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Trump accusato di essersi addormentato durante le Nba Finals: le immagini del Madison Square Garden scatenano la polemica

9 June 2026 at 21:39

Donald Trump l’ha fatto ancora. O almeno così sostengono i suoi critici, che da anni gli rimproverano una certa tendenza ad “addormentarsi sul posto di lavoro“. Questa volta l’ufficio non era lo Studio Ovale, ma il palco privato del Madison Square Garden, da cui il presidente americano ha assistito a Gara 3 delle Nba Finals tra i New York Knicks – la squadra per cui tifa da sempre in quanto nato a New York – e i San Antonio Spurs. Dopo aver incassato i fischi di parte del pubblico quando è apparso sui maxischermi durante l’inno nazionale, sui social sono diventati virali alcuni video che lo mostrerebbero apparentemente assopito accanto a James Dolan, proprietario dei Knicks.
La polemica è tutt’altro che nuova. Sui social circola da tempo l’hashtag “Commander-in-Sleep“, soprannome ironico coniato dagli ambienti democratici per prendere di mira il presidente. Le reazioni non si sono fatte attendere: il gruppo anti-Trump Lincoln Project ha definito la serata “il pisolino finanziato dai contribuenti più costoso della storia”, mentre la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez ha commentato con un lapidario “datti una svegliata”. Altri utenti hanno ironizzato sul fatto che Trump, dopo aver invitato gli americani a “guardare la partita in tv” se non potevano permettersi i costosi biglietti delle Finals, sia sembrato addormentarsi proprio durante l’incontro. Molti i commenti infuriati dei tifosi Knicks, che hanno dovuto spostare il loro storico ‘watch party’ dall’esterno del Garden a Bryant Park per motivi di sicurezza, mentre sugli schermi veniva inquadrato il presidente apparentemente assopito durante la partita tirata fino all’ultimo possesso, poi vinta dagli Spurs.
Non è la prima volta che Trump viene accusato di appisolarsi in pubblico. Già durante il processo penale di New York del 2024 diversi cronisti lo descrissero con gli occhi chiusi e la testa reclinata per lunghi tratti. Scene simili sono state osservate più volte anche nel corso del suo secondo mandato, durante riunioni di governo, briefing nello Studio Ovale e incontri internazionali. Trump e la Casa Bianca hanno sempre respinto le accuse: il presidente ha sostenuto di limitarsi a “chiudere i suoi bellissimi occhi azzurri” per ascoltare meglio e “assorbire tutto”, mentre i collaboratori hanno descritto le immagini come semplici “lunghi battiti di ciglia” o parlato di stanchezza dovuta ai ritmi di lavoro particolarmente intensi del tycoon.

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1000 Miglia 2026: Tonconogy guida su Alfa Romeo 6C del 1931

9 June 2026 at 19:14

La 44ª 1000 Miglia è partita da Brescia con oltre 430 equipaggi. Prima storica in Val Trompia, Lago di Garda e arrivo a Prato della Valle a Padova.

Il tratto inaugurale della prima tappa ha riservato una novità assoluta: per la prima volta nella sua storia, la Freccia Rossa ha attraversato la Val Trompia e la Val Gobbia, due vallate bresciane che finora non avevano mai ospitato il convoglio. L’accoglienza delle comunità locali è stata, come sempre accade quando la 1000 Miglia porta la propria carovana in territori nuovi, entusiastica  strade bordate di pubblico, bandiere, famiglie con bambini sulle spalle per vedere passare vetture che per la maggior parte di loro esistono solo nei libri di storia dell’automobile.

Il Controllo Timbro a Gardone Val Trompia, presso la sede della Beretta  l’azienda armiera fondata nel 1526 che nel 2026 celebra i propri 500 anni  è stato uno dei passaggi più significativi della giornata sotto il profilo simbolico. Due storie di eccellenza manifatturiera italiana, entrambe con radici profonde nel territorio bresciano, si sono incrociate in un momento che difficilmente avrebbe potuto essere pianificato con maggiore coerenza narrativa. La Beretta costruisce precisione da cinque secoli; le auto in gara sono il frutto della precisione meccanica di un’altra epoca. Il parallelismo è immediato.

