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WATCH LIVE: SSA chief testifies before House subcommittee on embattled agency's performance

Frank Bisignano is expected to face pointed questions from lawmakers at a hearing on his agency's customer service performance, its ability to pay Americans their benefits, protect their privacy, and other questions about the inner workings of the SSA.

Estádio do Boavista FC recebe proposta superior a 25 milhões

O estádio do Boavista FC recebeu uma proposta superior a 25 milhões de euros no leilão de insolvência que terminou esta terça-feira.

A última de 12 licitações deu entrada esta tarde, com a última a atingir os 25,7 milhões de euros, ainda abaixo do valor mínimo de quase 33 milhões de euros, segundo a leiloeira Leilosoc.

O leilão inclui o estádio do Bessa, assim como o complexo desportivo do Boavista, na cidade do Porto, que obteve 15 licitações, com a última a ser de 6,5 milhões de euros, acima do valor mínimo.

Os licitadores são principalmente do setor desportivo e imobiliário, segundo a leiloeira.

Longe dos dias de glória, o Boavista Futebol Clube está agora em processo de insolvência e viu vários ativos a serem vendidos.

Num passado longínquo, a 18 de maio de 2001, este clube da invicta conseguiu derrubar o domínio dos três grandes ao fim de 70 anos de primeira liga. No jogo frente ao Desportivo dos Aves, o Boavista Futebol Clube sagrou-se campeão nacional ao com 100 anos de história. A equipa era então capitaneada por Pedro Emanuel, treinada por Jaime Pacheco e presidida por João Loureiro.

ANSR, GNR e PSP | Balanço da campanha de segurança rodoviária “VIAJE SEM PRESSA” dedicada à velocidade

9 June 2026 at 18:05

A Autoridade Nacional de Segurança Rodoviária (ANSR), a Guarda Nacional Republicana (GNR) e a Polícia de Segurança Pública (PSP), divulgam o balanço da sexta campanha do Plano Nacional de Fiscalização de 2026 “Viaje sem Pressa”, dedicada à velocidade, que decorreu entre 2 e 8 de junho nos distritos de Aveiro, Faro e Lisboa. Esta campanha […]

Il senatore Silvestro (FI) indagato per violenza sessuale, La Russa: “Ai questori gli accertamenti su telecamere e orari di ingresso e uscita”

9 June 2026 at 17:55

“Non vogliamo sottovalutare questa vicenda. L’auspicio è che non infici il buon nome e l’immagine di un’istituzione”, il Senato, “che tendiamo tutti a considerare al di sopra dei singoli interessi di ognuno di noi”. Sono le parole del presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa, al termine dell’incontro coi senatori questori sul caso che ha coinvolto il parlamentare di Forza Italia, Francesco Silvestro, indagato con l’ipotesi di violenza sessuale all’interno del suo studio nel palazzo di San Luigi de’ Francesi.

La Russa ha affidato l’istruttoria ai tre senatori questori, vale a dire Gaetano Nastri (FdI), Antonio De Poli (Udc) e Marco Meloni (Pd), a cui si sono aggiunti per assistere alla riunione anche Gian Marco Centinaio (Lega), Mariolina Castellone (M5S), Licia Ronzulli (FI) e Anna Rossomando (Pd).

Sull’ipotesi di poter ascoltare il senatore Silvestro, La Russa ha precisato: “Non credo che nei compiti dei questori vi sia quello di ascoltare minimamente l’interessato, né tanto meno l’interessata la cui identità, peraltro, è protetta dalla legge nella maniera più tassativa, né noi abbiamo motivo o interesse a fare diversamente”. E ancora: “Certamente non possiamo interrogare la persona offesa, certamente non abbiamo l’accesso neanche al testo della denuncia, certamente non sarebbe corretto sentire noi di nostra iniziativa il parlamentare prima che decida di sentirlo la magistratura. Quindi in questa condizione escludo che noi si possa assumere decisioni prima, se non della decisione definitiva, quantomeno della piena conoscenza degli atti”.

