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Fiumicino, il senatore di FdI Menia attacca una coppia gay all’aeroporto: “Basta effusioni, fatele a casa vostra”

4 June 2026 at 21:36

“Niente carezze ed effusioni in pubblico”. Sono passate da poco le 21 e alla lounge Ita dell’aeroporto di Fiumicino, in un attimo, scoppia un battibecco. Protagonista il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia che nota due ragazzi scambiarsi effusioni al tavolino accanto. Stanno facendo una videochiamata con degli amici scambiandosi qualche carezza, ma questo al senatore meloniano non va bene. Non gli va giù. Non è ammissibile, per lui. Così reagisce: “Ora basta, le effusioni fatele a casa vostra“. Una scena che non passa inosservata.

I due ragazzi protestano, non capiscono cosa hanno fatto di male se non scambiarsi qualche gesto d’amore in pubblico. Ma Menia – storico esponente di Fratelli d’Italia con una lunga militanza nel Msi e in An – non ci sta e i due giovani sono costretti a chiamare gli assistenti della lounge Ita di Fiumicino che però non allontanano il senatore di Fratelli d’Italia. Così a intervenire ci pensa il capogruppo del M5s Luca Pirondini che calma Menia e gli fa capire a brutto muso che non si deve permettere: “Gli ho detto che non doveva azzardarsi a dire cose del genere a una coppia di ragazzi che erano seduti al tavolo e non facevano niente di male, l’omofobia nel nostro Paese non è ammessa”, racconta il senatore pentastellato. Alla fine i due ragazzi restano per un po’, finchè non raggiungono il gate per il loro volo, indignati.

Anche Menia conferma il racconto. Rispondendo al Fatto dall’aereo spiega: “Avevo questi due signori seduti vicino alla lounge ma a me da ragazzino hanno insegnato l’educazione”. Cosa nello specifico? “Che quando sei all’aeroporto o al bar, non ti sbaciucchi non ti tocchi. E invece loro si mostravano a tocchettarsi e a baciarsi a vicenda. Questo non va bene: vale per un uomo e una donna, un uomo e un uomo e donna con un’altra donna. Loro (gli omosessuali, ndr) non sono più uguali degli altri: in un posto pubblico bisogna comportarsi come ci si comporta civilmente in un luogo pubblico“. E loro che le hanno risposto? “Mi hanno insultato: mi hanno detto ‘crepa’, ‘ti venga un tumore’ – continua Menia – ma sono abituati a fare vittime. Lei quando va con il suo ragazzo o la sua ragazza in pubblico cosa fa, si tocca? Erano tocchi continui. Hanno infastidito diversi. In molti mi hanno detto: ‘Bravo hai fatto bene'”.

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Vannacci: “Pozzolo? Resta nel partito”. E incalza i giornalisti: “Mi date una definizione di ubriaco?”

4 June 2026 at 19:42

Il primo evento pubblico di Roberto Vannacci a Roma è preceduto da una conferenza stampa al Salone delle Fontane dell’Eur. Alle domande dei giornalisti sul caso di Emanuele Pozzolo, il presidente di Futuro Nazionale afferma “non ho visto il video”. Parla di “un incidente automobilistico che riguarda la vita privata e che nulla ha a che vedere con l’attività politica che stiamo svolgendo”.

“Io sono un pochettino strabiliato dalla reazione che ha avuto (la vicenda, nrd) su tutte le pagine dei quotidiani”. Vannacci non gradisce essere interrotto, anche se pone domande giornalisti ai presenti. “Parla lei o parlo io”.

“Ma se lo stesso incidente fosse avvenuto ad un cardiochirurgo il giorno dopo gli sarebbe stato vietato l’ingresso in sala operatoria? Se lo stesso incidente fosse avvenuto ad un professore, di liceo o di università, il giorno dopo gli sarebbe stato proscritto l’ingresso all’aula presso la quale insegna?”.

Il leader di Futuro Nazionale prosegue con gli esempi, poi ai cronisti pone altre domande “mi date una definizione di ubriaco?”. Tutto questo per dire che “Pozzolo resta nel partito. Io non abbandono nessuno, nessuno rimane indietro di quelli che sono stati con me in mille campi di battaglia e non rimane indietro nel mio partito politico”.

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Legge elettorale, approvato il testo base: tempi compressi sugli emendamenti. Le opposizioni: “Umiliante forzatura”

4 June 2026 at 17:07

La Commissione Affari costituzionali della Camera ha adottato la nuova proposta della maggioranza, il cosiddetto “Bignami bis” (dal nome del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami) come testo base per la discussione sulla legge elettorale. Rispetto alla versione licenziata nei mesi scorsi dal Consiglio dei ministri, il premio di maggioranza resta fissato in settanta seggi alla Camera e 35 al Senato, ma verrà assegnato solo se la stessa lista o coalizione arriverà prima in entrambi i rami del Parlamento e supererà la soglia del 42% (non più del 40%). Il tetto massimo dei seggi raggiungibili con il premio, poi, scende da 230 a 220 alla Camera e da 114 a 113 al Senato, così da impedire il raggiungimento del 60% che permetterebbe alla maggioranza del momento di eleggere da sola vari organi di garanzia. “Abbiamo accolto molti elementi emersi dalle audizioni. Le modifiche apportate rendono il premio ragionevole e proporzionato perché arriva al massimo al 13%. Credo e spero ci sia la disponibilità a fare proposte che possano essere accolte e magari oggetto di valutazione”, ha detto in Commissione il relatore del testo, il deputato di Fratelli d’Italia Angelo Rossi.