Lumezzane, il pranzo di gara nello Stadio Tullio Saleri  trasformato per l’occasione in una sala a cielo aperto avvolta nel tricolore  ha offerto agli equipaggi e al pubblico presente uno di quei momenti di convivialità che fanno della 1000 Miglia un evento unico nel calendario motoristico mondiale. Non ci sono molte gare al mondo dove i concorrenti si siedono a tavola con la comunità che li ospita a metà percorso.

Il Lago di Garda: Salò, Sirmione e il rito del lungolago

Nel primo pomeriggio, superato il Passo del Cavallo e scesi in Val Sabbia, la prima Prova di Media di gara  poco più di 5 chilometri ad Odolo  ha acceso la competizione sul piano cronometrico. Le Prove di Media sono l’essenza tecnica della rievocazione moderna: non si tratta di andare il più veloce possibile, ma di percorrere un tratto a una velocità media esatta, misurata al centesimo di secondo. È una sfida di precisione e sensibilità di guida che richiede anni di esperienza e una calibrazione minuziosa dell’andatura troppo veloci si perde il tempo, troppo lenti anche.

L’arrivo sul Lago di Garda ha trasformato la gara in uno spettacolo. Salò è da anni uno dei momenti più iconici della prima giornata: il Lungolago che abbraccia le vetture tra due ali di folla è uno di quegli scenari che la fotografia non riesce mai a restituire completamente  bisogna esserci, sentire il rumore dei motori che rimbalza sulle facciate dei palazzi liberty, percepire la folla che si stringe per vedere da vicino una Bugatti o un’Alfa Romeo del 1930 sfilare a pochi centimetri.

La Valtenesi ha offerto un percorso lacustre di rara bellezza, con i passaggi da Cisano a San Felice del Benaco  sede del Controllo Timbro fino al Porto Torchio di Manerba, letteralmente sull’acqua. Desenzano del Garda e, in chiusura di pomeriggio bresciano, Sirmione con il Castello scaligero sullo sfondo del Controllo Timbro hanno completato una sequenza di cartoline che ogni anno convincono migliaia di persone a spostarsi lungo il percorso solo per assistere al passaggio della carovana.

La prima classifica: Tonconogy su Alfa Romeo 6C guida il gruppo

I rilevamenti cronometrici a valle della PC016 di Colombare hanno consegnato una classifica provvisoria che mette in testa l’equipaggio argentino composto da Juan e Margarita Tonconogy su Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider del 1931  una delle vetture più iconiche della storia del marchio milanese, con la carrozzeria spider che ha definito l’estetica delle sportive italiane degli anni Trenta. Inseguono i freschi vincitori del GaburriAndrea Vesco e Fabio Salvinelli  nome storico della 1000 Miglia moderna, con anni di esperienza sul percorso  e Lorenzo e Mario Turelli.

Nella categoria Ferrari Tribute guidano Fabio Vergamini e Anna Maria Fabrizi, mentre in Gran Turismo Experience sono in testa Kengo Takehara e Kazuya Tokuda  la presenza di equipaggi giapponesi nella lista dei leader è un segnale della dimensione internazionale che la 1000 Miglia ha acquisito nel corso degli anni, con partecipanti che arrivano regolarmente da Giappone, Stati Uniti, Australia e Sud America oltre che da tutta Europa.

La classifica a questo punto della gara è orientativa: i veri equilibri emergono nella seconda e terza giornata, quando le Prove di Media più impegnative e i Controlli Orario più tecnici selezionano gli equipaggi con la migliore preparazione e la maggiore regolarità di esecuzione.

Verso il Veneto: Vicenza e Padova chiudono la prima giornata

Con il convoglio che lascia il territorio bresciano, la rotta punta verso est. Peschiera del Garda accoglie il transito sotto Porta Verona e con la vista sul Bastione San Marco uno degli accessi alla città fortificata più fotografati del Veneto  prima del percorso verso l’entroterra veronese e Soave per un Controllo Timbro tra le mura del castello medievale.

