el más raro de España. Nadie pasa sin autorización, cierra de noche y quizás tenga la máquina de TAC menos usada del sistema sanitario. El aparato fue comprado poco después de la inauguración en diciembre de 2020 y al principio fue empleado intensamente para detectar neumonías, pero ha quedado en desuso hasta el punto de que solo hace 10 pruebas al año. Costó casi 400.000 euros y mantenerlo supone un gasto anual de 66.500 euros. Es un ejemplo más de la difícil reconversión de este centro en la periferia de la capital que ya no tiene hospitalizados. El único de sus tres pabellones que sigue activo cierra por las noches y los domingos.

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© Fernando Peinado

Fachada del Hospital Enfermera Isabel Zendal, este miércoles por la noche.

Lomo en freidora de aire, la receta a baja temperatura para que quede jugoso

12 June 2026 at 04:30
Frío, caliente, en bocata, como sea: está buenísimo

Si hay una carne que agradece una cocción lenta y respetuosa, es el lomo de cerdo: la diferencia entre un filete securrio y una pieza jugosa pasa por tener algo de paciencia, y poco más. Una vez lista, cortada en filetes más o menos finos puedes servirla caliente al plato con arroz, polenta, cuscús o patatas, cortarla en dados y añadirla a ensaladas o usarla como fiambre en bocadillo. Prepararla en ese horno de sobremesa que es la freidora de aire facilita la tarea porque a) da menos calor y b) no tienes que sacar los moldes de tarta y otros apechusques que se suelen guardar en el horno normal; pero obviamente también se puede preparar en él.

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La Cina ha usato ChatGPT per influenzare il dibattito Usa sui data center

12 June 2026 at 03:45

A prima vista è un caso di influenza digitale tra i tanti. Ma il nuovo report di OpenAI intercetta qualcosa di più strutturale: il punto in cui la competizione tra Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale si intreccia con la politica infrastrutturale americana. Secondo OpenAI, una rete di account con presunti legami con la Cina avrebbe utilizzato ChatGPT per produrre post in inglese contro la costruzione di nuovi data center negli Stati Uniti. I contenuti insistevano su un tema sensibile nel dibattito locale: l’aumento dei costi dell’elettricità e l’impatto delle grandi infrastrutture digitali sulle comunità. L’operazione è stata ribattezzata “Data Center Bandwagon” e attribuita a un soggetto privato cinese che lavorerebbe per il governo.

Bloomberg aggiunge il contesto: negli Stati Uniti la resistenza ai data center è in crescita. Secondo dati citati dall’agenzia, nel 2025 progetti per oltre 150 miliardi di dollari sono stati rallentati o bloccati da opposizioni locali. Le preoccupazioni riguardano consumi idrici, pressione sulle reti elettriche e impatto sulle bollette. È in questo spazio già polarizzato che si inserirebbero i contenuti individuati da OpenAI.

Il punto centrale, però, non è tanto la scala della campagna – definita limitata dalla stessa azienda – quanto la sua logica. Infatti, si inserisce in un contesto geopolitico particolare: la Cina ha ulteriormente elevato l’intelligenza artificiale a priorità nazionale, con il Quarto Plenum e il nuovo piano quinquennale che la collocano tra i pilastri della crescita tecnologica. Dunque, anche senza un coordinamento diretto, operazioni di questo tipo risultano coerenti con un obiettivo più ampio: rendere più difficile e più lenta la costruzione dell’infrastruttura che sostiene la leadership americana nell’AI. Non serve dimostrare un ordine esplicito. Il punto è che il sistema di incentivi – politico, industriale e tecnologico – converge verso la stessa direzione.

A questo si lega il tema di chi conduce queste operazioni. OpenAI descrive una struttura non statale diretta, ma una società privata che lavora per clienti pubblici a livello provinciale. È un dettaglio che si inserisce in una tendenza più ampia: la professionalizzazione dell’influence-for-hire. Rispetto alle prime campagne attribuite alla Cina, spesso rudimentali e facilmente individuabili, lo scenario si è evoluto. L’uso di intelligenza artificiale generativa e strumenti di analisi del sentiment permette oggi di produrre contenuti più credibili, adattati a pubblici specifici e inseriti in dibattiti reali invece che creati artificialmente. Non siamo ancora di fronte a operazioni particolarmente efficaci, ma la direzione è chiara: una filiera dell’influenza sempre più simile a un’industria.

Inoltre, gli account coinvolti non usavano ChatGPT solo per generare post pubblici, ma anche per produrre documenti interni e report destinati ai clienti. Questo dettaglio trasforma la natura del caso: per la prima volta su larga scala, una piattaforma di intelligenza artificiale non osserva solo il contenuto finale di una campagna, ma frammenti del suo processo produttivo. Strutture organizzative, obiettivi operativi, flussi di lavoro emergono indirettamente attraverso l’uso stesso dello strumento. In questo senso, le aziende di intelligenza artificiale non sono più soltanto fornitori di infrastruttura informativa: diventano anche osservatori privilegiati delle operazioni che transitano sulle loro piattaforme, con implicazioni dirette per il mondo dell’intelligence.

Infine, c’è il fatto che le attività attribuite alla rete cinese avrebbero utilizzato proprio ChatGPT per produrre contenuti destinati al pubblico americano. È un dettaglio che racconta un’asimmetria: per parlare efficacemente a un’audience occidentale, può essere più utile uno strumento sviluppato negli Stati Uniti che alternative cinesi operanti in un ambiente informativo più chiuso e censurato. L’intelligenza artificiale americana diventa così, paradossalmente, uno strumento dentro la competizione narrativa contro sé stessa.

Il report di OpenAI non descrive quindi solo una campagna di influenza, ma un ecosistema in trasformazione. Da un lato la crescente conflittualità attorno alle infrastrutture dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti, dall’altro la nascita di un mercato globale dell’influenza sempre più automatizzato e professionalizzato. La competizione tra Washington e Pechino si sposta così su un terreno ibrido: non solo chip, data center e modelli, ma anche la capacità di influenzare il dibattito pubblico che rende possibili – o ostacola – quelle stesse infrastrutture.

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