L’approdo in Aula del provvedimento per la discussione generale è calendarizzato al 26 giugno: dopo le proteste delle opposizioni in Ufficio di Presidenza, il termine per la presentazione di emendamenti in Commissione è stato fissato tra una settimana, giovedì 11 giugno alle 12, mentre la destra avrebbe voluto anticiparlo addirittura a lunedì 8. In base al calendario concordato, il 15 giugno la Presidenza comunicherà le inammissibilità l’esame degli emendamenti è previsto tra il 26 e il 23, mentre il 24 dovrebbe tenersi il voto sul mandato al relatore. “Le continue compressioni dei tempi da parte della maggioranza rappresentano un’umiliante forzatura su una legge elettorale che dovrebbe essere frutto di un confronto ampio tra tutte le forze politiche. Invece si procede con testi definiti fuori dal Parlamento, nei vertici di maggioranza a palazzo Chigi, e poi semplicemente portati in commissione per essere ratificati in fretta e furia“, attaccano in una nota congiunta i capigruppo di opposizione nell’organo, Simona Bonafè (Pd), Filiberto Zaratti (Avs), Alfonso Colucci (M5s), Maria Elena Boschi (Iv) Riccardo Magi (+Europa) e Matteo Richetti (Azione).

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PSD Olhão diz ao Governo que “Olhão não pode continuar refém da insegurança”

Em comunicado enviado às redações esta quarta-feira, 3 de maio, que se transcreve a seguir, o qual também é dirigido à população, o PSD Olhão diz que «A crescente sensação de insegurança vivida pelos Cidadãos de Olhão deixou de ser uma mera perceção para passar a ser uma realidade evidente e preocupante.

Os recentes assaltos com roubo de bens em pleno dia, no centro da cidade, os episódios de violência associados ao tráfico de estupefacientes, incluindo um grave tiroteio ocorrido recentemente, bem como diversos atos de pequena delinquência, são sinais claros de uma degradação da segurança e da tranquilidade pública que não pode continuar a ser ignorada.

É imperativo reconhecer que a esquadra da Polícia de Segurança Pública de Olhão enfrenta há vários anos uma crónica falta de efetivos e condições operacionais. Esta realidade compromete seriamente a capacidade de prevenção, patrulhamento de proximidade e resposta eficaz às ocorrências, colocando uma pressão injusta sobre os profissionais que diariamente cumprem a sua missão em circunstâncias cada vez mais difíceis. Ao mesmo tempo, é impossível não questionar a reduzida intervenção da Polícia Municipal no exercício das competências que lhe estão legalmente atribuídas, nomeadamente na vigilância dos espaços públicos, na fiscalização do trânsito rodoviário e pedonal e na promoção da ordem e disciplina no espaço urbano.

A presença preventiva e dissuasora desta força é manifestamente insuficiente perante os problemas que se agravam na Cidade e no Concelho. Olhão não pode resignar-se a assistir ao crescimento da criminalidade e da desordem urbana.

Exige-se do Governo o reforço urgente dos meios humanos e materiais da Polícia de Segurança Pública, mas exige-se igualmente da Câmara Municipal, através da Polícia Municipal, uma atuação mais determinada, mais presente e mais eficaz através dos instrumentos que já tem ao seu dispor.

Os Olhanenses têm direito a viver seguros na Cidade e no Concelho. A segurança das Pessoas e dos seus bens não pode continuar a ser relegada para segundo plano nem servir de tema para discursos ocasionais. É tempo de assumir responsabilidades, agir com firmeza e devolver aos Cidadãos a confiança que hoje sentem ameaçada.

Olhão merece mais. Os Olhanenses exigem mais», termina assim a missiva do PSD Olhão.

AMAL encontra-se com os parceiros do projeto RuralSilverHubS em Espanha

Numa reunião que se realizou em Burgos, na vizinha Espanha, que teve como objetivo fazer um ponto de situação das atividades que cada um dos parceiros do consórcio está a desenvolver, teve a participação da AMAL.

O encontro foi realizado na semana passada, durante a qual foram também definidas as datas para as próximas iniciativas a implementar no âmbito deste projeto financiado pelo Interreg Sudoe.

Salienta, a nota de imprensa emitida pela AMAL, que o RuralSilverHubS integra entidades de Portugal, França e Espanha. O envelhecimento, o despovoamento rural e a limitação no acesso a determinados serviços são desafios que o espaço Sudoe (Sudoeste europeu) enfrenta e a que este projeto pretende dar resposta.

Apresentação da AMAL

Uma das principais ações consiste na criação dos Laboratórios de Inovação Social e Digital em Ambientes Rurais Despovoados“, que permitem a criação de sinergias entre os principais agentes territoriais, promovendo medidas que respondam aos desafios identificados pela população.

Outra das medidas passa pela criação do Observatório da Economia Prateada Rural, que visa recolher dados no Algarve e na região do Ave (Portugal), em Tarragona e Burgos (Espanha) e na Nouvelle Aquitaine e Occitanie (França), que ajudem na tomada de decisões.

Das atividades pelas quais é responsável, a AMAL já concluiu o processo de mapeamento de stakeholders da região do Algarve e já organizou um webinar internacional de apresentação de diagnóstico (aqui). É também de referir que estas atividades permitiram reforçar a colaboração com entidades regionais e contribuir para o desenvolvimento da abordagem Community Silver Rural Hubs, que está na base deste projeto e diz respeito à criação de redes e dos laboratórios de inovação.

aumento da população com mais de 55 anos no meio rural cria novos desafios que exigem soluções inovadoras. O projeto RuralSilverHubS procura dinamizar as zonas rurais, melhorando a qualidade de vida de quem lá vive.

Cosa dice del Pd l’addio di Pina Picierno

4 June 2026 at 16:33

Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo del Partito democratico, ha lasciato il partito sostenendo che la principale forza del centrosinistra italiano abbia progressivamente perso la propria identità riformista.