Il punto importante è che il presidente del Senato “convocherà in settimana” un ufficio di presidenza per proporre “che sia data la delega ai questori, a compiere tutti gli accertamenti irripetibili“, con riferimento a “telecamere, stato dei luoghi, orario di ingresso, orario di uscita, cose che magari fra sei mesi o fra un anno sarebbe difficile fare”.

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Il blitz di La Russa in consiglio a Milano: “Se ci fosse una giunta di centrodestra, avrebbero già circondato il palazzo…”

8 June 2026 at 18:35

Una visita inattesa a Palazzo Marino si trasforma in un nuovo terreno di scontro politico su Milano. Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha seguito l’inizio dei lavori del Consiglio comunale dalla zona destinata al pubblico, per poi incontrare il gruppo di Fratelli d’Italia. A margine della seduta, La Russa ha attaccato duramente l’amministrazione di centrosinistra, mettendo in discussione la capacità della Giunta di assumere decisioni e portare avanti l’ultima parte del mandato. “La cosa che non capisco è se questa giunta è ancora in grado di decidere qualcosa. Il sindaco è prigioniero ormai di questa giunta, si capisce. Tra tutti, il migliore è il sindaco, e non voglio dire figuriamoci gli altri, ma il punto è l’ingovernabilità di questa giunta”, ha dichiarato.

“Servirebbe un atto di coraggio: la parola ai cittadini”

Secondo La Russa, dopo le vicende politiche e giudiziarie che hanno investito Palazzo Marino, la maggioranza dovrebbe valutare la possibilità di interrompere anticipatamente l’esperienza amministrativa e restituire la parola agli elettori. “Io mi sarei aspettato, dopo tutto quello che è successo, un atto di coraggio verso la città: la voce ai cittadini. Sarebbe un atto di coraggio. Qui tutti i sondaggi danno la sinistra in vantaggio, non rischiano neanche tanto”, ha affermato il presidente del Senato. La Russa ha descritto quella milanese come “una giunta immobile” che “non decide nulla”, sostenendo che una Giunta di centrodestra sarebbe stata sottoposta a una pressione molto maggiore se fosse stata coinvolta nelle stesse vicende. “Se metà delle cose, anche giudiziarie, fossero capitate a una giunta di centrodestra, a quest’ora qui era circondato il palazzo. Qui sembra che non sia successo assolutamente nulla”, ha aggiunto.

La Russa: “Candidato del centrodestra, scelta entro luglio”

La visita a Palazzo Marino è stata anche l’occasione per tornare sulla corsa alle comunali e sulla scelta del candidato che dovrà sfidare il centrosinistra per la successione a Sala. La Russa non ha bocciato l’iniziativa dei gazebo annunciata dalla Lega, ma ha ridimensionato il peso che una consultazione di questo tipo potrà avere nella selezione definitiva. “Di gazebo ne abbiamo fatti tutti a migliaia quindi chi sono io per dire che la Lega non lo può fare? Ma il primo a sapere che non sono decisivi per scegliere il candidato sindaco è sicuramente Matteo Salvini. Ma, capisco, è una buona iniziativa di presenza politica”, ha spiegato. Il presidente del Senato ha auspicato che anche gli altri partiti della coalizione promuovano iniziative sul territorio, ribadendo però che la priorità resta quella di arrivare rapidamente a una decisione condivisa.

“Non siamo in ritardo, ma neppure in anticipo”

La Russa ha riconosciuto che il centrodestra non può ancora essere considerato in ritardo, ma ha invitato la coalizione a non rinviare ulteriormente la scelta. “Il capogruppo a Palazzo Marino Riccardo Truppo ha detto che non siamo in ritardo. È vero non siamo in ritardo, ma non siamo neanche in anticipo, quindi credo che prima delle vacanze una decisione sul candidato nostro, da opporre a un candidato ipotetico della sinistra, che ancora non si conosce, vada trovato”, ha affermato. La scadenza indicata è quella di luglio: “Ritengo, quindi, che entro luglio un’idea chiara bisogna assolutamente averla e non basta più dire o un politico o un civico”.

