Normal view

Braccianti uccisi, in tremila al corteo Cgil nel Cosentino. Schlein: “Sequestro preventivo per le aziende che sfruttano”

6 June 2026 at 18:34

Circa tremila persone hanno partecipato ad Amendolara, nel Cosentino alla manifestazione organizzata dalla Cgil dopo l’omicidio di quattro braccianti (tre afghani e un pakistano) trovati carbonizzati in un minivan lunedì scorso, e uccisi secondo la Procura di Castrovillari dai loro caporali (che si trovano in custodia cautelare in carcere) per aver protestato contro le condizioni di lavoro. Presenti vari esponenti politici, dalla segretaria Pd Elly Schlein al leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, fino ai parlamentari M5s Anna Laura Orrico, Vittoria Baldino, Pasquale Tridico. In testa al corteo il segretario generale del sindacato, Maurizio Landini, e quello della Flai Cgil (il sindacato di categoria dei lavoratori agricoli) Giovanni Minnini. “Questa tragedia rappresenta un sistema sbagliato di fare impresa, fondato sullo sfruttamento e sul caporalato. È il momento che tutti, uscendo dall’ipocrisia, dicano basta a questo sistema che mette in discussione la dignità, l’umanità, la vita stessa delle persone”, ha detto Landini prima dell’inizio della manifestazione. Per questo, ha aggiunto, “c’è bisogno che ci sia una reazione da parte di tutti i soggetti politici e istituzionali, imprenditoriali, perché ci sono tutti gli strumenti legislativi, e non solo, per poter invertire questa tendenza e bloccare questo sfruttamento che sta portando alla morte delle persone”.

In questo senso Schlein ha lanciato una proposta dal corteo: “Bisognerebbe rafforzare la legge sul caporalato non soltanto mettendo più risorse e assicurando che sia attuata fino in fondo, ma anche prevedendo il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime di caporalato”, ha detto la segretaria dem a margine della manifestazione. “Non si può più parlare soltanto di caporalato, ma bisogna parlare di padronato. Spesso, adesso vedremo le indagini che cosa faranno emergere, ci sono dietro delle responsabilità oltre a quelle delle due persone che sono state già fermate e che devono affrontare la giustizia. Parlare di padronato vuol dire guardare anche alle responsabilità delle connivenze delle aziende”, spiega. Quella del caporalato e dello sfruttamento, denuncia Schlein, “è una piaga strutturale, non sono fenomeni episodici, questo ce lo siamo detti davanti ad ogni tragedia, anche quella della morte di Satnam Singh“, il bracciante indiano abbandonato di fronte a casa con un braccio amputato nel 2024 a Latina. “Bisogna rafforzare la tutela delle vittime che denunciano, con percorsi chiari, con soluzioni abitative, una casa, con formazione, assistenza legale, sanitaria e psicologica. Bisogna rendere conveniente e sicuro denunciare lo sfruttamento”.

“Siamo qui per dire basta con l’ipocrisia in questo Paese di chi fa finta di non vedere ciò che vedono tutti. Per dire basta all’idea che il lavoro sia sempre più marginalizzato, sfruttato, umiliato”, ha detto il leader di Sinistra Italiana Fratoianni. “Il governo ogni Primo maggio fa un decreto lavoro e fa un grande scherzo a lavoratori e lavoratrici. In queste ore c’è un emendamento della maggioranza che punta a incentivare e legittimare i contratti pirata, quelli che avevano messo fuori legge con l’ultimo intervento normativo”, denuncia. Per Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps e capodelegazione del M5s al Parlamento europeo, “è tutto un sistema che purtroppo è marcio. È marcio perché non si può permettere a quattro persone, lavoratori, di essere sfruttati fino alla morte. Perché questo è successo, soltanto per aver chiesto i loro elementari e basilari diritti, ovvero il proprio salario”.