Secondo fonti vicine all’eurodeputata citate dall’Ansa, Picierno sarebbe destinata ad aderire al Partito democratico europeo (EDP), guidato dall’eurodeputato ed ex sottosegretario italiano Sandro Gozi, ora parte del gruppo Renew Europe al Parlamento europeo.

Le ragioni politiche dietro la scelta

La sua uscita mette in evidenza le tensioni tra l’area riformista del Pd e l’attuale leadership del partito. Il nodo del contendere riguarda soprattutto la collocazione politica della forza guidata da Elly Schlein e il rapporto con le diverse culture interne del centrosinistra. La vicenda si inserisce inoltre in un confronto più ampio che tocca temi centrali della politica europea, come il sostegno all’Ucraina, le politiche di difesa e il rapporto con i movimenti populisti.

In un’ampi intervista a Il Foglio, Picierno ha affermato che “la casa dei riformisti non esiste più” all’interno del Partito democratico. “Non si può essere ambigui nei confronti del fascismo putiniano e degli estremismi”, ha dichiarato, chiedendo la costruzione di una nuova forza politica in grado di competere elettoralmente.

La rottura con il Pd di Schlein

“Per rispetto della mia dignità politica e personale è arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein”, ha spiegato Picierno, sostenendo che il partito “è diventato qualcosa di diverso rispetto a quello che abbiamo contribuito a fondare”.

L’eurodeputata ha parlato anche di una progressiva “distorsione” del progetto originario del Pd, avvenuta senza un vero confronto congressuale. “Il Pd che volevamo al Lingotto non esiste più”, ha aggiunto, richiamando la fase fondativa del partito nel 2007 sotto la guida di Walter Veltroni.

Allo stesso tempo, Picierno ha ribadito la continuità con i valori originari del suo percorso politico: “Resto una democratica. Non sto andando indietro”.

Il dibattito aperto nel centrosinistra

La sua decisione riporta al centro il tema del riformismo nel centrosinistra europeo. Il profilo politico di Picierno è da sempre legato a posizioni fortemente europeiste, atlantiste e al sostegno all’Ucraina.

Poco prima dell’annuncio, il Pd aveva sostenuto in Parlamento una mozione critica sull’aumento delle spese per la difesa in ambito Nato, giudicato potenzialmente insostenibile per i conti pubblici italiani. Un passaggio che, pur non essendo stato collegato direttamente alla decisione dell’eurodeputata, evidenzia una crescente distanza tra le diverse sensibilità interne al partito.

Per la leadership dem, il tema della difesa è soprattutto legato all’equilibrio tra sostenibilità finanziaria e politiche sociali; per l’area riformista, invece, rappresenta parte di una più ampia riflessione sul ruolo dell’Europa in uno scenario internazionale segnato da guerra e instabilità.

Le reazioni nel Pd

La scelta di Picierno ha suscitato reazioni all’interno del partito. L’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha espresso “grande dispiacere” per l’addio, sottolineando come il pluralismo sia “uno dei valori fondativi del Pd” e che un suo indebolimento rappresenterebbe un problema per l’intero partito. Anche Marianna Madia, che da poco ha fatto la stessa scelta di Picierno di abbandonare il Pd, ha invitato a evitare ulteriori frammentazioni nell’area riformista, richiamando la necessità di un progetto politico unitario nel centrosinistra.

Riformismo: un dibattito che si riapre

Il caso Picierno si inserisce in una fase in cui il concetto di riformismo è tornato al centro del dibattito politico italiano. In un intervento pubblicato su Il Messaggero, l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha ribadito come il riformismo rappresenti la principale risposta al populismo contemporaneo, rilanciando implicitamente il tema della ricomposizione dell’area moderata e progressista.

La stessa Picierno ha descritto la sua uscita non come un punto di arrivo, ma come l’inizio di un nuovo percorso politico, invocando la costruzione di una forza capace di intercettare gli elettori oggi lontani dal Pd o disillusi dalla politica.

La sua decisione, al di là delle conseguenze parlamentari immediate, evidenzia una tensione più profonda all’interno del centrosinistra: la definizione stessa di riformismo in una fase politica segnata da guerre, instabilità internazionale e crescita dei movimenti populisti in Europa.

Redução de imigrantes brasileiros “era o grande objetivo das políticas migratórias”

By: Lusa
4 June 2026 at 16:30
O ministro da Presidência, António Leitão Amaro, afirmou hoje que a redução de imigrantes brasileiros em Portugal condiz com a tradição dos fluxos entre os dois países, mas também das dinâmicas económicas no Brasil e das novas regras migratórias. Tem sido notícia a saída de imigrantes brasileiros de Portugal, confirmada pela Embaixada do Brasil, por questões como as novas regras migratórias, o preço das rendas ou os baixos salários. O ministro da presidência, António Leitão Amaro, considera contudo que se assiste, “sobretudo a uma situação de estabilização” dos números, cujos dados mais recentes (final de 2024) indicam cerca de meio

JPP quer saber em que estado está a execução do Museu do Max e Música Tradicional

4 June 2026 at 16:05
Os deputados do Juntos Pelo Povo (JPP) vão realizar uma visita de trabalho às obras de reabilitação e adaptação estrutural do edifício destinado ao futuro Museu do Max e da Música Tradicional Madeirense. O pedido foi já dirigido à Secretaria Regional de Equipamentos e Infraestruturas e insere-se no cumprimento do direito e no dever de […]

Inchiesta stragi 1993, lo scambio di messaggi tra Meloni e Marina Berlusconi prima del comunicato di Palazzo Chigi

4 June 2026 at 15:55

Uno scambio di messaggi. Di soddisfazione. Poi la nota, a tre ore di distanza. Dopo mesi di tensioni, tra la premier Giorgia Meloni e la presidente di Mondadori Marina Berlusconi torna la pace il nome del padre Silvio. L’occasione è la notizia dell’archiviazione da parte del giudice per le indagini preliminari di Firenze nei confronti di Marcello Dell’Utri, indagato nell’ambito dell’inchiesta sui mandanti occulti delle stragi del 1993. “Mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi”, ha scritto la gip Patrizia Marcucci.

