Cantor Miguel Bravo condenado a quatro anos e meio de prisão por crimes sexuais
Um homem de 52 anos ficou em prisão preventiva após incumprir medidas judiciais impostas num caso de violência doméstica em VRSA.
O conteúdo Prisão preventiva para suspeito de violência doméstica em VRSA aparece primeiro em Barlavento.

Paul Quinn will serve at least 14 years for the 2003 rape in Salford and could spend less time in prison than Malkinson
The government’s most senior law officer has been asked to review the “unduly lenient” prison sentence handed to a rapist who evaded police for nearly two decades in one of Britain’s biggest miscarriages of justice.
Paul Quinn was jailed last week for a minimum of 14 years, meaning he could spend less time in prison than Andrew Malkinson, who was wrongly convicted of his crime.
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© Photograph: Ron Fassbender/Alamy

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Today show host shares post saying ‘Bring her home’ months after disappearance of Nancy Guthrie from Arizona
Savannah Guthrie has shared another emotional plea for her missing mother as the search for 84-year-old Nancy Guthrie surpassed the four-month mark.
On Sunday, the anchor of NBC’s Today show posted an Instagram story featuring a painting of Jesus Christ and the words: “Oh my, my soul it cries out, soul, it cries out.” In a separate caption, Guthrie wrote: “Bring her home” with a yellow heart emoji.
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© Photograph: Jose Perez/Bauer-Griffin/GC Images

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Search enters third day after 12 people wounded in shooting near festival on Saturday and no arrests have been made
A search for suspects who wounded 12 people in a shooting in Toledo entered a third day on Monday as authorities in the Ohio city continued to piece together a timeline – and a prosecutor promised “justice will be swift and strong”.
All of the victims of Saturday’s attack at a downtown cultural festival, ranging in ages from 14 to 61, were in a stable condition late on Sunday, the Toledo police department said.
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© Photograph: Rebecca Benson/The Blade/AP

© Photograph: Rebecca Benson/The Blade/AP

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Suspect in custody at busy rail hub adjacent to Madison Square Garden one day before game three of NBA finals
Six people were stabbed in a Sunday night attack at New York’s Penn Station, authorities said, with Amtrak police saying a person believed to be homeless was being held in custody as a result.
The stabbings at the US’s busiest railroad hub came one day before thousands of basketball fans were expected at the third game of the NBA finals at the adjacent Madison Square Garden complex, although the events are not believed to be linked.
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© Photograph: John Lamparski/AFP/Getty Images

