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“I miei figli avranno poco da ereditare: avranno le camicie da notte e i miei abiti. Quando hanno i soldi diventano bambaccioni”: così Orietta Berti

9 June 2026 at 15:09

Ospite di Caterina Balivo a La Volta Buona, Orietta Berti ha ripercorso alcuni momenti della sua vita privata e professionale, soffermandosi soprattutto sul rapporto con i figli Omar e Otis e sui sacrifici imposti da una carriera che l’ha tenuta per anni lontana da casa. Nel corso della trasmissione è stato trasmesso anche un momento di confronto con il figlio Otis, che ha ricordato come lui e il fratello siano cresciuti principalmente con le nonne mentre la madre era impegnata tra concerti, tournée e impegni televisivi: “Mio figlio Otis mi ha seguito per vent’anni poi ha detto ‘io voglio vedere crescere le mie bambine e voglio stare a casa, perché non voglio fare come hai fatto tu che ci hai fatto crescere dalle nonne’. Perché io ero sempre in giro per lavoro, non volevo portarli con me perché è una vita brutta nei camper”, ha raccontato Orietta.

Omar ha spiegato di non aver vissuto quella situazione come un trauma: “Mi sono abituato alla fine. Forse è mancata più a mio fratello”. Una riflessione che la cantante ha collegato all’età diversa dei due figli: “Perché era più piccolo”. Poi il ricordo delle nonne, figure fondamentali nella crescita di Omar e Otis: “Quando loro hanno perso le nonne è come se avessero perso la mamma. Sono stati proprio male perché li hanno cresciuti”.

Il momento più intenso dell’intervista è arrivato quando Caterina Balivo ha chiesto alla cantante se, guardandosi indietro, provasse dei sensi di colpa. La risposta è stata immediata: “Sì, sì, perché adesso che vedo le mie nipotine crescere giorno per giorno, ho detto: “I miei figli non li ho visti così”, capisci? Sentire le prime paroline, portarle a scuola tutti i giorni. Ci andavano le nonne. Mi è mancato questo e ho sbagliato. Ho sbagliato che prima devono essere il marito, i figli, la famiglia, poi dopo il lavoro. Invece io ho sempre fatto il contrario”.

Il matrimonio del figlio e il rito contro la pioggia

Durante l’intervista non sono mancati momenti più leggeri. Parlando delle prossime nozze del figlio Otis, Orietta ha scherzato: “Hanno una bambina di 4 e una di 7 anni, si sposano il 13 giugno, il giorno di Sant’Antonio da Padova. A me non piace andare ai matrimoni, ma a quello di mio figlio ci devo andare per forza”. E sul suo con Osvaldo Petarlini invece: “Siamo insieme da 59 anni. È proprio una cosa da me quella di stare tanti anni con una persona. Perché la mia vita così è stata tranquilla e mi ha permesso di concentrarmi sul lavoro che amo”.

Eredità

Spazio anche al tema dell’eredità. La cantante ha rivelato di possedere migliaia di abiti accumulati nel corso della carriera, molti dei quali indossati una sola volta: “È vero che i figli, quando hanno i soldi, diventano bambaccioni. Io non ho tanto da lasciargli perché ho investito tanto su me stessa, mi produco da sola i video e i dischi. Faccio tutto con i miei soldi. I miei figli avranno poco da ereditare: avranno le camicie da notte e i miei abiti“, ha rivelato.

Tra intelligenza artificiale e Sanremo

A 60 anni dall’inizio della sua carriera, Orietta Berti continua a guardare al futuro. Nel salotto di Rai 1 ha raccontato di utilizzare anche strumenti di intelligenza artificiale per il suo lavoro: “Ho scritto nuove canzoni con l’intelligenza artificiale. Ci lavoro già da un po’ perché il mio tecnico mi fa il provino con una voce generata che assomiglia alla mia, così capisco subito se la canzone fa per me. In questo modo imparo a intonarmi di più e a lavorare meno”. E alla domanda su un possibile ritorno al Festival, la cantante non chiude la porta: “Sanremo 2027? Vedremo, chi lo sa”.