La Russa: “Lupi? Serve chi ha più possibilità di vincere”

Il presidente del Senato ha anche ridimensionato le ricostruzioni che lo vorrebbero schierato esclusivamente a favore di Maurizio Lupi. La Russa aveva indicato il leader di Noi Moderati durante una manifestazione, ma ha precisato di non avere preclusioni tra un candidato politico e uno proveniente dalla società civile. “Dicono tutte le volte che La Russa vuole Lupi. È vero che a una manifestazione ho detto Lupi, perché era presente Lupi, ma poi ho detto 20 volte che per me è indifferente che sia un civico o un politico, vince quello che ha più chance e che è più bravo. Quindi, deve essere competente e avere chance di vincere”, ha sottolineato.

Majorino (Pd): “Attacco pazzesco e segnale di disperazione”

Alle parole di La Russa ha risposto Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale e componente della segreteria nazionale dem. “È davvero pazzesco che il presidente del Senato, cioè la seconda carica dello Stato, occupi il suo tempo attaccando il sindaco Sala e l’amministrazione di centrosinistra. Si tratta di un segno di disprezzo verso le istituzioni e anche, tuttavia, di un clamoroso segnale di disperazione da parte della destra milanese”, ha dichiarato. Majorino ha poi spostato il confronto sulle difficoltà interne al centrodestra e sulla concorrenza rappresentata dalla nuova formazione politica legata a Roberto Vannacci: “La Russa sa che la destra a Milano, tra conflitti interni e concorrenza di Vanacci, è infatti totalmente allo sbando”.

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Associação Bino cria guia de apoio para famílias neurodivergentes

6 June 2026 at 15:01

Depois de apoiar crianças através do projeto “ParaKarate Inclusão”, Albino Sousa, presidente da Associação Bino Academia Desportiva Inclusiva e mestre de karaté há mais de 18 anos, decidiu alargar a sua intervenção para fora do dojo. Inspirado pela própria experiência enquanto pai e pelo contacto próximo com famílias de crianças neurodivergentes, lançou um guia prático que reúne direitos, benefícios e medidas disponíveis em Portugal para crianças neurodivergentes e com síndrome de Down.

O documento, pensado para pais e cuidadores, procura simplificar um processo que muitas famílias descrevem como “confuso”, burocrático e emocionalmente desgastante, sobretudo após um diagnóstico ou perante as primeiras suspeitas de alterações no desenvolvimento infantil.

A publicação, intitulada “Guia de Direitos e Apoios para Crianças e Jovens com Deficiência”, reúne informação sobre prestações como o Abono de Família, Bonificação por Deficiência, Prestação Social para a Inclusão (PSI), Subsídio de Educação Especial, Subsídio por Assistência de Terceira Pessoa e ainda o acesso ao Atestado Médico de Incapacidade Multiuso (AMIM).

Além de explicar os direitos existentes, o guia alerta também para a importância da ordem dos pedidos, já que algumas candidaturas podem influenciar o acesso a outros benefícios. O objetivo passa por evitar que famílias percam apoios sociais por desconhecimento ou falta de orientação.

A iniciativa surge na sequência do trabalho desenvolvido por Albino Sousa no ParaKaraté, projeto ligado à inclusão através do desporto que o colocou em contacto próximo com crianças neurodivergentes e respetivas famílias. No entanto, foi a experiência pessoal recente que acabou por acelerar a criação do guia.