Vicenza segna uno dei momenti più attesi della serata: le vetture sfileranno nel cuore del centro storico palladiano fino a Piazza dei Signori per il Controllo Orario, incorniciate tra la Basilica Palladiana e la Torre Bissara. È il tipo di scenografia che solo l’Italia può offrire  un’auto del 1931 che percorre una piazza progettata nel Cinquecento, sotto la luce artificiale della sera, con migliaia di persone a bordopista. È la ragione per cui la 1000 Miglia esiste ancora, a 44 edizioni di distanza dal suo primo capitolo di rievocazione.

Prima del traguardo di tappa, la corsa attraversa il territorio padovano con una fitta serie di Controlli Timbro tra CittadellaPiombino DeseBorgoricco e Campodarsego  borghi del Veneto centrale che per qualche ora diventano palcoscenico di una storia automobilistica che normalmente vive nei musei. L’atto conclusivo della prima giornata oltre 300 chilometri percorsi dalla partenza  andrà in scena a Padova, dove le vetture confluiranno nella spettacolare cornice di Prato della Valle: una delle piazze più grandi d’Europa, circondata da un canale e dalle statue dei personaggi illustri della città, che per una sera si trasforma nel parcheggio più scenografico del mondo.

Perché la 1000 Miglia conta ancora per il settore automotive

In un momento in cui l’industria automobilistica è impegnata nella transizione elettrica, nel dibattito sui motori termici e nella ridefinizione di cosa significhi il piacere di guida nell’era della mobilità connessa e automatizzata, la 1000 Miglia porta sul campo un argomento difficile da replicare digitalmente: il suono di un motore del 1930 che percorre una strada medievale, il controllo di un’auto senza assistenza elettronica tra le mani di chi sa guidare davvero, la materialità di macchine costruite con tecnologie che oggi esistono solo nei laboratori di restauro.

Non è nostalgia fine a sé stessa. È la dimostrazione che l’automobile, nella sua forma più pura, ha prodotto oggetti culturali di valore durevole  e che esiste un mercato globale disposto a pagare, viaggiare e svegliarsi all’alba per vederli passare. Per i costruttori che partecipano con i propri modelli storici  FerrariAlfa RomeoMaseratiPorscheMercedes-Benz  la 1000 Miglia è anche un investimento nell’identità del brand: la storia vissuta su strada vale più di qualsiasi campagna di heritage marketing.

Domani, il convoglio riprende il cammino verso sud.

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Former Air Canada pilot charged after allegedly flying without proper license for 16 years

Geoffrey Wall is alleged to have flown over 900 flights domestically and internationally between 2009 and 2025

A former Air Canada pilot has been charged after flying for years without a proper license, Canadian police have said.

Geoffrey Wall, of Barrie, Ontario, is alleged to have operated as an airline captain between 2009 and 2025 without a license to fly large commercial passenger planes, according to Peel regional police.

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© Photograph: Kevin Carter/Getty Images

© Photograph: Kevin Carter/Getty Images

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World Cup 2026 Visitors Face Tough U.S. Border Checks Amid Immigration Crackdown

9 June 2026 at 17:12
Several national teams, football officials and tournament personnel have reportedly encountered heightened security checks and immigration-related obstacles ahead of the 2026 FIFA World Cup, raising concerns about the impact of U.S. border policies on the global event. Critics argue that the measures risk undermining the inclusive atmosphere traditionally associated with international football tournaments, while American authorities maintain that security remains a top priority. Teams Face Intensive Security Screening On June 8, the Uzbekistan national team arrived in New York for a friendly match against the Netherlands. According to reports, security personnel subjected Uzbek players to extensive inspections before they entered Icahn Stadium. Officers used metal detectors and deployed drug-detection dogs to examine luggage and personal belongings.

Is the pope a Real Madrid fan? Leo’s admission upsets Barcelona faithful

Pontiff appeals in Catalan for harmony on Barcelona leg of Spain tour after making football foes in city

To the delight of many, Pope Leo XIV kicked off the Barcelona leg of his week-long visit to Spain with a few words in Catalan, calling on the faithful who had gathered in the city’s cathedral on Tuesday “to build harmony and communion beyond all polarisation”.

