Normal view

PCP quer transportes gratuitos e sugere soluções para tráfego “caótico” no Funchal

6 June 2026 at 19:39
A Direcção Concelhia do Funchal do Partido Comunista Português realizou este sábado, um encontro com os militantes do concelho para debater e analisar os graves problemas que afectam o quotidiano dos funchalenses. O foco central da iniciativa incidiu sobre a mobilidade urbana, explicam os comunistas. Para os mesmos, a circulação no Funchal tornou-se insustentável, particularmente […]

PS-M diz que GR tem de explicar porque lançou 3ª fase do novo Hospital por valor inferior ao que já tinha estimado

6 June 2026 at 19:32
O PS-M voltou, hoje, a exigir que o Governo Regional esclareça por que razão, tendo uma estimativa do custo da terceira fase da obra do novo hospital na ordem dos 320 milhões de euros, decidiu lançar o concurso para a empreitada por menos 55 milhões de euros. A decisão levou a que não tenha havido […]

Quale politica estera per la casa riformista e il centrosinistra? Lettera aperta a Matteo Renzi

6 June 2026 at 17:22

Caro Matteo,

in un paper di Tactital Report (think thank specializzato da molti anni su Golfo e Medio Oriente) ho letto che all’interno della amministrazione americana si sarebbe acceso un vivace dibattito a proposito della “politica dei due forni” attuata dalle monarchie del Golfo rispetto agli Stati Uniti e alla Cina. Data la tua esperienza dal vivo nel board del FII e in vista della imminente conferenza a Roma ti segnalo alcuni interrogativi di portata strategica che non riguardano ovviamente solo Italia Viva, ma tutta la futura politica estera del centrosinistra nel medio e lungo periodo, ben oltre i noti problemi suscitati dalla presenza di Donald Trump alla Casa Bianca.

Mentre una puntuale critica alla politiche di Trump è un elemento di convergenza che accomuna tutte le forze di centrosinistra (e recentemente anche il centro destra) sulla Cina non è così. Di fronte alle numerose violazioni dei diritti umani e persino alla manipolazione delle comunicazioni dell’Interpol si assiste a un silenzio imbarazzante. L’ultimo rapporto di Freedom House sulla Cina è davvero impressionante.

Esso dimostra che il regime di Pechino costituisce l’esatto opposto delle democrazie europee (Stato di diritto; libertà civili, politiche, sindacali e religiose; diritti della persona; libertà di stampa; diritti delle minoranze). Un aspetto su cui spesso si sorvola è la sorveglianza digitale di massa che irrobustita dalle recenti scoperte in materia di Intelligenza Artificiale ci consente di definire il regime di Pechino come vero e proprio emblema del totalitarismo politico-digitale.

Non si tratta solo di libertà negate. Come affrontare il gigante tecnologico cinese è anche un grande tema di sicurezza nazionale. Se un buon grado di cooperazione economico-commerciale è auspicabile perché utile al nostro sistema imprenditoriale e genera occupazione sino a che punto possiamo spingerci? Non c’è spazio qui per trattare il protezionismo economico cinese, ma qual è la linea rossa nel campo della politica estera? Questo contributo si concentra su un tema specifico di grande rilevo per l’Italia: quali conseguenze potrebbe avere per i nostri interessi nazionali (e per l’Europa) una espansione politico-miltare della Cina nell’area del Golfo? Si tratta peraltro di domande connesse alla imminente strategia triennale per la sicurezza nazionale che dovrebbero interessare tutte le forze politiche italiane (e le loro proiezioni in Europa). La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha infatti dato seguito anche se solo in via amministrativa alla proposta depositata dal presidente del Copasir, Lorenzo Guerini.