“Em março de 2025 estávamos no início de um percurso muito intenso a nível emocional e de decisões. E digo ‘estávamos’ porque vivi tudo lado a lado com a minha esposa. Quando descobrimos a condição do nosso bebé, percebemos rapidamente que, apesar do enorme esforço e boa vontade das equipas médicas, muitas vezes não existia informação clara sobre os recursos disponíveis e os passos a seguir”, explicou Albino Sousa.

Segundo o responsável, uma das maiores dificuldades foi precisamente navegar entre processos e medidas muitas vezes desconhecidas até pelos próprios serviços.

“O próprio gabinete de apoio do Hospital de Faro chegou a contactar-nos porque sabia que o nosso bebé iria ser avaliado numa junta médica da Segurança Social para atribuição, ou não, da bonificação. Pediram-nos depois que partilhássemos o resultado, porque tinham conhecimento de um caso semelhante em Portimão em que esse benefício tinha sido recusado a outra bebé”, contou.

Ao longo do processo, Albino admite que houve momentos de frustração e desorientação: “Sentimos também muitas dificuldades no acesso à informação. Em vários momentos tivemos a sensação de que até os próprios serviços de atendimento da Segurança Social desconheciam determinados direitos. Foi aí que nasceu a vontade de criar algo que pudesse realmente ajudar outras famílias como a nossa.”

Foi precisamente dessa necessidade que nasceu a ideia do guia: “Lembro-me perfeitamente de um dia, enquanto esperávamos por mais uma consulta, em que comecei a pesquisar informação online. Encontrei muitos conteúdos úteis, mas quase sempre dispersos, difíceis de compreender ou acessíveis apenas após pesquisas demoradas. Nesse momento pensei: ‘Tenho de transformar isto em algo simples, prático e direto, que qualquer família consiga consultar facilmente.’”

Para Albino Sousa, o principal objetivo passa por aliviar o peso sentido por muitas famílias após um diagnóstico: “Quando uma família recebe uma notícia destas, já tem preocupações emocionais, médicas e pessoais mais do que suficientes. Não deveria ter de travar uma luta adicional para perceber a que apoios tem acesso ou por onde começar.”

Mais do que informação técnica, o autor espera que o guia consiga transmitir proximidade e esperança: “Gostava que, ao lerem o guia pela primeira vez, as famílias sentissem sobretudo duas coisas: que não estão sozinhas e que existe um caminho possível. Mesmo no meio da incerteza, é importante sentir que há alguém que já passou por isso e que está disposto a ajudar.”

Apesar de recente, a partilha do guia já começou a gerar reações emocionais entre famílias: “Recebi uma mensagem que me marcou muito. Dizia apenas: ‘Muito obrigado pela partilha. Para uns pode parecer insignificante, mas para nós fez a diferença.’ Foi uma frase simples, mas teve um impacto enorme em mim. Porque no fundo é exatamente esse o objetivo: fazer a diferença, mesmo que seja de forma pequena, na vida de uma família que naquele momento precisa de orientação ou apenas de sentir que alguém compreende aquilo que está a viver.”

Albino Sousa refere ainda que essa visão está diretamente ligada ao lema da associação que criou recentemente: “Continua sendo diferente. Isso é o que te torna genial.”

Le zone rosse sono un’illusione: dietro la promessa di maggior sicurezza, si nasconde qualcosa di molto diverso

4 June 2026 at 13:01

Le cosiddette Zone Rosse rappresentano una delle più grandi illusioni prodotte oggi in materia di sicurezza. Dietro un’espressione che richiama rigore e spazi interdetti si nasconde qualcosa di molto diverso da ciò che quel termine ha sempre significato. Nel linguaggio tecnico dell’ordine pubblico, la Zona Rossa indica l’applicazione operativa di una previsione di legge avente carattere eccezionale e temporaneo: la protezione dei luoghi che ospitano vertici internazionali o manifestazioni ad alto rischio, attraverso la materiale delimitazione delle aree sottoposte a controllo con varchi e filtraggi per il tempo strettamente necessario e non oltre.