L'articolo Braccianti uccisi, in tremila al corteo Cgil nel Cosentino. Schlein: “Sequestro preventivo per le aziende che sfruttano” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Nordio e il caso Minetti: “Pd caduto nel tranello. Non ce l’avevano con me, il bersaglio era Mattarella”

6 June 2026 at 16:47

“L’attacco che ha fatto il Fatto, l’avrebbe capito un bambino, non era contro di me, era contro il capo dello Stato”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ritorna così sul caso Nicole Minetti e la grazia concessa dal Quirinale. Che non verrà revocata dopo che la procura generale di Milano ha valutato di non avviare una rogatoria per approfondire gli elementi emersi dall’inchiesta giornalistica e dopo che il Colle aveva chiesto approfondimenti urgenti. Alla Festa dell’Innovazione organizzata dal Foglio a Venezia il Guardasigilli tenta un affondo che arriva pochi giorni dopo la chiusura dell’istruttoria sull’ex consigliera regionale lombarda, protagonista delle vicende giudiziarie legate al caso Ruby e alle serate di Arcore, e condannata in via definitiva.

“Mentre l’attacco a un ministro da parte dell’opposizione può essere anche comprensibile e prevedibile, quello che ho trovato indecoroso e intollerabile è stato proprio l’attacco al Capo dello Stato”, ha continuato. “Avevo letto tutti gli atti” e “si capiva benissimo che era tutto regolare. Però bene e doverosamente ha fatto il Quirinale a chiedere a noi un supplemento di istruttoria”, ha continuato Nordio ricordando che “le indagini si fanno attraverso la procura generale. Così è stato e, dopo quasi un mese di intensa e molto competente indagine, i risultati sono quelli che avete visto“.

Per Nordio, la vicenda sarebbe ormai archiviata. “A questo punto la questione è risolta, forse ci sarà qualche piccolo seguito di istruttoria ma credo che sia risolta“, ha affermato. E ha riservato parole particolarmente dure al Partito democratico, che aveva chiesto le dimissioni del ministro sulla gestione della pratica anche se solo dopo la richiesta di chiarimenti del Colle: “Rimane il fatto che è stupefacente come un partito serio come il Pd sia caduto nel tranello di queste sconsiderate accuse che si sono rivelate infondate e che ora penso li stiano coprendo di ridicolo”. Le parole del ministro arrivano al termine di una vicenda che, però, ha avuto una genesi più complessa di quanto oggi lasci intendere il governo.

La grazia a Nicole Minetti era stata concessa da Sergio Mattarella nel febbraio scorso per ragioni umanitarie legate alle condizioni di salute del figlio adottivo della ex consigliera regionale. Successivamente un’inchiesta del Fatto Quotidiano aveva sollevato dubbi su alcuni degli elementi contenuti nell’istanza di clemenza, a partire dalla procedura di adozione del minore in Uruguay e da altri aspetti della situazione personale dell’ex collaboratrice di Silvio Berlusconi.

Le rivelazioni avevano provocato la reazione del Quirinale con la richiesta al ministero della Giustizia e agli uffici competenti ulteriori verifiche sulla fondatezza delle informazioni emerse sulla stampa, per accertare che non vi fossero state falsità o omissioni nella pratica che aveva portato alla concessione della grazia.

Da quel momento la Procura generale di Milano ha svolto accolto le indagini difensive e svolto approfondimenti, ritenendo di aver verificando la regolarità dell’adozione, le condizioni sanitarie del bambino (affetto da una patologia curabile in Italia) e l’assenza di procedimenti giudiziari a carico di Minetti all’estero. Al termine degli accertamenti, i magistrati hanno concluso che non erano emersi elementi tali da mettere in discussione il provvedimento di clemenza. Sulla base di queste conclusioni, il Quirinale ha fatto sapere di non ravvisare motivi per una rivalutazione della grazia e ha confermato la fiducia nell’operato della magistratura.

È a questo punto che Nordio ha scelto di trasformare la chiusura dell’istruttoria in una polemica politica. Secondo il ministro, le accuse rivolte alla gestione del dossier si sarebbero rivelate infondate e avrebbero finito per coinvolgere impropriamente il presidente della Repubblica. Senza gli articoli del Fatto Quotidiano e senza i dubbi sollevati dalla stampa, non ci sarebbe stata la richiesta di nuovi accertamenti da parte del Quirinale. Ed è stato proprio Mattarella, non l’opposizione, a ritenere necessario un supplemento di verifiche su una pratica che portava la sua firma. Accertamenti che alla fine avrebbero confermato la correttezza formale della procedura, ma che hanno trasformato una grazia concessa nel più assoluto riserbo in uno dei casi politici più discussi degli ultimi mesi.

