Normal view

Fear In Latvia As Military Drones Bring Ukraine War To NATO’s Eastern Border

4 June 2026 at 18:13
Latvia's eastern region of Latgale is adjusting to a new reality of air raid alerts after several drones crossed into the country's airspace in recent weeks. The warnings have raised concerns about safety in communities near the borders with Russia and Belarus.

Russia No Longer Depends on Western Financial Systems – Finance Minister

4 June 2026 at 15:52
Russia has transitioned its financial system into what officials describe as a fully autonomous model, eliminating dependence on foreign creditors and Western payment infrastructure. Finance Minister Anton Siluanov presented the assessment during the St. Petersburg International Economic Forum, arguing that the country has secured a sovereign position in global finance despite ongoing geopolitical challenges. The shift reflects broader changes in the global economic landscape and Russia's efforts to build independent financial institutions capable of operating under external restrictions. From Foreign Borrowing to Domestic Financing According to Siluanov, Russia no longer relies on approval from international financial organizations to secure funding. While many countries continue to depend on institutions such as the International Monetary Fund and the World Bank, Russia has significantly reduced its exposure to external borrowing.

EU States Push For Tougher Rules To Deny Russians Tourist Visas

4 June 2026 at 13:22
A number of European Union member states are pushing the European Commission to put forward legislation that makes it easier to deny tourist visas to Russian citizens over Moscow's full-scale invasion of Ukraine.

É a Economia, Putin. O custo crescente da guerra na Ucrânia “é insustentável”

By: ZAP
4 June 2026 at 09:30
Vladimir Putin foi avisado de que não pode permitir-se manter a sua guerra na Ucrânia ao ritmo atual, ao mesmo tempo que Kiev continua a somar vitórias na linha da frente e a devastar infraestruturas energéticas no interior profundo da Rússia. Altos responsáveis das finanças e o banco central russo terão instado o Kremlin a travar a escalada das despesas com a defesa, numa altura em que ambas as partes intensificam dispendiosos ataques aéreos contra infraestruturas vitais. Na sequência da vaga de ataques contra cidades de toda a Ucrânia durante a noite que de segunda-feira, matou pelo menos 22 pessoas,

'No Way Out': Russia Sends Badly Wounded Men Back Into Battle In Ukraine

4 June 2026 at 07:56
As Russia struggles to replace soldiers being killed in high numbers in the fifth year of its full-scale invasion of Ukraine, these is mounting evidence of the military returning men to the war despite severe injuries and, sometimes, medical findings saying they are not fit for further service.

Ucraina, Kiev attacca San Pietroburgo all’inizio della “Davos russa”. Mosca: “La punizione sarà inevitabile”

4 June 2026 at 07:30

Con i negoziati ormai in stallo da tempo, la guerra tra Russia e Ucraina va avanti a furia di attacchi sui civili e relative rappresaglie. Kiev ha rivendicato attacchi clamorosi con droni in territorio russo, in particolare a San Pietroburgo, in coincidenza con l’apertura del Forum internazionale economico (Spief), considerato una “Davos russa“, con una nutrita partecipazione straniera. Ma Mosca accusa le forze ucraine di avere ucciso almeno 12 civili in altri attacchi, di cui 8 su un pullman passeggeri che era in viaggio dalla capitale alla Crimea occupata. E la “punizione” per i colpevoli, ha avvertito il Cremlino, sarà “inevitabile”.

Una colonna di fumo nero si è levata di primo mattino all’orizzonte di San Pietroburgo, visibile agli ospiti – compresi occidentali – che cominciavano ad arrivare al Forum, dove giovedì e venerdì sarà presente anche il presidente Vladimir Putin. Secondo il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, i droni di Kiev hanno colpito “importanti obiettivi” nella metropoli baltica, situata a 1.100 chilometri dal confine. In particolare, un terminale petrolifero e bersagli “puramente militari a Kronstadt“. Secondo altre fonti ucraine, in questa storica base navale, situata sull’isola di Kotlin, davanti alla città, è stata colpita una corvetta militare. Decine di voli sono stati ritardati o cancellati nell’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo, proprio in coincidenza con l’arrivo di molti partecipanti al forum. Sempre secondo gli ucraini, altri droni si sono abbattuti su uno stabilimento a Tambov, specializzato nella produzione di sistemi di controllo per l’aviazione e la tecnologia missilistica.

