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Juve-Vlahovic, è finita: niente rinnovo e addio a parametro zero. Da Kolo Muani alla suggestione Salah, tutti i nomi per sostituirlo

3 June 2026 at 15:12

Dusan Vlahovic non indosserà più la maglia della Juventus: il 30 giugno – quando finirà la stagione e scadrà il suo contratto – il serbo sarà svincolato e libero di accasarsi dove vuole. Alla Continassa è infatti andato in scena un incontro tra la dirigenza, il padre e Dusan Vlahovic, in cui – durante il faccia a faccia – si è discusso dell’eventuale rinnovo dell’attaccante serbo, il cui attuale contratto andrà in scadenza appunto alla fine di giugno. Le parti però evidentemente non hanno trovato un accordo: la richiesta del giocatore serbo (8 milioni all’anno più ricche commissioni e premi alla firma) era nettamente superiore rispetto alla proposta della Juve (6 milioni più bonus e niente follie per gli oneri accessori). Motivo per cui si è deciso per non prolungare il contratto. Vlahovic lascia il club bianconero dopo quattro anni e mezzo, 168 presenze totali e 68 gol.

Da capire adesso come la società si muoverà sul mercato per quanto riguarda l’attaccante, ruolo in cui al momento la Juventus è scopertissima. O meglio: ci sarebbero David e Openda, ma sono già stati ampiamente bocciati da Luciano Spalletti, che al contrario ha stima per Dusan Vlahovic, mai nascosta. “La mancanza di Vlahovic l’abbiamo sofferta come il pane – aveva detto l’allenatore della Juve dopo la vittoria contro il Lecce nelle ultime giornate di campionato -. Non si può giocare a calcio senza uno con le sue caratteristiche, senza un terminale fisico, forte, che fa gol”, diceva Spalletti, lanciando chiari segnali alla società.

Vlahovic via dalla Juve: i nomi per l’attacco bianconero

La prima scelta per sostituirlo è Randal Kolo Muani. Per l’attaccante francese sarebbe un ritorno: segnò 8 gol da gennaio a giugno 2025, lasciando ottimi ricordi a Torino. Il mancato riscatto della scorsa estate aveva creato uno strappo, ma la Juve lo riaccoglierebbe volentieri e lui tornerebbe altrettanto volentieri. Dopo il prestito al Tottenham, Kolo Muani tornerà adesso al Psg che lo rimetterà in vendita. Il problema è però la trattativa con il Psg: il club francese non ha necessità di cedere e il contratto di Kolo Muani scadrà nel 2028. Motivo per cui la richiesta sarà comunque alta. I bianconeri non vorrebbero andare oltre i 35 milioni di euro.

Non è da escludere il nome di Mohamed Salah. Con il suo addio al Liverpool dopo nove anni in cui ha vinto tutto, Mohamed Salah è diventato uno dei pezzi pregiati del mercato estivo, finendo nei radar delle squadre italiane per un ritorno nel campionato in cui la sua carriera è decollata fra il 2015 e il 2017. L’egiziano a Torino ritroverebbe Luciano Spalletti, l’allenatore che, proprio nel biennio alla Roma, lo ha lanciato definitivamente nel calcio europeo, ponendo le basi per il trasferimento ai “Reds”.

Altri nomi sul taccuino della dirigenza bianconera sono quelli di Gonzalo Garcia (che potrebbe arrivare con eventuale recompra a favore del Real Madrid) e Jean-Philippe Mateta, già cercato nella scorsa sessione invernale di mercato. Al momento però sono indietro rispetto ai due citati.

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Storia di un mercato evolutosi a regola d’arte

2 June 2026 at 03:45

Il volume Trading Beauty: Art Market Histories from the Altar to the Gallery di Valentina Castellani (Allemandi Editore, 2026) mette in discussione l’idea che le opere d’arte possano essere comprese indipendentemente dal mercato che le ha generate e fatte circolare. Ogni oggetto oggi conservato in un museo è stato anche il risultato di accordi economici, interessi politici e aspettative legate all’evoluzione del gusto. La storia dell’arte coincide, in larga parte, con una storia di scambi. Il volume ricostruisce i dispositivi che hanno organizzato il sistema delle immagini nel corso dei secoli: pratiche, attori, rituali e infrastrutture che hanno reso possibile la produzione delle opere, ne hanno determinato il riconoscimento e ne hanno influenzato il valore.

Con la fine dell’Impero romano d’Occidente, la scomparsa dei mecenati pubblici e privati aveva lasciato un vuoto profondo. Questo spazio fu riempito dal mecenatismo ecclesiastico: la scultura – dai capitelli ai portali fino alle forme tridimensionali –, i cicli di affreschi e le vetrate avevano l’obiettivo comune di glorificare la Chiesa, e diffondere la parola di Dio. Trasmettere insegnamenti ecclesiastici alla popolazione analfabeta divenne lo scopo primario dell’arte. 

Il viaggio intrapreso da Castellani comincia nel Medioevo e nel Rinascimento. In quell’epoca ogni opera poteva esistere solo se commissionata, secondo le esigenze e le indicazioni del committente. Il mecenatismo era infatti la forza motrice del mercato artistico, ed era la domanda a dettare i meccanismi della produzione. 