L'articolo Nordio e il caso Minetti: “Pd caduto nel tranello. Non ce l’avevano con me, il bersaglio era Mattarella” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Ecco il rinnovo del taglio delle accise fino al 3 luglio: dimezzato a 5 centesimi lo sconto sul diesel. Invariata la benzina

6 June 2026 at 13:28

Il taglio delle accise su benzina e gasolio è stato prorogato fino al 3 luglio. È scritto nel decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale secondo il quale gli sconti scattano il 7 giugno 2026. In dettaglio il taglio delle accise sulla benzina resta di 5 centesimi, mentre lo sconto per il gasolio passa da dieci a 5 centesimi.

Il decreto precisa poi che la copertura della nuova proroga ammonta a poco meno di 150 milioni, derivante dall’extra gettito dell’Iva.
“Alle minori entrate derivanti” dalla proroga si provvede “con quota parte, pari a 149,4 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal primo maggio al 31 maggio 2026 in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto“, spiega la norma.

“C’è quello che era previsto con il decreto legge, cioè che si utilizzassero le risorse per continuare nel tagliare le accise in modo modulare, così che si possa rispondere alle esigenze delle nostre imprese e delle nostre famiglie”, commenta il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a margine del convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria. “Il prezzo dei carburanti è costantemente in discesa sotto i due euro – dice – Noi proseguiremo con questa politica di responsabilità e anche di cautela per ridurre, per quanto possibile, l’impatto sulle famiglie, sui lavoratori, sulle imprese e l’impatto ovviamente sull’inflazione generale”.

“Una pessima idea. Il governo continua a ridurre lo sconto sulle accise. Questa volta è ritoccato al gasolio, la volta precedente alla benzina. Una decisione assurda considerato che oggi il gasolio si paga ancora 2,072 euro in autostrada. Il che vuol dire che, a prezzi industriali costanti, domani varcherà nuovamente la soglia di 2,1 euro al litro, arrivando a 2,133 euro, pari ad un aggravio di 3 euro e 5 cent per un rifornimento di 50 litri“, è invece il commento del presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona. “Non va molto meglio nelle strade normali dove salirà oltre i 2 euro, da 1,980 di oggi a 2,041 – ha aggiunto – Evidentemente non si rendono conto di quello che ha detto ieri l’Istat, ossia che il forte aumento delle quotazioni delle materie prime energetiche ha già cominciato a traslarsi sui prezzi al consumo… con possibili conseguenze sull’andamento dei consumi. Insomma, è stato un autogol”.

L'articolo Ecco il rinnovo del taglio delle accise fino al 3 luglio: dimezzato a 5 centesimi lo sconto sul diesel. Invariata la benzina proviene da Il Fatto Quotidiano.

Crans, le chat di Jessica e Jacques Moretti: “Attenti alle stelline luminose, il Constellation può bruciare” e “L’uscita è bloccata?”

6 June 2026 at 12:10

“Se vogliono le stelline luminose, stiano molto attenti. Restate finché non si spengono perché se cadono sul divano o sul pavimento e bruciano la schiuma sul soffitto, il Constel brucia”. È una delle frasi che più hanno colpito investigatori, avvocati e familiari delle vittime durante l’udienza tenutasi venerdì davanti alla procura di Sion sull’incendio del bar Le Constellation di Crans-Montana, la tragedia costata la vita a 41 persone nella notte di Capodanno. A pronunciarla, in una chat WhatsApp con un dipendente, è Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques. Un messaggio che per l’accusa rappresenterebbe un elemento importante per comprendere il livello di consapevolezza dei gestori riguardo al rischio incendio legato alla presenza della schiuma fonoassorbente installata nel locale.