Una decisione che ha fatto esultare il centrodestra e le due protagoniste della coalizione di governo. Poco dopo mezzogiorno è stata Marina Berlusconi, primogenita di Silvio, a fare una nota per esultare per l’archiviazione contro le “insinuazioni e campagne di delegittimazione” che hanno prodotto “solo una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali” chiedendo di andare avanti sul tema delle riforme della giustizia che restano “un’emergenza“. Dopo pranzo invece il carico ce lo ha messo direttamente la premier Meloni secondo cui, con questa archiviazione, viene “spazzata via ogni ombra“.

Due note simili frutto di contatti diretti tra le due. In tarda mattinata Meloni avrebbe scritto messaggi di soddisfazione alla primogenita dell’ex fondatore di Forza Italia. Contatti che arrivano dopo diverse settimane di sospetti a Palazzo Chigi – in seguito al referendum – sulle mosse della famiglia Berlusconi su Forza Italia con il cambio dei due capigruppo Paolo Barelli alla Camera e Maurizio Gasparri al Senato.

Proprio sul tema della giustizia mercoledì mattina c’è stato un confronto – anche acceso – tra i partiti di maggioranza e il Guardasigilli Carlo Nordio sulle riforme da approvare da qui al 2027. In particolare gli azzurri rappresentati da Enrico Costa, Stefania Craxi e Francesco Paolo Sisto hanno insistito per calendarizzare le riforme sul sequestro degli smartphone, della prescrizione e anche della responsabilità civile dei magistrati. Ma su questo Fratelli d’Italia e Nordio frenano.

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Sport e diplomazia, la Coppa del Mondo inizia a… Cafe Milano

4 June 2026 at 15:53

Ci sono luoghi che, con il tempo, smettono di essere semplici indirizzi. Diventano simboli. Succede quando la politica, la diplomazia, l’economia e le relazioni internazionali finiscono per incrociarsi sempre nello stesso posto. A Washington quel luogo è Café Milano.

E non sorprende che, nel lungo viaggio di avvicinamento ai Mondiali del 2026, la Fifa abbia scelto proprio il ristorante di Georgetown per celebrare l’evento sportivo più seguito del pianeta.

Un luogo che da anni rappresenta una sorta di diplomazia parallela, dove i tavoli contano quasi quanto gli uffici e dove le conversazioni informali spesso anticipano quelle ufficiali. Per una sera, sotto i riflettori, c’è stata la Coppa del Mondo.

Ma il vero protagonista è stato il contesto. Perché il trofeo più ambito del calcio mondiale è approdato nel cuore della capitale americana, tra ambasciatori, membri dell’amministrazione statunitense, dirigenti internazionali e personalità dello sport.

Un parterre che racconta molto della trasformazione del calcio in uno strumento di soft power globale. A fare gli onori di casa, accanto a Franco Nuschese, è stato il presidente della FIFA, Gianni Infantino. Il numero uno del calcio mondiale ha scelto il registro dell’ironia per rompere il ghiaccio. “Nel resto del mondo chiamiamo football un gioco che si gioca con i piedi.

Qui chiamate football un gioco che si gioca con le mani”, ha detto sorridendo. Poi la sintesi perfetta dello spirito dell’evento: chiamatelo football o soccer, poco importa.

L’importante è partecipare alla festa. Una festa che guarda già all’estate del 2026, quando Stati Uniti, Canada e Messico ospiteranno il primo Mondiale a 48 squadre della storia. Un evento che la FIFA presenta come il più inclusivo e partecipato di sempre e che, secondo le previsioni, coinvolgerà miliardi di persone in ogni angolo del pianeta.

Al centro della sala, custodita con attenzione quasi cerimoniale, la Coppa del Mondo attirava sguardi e fotografie. Trentasei centimetri di altezza, rivestita in oro, con le due figure umane che sorreggono il globo terrestre. Un oggetto che travalica la dimensione sportiva per diventare icona culturale.

Attorno, gli ospiti si muovevano con la stessa curiosità riservata alle grandi opere d’arte o ai simboli della storia contemporanea.

Tra i presenti figuravano il Segretario al Commercio degli Stati Uniti Howard Lutnick, il senatore Bill Hagerty, il deputato Darin LaHood, numerosi ambasciatori accreditati a Washington e protagonisti del calcio americano come Alexi Lalas e Stu Holden.

Un mosaico di presenze che ha restituito l’immagine di un torneo ormai capace di parlare contemporaneamente il linguaggio dello sport, della politica e degli affari.

Del resto, il luogo scelto non è casuale. Fondato nel 1992 da Franco Nuschese, originario di Minori, Café Milano è diventato negli anni una vera istituzione della Beltway. Da Barack Obama a Clinton, da Joe Biden ai leader stranieri in visita negli Stati Uniti, intere stagioni della politica americana sono passate dai suoi tavoli.

Non a caso Formiche lo ha definito il luogo dove “si prendono le misure di chi conta”, una sorta di crocevia permanente del potere washingtoniano.

Nuschese ha voluto sottolineare proprio questo aspetto. “L’ospitalità italiana abbassa le distanze e crea fiducia”, ha spiegato. Una filosofia che trova conferma nella storia del locale e che, per una sera, si è sposata con la dimensione universale del calcio. A suggellare il momento è arrivato anche un omaggio alla Costiera Amalfitana.

Il maestro ceramista Vittorio Ruocco ha realizzato un piatto decorato a mano dedicato alla FIFA e al Mondiale 2026, donato a Infantino come simbolico ponte tra Minori e Washington. In fondo, il significato della serata è tutto qui. Il Mondiale deve ancora iniziare, ma la sua diplomazia è già in campo.

