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Two birthday calls: Zelenskyy thanked Trump for “every step from Javelins to Patriots.” Putin told Trump to make Zelenskyy come to Moscow

14 June 2026 at 20:43

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Both Ukraine and Russia called US President Donald Trump on his 80th birthday on 14 June, a day before the G7 summit in France, Suspilne reported. Ukrainian President Zelenskyy offered "good ideas" for peace and agreed to meet Trump at the summit. The Kremlin said Putin spoke to Trump separately and arranged for US envoys to return to Moscow, while insisting Zelenskyy should come to the Russian capital for talks.

Russia has weaponized over a year of peace talks to maintain a direct line with the US while blocking every proposed ceasefire, continuing to strike Ukrainian cities, and trying to use Washington to extract concessions from Kyiv. The Kremlin's unchanged demands amount to Ukraine's capitulation, not a negotiated peace. Trump's envoy, Witkoff, has never visited Kyiv, while his multiple trips to Moscow have yielded no tangible results.

Ukraine offers peace proposals, G7 meeting agreed

Zelenskyy wrote on Telegram that he congratulated Trump on his birthday and discussed "many key things, including of course peace" in "quite some detail." Presidential advisor Dmytro Lytvyn said the call lasted 30-35 minutes, Suspilne reported.

"I wished President Trump success, first and foremost in his efforts to end Russia's war against Ukraine. I also thanked him for all the support America provides Ukraine, and importantly, we gratefully remember every step of this support, from Javelins to Patriots," Zelenskyy said.
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He added that he discussed "what can help bring peace closer now" and briefed Trump on the latest battlefield developments. 

"I informed the President about the latest battlefield developments and how our position has strengthened. We agreed to discuss more during our meeting at the G7 summit. We have some good ideas that could help bring peace closer and protect lives," Zelenskyy wrote.

The G7 summit takes place in Evian, France, on 15-17 June. Both leaders attend the same working session on Tuesday.

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Kremlin pushes for envoys' return

The Kremlin said Putin and Trump spoke for 55 minutes the same day. Kremlin aide Yuri Ushakov stated at a briefing that the conversation was "friendly and frank" and that Putin congratulated Trump on his 80th birthday, TASS reported. Trump allegedly told Putin he was the first foreign leader to call on his birthday.

Ushakov claimed Trump advocated for ending the war and allegedly expressed readiness to influence Kyiv and European politicians to move in that direction. They agreed that US special envoys Steve Witkoff and Jared Kushner would visit Moscow again "in the near future," Ushakov stated.

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Ushakov also stated that Putin told Trump that if Zelenskyy wants personal negotiations, "he should come to the Russian capital himself."

Russia's demand that Zelenskyy come to Moscow is not new. The Kremlin has maintained the same position throughout over a year of US-mediated contacts, insisting on bilateral talks on Russian terms while rejecting every multilateral or European-backed ceasefire proposal.

Witkoff has visited Moscow multiple times since early 2025. None of those trips produced a ceasefire. When the US, Ukraine, and European partners put a 22-point ceasefire plan on the table in May 2025, the Kremlin snubbed it. Russia's terms have remained unchanged since 2024: Ukraine's withdrawal from four oblasts and de facto capitulation.

The calls are unlikely to produce results, just as none of the previous calls and bilateral and trilateral rounds of talks did, for one simple reason: Russia won't drop its unreasonable demands, while Kyiv will not agree to cede any territory.

Tutti gli incroci (geopolitici e commerciali) tra Italia e Usa

8 June 2026 at 11:03

Dal 15 al 17 giugno 2026, Giorgia Meloni sarà al G7 che si svolgerà a Évian-les-Bains, in Francia alla presenza dei capi di Stato e di governo di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. La Francia detiene la presidenza del gruppo fino al 2026. Donald Trump ha dichiarato che parteciperà al vertice, per questa ragione Emmanuel Macron potrebbe far precedere il G7 da un bilaterale con il presidente americano, si parla o di una cena a Versailles o di una partita a golf. Sul tavolo ci saranno vari dossier, tutti complicati e per certi versi interconnessi: lo stallo nella guerra in Iran, l’accusa americana agli alleati della Nato di averlo deluso in Medio Oriente, le relazioni con Canada e Giappone da calibrare, il caso Ucraina.