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SuperKaraoke e la nostalgia impossibile: l’ibrido estivo di Michelle Hunziker tra gara amatoriale, concerto e show tv

9 June 2026 at 14:16

Il sospetto che far credere di avere rimesso in pista il Karaoke chiamandolo SuperKaraoke non fosse un’idea tra le più forti della tv lo avevamo avuto prima ancora della messa in onda. Ma uno aspetta, vede. E ora che abbiamo visto, non resta che confermare: era meglio continuare con l’ennesimo show musicale zeppo di cantanti con le loro hit estive (e passate, facciamo un medley e non ne parliamo più). Casomai, l’aggiunta del testo dei brani in sovraimpressione. Antani Summer Hits. Che poi, ‘Summer’: fa un certo effetto vedere il pubblico infagottato in piumini e giacconi mentre sul palco si celebra già l’estate tra maniche corte e atmosfera da bella stagione. Un piccolo cortocircuito climatico che tradisce la natura registrata dell’operazione.

Partiamo intanto da un punto preciso: è inutile andare a ripescare Fiorello, quei bei tempi, quella piccola rivoluzione televisiva. Questo format non ha nulla a che vedere con quella bellezza. E poco con la bellezza in generale. Il palco, per dirne una (poi, come promesso, non ci torniamo), non è una ribalta in mezzo alla gente ma un palco vero, da grande evento musicale. Il pubblico è numeroso, la piazza Trento e Trieste di Ferrara è piena zeppa e non c’è da stupirsi. Evento musicale e città di provincia si sposano, soprattutto se c’è di mezzo la tv, se ci sono cantanti noti sul palco e se si cantano hit. Perché le hit, bene dirlo, non mancano e chi è in piazza, molto probabilmente, canta e si diverte: da Sarà perché ti amo a Gloria, passando per 50 Special. Pezzi da jackpot Siae.

Ma il sentore di nostalgia che uno annusa mettendo insieme le parole “karaoke” e “tv” evapora non appena si capisce che siamo davanti all’ennesimo programma musicale pensato per riempire con dignità i palinsesti estivi. Un programma che fa pensare al ritorno del Karaoke e consegna invece un evento musicale classico, con varianti sul tema. Ingredienti tanti, forse troppi, da bouillabaisse televisiva.

I cantanti amatoriali sono divisi in quattro squadre. I capitani, speaker radiofonici noti, portano i loro interpreti del popolo all’attenzione della conduttrice Michelle Hunziker e del pubblico. Ad accompagnare le esibizioni spuntano anche nomi della musica italiana: Raf per Battito animale, Noemi per Sono solo parole. E poi Al Bano e Spagna. A decidere il vincitore è il voto della piazza di Ferrara.

Sicché siamo di fronte a un accrocco strano, né carne né pesce né niente. Un po’ gara canora, un po’ concerto in piazza del big di turno, q.b. di C’è posta per te, perché il vip canta accanto all’amatore e il sogno si realizza. E una spolverata di varietà televisivo: palco grande, belle luci, ballerini, conduttrice di livello. Insomma, c’è dentro un po’ di tutto tranne, forse, proprio quel senso di spontaneità e improvvisazione che aveva reso il Karaoke qualcosa di più di un semplice programma musicale. Gli ascolti, comunque, hanno premiato la scommessa: 2,181 milioni di spettatori e il 19,1% di share.

Sarà che l’estate è sempre più vicina e un sottofondo musicale, mentre si scrollano le pagine social, è sempre meglio dell’ennesimo talk sulla cronaca nera o di un film visto e rivisto su tre piattaforme prima di approdare sulla generalista. Se il motivo dell’interesse fosse invece canticchiare anche da casa grazie al testo in sovraimpressione, bene svelare un segretuccio: su Spotify esiste già lo stesso servizio. E, su certi brani, si può pure togliere la voce del cantante e lasciare soltanto la base. Un microfono, qualche amico, due birre e un po’ di incoscienza: quello, probabilmente, resta ancora il karaoke migliore.

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Per Mentana La7 è la ‘Tele anti Meloni’: che male c’è? Ora non si tiri fuori la storiella del pluralismo

9 June 2026 at 13:32

Ha destato scalpore e la solita prevedibile serie di commenti una recente presa di posizione di Enrico Mentana riguardo alla linea politica della rete televisiva in cui lavora ricoprendo incarichi di vertice. Tutto è cominciato sotto i miei occhi, a Tv talk. Si parlava con vari ospiti delle tendenze dell’informazione televisiva quando Mentana ha espresso una sua visione delle cose che ha provocato una certa sorpresa: se nel panorama televisivo italiano esiste una teleMeloni, bisogna riconoscere che in queste stagioni La7 ha svolto il ruolo di TeleantiMeloni.