E passa anche da un tavolo apparecchiato nel cuore di Georgetown, dove l’italianità incontra il potere e il calcio diventa linguaggio universale.

Hugo Nunes acusa GR de perder milhões da Saúde devido a “incompetência”

4 June 2026 at 15:48
O deputado Hugo Nunes exige explicações imediatas à Secretária Regional da Saúde sobre o corte drástico de quase 29 milhões de euros nas verbas do Plano de Recuperação e Resiliência (PRR) destinadas ao Serviço Regional de Saúde. O relatório oficial da reprogramação do PRR expõe uma realidade inaceitável: a perda de fundos europeus vitais que […]

“Emiliano torni giudice a Benevento”: al Csm la destra vota per il rientro in toga dell’ex governatore Pd dopo 23 anni

4 June 2026 at 15:36

Per conoscere il suo immediato futuro, Michele Emiliano dovrà pazientare ancora un po’. Al termine di un ping pong durato oltre sei mesi, la Terza Commissione del Consiglio superiore della magistratura si è finalmente espressa sulla richiesta dell’ex sindaco di Bari e governatore pugliese – tuttora un pubblico ministero in aspettativa elettorale – di diventare consulente istituzionale in attesa di un seggio in Parlamento, evitando un clamoroso ritorno in toga dopo 23 anni (la legge Cartabia anti-porte girevoli non si applica al suo caso, essendo entrata in vigore dopo l’ultima elezione). Ma il verdetto non è stato univoco: la commissione ha partorito due proposte contrapposte, tra cui il plenum, l’organo al completo, dovrà scegliere in una delle prossime sedute (probabilmente a luglio). La prima, votata dai quattro consiglieri togati, dà il via libera al collocamento fuori ruolo di Emiliano come consulente della Commissione d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro. La seconda, votata dalle due “laiche” Isabella Bertolini e Daniela Bianchini, elette in quota Fratelli d’Italia, respinge invece la richiesta e ricolloca Emiliano in ruolo come giudice del Tribunale di Benevento, sede indicata da lui stesso come seconda preferenza (la prima era la Direzione nazionale antimafia). Una posizione, a guardar bene, abbastanza paradossale: proprio le rappresentanti della maggioranza allergica alle “toghe rosse” ora chiedono di far rientrare in magistratura uno dei più importanti esponenti del Partito democratico, di cui fu candidato addirittura alla segreteria.

La consulenza al Senato è il “piano B” studiato per Emiliano dal suo amico e conterraneo Francesco Boccia, capogruppo del Pd a palazzo Madama. La soluzione iniziale individuata per l’ex governatore, infatti, era la nomina a collaboratore di Antonio Decaro, suo delfino politico e successore alla guida della Regione. La richiesta di Decaro, però, è stata respinta per ben tre volte dalla Terza Commissione, nonostante vari aggiustamenti formali e sostanziali: secondo il Csm, né l’incarico di “consigliere giuridico” né quello di consulente per le crisi industriali erano autorizzabili in base alla legge. Così, con la mediazione di Boccia, il presidente della Commissione d’inchiesta sul lavoro Tino Magni (Alleanza Verdi e Sinistra) ha lanciato un salvagente inviando un’istanza alternativa a palazzo Bachelet. Anche questa strada, però, si è rivelata non priva di ostacoli: su richiesta del Consiglio superiore, Magni ha dovuto spiegare perché abbia bisogno proprio di Emiliano, considerato anche il fatto che la sua commissione si avvale già della consulenza di un altro magistrato fuori ruolo. Lo stesso ex governatore, mercoledì, è stato ascoltato dalla Terza Commissione del Csm, sottolineando l’inopportunità di un suo rientro in toga dopo due decenni: “L’attuale normativa prevede che chi è stato in politica non possa rientrare nelle funzioni per evitare un danno molto grave all’indipendenza e all’immagine di imparzialità della magistratura. Anche se ovviamente a me non si applica, ho comunque dato disponibilità ad applicarla”, ha detto.

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L’Euro? Secondo Guarino, costituzionalista ed ex ministro, fu un colpo di Stato

4 June 2026 at 15:17

L’Italia e altri 15 Paesi del Sud e dell’Est Europa (Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Croazia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia) hanno chiesto di modificare la proposta di bilancio presentata dalla Commissione europea. I 16 Paesi sostengono la necessità “di garantire condizioni di attuazione più favorevoli, quali un tasso di cofinanziamento dell’Unione europea dell’85% per gli Stati membri con un reddito pro capite inferiore alla media europea”.

“Il rafforzamento del mercato unico non può prescindere da una politica di coesione – ha sostenuto a Bruxelles il ministro italiano per gli Affari europei Tommaso Foti -. Competitività e coesione sono due facce della stessa medaglia”.

In pratica si chiede di aggiustare le regole stupide che condizionano la vita dei popoli europei. È una richiesta minimale che non va ad intaccare l’architettura normativa cosi come si è andata configurando a partire da quello che il giurista ed ex ministro Guarino definiva come un vero e proprio golpe.

Ma come siamo arrivati a questo punto? Ce lo ha raccontato il Prof. Giuseppe Guarino in due suoi testi pubblicati nel 2014 “Un saggio di verità sull’Europa e sull’euro” per le Edizioni Polistampa e “Cittadini europei e crisi dell’Euro” per l’Editoriale Scientifica Napoli le cui analisi e le cui proposte qualche politico in grado di saper leggere e scrivere ai giorni nostri farebbero bene a studiare ed imparare qualcosa.