The pontiff’s familiar and commendable plea for people to set aside their differences may, however, have come a little late. Three days earlier, while chatting to journalists on the flight to Spain, Leo had made an awkward confession.

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© Photograph: Simone Risoluti/VATICAN MEDIA/AFP/Getty Images

© Photograph: Simone Risoluti/VATICAN MEDIA/AFP/Getty Images

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Rich countries do better in women’s football but understanding why matters, not just for the Matildas

‘Gender norms explain some of it, but not all of it’ says Tiya Banerjee, an economist at the e61 Institute

In about a week’s time, the Socceroos will step up against Turkey, their first opponents in this year’s World Cup.

Winning their first match will be a big ask; progressing beyond the first round will be a bigger one.

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© Photograph: Matt King/Getty Images

© Photograph: Matt King/Getty Images

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Milan, Rangnick non si fida: vuole pieni poteri e garanzie scritte da Cardinale. E Glasner aspetta…

9 June 2026 at 15:32

Glasner aspetta l’incastro tecnico, Mateta torna nel mirino per l’attacco rossonero

Il Milan vuole ripartire da Ralf Rangnick, ma il sì non è ancora arrivato. Il ct dell’Austria è tentato dalla possibilità di entrare nel club rossonero con un ruolo di vertice nell’area sportiva, ma prima di firmare vuole certezze. Non promesse generiche. Garanzie scritte.

Secondo il quotidiano austriaco Wiener Zeitung, Rangnick non si fida al cento per cento del quadro che gli è stato prospettato dal Milan. L’idea di guidare la rifondazione tecnica di un club storico lo intriga, ma il tedesco teme che gli impegni presi nei colloqui non vengano poi rispettati fino in fondo. Rangnick vorrebbe mettersi al capo della piramide sportiva, scegliere gli uomini con cui lavorare, controllare scouting e mercato, intervenire sull’organizzazione tecnica e muoversi senza interferenze esterne. In sintesi, vuole comandare l’area sportiva.

La richiesta al Milan è chiara: impegni definiti, ruoli separati, autonomia operativa. Il riferimento riguarda anche la presenza di figure influenti attorno al club, a partire da Zlatan Ibrahimovic, senior advisor di Gerry Cardinale e molto coinvolto nelle scelte rossonere. Rangnick non vuole sovrapposizioni né zone grigie nelle decisioni.

Seduto al tavolo, però, non c’è solo il Milan, la ÖFB, la Federcalcio austriaca, vuole trattenere Rangnick fino all’Europeo 2028. Il presidente Josef Pröll ha ottenuto il via libera per lavorare al rinnovo dopo una fase di stallo. Le richieste dell’ex Hoffenheim erano considerate alte e dentro la federazione c’era chi temeva un controllo troppo ampio da parte del ct. La proposta economica austriaca è cresciuta. Dopo una prima offerta vicina all’attuale ingaggio, poco sopra il milione di euro, l’ingresso degli sponsor Raiffeisen, IMMOUnited, Uniqa e Sporteo avrebbe consentito di raddoppiare la cifra. Ma per Rangnick i soldi non sono l’unico fattore. Il suo obiettivo, secondo la stampa austriaca, è professionalizzare la federazione, la nazionale e il calcio austriaco nel suo complesso. Anche con la ÖFB, quindi, la richiesta è la stessa fatta al Milan: libertà tecnica, controllo dello staff e margine di intervento sulle strutture.

La scelta di Rangnick può incidere anche sulla panchina. Oliver Glasner resta uno dei nomi favoriti per il Milan e avrebbe già allontanato le voci legate al Feyenoord. L’idea di allenare un club del peso dei rossoneri lo attrae, anche senza Champions League. La trattativa sarebbe in stato avanzato dopo l’incontro positivo con Cardinale e Ibrahimovic. Per Glasner sarebbe pronto un biennale con opzione per il terzo anno da circa 3,5 milioni di euro a stagione. La sua posizione, però, va letta anche insieme a quella di Rangnick. I due hanno lavorato insieme al Salisburgo e si conoscono bene. Un eventuale no del ct dell’Austria non bloccherebbe automaticamente Glasner, ma potrebbe spingerlo a riflettere sul progetto rossonero.