Nel corso dell’interrogatorio è emerso anche un altro messaggio dal contenuto analogo. “Attenzione alle candele perché, se finiscono sulla mousse, possono bruciare il Constellation”, scriveva ancora Jessica ai dipendenti. Per la procura quelle parole sembrano indicare una conoscenza precisa del pericolo rappresentato da fiamme libere, scintille e materiale infiammabile. Una lettura che i due imprenditori francesi hanno però respinto con decisione. “Si trattava semplicemente di un modo di dire”, hanno sostenuto davanti ai magistrati. Anche il riferimento alle fontanelle luminose utilizzate durante le feste sarebbe stato, secondo la loro versione, soltanto una battuta ironica e non il segnale di una reale preoccupazione. Una spiegazione che non ha convinto la procuratrice aggiunta del Cantone Vallese, Catherine Seppey. Durante l’udienza la magistrata ha infatti affermato di non ritenere “credibile” che i proprietari ignorassero il rischio di incendio connesso alla presenza della schiuma utilizzata nel locale.

Ma non sono soltanto i messaggi sul pericolo delle scintille a pesare sulla posizione dei coniugi Moretti. Tra le conversazioni esaminate oggi ce n’è una che riguarda una delle uscite di emergenza del Constellation. Jacques Moretti scrive a un dipendente: “L’uscita di emergenza del Constellation, di fronte ai bagni, è ancora bloccata?“. La risposta arriva poco dopo: “Sì, la porta è ancora bloccata. Ne abbiamo parlato e no, non lasciamo le porte aperte”.

Per gli inquirenti questo scambio potrebbe suggerire che quell’uscita fosse abitualmente tenuta chiusa, un elemento particolarmente delicato alla luce delle modalità con cui si è sviluppato il rogo e delle difficoltà incontrate da molte persone nel tentativo di mettersi in salvo. Anche su questo punto la difesa ha fornito una spiegazione diversa. Jacques Moretti ha sostenuto che il termine “bloccata” venisse utilizzato con un significato opposto rispetto a quello attribuito dall’accusa, ossia per indicare una porta che doveva rimanere aperta.

Successivamente ha aggiunto che alcuni dipendenti residenti nell’edificio soprastante lasciavano spesso aperta quella porta per accedere più facilmente agli appartamenti, provocando le proteste degli altri condomini. Da qui, secondo il gestore, la necessità di controllarne la chiusura. Resta poi aperto il capitolo relativo a un’altra porta, quella di servizio situata al piano superiore. Secondo quanto emerge dai filmati acquisiti dagli investigatori, sarebbe risultata chiusa in più occasioni, compresa la sera del 31 dicembre. Jessica Moretti ha però escluso di aver mai impartito disposizioni in tal senso.

Le chat mostrate in aula rappresentano uno dei passaggi più significativi dell’inchiesta sulla tragedia di Capodanno. Per la procura contribuiscono a delineare un quadro di possibili sottovalutazioni dei rischi all’interno del locale. Per i proprietari, invece, si tratta di conversazioni estrapolate dal contesto e interpretate in modo errato. Sarà ora il prosieguo dell’istruttoria a stabilire quale peso attribuire a quelle parole scritte mesi prima della notte in cui il Constellation venne avvolto dalle fiamme, trasformandosi nel teatro di una delle più gravi tragedie avvenute negli ultimi anni in Svizzera.

L'articolo Crans, le chat di Jessica e Jacques Moretti: “Attenti alle stelline luminose, il Constellation può bruciare” e “L’uscita è bloccata?” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Leone XIV: “Il Papa tifa tutte le squadre, ma Prevost per il Real Madrid”

6 June 2026 at 10:51

“Il Papa tifa per tutte le squadre, ma Prevost per il Real Madrid“. È la battuta pronunciata da Papa Leone durante il volo a bordo dell’aereo papale diretto a Madrid, dove prende il via il suo quarto viaggio apostolico. Il Pontefice ha scherzato con i giornalisti presenti a bordo mentre si avvicinava l’arrivo in Spagna.