Mentre le differenze del centro sinistra sulla Ucraina sono ben note (e difficili da ricomporre per le miopi e propagandistiche posizioni dei 5 Stelle) manca ancora un’analisi strategica delle relazioni tra Cina e monarchie del Golfo, tema decisivo sul piano energetico, finanziario, militare e sopratutto politico. Nel rapporto che ho citato all’ inizio la principale preoccupazione degli analisti americani dopo l’incontro tra Trump e Xi Jin Ping è che la Cina intenda cambiare la sua postura nel Golfo ovvero passare dalla condizione di importante partner commerciale-finanziario a protagonista nel dominio della sicurezza, della difesa e delle tecnologie dual use.

I temi sensibili su cui le agenzie di intelligence e i think thank degli Stati Uniti si stanno interrogando sul nuovo ruolo della Cina sono i seguenti: integrazione satellitare, uso mirato dell’Intelligenza Artificiale, partnership nella progettazione e produzione di droni, sistemi portuali e, infine, accordi logistico-miltari di lungo termine. Nonostante gli inediti e gravi attacchi missilistici dell’Iran contro i paesi del Golfo il Qatar, gli Emirati, ‘Arabia Saudita e l’ Oman hanno, infatti, ripreso la collaborazione a 360 gradi con Pechino. Per quanto riguarda gli Emirati pare che – pur mantenendo la cooperazione con gli Stati Uniti nella difesa aerea (presumo perché più efficace) – Abu Dhabi intenda affidarsi a tecnologie e reti digitali del Dragone per mettere in sicurezza i porti, il sistema doganale, le zone industriali e l’intero comparto aerospaziale. Per quanto riguarda l’ Oman il più grosso timore è che il Porto di Duqm possa diventare un supporto operativo per la Marina Militare del Dragone. Per quanto riguarda il Qatar il Comando Usa di Centocom starebbero cercando di contrastare alcune operazioni riservate di Doha con la con la Cina.

Ma il dossier più importante riguarda l’Arabia Saudita. Nonostante le abituali esternazioni “ottimistiche” di Donald Trump il Regno avrebbe fatto sapere con chiarezza agli americani che aziende cinesi potranno partecipare liberamente alle gare per i sistemi di difesa aerea e la produzione di droni. Forse per questo l’emittente Al Arabya ha dato spazio al punto di vista cinese. In queste settimane Marco Rubio nel suo duplice ruolo di Consigliere per la Sicurezza Nazionale e Segretario di Stato sta seguendo una complessa istruttoria politico-diplomatica per conto del presidente.

Per quanto riguarda la difesa aerea in seguito alle numerose falle emerse il mese scorso il Pentagono vorrebbe creare un unico comando centralizzato per tutti i sistemi difensivi dei diversi paesi del Golfo. A questo proposito nel rapporto di Tacital Report da cui ho preso spunto si chiarisce che l’Arabia Saudita sarebbe stata avvertita che – di fronte ad una crescita di tecnologie duali, device o rete proveniente dalla Cina ci sarebbero significative restrizioni a tutti i programmi di cooperazione militare in materia di interoperabiltà dei sistemi e di supporto per reagire in tempo reale agli attacchi di missili e droni. A Washington si discute inoltre di sanzionare i semiconduttori avanzati e le piattaforme di Intelligenza Artificiale che sono espressione di joint ventures tra Cina e i fondi sovrani dei paesi del Golfo, compresi i programmi di telecomunicazione 5G.

Caro Matteo, come vedi sono voluto entrare nel merito di dilemmi politici complessi e mi scuso per la lunghezza. Ci tengo davvero molto a un tuo parere perché penso che in un mondo lacerato dalle guerre e sempre più interdipendente sia davvero importante che il centrosinistra in Italia e in tutta Europa continui a difendere i valori di libertà e democrazia che sono alla base della nostra convivenza e che dopo secoli di guerre hanno consentito all’Europa ottanta anni di pace. L’Italia può dare un grande contributo alla politica estera europea e in questa prospettiva il centro sinistra ha il dovere di presentare un programma chiaro, e coerente in termini dei valori e degli interessi che intendiamo rappresentare.