Il prof. Giuseppe Guarino, giurista e politico italiano, già ministro delle Finanze, dell’Industria, Commercio e Artigianato e delle Partecipazioni Statali, delineò oltre un decennio fa la realtà dell’Unione Europea, dell’Italia, dell’Euro, soprattutto alla luce di quanto era accaduto nei precedenti 15 anni, a partire dall’adozione della moneta unica.

Guarino, che attribuisce all’euro la responsabilità di aver fatto precipitare l’Italia a terza peggiore economia del mondo, illustra con dovizia di particolari il meccanismo attraverso cui è stata illegittimamente violata la nostra sovranità monetaria e si è attuata una deviazione dal virtuoso processo di costruzione europea per intraprendere una strada differente: non più l’Europa dei popoli e delle culture, ma l’Europa della moneta e della finanza.

Nei saggi di Guarino è possibile cogliere tre elementi cruciali di estremo interesse.

Il primo è l’individuazione degli atti giuridici attraverso cui si è attuato quello che Guarino definisce un autentico “colpo di Stato”, che ha violato la Costituzione italiana ed ha portato all’introduzione di un euro “falso”.

Guarino, infatti, spiega che con l’adozione del regolamento 1466/97 da parte dell’Unione Europea, oltre che del reg. 1055/2005 e del reg. 1175/2011 e in ultimo del Fiscal Compact, si è violato quanto sancito dallo stesso Trattato di Maastricht (Iue) nel 1992.

L’obiettivo prefissato, infatti, era inizialmente quello di uno sviluppo e una crescita sostenibile da raggiungersi da parte di ciascuno Stato che “vi avrebbe provveduto nell’interesse proprio e dell’Unione, con la propria politica economica”. L’obiettivo della crescita di ogni Stato venne in seguito sovvertito e sostituito con il risultato del “pareggio di bilancio” imposto dal reg. 1466/97 con il quale l’Unione Europea andava contro un proprio Trattato e decideva la disciplina per la nuova moneta unica, l’euro. Per tale motivo Guarino definisce questo euro un euro “falso”, in quanto disciplinato da un regolamento e non da quanto previsto dal Trattato.

Il secondo elemento di rilievo del suo saggio deriva dall’osservazione di tutti i parametri economici dai quali emerge che il risultato della politica monetaria ed economica della Ue è fallimentare, soprattutto se si considera che “Italia, Germania, Francia nei quattro decenni dal 1950 al 1991, risultavano nello sviluppo i primi tre Paesi democratici occidentali, salvo poi avere un tracollo nel periodo tra il 2000 e il 2010 a seguito dell’adozione dell’euro con l’Italia che figura tra gli Stati con minore sviluppo nel mondo come terza peggiore economia nel mondo, la Germania come decima peggiore economia, la Francia come quattordicesima peggiore economia.

Il terzo elemento di rilievo e conclusivo del saggio è la soluzione che bisognerebbe adottare per risolvere il problema di crisi economica e di deficit democratico che caratterizzano questa Unione Europea. Guarino spiega come sia difficile intervenire sul sistema attuale cosi come costituito, vista la complessità dei meccanismi e delle istituzioni coinvolte.

Per cui per far fronte a un colpo di Stato l’unica via sarebbe quella di un nuovo colpo di Stato che getti le basi per un nuovo corso dell’Europa in campo sociale, culturale, economico, monetario.

L’uscita da questo euro “falso” e l’adozione di una nuova moneta sarebbe dunque la strada da percorrere da parte di alcuni Stati dell’area del Mediterraneo che possano avere un peso tale in termini di popolazione e di economia da non subire le ripercussioni da parte di Paesi ed economie più forti nel caso di una scelta del genere. L’adozione di una nuova moneta dovrebbe avvenire con un cambio nella cui trattativa i Paesi che adotterebbero il nuovo conio dovrebbero far pesare i danni subiti dal tradimento dubito da parte dell’Unione Europea, che violando gli accordi previsti dai Trattati ha alterato il regime democratico dei popoli europei portandoci alla situazione attuale.

È un’utopia questa? Una proposta velleitaria? Non direi, se si tiene conto di quanto emerso in alcuni interventi al recente Festival dell’Economia a Trento, dove l’ex ministro del Mef, Giovanni Tria ha senza mezzi termini detto che: “Se non si cambiano i Trattati non andiamo da nessuna parte”. A lui si è aggiunto l’economista e Rettore della Università Luiss, Paolo Boccardelli che ha invitato a pensare a un’integrazione a diverse velocità “con un gruppo di paesi con visioni comuni con i quali costruire un’area integrata”. Confortati entrambi dal Prof. Diego Rossano dell’Università di Napoli Parthenope, che ha osservato che un debito pubblico comune è impossibile senza la revisione di un Trattato che ci obbliga attualmente ad una fatica di Sisifo: “Spingiamo in alto il masso sulla montagna che ci ricasca addosso senza mai raggiungere la vetta”. A questi economisti si è aggiunto Fabrizio Messina che, addirittura, ha invitato a lottare contro il Trattato, “immaginare che il safe asset sia considerato al di fuori del perimetro dell’aiuto di Stato”.

Compresa la lezione? Soprattutto da parte di quelle forze politiche che si definiscono sovraniste ed identitarie?

Salvini a Pichetto Fratin: “Acquisto gas russo cag… pazzesca? I più anti-russi come Macron e Sanchez lo comprano e noi no”

4 June 2026 at 14:37

L’ipotesi lanciata da Matteo Salvini che il governo italiano possa tornare ad effettuare importazioni di gas russo per far fronte alla crisi energetica, nella giornata di ieri è stata stroncata in modo netto dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica del governo Meloni. “E’ una cagata pazzesca” il virgolettato non smentito e riportato nelle cronache parlamentari. Il ragionamento di Gilberto Pichetto Fratin è che “costerebbe molto lo stesso”. E che non sarebbe vantaggioso l’acquisto di gas russo.