Nella stessa occasione è stato ricordato che questa sera il Real Madrid scenderà in campo contro il Barcellona, in uno dei match più attesi del calcio spagnolo. “Farò sicuramente il tifo per gli usa ai mondiali di calcio ma non so quante partite avrò modo di vedere” ha poi detto il Papa salutando i giornalisti.

L'articolo Leone XIV: “Il Papa tifa tutte le squadre, ma Prevost per il Real Madrid” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Il Papa: “In Iran una guerra ingiusta”. Appello per la pace in Ucraina e Libano: “Sono preoccupato”

6 June 2026 at 10:36

Iran, Libano e Ucraina. A bordo dell’aereo papale diretto a Madrid, Papa Leone XIV è tornato a intervenire con forza sui principali scenari di guerra, partendo dal Medio Oriente e dal dibattito riacceso attorno alla legittimità dei conflitti. Rispondendo ai giornalisti, il pontefice ha messo in discussione il richiamo alla teoria della “guerra giusta” nel caso dell’Iran, osservando come si tratti di un’impostazione che “viene da secoli passati, quando non si immaginavano le armi e la capacità di distruzione che l’uomo ha oggi”, e richiamando i contenuti della sua enciclica Magnifica Humanitas.

Un passaggio che si inserisce nel confronto internazionale anche dopo l’evocazione di quel principio da parte del vicepresidente americano J.D. Vance a sostegno delle azioni militari contro Teheran. “Credo che sia già stato detto molto chiaramente: lì non c’è una guerra giusta. Il problema è che la teoria della guerra giusta proviene dai secoli passati; non contemplava nemmeno le armi e la capacità di distruzione di cui dispone l’essere umano al giorno d’oggi”

Dal volo verso la Spagna, il Papa ha poi allargato lo sguardo agli altri fronti di crisi, a cominciare dall’Ucraina, dove il conflitto prosegue da oltre quattro anni. “Bisogna promuovere il negoziato. Si stava almeno facendo qualche sforzo, ma veramente bisogna spingere perché la violenza abbia una conclusione e finisca la guerra”, ha detto Leone XIV, rispondendo a una domanda sul fallimento dei tentativi di dialogo tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin.

Prevost ha espresso una preoccupazione crescente per l’evoluzione della guerra in Europa orientale. “Sono preoccupato per l’Ucraina. Ogni volta la situazione peggiora. Occorre trovare una soluzione”, ha aggiunto, ribadendo la necessità di una via d’uscita politica dopo anni di combattimenti e un bilancio sempre più pesante di vittime e distruzioni. Accanto all’Ucraina, Leone XIV ha richiamato anche la situazione del Libano, da anni attraversato da una profonda crisi economica e istituzionale aggravata dalle tensioni regionali. “Sono in contatto con i leader religiosi che ho incontrato. Stiamo cercando una risposta. La situazione è molto complessa”, ha spiegato il Papa, sottolineando il lavoro di dialogo portato avanti dalla Santa Sede con le diverse componenti religiose del Paese dei Cedri.

L’arrivo a Madrid e l’incontro con le vittime di abusi in agenda

L’arrivo nella capitale spagnola è avvenuto in un clima di grande attesa. Sorridente e dall’aria distesa, Leone XIV è sceso dalla scaletta dell’aereo ITA Airways all’aeroporto internazionale Adolfo Suárez Madrid-Barajas con alcuni minuti di anticipo rispetto all’orario previsto. Ad accoglierlo c’erano re Felipe VI e la regina Letizia, che gli hanno riservato il protocollo delle grandi occasioni.

Già dalle prime ore del mattino, migliaia di persone avevano raggiunto il centro della capitale per assicurarsi un posto lungo il percorso del Papa. In Plaza de Oriente, davanti al Palazzo Reale, e nell’area che collega la Cattedrale dell’Almudena alla Plaza de la Armería, fedeli, turisti e curiosi hanno atteso sotto il sole l’arrivo del Pontefice. Sedie pieghevoli, cappellini e bottiglie d’acqua hanno caratterizzato una lunga attesa vissuta con entusiasmo e pazienza. Tra i presenti anche anziani, persone in sedia a rotelle e gruppi provenienti da diverse regioni della Spagna. Alcuni erano arrivati già all’alba per conquistare le posizioni migliori lungo le transenne predisposte dalle autorità.