“Bisogna tassare i ricchi, basta essere subalterni alla destra”: da Milano l’appello di Sinistra italiana con Podemos e la France Inosumise

6 June 2026 at 16:46

Mentre nel campo progressista si torna a litigare sulla necessità o meno di una patrimoniale, Sinistra Italiana a Milano ha riunito una ventina di europarlamentari della European Left Alliance (Ela) per rilanciare la necessità di una tassa per i più ricchi. Sul palco della Santeria Toscana, zona Sud della città, sono intervenuti il segretario Nicola Fratoianni e l’eurodeputata Avs Ilaria Salis, ma anche l’europarlamentare spagnola di Podemos Irene Montero e la collega de la France Insoumise Manon Aubry. Sul palco del locale milanese campeggiava la scritta “Tax the rich”, proprio di fronte alla sede de “il Pane quotidiano”, l’associazione laica che ogni giorno distribuisce cibo a chi ne ha bisogno.

In Italia, ha esordito Fratoianni, “il 10% della popolazione detiene il 60% della ricchezza. Bisogna intervenire perché è inaccettabile che mentre la ricchezza complessiva cresce, aumenta anno dopo anno la povertà assoluta”. L’obiettivo, sostenuto dai partecipanti europei all’evento di Milano, è quello di recuperare risorse dalla fascia di popolazione più ricca.

Mikhail Maslennikov, membro di Oxfam, ha spiegato la loro proposta di introdurre una tassa sui grandi patrimoni che coinvolgerebbe lo 0,5% dei cittadini con un gettito stimato tra i 13 e i 16 miliardi di euro. Il leader di Avs ha affermato dal palco che con gli alleati di Ela verranno studiati gli strumenti migliori per portare avanti la proposta, avendo in mente diverse soluzioni. “Dalla tassa sui grandi patrimoni fino alla riforma, nel caso italiano, del sistema del prelievo sull’Irpef che è ormai anti-progressivo e in violazione della Costituzione – ha detto -. Si tratta di una proposta ragionevole, di buon senso e riformista”. Tra le idee però c’è anche quella di una tassa di successione che, ha continuato Fratoianni, “non esiste in Italia, con percentuali ridicole del 3-4% e con esenzioni di 1 milione di euro per ogni figlio: storture che vanno corrette”.

Proprio nell’ottica di un’alleanza internazionale, all’evento milanese hanno partecipato anche i membri dei principali partiti della sinistra europea. Sono i loro gli interventi più duri, in particolare quelli della europarlamentare spagnola di Podemos, Irene Montero, e dell’europarlamentare di La France Insoumise, Manon Aubrey. “La ricchezza non è onesta. La ricchezza è un grande furto – ha detto Montero -. Ci obbligano a guardare coloro che ci derubano. Non c’è proposta più giusta che possiamo fare per la nostra società che dire chiaramente ai ricchi di restituire ciò che è stato rubato”. Della stessa opinione anche la francese che dal palco ha parlato della necessità storica di “bandire i miliardari” per “salvare la democrazia”.

Dal palco non sono mancati i riferimenti alle divisioni con il campo largo. “Ogni volta che osiamo avanzare questa proposta – ha commentato Fratoianni – ricomincia la solita litania e ci accusano di essere radicali. Ai colleghi dell’ala progressista dico: la sinistra in questi anni ha subito una pesante subalternità culturale nei confronti della destra, soprattutto sul tema del fisco. È ora di dire basta”. Al leader di Sinistra Italiana ha fatto eco la deputata Elisabetta Piccolotti: “Siamo convinti che il tempo ci darà ragione e anche che i nostri alleati, che ora sono perplessi, nel tempo si convinceranno”. Poi un riferimento al governo: “La destra fa campagna brutale contro di noi dicendo che vogliamo tassare il ceto medio. Al contrario vogliamo dare sollievo ai lavoratori che pagano molte più tasse dei milionari. A Giorgia Meloni diciamo: scegliete voi la soglia da cui tassare, perché non ne esiste una incapace di ridistribuire ricchezze”.