Oggi il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e Trasporti prima finge stupore e si lascia andare ad una esclamazione sarcastica, poi spiega: “Tengo presente il fatto che oggi, mentre stiamo parlando, cinque paesi europei stanno continuando ad acquistare combustibile dalla Russia, tra cui Francia e Spagna“. “Quindi – continua il leader della Lega – mentre noi discutiamo di quello che potremmo fare ma non facciamo a discapito di famiglie e imprese, altri paesi europei oggi stanno comprando. E quindi quelli che sono i più anti-russi stanno finanziando l’economia russa, chiedete a Macron e a Sanchez per quale motivo stanno comprando combustibili oggi per centinaia di milioni di euro. Nel mese di aprile 1 miliardo e 700 milioni di euro. E quindi per quello che mi riguarda tornare a comprare a prezzi più vantaggiosi rispetto a quello che stiamo spendendo oggi, combustibili in tutto il mondo, Russia compresa, è un tema sul tavolo”.

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Caso Minetti, il comunicato del Quirinale: “Mattarella ha preso atto delle conclusioni della Procura. Nessun motivo per rivalutare la grazia”

4 June 2026 at 14:30

La grazia a Nicole Minetti resta. “Non ci sono motivi per rivalutarla”. È questa la presa di posizione di Sergio Mattarella in un comunicato ufficiale della Presidenza della Repubblica, dopo gli accertamenti sollecitati dallo stesso Quirinale in seguito agli articoli del Fatto Quotidiano. La decisione del Capo dello Stato era attesa alla luce di quanto prodotto dalla Procura Generale di Milano, che mercoledì aveva chiuso le porte concludendo al termine della nuova istruttoria – e citando le indagini difensive della stessa ex consigliera regionale lombarda e del suo compagno Giuseppe Cipriani, senza considerare la testimonianza di una massaggiatrice che aveva parlato con Il Fatto – che il quadro era rimasto invariato rispetto al primo parere: nessun festino con escort e droga nel ranch uruguaiano della coppia, ma solo incontri conviviali.

“L’Autorità Giudiziaria competente ha condotto gli accertamenti, richiesti dalla Presidenza della Repubblica e sollecitati dal Ministero della Giustizia, sulla asserita infondatezza delle condizioni che hanno portato alla concessione della grazia alla signora Minetti”, ricorda il Quirinale parlando di “accurate verifiche in ogni direzione necessaria” attraverso polizia e Interpol “giungendo alla conclusione” che le notizie alla base dei dubbi del Fatto “non corrispondono al vero”. Il presidente della Repubblica “ringrazia” il ministero della Giustizia per aver “sollecitamente provveduto” a disporre gli accertamenti e spiega di aver “preso atto con rispetto delle conclusioni della Procura Generale di Milano, in base alle quali non si ravvisano motivi per una rivalutazione del provvedimento di clemenza adottato, ribadendo la propria fiducia nella magistratura”.

Il comunicato del Quirinale prosegue con una rivendicazione: “Da oltre undici anni, quando una domanda di grazia è accompagnata dal parere favorevole degli organi giudiziari competenti”, il presidente la “concede abitualmente” e lo fa “senza farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitarie della grazia”. In particolare, il riferimento è alle critiche sulla “segretezza” del provvedimento. Nel caso di Minetti, il Quirinale “non si è discostato dai comportamenti abituali, senza alcuna inconsueta segretezza: nella maggior parte dei casi di concessione di grazia non viene emesso comunicato, in ragione della presenza di dati sensibili – malattie, vicende e relazioni familiari, coinvolgimento di bambini e altri aspetti delicati – che vanno doverosamente tenuti al riparo da forme di divulgazione”. Durante il mandato presidenziale in corso, conclude il Colle, “da oltre quattro anni sono state concesse 42 grazie: per 12 di esse vi è stato un comunicato che le ha rese note, mentre non vi è stato comunicato per 30 casi perché questi coinvolgevano dati sensibili. La Presidenza della Repubblica – conclude la nota – osserva il rispetto del divieto della loro diffusione”.

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Lavoro, disuaguaglianze e grandi ricchezza: il confronto a sinistra per un programma progressista. L’iniziativa di Cernusco

4 June 2026 at 13:51

Negli ultimi decenni, e ancor più negli ultimi anni, si sono aggravate precarietà del lavoro, disuguaglianze economiche e concentrazione della ricchezza. Da questo dato di fatto parte l’iniziativa promossa dal Circolo di Sinistra Italiana dell’Adda-Martesana per un momento di riflessione e confronto di varie anime della sinistra su economia globale e locale, trasformazioni del mondo del lavoro e nuove forme di precarietà, redistribuzione della ricchezza e riorganizzazione fiscale: questioni da affrontare per elaborare un solido programma economico-sociale progressista. L’appuntamento è in programma giovedì 11 giugno alle 21 alla Biblioteca Civica Lino Penati in Via Fatebenefratelli 2 a Cernusco sul Naviglio.

Quale modello di economia, finanza, giustizia fiscale per una società più equa? Come modificare la distribuzione delle ricchezze globali e locali e quali sono le priorità di un programma progressista condiviso? E ancora: come cambia il mondo del lavoro nell’era della finanziarizzazione e dell’IA? Come combattere povertà lavorativa, precarietà, automazione e rilanciare rapporti sociali tra lavoratori e rappresenanza nei luoghi di lavoro? Intorno a questi quattro interrogativi – non certo semplici da sciogliere – si confronteranno Mikhail Maslennikov, policy advisor, giustizia economica di Oxfam Italia, Luca Stanzione, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, Tino Magni, senatore Verdi-Sinistra, Alessandro Alfieri, senatore Pd. A introdurre il dibattito sarà Claudio Corrà di Sinistra Italiana di Cernusco, mentre porterà i suoi saluti anche la sindaca Paola Colombo.