Nel Quattrocento, come spiega lo storico d’arte britannico Michael Baxandall, citato nel libro, un dipinto del XV secolo era la testimonianza di un rapporto sociale, fondato sulla dipendenza economica dell’artista. Lo scopo principale di una cappella privata era infatti quello di celebrare il prestigio finanziario, politico e sociale del suo mecenate, piuttosto che mostrare il talento degli artigiani. Il valore dell’opera risiedeva nella sua materialità: le sue dimensioni, il tempo di lavoro e l’uso di pigmenti costosi, come per esempio il blu oltremare. 

La rinascita della vita cittadina verso la fine del XII secolo e l’ascesa della borghesia urbana permisero agli artisti di emanciparsi, stabilirsi in botteghe stabili e iniziare a firmare le proprie opere. Tuttavia, l’attività era strettamente regolata dal sistema medievale delle corporazioni: per poter lavorare legalmente era necessario iscriversi alla corporazione, che regolava la formazione, stabiliva il numero di apprendisti, definiva orari e standard di qualità, e imponeva rigide barriere protezionistiche nei confronti degli artisti stranieri.

Nel 1550 la pubblicazione delle Vite di Giorgio Vasari introdusse poi il concetto di «genio» come espressione di una personalità originale. Il pittore spostò il valore dell’opera d’arte dai materiali utilizzati all’ingegno dell’artefice, l’artifex, un termine che tradizionalmente era riservato negli scritti teologici a Dio. Pur non usando ancora l’appellativo di “artista”, Vasari contribuì a modificare lo status intellettuale dei produttori di opere d’arte. Un cambio di paradigma che si tradusse in una straordinaria ascesa economica.

Nel contesto italiano, la frammentazione politica in città-stato favorì una competizione culturale: le dinastie al potere elevarono il mecenatismo a uno strumento di legittimazione. Una transizione importante si verificò nel XVII secolo, in quello che fu definito il Secolo d’oro olandese. In seguito alla guerra d’indipendenza contro la Spagna, l’Olanda si costituì come repubblica protestante, ponendo fine al sistema di committenza legato alla Chiesa cattolica e alle corti. Gli artisti dovettero così ripensare la propria posizione, e rivolgendosi a un mercato più aperto e anonimo, dominato dalla borghesia mercantile.

Questo scenario diede vita a una produzione di massa senza precedenti: nel Seicento le opere prodotte superarono i cinque milioni. L’arte entrò nelle case dei ceti medi e persino in quelle dei semplici artigiani: si stima che a Delft, in Olanda, due terzi della popolazione possedeva almeno un quadro. Cambiarono radicalmente anche i soggetti: le composizioni mitologiche e storiche furono sostituite dai paesaggi, dalle nature morte e dalle scene di interno domestico, che celebravano i valori quotidiani della borghesia. Questa massificazione comportò un forte ribasso dei prezzi: un dipinto semplice poteva costare solo due o tre fiorini, e un buon ritratto sessanta fiorini: meno del prezzo di un bue, che ne valeva novanta.

Oggi, le domande fondamentali intorno al mercato dell’arte rimangono le stesse: chi autorizza che cosa è arte? Chi trasforma l’attenzione in valore? In Trading Beauty Valentina Castellani prova a rispondere a questa domanda analizzando la metamorfosi della galleria d’arte moderna, che si evolve da semplice spazio di vendita a laboratorio di posizionamento reputazionale.

Un fenomeno centrale della storia recente è l’ibridazione tra spazio commerciale e istituzione pubblica tramite le mostre “museali” presenti in galleria. Il caso di studio analizzato nel volume è la mostra Picasso: Mosqueteros, organizzata dall’autrice per Gagosian a New York nel 2009, che dimostra come la distinzione tra pubblico e privato non sia più strutturale. Il progetto, focalizzato sulla produzione tarda di Picasso, fu concepito con rigore scientifico, prestiti internazionali istituzionali, la curatela del biografo John Richardson e l’allestimento dell’architetta Annabelle Selldorf. L’operazione culturale ha colmato un vuoto critico, generando al contempo una rivalutazione di mercato del segmento specifico dell’artista. La galleria si trasforma così in un’istituzione capace di produrre senso e valore economico, dimostrando che la costruzione del mercato e la produzione di conoscenza possono coincidere.

Nel capitolo finale, il volume affronta le turbolenze del presente: la vita post-pandemia, la crescita esponenziale del mercato dell’arte cinese, le piattaforme digitali, l’economia dell’attenzione, e l’avvento dell’intelligenza artificiale. Oggi, la legittimazione dell’opera è frammentata: si disperde tra i social media e tra nuove geografie, portando con sé il rischio di volatilità e di omologazione del gusto, dettata dagli algoritmi. 

Emerge anche una tendenza legata alle sensibilità delle generazioni più giovani, che esprimono urgenti di riequilibrio verso artisti storicamente marginalizzati. Il  collezionista contemporaneo si deve fare carico di una responsabilità culturale nei confronti della storia, invitandolo a privilegiare principi guida universali: l’autenticità della passione e lo studio metodico, gli unici strumenti capaci di riconoscere la qualità artistica.

Trading Beauty, Cover. Società Editrice Allemandi / Leo Gilardi

“Trading Beauty. Il mercato dell’arte dall’altare alla galleria”, di Valentina Castellani, Allemandi Editore, 2026, 34€, 312 pagine

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