Mentre dal palco di Milano si parlava di patrimoniale, quasi in parallelo, è arrivato un parziale stop da parte della segretaria del Pd, Elly Schlein:Non è tra le cose già condivise nel programma dell’alleanza progressista”, ha spiegato parlando al convegno dei giovani imprenditori di Confindustria a Rapallo, sottolineando però che “ne discuteremo” anche se “non è tra le cose condivise”. Proprio Schlein, intervistata sul Nove da Accordi&Disaccordi, solo il primo giugno aveva detto: “Tassare i super-ricchi non dev’essere un tabù”. Una frase che ha provocato le polemiche dentro lo stesso campo progressista.

Secondo Fratoianni, “i cittadini in larga maggioranza sono già favorevoli”. Dopo le parole di Schlein, a Piazza Pulita su La7 era intervenuto leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a paventare il rischio della fuga dei capitali: “La patrimoniale funziona come slogan ma nella realtà dei fatti spinge i ricchi ad andare via: bisogna piuttosto diminuire le tasse ai poveri”. Sulla questione è intervenuta anche l’eurodeputata Ilaria Salis, presente a Milano: “Occorre impedire che i ricchi possano trasferire la loro residenza fiscale. Si può fare una legge europea e muoversi con gli altri Paesi”.

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Tassare i super ricchi, Schlein frena dopo le polemiche: “La patrimoniale non è nel programma dell’alleanza progressista”

“La patrimoniale non è tra le cose già condivise nel programma dell’alleanza progressista, come ho detto sempre ne discuteremo ma non è all’ordine del giorno”. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ospite a Rapallo (Genova) al 55esimo convegno nazionale dei giovani imprenditori di Confindustria, frena sulla patrimoniale dopo le polemiche per le sue affermazioni sulla tassazione dei super ricchi.

Ospite ad Accordi&Disaccordi il 30 maggio scorso, la segretaria dem aveva parlato del tassare i super ricchi e i grandi patrimoni, sottolineando che non dovrebbe essere “un tabù” e di essere “sempre stata favorevole” a introdurre una tassazione a livello europeo. Parole che avevano fatto storcere il naso al centrodestra. Mentre la deputata M5s, Vittoria Baldino, aveva sottolineato che la patrimoniale, in questo momento, “è fumo negli occhi” e che non è inclusa nel programma in discussione.

“Ho letto le dichiarazioni che ha fatto ieri Elly Schlein: se il tema è che questo punto (la patrimoniale ndr.) non è ancora stato definito come un punto del programma – ha ribattuto Nicola Fratoianni a margine dell’assemblea di European Left Alliance – è vero, ci sono altre leggi, altre proposte che sono già definite, firmate da tutte le forze politiche, sono largamente assunte come un punto programmatico, dal salario minimo alla riduzione dell’orario di lavoro”. “Se il tema è che di questo non si deve discutere, allora non sono d’accordo, ma non credo che si tratti di questo – ha spiegato -. In ogni caso lo verificheremo, perché redistribuire la ricchezza è fondamentale e soprattutto è una questione su cui esiste una solida maggioranza nel Paese”.

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João Campos investe na Metropolitana a partir de Jaboatão

6 June 2026 at 11:25

Da mesma forma que a governadora Raquel Lyra tem se dividido entre a Região Metropolitana e o Interior, fazendo entregas de obras e serviços com o pé no acelerador pois só pode continuar essa programação até o dia 04 de julho por determinação da legislação eleitoral, o ex-prefeito João Campos começou esta sexta-feira a dividir sua agenda entre o interior e o Grande Recife. E começou por Jaboatão dos Guararapes um movimento importante nesta fase da pré-campanha que é a visita a mercados como o das Mangueiras, em Prazeres, onde muita gente se concentra a partir da quinta-feira.