Per informazioni: sinistraitalianamartesana@gmail.com

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Cybersicurezza, pronti dodici milioni da Mur e Acn

4 June 2026 at 13:25

Dodici milioni di euro per formare nuove competenze, rafforzare la ricerca e rendere più solide le infrastrutture digitali del sistema universitario italiano. È la cifra messa sul tavolo dal Ministero dell’Università e della Ricerca, guidato da Anna Maria Bernini, insieme all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), con un nuovo avviso pubblico che punta a consolidare uno degli ambiti più strategici per il futuro del Paese: la cybersicurezza.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della Strategia nazionale di cybersicurezza 2022-2026 e accompagna l’attuazione della direttiva europea NIS2, il nuovo impianto normativo che impone standard più elevati di protezione e gestione del rischio per enti pubblici e operatori privati. Una sfida che non riguarda soltanto la dimensione tecnologica, ma investe il terreno della formazione, della ricerca scientifica e della capacità di attrarre e valorizzare talenti.

L’obiettivo del bando è infatti quello di rafforzare la preparazione del sistema universitario e degli enti pubblici di ricerca rispetto alle minacce informatiche, sostenendo percorsi capaci di coniugare innovazione, resilienza digitale e utilizzo responsabile delle tecnologie emergenti, a partire dall’intelligenza artificiale. In uno scenario internazionale segnato dall’aumento degli attacchi cyber e dalla crescente competizione tecnologica, la costruzione di competenze avanzate diventa un tassello essenziale della sicurezza nazionale.

La misura si sviluppa lungo due direttrici. La prima, “Incentivazione della mobilità internazionale”, dispone di 8 milioni di euro e sostiene progetti promossi da università ed enti pubblici di ricerca, anche in partenariato. Le risorse finanzieranno programmi di mobilità accademica e professionale, attività di alta formazione, collaborazioni internazionali e workshop specialistici. Parallelamente, una parte degli interventi sarà destinata al potenziamento delle infrastrutture digitali e dei sistemi di sicurezza informatica di atenei e centri di ricerca. Per ciascun progetto è previsto un contributo fino a 500 mila euro.

La seconda linea di intervento, denominata “Protettori Digitali”, vale invece 4 milioni di euro ed è rivolta direttamente agli studenti universitari. L’obiettivo è diffondere competenze sulla prevenzione dei rischi informatici, sull’educazione digitale e sull’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie. Una scelta che riflette un principio ormai condiviso dagli esperti del settore: la cybersicurezza non è più materia esclusiva degli specialisti, ma una competenza trasversale che coinvolge l’intera società.

Particolare attenzione viene riservata anche al tema dell’inclusione. Il bando introduce infatti criteri premiali per i progetti che favoriscono la partecipazione femminile ai percorsi di formazione e mobilità internazionale, nel tentativo di ridurre il divario di genere che ancora caratterizza molte discipline Stem e le professioni legate alla sicurezza digitale.

Dietro l’investimento economico si intravede una visione più ampia: costruire una filiera nazionale della cybersicurezza che metta in connessione università, ricerca e istituzioni, rafforzando la capacità del Paese di affrontare le sfide della trasformazione digitale. Perché la sicurezza delle reti e dei dati passa certamente dalle tecnologie, ma si fonda prima di tutto sulle competenze di chi sarà chiamato a governarle. Le candidature potranno essere presentate tramite la piattaforma Cineca dal 30 giugno al 28 luglio 2026. Una finestra che apre una nuova fase nell’investimento italiano sul capitale umano della sicurezza digitale.

PL lidera divisão do fundo eleitoral e receberá R$ 881,6 milhões

O TSE (Tribunal Superior Eleitoral) divulgou nesta quarta (3) a divisão dos valores do fundo eleitoral de financiamento de campanha. Ao todo, cerca de R$ 4,9 bilhões serão distribuídos entre 30 partidos.

A divisão considera a representatividade dos partidos no Congresso e o desempenho nas últimas eleições. Como PL e PT elegeram as maiores bancadas na Câmara e Senado, recebem mais recursos.

Veja quanto cada partido vai receber

o PL: R$ 881.657.477,34

o PT: R$ 615.367.980,20

o União Brasil: R$ 526.242.858,11

o PSD: R$ 421.008.404,89

o PP: R$ 417.067.738,40

o MDB: R$ 400.002.399,99

o Republicanos – R$ 348.587.815,77

o Podemos: R$ 245.969.763,68

o PDT: R$ 169.285.643,92

o PSB: R$ 152.252.956,07

o PSDB: R$ 147.895.172,40

o PSOL: R$ 131.506.284,42

o Solidariedade: R$ 88.526.669,83

o Avante: R$ 72.516.777,19

o PRD: R$ 71.819.227,37

o Cidadania: R$ 60.714.157,11

o PCdoB: R$ 60.531.914,25

o PV: R$ 45.183.873,26

o Novo: R$ 37.044.203,26

o Rede: R$ 35.803.821,03

o Agir: R$ 3.307.679,85

o DC: R$ 3.307.679,85

o Democrata: R$ 3.307.679,85

o Missão: R$ 3.307.679,85

o Mobiliza: R$ 3.307.679,85

o PCB: R$ 3.307.679,85

o PCO: R$ 3.307.679,85

o PRTB: R$ 3.307.679,85

o PSTU: R$ 3.307.679,85

o UP: R$ 3.307.679,85

Recursos podem ser usados em despesas de campanha

Os valores podem ser utilizados para despesas relacionadas à campanha. Gastos incluem produção de material gráfico, impulsionamento de conteúdo na internet, contratação de pessoal, aluguel de espaços para eventos, transporte e serviços de comunicação. (UOL/FOLHAPRESS)

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