In attacco, il nome che può tornare d’attualità è Jean-Philippe Mateta. Il francese era stato vicino al Milan già a gennaio, dopo una trattativa impostata con il Crystal Palace intorno ai 35-36 milioni di euro. L’operazione si era poi fermata per le valutazioni mediche sul ginocchio. Da allora Mateta è rimasto a Londra, ha scelto una terapia conservativa, ha saltato otto partite tra Premier e Conference ed è tornato protagonista nel finale di stagione. Ha segnato cinque gol tra metà marzo e la fine dell’anno, compreso quello decisivo nella finale europea contro il Rayo Vallecano. Le prestazioni gli sono valse anche la convocazione della Francia per il Mondiale. Glasner lo conosce bene e lo avrebbe indicato come rinforzo per l’attacco. Insieme hanno vissuto una stagione storica al Crystal Palace, con la vittoria di FA Cup, Community Shield e Conference League. Il Milan ci pensa, anche perché il contratto di Mateta scade nel 2027 e il prezzo potrebbe scendere sotto la richiesta iniziale, superiore ai 30 milioni.

La concorrenza è tanta. La Juventus aveva seguito Mateta già nel mercato invernale e lo considera un’alternativa di livello a profili come Sorloth e Kolo Muani. Il Milan può provarci, ma prima deve capire chi comanderà la parte tecnica.

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World Cup 2026 Dark Horses: Five Teams That Could Shock the Football World

9 June 2026 at 15:17
The 2026 FIFA World Cup is set to begin in just a few days with 48 national teams participating in the most important event in the world of sport. Millions of fans who do not normally follow football are expected to tune in, while experts continue to name the same favorites: Spain, France, Brazil, Argentina, and Germany. However, almost every World Cup produces surprise contenders capable of making a deep run. According to betting odds cited by Betonmobile, Spain is considered the most likely team to finish as the tournament's highest-scoring side, with odds of 4.50. France and England are also among the leading candidates, with odds of 5.50 and 7.00 respectively.

Mondiali 2026, Iran contro gli Usa: “Revocati i biglietti ai nostri tifosi”. Fifa chiamata in causa

9 June 2026 at 12:51

La federazione iraniana accusa gli Stati Uniti di aver revocato la quota di biglietti per i tifosi dell’Iran nelle tre partite del girone mondiale. Teheran parla di ostacoli politici e chiede l’intervento della Fifa.

Teheran denuncia lo stop alla quota dell’8%: partite con Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto negli Usa

Nuova tensione politica attorno ai Mondiali 2026. La Federazione calcistica iraniana accusa gli Stati Uniti di aver revocato l’assegnazione dei biglietti destinati ai tifosi dell’Iran per le tre partite della fase a gironi.

Secondo la federazione di Teheran, la decisione impedisce di fornire tagliandi ai sostenitori iraniani per le gare contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, tutte in programma negli Stati Uniti. La denuncia arriva a pochi giorni dall’inizio del torneo, in un clima diplomatico già segnato dalle tensioni tra Washington e Teheran.

“A meno di tre giorni dall’inizio dei Mondiali del 2026, gli Stati Uniti hanno agito ancora una volta per ostacolare la presenza dei tifosi iraniani negli stadi che ospiteranno le tre partite della fase a gironi della nazionale”, ha dichiarato la federazione in un comunicato.

La federazione iraniana sostiene che i regolamenti Fifa prevedano per ogni nazionale partecipante una quota dell’8% dei biglietti per ciascuna partita. Questi tagliandi vengono poi distribuiti dalle federazioni ai propri tifosi attraverso i canali ufficiali.

L’Iran aveva già avviato la vendita dei biglietti dopo aver ricevuto la propria quota. Alcuni tifosi, secondo la ricostruzione di Teheran, avevano già organizzato viaggio e trasferte per seguire la nazionale.