João chegou ao mercado acompanhado do pré-candidato a vice-governador Carlos Costa, de Marília Arraes, Elias e Betinho Gomes, dos deputados estaduais Eriberto Filho (PSB) e João Paulo Costa (PV) e de alguns vereadores, sendo dois deles da base da governadora Raquel Lyra. No local, ele promoveu mais um rodada do “Anota Aí”, iniciativa de escuta popular realizada em locais de grande circulação e que foi inaugurada no sertão pelo pré-candidato a governador. As pessoas que se pronunciaram se queixaram de falta de segurança, da assistência à saúde e a crianças com Transtorno do Espectro Autista (TEA).

Numa referência indireta à governadora Raquel Lyra ele disse em sua fala: “vai chegar um tempo em Pernambuco, e está muito perto, em que a gente vai ter gente que sabe tirar do papel e fazer com que as coisas aconteçam na Região Metropolitana. A partir do ano que vem, com fé em Deus e no povo, Pernambuco vai ter um governador que trabalha de verdade.” Após a programação jaboatonense, João Campos viajou para o interior onde visitará 10 cidades do sertão e do agreste no final de semana.

PSD chega a 78 prefeitos e aguarda mais

Como informou recentemente este blog, o Palácio do Campos das Princesas tem recebido diariamente prefeitos de oposição querendo se incorporar à campanha da governadora Raquel Lyra. Esta sexta-feira foi a vez da prefeita de Ribeirão, na Mata Sul, Carol Jordão, eleita pelo PSB, ser recebida pela governadora após se filiar ao PSD, mesmo partido da governadora. Outro prefeito que está para se filiar é o de Primavera, também do PSB do ex-prefeito João Campos, Jayson Falcão.

Humberto avança na base de Raquel

O senador Humberto Costa tem conseguido progressos entre prefeitos que apoiam a governadora Raquel Lyra. O mais importante deles, o prefeito de Caruaru, Rodrigo Pinheiro, fechou parceria com o senador petista e disse que o segundo nome que vai apoiar depende da governadora, mas informou que antes de apoiar Humberto explicou para ela os motivos que o levaram a este gesto. Humberto enviou emendas para Caruaru e sempre esteve presente no município em seu mandato.

Dueire, o tercius?

Depois que a governadora Raquel Lyra deu claros sinais de que vai continuar com a vice Priscila Krause, o nome do senador Fernando Dueire ganhou mais realce na luta pelo Senado. Como a segunda vaga está destinada à Federação União Progressista – a primeira é de Túlio Gadelha – se houver impasse instransponível entre o deputado federal Eduardo da Fonte (PP) e Miguel Coelho (União Brasil) Dueire deve ser escolhido como tertius pois tem direito a disputar a reeleição.

PERGUNTA QUE NÃO QUER CALAR

Afinal, qual vai ser a chapa para o Senado da governadora Raquel Lyra?

© Divulgação

Antes de visita ao Mercado das Mangueiras João Campos se reuniu com comerciantes

Vannacci attacca (ancora) Marina Berlusconi: “Non capisco perché parli a nome di Forza Italia, non ha ruolo politico”

6 June 2026 at 14:55

Roberto Vannacci torna ad attaccare Marina Berlusconi. Dopo aver parlato di Forza Italia come di un partito “eterodiretto dal denaro e dall’editoria”, a margine della presentazione oggi a Viareggio dei nuovi ingressi in Futuro Nazionale, il leader, ex leghista, ha rincarato la dose: “Marina Berlusconi mi può stare simpaticissima, non capisco perché parli a nome di Forza Italia quando non svolge un ruolo politico“.

Il riferimento è al “veto” della primogenita di Berlusconi che ha dato la linea al partito affermando che “non è possibile” stare “in coalizione con Vannacci”.