Ovviamente la lettura è stata subito ripresa, sottolineata e diffusa dagli ambienti filogovernativi che hanno visto nelle parole di Mentana l’occasione per smentire tutte le polemiche sul telemelonismo. Ma la storia non si è esaurita perché pochi giorni dopo, negli incontri previsti annualmente a Dogliani, è toccato proprio a Mia Ceran, già protagonista del primo confronto, il compito di intervistare il direttore del TgLa7. E la questione ovviamente è riemersa, con Mentana che ha avuto tempo e modo di chiarire la sua posizione e di approfondire la sua analisi, osservando come l’antitelemelonismo di La7 si manifesti per esempio nella presenza prevalente, nei numerosi talk della rete, di ospiti dichiaratamente appartenenti all’area dell’opposizione al governo di destra.

Tutto ciò è molto evidente, direi inconfutabile, ma mi permetto di avanzare due obiezioni, la prima è un dettaglio, la seconda invece è radicale. La prima: forse sarebbe utile notare anche le sfumature dell’antimelonismo che si annida nei programmi di La7, osservare con che motivazioni e con che toni si manifesta, verificare come la critica al governo sia accompagnata in alcuni programmi da una critica non meno dura al lavoro dell’opposizione. A me personalmente piacerebbe sapere quali sono i motivi dell’avversione di Lilli Gruber nei confronti di Elly Schlein e della sua politica, apparsa in tutta evidenza nella lettura catastrofistica dei risultati del primo turno di amministrative.

Ma lasciamo da parte questi dettagli e consentitemi una domanda radicale: e se anche fosse? Se anche fosse vero, come sostanzialmente è, che La7 è profondamente, decisamente antimeloniana, antigovernativa, sempre critica nei confronti degli esponenti della maggioranza, dei loro atteggiamenti e delle loro posizioni, ebbene: che male ci sarebbe? Che male c’è se una rete privata, sia chiaro privata, che anche in considerazioni di scelte dettate dal marketing e dall’analisi del suo potenziale pubblico (qui nessuno è ingenuo) sceglie una linea così netta portandola avanti (sia chiaro anche questo) senza falsificazioni della realtà ma grazie a una sua lettura della realtà?

Spero che nessuno tiri fuori a questo punto la storiella del pluralismo, perché con cinque reti (e mezzo, visto il destino di Rai3) smaccatamente appiattite sul governo credo non sia proprio il caso. A meno che non si voglia pensare che tutte quelle reti nei loro programmi di informazione siano un esempio di obiettività tenendo ben separati i fatti dalle opinioni (ahahah…) mentre La7 è di parte, faziosa, ideologica ecc. Ma questo sono certo che non lo pensa neppure Mentana.

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Chiara Ferragni a Ballando con Le Stelle? Il tentativo di Milly Carlucci e le sue parole sulla nuova giuria: “Rifletteremo quest’estate”

9 June 2026 at 10:25

Milly Carlucci ha messo nel mirino Chiara Ferragni. Nuovamente, verrebbe da dire, perché già lo scorso anno aveva corteggiato l’imprenditrice da quasi trenta milioni di follower: “Chiara Ferragni a Ballando con le Stelle? L’ho chiamata ma al momento non se l’è sentita”, aveva dichiarato lo scorso anno la conduttrice. Carlucci, come svela il settimanale ‘Chi‘, è tornata alla carica e con il suo gruppo di lavoro ha chiesto all’ex moglie di Fedez di scendere in pista su Rai1 come concorrente il prossimo autunno.

“Ferragni ha declinato, seppur con cortesia, l’invito. Chiara è corteggiatissima dal piccolo schermo ma è concentrata sui nuovi progetti e sul fronte televisivo, come svelato da “Chi”, potrebbe dire sì solo a una docuserie su Netflix”, spiega il settimanale diretto da Massimo Borgnis. Carlucci, da sempre molto abile nella formazione del cast, riserverà sorprese e affronterà l’incognita giuria. Com’è noto, Selvaggia Lucarelli ha salutato lo show del sabato sera dopo dieci anni, accettando la conduzione del reality show “L’Isola dei Famosi“.