“Credo che questi siano attacchi giusti, solo un giorno fa c’è stato un attacco massiccio, abbiamo risposto di conseguenza”, ha affermato Zelensky, ricordando i pesanti bombardamenti russi della notte tra lunedì e martedì con un bilancio complessivo, secondo le autorità ucraine, di oltre 20 morti e 120 feriti a Kiev e Dnipro. I russi avevano detto di avere attaccato obiettivi militari come rappresaglia a un bombardamento il 22 maggio su un dormitorio studentesco nella regione di Lugansk, da loro controllata, in cui erano stati uccisi 21 ragazzi e ragazze e 42 erano rimasti feriti. Ora le parti si sono invertite: gli ucraini affermano di avere colpito solo obiettivi militari in risposta agli attacchi delle forze di Mosca, mentre i russi li accusano di avere preso di mira i civili.

Secondo le autorità russe, un attacco di droni nella regione di Donetsk, anch’essa per la maggioranza occupata dalle forze di Mosca, ha colpito un pullman passeggeri diretto a Simferopoli, in Crimea, con un bilancio di 8 morti e 10 feriti. “Un altro crimine del regime di Kiev”, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Bisogna punire chi è dietro a tali crimini, e la punizione, come ha detto il presidente, dovrebbe essere inevitabile”, ha aggiunto. Quindi, la Russia continuerà le sue rappresaglie “sistematiche“. E la stessa “operazione speciale militare prosegue proprio per evitare tali attacchi”, ha rincarato il portavoce di Putin, usando la definizione ufficiale per il conflitto.

Fonti russe hanno denunciato anche l’uccisione di due vigili del fuoco e il ferimento di due loro colleghi in un altro attacco di droni ucraini nella regione di Smolensk. Mentre nella parte della regione di Zaporizhzhia sotto il controllo delle forze di Mosca, il capo dell’amministrazione filorussa ha affermato che due civili sono morti quando l’auto su cui viaggiavano è stata colpita da un velivolo senza pilota delle forze di Kiev. Sull’altro fronte, le autorità locali ucraine hanno riferito di cinque morti in bombardamenti russi nella notte tra martedì e mercoledì e altri tre nella giornata di mercoledì nelle zone vicine al fronte.

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Sulla guerra ibrida il governo viola un regolamento europeo per non irritare Mosca

4 June 2026 at 03:45

Mentre i pupazzi italiani dei ventriloqui moscoviti, forti di un credito immeritato di indipendenza, imperversano ogni giorno a reti unificate per celebrare la resistenza della Santa Madre Russia all’aggressione ucraina e per giustificarne, con dolente rassegnazione, le inevitabili rappresaglie, che senso ha censire tutti gli eventi mediaticamente minori, quando non insignificantemente minimi, in cui piccole organizzazioni russofile diffondono in modo semi-carbonaro la propaganda di guerra di Russia Today, malgrado dal 2022 un Regolamento europeo ne vieti la diffusione sul territorio dell’Unione?

Che senso ha chiedere che nell’oscurità di una bocciofila o di un teatro amatoriale, davanti a poche decine di persone, non si mostrino le presunte prove grazie a cui i canali ufficiali del Cremlino annunciano l’invasione prossima ventura della Russia da parte delle repubbliche baltiche, quando i Caracciolo, Travaglio, Di Battista, Orsini, D’Orsi e Basile possono dire tranquillamente, davanti a milioni di spettatori, le stesse o analoghe bestialità in nome del free speech anti-russofobo? 

Insomma, se le diverse versioni domestiche di Russia Today sono più viste ed efficaci di quella originale, rubricare e denunciare le piccole violazioni di un Regolamento europeo non assomiglia a quello che nel calcio si definirebbe “fallo di frustrazione”, per l’impotenza di fronte al grande scandalo di un’informazione liberamente e ufficialmente prostituita alle ragioni di Mosca?

Qualcuno, anche tra i sostenitori della causa ucraina, ieri avrebbe potuto porsi queste domande assistendo alla presentazione in Senato  del dossier “La Peste putiniana”, curato dall’Associazione Europa Radicale, con la mappa delle 205 violazioni, nei due anni tra la primavera del 2024 e quella del 2026, del Regolamento Ue 2022/350 del 1° marzo 2022, con cui si vieta la diffusione di programmi e prodotti di Russia Today e Sputnik in tutto il territorio dell’Unione. 