“Le coalizioni sono possibili purché le nostre linee rosse non vengano oltrepassate, sono quelle che definiscono la curva in viluppo entro la quale si può intavolare discussione, negoziazione e possibilità di collaborare”, ha detto ancora il leader di Futuro Nazionale.

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Responsabilità dei magistrati, Fi insiste per una legge: “Per noi è irrinunciabile”. Ma Nordio fa muro: “Inutile e insensata”

6 June 2026 at 14:24

“Sosteniamo il sacrosanto diritto del cittadino colpito da malagiustizia a essere risarcito”. Dopo lo scontro con Fratelli d’Italia al vertice di maggioranza di mercoledì, Forza Italia torna a sfidare gli alleati sul tema della responsabilità civile dei magistrati, la bandiera scelta dagli azzurri in tema giustizia per l’ultima parte di legislatura. Nelle scorse settimane, nell’ambito del nuovo corso chiesto da Marina Berlusconi, il capogruppo alla Camera Enrico Costa ha chiesto un provvedimento per ampliare i casi in cui giudici e pm possono essere chiamati a risarcire i danni causati dalle loro decisioni: l’idea è di intervenire sulla norma per cui “non può dar luogo a responsabilità l’attività di interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove“, nonché sulla definizione di “colpa grave” che fonda la responsabilità. Il ministro Carlo Nordio – ispirato da FdI – aveva alzato un muro da subito: “Non è nel programma, né all’ordine del giorno e, per quanto mi riguarda, non lo sarà”, ha tagliato corto. Costa, però, non si arrende e rilancia con una nota congiunta firmata insieme all’omologa al Senato, Stefania Craxi: “Rendere effettiva la responsabilità civile del magistrato significa mettere al centro la persona, i suoi diritti e le sue libertà”, si legge. “La centralità della persona è un principio che appartiene al dna di Forza Italia e della sua azione politica, ed è la chiave con cui va affrontato il tema”.

“A scanso di equivoci”, sottolineano i due capigruppo, “non parliamo di censure alla discrezionalità di giudizio delle toghe, ma di errori gravi per i quali le persone hanno perso libertà, lavoro, risparmi e occasioni professionali e imprenditoriali, hanno avuto la reputazione infangata e subìto il tracollo della propria attività e la disgregazione della famiglia. In 15 anni, soltanto 15 vittime di malagiustizia hanno ottenuto il risarcimento del danno: una all’anno, per colpa di una legge inadeguata. È mai possibile? Nell’identità liberale che ci anima, la priorità è la tutela del cittadino e dei suoi diritti, specialmente se a violarli è lo Stato”, incalzano. I berlusconiani replicano anche al mantra di Nordio – ripetuto ancora sabato in un’intervista a Repubblica – secondo cui i magistrati inadeguati “non vanno colpiti nel portafoglio ma nella carriera“, cioè sul piano disciplinare: “La responsabilità civile non è uno strumento per “colpire” nel portafoglio il magistrato che sbaglia, ma un istituto di tutela di fronte alle ingiustizie. Ecco perché il ballottaggio tra responsabilità civile e responsabilità disciplinare a nostro parere non è appropriato: si tratta di istituti giuridici con natura e finalità diverse. E dev’essere chiaro che per Forza Italia la tutela dei diritti del cittadino è una missione irrinunciabile”.