“Tutti fanno esercizio di fantasia. Noi siamo molto felici di questo esercizio di fantasia perché vuol dire tenere ‘Ballando con le stelle’ al centro dell’attenzione nazionale. Non faccio nessun toto-giuria perché, veramente, non ne stiamo parlando. È un argomento su cui dovremmo riflettere tutta l’estate per arrivare poi a una soluzione a settembre, visto che la giuria è il motore del programma. Adesso il primo argomento è il cast perché, senza cast, non c’è Ballando, poi vedremo chi siamo e capiremo che succederà. Selvaggia ha dichiarato di avere un percorso diverso con grande affetto e grande amicizia da parte nostra, ma penseremo più avanti a cosa dovrà succedere“, ha dichiarato Milly Carlucci nei giorni scorsi a margine della presentazione dell’evento ‘Campioni del mondo. Italia loves Unesco‘. “Comunque rimane il fatto che la nostra giuria è la più iconica e chiacchierata di tutto lo spettacolo italiano”, ha aggiunto. Se ci sarà una sostituzione secca o un cambio radicale si capirà nei prossimi mesi, quello che è certo è che la giuria non alzerà le palette per giudicare una performance di Chiara Ferragni.

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“Milo Infante lascia la Rai e passa a Mediaset”: sul piatto del Biscione una prima serata e un ruolo dirigenziale. Viale Mazzini: “Faremo di tutto per trattenerlo”

9 June 2026 at 08:49
Milo Infante lascia la Rai e passa a Mediaset“, lo annuncia il giornalista Davide Maggio. La notizia infiamma il telemercato estivo con l’arrivo sul tavolo di Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, delle dimissioni del conduttore di “Ore 14” e vicedirettore della direzione Approfondimenti. Dal Biscione non filtrano conferme ma nemmeno smentite, dalla direzione Rai guidata da Paolo Corsini fanno sapere che “faranno di tutto per trattenerlo“.
Secondo DavideMaggio.it, Mediaset avrebbe strappato il sì del volto storico del servizio pubblico mettendo sul piatto la conduzione di un programma di prima serata ma anche un ruolo apicale in azienda dal punto di vista dirigenziale. Infante è reduce da una stagione record, al pomeriggio “Ore 14” si è avvicinato spesso al 10% di share e in prima serata ha ottenuto lo stesso risultato battendo, a sorpresa, anche “Quarto Grado” di Gianlugi Nuzzi. Con l’addio di Mara Venier a “Domenica In” e il conseguente arrivo di Alberto Matano nel giorno festivo, Infante avrebbe ottenuto la guida del pomeriggio di Rai1. Così, com’è noto, non sarà.
C’è chi ipotizza il suo arrivo alla conduzione di “Quarto Grado” o “Dentro la notizia“, titoli ora nelle mani di Nuzzi, e chi accenna a un suo sbarco in prima serata su Italia 1. Al momento non ci sono firme o certezze ma il “caso Infante” infiamma il clima in Rai, in primis perché il giornalista non è certamente associato ai partiti di opposizione ma è stimato da sempre dalla Lega di Matteo Salvini. “C’è una frase che mi ha sempre accompagnato, io amo molto i libri di Stephen King: ‘Ci sono altri mondi al di fuori di questo’. E quindi vedremo, quello che sarà lo vedremo. Grazie a tutti, grazie di cuore”, aveva detto il giornalista al momento dei saluti nell’ultima puntata.
L’offerta della tv commerciale, come immaginabile, sarebbe economicamente rilevante. Infante in Rai ha uno stipendio “basso”, essendo un dirigente della tv pubblica rispetta il tetto dei 240 mila euro. Negli ultimi mesi, nonostante i numeri positivi, è finito nel mirino di Bruno Vespa che in diretta tv aveva protestato per la messa in onda in contemporanea di “Porta a Porta” e “Ore 14 di Sera”. Al pomeriggio ha accettato l’arrivo di una striscia informativa di Tommaso Cerno, “Due di picche” in onda dopo il Tg2 e prima di “Ore 14”.
E per finire lo scontro con Roberta Bruzzone. La rottura tra la criminologa e il giornalista era avvenuta, dopo una lunga collaborazione, lo scorso novembre. Uno scontro che ha certamente lasciato strascichi. Bruzzone ,oltre a partecipare come opinionista a “La Vita in Diretta“, è anche conduttrice di “Nella mente di Narciso“, una docuserie in onda su RaiPlay e Rai2 prodotta da “La Casa Rossa”, la società di proprietà di Francesca Verdini, compagna di Matteo Salvini. Nei giorni scorsi Infante ha segnalato il comportamento di Roberta Bruzzone al Comitato etico della Rai oltre che ai direttori Rai di competenza.Il conduttore sarebbe particolarmente risentito per alcuni commenti che la criminologa ha condiviso sui propri account social dopo la rottura. Ha consegnato un dossier sugli insulti rivolti a lui al comitato.

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