Per ciascuno di questi eventi Europa Radicale ha inviato richieste ufficiali alle Prefetture e Questure territorialmente competenti per chiedere un intervento, non ricevendo quasi mai alcuna risposta. In 25 casi gli eventi sono stati annullati, in larghissima parte per le polemiche suscitate dalla mobilitazione delle comunità ucraine e per le polemiche scatenatesi sulla stampa locale, che hanno dissuaso quanti – enti pubblici o privati – mettevano a disposizione le sale per le proiezioni.

Alle domande sull’inutilità di questa certosina opera di raccolta, catalogazione e denuncia hanno implicitamente risposto Laura Botti e Silvja Manzi presentando il dossier e spiegando che l’inadempienza delle istituzioni italiane nel far rispettare il Regolamento europeo è semplicemente l’altra faccia della medaglia della negligenza con cui politica e informazione, anche quella non direttamente schierata col Cremlino, trattano la guerra ibrida russa, rifiutando di considerare la “dottrina Gerasimov” per quella che è – cioè una strategia militare non convenzionale, che integra l’inquinamento informativo e la destabilizzazione cognitiva nei sistemi d’arma a fini bellici – ma ragguagliandola a una forma particolare, ma non per questo illegittima, di propaganda politica. 

Le violazioni sono piccole nelle dimensioni e negli effetti, anche se non nel numero, ma la loro impunità illumina un problema decisamente più grosso e sistemico.

Del resto in Italia, anche in questa fase estrema e potenzialmente terminale della parabola putiniana, il giudizio sul paranoico restauratore dell’imperialismo zarista e sovietico, acquartierato da quasi tre decenni ai vertici del regime russo, riflette le tendenze che mostrava ai suoi albori e non fotografa reali divisioni, se non quelle, puramente apparenti, tra i putiniani e i non-antiputiniani, tra chi sta dalla sua parte e chi non vuole stare dall’altra, tra chi afferma la sua statura mondiale e chi nega il suo rango criminale, tra chi lo difende e chi pensa che in fondo sia più pericoloso difendersene e provocarne l’orgoglio che tollerarne le intemperanze, sperando di tornare, primo a poi, al business as usual con la Russia.

Nel report di Europa Radicale, si definisce l’Italia come il ventre molle dell’Unione europea rispetto al pericolo putiniano e giustamente si addebita questa mollezza molto più a quanti da quattro anni si rifiutano di applicare la legalità europea che a quanti scelgono di violarla. È la stessa logica – denunciata ripetutamente da Europa radicale – per cui dal 2022 il governo italiano non ha revocato per indegnità le più importanti onorificenze della Repubblica riconosciute in passato ad alcuni ufficiali di collegamento del regime russo (il portavoce di Putin Dmitry Peskov, l’ambasciatore in Italia Alexei Paramonov). Sarebbe apparso uno sgarbo, meglio evitare. Allo stesso modo, meglio evitare di dare applicazione alla normativa europea, non approntandone i dispositivi normativi nazionali e lasciando che sia l’inerzia burocratica a fare il lavoro sporco che la politica non può apertamente rivendicare.

Ieri in Senato, chiamati a raccolta dal senatore di Azione Marco Lombardo, presentatore con Carlo Calenda dell’unica proposta di legge organica per l’istituzione di uno scudo democratico a difesa delle libertà costituzionali e dell’integrità del processo elettorale dalle ingerenze straniere, erano presenti alcuni dei pochissimi parlamentari che ritengono il contrasto alla guerra ibrida russa una questione di sicurezza nazionale: la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno (Pd), i senatori Filippo Sensi (Pd) e Ivan Scalfarotto (Iv), il segretario del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin e i deputati Benedetto Della Vedova (Più Europa) e Federica Onori (Azione). 

Tutti hanno dato atto e reso merito al lavoro di Europa Radicale e indicato una strada – quella della denuncia puntuale delle inadempienze e delle complicità implicite del governo – che al momento non sembra troppo affollata, a dire il vero, neppure da parlamentari di opposizione.

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US Lawmakers Advance Major Ukraine Aid Bill, Marking First Since Trump's Return To Office

3 June 2026 at 23:54
The US House of Representatives voted on June 3 to advance legislation providing new military assistance to Ukraine, overcoming opposition from the administration and marking the first major Ukraine support measure to gain traction in Congress since Donald Trump's return to office.

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