Non passa nemmeno mezza giornata, però, che il Guardasigilli torna a respingere gli alleati usando la stessa argomentazione: “La responsabilità civile dei magistrati secondo me è un provvedimento inutile, perché colpire il magistrato inetto, inadeguato, indegno, impreparato sul portafoglio non ha nessuna deterrenza e non ha neanche nessuna efficacia sanzionatoria, perché sono e siamo tutti ultra-assicurati”, dice alla festa del Foglio a Venezia. “Io capisco il principio “chi sbaglia paga”, e il nostro referendum era fondato su quello, perché avevamo previsto il sorteggio nella sezione disciplinare (del Csm, ndr) proprio per evitare la giustizia domestica. Bocciato questo, l’idea anche di costituire un tavolo tecnico per discutere la responsabilità civile dei magistrati, a parte che in questa legislatura non avremmo il tempo di portarlo in Parlamento, rischia di essere una specie di surrogato – su cui discuteremo – ma che vedo inutile”, ripete. “Non c’è nessun senso nel sanzionare pecuniariamente un magistrato inadeguato. Va invece sanzionato nella carriera, nella promozione o addirittura nel caso di inadeguatezza assoluta con la rimozione. Cioè, o deve cambiare mestiere o magari deve cambiare ufficio”. Nordio frena anche sulle altre riforme spinte da Forza Italia, quelle della prescrizione e del sequestro degli smartphone, già approvate in un ramo del Parlamento ma ferme rispettivamente al Senato e alla Camera: “Il Parlamento è sovrano e deciderà”, si limita a dire. Ma allo stesso tempo pronuncia parole simili a una resa dopo la sconfitta al referendum costituzionale: “È chiaro che di fronte a una manifestazione di volontà popolare, che può essere interpretata in mille modi – politico, emotivo o altro – però è stata manifestata e va rispettata, il cammino delle riforme è molto più difficile“, ammette.

Forza Italia però non ha intenzione di abbandonare la sua crociata. Sull’ampliamento della responsabilità civile Costa ha battuto sabato anche in un’intervista al Corriere: “È falso che metta a rischio l’indipendenza della magistratura. Autonomia non significa immunità. Anche di fronte a macroscopici errori, il magistrato non è mai chiamato a rispondere”. La legge attuale, sostiene il deputato, “prevede limitazioni che non fanno scattare la responsabilità del magistrato neppure di fronte a enormi ingiustizie. Addirittura, gli errori sulla valutazione del fatto e della prova non sono sindacabili. Questo impedisce al cittadino di far valere il proprio diritto al risarcimento del danno”. Sulla stessa linea il viceministro azzurro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto: “Nella riunione di maggioranza abbiamo chiesto un tavolo per discutere della responsabilità civile dei magistrati. È chiaro che non esiste una responsabilità senza sanzioni: un intervento è necessario. Non c’è nessun revanchismo, non c’è voglia di punire nessuno, ma di responsabilizzare tutti. È necessario stabilire delle regole per cui, come per tutti gli altri, i magistrati siano effettivamente chiamati a dare conto degli errori gravi”, ha detto al Quotidiano nazionale.

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Presidente del Congreso Judío Mundial, Ronald Lauder: «Israel está perdiendo la guerra de la información»

2 June 2026 at 14:19
Ronald S. Lauder, presidente del Congreso Judío Mundial, declaró en la Conferencia del Jerusalem Post del 1 de junio de 2026 que Israel debe crear una «agencia gubernamental para combatir…

Tulsi Gabbard y el fin de MAGA – Por Alexander Dugin

27 May 2026 at 04:22
Por Alexander Dugin Tulsi Gabbard, directora de la Inteligencia Nacional de Estados Unidos, ha dejado su cargo. Era la última persona del equipo de Trump que aún se mantenía fiel…

Rusia insta a extranjeros y personal de embajadas a abandonar Kiev «lo antes posible»

26 May 2026 at 22:40
El representante permanente de Rusia ante la ONU, Vasili Nebenzia, instó este martes a los ciudadanos extranjeros a abandonar Kiev «lo antes posible» ante los ataques de represalia de Moscú…

Xi Jinping a Trump: «¿Podrán China y Estados Unidos superar la llamada ‘trampa de Tucídides’?»

15 May 2026 at 18:10
«¿Podrán China y Estados Unidos superar la llamada ‘trampa de Tucídides’ y forjar un nuevo paradigma para las relaciones entre grandes potencias?», dijo el presidente chino Xi Jinping en la…
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