“Tuttavia, con una mossa inaspettata, la quota assegnata alla Federazione calcistica iraniana è stata revocata e, nelle circostanze attuali, la federazione non è in grado di fornire nemmeno un singolo biglietto ai tifosi della nazionale”, si legge nella dichiarazione.

La federazione ha definito la decisione “contraria allo spirito che regola le competizioni internazionali e al principio di uguaglianza tra i paesi partecipanti”. Ha poi invitato la Fifa e gli organizzatori del torneo “a rispettare i principi di neutralità, equità e regolamenti stabiliti, e a fornire le condizioni necessarie ai tifosi iraniani”.

Al momento né la Fifa né gli organizzatori statunitensi hanno commentato pubblicamente l’accusa iraniana. Il caso si inserisce in una serie di problemi già denunciati da Teheran in vista della Coppa del Mondo.

Nei giorni scorsi l’Iran aveva segnalato difficoltà legate ai visti. Secondo la federazione, circa 15 membri dello staff amministrativo e dirigenziale della delegazione non avrebbero ottenuto l’ingresso negli Stati Uniti. Una situazione collegata, nella lettura iraniana, alle tensioni diplomatiche dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran alla fine di febbraio.

Le difficoltà hanno spinto la nazionale iraniana a cambiare base logistica. Il centro di allenamento previsto inizialmente a Tucson, in Arizona, è stato spostato a Tijuana, città messicana al confine con gli Stati Uniti.

Il calendario dell’Iran resta però interamente negli Usa per la fase a gironi. L’esordio è fissato il 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles. Seconda partita ancora a Los Angeles il 21 giugno contro il Belgio. Ultimo match del girone il 26 giugno a Seattle contro l’Egitto.

Il Mondiale 2026 non è ancora cominciato, ma la partita diplomatica tra Iran e Stati Uniti è già entrata negli stadi. O almeno nei biglietti.

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The Resident’s guide to the 2026 World Cup

9 June 2026 at 12:07
The Resident’s guide to the 2026 World Cup

The 2026 FIFA World Cup gets underway on Thursday June 11 and, for the first time, features 48 teams competing across the United States, Canada and Mexico. Portuguese viewers will

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US stadium and hotel workers threaten strikes ‘to make things fair’ during World Cup

Low wages and fears of ICE crackdowns have set workers on edge of strike as thousands set to arrive during World Cup

Hospitality and food service workers in several US cities hosting World Cup games are warning of looming labor disputes and possible strikes as the largest single sport tournament in the world gets ready to kick off on 11 June.

In Los Angeles, California, cashiers, dishwashers, cooks, bartenders, concessions workers and food attendants at the SoFi stadium reached a tentative agreement on Tuesday afternoon, but the union noted it had a contractual right to walk off the job if it determines that federal immigration enforcement is threatening worker safety during the World Cup. The US’s opening match, against Paraguay, is scheduled to take place at SoFi Stadium – rebranded as the Los Angeles Stadium for the tournament – on 12 June.

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© Photograph: Patrick T Fallon/AFP/Getty Images

© Photograph: Patrick T Fallon/AFP/Getty Images

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Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani

9 June 2026 at 11:44

L’Italia non giocherà il terzo Mondiale consecutivo, ma la Coppa del mondo resta un appuntamento seguito. Secondo SWG, il 71% proverà nostalgia per l’assenza degli azzurri. Il 59% guarderà comunque le partite.

Brasile, Spagna e Argentina le “squadre rifugio” per chi seguirà la Coppa del mondo

Il terzo Mondiale consecutivo senza l’Italia arriva con un sentimento doppio: dispiacere per l’assenza degli azzurri, ma anche voglia di non perdere del tutto il rito della Coppa del mondo. Per molti italiani il torneo resta legato a ricordi, serate condivise, partite viste con amici e familiari, più ancora che al calcio in senso stretto. L’interesse c’è, ma è più freddo rispetto a due mesi fa: chi seguirà il Mondiale cercherà una Nazionale per cui simpatizzare, mentre il nuovo format a 48 squadre divide tra curiosità e timore di una competizione troppo lunga.