Oggi le nuove zone rosse, così chiamate da direttive ministeriali esplicative del recente decreto sicurezza, indicano altro: porzioni di città da sottoporre a “vigilanza rafforzata”, con possibilità di adottare ordini di allontanamento e Daspo urbani, asseritamente intrapresi per ripristinare la legalità in quel territorio. Non viene spiegato, tuttavia, in che modo o con quali risorse sarebbe assicurato il potenziamento auspicato, atteso che esso verrebbe di norma garantito con risorse già impiegate in altri contesti.

Il problema nasce proprio qui: chiamare con lo stesso nome due strumenti che non hanno quasi nulla in comune, alimentando l’illusione di una sicurezza che esiste più nella comunicazione che nella realtà. Chi ha fatto davvero polizia sulle strade sa bene quanto queste misure incidano poco o nulla sui fenomeni che dichiarano di voler contrastare. Molti avevano creduto che una politica che aveva fatto della sicurezza la propria bandiera avrebbe finalmente affrontato il problema in modo strutturale. Invece, dietro slogan, decreti e annunci, i risultati sono quelli di molta rappresentazione e poca capacità di incidere sulla vita reale delle città.

Degrado e illegalità non si combattono disegnando perimetri simbolici ma governando ciò che accade dentro e intorno, soprattutto nelle periferie, che non possono più essere considerate semplici dormitori da sottoporre solo a cicliche operazioni di polizia ma diventare invece luoghi vissuti, con scuole aperte, impianti sportivi accessibili, centri culturali, occasioni di incontro e socializzazione. Una piazza piena di vita è il primo e più efficace presidio di sicurezza: dove c’è vita arretrano delinquenza e paura.

Perché i territori non si amministrano con gli evidenziatori sulle mappe ma con la presenza dello Stato, che deve dimostrare di essere in grado di rendere effettive le regole che impone. Ciò accade solo se sicurezza e certezza del diritto sono considerate parti dello stesso sistema, tale da garantire una reale presenza delle forze di polizia e processi rapidi per chi delinque, grazie a strutture giudiziarie efficienti e organici adeguati.

È qui che emerge la contraddizione. Nell’opinione pubblica è alimentata l’idea di una svolta securitaria che, invece, esiste soltanto nella sua rappresentazione. E le zone rosse diventano così il simbolo di una fermezza più proclamata che praticata.

Qualche sera fa, in una via del centro della mia città (che potrebbe essere una qualunque città italiana), tra famiglie, ragazzi e locali affollati, era percepibile un inequivocabile odore di hashish. Non in una periferia dimenticata ma nel cuore della stessa, peraltro già dichiarata zona rossa con tanto di roboante comunicazione, senza che fosse visibile una divisa ma solo una diffusa percezione di precarietà.

È da qui che bisognerebbe partire. La sicurezza nasce quando un cittadino vede lo Stato prima di tutto, quando il degrado viene contrastato prima che diventi normalità, quando si vedono strade pulite e frequentate, negozi aperti, parchi curati, illuminazione funzionante, residenti che non hanno timore di vivere il proprio quartiere e forze di polizia che controllano. È lì che si costruiscono legalità e sicurezza attraverso una strategia politica seria e di lungo periodo.

Invece le cronache raccontano la stessa storia in tutta Italia. Zone rosse, degrado e violenza che non arretrano, nuove aree e continue proroghe di quelle esistenti. Nessun vero miglioramento sostanziale: al massimo lo spostamento dei problemi di qualche centinaio di metri. È evidente, allora, che il problema non è la durata della misura ma la sua efficacia. Ecco perché, non solo per me che ho vissuto la sicurezza sul campo per una vita, le zone rosse appaiono solo un inganno: quello che pretende di costruire sicurezza colorando una cartina e sostituendo la realtà con una rappresentazione artefatta.

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