Ma nell’agenda del Papa c’è anche un incontro delicatissimo. La questione degli abusi sessuali nella Chiesa resta “una ferita ancora aperta” come ha spiegato durante il volo che da Roma confermando l’intenzione di incontrare alcune vittime nel corso della visita in Spagna. “Incontrerò alcune persone che hanno subito abusi – ha spiegato il Pontefice ai giornalisti al seguito – ma purtroppo è impossibile ricevere tutte quelle che lo vorrebbero”. Parole che confermano la volontà del pontefice di mantenere alta l’attenzione su una delle questioni più dolorose per la Chiesa cattolica contemporanea, in un Paese che negli ultimi anni ha vissuto un intenso dibattito pubblico sulle responsabilità ecclesiastiche e sulla tutela delle vittime.

L'articolo Il Papa: “In Iran una guerra ingiusta”. Appello per la pace in Ucraina e Libano: “Sono preoccupato” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Raffica di colpi ai bancomat in Puglia: 3 assalti in una notte tra Foggia e Salento

6 June 2026 at 09:41

Tre assalti in una notte, uno riuscito e due falliti. In ogni caso, filiali distrutte e danni ingenti. Non si ferma la scia di colpi agli sportelli bancomat in Puglia, fenomeno che sta mettendo in grande difficoltà gli istituti bancari e Poste Italiane. Nelle scorse ore, sono stati colpiti due Atm nel Foggiano, la provincia più colpita negli ultimi mesi, e due nel Salento. A entrare in azione sono state due differenti bancomat con la medesima tecnica, cioè quella “marmotta”.

Cosa è la tecnica della marmotta

La “tecnica della marmotta” è una modalità di assalto agli sportelli automatici per riuscire a far saltare in aria l’Atm riuscendo a distruggere gli apparati di sicurezza e asportare il denaro contenuto all’interno. Le bande impiegano dispositivi metallici o lastre di vetro contenenti sostanze esplosive che vengono inseriti all’interno dei macchinari attraverso le fenditure, quasi sempre quelle dalle quali vengono emesse le banconote. Una volta infila il congegno, viene fatto detonare così da sventrare il bancomat e avere mano libera per arraffare le banconote contenute all’interno.

L’assalto a Cerignola

Nella notte è stato fatto esplodere lo sportello della Banca Popolare di Milano a Cerignola, in provincia di Foggia. Stando a quanto si apprende, due esplosioni hanno svegliato gran parte dei residenti di corso Garibaldi, in pieno centro cittadino, dove c’è stato l’assalto alla filiale della banca. Ad agire, almeno quattro persone a volto coperto, fuggite poi a bordo di un Suv. Il colpo sarebbe riuscito e il denaro asportato è in corso di quantificazione. La struttura ha subito danni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno acquisendo le immagini della videosorveglianza.

Due colpi nel Salento

Nelle stesse ore sono stati tentati altri due colpi nel Salento, molto probabilmente dalla stessa banda. A Muro Leccese, in piazza del Popolo, sei malviventi arrivati a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta e con un furgone, hanno fatto esplodere il bancomat UniCredit. Subito dopo, avrebbero raggiunto il limitrofo comune di Scorrano, dove hanno fatto esplodere lo sportello postamat di piazza Vittorio Emanuele. Dalle prime verifiche, sembra che in entrambi i casi non siano riusciti ad impossessarsi del denaro. Danni ingenti ma nessun ferito. La Giulietta usata dalla banda è stata rinvenuta incendiata alla periferia di Scorrano. Indagano i carabinieri, che stanno visionando le immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza, per confermare l’ipotesi investigativa che ad agire sia stato lo stesso gruppo di malviventi, per ricostruire la dinamica e individuare gli autori.