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Secondo il nuovo Radar SWG, il 71% degli italiani dice che all’inizio del torneo proverà nostalgia e un po’ di tristezza per l’assenza degli azzurri. Tra i giovani della Gen Z la quota sale al 77%.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
Grafico Radar Swg

L’esclusione pesa, ma non cancella la forza popolare della Coppa del mondo. Il 72% degli intervistati dice che i Mondiali rievocano ricordi, emozioni e momenti unici della propria vita. Il 70% li considera ancora magici, capaci di unire e coinvolgere anche chi non segue abitualmente il calcio.

Leggi anche: Mondiali 2026, non c’è solo l’oro della coppa: il business da 80 miliardi di euro tra diritti tv, sponsor e fondi

La memoria del Mondiale non passa solo dal risultato. Alla domanda su cosa renda davvero memorabile una Coppa del mondo, il 39% indica le partite viste insieme ad amici o familiari. Le grandi sfide tra nazionali storiche arrivano al 32%, il tifo, i colori e le immagini dagli stadi al 27%. La leggerezza delle prime serate estive vale il 22%, le sorprese delle squadre meno favorite il 21%.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
Grafico Radar Swg

Il dato più concreto riguarda l’interesse per il torneo. Nonostante l’Italia fuori, il 59% degli italiani seguirà comunque i Mondiali. Il 14% li considera un evento imperdibile, mentre il 45% guarderà solo le partite più importanti, senza un reale coinvolgimento. Il 41% non li seguirà. Il 19% dice che li avrebbe guardati solo per tifare gli azzurri, il 22% non era interessato in ogni caso.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
Grafico Radar Swg

Rispetto a inizio aprile, il clima si è raffreddato. La quota di chi seguirà il torneo cala di 7 punti, mentre quella di chi non lo seguirà cresce di 6 punti. Tra gli uomini l’interesse resta più alto, al 72%. Tra i Millennials si ferma al 49%.

Chi guarderà le partite cerca comunque una squadra per cui simpatizzare. Il 65% di chi seguirà il torneo farà il tifo o avrà una nazionale preferita. Il Brasile è primo con il 17%, seguito dalla Spagna al 16% e dall’Argentina al 10%. Più indietro Francia e Inghilterra, entrambe al 5%. Il 35% non sceglierà nessuna squadra.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
Grafico Radar Swg

Il primo Mondiale a 48 squadre divide il pubblico. Il 17% pensa che il torneo sarà più bello perché darà spazio a più Paesi e più storie. Il 18% lo vede più interessante per l’aumento di sorprese e partite inedite. Il 19% non prevede grandi differenze, perché conteranno comunque le nazionali più forti.

La parte critica resta ampia. Il 13% teme un abbassamento del livello medio, il 21% considera il format troppo lungo e dispersivo, difficile da seguire. Il 12% non sa esprimersi. Senza l’Italia, il Mondiale resta un rito nazionale vissuto da spettatori esterni: meno caldo, ma ancora capace di riempire serate, ricordi e conversazioni.

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Football regulator could force David Sullivan to sell West Ham stake

Former pornographer, who owns 38.8% of club, has been accused of sexually exploitative and predatory behaviour

The football regulator could force David Sullivan to sell his stake in West Ham United after the former pornography billionaire was accused of sexually exploitative and predatory behaviour against women over several decades.

The 77-year-old announced his resignation as a director and co-chair of the football club on Saturday, ahead of a joint investigation by the BBC and the Times reporting on seven women accusing him of sexual misconduct.

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© Photograph: Mike Egerton/PA

© Photograph: Mike Egerton/PA

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Twin sisters take on 30km run to help Algarve’s volunteer firefighters

9 June 2026 at 11:06
Twin sisters take on 30km run to help Algarve’s volunteer firefighters

British twin sisters Kloe and Mariah Bye have announced plans to complete a 30-kilometre charity run from Salir to the Albufeira fire station on September 12 in support of the

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