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Così Irini diventa il volto della nuova assertività europea in mare
Il 7 giugno una nave dell’operazione europea Irini ha effettuato un flag verification boarding della MV Sandhya in alto mare nell’ambito delle attività europee di contrasto alla cosiddetta shadow fleet russa. L’ispezione è arrivata pochi giorni dopo un’analoga operazione condotta il 1° giugno sulla MV Oneiroi e a meno di un mese da un precedente intervento sulla MV Nelsa, effettuato l’11 maggio. Le attività dell’operazione europea nel Mediterraneo raccontano qualcosa che va oltre la verifica di singole imbarcazioni sospettate di utilizzare una falsa registrazione di bandiera. Queste attività rappresentano uno dei segnali più evidenti dell’evoluzione in corso all’interno di IRINI e, più in generale, della crescente attenzione dell’Unione Europea verso la sicurezza marittima nel Mediterraneo.
Le operazioni sono state condotte sulla base dell’articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos), che consente alle navi militari di esercitare il diritto di visita in presenza di fondati sospetti relativi alla nazionalità di una nave. L’obiettivo è verificare l’autenticità della bandiera dichiarata quando emergono incongruenze documentali o comportamentali, condividendo poi le informazioni raccolte con gli Stati membri e le autorità competenti.
Dal punto di vista operativo si tratta di procedure previste dal diritto internazionale. Dal punto di vista politico, però, il loro significato è più ampio. Nata nel 2020 per contribuire all’attuazione dell’embargo sulle armi verso la Libia, Irini ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione. L’evoluzione del quadro di sicurezza regionale e il rafforzamento delle attività legate alla Maritime Situational Awareness hanno portato l’operazione ad assumere compiti che vanno oltre il dossier libico, pur mantenendo con esso il legame diretto.
La crescente attenzione verso le reti marittime utilizzate per aggirare i regimi sanzionatori europei si inserisce in questo percorso. Le attività di flag verification boarding vengono considerate a Bruxelles uno strumento utile per aumentare la trasparenza del traffico marittimo e ridurre le aree di opacità che caratterizzano una parte delle attività commerciali nel Mediterraneo.
D’altronde, la proliferazione di navi che operano con registrazioni sospette o con identità poco chiare rappresenta un problema che va oltre il singolo caso. Il rischio percepito è quello di una progressiva erosione delle regole che governano gli spazi marittimi, con la creazione di zone grigie suscettibili di essere sfruttate da attori statali e non statali.
Da qui la convinzione, sempre più diffusa nelle istituzioni europee, che l’Unione non possa limitarsi a monitorare tali fenomeni ma debba dimostrare la capacità di intervenire utilizzando gli strumenti previsti dal diritto internazionale.
La traiettoria di Irini si inserisce dunque in una riflessione più ampia sul ruolo dell’Europa come attore di sicurezza. Negli ultimi mesi il Servizio europeo per l’azione esterna (Eeas) ha più volte richiamato la necessità di rafforzare la presenza europea negli spazi marittimi strategici, mentre l’Alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha insistito sulla necessità che l’Europa sia in grado di proteggere in modo più efficace i propri interessi e il proprio vicinato.
In questo quadro, l’operazione nel Mediterraneo viene sempre più spesso considerata come uno dei pochi strumenti europei capaci di produrre effetti tangibili sul terreno. Non soltanto monitoraggio e raccolta di informazioni, ma anche attività in grado di esercitare una forma di pressione concreta sul traffico marittimo ritenuto sospetto.
All’interno dell’operazione questa maggiore assertività viene interpretata come un test della credibilità europea. La questione non riguarda soltanto la shadow fleet o l’applicazione delle sanzioni: il piano si sposta sulla capacità dell’Unione di agire come security provider in un’area che considera strategica come il Mediterraneo.
La percezione è che Bruxelles stia cercando di evitare che il bacino di raccordo geostrategico tra Europa e Asia diventi uno spazio caratterizzato da una crescente competizione incontrollata tra potenze esterne. In questo senso, le attività di Irini assumono anche una valenza di deterrenza e di presenza politica.