Una scia di furti in tutta la Puglia

Dall’inizio dell’anno sono oltre venti i colpi riusciti o tentati in tutta la Puglia, la maggior parte dei quali localizzata nel Foggiano. Una scia di crimini che non si arresta, nonostante gli arresti. Gli ultimi sono stati eseguiti proprio venerdì, quando 7 persone sono state fermate dalla Procura di Foggia perché ritenute responsabili di almeno due assalti. La distruzione dei bancomat, come raccontato da Ilfattoquotidiano.it, è una piaga soprattutto quando vengono presi di mira gli sportelli nei piccoli paesi del Subappenino Dauno, dove tra Poste Italiane e banche spesso esiste un solo punto per prelievi, versamenti e operazioni nell’intero comune. I danni provocati, spesso, hanno ripercussioni per mesi sulla popolazione, costretta a muoversi verso paesi vicini per avere contanti a disposizione.

L'articolo Raffica di colpi ai bancomat in Puglia: 3 assalti in una notte tra Foggia e Salento proviene da Il Fatto Quotidiano.

Auto investe due ragazzi in bici a Brescello: morto un 19enne, ferito l’amico

6 June 2026 at 08:53

Sono stati centrati in pieno alle 3.30 lungo la strada provinciale 62 Cisa, a Brescello, nel Reggiano, mentre pedalavano sulle loro biciclette. Travolti da una Volkswagen Passat, uno dei due è morto. Le vittime sono entrambe originarie di Pontedera, nel Pisano: a perdere la vita è stato un ragazzo di 19 anni, mentre il secondo giovane – 18 anni – è rimasto ferito. Al momento dei soccorsi era cosciente ed è stato trasporto d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Parma. Per il suo amico sono stati inutili i tentativi di rianimazione compiuti dai sanitari del 118.

Alla guida dell’auto un uomo di 43 anni, originario di Napoli e residente a Sorbolo Mezzani, nel Parmense. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della stazione di Cadelbosco sopra Crostolo per effettuare i rilievi di legge e gestire la viabilità. I veicoli coinvolti nel sinistro sono stati posti sotto sequestro e rimossi dal soccorso stradale. Gli accertamenti da parte dei carabinieri sono tuttora in corso per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

L'articolo Auto investe due ragazzi in bici a Brescello: morto un 19enne, ferito l’amico proviene da Il Fatto Quotidiano.

Porto Sant’Elpidio, crolla una palazzina nella notte: un morto e una dispersa. Un uomo estratto vivo

6 June 2026 at 08:43

Un botto terribile, all’alba: una palazzina che crolla, diverse persone che restano sotto le macerie. Una, sicuramente, ha perso la vita. Un’altra è stata estratta viva dai vigili del fuoco dopo diverse ore di lavoro mentre si cerca ancora una donna, attualmente dispersa. È accaduto intorno alle 5 di sabato sei giugno a Porto Sant’Elpidio, comune del Fermano. Il palazzo di via Trentino – secondo una prima ricostruzione – sarebbe saltato in aria per lo scoppio di una bombola di gas.

La vittima si chiamava Giuseppe Pieroni, aveva 47 anni ed era un informatico. L’uomo abitava con i genitori, il padre di 89 anni e la madre di 70 anni, rimasti feriti ed entrambi poi trasferiti all’ospedale regionale di Torrette di Ancona. Nell’altro appartamento dello stabile abita Ettorina Paccapelo, la donna di 90 anni che risulta dispersa, alle prese con problemi respiratori e assistita con l’ausilio di bombole d’ossigeno, insieme al figlio 60enne, estratto vivo dalle macerie e rimasto ferito nel crollo.

Sul posto, un complesso che sorge vicino alla statale Adriatica, oltre ai vigili del fuoco, sono presenti i sanitari del 118 e le forze dell’ordine. I pompieri sono al lavoro per cercare eventuali corpi rimasti sotto le macerie con nucleo Usar (Urban Search And Rescue), droni, cinofili ed escavatori per le operazioni di ricerca.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso profondo cordoglio per la tragica esplosione e la propria vicinanza ai familiari della vittima, alle persone rimaste ferite e a quelle soccorse. Lo riferisce Palazzo Chigi in una nota.

L'articolo Porto Sant’Elpidio, crolla una palazzina nella notte: un morto e una dispersa. Un uomo estratto vivo proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