© Photograph: John Lamparski/AFP/Getty Images

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“Ho deciso di rompere questo silenzio, poiché il limite del tollerabile è stato ampiamente superato, e lo faccio unicamente attraverso queste righe”: dopo 22 anni, Kevin Pipitone ha deciso di intervenire pubblicamente per la prima volta sulla vicenda di sua sorella Denise. Fu davanti ai suoi occhi che la bimba fu rapita, ad appena quattro anni, il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. I due fratellini stavano giocando sul marciapiede davanti casa della nonna.
Il figlio di Piera Maggio e di Tony Pipitone ha affidato il suo lungo sfogo ai social per esprimere il proprio dissenso nei confronti del padre (contro cui in passato aveva già combattuto una battaglia legale per il mantenimento). Ecco le sue parole: “Mi trovo, purtroppo, a osservare persone che oggi si proclamano “padri”, dimenticando l’assenza – sia emotiva che economica – che ha caratterizzato il loro passato. È doveroso ricordare che chi non ha mai provveduto al mantenimento dei propri figli oggi non può arrogarsi certi titoli”. Quella del mantenimento è una questione emersa dopo il divorzio tra Piera Maggio, la madre di Denise e Tony Pipitone che è il padre putativo della bambina scomparsa. Perché Denise, li ricordiamo, è nata da una relazione extraconiugale tra la Maggio e Pietro Pulizzi quando entrambi erano già sposati rispettivamente con Tony Pipitone e Anna Corona.
Ed è proprio a Pulizzi che Kevin (che a differenza di Denise é il figlio naturale di Tony Pipitone) si rivolge: “Al contrario (di Pipitone, ndr), Pietro Pulizzi ha sempre agito con dedizione, senza mai chiedere nulla in cambio, mosso esclusivamente da un autentico legame affettivo. Se oggi dovessi cercare un esempio di cosa significhi essere un vero padre, saprei esattamente a chi guardare. Denise ed io siamo stati cresciuti da nostra madre e non diversamente, alla quale vedo oggi mancare di rispetto con inaccettabile continuità. A chiunque pretenda di cercare mia sorella, dico innanzitutto di rispettare prima nostra madre, colei che ci ha messo al mondo”.
Il fratello di Denise scrive ancora di non condividere “il senso di iniziative che, nei fatti, sembrano finalizzate solo a colpire le vere vittime di questa tragedia, sacrificando il dolore sull’altare dell’esposizione mediatica. Invito chiunque si muova in tal senso a guardare innanzitutto alle proprie dinamiche familiari anziché intrufolarsi in quelle altrui”. Di quali iniziative parla Kevin? Con ogni probabilità si rivolge ancora a suo padre che da qualche tempo chiede di riaprire le indagini sul sequestro e che di recente ha annunciato novità sul caso. Solo pochi giorni fa, Tony Pipitone aveva parlato di una “grandissima novità” nel caso con queste parole: “Entro fine dell’anno penso che qualcosa si saprà di buono. Almeno una prima verità, visto che in tutti questi anni non c’è stato nulla”. E l’uomo aveva lanciato un appello alle “persone che hanno fatto questo atto orribile per ritrovare una pista che mi riporti a mia figlia”. Pipitone si è affidato per le sue indagini alla criminologa Antonella Delfino Pesce che mesi fa ha rivelato l’esistenza di un nuovo testimone residente a Milano, fondamentale nel caso della scomparsa di Denise.
Il fratello di Denise non risparmia di esprimere il suo dissenso anche oltre i confini familiari quando scrive ancora: “Leggo poi le esternazioni di ex magistrati del caso che, a distanza di anni, puntano il dito contro la mia famiglia: mi chiedo il perché di tali illazioni proprio ora e non quando avevano il dovere istituzionale di indagare con efficacia. Viene spontaneo domandarsi cosa sia stato realmente operato nel 2004. Credo che ciascuno dovrebbe fare un profondo esame di coscienza, poiché appare evidente che la ricerca di visibilità prevalga spesso sulla ricerca della verità. Molti sembrano aver smarrito il senso di chi siano le vere vittime in questa vicenda”. Con ogni probabilità Kevin sembrerebbe rivolgersi all’ex magistrata Maria Angioni, che pochi giorni fa, ospite su Canale 122 del Gruppo Cusano ha denunciato lacune investigative, parlando di una traccia ematica nelle indagini rimasta senza riscontri. La Angioni ha parlato di questa macchia di sangue, facendo riferimento ai tanti faldoni sul caso di Denise. Secondo l’ex pm, nel fascicolo di indagine su Denise sarebbe emersa una traccia ematica rinvenuta in un luogo ritenuto significativo per le indagini.
Ma le parole più dure sono infine dirette da Kevin “al signore che oggi rivendica il ruolo di padre”. In particolare Kevin contesta a Tony Pipitone una sua passata dichiarazione in cui l’uomo disse: ‘Denise è nata in un contesto sbagliato e ci sta pure che l’abbiano rapita per questo motivo’. Parole a cui il figlio risponde con una domanda: “Mi chiedo: in quel contesto non viveva forse anche lui? Non vi vivevo io? Perché tali riflessioni non sono emerse prima? Vi è stata una costante volontà di restare estranei alla vicenda, salvo poi tornare sui propri passi, anni dopo, ricordando l’importanza di quel cognome – magari spinti da pressioni esterne – nonostante, in passato, fosse stata espressa chiaramente la volontà di rimanere distanti da tutta la faccenda. Purtroppo la coerenza è un’altra cosa”, dice Kevin accusando dunque il padre di disinteresse nei confronti della sua famiglia e di quanto è accaduto a Denise. Secondo il fratello di Denise: “Le sole vittime di questa vicenda, dopo Denise, sono mia mamma e Piero, non certo colui che, arrivando a un certo punto della sua vita, per sua volontà ha chiuso tutti i ponti che lo legavano a noi. E su questo ho la presunzione di affermare che sicuramente mia sorella sarebbe d’accordo con me. Non permetterò che le mie parole vengano strumentalizzate; servono solo a fissare la realtà che nessuno, meglio di me, ha vissuto. Non sostituitevi a noi”.
Stefano Giordano, legale di Antonino Pipitone e dell’Associazione “Bambini Scomparsi nel Cuore”, ha prontamente risposto alle durissime dichiarazioni di Kevin Pipitone. “Le ho lette con il rispetto che si deve a chi porta un dolore difficile, e con la tristezza di chi sa quanto questa vicenda abbia lacerato affetti e legami che nessun processo potrà mai riparare. Ma ho anche il dovere di dire la verità“, scrive l’avvocato.
Il processo di cui parla Giordano è quello a carico di Antonino Pipitone, sulla questione del mantenimento al figlio Kevin, conclusosi con l’assoluzione del suo assistito dall’accusa di “violazione degli obblighi di assistenza familiare”. A denunciarlo era stato proprio il figlio. Scrive ancora l’avvocato di Pipitone: “Io posso testimoniare direttamente che Antonino Pipitone non ha mai smesso di essere padre. Non ha mai smesso di voler bene ai suoi figli. Non ha mai smesso, soprattutto, di cercare Denise”. E ancora, ricorda il ruolo dell’associazione “Bambini Scomparsi nel Cuore” fondata da Antonino Pipitone: “Sta lavorando, sta ottenendo risultati concreti, sta finalmente aprendo strade nuove nella ricerca di Denise. Ed è precisamente in questo momento – non prima, non dopo – che arriva questo attacco”.
L'articolo Denise Pipitone, parla per la prima volta il fratello Kevin: “Ho deciso di rompere il silenzio, credo che ciascuno dovrebbe fare un profondo esame di coscienza” proviene da Il Fatto Quotidiano.


David Rush, who was arrested in May, stole millions from US government through ‘special access program’, officials say
A former executive intelligence agent who is accused of stealing more than $40m in gold bars from the CIA reportedly created a fake spy program to siphon money, the latest on his fraudulent activity, the Washington Post first reported.
David Rush, who was a senior-level employee of the Central Intelligence Agency (CIA) for 17 years, was arrested in May after FBI agents discovered Rush had taken 303 bullion bars, each about 2.2lbs, dozens of luxury watches, and more than $2m in foreign currency from his government office.
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© Photograph: Carolyn Kaster/AP

© Photograph: Carolyn Kaster/AP

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