I boarding effettuati nelle ultime settimane non modificano da soli gli equilibri del Mediterraneo. Segnalano però una tendenza più ampia: la volontà dell’Unione Europea di utilizzare in modo più sistematico gli strumenti marittimi a propria disposizione per difendere regole, interessi e credibilità strategica. È una trasformazione ancora in corso. Ma i casi Sandhya, Oneiroi e Nelsa suggeriscono che il cambiamento sia già visibile sul mare. D’altronde, ad aprile, era stato il comandante dell’operazione, il contrammiraglio Marco Casapieri, a parlare con Decode39 di questa “nuova fase” dell’operazione, necessaria davanti l’evoluzione delle minacce.
Portugal continental enfrenta temperaturas elevadas entre quarta-feira e sábado
Portugal continental vai registar temperaturas elevadas entre 10 e 13 de junho, com a temperatura máxima a variar na sexta-feira entre os 35 e os 40 graus Celsius, adiantou hoje o Instituto Português do Mar e da Atmosfera (IPMA). Na quarta-feira (dia 10), a temperatura máxima irá variar entre os 25 e os 35ºC, com “exceção de alguns locais da faixa costeira, onde serão ligeiramente inferiores”…
- Il Fatto Quotidiano
- Castello delle Cerimonie, il Consiglio di Stato respinge il ricorso. Revocate le licenze all’hotel “La Sonrisa”: “Doccia gelata per i Polese”
Castello delle Cerimonie, il Consiglio di Stato respinge il ricorso. Revocate le licenze all’hotel “La Sonrisa”: “Doccia gelata per i Polese”
“Il Castello delle Cerimonie” è appeso a un filo. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso che la famiglia Polese, proprietaria della struttura a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, aveva presentato nella speranza di ribaltare l’ordinanza del Tar Campania, il quale aveva confermato la revoca delle licenze da parte del Comune.
L’ultimo colpo di scena
Come riporta Il Mattino, la sentenza delle scorse ore – una “doccia gelata” per i Polese come si legge sulla testata locale Metropolis – “dispone l’udienza pubblica per il prossimo 24 novembre per la decisione definitiva nel merito”. Nel frattempo, però, valgono gli atti del comune guidato dalla prima cittadina Ilaria Abagnale. Tra le ragioni che hanno spinto i giudici a pronunciarsi in questo senso c’è la sentenza definitiva del febbraio 2024 secondo cui i locali dell’hotel “La Sonrisa” sono abusivi e senza la destinazione turistica-ricettiva. Il provvedimento è stato firmato dai magistrati della Settima Sezione del Consiglio di Stato: il presidente Massimiliano Noccelli e i consiglieri Daniela Di Carlo, Raffaello Sestini, Pietro De Berardinis e Laura Marzano. “Resta da discutere il 9 luglio – aggiunge Repubblica – l’ultimo tentativo fatto dal pool di avvocati dei Polese”. La Cassazione dovrà pronunciarsi a proposito dei ricorsi avanzati dall’avvocato Dario Vannetiello per Imma Polese, figlia del “Boss” Antonio deceduto nel 2016, e dai legali Veronica Paturzo ed Andrea Castaldo per Agostino Polese, “finalizzati a ottenere l’annullamento della dichiarazione di inammissibilità della prima richiesta di revisione con la quale la difesa affermava che il reato di lottizzazione abusiva dovesse ritenersi insussistente”.
Quale destino per “La Sonrisa”?
Nelle scorse settimane i lavoratori della struttura ricettiva avevano scritto una lettera indirizzata alle istituzioni. Un accorato appello affinché non venissero ignorati e dimenticati: “Centinaia di lavoratori vivono sospesi tra paura e speranza. Le vicende giudiziarie devono seguire il loro corso. Nessuno chiede di ignorare la legge. Ma uno Stato giusto non può dimenticare le persone innocenti che rischiano di pagare il prezzo più alto”, erano state le loro parole. Intanto sul sito dell’hotel divenuto noto grazie al programma di Real Time sembra non sia più possibile effettuare prenotazioni. Segno che la storia de “La Sonrisa” con i suoi banchetti luculliani, i festeggiamenti fino a notte fonda e le sfilate degli ospiti in abiti spesso improbabili, potrebbe davvero essere vicina alla fine.
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