Verso il G7: i temi in agenda

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato invitato dalla Francia al vertice del G7, ma non si sa se sarà presente e soprattutto non si sa come potrà reagire Trump. Un altro fronte delicato è quello relativo ai dazi che si mescolerà verosimilmente con l’intelligenza artificiale e con le catene di approvvigionamento di minerali critici. Sul primo punto il presidente ha detto agli amministratori delegati delle aziende tecnologiche che gli Stati Uniti potrebbero acquisire una piccola quota di proprietà nei giganti dell’intelligenza artificiale, “in modo che il popolo americano possa beneficiare dei vantaggi derivanti dalla crescita di quelle che diventeranno aziende da mille miliardi di dollari”. Sul secondo, è ormai chiaro che Ue e Stati Uniti dipendono quasi interamente dalla Cina per l’approvvigionamento della maggior parte dei minerali utilizzati nelle loro catene di produzione per la difesa: una criticità su cui il G7 dovrà dare risposte. Sul punto si segnala l’iniziativa di India e Regno Unito che hanno lanciato l’Osservatorio globale sulla catena di approvvigionamento dei minerali critici per migliorare la cooperazione e la condivisione tecnologica.

Crosetto a Washington

Il ministro della Difesa Guido Crosetto avrà un vertice bilaterale con il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, il 15 giugno. Un’occasione per ragionare sulla gestione delle spese per gli armamenti, sulla crisi in Ucraina e sull’utilizzo delle basi americane in Italia. Intervistato pochi giorni fa dal New York Times, ha fornito un’anticipazione delle questioni più importanti, con in cima l’idea di un patto, accanto alla Nato, a guida europea, senza gli Usa. Si rende necessario “costruire un’Europa continentale della difesa”, ha detto. Per cui il suo viaggio negli Stati Uniti abbraccia il rilancio della proposta italiana per il nuovo disegno della difesa europea, nel solco della convinzione che è alla base delle policies di Palazzo Chigi, ovvero implementare il pilastro europeo dell’alleanza senza far regredire di un millimetro il legame transatlantico. Tutti temi che, di fatto, anticipano il Nato Summit in programma nel luglio prossimo ad Ankara.

Di nuovo Tajani-Rubio

La missione di Crosetto a Washington precederà di pochi giorni l’Italy-Us Business, Investment, Science and Innovation Forum in programma a Miami il 22 giugno a cui parteciperà il ministro degli esteri Tajani. In Florida ci sarà anche intervento del segretario di Stato Marco Rubio, che celebrerà la robustezza commerciale dei rapporti bilaterali fra Italia e Stati Uniti. Ad aprile 2026 l’export italiano extra Ue ha fatto registrare un corposo balzo in avanti, verso paesi come Usa, Cina e Mercosur: la crescita è dell’11,3% su base annua. Le vendite verso gli Stati Uniti segnano un +12,1%. Il mercato a stelle e strisce rimane il primo saldo commerciale positivo per l’Italia grazie ad un avanzo di 2,832 miliardi di euro ad aprile.

Quattro le aree tematiche del meeting di Miami: tecnologie di frontiera per il futuro come IA, quantistica, cybersecurity, energia e spazio; industria avanzata, ovvero automazione, robotica industriale, agritech, medicale e biotecnologie; mobilità e infrastrutture resilienti come energia; trasporto aereo, marittimo e terrestre; creatività e lifestyle, ovvero agroalimentare, design&arredo, moda, cultura e sport. Tra l’altro il mercato statunitense è parte integrante del Piano d’Azione per l’Export varato dalla Farnesina tra i mercati maturi ad alto potenziale, nella consapevolezza che i rapporti economici con gli Stati Uniti sono improntati ad una forte integrazione commerciale, industriale e tecnologica.

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